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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 agosto 2013

Selvaggia Lucarelli come Moana ? Ma fateci il piacere !


Nella foto: Ursula Davis, Baby Pozzi, Moana Pozzi, Riccardo Schicchi e Ilona Staller
(foto dell'Archivio Staller)

Di Selvaggia Lucarelli ricordiamo solo la presenza "prezzemolina" come "opinionista" nell'Isola dei Famosi di una decina di anni fa. Ed anche allora preferivamo gli interventi scanzonati dell'amico scrittore Andrea G. Pinketts, purtroppo ripetutamente zittito da Simona Ventura.
Oggi c'è chi vorrebbe paragonare la grande Moana Pozzi a Selvaggia Lucarelli e, da estimatori della prima, non possiamo non rimanerne perplessi.
Di Moana, infatti, ricordiamo l'impegno civile e politico nel primo Partito dell'Amore (quello ove era peraltro Presidente onorario Ilona Staller, prima di dovervi rinunciare per impegni e ragioni famigliari) e nella campagna elettorale amministrativa del 1993, ove Moana fu candidata a Sindaco di Roma.
Moana Pozzi, nella sua pur breve esperienza politica, prese più preferenze dei leader politici nazionali in auge allora, quali ad esempio Umberto Bossi e Francesco Rutelli. Ed il suo programma civico, sociale, libertario ed ambientalista è tutt'ora validissimo.
La Lucarelli, da "opinionista", saprebbe mai eguagliare Moana ?
Lo dubitiamo fortemente. Ma tant'è. Tutto è buono per fare gossip...purtroppo.



20 febbraio 2011

Evviva il 17 marzo ! Evviva il 20 Settembre ! Evviva la Terza Italia !



E finalmente è stata istituita la Festa dell'Unità d'Italia del 17 marzo !
Ma ci voleva tanto, mi chiedo io ?
Sì, perché, senza l'Unità d'Italia nemmeno i vari Bossi, Calderoli & scalmanati della Lega Nord vari, avrebbero potuto dire le loro astrusità in piena libertà e sedere nel Parlamento nazionale, a dispetto del loro anti-patriottismo.
L'Unità d'Italia è, come il 20 Settembre, un avvenimento storico che ha visto uniti repubblicani e monarchici, i quali hanno combattuto strenuamente e con sprezzo del pericolo per un ideale di unità nazionale, contro l'oppressione austriaca, borbonica e papalina.
Un ideale che oggi sembra non esserci più, tutti presi a parlare di un federalismo senza basi, che potrebbe comportare solamente un aumento indiscriminato delle imposte a livello locale.
Eh sì, perché federalista era anche Carlo Cattaneo, insigne pensatore repubblicano mazziniano, lontano però dalle spartizioni di Potere dei leghisti.
Un conto, insomma, è demandare taluni poteri alle Regioni, abolendo prima gli enti inutili intermendi e burocratici come le Province, un altro è riempirsi la bocca di "devolution" con l'auspicio di costituire dei novelli "Steterelli accentratori".
Rimango basito quando sento dire - persino dal Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello, che è un liberale storico - che si è perplessi relativamente al fatto che il 17 marzo diventi giorno festivo, in quanto ciò potrebbe comportare un danno alla nostra economia. Sarebbe infatti sufficiente, per riequilibrare il tutto, abolire qualche festa religiosa, come il lunedì di pasquetta o ferragosto, assolutamente in contrasto con lo spirito laico e liberale della nostra Repubblica.
E a quel punto si potrebbe re-introdurre, finalmente, anche la festa nazionale del 20 Settembre - abolita dal fascismo - che mise fine al potere temporale dei Papi e proclamò Roma Capitale d'Italia.
Verrebbe da chiedersi, una volta per tutte, se si preferisce un'Italia divisa in piccoli Stati, taluni comandati dal Papa o dal leghista scalmanato di turno, oppure un'Italia laica, repubblicana, liberale.
Siamo nel 2011 ed ancora parliamo di questo.
Un soggiorno in Iran a qualcuno, forse, farebbe davvero bene.

Luca Bagatin



22 dicembre 2010

La Casa dei Moderati italiani (Nostra Casa URSS)




Nota bene: il "Manifesto del Partito Comunista" del duo Marx-Engels edito da
SILVIO BERLUSCONI EDITORE


Moderato, evidentemente, oggi, in Italia, è sinonimo di comunista, paracomunista, putiniano, paraculista, ditomedista, lukashenkista, gheddafista.
Con profondo godimento di Vendola, Bersani, Di Pietro, Bindi, Finocchiaro e compagnia cattocomunista.



26 agosto 2010

"Mondezza nel mondo", con rammarico, by Baglu



Nuovo asse Bossi-Berlusconi.
Umberto Bossi: "Si va avanti senza Casini"
Senza casini ? Ah, beh, se lo dice lui !



Il sindaco del Pd di Spresiano (Treviso), dopo aver dichiarato che "i gay sono malati" (ha poi tentato di smentire dicendo che tale affermazione gli "è scappata"...sic !), fa costruire un "fossato" per impedire alle coppie di appartarsi lungo le rive del fiume Piave (frequentate spesso, guarda un po', da gay).
Per la seconda volta, il sindaco cattocom, ha perso l'occasione di farsi i "casini" propri.



A Coventry, nel Regno Unito, Mary Bale ha gettato una povera gattina nel cassonetto dei rifiuti.
La gattina, dopo una quindicina di ore, è riuscita a salvarsi. La signora Bale - che ha dichiarato: "Era solo un gatto ! Pensavo sarebbe stato divertente ! -  è stata costretta a presentarsi alla polizia per chiedere protezione.
Stupisce che la polizia non le abbia ancora consigliato di rifugiarsi - a vita - in un cassonetto della spazzatura !



22 agosto 2010

E' il momento di una coalizione laica e liberale



Chi l'avrebbe mai detto che la situazione politica italiana sarebbe mutata sotto il sole d'agosto ?
Sarà che il Berlusca era stufo dei continui "distinguo" laici e liberali di Gianfranco Fini e della sua componente; sarà che per far contenta l'inconcludente Lega Nord ha fatto in modo di espellere la truppa finiana dal PdL; sarà che, come se non bastasse, contro Gianfranco Fini ha persino scatenato l'immancabile stampa-killer facendogli piovere addosso (stranamente solo ora !) accuse ancora tutte da provare, in perfetto stile giustizialista.
Sarà, forse, che Silvio Berlusconi non ha più nulla da dire, dopo aver ampiamente tradito egli stesso il patto elettorale con i cittadini che l'hanno votato.
Perché mai ? Detto fatto.
Non ha abolito le costosissime Province; non ha ridotto la burocrazia statale; non ha ridotto di un centesimo la spesa pubblica improduttiva; non ha abbassato le imposte nè tantomeno ridotto l'imposizione fiscale a due o tre aliquote; non ha introdotto - nonostrante la crisi che ha colpito molte famiglie italiane - congrui ammortizzatori sociali; non ha riformato la giustizia introducendo la separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzando il CSM.
L'elenco potrebbe continuare.
Ora, se un Gianfranco Fini, un Fabio Granata, un Benedetto Della Vedova, un Luca Barbareschi, alzano la voce per riportare il governo al proprio mandato, ecco che l'espulsione è immediata.
Triste, triste davvero.
E l'Umberto-Senatur-Bossi che fa ? Grida alle elezioni anticipate se Fini non si dimette da Presidente della Camera !
Ora, o Bossi non capisce nulla di politica, oppure è in totale malafede.
Un Presidente della Camera è espressione del Parlamento e non del governo. Dunque, non ha alcun obbligo nei confronti della maggioranza di governo ed in questo senso, Fini, è più che legittimato a stare dove sta.
Il punto è che a Bossi, visti i sondaggi, andare ad elezioni anticipate farebbe più che comodo. Idem all'Italia dei Valori di Di Pietro.
Aprite gli occhi, dunque, gente !
Non fatevi intortare da questi furbettini del quartierino sostenuti da "Il Giornale", da "Libero" e compagnia cantante in perfetto stile - lo ribadiamo - marxista-leninista (non sarà che le troppe frequentazioni del Berlusca in casa Putin hanno finito per condizionare anche la sua truppa e consacrarla ad un nuovo stalinismo ?).
Occorre qui costruire una coalizione di laici e liberali da contrapporre a conservatori e furbetti.
"Futuro e Libertà per l'Italia" potrebbe essere un'ottima partenza.

Luca Bagatin



22 luglio 2008

VIVA L'INNO DI MAMELI !



L'Inno di Mameli, ovvero il "Canto degli Italiani", fa parte del nostro patrimonio nazionale, storico e culturale.
Un canto composto dal martire del Primo Risorgimento Goffredo Mameli, patriota italiano e massone.
Senza il Risorgimento, ovvero senza le lotte borghesi e operaie di mazziniani, garibaldini e liberali, oggi l'Italia non solo non esisterebbe, ma sarebbe sicuramente meno libera.
Una libertà che l'On. Bossi ed il suo partito attribuiscono idealisticamente alla liberazione dallo "strapotere romano".....salvo egli stesso condannare tutti quanti allo "strapotere (anche) Padano" delle Provincie, delle Comunità montane e dei piccoli Comuni inutili, che la Lega difende a spada tratta proprio perché da essi trae la sua linfa vitale e le sue poltrone sulle quali si è seduta da tempo per gestire un Potere Romano e Padano dal quale lo stesso Berlusconi deve guardarsi, se vuole realmente liberalizzare il nostro Paese.
Ora, il Risorgimento non è un periodo storico che Bossi e la Lega amano particolarmente. Forse anche perché in pochi fra loro l'hanno studiato.
Ad ogni modo anni fa conobbi Davide Scaglia, un giovane leghista pordenonese di cui ho perso le tracce ed allora Presidente del Circolo Libertario Leghista "Carlo Cattaneo". Ora, egli parlava di federalismo, ma quello serio e sensato di Cattaneo che certo non era né secessionismo né farneticazione bossiana.
Un federalismo che affondava le sue radici proprio nel Risorgimento Repubblicano (e non già monarchico o conservatore) di Giuseppe Mazzini, dal quale Cattaneo partì per sviluppare i suoi intenti.
Un federalismo puro, permeato di liberalismo economico e laicismo. Così lontano dalle sparate bossian-leghiste che odorano da qui ad un miglio di medioevo delle origini.....salvo i distinguo dei vari Bobo Maroni che francamente poco riusciamo a comprendere che cosa facciano in un partito come quello (così come ai tempi non comprendevamo che ci facevano nella Lega Nord Davide Scaglia e quelli del Circolo Cattaneo).
Ora, c'è anche chi a sinistra propone di abolire l'Inno risorgimentale o financo di modificarlo in quanto giudicato "maschilista".
L'ignoranza è una brutta bestia. Eh, se sapessero i "compagnucci" che proprio Giuseppe Mazzini fu forse il primo femminista della Storia italiana, il quale si battè per una vera emancipazione delle donne. Emancipazione, non già uguaglianza, non già mero lievellamento marxista !
E se si continuasse approfondendo la Storia risorgimentale si comprenderebbe anche come quella fosse una vera lotta per la libertà dell'Italia dal giogo straniero, certo, ma anche una lotta per l'emancipazione della classe lavoratrice (si ricordino le prime Società Operaie di Mutuo Soccorso fondate dai Repubblicani di Mazzini e Garibaldi) e per la liberazione dall'oppressione culturale e politica della Chiesa cattolica.
Mai lotta in Italia fu più nobile di quella. Nemmeno la tanto decantata Resistenza (che spesso è stata teatro dei soprusi comunisti, ovvero fascisti rossi, a danno dei democratici antifascisti) è pagagonabile alla gloria del Risorgimento. Si leggano i volumi di Giovanni Spadolini, ma anche i saggi di Nello Rosselli e se ne avrà un quadro completo.
E fu nel Risorgimento che si teorizzò l'idea di Repubblica Universale per l'Italia e per l'Europa che ancora si trovava sotto il potente giogo monarchico ed imperiale.
E fu durante il Risorgimento mazziniano e garibaldino che si teorizzò l'idea di Fratellanza delle Nazioni che poi, un secolo dopo, portò all'origine all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Ecco allora il vero significato del "Canto degli Italiani" di Mameli.
Fratelli d'Italia, fratelli d'Europa, fratelli del Mondo, senza distinzioni di razza, colore, sesso, idali, orientamento sessuale, casta, credo religioso.
Un messaggio di semplice e lineare civiltà e religiosità laica.



Luca Bagatin



10 maggio 2008

Governo Berlusconi quater: un Esecutivo (anche) di laici, liberali, liberalsocialisti



Da sinistra a destra i cinque ministri laici e liberalsocialisti del Governo Berlusconi quater: Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Franco Frattini, Elio Vito e Stefania Prestigiacomo.

Ci voleva un Governo di centrodestra per avere ben 3 ministri liberalsocialisti, un radicale e molti laici al punto che Luca Volontè  dell'Udc, su "Libero" dell'8 maggio, polemizza denunciando la pressoché totale assenza dei cattolici impegnati in politica.
Ci voleva un nuovo Governo Berlusconi per far strabuzzare gli occhi a tutti noi laici, liberali, repubblicani che sino all'altro giorno lo vedevamo come il fumo negli occhi (ma mai tanto quanto la compagine "democrat-cattocom" prodiana) e che sospettavamo avrebbe aperto ad un Governo di inciuci con Veltroni & Co. che spazzasse via tutte le nostre battaglie e la nostra storia autenticamente civile ed occidentale.
Ed invece, con l'ottimo Maurizio Sacconi al Welfare ed alla Salute; con i liberalissimo e storicamente liberalsocialista Renato Brunetta all'Innovazione tecnologica (già consigliere economico del Governo Craxi negli anni '80); Franco Frattini agli Esteri (ma non ci sarebbe dispiaciuta nemmeno la pasionaria Margherita Boniver); il radicale Elio Vito ai Repporti con il Parlamento e la laicissima e impegnatissima Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, ci riteniamo davvero rassicurati e, diciamolo pure, pressoché totalmente soddisfatti ed entusiasti.
E ci sentiamo ancor più rassicurati se pensiamo che la scalmanata e parolaia Lega Nord si è beccata i ministeri meno influenti con Bossi al Ministero del Federalismo e Calderoli a quello della Semplicifazione (costituiti "ad hoc" e praticamente inutili). L'unico leghista ad avere un Ministero di peso è il moderato Roberto Maroni (che pur fu "scalmanato" negli anni '70 quando militava in Democrazia Proletaria che purtuttavia era un movimento libertario) che fu tutto sommato un discreto Ministro del Welfare che si avvalse della collaborazione del compianto riformista e giuslavorista Marco Biagi, sempre con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio).
Stendiamo invece un velo pietosissimo per la scelta di Tremonti alll'Economia e temiamo che con un anti-liberista e anti-mercatista come lui sarà assai difficile ridurre la spesa pubblica improduttiva e gli enti inutili (lo abbiamo già visto all'opera dal 2001 al 2006).
All'Economia infatti avremmo preferito Renato Brunetta o Daniele Capezzone (quest'ultimo quantomeno come sottosegretario).
Altro velo pietoso per la scelta della soubrette Mara Carfagna nella compagine governativa. Riteniamo infatti che non abbia alcuna competenza politica e la sua bellezza fisica è pari alla sua inesperienza. Tanto più che si troverà a reggere il Ministero per le Pari Opportunità e ci chiediamo se le signore e le ragazze italiane si sentiranno effettivamente rappresentata da una donna che sino all'altro giorno si è occupata esclusivamente di Spettacolo (per quanto, diciamocelo, il Dicastero delle Pari Opportunità è assolutamente inutile).
Per il resto, ottima la scelta dei ministri giovani ed appassionati (penso ad esempio a Giorgia Meloni, che pure ha idee pressoché totalmente opposte alle mie, ma non posso negarle passione e serietà) alcuni dei quali saranno delle vere e proprie scoperte in quanto sostanzialmente sconosciuti politicamente.
Sulla bontà del programma della compagine governativa, poi, non ci sono dubbi: abolizione delle Province e degli enti inutili (antica battaglia repubblicana di Ugo La Malfa); detassazione degli straordinari e sostegno ai salari; completamento della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; riduzione della spesa pubblica; abolizione dell'Ici sulla prima casa.
Sembra il programma di un governo di Nuovo CentroSinistra più che di uno di Centrodestra !
E bene, dai, in una scala di valori da uno a dieci diamo un bel 7 a questo Governo Berluisconi quater che peraltro sta seguendo l'ottima strada intrapresa dai partiti liberaldemocratici e "conservatori" (anche se il termine mi appare assai improprio) occidentali già solcata prima di lui da Sarkozy, David Cameron e John McCain: ovvero rigettare i valori della destra tradizionale e aprirsi ai valori laici, liberali e libertari andando oltre la destra e la sinistra tradizionale.
Sarko in Francia ha vinto con un programma totalmente liberale in economia e nei diritti civili, occidentale nella politica estera e rigoroso in termini di sicurezza. Egli ha peraltro significativamente voluto nella sua squadra di governo il socialista Bernard Kouchner agli Esteri.
Il "Conservative" David Cameron ha recentemente stravinto alle elezioni amministrative inglesi proponendo un programma radicalmente diverso rispetto al passato del suo partito ed avvicinandosi alla visione liberalsocialista di Tony Blair (assai diversa da quella del più socialburocratico Brown) prevedendo peraltro aperture nei confronti di gay e lesbiche, una politica ambientale più incisiva, il sostegno alla sanità pubblica e la possibilità di legalizzare la cannabis e i suoi derivati.
In Inghilterra, peraltro, avanzano anche i Liberaldemocratici che diventano il secondo partito superando i Laburisti la cui nuova virata statalista è stata rigettata in toto dall'elettorato.
Per finire, siamo certi che anche il repubblicano statunitense John McCain stravincerà sui candidati democratici (o la Clinton o Obama) proprio per il suo programma liberale nei diritti civili e in economia e per una politica estera tutta improntata alla difesa dei valori umani di libertà e democrazia.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" arretra in tutta Europa e financo nella tradizionalmente socialBurocratica Svezia. Ovviamente tranne in Spagna vista e considerata infatti la gestione liberale del socialista Zapatero.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" (anche se è ormai del tutto improprio parlare di "destra" e di "sinistra") è e sarà destinata alla sconfitta nei prossimi anni, in quanto arroccata su posizioni meramente conservatrici, stataliste e socialburocratiche che garantiscono solo chi è già garantito.
Per questo, come nei gloriosi anni '80, vincerà e governerà seriamente solo chi sarà capace di mettere in piedi governi in grado di risollevare l'economia con dinamismo, capaci di ridurre le spese inutili e di garantire sicurezza ai cittadini senza entrare però nella loro vita privata e sotto le loro lenzuola, capace di garantire diritti civili nel pieno rispetto dei doveri.
La sfida, ormai, non è più fra "destra" e "sinistra" ovvero fra "conservatori-popolari" e "progressisti-socialdemocratici", bensì fra Liberali e Conservatori e noi, da anni dalla parte delle libertà e dell'individuo, ci schieriamo sempre e comunque  con i primi, consapevoli che il presente ed il futuro si giocano sulla creatività dei singoli piuttosto che sull'inefficienza degli Stati accentratori.





Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini