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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 giugno 2015

Ciao Khaled Fouad Allam, caro amico !

Conobbi Khaled Fouad Allam sedici anni fa, nella primavera del 1999.

Allora avevo vent'anni ed ero iscritto ai Verdi e mi fu presentato da Mario Puiatti, allora esponente di spicco dei Verdi friulani. Fouad, anche se nessuna testata e nemmeno Wikipedia lo riporta, fu allora candidato alle elezioni europee proprio per il partito ambientalista italiano per eccellenza.

In quel periodo, da dissidente, sostenni la campagna elettorale della Lista Emma Bonino, purtuttavia collaborai volentieri anche alla campagna elettorale dei Verdi e ricordo che cenai con Fouad, Mario Puiatti e Italo Corai in un risorantino udinese.

Anni dopo rividi Fouad a Pordenone per un convegno su “Fede e Libertà” e pranzammo ancora una volta assieme, condividendo entrambi una visione laica e libertaria dell'umanità.

Apprendere della sua morte ieri, addirittura ancora avvolta nel mistero, mi rattrista doppiamente.

Il mio pensiero va a quei giorni, alla sua cultura ed intelligenza.

Ovunque ti trovi ora, caro Fouad, il mio cuore e la mia memoria avranno sempre un posto per te.


Luca Bagatin



15 dicembre 2012

"Luoghi comuni sulla Massoneria" di Franca Barbetti Celetto (lettera pubblicata sul Messaggero Veneto del 12/12/2012)

Ho letto lo scorso 25 novembre una lettera al Direttore del signor Luciano Miele , del direttivo PD di Marano Lagunare, che ironizzava circa le “lezioni” di filosofia che sta tenendo il consigliere regionale del PD Marco Travanut.

Non entro nel merito della discussione “politica” tuttavia mi permetto di notare come, per l’ennesima volta, nella lettera sia stata tirata in ballo la Massoneria, senza, a mio parere, pertinenza e motivo alcuno.

Se anche il relatore, per spiegare le concezioni filosofiche di Kant e Cartesio, avesse bisogno di far riferimento ai testi di De Crescenzo, autore del quale apprezzo moltissimo la simpatia e la sagacia, non credo potrebbe tuttavia rinvenire in lui posizioni del tutto obbiettive sulla Massoneria.

Ricordo, in particolare, i suoi commenti circa l’appartenenza, ormai ampliamente documentata, di Totò alla Massoneria.

"Non può essere vero - sbottava lo scrittore - io che l' ho conosciuto, lo posso dire: tutto poteva essere tranne che un massone. Io parlerei di un' incompatibilità di tipo caratteriale. Perché ci si iscrive ad un' associazione più o meno segreta? Per ricavarne dei vantaggi, per contare di più. Ma a che tipo di vantaggi poteva aspirare uno come Totò, che nel suo campo era il massimo, e che ovunque andava era conosciuto ed amato da tutti?".

Ed è proprio qui che De Crescenzo si sbaglia. I luoghi comuni sono quelli, la realtà è un'altra. Luciano De Crescenzo farebbe bene ad approfondire lo studio ed evitare di cadere nel ridicolo come quando parla, addirittura, di liste malavitose, con il solito riferimento alla P2.

La Massoneria è tutt’altra cosa, è un’istituzione vivace, moderna, capace di attrarre anche i giovani non perché offre loro potere, soldi o appoggi politici, ma valori, e lo sta dimostrando giorno per giorno con manifestazioni, convegni, eventi di tipo culturale ed etico ma soprattutto con la testimonianza e l’esempio di tanti Liberi Muratori nella vita quotidiana.

E’ convinto il signor Miele che altrettanto si possa oggi sostenere dell’attuale classe politica?

Franca Barbetti

Delegato Magistrale della Regione Friuli della Gran Loggia d’Italia degli ALAM



13 novembre 2012

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM organizza a Udine un Convegno su bioetica, testamento biologico ed eutanasia

Convegno nazionale, Sabato 17 novembre 2012 E.V., ore 9,00,

Hotel La' Di Moret, Udine, viale Tricesimo 276

tratto dal sito www.granloggia.it


Da una felice sinergia fra la Regione Massonica Friuli e la Consulta Nazionale di Bioetica della Gran Loggia d’Italia, e' nato il progetto del Convegno in oggetto che si terra' in un centro congressuale di prestigio ed ottimamente attrezzato, quale l'Hotel La' di Moret.

Il tema dell'incontro e' particolarmente intrigante: “Vita e pensiero dei momenti ultimi".

Con questo titolo si è voluto porre in risalto, rispetto ad altri eventi simili, non il momento della morte ma quello della vita negli ultimi istanti dell’esistenza. 

In altre occasioni, infatti, le tematiche si sono limitate ad affrontare aspetti tecnici, quali le dichiarazioni anticipate di fine vita (testamento biologico), o l'eutanasia. Argomenti importanti ma circostanziati ad una sfera medica, biologia, giuridica. Tutto sembra, in tal caso, ridursi a parametri "tecnici", dettati da dati clinici e da procedure notarili, indicate dalla legge.

Ciò che si dimentica e' l'aspetto più importante, quello umano di una persona che vede avvicinarsi la morte ma che ancora vive ed ha il diritto di farlo. Siffatta esigenza sarà,  invece, predominante nell'evento del 17 novembre, dove argomenti tipici della bioetica saranno esaminati in un'ottica tipicamente massonica.

Ben quattordici relatori estremamente qualificati da punto di vista professionale hanno accolto l’invito ad affrontare da diverse angolature, la vita e il pensiero dei momenti ultimi.

Gli interventi, ripartiti in tre sessioni aperte al pubblico, seguiranno un filo conduttore complesso ed esaustivo che, partendo dall'etica massonica, approderanno ad un esame della gestione del "fine vita" nel nostro paese e all'estero.

Il programma del Convegno è scaricabile qui: http://www.granloggia.it/GLDI/GetDoc.aspx/2174/PieghevolePublic2.pdf



6 ottobre 2012

A proposito di antimassoneria e massonofobia: una testimonianza di Franca Barbetti Celetto, Delegata Magistrale in Friuli della Gran Loggia d'Italia degli ALAM


Da quel lontano 3 marzo 1983, data del mio ingresso nell’Obbedienza della Gran Loggia d’Italia, ne ho viste davvero tante di campagne diffamatorie nei nostri confronti.

Lo scandalo della P2, l’inchiesta Cordova degli anni 90, quando alle 6 di mattina sono piombati in casa di mio padre portandogli via di tutto e di più, le reiterate pubblicazioni sulla stampa locale e nazionale di elenchi, il più delle volte obsoleti, con nomi di Fratelli e Sorelle da tempo passati all’Oriente Eterno. Ma non importa, tutto va bene, purchè si diffami, anzi si infami!

Davvero penso che ci sia chi vorrebbe costringerci ad andare in giro con vergogna con la squadra e il compasso al collo per additarci e riconoscerci...come facevano i nazisti con gli ebrei…e pensare che invece quella squadra e quel compasso noi li portiamo davvero addosso, ma volentieri, con orgoglio, proprio per riconoscerci e farci riconoscere.

Qui in Friuli Venezia Giulia tutti coloro che sono stati nominati per incarichi regionali hanno dovuto, per anni, dichiarare la loro appartenenza alla Massoneria, finchè questo obbrobrio non è stato cancellato, ma, nonostante tutto, lo hanno fatto con fierezza di appartenenza.

Due anni fa abbiamo inaugurato a Udine la mostra sull’Antimassoneria. Sono venuti in tanti, molti si sono meravigliati di tanto livore nei nostri confronti, in fondo ci conoscevano come persone “normali”, anzi il più delle volte come “brave persone”;  insomma proprio non potevano credere che “mangiassimo i bambini”!

Anche la stampa ha pubblicato riscontri positivi della manifestazione e riscontri ancor più positivi li ha pubblicati lo scorso anno in occasione del Meeting dei Giovani, quando improvvisamente in molti si sono accorti che la Massoneria non è un ritrovo di vecchi bacucchi, tristemente bardati nelle loro fasce e nei loro grembiuli, ma un’istituzione vivace, moderna, capace di attrarre i giovani non perché offre loro potere, soldi o appoggi politici, ma VALORI, quei valori che tanto mancano oggi in questo nostro Paese che ha perso la bussola.

Dopo di allora un’altra campagna stampa ci ha toccati, ma erano beghe politiche…noi eravamo solo un pretesto per fare le scarpe a qualche concorrente politico poco gradito.

E così da anni ed anni andiamo avanti per la nostra strada, tra alti e bassi, tra momenti di insolita pace e periodi di vera e propria guerra.

Quando finalmente il nostro diventerà un Paese “normale”, allora forse si renderà conto che l’unico, vero, importante, metro di giudizio, non è quello di essere ritenuti appartenenti a questa o quella istituzione, ma l‘esempio che ciascuno di noi offre giorno per giorno, con il suo comportamento, la sua credibilità ed il suo onore."


Franca Barbetti Celetto

Delegata Magistrale per il Friuli Venezia Giulia della Gran Loggia d'Italia degli ALAM



6 maggio 2011

L'Arcigay di Pordenone rilancia le sue iniziative politiche



L'Arcigay di Pordenone rilancia con il bacio gay.
Già l'anno scorso fece "scalpore" nel mondo politico friulano la campagna di manifesti "Civiltà: prodotto tipico friulano" con Giacomo Deperu, Vicepresidente di Arcigay di Pordenone, che si baciava con il suo compagno e, in altro manifesto, due esponenti di Arcilesbica nello stesso atteggiamento affettivo.
Ecco che, a distanza di un anno esatto, il movimento omosessuale friulano rilancia con un confronto pubblico fra i sei candidati a Sindaco di Pordenone, rilanciando anche la campagna dei manifesti a livello nazionale, con il sostegno di sedici associazioni trasversali, fra cui GayLib, il movimento omosessuale che fa riferimento all'area libertaria di centro-destra.
Assente giustificato il candidato Maurizio Salvador dell'Udc che, ad ogni modo, in un comunicato ha fatto sapere che per il suo partito l'unica forma di famiglia possibile è quella eterosessuale.
Esordisce il candidato de Il Ponte, Gianni Zanolin, che plaude all'iniziativa di Arcigay, che, a suo parere, ha rappresentato un forte momento di coesione fra le persone e la comunità, che deve riconoscersi anche in valori come l'affettività. Un'affettività che non ha colore o orientamento sessuale.
Il candidato del centrodestra, Giuseppe Pedicini, non mostra imbarazzi nel sostenere la campagna di Arcigay, nonostante il Presidente della Provincia di Pordenone, il PdL Alessandro Ciriani, abbia con forza negato il patrocinio gratuito all'iniziativa. Pedicini ritiene che un bacio, anche omosessuale, sia oggi accettato dalla nostra società.
Diverso l'atteggiamento del candidato dell'Api e Futuro Pordenone Alberto Rossi, che, da cattolico, ritiene che tale campagna rappresenti un'ostentazione dell'omosessualità e sia, pertanto, inopportuna.
Il candidato di Sinistra e Libertà e Italia dei Valori, Giovanni Del Ben, pensa invece che con iniziative di questo genere siano cadute molte ipocrisie della nostra società e, per finire, il candidato del centrosinistra Claudio Pedrotti chiosa dicendo che è necessario fare molta attenzione alle discriminazioni, anche di tipo sessuale.
Giacomo Deperu di Arcigay, ha poi rilanciato due concrete iniziative, ovvero la necessità di istituire corsi nelle scuole, con personale specializzato, al fine di far conoscere la realtà omosessuale e di combattere il bullismo omofobico e la lodevole iniziativa di istituire una sezione della Biblioteca civica di Pordenone alla letteratura omosessuale, intitolandola al militante dei diritti civili dei gay, recentemente scomparso, Italo Corai.
Le iniziative sono state accolte con entusiasmo da tutti i candidati a Sindaco che, stranamente, si sono anche detti tutti a favore dell'istituzione del registro comunale delle unioni civili.
La cosa mi ha parecchio stupito, considerando che il sottoscritto, che da anni è andato proponendolo anche al centodestra ed al cosiddetto Terzo Polo, ha sempre ricevuto sonori rifiuti e perplessità. Senza poi contare che, tale argomento, nel centrosinistra è stato sempre considerato un tabù (l'unico candidato da sempre a favore è il candidato indipendente e civico Gianni Zanolin e, non a caso, mi sono candidato nella sua lista).
Bravo dunque a Giacomo Deperu, che ha saputo prendere per le corna i politicanti locali, i quali dimostrano spesso di essere lontani anni luce dalla società - cosiddetta - civile, ma, se messi alle strette, finiscono per far decadere le loro ipocrisie e tabù.

Luca Bagatin



23 marzo 2011

Luca Bagatin: un Repubblicano libertario nel Consiglio comunale di Pordenone, nella lista civica "Il Ponte", con Gianni Zanolin Sindaco

Il 15 maggio prossimo, a Pordenone, si terranno le elezioni per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale. Come referente del Partito Repubblicano Italiano, come laico, liberale e libertario da una vita, mi sono candidato nella lista civica "Il Ponte", a sostegno del candidato a Sindaco Gianni Zanolin: al di fuori degli schieramenti politici.


Se sarò eletto nel prossimo Consiglio comunale di Pordenone, mi impegnerò relativamente a queste tematiche:


LAICITA' E DIRITTI:


    • Istituzione del registro comunale delle unioni civili per coppie etero ed omo affettive.

    • Opposizione a qualsiasi finanziamento diretto e/o indiretto ad istituti confessionali e religiosi.

    • Promozione e valorizzazione della cultura laica.

    • Politiche a sostegno dei malati, dei disabili e degli anziani.

    • Politiche a sostegno dei diritti degli animali.


RISPARMIO AMMINISTRATIVO:


  • Taglio degli esuberi e degli sprechi nella Pubblica Amministrazione.

  • Riduzione delle indennità di carica di Sindaco ed Assessori del 20 %.

  • Abolizione delle circoscrizioni comunali ed introduzione del Bilancio partecipativo sull'esempio dei molti Comuni italiani (Arezzo, Bergamo, Cinisello Balsamo, Reggio Emilia...).


INVESTIMENTI DI PUBBLICA UTILITA':


  • Costruzione di cinquemila posti auto al di fuori della città.

  • Potenziamento del servizio di bus navetta al fine di collegare i parcheggi esterni al centro città e riduzione delle tariffe del trasporto pubblico urbano.

  • Tutela dei parchi e del verde pubblico e recupero di aree verdi a partire dai Giardini di Piazza IV Novembre.

  • Incentivi al piccolo commercio, con istituzione di mercatini tematici e dell'antiquariato tutte le domeniche.


Luca Bagatin, nato a Roma il 15/02/1979.

Sono componente del Direttivo provinciale del Partito Repubblicano Italiano, partito nel quale milito da qualche anno. Faccio politica da quando avevo 17 anni, da sempre nell'area laica, liberale e libertaria.

Sono giornalista del quotidiano nazionale “La Voce Repubblicana”. Faccio parte del comitato editoriale della rivista di cultura massonica “YR Magazine”, organo del Rito di York del Grande Oriente d'Italia. Sono inoltre componente della redazione della rivista specializzata nelle tematiche legate al mistero ed all'esoterismo a tiratura nazionale “Secreta Magazine”; nonché sono redattore dell'Agenzia di Stampa “Laici.it”.

Collaboro inoltre da diversi anni con le riviste specializzate di Storia risorgimentale “Camicia Rossa”, “Il Pensiero Mazziniano” e “L'Azione Mazzinana”.

Sono iscritto da dieci anni alla Società Teosofica Italiana ed all'Associzione Mazziniana Italiana, nell'ambito della quale ho ricoperto importanti incarichi in seno alla Sezione udinese intitolata all'Eroe della Resistenza “Luciano Bolis”.

Curo da sette anni il visitatissimo blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it



5 marzo 2011

Angelo Pezzana a Pordenone per affermare la normalità dell'essere omosessuali


Angelo Pezzana negli anni '70 ed Angelo Pezzana oggi
dalla quarta di copertina del suo libro "Un omosessuale normale" (Stampa Alternativa)

Un centinaio abbondante di partecipanti alla serata del 4 marzo scorso, alle ore 20.30, presso la saletta convegni dell'ex convento di San Francesco a Pordenone, per affermare la normalità del proprio orientamento sessuale.
"Un omosessuale normale", il titolo del libro edito da Stampa Alternativa presentato ieri alla presenza dell'autore, Angelo Pezzana, primo militante omosessuale in Italia e fondatore, nel 1971, del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (FUORI !) federato al Partito Radicale.
A moderare l'incontro (organizzato dal Club Ernesto Rossi e da Arcigay e patrocinato dal Comune di Pordenone, rappresentato per l'occasione dall'Assessore Giovanni Zanolin) Tommaso Cerno, editorialista de L'Espresso, coadiuvato da Italo Corai, leader storico del movimento omosessuale pordenonese e Giacomo Deperu, Viceresidente di Arcigay di Pordenone e Udine.
Platea in visibilio ad ascoltare le parole di questo militante omosessuale assolutamente normale, ordinario, lontanissimo da certo "macchiettismo" con cui la gran parte dei mass-media cerca di dipingere il gay.
Angelo Pezzana ha ricordato, infatti, l'inizio della sua militanza in solitaria (raccontato, peraltro, nella sua autobiografia edita da Sperling & Kupfer nel '97 "Dentro & Fuori"), quado ancora gli omosessuali erano considerati dei malati psichici, ovvero da curare.
Pezzana ha esordito raccontando la prima uscita pubblica del FUORI !, movimento tutt'altro che di scalmanati che volevano cambiare il Sistema, come si diceva in quegli anni in gergo, ma di singoli individui, per lo più borghesi, animati dall'affermazione della propria sessualità. E così i militanti del FUORI ! si iscrissero ad un convegno di psichiatri, tenutosi presso il Casinò di Sanremo, per contestare pubblicamente la proposta di legge, caldeggiata da molti medici, di mettere fuori legge l'omosessualità, ovvero di considerarla come una malattia mentale.
Interruppero il convegno con cartelli inneggianti il motto "Nessuno può reprimere la nostra sessualità" e con il lancio a terra di fialette puzzolenti che fecero scappare gli psichiatri.
Da allora, racconta Pezzana, i giornali furono costretti a non ignorare più il fenomeno omosessuale ed a scrivere - per la prima volta in Italia - la parola "omosessuale" a chiere lettere. E, da allora, nessun convegno psichiatrico si permise più di considerare gli omosessuali come dei malati.
Sarà dunque un crescendo di lotte di pochi, ma convinti ed uniti militanti gay e lesbiche provenienti da tutta Italia. Militanti che avranno persino il coraggio di manifestare nei Paesi ove era vietata (e lo è tutt'ora) l'omosessualità, come l'Unione Sovietica e l'Iran. Saranno arrestati, vilipesi, ma successivamente sempre rilasciati. Ed otterranno lo scopo voluto: fare una rivoluzione del costume in un'Italia ed in relatà retrograde, ignoranti e chiuse.
Ecco perché, oggi, Pezzana ha deciso di scrivere questo suo libro. Una sorta di diario con anche riflessioni di cronaca. Non un libro retorico e di ricordi, bensì uno strumento per l'affermazione della normalità dell'essere omosessuale, così come dell'essere eterosessuale, bisessuale, polisessuale o transgender.
Pezzana rimarca molto questo concetto. E lo rimarca affermando che: "Noi abbiamo dovuto lottare per far riconoscere la nostra identità. Oggi è necessario lottare per affermare la nostra normalità".
E non fa sconti alla Chiesa cattolica, affermando che, anche se per molti versi oggi le cose sono cambiate, il Cristianesimo ha commesso molti crimini ed anche oggi il Vaticano ha votato - all'ONU - esattamente come i Paesi islamici per la condanna dell'omosessualità.
Angelo Pezzana, coadiuvato dal suo eterno amico Italo Corai, ha concluso che, più che leggi contro l'omofobia, oggi, occorrono leggi per l'affermazione di diritti delle coppie di fatto e per l'adozione ai singoli ed agli omosessuali. E, soprattutto, occorre agire molto a livello culturale, in modo da far comprendere a tutti che i gay non sono una "specie protetta", bensì persone come tutte le altre. Con i medesimi diritti e doveri.

Luca Bagatin



27 febbraio 2011

Un omosessuale normale a Pordenone

Abbiamo sentito le ennesime recenti sciocchezze  - in merito a gay ed adozioni ai single - del già cattocomunista amico dei dittatori, antilaico ed oggi omofobo Silvio Berlusconi.
Ce le aspettavamo, anche se, siamo convinti una volta di più, che ciò non faccia onore ad un'Italia che si vorrebbe laica e liberale.
Sarà che Berlusconi ha frequentato troppo, in questi anni, la dacia del già Kgb Vladimir Putin o la tenda del Colonnello Gheddafi ed ha completamente perso il senso di che cosa sia la civiltà e la libertà.
Detto ciò, passiamo ad un invito.



Organizzata dal Club Ernesto Rossi e dall'Arcigay di Pordenone e Udine, venerdì 4 marzo prossimo, a Pordenone, alle ore 20.30, presso la saletta convegni dell'ex Convento di San Francesco, si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Angelo Pezzana: "Un omosessuale normale", alla presenza dello stesso Pezzana e con interventi del giornalista Tommaso Cerno, dello scrittore e già esponente del FUORI ! Italo Corai e del Vicepresidente di Arcigay di Udine e Pordenone Giacomo Deperu.
Angelo Pezzana fu, assieme a pochi altri (come il nostro amico Peter Boom, che in questo blog - da qualche anno - cura un'interessante rubrica sulla Pansessualità ed i diritti civili), il primo militante del movimento omosessuale italiano.
Pezzana, infatti, fondò, negli anni '70 il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (F.U.O.R.I. !), federato al Partito Radicale.
Di lui, peraltro, ho parlato in un approfondito articolo alcuni anni fa e che potete trovare al link:

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/?TAG=luxemburg

Angelo Pezzana è, inoltre, intellettuale di lungo corso attivo da anni nell'ambito dell'Associazione Italia-Israele ed è stato collaboratore del quotidiano "Libero".

ATTENDOVI NUMEROSI !!!



9 febbraio 2011

Mazzini, Saffi, Garibaldi, Ernesto Rossi, Eluana: i paladini ed i profeti disarmati della nostra Italia laica



Questo 9 febbraio si commemora il 162esimo esimo anniversario della Repubblica Romana (1849) che vide protagonisti Mazzini, Garibaldi, Aurelio Saffi, Gofferdo Mameli e molti altri rivoluzionari repubblicani e patrioti che, per cinque mesi, riuscirono a costituire nello Stato pontificio una piccola repubblica democratica estromettendo il Papa dai suoi poteri temporali. Una repubblica la cui Costituzione rispecchiò in linea generale la Costituzione degli Stati Uniti d'America (che risentì negli anni successivi di un forte influsso mazziniano, oltre che chiaramente essere imprtontata ai valori massonici di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà) e di quella italiana attuale.
Il 9 febbraio di 44 anni fa moriva poi un grande ed encomiabile "ribelle" del liberalsocialismo: Ernesto Rossi. Un "democratico ribelle" come passò poi alla storia. Una storia ingrata che spesso dimentica questa fondamentale figura del Partito d'Azione, dell'antifascismo, dell'anticomunismo, dell'anticlericalismo e del socialismo liberale italiano.
Ernesto Rossi fu uomo politico in prima linea nella denuncia delle angherie del regime corporativo fascista (segnaliamo il celebre "Il manganello e l'aspersorio"). Dopo la caduta del regime mussoliniano e l'avvento di quello democristiano, fu fervente anticlericale denunciando l'ingerenza del Vaticano nella politica e nella cultura italiana (si ricordino le mitiche "Pagine anticlericali").  La sua arguta e brillante penna contribuì alla fondazione del settimanale laico e liberale "Il Mondo" diretto da Mario Pannunzio (in cui collaborò poi tutta la "créme" liberalsocialista e repubblicana del dopoguerra da Gaetano Salvemini a Ugo La Malfa passando per Vittorio De Caprariis, Bendetto Croce, Einaudi e financo un giovanissimo Marco Pannella) nel quale non mancavano mai le sue inchieste sul malaffare politico e finanziario del nostro Belpaese denunciando in particolare l'oligarchia della grande industria e dell’alta finanza che nel nostro Paese ha prosperato con l’aiuto dell’intervento pubblico, secondo la consueta «comoda politica della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite».
Come non ricordare anche che, il 9 febbraio del 2009, moriva a Udine Eluana Englaro,
il cui spirito è stato liberato da un corpo reso vegetale ed il cui nome rimarrà per sempre legato alla battaglia di civiltà sul fine vita.
Questi in nostri paladini e profeti disarmati - per usare un'espressione della professoressa Mirella Serri - della nostra Italia laica, democratica pienamente solo quando sarà pienamente liberale.
L'Italia dei doveri civici e dei diritti civili ed individuali. Della libertà di amare e gestire il proprio corpo, indipendentemente da qualsiasi elucubrazione para-religiosa o preuso-religiosa e, ad ogni modo, antiumanitaria, antispirituale.

Luca Bagatin



25 maggio 2010

F.U.OR.I. ! TUTTI F.U.O.R.I. ! LIBERTA' ! LIBERTA' SESSUALE !! i primi dischi gay in Italia. Targati Peter Boom ;-)

Carissimi lettori, è con vero piacere che vi presento - quasi in anteprima - i primissimi dischi di liberazione omosessuale pubblicati in Italia negli anni '70. Purtroppo ostacolatissimi dalla censura.
A scriverne i testi ed a cantarli fu Peter Boom, integerrimo difensore dei diritti civili ed allora componente del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! fondato da Angelo Pezzana.
Buon ascolto e buona liberazione psicosessuale !

L.B.




Nota biografica:

Peter Boom, nato nel 1936 a Bloemendaal (Olanda) e residente in Italia dal 1956 ha scoperto la sua omosessualità all'età di 23 anni e pochi mesi dopo l'ha dichiarato in famiglia (1959).
Ha partecipato a riunioni del FUORI a Torino (1971) e anche alla prima manifestazione gay in Italia ( 5 - 6 aprile 1972), nata per contestare un congresso di sessuologìa a San Remo. Il 1 maggio 1972 partecipa al primo raduno omosessuale a Roma a Campo de' Fiori. In quello stesso anno una piccola casa discografica fa uscire il primo disco di lotta gay in Italia con le canzoni FUORI e LUI AMA LUI (Lei ama lei), un 45-giri registrato alla Sonic (RM): Peter può registrare i brani una sola volta a causa della paura del titolare dello studio che temeva carabinieri, ritorsioni, etc.
Erano davvero altri tempi!
Il disco ancora senza copertina veniva sequestrato a causa dell'etichetta "Ciao 2001", che era anche il nome di una nota rivista per giovani, la quale bloccò l'uscita non volendo compromettere il buon nome del periodico.
La carriera di cantante di colonne sonore (dischi, cinema, serate) di Peter venne di colpo bloccata.
Un cantante apertamente gay non poteva ancora essere accettato dalla società italiana.

Peter, oltre ad essere ospite fisso di questo mio blog da oltre un anno, ha attivi ben due visitatissimi siti web:

http://digilander.libero.it/pboom

http://www.pansexuality.it


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini