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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 novembre 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin a Patrizia Tasselli, autrice del romanzo di fantascienza "L'errore degli Dei"

Patrizia Tasselli, toscana doc, un passato da operaia di fabbrica, appassionata di viaggi, esoterismo e di culture arcaiche è, da diversi anni, collaboratrice della rivista di Studi Esoterici “Officinae”, organo ufficiale della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia degli ALAM.

Patrizia ha dato alle stampe, alcuni anni fa, un romanzo che abbiamo recentemente recensito, ovvero “L'errore degli Dei”, edito da Giuseppe Laterza, con prefazione dell'ufologo Roberto Pinotti, che è la storia del viaggio di Cassandra, ricercatrice figlia del comandante Fonelli a guida del sottomarino Trieste, misteriosamente scomparso nelle acque del Mar Nero negli anni precedenti alla fine della Guerra Fredda.

Un viaggio da Istambul sino ai confini dell'Iraq, che condurrà la protagonista alla scoperta dell'esistenza di curiosi buchi-neri che hanno la proprietà di far precipitare le persone a ritroso nel tempo. Ed ecco che Cassandra scoprirà che suo padre - e tutto l'equipaggio del Trieste - sono in realtà stati sbalzati indietro, nell'era prediluviana, assieme ad un manipolo di alieni dediti a ricercare l'enzima NUE attraverso esperimenti sul cervello degli esseri umani, che si dice sia in grado di unificare i due emisferi del cervello e, dunque, essere in grado di creare una razza superiore, ove la razionalità dell'emisfero sinistro possa fondersi con l'emotività dell'emisfero destro del cervello.

Un'avventura descritta sotto forma di spy-story che, in realtà, racchiude profondi significati simbolico-esoterici e mitologici, ove la scienza moderna si fonde con il mito mesopotamico di Gilgamesh, Re di Uruk, che è stato spesso oggetto di studio dell'autrice.

Oggi abbiamo l'amichevole possibilità di intervistare Patrizia Tasselli, la quale ci racconterà, più in dettaglio, com'è nata l'idea di questo libro ed i suoi arcani e reconditi segreti.

Luca Bagatin: Dunque Patrizia, perché non inizi parlandoci un po' di te ? Come è nato, fra l'altro, il tuo interesse per la mitologia e l'esoterismo ?

Patrizia Tasselli: Credo che l’interesse per la mitologia sia nato in me da bambina, leggendo i tanti libri di novelle che fortunatamente i miei genitori e gli zii mi regalavano. Finito Carosello chiudevo la porta della mia cameretta e lasciavo fuori il mondo di campi e fabbriche, piccoli laboratori artigiani ricavati negli scantinati, botteghe di ferramenta dove si vendeva di tutto, chiodi, segatura, ddt sfuso, saponette e profumi. Spaziavo tra “Piccole donne”, “L’uccello di fuoco”, “Il Barone di Münchhausen” e quello rampante di Calvino, fino all’arrivo degli Anni '60, il boom economico, la borsa di studio e la scuola “in città”. La mattina l’Istituto Tecnico e il pomeriggio il corso di taglio e cucito, perché “non si sa mai”, diceva la mia mamma. All’inizio di quegli anni avvenne il mio folgorante incontro con “Civiltà Sepolte” di Ceram e nacque in me la passione per tutto ciò che è antico, primario, fonte, origine. E naturalmente nascosto, come la “mitica” Troia realmente esistita e alla fine scoperta. Quasi un decennio dopo Peter Kolosimo fece il resto con il suo “Non è terrestre”, suscitando definitivamente in me l’interesse verso la cosiddetta archeologia misteriosa, relegata immeritatamente dall’archeologia ufficiale nel ghetto delle pseudoscienze come fantarcheologia o pseudoarcheologia. Durante gli anni mi sono convinta che gli oggetti misteriosi trovati sparsi su tutta la terra - i cosiddetti OOPArt, Out Of Place ARTifacts, oggetti fuori posto - siano la testimonianza di civiltà perdute nell’abisso del tempo o dello spazio. Il passo successivo è stato la lettura delle leggende, o meglio dei miti, in chiave esoterica, ossia nella consapevolezza che contenessero verità nascoste, comprensibili solo a chi fosse disposto a cercare sotto la cenere il fuoco apparentemente spento.


Luca Bagatin: Com'è nata l'idea di scrivere “L'errore degli Dei” ?
Patrizia Tasselli:
L’idea di scrivere “L’errore degli Dei” è nata dalla sintesi di tre diversi progetti: un racconto sui viaggi nel tempo, uno sulla vita dei primi “ominidi umanizzati” e, infine, il più intrigante: la mia personale lettura del Gilgamesh. La storia del sottomarino scomparso mi è stata
suggerita in un sogno che ho avuto la prontezza di spirito di annotare appena sveglia. Non so perché.


Luca Bagatin: Il tuo romanzo è frutto unicamente della tua fervida fantasia oppure... ?
Patrizia Tasselli:
La trama del romanzo è frutto della mia fantasia e per la stesura mi sono avvalsa della miaesperienza di viaggiatrice. Non sono mai stata sul Mar Nero e la mia conoscenza diretta della Turchia è limitata a Istambul e alla Cappadocia, ovviamente è nulla per quanto
riguarda l’Iraq. So tuttavia per esperienza come funzionano certi viaggi improvvisati e come si comunica a gesti con la gente; a volte la mia ignoranza delle lingue straniere mi ha aiutata nell’arte dell’arrangiarsi e in questo senso alcuni passi del romanzo sono autenticamente autobiografici. Ho costruito il viaggio di Cassandra e Emin tramite Google Earth, osservando attentamente le foto di Panoramio, caricate da utenti non professionisti e per questo più realistiche. Ho fatto mie le curve delle strade di montagna, le autostrade, gli alberghi, le case, i siti archeologici con le loro meraviglie e i villaggi con le loro miserie.


Luca Bagatin: Credi davvero che entità extraterrestri esistano davvero e siano all'origine degli antichi miti e simboli che pervadono l'Umanità ?
Patrizia Tasselli:
Qui il discorso si fa più complicato. Sono convinta che entità extraterrestri abbiano non solo visitato il nostro mondo, ma che siano intervenuti nella creazione dell’uomo.
Non voglio entrare in argomenti che riguardano la fede che anima i creazionisti e difendo a spada tratta il buon Darwin fino a che, tornando indietro nel tempo, non si arriva alla separazione dell’uomo dalla scimmia, che non sappiamo quando sia avvenuta. Forse la separazione non c’è mai stata, le scimmie sono rimaste scimmie e gli ominidi si sono tutti estinti meno uno, l’Homo Sapiens, e non si capisce perché, visto che se Dio ha creato l’uomo dal nulla era perfettamente inutile. Una spiegazione logica, allo stato attuale della conoscenza, è quella di diversi interventi alieni sul DNA di alcuni individui di varie specie di scimmie. Esperimenti falliti meno uno riuscito, si fa per dire, quello da cui deriva la razza umana. Da qualche anno seguo con interesse gli studi di Mauro Biglino, esperto di lingua ebraica antica e collaboratore per anni con le Edizioni San Paolo per la traduzione della Bibbia, studi che sembrano confermare la mia teoria. Se così fosse è veramente possibile che gli antichissimi miti e i simboli indecifrabili che si riscontrano su tutto il globo terrestre siano la testimonianza non tanto di esseri alieni, ma di coloro che li hanno conosciuti e di cui sono stati forse allievi, forse vittime.


Luca Bagatin: Cassandra, la protagonista del romanzo, possiamo dire che è un po' il tuo alter-ego ?
Patrizia Tasselli:
Certo, Cassandra un po’ mi somiglia, ma soprattutto credo sia la figlia che avrei voluto avere, una che si pone domande e cerca risposte, ma più determinata di me nelle sue
scelte.


Luca Bagatin: Come mai sei così affascinata dal poema che racconta la storia di Gilgamesh, Re di Uruk ?
Patrizia Tasselli:
Il mio interesse per Gilgamesh ha un’origine davvero curiosa.
Stavo in cima a una scala appoggiata alla libreria e spolveravo i libri quando me ne è caduto uno. Sono scesa per raccoglierlo e mi sono accorta che non l’avevo mai letto. Si trattava di una raccolta di racconti egiziani e mesopotamici, tra cui una sintesi del poema di Gilgamesh, che mi incuriosì. Lessi per primo l’episodio della prostituta sacra Shamkhat, che interpretai come il metodo più antico per tenere buoni gli uomini irrequieti, poi lessi la tavola del diluvio. Fui affascinata soprattutto dallo stile del racconto e corsi in libreria a comprare l’opera completa tradotta da Giovanni Pettinato. Mi resi conto che in quel poema antichissimo era contenuta la sostanza di opere scritte in epoche molto più recenti, come la Bibbia, e che Gilgamesh precedeva di gran lunga i poemi di Omero, di Virgilio e Dante, nonché la storia di Siddharta. Solo dopo un’attenta lettura compresi che dietro il racconto delle gesta eroiche del re di Uruk era nascosto non solo un insegnamento etico e sapienziale, ma un vero e proprio messaggio esoterico. Con questa chiave di lettura le avventure di Gilgamesh appaiono come una serie di passaggi iniziatici verso la scoperta del sé. La stupenda allegoria dell’amicizia tra Gilgamesh e Enkidu, l’uno alter ego dell’altro, complementari a se stessi, o meglio due personalità insite nello stesso individuo, rappresenta la complessità dell’animo umano perennemente in bilico tra il bene e il male. Il bene, simbolicamente incarnato da Enkidu, insegna a Gilgamesh l’Amore dopo di che, terminata la sua missione, non ha più motivo di esistere e muore. La morte di Enkidu, divenuto ormai parte integrante di Gilgamesh, non può che rappresentare la morte iniziatica di Gilgamesh stesso che a partire da quel momento comincerà il suo lungo viaggio alla ricerca del senso della vita. Mi sembra che ci siano validi motivi per restare affascinati da questo mito.


Luca Bagatin: Stai già pensando ad un nuovo romanzo, oppure ad un saggio sull'argomento ? Patrizia Tasselli: Ti dirò che per ora sto fantasticando su un nuovo romanzo...che vorrei ambientare nella mitica Atlantide.

Luca Bagatin



3 novembre 2013

"L'errore degli Dei" di Patrizia Tasselli: un'avventura fra mitologia, extraterrestri, esoterismo e scienza

Possono esistere connessioni fra la mitologia, le entità extraterrestri, la simbologia esoterica e le moderne ricerche relative alla mente ed al cervello ?

Di fatto, sottilissime connessioni, già sussistono. Quantomeno relativamente al fatto che la mitologia non è altro che una spiegazione, sotto forma di storia o di poema, della simbologia – spesso esoterica – che pervade l'intera umanità. E che cos'è tale simbologia se non una spiegazione - sottoforma di archetipo - della psiche umana e dei suoi processi mentali e cerebrali ?

Quanto alle entità aliene-extraterrestri, già numerosi autori (pensiamo a Peter Kolosimo e a Zacharia Sitchin), nel corso dei decenni, hanno azzardato le più curiose ed affascinanti ipotesi relative al fatto che, determinati simboli e determinati miti, altro non siano che fenomeni trasmessi dagli alieni, giunti sulla terra miliardi di anni fa e trasmessi all'essere umano terrestre.

La scrittrice contemporanea Patrizia Tasselli, con il suo “L'errore degli Dei” - edito dalle Edizioni Giuseppe Latenza e con prefazione del giornalista e ufologo Roberto Pinotti - fonde tutto ciò in un suggestivo romanzo d'avventura. Una sorta di spy-story ambientata in Turchia.

Un viaggio da Istambul sino ai confini dell'Iraq che vede protagonista Cassandra, una ricercatrice figlia del comandante Fonelli a guida del sottomarino Trieste, misteriosamente scomparso nelle acque del Mar Nero negli anni precedenti alla fine della Guerra Fredda.

Un viaggio che condurrà Cassandra a scoprire l'esistenza di curiosi buchi-neri che hanno la proprietà di condurre le persone a ritroso nel tempo. Ed ecco che scoprirà che suo padre e tutto l'equipaggio del Trieste sono in realtà stati sbalzati indietro, nell'era prediluviana, assieme ad un manipolo di alieni dediti a ricercare l'enzima NUE attraverso esperimenti sul cervello degli esseri umani, che si dice sia in grado di unificare i due emisferi del cervello e, dunque, essere in grado di creare una razza superiore, ove la razionalità dell'emisfero sinistro possa fondersi con l'emotività dell'emisfero destro del cervello.

E così, attraverso il professor Bozkurt - consulente del museo di Topkapi - il quale le racconterà di essere un Prescelto, ovvero un individuo da anni manipolato dagli alieni proprio per studiare il suo cervello, la donna entrerà in possesso di una tavoletta di epoca prediluviana, trascritta proprio da suo padre nel periodo in cui fu sbalzato indietro nel tempo e che contiene un segreto...che ha a che fare con il primo poema epico della storia dell'umanità, ovvero le vicende del semidio mesopotamico Gilgamesh, Re di Uruk.

Prima rapita da un mefistofelico gruppo di ricerca denominato Genesis, anch'esso alla ricerca dell'enzima NUE e successivamente salvata da Emin, figlio del professor Bozkurt, Cassandra vivrà una vera e propria odissea che la condurrà attraverso la Turchia, i suoi usi, i suoi costumi, i suoi antichissimi templi e siti archeologici ed i suoi pericoli, fra terrorismo curdo e fondamentalismo islamico.

Un'odissea alla ricerca del segreto dell'enzima NUE e degli esperimenti compiuti dagli alieni sugli esseri umani, allo scopo di sostituirsi al Creatore - ovvero di farsi essi stessi Dei - attraverso la realizzazione di una razza superiore. Una ricerca nata proprio grazie alla lungimiranza di suo padre che, benché scomparso nei secoli, la condurrà quasi per mano fra le storie ancestrali degli Assiri e dei Sumeri e fra sciamani e sufi moderni.

Sino alla scoperta dell'amore e del significato del mito e, forse, dell'origine stessa della specie umana.


Luca Bagatin



23 novembre 2012

Pier Carpi svela l'Occulto

Di Pier Carpi abbiamo parlato diffusamente in molti articoli, attengendo talvolta ai suoi articoli ed alle sue opere misteriosofiche.
Ancora una volta siamo riusciti a ritrovare una vera e propria "chicca", a proposito degli studi sull'occulto dello scrittore e regista emiliano, ovvero "Occulto", un agile libretto ove sono racconti articoli da lui elaborati, in collaborazione con il Gruppo Ricerche Occulto e pubblicato alla fine degli anni '70.
La particolarità degli studi di Pier Carpi è sempre stata quella di presentare al lettore una realtà misteriosofica semplice e depurata di ogni pregiudizio.
Allorquando Pier Carpi ad esempio ci presenta la cosiddetta "Chiesa di Satana", avendo egli a suo tempo avuto modo di incontrare, in California, il cosiddetto "Gran Capro Lucifer", ovvero il capo di tale congregazione, ci racconta piuttosto la storia di questa curiosa istituzione, senza giudicarla negativamente.
La cosiddetta "tradizione demoniaca" trova terreno fertile nel mondo anglosassone, in particolare quello imperniato da un certo puritanesimo, ove trovano terreno fertile astinenze o, per contro, sregolatezze sessuali, vegetarianesimo e persino fanatismo.
In tal senso l'Inghilterra è zeppa di congregazioni "demoniache" e, fra queste, l'Ordine della Giarrettiera, fondato da Re Edoardo III, già Gran Capro della Chiesa di Satana nel Medioevo.
Come racconta Pier Carpi nel suo libro, si narra, infatti, che Re Edoardo durante un ballo di corte danzasse con la contessa di Salisbury e che a quest'ultima cadesse una giarrettiera rossa dalla gamba sinistra, fra lo sconcerto generale. Il Re la raccolse, la indossò a sua volta alla sua gamba sinistra, sotto il ginocchio, affermando il celebre motto: "Honni soint qui mal y pense", che diverrà poi motto dell'Ordine della Giarrettiera.
Ciò è da interpretare come simbolo magico, ovvero svelò la sua identità "satanica", per così dire, sfidando così l'intera corte, scoprendo anche la sua "succube", ovvero la contessa di Salisbury.
Ciò per quanto riguarda il passato, ma, nell'era moderna, la Chiesa di Satana continua ad esistere e lo stesso Pier Carpi ebbe modo di parlare direttamente con il Gran Capro, alla fine degli anni '70.  L'intervista è riportata interamente in "Occulto", ma non sortirà affatto l'effetto sperato.
In sostanza, come rivelato dal Gran Capro, non vi è nulla di malvagio nel cosiddetto "satanismo", come si è voluto far credere in passato.
Il Gran Capro, secondo la tradizione satanista, è il rappresentante del Demonio sulla terra. Demonio inteso come Lucifero, ovvero Angelo portatore di Luce e Conoscenza.
Il Gran Capro spiegò a Pier Carpi che non è possibile entrare nella Chiesa di Satana, ma si è sempre prescelti da qualcun altro e la Chiesa di Satana segue una tradizione che si collega ai culti misterici dionisiaci, orfici, egizi e babilonesi.
Ingiustamente, come spiega il Gran Capro allo scrittore, furono condannate per secoli le streghe, ma loro non erano affatto delle adepte di Satana come fu fatto credere.
Ma, in sostanza, chi è il Satana sostenuto da questa congregazione ? Non certo quello grottesco della tradizione cristiana, rosso e con la coda, in quanto l'Inferno stesso non esiste, secondo le rivelazioni del Gran Capro. Satana è Lucifero, il quale insegna che uomini e dèi convivono, pur senza saperlo...
Questo, in sostanza ed in sintesi uno degli appassionanti articoli contenuti in "Occulto", ma ve ne sono degli altri, come quello che ricorda le profezie di Papa Giovanni XXIII e del quale parleremo in un articolo ad hoc, dedicato all'omonimo libro che Pier Carpi stesso dedicò al pontefice; il raduno delle Streghe moderne nell'Isola di Man, nel Mare d'Irlanda ed al quale partecipò annualmente anche la Regina Giuliana d'Olanda. Un vero e proprio raduno di appassionati di rituali magici ed esoterici, ma a soli scopi benefici !
"Occulto" ci parla anche di Francesco Racanelli - medico guaritore già amico di Pier Carpi - e dei suoi prodigi; delle ricerche ufologiche del Presidente Jimmy Carter e di sua moglie; del mago Houdini e, interessantissimo il pezzo conclusivo che racconta la vera storia del poverello di Assisi, ovvero San Francesco.
Un vero Iniziato, figlio di un mercante ebreo convertito e di una prostituta, iniziato ai misteri dell'Antico Egitto ed al segreto della Tau dal mistico Gioacchino da Fiore e, successivamente, entrato in contatto con i Templari e con le loro conoscenze gnostiche ed esoteriche apprese in Terrasanta dai Sufi e dalla cosiddetta "Setta degli Assassini", fumatori di hashish.
Frate Francesco, il cui messaggio di ricerca dei Divino in ogni essere scioglierà persino il cuore del Papa e contribuirà a far prendere alla Chiesa dell'epoca una direzione diversa, più umana e più spirituale. Un messaggio tramandato sin dai tempi di Ermete Trimegisto e che anche oggi trova un suo proseguimento simbolico al punto che, racconta Pier Carpi, tutt'oggi vi sono dei discepoli segreti di San Francesco, i quali sono usi intagliare i Tau - simbolo della conoscenza divina - dallo stesso ulivo piantato da Frate Francesco.
Ancora una volta il buon Pier Carpi è riuscito - con il suo "Occulto" - a chiarire ed a svelare aspetti che la Storia e la tradizione cattolica ci hanno tramandato in maniera del tutto errata e distorta.

Luca Bagatin



28 novembre 2008

PRESENZE......





2 gennaio 2008

NIENTE E' MAI COME SEMBRA racconto by Lu BagaConti

Come promesso, il primo post dell'anno è dedicato alla serie LUCIA "REHAB" CONTI FUN CLUB e pertanto.....ecco a voi il più bel racconto che io e Lucia abbiamo scritto a quattro mani qualche tempo fa.

TITOLO: "NIENTE E' MAI COME SEMBRA"
Soggetto e sceneggiatura: Luca Bagatin
Collaborazione ed ispirazione: Lucia "Rehab" Conti

Una scritta luminosa appare alla nostra vista ad indicare il nome della città.
Un altoparlante dal quale proviene una leziosa voce femminile ci annuncia: "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia..."
Una ragazza a piedi nudi percorre il pulitissimo ed ordinato viale principale. Si gira verso l'altoparlante: "Ha proprio rotto questa STRONZA !". Si toglie dalla bocca il cewingum che sta masticando e lo appiccica energicamente all'apparecchio che prosegue comunque la sua litania.
"Cazzate !"
Ci volta le spalle e se ne va verso il Grande Edificio: l'Università.
Ligeya è una fuoricorso senza troppa voglia di emergere dalla massa né di studiare.
E' una tipa di poche parole che cerca di farsi gli affaracci suoi quando non le rompono gli zebbedei. Cosa che purtroppo le capita abbastanza spesso: lei è "diversa" e sempre più spesso oggetto di derisione ed antipatia da parte delle sue compagne di corso (l'Università è unicamente femminile).
Ligeya veste sempre di nero che ad Annexia è considerato il colore della sporcizia. Ciò, unito alla sua abitudine di andarsene in giro a piedi scalzi, scandalizza profondamente talune sue compagne abituate a vestire Prada o Yves Saint Laurent. Ligeya sorride e lancia loro sguardi fra il malizioso ed il maligno forse più espliciti delle parole: "Siete delle sgualdrinelle. Vi sgozzerei una ad una se ne avessi voglia. Non prima però di avervi stuprate con il collo di una bottiglia ! Ahahahahahah...".
Questo il suo pensiero post adolescenziale ogni volta che le vede sghignazzare alle sue spalle o mentre parlano del belloccio di turno che si è fatto Litz o Betty.
Linda Blow è l'insegnante di lettere più temuta e rispettata del Grande Edificio. Una cinquantenne tirata come un sacchetto sottovuoto. Bocca a culo di gallina e trucco pesante. Corporatura asciutta ma imponente.
Sul suo conto giravano le storielle più bizzarre, anche se l'unica accertata è quella che ilmarito si è suicidato con un colpo di pistola diretta al cuore dopo aver scoperto i ripetuti tradimenti di lei con il suo miglior amico.
Ligeya non ama lo studio, dicevamo, (ad Annexia la frequenza ai corsi universitari è considerata un “BENEFICIO OBBLIGATORIO”) né perché abbia scelto psicometria dei ratti di fogna. Forse per prendere le misure del suo stesso cervello (quei simpatici roditori torvi e asociali in fondo le somigliano…) e sentirsi un po' più "normale" dopo il periodo dell'ospedale psichiatrico in cui fu ricoverata a seguito di un coktail di Xanax alla banana e Southern Comfort  che la sparò direttamente in uno stato onirico tra il catatonico ed il comatoso (aveva scelto il Southern Comfort perché dei suoi vecchi amici, recentemente giustiziati in base alla legge sull’eliminazione fisica dei borderlines irrecuperabili, avevano avuto un tempo una band clandestina di “kick-rock” e il loro pezzo di punta si chiamava proprio “Il conforto del sud”…) .
Ligeya in ogni caso ha un'idiosincrasia per Linda Blow e la cosa appare reciproca. Due opposti che non si incontreranno mai.
Baglu è l'inserviente/magazziniere del Grande Edificio. Un uomo taciturno e dedito al suo lavoro il cui unico vizio è quello del fumo. Purtuttavia è costretto dalla legge a nasconderlo.
Ah...non vi avevamo detto che la Legge di Annexia prevede sanzioni sino all'ergastolo per i trasgressori della Legge sulle Droghe.
Sono considerata Droghe tutte le sostanze considerate pericolosissime  per la salute ovvero tabacco, alcool, allucinogeni, benzadrina, bibite gasate analcoliche, cibi con un elevato contenuto calorico nonché tutti i cibi transgenici.
Il livello di salutismo di Annexia è massimo. Ed il Governo Democratico-Cristiano-Conservatore-Islamico ha stabilito che "il salutismo è la religione del nostro Stato indipendente".
Baglu è un ex galeotto a suo tempo internato per tentato omicidio. Accusa infondata ma....la Legge è per tutti la stessa ad Annexia e la Cultura del Sospetto è materia di studio nelle scuole medie inferiori e superiori dello Stato.
Baglu simpatizza subito con Ligeya con per la quale prova una certa comprensione. Potrebbe esserle padre, purtuttavia Baglu ad Annexia non potrà mai diventarlo in quanto sono inibiti i rapporti sessuali con l'altro sesso agli ex galeotti. Pena il taglio netto dei genitali.
"Una società evoluta non può permettersi di..." recita la vocina femminile leziosa dell'altoparlante che ha aperto la nostra storia.
Linda Blow non è il tipo che fa sconti a nessuno.
E' un'insegnante tutta d'un pezzo ("pezzo di merda" sostiene Ligeya) che dimostra di credere fermamente nella Civilità di Annexia (ella fra l'altro è stata collaboratrice della Presidenza dello Stato in qualità di Responsabile della Comunicazione).
La Civiltà di Annexia si fonda principalmente sulla superiorità delle convenzioni piuttosto che su quella delle convinzioni.
"Essere educati e sorridenti con tutti nonché perseguire un ritmo di vita sano ed equilibrato, sono le regole auree..." ci ricorda la stronza dell'altoparlante di cui sopra.
Un giorno di un mese non meglio precisato Linda Blow chiama Ligeya nel suo ufficio.
"Signorina Meringa, mi pare che il suo comportamento nei confronti dello studio e delle altre compagne di scuole sia deprecabile. Come assolutamente deprecabile è il suo abbigliamento vergognosamente oltraggioso nei confronti di questa Istituzione. Devo pertanto annunciarle un periodo di sospensione dalle lezioni da trascorrere presso l'Ospedale Riabilitativo della Città."
Ligeya fa un palloncino con la gomma da masticare il cui schiocco risuona nella stanza. Guarda l'insegnante tenendola in pugno con lo sguardo: l'una di fronte all'altra.
A bruciapelo le sferra, con la pianta del piede scalzo, un calcio in piena faccia con una mossa da simil- judoka professionista rompendole il setto nasale. Il sangue dal naso della Blow esce copioso.
La prof. preme un pulsante rosso e compaiono in pochi istanti dei ragazzini con le pupille dilatate che fanno rabbrividire Ligeya.
Linda Blow le prende i polsi e li stringe forte: "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...." le dice con voce nasale e gutturale dilatando anch'essa le pupille.
I ragazzini ripetono a loro volta in una litania continua: Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...".
Sulla porta compare Baglu, armato della sua fedele ramazza. Si infila una mano in tasca ed in un nanosecondo spara un colpo con una Bodeo anni '60 colpendo il cranio di uno dei ragazzini.
"Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto..." prosegue la nenia in un crescendo fobico ossessivo.
(Le armi sono vietate ad Annexia).

Dissolvenza.....

Baglu e Ligeya corrono lungo i viali della città inseguiti da Linda Blow (che nel frattempo si è trasformata in un mutante della specie dei Rettiliani) alla testa dei ragazzini (nel frattempo trasformatisi in esserini grigi detti appunto, i Grigi).
“Come va?” chiede Baglu
“Incazzata!” soffia Ligeya
“Incazzata?”
“Sì incazzata, odio tutto questo e odio l’urinoterapia, i massaggi drenanti e le unghie quadrate cazzo!!! E quei Grigi rompicoglioni. E la stronza che li guida, ovvio. Avrei dovuto mirare a quella bella testa di biscia…”

Voce fuoricampo: "Perché...no..."

Entrano nel primo edificio che si presenta loro aperto.
Si tratta di un modernissimo palazzone bianco la cui hall è completamente spoglia e vuota. Si presenta loro davanti un nanetto deforme e ballerino vestito di rosso.
"itunevneB...etinev noc em". Lo seguono passando attraverso delle ampie tende rosse poste alla fine dell'atrio.
Dissolvenza.

Voce fuoricampo: "oN !"

Nero. Rosso. Voce di Baglu: "Annexia era una terra felice....ecilef ! enoizazzinoloC.... Colonizzazione...."
Ligeya: "ALIENI !"
Attorno a loro file interminabili di bianchi letti d'ospedale.
Corpi inanimati. Donne e bambini urlanti vestiti di nero a piedi nudi. Uomini deformi.
Sono entrati in un manicomio.
Il manicomio di Annexia si chiama in realtà "Ospedale Riabilitativo della Città" (O.R.C.). In esso sono internati tutti gli esseri umani che un tempo abitavano la città ora colonizzata da mutanti e demoni d'gni specie.
Non si sa esattamente in che modo sia avvenuta tale colonizzazione. Probabilmente in modo pacifico.
Il danaro fine a sé stesso, la pubblicità ossessiva e massificante, la perdita di creatività da parte degli individui, la mancanza di sicurezze interiori, potrebbero essere alcune possibili cause della sconfitta dell'umanità di fronte alla nuova Civlità Mutante di Annexia.

Voce fuoricampo: "Sono le vicissitudini della vita..."

Baglu e Ligeya entrano indisturbati nel Palazzo del Governo.

Voce fuoricampo: "Perche no ?"

I due cominciano a sparare all'impazzata contro i mutanti ed i demoni che li hanno nel frattempo circondati all'interno dell'edificio (dove avranno trovato le armi ad Annexia vietate ?).
Incredibilmente riescono ad abbatterli.
Ligeya con la solita mossa della judoka abbatte una solida porta in ferro con su scritto: "Ufficio del Grande Vecchio".
"Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia...".
Trovano una giovane e minuta donnina seduta ad un tavolo con un microfono "on air".
Si avvicina loro il nanetto di cui sopra: "etneiN è iam emoc arbmes".
Ligeya: ".....la stronza dell'altoparlante !"
La donnina sorride loro e si schermisce: "Mi dispiace....questo è il prezzo da pagare per avere una Civiltà evoluta. Eliminare la curiosità e la creatività.
Garantire la sopravvivenza del Popolo. Assecondare gli istinti del Popolo evitando che esso possa trasgredire regole prestabilite. La Colonizzazione......l'hanno voluta gli umani."
BANG !

Dissolvenza.          

BI-BI-BI-BIP...BI-BI-BI-BIP..BI-BI-BI-BIP.. !!!!!!!
Miss Meringa si sveglia di soprassalto. Yvonne detesta le sveglie e lo svegliarsi presto la mattina.
"Edgar sarà già al lavoro...ahhhhunnnn...che sonno !".
Edgar è suo marito.
"Che cazzo di sogno ho fatto ! La Colonizzazione....io che mi chiamavo come quella tipa di quel racconto di Poe....Quel Baglu poi...che nome buffo ! Ed il nanetto...brr...che impressione ! E il cronicaio...e quella troietta dalla voce metallica...."
DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!!
Suonano alla porta.
Yvonne va ad aprire.
Una dottoressa in camice bianco le afferra i polsi ed un energumeno vestito da infermiere le tappa la bocca con un panno al cloroformio.
"Sono Linda Blow, signorina Meringa, la dottoressa che la ha in cura....ricorda ? Ci spiace l'intrusione in casa sua, ma....lei non può fuggire dall'ospedale così, senza avvertire.
Si calmi. La sua sindrome borderline merita di essere curata. Siamo qui per curarla".
Yvonne cade fra le braccia dell'energumento, priva di coscienza.
La Dott.ssa Blow le pratica un'iniezione.
Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.
Primissimo piano sull'ago della siringa.

Dissolvenza.

Il nanetto danzante vestito di rosso ci viene incontro e con voce gioviale ci informa:  "Niente è mai come sembra".


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini