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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 gennaio 2016

Lettera aperta a Gianroberto Casaleggio da parte di Luca Bagatin, Presidente di "Amore e Libertà" (tratta da www.amoreeliberta.blogspot.it)


Casaleggio "guarda" ad "Amore e Libertà" ?

Gentile Gianroberto Casaleggio,


da qualche tempo si parla del suo recente saggio “Veni vidi web” che, mi dicono, abbia trovato pessime recensioni sulla stampa e finanche nel movimento da lei fondato, il Movimento Cinque Stelle, in pochi ne vogliano parlare.

Non nutro alcuna simpatia per il Movimento da lei fondato e ne ho spiegato le ragioni in innumerevoli articoli, ma le dirò che, poiché non amo i pregiudizi di nessun genere, ho voluto approfondire le cose da lei scritte nel suo testo e vi ho trovato diverse assonanze con le cose che andiamo dicendo nell'ambito del pensatoio che ho fondato nel maggio 2013, ovvero “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it).

Unitamente alle assonanze ho trovato anche parecchie dissonanze e assurdità non di poco conto. La prima il suo contrapporre Garibaldi a Gandhi (che poi mi dicono che in realtà lei vorrebbe sostituire le statue di Garibaldi con quelle di Gengis Khan, più che con quelle di Gandhi !).

Si dà il caso che, tanto Garibaldi che Gandhi siano figure ispiratrici del nostro pensatoio che, peraltro, ha per simbolo una illustre Garibaldi, ovvero la combattente e combattiva Anita.

Forse lei ignora che Giuseppe Garibaldi e il Mahatma Gandhi furono entrambi teosofi, oltre che massoni. Appartenenti proprio a quella Massoneria che il suo Movimento Cinque Stelle tanto contesta e che vorrebbe rendere illegale e che, invece, è associazione spirituale sulla quale possono fondarsi le basi di un'autentica Fratellanza, Uguaglianza e Libertà fra le persone ed i popoli.

Forse lei e il suo sodale Beppe Grillo ignorate che in realtà fra Garibaldi e Gandhi vi sono fortissime assonanze ed un nome che li unisce: Giuseppe Mazzini. Altra figura ispiratrice del nostro “Amore e Libertà”.

Giuseppe Mazzini fu infatti autore di un testo visionario per l'epoca, ovvero i “Doveri dell'Uomo”. Testo rivolto agli operai ed alla povera gente, che parlava, per la prima volta, di associazionismo, di autogestione, di unione fra capitale e lavoro e di fratellanza fra i lavoratori ed i cittadini. E, molto prima di Lei e di Grillo, parlava di Cittadini liberi ed eguali. Oltre che poneva una seria critica al sistema politico dell'epoca.

Si dà il caso che i “Doveri dell'Uomo”, oltre ad aver ispirato Garibaldi – il quale fu, assieme a Mazzini, fra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori nel 1864 – ispirò il Mahatma Gandhi che ne fu avido lettore al punto di fondare la sua Rivoluzione nonviolenta e l'India da lui immaginata, su principi mazziniani, oltre che teosofici.

Forse lei ignora peraltro il fatto che Garibaldi abbandonò il suo seggio in Parlamento per tornare a fare l'agricoltore proprio perché non condivideva affatto le “pastette” dei politicanti di allora, non dissimili da quelle di oggi. Garibaldi, infatti, fu forse il primo esponente (anti)politico che l'Italia abbia mai conosciuto !

Dunque le statue di Garibaldi, Eroe non solo italiano ed europeo, ma anche latinoamericano di quell'America Latina che si è poi ispirata al Socialismo del XXIesimo secolo ed al Peronismo, non vanno sostituite. Ma accanto ad esse vanno aggiunte statue di Giuseppe Mazzini, oltre che di Gandhi. E accanto a queste andrebbero aggiunte statue di Anita Garibaldi, Eroina dei Due Mondi, che morì per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana del 1849.

Precisato questo, che non ci pare affatto cosa da poco, vorremmo andare oltre.

Lei profetizza un sistema elettorale di estratti a sorte tanto quanto lo auspichiamo noi da quando siamo nati (ed ancora oggi ci prendono per pazzi) e per questo siamo contrari ad ogni tipo di sistema elettorale ed invitiamo gli elettori ad astenersi ad ogni tornata elettorale. Addirittura noi sosteniamo che i voti non espressi alle elezioni, ovvero il numero degli astenuti, andrebbe ripartito ed assegnato a cittadini comuni estratti a sorte. Purtuttavia non è cosa che fa il movimento da lei fondato: il Movimento Cinque Stelle, infatti, avalla il sistema elettorale e si presenta alle elezioni eleggendo deputati, senatori, consiglieri di ogni tipo. Peraltro dando precise indicazioni di “comportamento” ai suoi eletti. Cosa che, in un sistema democratico, ovvero di rappresentanza popolare diretta, senza mediazioni ai sorta, non dovrebbe avvenire: ciascun cittadino dovrebbe essere libero di votare come meglio gli detta la sua coscienza.

Lei poi nel suo saggio si pone “contro il mercato”, ma è in palese contraddizione essendo lei stesso un imprenditore, peraltro un imprenditore della comunicazione. Noi di “Amore e Libertà”, diversamente, come si evince dal nostro Manifesto d'intenti (http://amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm), ci poniamo in antitesi rispetto al mercato ed alla società di mercato proponendo il sistema della cooperazione e dell'autogestione diretta delle imprese da parte dei lavoratori, sostenendo peraltro la socializzazione di imprese ex pubbliche, municipalizzate e/o pubblico/private (dall'Eni alla Telecom/Tim sino all'Acea ed alla Rai) e la conseguente autogestione di esse da parte di tutti i cittadini. Non mi pare che lei ed il suo Movimento proponiate altrettanto e, se fosse davvero coerente con quanto afferma, dovrebbe lei per primo abbandonare il mercato e cedere la sua azienda ai suoi dipendenti, che diventerebbero i nuovi proprietari associati e dunque i nuovi produttori.

Oltretutto noi parliamo di introduzione dell'economia del dono e del baratto, tipica delle Società Matriarcali ancora oggi esistenti. Unica alternativa all'economia fondata sul capitale e sull'egoismo, ovvero sulla speculazione.

La visione prospettata dal suo saggio, che è poi quella che pratica assieme a Beppe Grillo nel suo Movimento, è in realtà una visione piuttosto autoritaria ed imposta dall'alto. Lo vediamo con le continue espulsioni nei confronti di coloro i quali “non seguono la linea” da voi dettata e stabilita.

Diversamente, la visione di “Amore e Libertà”, essendo una visione sentimentale e non ideologica, è l'unica visione autenticamente democratica, perché permette a chiunque di autogestirsi e di tentare di comprendere, anche attraverso gli errori, il proprio prossimo.

E' chiaro che, per elevare le coscienze, più che delle “rieducazioni forzate” come lei prospetta, noi proponiamo la costituzione di scuole di formazione politica, culturale, spirituale ecc... totalmente gratuite ed accessibili a tutti. I partiti elettoralistici stessi – che perderebbero ogni loro funzione - e le loro Fondazioni potrebbero essere riconvertiti in scuole di formazione politica sin da ora !

Vi sono innegabilmente aspetti comuni fra il suo pensiero ed il nostro, ma noi non dimentichiamo di dire – e lo ricordiamo sempre - che sono aspetti che hanno radici antiche e traggono lifa dal pensiero gnostico, esoterico, spirituale, oltre che socialista libertario, mazziniano, anarchico, finanche massonico. Dalle Società Matriarcali (vedi il punto relativo alla cura dei figli disagiati da parte della comuità, oltre che l'aspetto dell'economia del dono) sino al socialismo di Saint Simon (al quale si rifaceva anche Garibaldi); dalla Teosofia sino al pensiero mazziniano, passando persino per talune battaglie storiche del Partito Radicale prima maniera e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi.

Noi di “Amore e Libertà”, ad ogni modo, siamo coerenti e conseguenti. Non siamo un partito elettoralistico, ma un libero pensatoio che è consapevole – sin dal suo simbolo rappresentato da Anita Garibaldi su fondo rosso, contornata da una miriade di cuori bianchi – di avere radici antiche.

Voi del Movimento Cinque Stelle, in realtà, sembrate più che altro parte del Sistema che noi e solo noi, al momento, vorremmo modificare.

Se quanto le ho scritto le accenderà qualche “lampadina” e le “risuonerà” in qualche modo, saremmo pronti ad un serio confronto sul presente e sul futuro di quanto ci circonda.

Diversamente sarà l'ennesima occasione perduta.


Cordiali saluti.


Luca Bagatin

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it



23 dicembre 2015

Chi era davvero Licio Gelli: intervista di Romana Allegra Monti a Luca Bagatin del 23 dicembre 2015 (tratta da Civico20News - www.bdtorino.eu)



Nelle foto: Romana Allegra Monti e Luca Bagatin

L'articolo è tratto dal link: http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=18427

Sulla figura di Licio Gelli scomparsa di recente (il 15 dicembre), sono state dette molte cose, ma corrispondevano tutte al vero? Possibile che quest’uomo detenesse nelle sue mani l’intricata matassa del potere decisionale in Italia? Civico20news ha chiesto allo studioso di massoneria Luca Bagatin, di spiegarci chi era davvero quest’uomo, la sua storia e il reale peso politico e sociale che ha avuto nel nostro paese.

 

Se dovesse spiegare chi era davvero Licio Gelli a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare quali sono le cose fondamentali che gli direbbe?

Innanzitutto, per inquadrare il personaggio Gelli, ritengo sarebbe utile dire due parole su che cosa fu la Loggia Propaganda nr. 2, volgarmente definita P2 che, per la precisione, è esistita ben prima che Gelli entrasse in Massoneria.

Sin dalla sua fondazione, nel 1877, quando ancora si chiamava Loggia Propaganda, l'allora Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, stabilì che essa dovesse avere scopi eminentemente politici e fu con questa impronta che, il successivo Gran Maestro Adriano Lemmi, la rafforzò.

Allora, il Grande Oriente d'Italia, era considerato una sorta di "partito dello Stato" a rafforzamento degli ideali risorgimentali e patriottici. La Loggia Propaganda, proprio per il suo essere "loggia coperta" (ma non segreta!), fu utilizzata proprio all'assolvimento pieno di tale funzione.

Fu così che nella Loggia Propaganda entrarono: Agostino Bertani, Giosue Carducci, Ernesto Nathan, Aurelio Saffi, Menotti Garibaldi, Giuseppe Zanardelli e molti altri: fossero repubblicani-mazziniani o liberali-monarchici, ovvero la "crème" della politica dell'epoca.

Dopo la caduta del fascismo, allorquando fu ricostruita la Massoneria in Italia, con la riedificazione delle Logge, la Propaganda fu denominata Loggia Propaganda 2. Fu ricostituita e rafforzata dal Gran Maestro Giordano Gamberini e, successivamente, con il Gran Maestro Lino Salvini, fu affidata a Licio Gelli.

Lo scopo della Loggia Propaganda, ovvero della Propaganda 2, nel dopoguerra, doveva essere semplicemente quello di rafforzare il centrismo al governo, ovvero impedire ai comunisti ed alle forze eversive di destra e di sinistra, di prendere il potere in qualsiasi modo.

Non a caso i suoi aderenti erano tutti di orientamento politico liberale, socialista, repubblicano, socialdemocratico e cattolico liberale.

Quanto a Licio Gelli, egli ebbe umili origini, il padre era mugnaio e di fede anarchica e la madre casalinga. Non riuscì a terminare gli studi ragionieristici in quanto, dopo aver contestato un insegnante, fu espulso da tutte le scuole del Regno e, per raggiungere il fratello, partì per la Spagna ove combattè nella guerra civile a fianco dei franchisti, assieme al fratello. Tornato in Italia divenne Capo del Fascio di Pistoia.

Gelli fu sempre dichiaratamente fascista, ma non va dimenticato che salvò da morte certa 62 prigionieri fra ebrei e partigiani, evitando così la loro deportazione nei campi di sterminio in Germania e ciò gli vantò un attestato da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia e gli consentì, a guerra finita, di rifarsi una vita. Prima come commerciante di prodotti di cancelleria e via via, negli anni '50, nell'ambito della Permaflex ove divenne direttore dello stabilimento di Frosinone.

Si fece iniziare alla Massoneria negli anni '60 con il preciso obiettivo di rendere la Massoneria un organismo in grado di risolvere le controversie internazionali e nazionali.

Cosa può dirci su Gelli e la P2 e quale tipo di rapporti ebbe secondo lei, con alcuni componenti quali Berlusconi, Rizzoli, Costanzo?

 

A parte i nomi per così dire “mediatici”, nel mio saggio ho parlato della vicenda del Generale in pensione Umberto Granati, oggi ottantaseienne, che fu un iscritto alla P2 e che è anche un mio caro amico. Una vicenda della quale parlò solo il Corriere di Siena trent'anni fa ed oggi ne parla solo il sottoscritto.

L'allora Colonnello Umberto Granati fu il primo che, allo scoccare del presunto "scandalo P2", nel maggio 1981, dichiarò di essere affiliato a tale Loggia massonica del Grande Oriente d'Italia.

Dov'era lo scandalo ? Lo volle sapere lo stesso Col. Granati, il quale non solo informò i suoi superiori della sua appartenenza alla P2, ma persino i Carabinieri.

Fu un fesso? No, semplicemente un uomo onesto, un Servitore dello Stato, che si rifiutava di dichiarare il falso.

Tutto questo e molto altro è raccontato dallo stesso Umberto Granati nel suo libro: "28 anni dopo: diario di un Piduista", edito dalla casa editrice indipendente Ipertesto Edizioni e recensito unicamente dal sottoscritto.

Granati era animato da ideali massonici, spirituali e filosofici e si iscrisse alla P2 e dunque alla Massoneria. Non ne poteva trarre vantaggi per il semplice fatto che, nel 1977, data della sua iscrizione, aveva una carriera già ben avviata che si sarebbe conclusa comunque con una promozione pochi anni dopo.

Che cosa ne ricavò, invece? Nulla, solo guai personali e giudiziari che lo porteranno, come i pochi suoi Fratelli che avevano dichiarato l'appartenenza alla P2  all'emarginazione. Per quanto nessuno gli abbia mai attribuito alcun reato.

Infatti anche lei sa bene che i componenti della P2 sono stati tutti assolti dall'accusa di cospirazionismo ai danni dello Stato con sentenze definitive del '94 e del '96.  

Il 28 settembre 2003 sul sito Repubblica.it appare un'intervista a Licio Gelli durante la quale egli afferma che «Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io», i suoi studi confermano o smentiscono le sopra citate dichiarazioni?

Licio Gelli elaborò, alla metà degli Anni '70, il famoso Piano Di Rinascita Democratica. Un elenco di propositi, ovvero di suggerimenti politici, che sottopose alle istituzioni politiche dell'epoca. Tutt'altro che un piano eversivo, insomma.

E ciò si evince anche dai contenuti del Piano, fra cui spiccano i seguenti punti: l'autonomia del sindacato dal potere politico; la riforma elettorale presidenziale; l'abrogazione dell'immunità parlamentare; la separazione delle carriere dei magistrati e la spoliticizzazione della magistratura; la riduzione ad una Camera dei Deputati sino all'abolizione dei ministeri e degli enti inutili quali le Province; l'introduzione di pene severissime per i reati di corruzione perpetrati da politici, funzionari e pubblici ufficiali; la privatizzazione del carrozzone Rai-Tv. Riforme che, peraltro, erano contenute anche e soprattutto nel programma politico del Partito Radicale di Marco Pannella, se ben osserva. Riforme di cui trent'anni dopo si è parlato (ma i primi furono i Radicali, anche con appositi referendum), ma, invero, non possiamo dire siano state attuate se non male e/o solo in parte o per mero calcolo politico.

Gelli, semplicemente, elaborò un piano di rinnovamento politico necessario ad un'Italia burocratica e clientelare. Evidentemente la cosa dava fastidio a quelle forze politiche che traevano e traggono da sempre linfa dal clientelismo e dalla burocrazia.

Lei s’inserisce tra quelli che sostennero che Licio Gelli fosse parte della CIA come molti fecero?

Molti sostennero anche che fosse un agente del KGB. Altri sostennero addirittura che fosse un alieno venuto da Marte per colonizzarci.

Penso che in questo Paese chi ha umili origini e non ha raggiunto il massimo livello degli studi sia da sempre disprezzato, calunniato e osteggiato. Specie se, attraverso la sua intelligenza, riesce a diventare una persona rispettata da persone, per così dire, “potenti”. L'Italia dovrebbe liberarsi da certo servilismo. Comprendere che siamo tutti uguali: poveri o ricchi, laureati o analfabeti.

Mi ha fatto riflettere fra l'altro il fatto che, al funerale di Licio Gelli, ci fossero solo persone comuni, nessun ricco o potente. Peccato che la grande stampa non abbia dato rilievo a questo importante particolare.

Una considerazione interessante. A suo avviso che influenza ha avuto sull'Italia l’innegabile amicizia che legò Gelli e Peron?

Juan Domingo Peron è e fu il miglior Presidente che l'Argentina abbia mai avuto al punto che, ancora oggi, il partito peronista (Frente para la Victoria) riceve numerosissimi consensi e al governo – nonostante la sconfitta alle ultime elezioni politiche - ha ottenuto importanti risultati nella lotta contro la speculazione finanziaria, l'esclusione sociale e l'analfabetismo.

Licio Gelli fu amico e collaboratore di Peron negli ultimi anni della sua vita, quando era già anziano e malato, ma, ad ogni modo, fu anche grazie agli ottimi rapporti di Gelli con la Massoneria argentina, da sempre progressista e rivoluzionaria, che nel 1973 - dopo diciotto anni di dittatura militare antiperonista - fu eletto il Presidente peronista Hector Campora ed il Presidente Peron potè tornare, in quell'anno, in patria, dopo diciotto anni di esilio a Madrid. Morirà poco dopo, aprendo le porte a una nuova dittatura militare e antiperonista che durò purtroppo sino al 1983.

Peron, peraltro di origine italiana, ebbe sempre un ottimo rapporto con l'Italia al di là dell'amicizia con Gelli. Pensiamo solo al fatto che numerosi italiani emigrarono in Argentina ed al viaggio di Evita Peron in Italia nel 1947, che permise all'Argentina di rinsaldare i rapporti con il nostro Paese.



21 dicembre 2015

Solstizio d'Inverno

Oggi ho ricevuto via mail il seguente testo, che desidero riproporvi con i miei migliori auguri di buone festività solstiziali.

L. B.

Siamo al Solstizio d’Inverno, dal latino sostitium, composto da sol-, “sole” e -sistere, “fermarsi”, che quest’anno cade o meglio si eleva, poiché in astronomia il sole raggiunge, si declina al massimo lungo l’eclittica, esattamente alle 05,48, ora italiana, di martedì 22 dicembre.

Se avete un po' di pazienza e voglia di leggere, vi voglio porgere i miei auguri facendo una banale dissertazione sui significati di questa ricorrenza. Cerchiamo sempre di usare tolleranza poiché questo ci permette di conoscere l’altrui punto di vista e lo spirito muratorio è e deve essere fondato sul valore in aggiunta e non sulla negazione e depauperazione dell’essere e dei suoi valori e questo ce lo insegna molto bene anche la cristianità.

Il solstizio è importante da tutti i punti di vista.

Astronomicamente il Solstizio d’Inverno dà inizio alla stagione invernale, anche se meteorologicamente l’inverno inizia con il 1° di dicembre. E’ il giorno più corto dell’anno, anche se apparentemente ci appare tale il 13, Santa Lucia, nel quale giorno il tramonto è anticipato, ma non la durata complessiva del tempo di luce solare.

La notte più lunga dell’anno significa che, da quel momento, la Luce inizia a riacquistare vigore, aumenta la durata come tempo di esposizione luminosa, rispetto alle ore di buio. Lentamente, in circa tre mesi, l’allungarsi del periodo di luce porterà la durata del giorno ad equiparasi a quella del periodo di notte e poi la Luce a sopravanzare nettamente il buio, fino al Solstizio d’Estate, per poi riperdere vigore sino al prossimo solstizio …

Questa alternanza di Luce ed oscurità ha sempre infiammato le nostre meningi e originato speculazioni, filosofia, credenze e substrati religiosi sin dall’antichità.

Per molti popoli il Solstizio d'Inverno è il passaggio dalle Tenebre alla Luce, è da questo giorno che il sole resta progressivamente sempre più a lungo nel cielo allungando così le nostre giornate. Questa è una festa di luce, dai profondi messaggi iniziatici ed esoterici legati al risveglio interiore. Secondo la tradizione cristiana le porte Sostiziali sono controllate dai due Giovanni; il Battista al solstizio estivo e l'Evangelista a quello invernale. Il solstizio stesso è chiamato "la porta", un tempo custodita dal guardiano Giano Bifronte (con l'avvento del cristianesimo il romano Giano dai due volti ha ceduto il posto ai due Giovanni) che sono il simbolo di una contemporanea esistenza di due dimensioni, che durante i solstizi si congiungono e le porte sono aperte ed è permesso il varco.

In Scandinavia, La festa di Juul era una festa pre-cristiana che celebrava il solstizio d'inverno con l'accensione di fuochi. I fuochi erano destinati a simboleggiare la proprietà vivificante del calore e luce del Sole. La parola "Juul" è l'origine della parola "Yule", che significa "Natale".
I cristiani hanno cercato di sostituire le celebrazioni pagane esistenti con il Natale, celebrando in quel periodo la nascita di Gesù, conosciuta come la "vera luce del mondo".

In realtà, in molte culture e tradizioni religiose, il solstizio d'inverno è utilizzato per segnare l'inizio di un anno. Il solstizio d'inverno significa rinascita , un tema che può essere trovato in molti festeggiamenti invernali: il Sol Invictus per i pagani; i Saturnalia nell'antica Roma (dal 17 al 23); il Natale per il cristianesimo; Yule nel neopaganesimo.

In Gran bretagna, a Stonehenge, sopravvivono gli imponenti ruderi di un tempio druidico: due cerchi concentrici di monoliti che raggiungono le 50 tonnellate. L'asse del monumento è orientato astronomicamente, con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto "pietra del calcagno" (Heel Stone, detta anche Fryar's Heel, Tallone del frate). Al solstizio d’estate il sole si leva al di sopra della Heel Stone. Stonehenge, insomma, sarebbe non solo un tempio, ma anche un calendario.

A Nabta Playa vi è un circolo calendariale, dove due monoliti hanno allineamento Nord-Est in direzione del sorgere del sole il 21 giugno e risulta essere più antico di Stonehenge di almeno mille anni.

Tracce di culti solari si incontrano in tutto il mondo, dalla Polinesia all’Africa alle Americhe e giungono fino ai nostri giorni: per gli eschimesi il Sole è la Vita mentre la Luna la Morte, in Indonesia il Sole si identifica con un uccello e con il potere del volo, tra le popolazioni africane primitive la pioggia è il seme fecondatore del dio Amma, il Sole, creatore della Terra.

Per gli Inca, la divinità Inti è il Sole, sovrano della Terra, figlio di Viracocha, il creatore, e padre della sua personificazione umana, l'imperatore. Attorno a Cuzco, capitale dell'impero, sorgono i "Mojones", torri usate come "mire" per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi. A Macchu Picchu, luogo sacro degli Inca, si può ancora vedere il "Torreon", una pietra semicircolare incisa per osservazioni astronomiche, e l'"Intihuatana", un orologio solare ricavato nella roccia.

Per i Maya il Sole è il supremo regolatore delle attività umane, sulla base di un calendario nel quale confluiscono credenze religiose e osservazioni astronomiche per quell'epoca notevolmente precise.

Tra gli indiani d’americal Sole è simbolo della potenza e della provvidenza divine. Presso gli Aztechi è assimilato a un giovane guerriero che muore ogni sera e ogni mattina risorge, sconfiggendo la Luna e le stelle; per nutrirlo il popolo azteco gli offriva in sacrificio vittime umane. Leggende analoghe, anche se fortunatamente meno feroci, si trovano ancora tra le popolazioni primitive nostre contemporanee. Gli stessi Inuit (eschimesi) ritenevano fino a poco tempo fa che il Sole durante la notte rotolasse sotto l'orizzonte verso nord e di qui diffondesse la pallida luce delle aurore boreali: convinzione ingenua, ma non del tutto errata, visto che è stato studiato come le aurore polari siano proprio causate da sciami di particelle nucleari proiettate nello spazio ad altissima energia dalle regioni di attività solare. Tutto il culto degli antichi Egizi è dominato dal Sole, chiamato Horus o Kheper al mattino quando si leva, Ra quando è nel fulgore del mezzogiorno e Atum quando tramonta. Eliopoli, la città del Sole, era il luogo sacro all'astro del giorno, il tempio di Abu Simbel fatto costruire da Ramses II nel tredicesimo secolo avanti cristo, era dedicato al culto del Sole.

Il Solstizio d‘Inverno è una festa del ciclo solare che cade quando le ore diurne sono al loro minimo, mentre le notti sono più lunghe; si può dire che dal punto di vista celtico, o comunque del mondo antico, l’alternanza del periodo luce – buio e l’alternanza Samos – Giamos fanno parte degli eventi naturali e hanno quindi un’influenza sugli atteggiamenti umani.

Anche se il Solstizio d’inverno, a primo acchito, può apparire come il Trionfo del buio sulla luce, in realtà è il momento nel quale le giornate ricominciano ad allungarsi e le notti ad accorciarsi; è un momento di passaggio che prelude al cambiamento, un segno di risveglio e di gioia, anche se le notti saranno ancora lunghe per un po’ di tempo. L’eterno ciclo notte – giorno, buio – luce, freddo – caldo, morte – rinascita, fa parte della natura e quindi affonda nel cuore della cultura celtica.
Plinio il Vecchio descrive la cerimonia della raccolta del vischio presso i celti; i druidi vestiti di bianco tagliano con un falcetto d’oro il vischio dagli alberi su cui si trova, deponendolo su dei panni bianchi. La cerimonia viene fatta nelle notti con la luna splendente e termina con il sacrificio del toro bianco. Siamo in un periodo dell’anno segnato dalla forte contrapposizione buio – luce, il vischio si presenta di un bel colore verde in mezzo agli alberi che nella stagione invernale perdono le foglie: è quindi un trionfo della vita in mezzo alle piante spoglie in riposo.

Siamo in un momento estremamente importante e denso di significati. Il solstizio, in celtico Yule, rappresenta un passaggio fondamentale per tutte le persone impegnate sul sentiero spirituale, da comprendere ed interiorizzare. È il momento in cui la luce vince l'oscurità, il momento in cui la dea partorisce il bambino sacro, il momento in cui la vibrazione della speranza si diffonde come un'onda sulla Terra. Passaggio essenziale sulla Ruota dell'anno, il miracolo del sole che nasce è celebrato ancora oggi in tutto il mondo, con riti che variano da cultura a cultura, pur mantenendo intatto il messaggio di base.

Siamo alla Natività di Cristo, non a caso, è celebrata, pure con storica esattezza, il 25 dicembre, a pochi giorni da Yule.

Importante, a questo punto, è ricordare il culto di MITRA, culto che ha origini molto antiche, intorno al 1400 a.C. Come forma originaria indo-persiana e che ha poi avuto una profonda rielaborazione romana con le religioni misteriche databili dal I° secolo avanti cristo sino al V° secolo di era volgare. Molto può servire di confronto e di confusione, Mitra è nato da una vergine, al solstizio d’inverno “Shab-e-Yalda o il 25 dicembre, ma è nato adulto. Nel mito zoroastriano è rappresentante del divino Ahura-Mazda, è il “Giudice delle anime”, protettore della verità e dei giusti dalle forze demoniache. Da ultimo consideriamo anche che Mitra nasce da una roccia affiancato da due testimoni assistenti mitologici e Cristo è onorato alla nascita dai pastori, in entrambi i Culti è presente il battesimo, anche se in forme e con valenze differenti.

Nella storia di Maria che dà alla luce Gesù, simbolo di rinascita e speranza per tutti i cristiani, possiamo leggere una metafora di ciò che accade in natura. Troviamo la stessa metafora raccontata nei miti pagani, secondo cui il vecchio sole muore, per lasciare il passo al sole bambino, che nasce all'alba del Solstizio dal grembo di Madre Terra. Questa storia di vita, morte e rinascita è la stessa che ha ispirato il mito egiziano di Iside, Osiride ed Horus. Quest'anno, durante il portale solstiziale, assisteremo ad un altro evento magico ed pregno di significati. Il 25 dicembre, notte del Santo Natale, potremo godere di una magnifica luna piena. Si tratta di un evento che non accadeva dal 1977 e si ripeterà solo nel 2034. Quest'anno la Dea, dopo aver donato al mondo il frutto del suo grembo, si mostra a noi nella sua veste più bella. Mentre il sole, simbolo del maschile, rinasce dall'utero della Dea, la luna, simbolo del femminile, raggiunge la pienezza. La luna piena di dicembre è conosciuta anche come luna fredda o luna della neve.




16 dicembre 2015

Licio Gelli e il falso scandalo P2

Di Licio Gelli è stato detto di tutto e quasi tutto è stato detto a sproposito. Un po' per convenienza politica, un po' per invidia, un po' per lanciare scoop a buon mercato da vendere a lettori avidi di mero sensazionalismo senza costrutto.

Oggi Licio Gelli non c'è più e,forse, proprio da oggi in poi sarà possibile fare maggiore chiarezza su un personaggio ritenuto, a torto e solo per depistare l'opinione pubblica dal vero malaffare politico-partitico-economico di questo Paese, quale il “burattinaio” di tutti i mali dell'Italia, se non del mondo.

Qualche anno fa realizzai su Gelli e la Loggia massonica Propaganda nr. 2, una serie di articoli ed una intervista ad uno dei biografi di Gelli oltre che uno dei massimi esperti di Storia della Massoneria in Italia, ovvero al prof. Aldo A.Mola, pubblicati poi nel mio saggio “Universo Massonico” (BastogiEditrice). Saggio che, peraltro, assieme al sottoscritto, è citato anche su Wikipedia alla voce “P2” nella sezione “Giudizi critici sul caso P2”.

Proprio per fare maggiore chiarezza ed evitare che il “pensiero unico antipiduista” prevalga sulla realtà dei fatti, desidero pubblicare qui ampi stralci dei capitoli del mio saggio:

(dal capitolo: “Gelli e la P2 fra cronaca e Storia”)

Di Licio Gelli e della Loggia Propaganda 2 sono state scritte un sacco di cose.
Quasi tutte pressoché a sproposito a cominciare dal fatto che fu una "Loggia segreta".
La P2, Loggia all'Ordine del Grande Oriente d'Italia, fu - diversamente - una Loggia "coperta"di diretta pertinenza del Gran Maestro dell'Obbedienza.
"Coperta" in quanto al suo interno vi erano personalità di spicco (del panorama culturale, politico, artistico ecc...) che - per la loro particolare posizione professionale - preferivano non rivelare l'appartenenza alla Massoneria e dunque figurare unicamente"all'orecchio" del Gran Maestro, come si dice in gergo massonico.
Si pensi solo al fatto che la Loggia Propaganda Massonica (poi P2) fu fondata nel 1877 e di essa vi faceva parteanche il Vate della letteratura risorgimentale Giosue Carducci e l'ottimo ed indimenticato Sindaco di Roma Ernesto Nathan.
Tutto ciò e molto altro ancora è spiegato dettagliatamente e con una ricchissima documentazione e bibliografia dallo storico Alessandro Aldo Mola - Medaglia d'Oro per la Cultura dal 1980 - nel suo ultimosaggio
"Gelli e la P2 fra cronaca e storia" edito dalla Bastogi.
Mola, senza faziosità alcuna, racconta di come il "presunto scandalo" P2 non fu che il pretesto per una lotta senza quartiere contro i massoni e la Massoneria italiana, da semprevista con sospetto da settori clericali, fascisti e comunisti.
Mola ripercorre così - come già fece lo scrittore Pier Carpi nel suo
"Il Venerabile" nei primi anni '90 - la vita di Licio Gelli sin dai tempi della Guerra diSpagna quando combattè a fianco dei franchisti e successivamente in Italia a Capo del Fascio di Pistoia. Sino a quando salvò da mortecerta 62 prigionieri fra ebrei e partigiani, evitando così la loro deportazione nei campi di sterminio in Germania.
Ciò gli vantò un attestato da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia e gli consentì, a guerra finita, di rifarsi una vita. Prima come commerciante di prodotti di cancelleria e via via, negli anni '50, nell'ambito della Permaflex ove divenne direttore dello stabilimento di Frosinone.
E così, successivamente, come racconta Mola, Gelli decise di farsi iniziare massone negli anni '60 conl'obiettivo di rendere la Massoneria un organismo in grado dirisolvere le controversie internazionali e nazionali. Un po' comedurante il Risorgimento italiano o con la fondazione della Società delle Nazioni e dell'ONU.
Nulla, insomma, di oscuro e di occulto. Anzi.
Un capitolo molto denso del saggio di Mola, oltre a quello dell'amicizia fra Gelli ed il generale Peron, è infatti dedicatoalla fondazione dell'OMPAM da parte di Licio Gelli, ovvero dell'Organizzazione Mondiale Per l'Assistenza Massonica.
Un organismo sovranazionale, appunto, in grado di
"contribuire a soccorrere ed ad elevare le condizioni morali, spirituali e materiali dell'Uomo e della Famiglia umana, operando secondo i principi etici propri dell'insegnamento massonico", come dichiarato dal promotore stesso.
Un organismo che faceva leva proprio sulla fratellanza massonica che era l'unico principio in grado di superare tutte le divisioni in fatto di politica, razza, religione....
Un organismo "alla luce del sole", che fu riconosciuto anche in sede ONU alla stregua della Fao e dell'Unesco e che si proponeva di integrare l'opera umanitaria laddove le giurisdizioni massoniche non disponessero di strutture economicamente e giuridicamente idonee per operare sia all'interno dei singoli Stati che a livello internazionale.
Operazione ambiziosa che purtroppola stampa nostrana omise di far conoscere al grande pubblico. E che si arenò con l'avvento del presunto scandalo P2, nel 1981.
L'OMPAM fu tuttavia un'operazione autonoma di Gelli e per nulla legata al Grande Oriente d'Italia, anche se egli stesso propose all'allora Gran Maestro del GOI, Lino Salvini, di nominare il suo predecessore - Giordano Gamberini - alla carica di Ambasciatore del GOI presso l'OMPAM.
Licio Gelli, sia detto per inciso, allora non era ancora Venerabile della Loggia P2, anche se la P2 era attiva e nota ai Gran Maestri sopra citati ed ai loro predecessori senza scandalo alcuno come spiegato all'inizio di questo articolo.
Gelli fu solamente un personaggio particolarmente attivo sia all'interno che all'esterno della Massoneria. Il che lo porterà ad occuparsi di cose estraneealla stessa Istituzione come ad esempio di politica (si noti bene chele Costituzioni di Anderson del 1723, vietano espressamente ai massoni di occuparsi di politica e religione in Loggia).
Ma ad ogni modo anche qui nessuno scandalo "profano", come rilevato dall'ottimo Alessandro Mola nel capitolo dal titolo "Gelli per la Seconda Repubblica".
Alla metà degli anni '70 - vista l'estrema fragilità e litigiosità della coalizione di Pentapartito e l'incalzante terrorismo rosso e nero - l'Italia si trovò ad un bivio: o una dittatura clericale di estrema destra, oppure un ancor meno auspicabile regime di estrema sinistra.
Licio Gelli stilò così il famigerato "Schema R" (Rinascita), all'indomani dell'avanzata del Pci alle elezioni amministrative del 1975.
Lo"Schema R", come documentato dal saggio di Mola, non fu altro che un piano riformatore, che elaborava la strategia politica per arginare la dilagante avanzata dei comunisti - alleati alla dittatura sovietica - in Italia, per mezzo di un rafforzamento della coalizione di Pentapartito (Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli) a partire dalla Democrazia Cristiana, a patto che essa si depurasse da correnti ed alchimie che la rendevano inefficiente ed inefficace.
L'obiettivofinale di Gelli non era altro che un ritorno ai
"fasti ed al prestigio della Segreteria De Gasperi".
Un rafforzamento, dunque, della democrazia centrista e moderata. Altroche autoritarismo filo-fascista tanto sbandierato dalla grande stampa dell'epoca !
Gelli delineò nel suo "Schema", anche un elenco molto preciso di riforme che - peraltro - erano condivise dalla gran parte degli italiani di allora e di oggi e che proprio oggi - trent'anni dopo - sono di scottantissima attualità e dibattito.
Dalla riforma presidenziale all'abrogazione dell'immunità parlamentare; dalla riduzione ad una Camera dei Deputati sino all'abolizione dei ministeri e degli enti inutili quali le Province; dall'introduzione di pene severissime per i reati di corruzione perpetrati da politici, funzionari e pubblici ufficiali sino alla privatizzazione del carrozzone Rai-Tv. Riforme allora necessarie come lo sono oggi.
Al punto che lo stesso Gelli precisò subito che tutto ciò
"non preludeva ad un colpo di Stato", bensì intendeva "scongiurare l'irreparabile jattura di una guerra civile e allontanare dall'Italia il pericolo di un governo dittatoriale di ispirazione comunista o fascista".
Chi accusò Gelli di cospirazione politica sulla base dello "Schema R"o fu in mala fede oppure quello "Schema" non lo lesse punto. Come i fatti - documentati dal Mola - si sono incaricati di dimostrare. Che poi, forse,il Gran Maestro di allora - Lino Salvini – avesse concesso troppo"potere massonico" a Licio Gelli, siamo d'accordo.
Licio Gelli fu elevato al grado di Maestro Venerabile della P2 il 9 maggio1975 e ciò fu un po' un'anomalia visto che la P2 era storicamente di pertinenza del Gran Maestro in carica.
Come un'anomalia massonica fu che Gelli iniziasse gli aspiranti Fratelli "in punta della spada", ovvero senza alcun rituale massonico, come ricordò anche il prof. Claudio Bonvecchio in un recente convegno sulla Massoneria tenutosi a Pordenone. Ma, come il Bonvecchio ed il Mola ricordano: la P2 divenne il capro espiatorio del malaffare di gran parte delle forze politiche di allora, le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato", istituendo addirittura una costosissima ed inutile Commissione Parlamentare d'Inchiesta presieduta da Tina Anselmi e che si concluse con nulla di fatto. Mettendo a nudo unicamente l'ignoranza di gran parte dei politici e dei magistrati di allora in fatto di Massoneria ed Esoterismo.
La P2, dunque, non era affatto una organizzazione segreta, bensì una "Loggia coperta" come ve ne sono moltissime anche all'estero e per i motivi già sopra spiegati.
Il saggio di Alessandro Mola lo chiarisce, citando anche le sentenze della Corte d'Assise di Roma che fra il '94 ed il '96, assolsero siala P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato" che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli. (…)


(dal capitolo:“Pier Carpi e il Venerabile”)

(…)
E poi approfondii la figura di Licio Gelli, di cui Pier Carpi fu amico per tutta la vita e che ebbe il coraggio di riabilitare nel saggio “Il caso Gelli”, del 1982, ove dimostrò come l'inchiesta sulla P2 non fosse che una bolla di sapone costruita ad arte dal Potere politico dell'epoca per nascondere le sue malefatte.
(...)
Ne "Il Venerabile" Carpi ricostruisce, a mò di romanzo, la biografia di Gelli, ma anche la storia della sua stessa vita. Ovvero di quando Carpi crebbe in un orfanotrofio, maltrattato e vilipeso, e successivamente cresciuto con amore dai frati benedettini. Del suo incontro, a sedici anni, con la moglie Franca Bigliardi che ancoraoggi ne onora la memoria.
E poi della sua amicizia-inimicizia con il disegnatore Hugo Pratt, della sua carriera come fumettista, regista e ricercatore del mistero. E dunque le sue ricerche sulla Massoneria che lo portarono a collaborare direttamente con la LoggiaP2 del Grande Oriente d'Italia ai tempi della Gran Maestranza di Giordano Gamberini. Loggia discreta, per nulla segreta, come fuerroneamente fatto credere. Visto che nell'Obbedienza di Palazzo Giustiniani non esistono, sino a prova contraria, Logge segrete o presunte tali.
A Pier Carpi capitò infatti di collaborare con la P2 quando ancora Licio Gelli era un
Signor Nessuno,per così dire.
In qualità di giornalista, infatti, gli fu chiesto da alcuni membri della P2 di intervistare Vittorio Emanuele - il Re d'Italia in esilio in Svizzera- e Marina Doria. Vittorio Emanuele era allora membro di spicco della P2 e ben presto divenne molto amico di Pier Carpi e della moglie.
A Carpi venne dunque in mente di studiare la questione al fine di far concedere il riconoscimento del Grande Oriente d'Italia da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra (fondatrice della Massoneria speculativa nel 1717). E pensò di farlo proprio per mezzo di Vittorio Emanuele che, essendo massone d'origine nobile, avrebbe potuto convincere il Duca di Kent, Gran Maestro della Gran Loggia inglese di diritto, a concedere il riconoscimento ufficiale al GOI.
Così puntualmente avvenne. E pochissimi sanno che fu proprio merito del nostro Pier Carpi (tale riconoscimento fu revocato nel periodo successivo al presunto
scandalo P2).
Fu così purtuttavia che Pier Carpi si trovò inserito a sua insaputa (lo seppe solo tempo dopo) nelle liste della P2, pur non essendo mai stato iniziato regolarmente alla Massoneria.
Tempo dopo ebbe modo di conoscere Licio Gelli e fu in quell'occasione che diventarono molto amici.
Ne "Il Venerabile", appunto, Carpi ci mostra il Gelli dei tempi del Fascismo, ardito nella Guerra di Spagna e successivamentein Albania. Capo del Fascio di Pistoia, ma anche filantropo nei confronti dei molti ebrei e compaesani partigiani che salvò dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Un Gelli sicuramente calcolatore, fascista convinto, ma anche umano. Come la Storia -scritta e spesso mistificata sempre dai vincitori - non ce lo ha mai presentato.
Fu allorquando scoppiò il presunto scandalo P2 che Pier Carpi si trovò seriamente nei guai, pur non avendo commesso nulla.
Come amico di Gelli ed iscritto nei registri della Loggia, si vide ingiustamente indagato, vilipeso e non riuscì neppure più a lavorare. Le sue condizioni di salute, peraltro, si aggravarono e lo porteranno, come sopra scritto, ad una prematura morte all'età di 60 anni.
In questo suo romanzo-verità, dunque, egli racconta tutto ciò, non risparmiando nulla. Chiarendo, come successivamente i fatti si incaricheranno di chiarire, che la P2 era una Loggia discreta, non segreta, che di massonico aveva ben poco, certo, ma che non aveva né intenzione di complottare contro lo Stato né altro illecito scopo.
Licio Gelli aveva unicamente in testa l'obiettivo direndere la Massoneria italiana un'organizzazione potente, come durante il Risorgimento, in grado di infuenzare le scelte politiche per il bene dei cittadini, a suo dire. Questa, se vogliamo, la sua utopia. E sarebbe sufficiente leggere quel fantomatico Piano diRinascita Democratica da lui elaborato alla fine degli anni '70 per comprendere che in realtà trattavasi di un progetto di riforma, che pur con la Massoneria non c'entrava nulla (visto e considerato anche che la Massoneria, organizzazione spirituale a carattere iniziatico, non si occupa di politica). Un piano che mirava alla creazione di due partiti moderati, alla privatizzazione del carrozzone politicizzato della Rai-Tv, all'indipendenza dei sindacati e della magistratura dal potere politico, alla responsabilità civile dei magistrati e così via....
Pier Carpi, sostanzialmente, queste cose le spiegò ne “Il caso Gelli” e successivamente le riprese nel romanzo-verità di cui stiamo parlando.
Libri che gli costarono davvero l'isolamento fisico e morale nel panorama culturale italiano d'allora, spesso monolitico, poco incline all'approfondimento,
chino nei confronti del Potere (quello vero !).
E fu quel Potere politico che si abbattè come una valanga sui galantuomini della P2 e su Gelli che sicuramente era un pessimo massone sotto il profilo iniziatico (per quanto si prodigò presso lo Stato italiano affinché restituisse Palazzo Giustiniani al GOI, legittimo proprietario, sequestrato alla Massoneria ingiustamente dal Fascismo e tentò – con l'ausilio dello stesso Carpi – di far togliere la scomunica papale sulla Massoneria italiana) , ma non certo un criminale come fu detto e scritto, senza alcuna prova tangibile. I fatti si sono dunque incaricati di dimostralo.
Peccato purtuttavia che Licio Gelli, oggi completamente riabilitato, si sia totalmente dimenticato dell'amico Pier Carpi e della moglie, la scrittrice Franca Bigliardi (nota per aver scritto “Il ventre di Maria”) già sopra citata, che si trova oggi in condizioni economiche precarie al punto di essersi trovata costretta a vendere tutti i diritti del marito perpochi euro. (…)


(dal capitolo:“28 anni dopo: diario di un Piduista”)

Il Colonnello Umberto Granati fu il primo che, allo scoccare del presunto "scandalo P2", nel maggio 1981, dichiarò di essere affiliato a tale Loggia massonica del Grande Oriente d'Italia.
La P2 era infatti una Loggia regolare e per nulla segreta - come invece millantò certa stampa - ideata, come rivela lo stesso Granati, dall'Eroe dei due Mondi Giuseppe Garibaldi e fondata ufficialmente dal Gran Maestro garibaldino Giuseppe Mazzoni nel 1877 al fine di raccogliere personalità di prestigio del mondo della cultura, della politica, della magistratura, delle forze armate, che desideravano mantene reriservata la loro appartenenza all'Ordine liberomuratorio.
Dov'eralo scandalo ? Lo volle sapere lo stesso Col. Granati, il quale non solo informò i suoi superiori della sua appartenenza alla P2, ma persino i Carabinieri.
Fu un fesso ? No, semplicemente un uomo onesto, un Servitore dello Stato, che si rifiutava di dichiarare il falso, come invece furono invitati molto suoi Fratelli di Loggia a fare.
Tutto questo e molto altro è raccontato dallo stessoUmberto Granati - oggi ottantaduenne e Generale di Corpo d'Armata in pensione - nel suo libro: "28 anni dopo: diario di un Piduista", edito dalla casa editrice indipendente Ipertesto Edizioni (www.iperedizioni.it).
Granati era animato da ideali massonici, spirituali e filosofici e si iscrisse alla P2 e dunque alla Massoneria. Non ne poteva trarre vantaggi per il semplice fatto che, nel 1977, data della sua iscrizione, aveva una carriera già ben avviata che si sarebbe conclusa comunque con una promozione pochi anni dopo.
Che cosa ne ricavò, invece ? Nulla, solo guai personali e giudiziari che lo porteranno, come i pochi suoi Fratelli che avevano dichiarato l'appartenenza alla P2 (fra questi lo scrittore e regista Pier Carpi, che sarà emarginato dal mondo letterario ed artistico sino a morire in miseria) all'emarginazione. Per quanto nessuno gli abbia mai attribuito alcun reato.
La P2, come documentato dallo stesso Umberto Granati nel suo libro - ma già anni prima dai saggi di Pier Carpi ("Il caso Gelli: la verità sulla Loggia P2" del 1988 e "Il Venerabile" del 1993) e del prof. Aldo A. Mola ("Gelli e la P2 fra cronaca a storia" del 2008) - divenne il capro espiatorio del malaffare di gran parte delle forze politiche di allora (in particolare le due forze del "compromesso storico"), le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato", istituendo addirittura una costosissima ed inutile Commissione Parlamentare d'Inchiesta presieduta da Tina Anselmi e che si concluse con nulla di fatto e con l'assoluzione piena di tutti i cosiddetti "piduisti" per mezzo delle sentenze della Corte d'Assise di Roma che fra il '94 edil '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai dannidello Stato" che lo stesso Venerabile della Loggia, Licio Gelli, per le innumerevoli accuse attribuitegli.
Umberto Granati racconterà la sua vicenda pubblicamente sul Corriere di Siena nel 1987 con degli articoli a puntate dal titolo: "Storia di un piduista". Una vicenda che nel suo recente saggio-documento riprende per intero e non risparmia accuse, non solo al mondo politico di allora, a certi mass media ed a certi settori della magistratura, ma anche allo stesso Licio Gelli, il quale non fece nulla per difendere gli affiliati alla sua Loggia, ma scappò all'estero.
Umberto Granati è infatti convinto che, se tutti imembri della Loggia fossero usciti allo scoperto come aveva subito fatto lui, il caso si sarebbe sgonfiato da solo.
Come potevano,infatti, personalità diverissime fra loro e che non si erano nemmenomai riunite (fra cui il cantante Claudio Villa e l'eroe della lotta al terrorismo ed alla mafia Carlo Alberto Dalla Chiesa), complottare contro lo Stato ?
Altra cosa di cui il Granati è convinto è che il famoso elenco dei "piduisti", diffuso dalla stampa e da internet sia incompleto. Non solo molti dei nomi degli affiliati mancherebbero all'appello, ma persino molti di quelli contenuti nell'elenco sarebbero persone completamente estranee alla vicenda. Persone estranee che, ad ogni modo, ancora oggi vengono ingiustamente additate come "delinquenti e stragisti".
Umberto Granati parla senza reticenze e raccontando una vicenda senza aver nulla nè da perdere nè da guadagnare, anzi.
Racconta ad esempio di quando fu oggetto di insulti e minacce telefoniche da parte di uno sconosciuto che, solo perché componente della P2, lo riteneva un criminale.
Il Colonnello Granati fu insignito nel 1985 dell'Onoreficenza dell'Ordine di Giordano Bruno da parte del Grande Oriente d'Italia ed è oggi Generale di Corpo d'Armata in pensione. Da diversi anni è dedito al giornalismo ed alla redazione di guide turistiche. Nel suo libro racconta di come fu emarginato nel suo ambiente di militare, senza capirne il perché e di come fu ostacolato, assieme a sua moglie, persino nella sua umile attività di giornalista di riviste turistiche.
Di che cosa era infatti accusato lui, che non aveva mai mentito in vita sua e la cui carriera era immacolata ?
Come mai ancora oggi la P2 ed i "piduisti" fra i quali, come dice lo stesso Granati, ci saranno anche state delle pecore nere, ma per il resto erano galantuomini, sono considerati il male assoluto ?
A chi giova tutto ciò ?
Possibile che il Generale Granati, uscitone completamente pulito come molti suoi pari, debba ancora vedere diffuso il suo nome sulla stampa e sul web, come se fosse un pericoloso criminale ?
"28 anni dopo:diario di un Piduista" è un documento prezioso e che getta nuova luce sul caso P2, forse ponendo finalmente la parola fine alla questione e riabilitando degli uomini onesti che hanno pagato la loro appartenenza ad una Loggia massonica regolare.

(dalla mia intervista al prof. Aldo A. Mola del 1 settembre 2011)

Luca Bagatin: Lei è stato fra i pochissimi, assieme allo scrittore Pier Carpi, a“sdoganare” la figura controversa di Licio Gelli e la P2 e lo ha fatto con tanto di prove documentate pubblicate nel suo ultimo saggio, edito dalla Bastogi: “Gellie la P2 fra cronaca e Storia”. Che cosa l'ha portata a parlare, senza pregiudizi, di Gelli e della P2 ?

Aldo A.Mola: Ho scritto quel libro perché, a trent'anni di distanza dal falso scandalo P2, non c'è stato un solo convegno scientifico nel quale si sia discusso criticamente che cosa fu la P2,  l’uso (e abuso) che se ne fece. Né si parla delle vite spezzate con l’accusa, in sé inconsistente, di “piduismo”: un modo come un’altro per continuare a diffondere il mito del complotto ai danni dello Stato, della democrazia, tutte fiabe che oggi lasciano indifferenti i cittadini.

Il mio libro, peraltro, venne recensito con molto favore dal periodico “Humanisme” del Grande Oriente di Francia, ora è tradotto in romeno con prefazione di Constantin Savoiu, gran maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania “1880”, una Obbedienza legittima e regolare, che continua coraggiosamente la tradizione dei massoni fondatori della moderna Romania.

La P2 non fu un'associazione segreta. Non organizzò complotti militari o politici. Lo stabilirono, sentenze passate in giudicato.

Il falso scandalo P2 fu, invece, il preludio a Tangentopoli: esso consistette nella criminalizzazione da parte del Partito Comunista Italiano delle forze politiche e di governo di ispirazione risorgimentale e atlantica. Tale criminalizzazione colpì, infatti, gli aderenti alla P2 che appartenevano a tali forze politiche (repubblicani, socialdemocratici, socialisti, liberali e la componente “occidentale” della Democrazia cristiana, tollerante, dialogante).

I partiti democratici e di governo, dunque, vennero screditati e, conTangentopoli, negli anni '90, subirono il colpo finale. Da allora furono elevate agli onori quelle forze politiche ed i politici di ispirazione antiliberale e antiatlantica, come i comunisti ed i democristiani di sinistra, oggi componenti del Partito Democratico. La convivenza tra ex comunisti e sinistra democristiana nel partito democratico è una coabitazione basata su ambiguità e baruffe. I primi tentarono di incriminare persino l'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga “reo” - così dissero – di non aver mai condannato la P2 e la Massoneria. I cattolici del PD chiesero che venisse formalmente decretata l’incompatibilità tra iscrizione al partito e logge, come già avevano fatto Mussolini e Lenin. Chissà come finirà…


Luca Bagatin




9 dicembre 2015

Tre anni fa veniva a mancare un grande artista e uomo politico trasgressivo: Riccardo Schicchi



In memoria di Riccardo Schicchi
articolo di Luca Bagatin del 9 dicembre 2013

Il 9 dicembre del 2012 moriva Riccardo Schicchi, soprannominato il “Re del porno”.

In realtà Schicchi detestava la parola “pornografia”, preferendole il termine “erotismo” e “trasgressione”.

Trasgressione delle regole imposte da una (in)cultura bigotta e repressa, quella italica, che lui combatterà per tutta la vita, attraverso il suo lavoro e le sue iniziative.

Riccardo Schicchi ed Ilona Staller-Cicciolina, fondando l'Agenzia Diva Futura, nei primi Anni '80, sdoganarono l'erotismo e lo portarono persino il televisione ed in politica, scatendando così una delle più grandi provocazioni che siano mai state ideate e realizzate nel nostro Paese.

Fecero forse ciò che oggi, nei Paesi dittatoriali o pseudo-democratici, fanno le attiviste di “Femen”, mostrando i loro seni nudi, per contrapporsi alla violenza della politica antidemocratica, antilaica, antilibertaria.

Pochissimi, anzi quasi nessuno sa o ricorda che fu Riccardo Schicchi a ideare la prima lista verde-ambientalista in Italia, nel 1979, ovvero la Lista del Sole e a realizzarne il simbolo, ovvero quel Sole che Ride che, attualmente, è di proprietà dei Verdi (dopo essere transitato per i Radicali).

La Lista del Sole, infatti, fu il primo tentativo del duo Schicchi-Staller di fondare un partito libertario-ambientalista in un Paese incivile come il nostro. Quell'esperienza, del resto, portò Schicchi ed Ilona a candidarsi nelle liste del Partito Radicale, nel 1987, ove Cicciolina sarà eletta con ben 20.000 preferenze.

Un'esperienza diversa e alternativa, che farà sì che in Parlamento di discutsse finalmente di educazione sessuale nelle scuole, di affettività e sessualità per i detenuti, di introduzione dell'ora di storia delle religioni in luogo dell'ora di religione. Un'esperienza che pur non fu colta appieno nemmeno dai Radicali (specie i più bigotti), i quali rimarranno contrariati dal libertarismo del duo Schicchi-Staller e che, tempo dopo, nel 1991, porterà alla nascita del Partito dell'Amore – fondato da Riccardo Schicchi e da Mauro Biuzzi – ed il cui leader carismatico diverrà Moana Pozzi.

Riccardo Schicchi rimarrà ad ogni modo celebre per aver lanciato e promosso numerose artiste dell'eros e – grazie al suo amore per i “contrasti” ed un'ammirazione spasmodica per l'universo femminile - per averle trasformate in vere e proprie “eroine eteree”. Mai volgari. Quasi delle fatine uscite da un libro per ragazzi, solo in chiave erotica. Pensiamo a Ilona Staller-Cicciolina, appunto, vera e propria “fricchettona romantica”, a Ursula Davis-Hula Hop (che recitò anche in un film del celebre regista Piero Vivarelli), a Ramba, a Petra, a Baby Pozzi ed alla stessa Moana.

Donne che rimangono e rimarranno nella memoria di coloro i quali le amano e le hanno amate.

L'esperienza artistica di Diva Futura, oltre che quella politica di Riccardo Schicchi penso non debbano essere dimenticate e tantomeno relegate a quello che comunemente viene definito “trash”.

Il trash, la vera pornografia, come amava ricordare lo stesso Schicchi, era altro. Era la disonestà intellettuale e morale della politica e di certa cultura “ufficiale”.

Quella politica e quella cultura che, nemmeno in punto di morte, resero omaggio a questo grande fotografo, artista, talent scout, libertario e politico italiano.




30 novembre 2015

Il Peronismo: giustizia sociale, indipendenza economica e sovranità nazionale !

In Argentina, “peronismo”, significa giustizia sociale, indipendenza economica e sovranità nazionale.

Prova ne è il fatto che, sino a qualche settimana fa, il partito che fu di Peron, ovvero il Partito Giustizialista, governava il Paese risollevandone le sorti, in particolare riducendo povertà e analfabetismo.

In Italia, purtroppo, a causa di una falsa interpretazione, il termine “peronista” è stato spesso associato al fascismo, al berlusconismo e, recentemente, persino al renzismo. Ovvero a quanto di più lontano ci possa essere dalla dottrina e dal governo di Juan Domingo Peron, che resse le sorti del Paese dal 1945 sino al 1955.

Un decennio storico e dai risultati encomiabili.

Un decennio ricordato da Alfredo Helman, argentino, classe 1935, che vive da moltissimi anni in Italia per ragioni politiche e che, essendo comunista da sempre (militò anche con Che Guevara ed il suo nome compare anche in “Diario in Bolivia” del Che), non è tacciabile di aprioristiche simpatie peroniste.

Nel suo “Il Peronismo 1945 – 1955: una storia argentina raccontata agli italiani” (Edizioni Clandestine), Alfredo Helman, attraverso fatti e dati numerici reali, documenta quanto di positivo ha attuato il peronismo in quel decennio storico.

Risultati che hanno portato un Paese agricolo come l'Argentina, con la terra nelle mani di pochi ricchi oligarchi, a diventare paese industriale con un benessere diffuso in particolare fra i ceti poveri e operai, con un aumento del reddito – dal 1943 al 1954 – del 55%, un aumento medio del PIL del 4% ed il passaggio del debito pubblico dal 68% al 57% nei dieci anni di governo di Juan Domingo Peron, il quale, attraverso una serie di nazionalizzazioni, dalle banche alle ferrovie sino alla flotta mercantile ed alla produzione di petrolio, riuscì ad a far passare il controllo dell'economia dalla Gran Bretagna che di fatto ne muoveva i fili, al governo argentino stesso, il quale, fra l'altro, incoraggiò molto il cooperativismo agricolo.

In questo modo, in sostanza, l'Argentina smise di dipedere dall'estero, evitò di indebitarsi con le potenze straniere, aumentò le esportazioni ed avviò una politica estera di equidistanza sia dagli Stati Uniti d'America che dall'URSS (la famosa Terza Posizione antimperialista rilanciata più volte da Peron).

Alfredo Helman, nel suo saggio, spiega come il peronismo nacque grazie al supporto degli operai, della Confederazione Generale del Lavoro (CGT) e delle classi meno agiate, oltre che del nascente Partito Laburista, il quale propose per primo la candidatura alla Presidenza della Repubblica del Generale Peron, il quale aveva già a suo tempo preso parte – attraverso il Gruppo degli Ufficiali Uniti – al colpo di stato militare contro il governo corrotto del conservatore Ramon Castillo, ricoprendo, successivamente all'esito positivo del colpo di stato, la carica di Ministro del Lavoro e del Benessere Sociale.

Fu così che Peron, nelle prime elezioni democratiche e senza brogli della storia Argentina, quelle del 1946, sarà eletto Presidente con il 52% dei consensi e iniziando ad attuare una politica in favore dei più deboli, degli anziani, dei bambini, attraverso la lotta all'analfabetismo e all'esclusione sociale, degli operai, ai quali saranno garantiti per la prima volta tutti i diritti di ferie pagate, malattia, pensione ed infortuni, l'introduzione della tredicesima mensilità, oltre che una legge contro i licenziamenti 57 anni prima dello Statuto dei Lavoratori italiano, oggi smantellato dal renzismo ! Oltre che garantendo aumenti del budget sanitario e costruendo abitazioni per coloro i quali non potevano permettersele.

E sarà anche così che il Partito Laburista si scioglierà presto nel Partito Peronista o Partito Giustizialista.

Helman riconosce qui la forte miopia di socialisti e comunisti argentini, i quali a quel tempo e spesso anche dopo – trovandosi scavalcati “a sinistra” - guardarono con sospetto la politica peronista, finendo per allearsi con la destra conservatrice che porterà al colpo di stato del 1955 che provocherà la messa al bando del peronismo, la sanguinosa dittatura militare e l'esilio di Peron in Spagna. Alfredo Helman ritiene infatti che, se socialisti e comunisti argentini avessero appoggiato Peron, le cose sarebbero andate molto diversamente e forse la dittatura antiperonista si sarebbe potuta evitare.

Aspetto non secondario della politica di Peron, fu poi la ricerca di un'unità economica, politica e sociale dell'America Latina, tentando di mantenere ottimi rapporti con i Paesi limitrofi. Politica costantemente osteggiata, per ragioni economiche, tanto dalla Gran Bretagna quanto dagli USA.

Alfredo Helman non dimentica di citare l'opera della prima moglie di Peron, Evita, la quale ancora oggi e forse anche più del marito, è ricordata dagli argentini con particolare affetto.

Evita, di fatto, condizionò molto l'attività del marito in senso sociale e proletario, giungendo spesso a dialogare direttamente con gli operai in sciopero e garantendo, attraverso la sua Fondazione, assistenza agli umili ed ai bisognosi. Assistenza che Evita odiava definire “carità”, ma semplicemente “restituzione di quanto ai poveri era stato negato dai ricchi e dagli oligarchi”.

Ed è assolutamente veritiero il fatto che, quando Evita morì, nel 1952, anche il peronismo delle origini cominciò ad affievolirsi. Non è un caso che, durante la dittatura militare che portò alla messa al bando del peronismo per 18 anni successivi, sino al 1973, si costituirono numerose bande partigiane peroniste definite “Montoneros” ed intitolate a in particolare a Evita.

Il saggio di Helman, edito una decina di anni fa, ovvero nel momento in cui in Argentina fu eletto il Presidente peronista Nestor Kirchner, al quale di fatto il saggio stesso è dedicato, si conclude con l'auspicio che i leader socialisti dell'America Latina del XXIesimo secolo, da Kirchner a Lula, passando per Chavez, Morales, Tabaré Vasquez e altri, possano essere ricordati come gli antichi Libertadores latinoamericani: da Simon Bolivar a José Marti.

Personalmente, visti i risultati ottenuti dal 2000 ad oggi, penso davvero che il Peronismo ed il Socialismo del XXIesimo secolo, abbiano trionfato in America Latina. Parlano i fatti: riduzione della povertà, riduzione dell'analfabetismo, maggiore indipendenza economica, abbassamento del debito pubblico, aumento del PIL.

Certo, l'Argentina, dopo gli ottimi governi di Nestor e Cristina Kirchner, oggi, con la vittoria del centrodestra del conservatore Marci, rischia di tornare indietro di decenni e già lo stiamo vedendo con la nomina a Ministro dell'Agricoltura dell'ex direttore della Multinazionale OGM Monsanto.

Purtuttavia sono convinto che lo spirito peronista che ancora pervade il fiero popolo argentino saprà porre un argine alle storture dei fautori di un mercato senza umanità e senza amore.

Uno spirito socialista e nazionale che in Venezuela, alle imminenti elezioni legislative, mi auguro confermi la vittoria del fronte chavista, contro l'oligarchia di destra.

Uno spirito, quello peronista e socialista nazionale, che purtroppo è lontano anni luce dalla nostra Europa, la quale, da una parte ha visto la sinistra tradizionale vendersi al capitalismo più becero (vedi i vari Blair, Hollande, Renzi, Schulz) e dall'altra una destra che ha da sempre difeso la grande impresa a scapito dei più deboli e dei lavoratori.

Abbiamo decisamente molto da approfondire e da imparare. A partire soprattutto dal fatto che la vera democrazia non è il governo della maggioranza o dei ricchi, bensì il governo del popolo. Di un popolo alla ricerca della giustizia sociale, dell'indipendenza economica e della sovranità nazionale.


Luca Bagatin



4 novembre 2015

Diritto all'affettività ed alla sessualità dei carcerati ancora negato

Il diritto all'affettività ed alla sessualità dei carcerati.

Ne parlarono per primi Moana Pozzi e il Partito dell'Amore. Erano i primi Anni '90 e si stava uscendo, grazie a Riccardo Schicchi e all'esperienza di Diva Futura, da un lungo periodo di censure, di divieti, di pruderie culminanti nel reato di “violazione del comune senso del pudore”.

Il diritto all'affettività ed alla sessualità dei carcerati. Perché anche loro sono donne e uomini, non già bestie da soma, per quanto male possano avere commesso. Perché la sessualità e l'amore sono l'esatto opposto della violenza. Sono rieducazione e redenzione, alla faccia dei bempensanti o, meglio, dei malpensanti.

I giornali l'hanno presentata come una proposta sulle “stanze dell'amore” in carcere, quella dell'On. padovano Alessandro Zan. In realtà lui ha subito smentito e così si sono assopiti anche i nostri entusiasmi: mai una buona volta che la politica italiana compia una scelta di civiltà !

Niente a che fare con il sesso, la proposta di legge vuole solo aumentare i colloqui famigliari con chi ha un caro dietro le sbarre – spiega infatti il deputato del PD - oggi i colloqui avvengo in stanzoni grandi alla presenza di altre persone. Non è giusto per la privacy, i figli, ma anche il coniuge non hanno commesso nulla e hanno il diritto di avere con il loro caro un rapporto riservato. Al massimo ci si potrà avere il bacio, ma la notizia delle stanze dell'amore è travisata e esagerata”.

Al massimo un bacio. Ma non un amplesso. L'amplesso è vietato ai detenuti. Aberrazione. La sessualità è, quindi, preclusa, castrata al detenuto che, ancora una volta, è trattato da bestia da soma o, da angelo asessuato...Lucifero non ancora redento.

Persino un leghista, tale Nicola Molteni, altro deputato di questo triste Parlamento da noi tutti mantenuto, si era affrettato a dichiarare scandalizzato che questa legge avrebbe portato nientemeno che i “bordelli in carcere”. Magari lo avesse fatto, diciamo noi !

Che male può fare un detenuto o una detenuta che compiano un atto d'amore con la/il propria/o compagna/o ? O che male fa un detenuto che, dopo mesi d'astinenza, copula con una prostituta o, eventualmente, con un prostituto, a seconda delle preferenze ?

A questo, i politicanti, sembrano non pensare. Sembra quasi che la politica sia avulsa dai bisogni delle persone, perché di questo si tratta. I detenuti sono, prima di tutto, delle persone. Che, oltre a necessitare di spazi adeguati, di ore d'aria e di privacy con i propri famigliari, necessitano anche di scopare.

La stessa Costituzione repubblicana stabilisce, all'Articolo 27, che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso d'umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Il diritto all'affettività ed alla sessualità in carcere è pertanto diritto costituzionale e proibirlo o impedirlo equivale a compiere un trattamento contrario al senso d'umanità. Perché la sessualità e l'affettività sono, checché ne possano pensare i ben-mal-pensanti, l'aspetto fondante dell'umanità.


Luca Bagatin



2 novembre 2015

"REBEL !": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

Tutta questa modernità triste, questa globalizzazione e questa politica che uccide l'amore e il pensiero, Pier Paolo Pasolini, l'aveva già vista e prevista.


"Politico" e "onesto" sono due parole che difficilmente possono stare assieme". O sei un politico, oppure sei una persona onesta.


Una manovra che piace agli industriali e povertà estrema in aumento”. Ecco le conseguenze del governo capital fascista italiano.


Al ceto alto e a quello medio io mostro sempre il dito medio !


La globalizzazione ha portato solo squallore e povertà diffusa in Occidente, imposto un confuso rimescolamento delle culture - ovvero il loro annullamento/sradicamento - e ha portato benessere solo a taluni oligarchi stranieri.
Probabilmente solo chi non ha mai vissuto nell'agio e ha sempre goduto del poco che ha avuto, se ne rende davvero conto.
Ed è per questo che, forse, una vera rivoluzione (contro)culturale può arrivare solo dalle periferie.


Ho da sempre seria difficoltà a vivere nell'epoca odierna.
Ho nostalgia per le epoche in cui si amava davvero, anche in modo epistolare. Per le epoche in cui, per risolvere una contesa o conquistare il cuore di qualcuna si usava la spada, si duellava, si combatteva per ottenere qualcosa.
Le epoche dei salotti letterari e filosofici, dei libertinaggi, della musica colta.
Non della stupidità, della beotaggine, della cafonaggine d'oggi.
Sono un conservatore e ne vado fiero.


La difesa è sempre legittima. Talvolta lo è anche l'attacco.



La produttività si è evoluta al punto da diventare l'unica ragione di tutto. Il mondo sembra muoversi attorno ad essa e per me è una cosa aberrante. E' il trionfo del libero commercio, ovvero della libera schiavitù delle persone (a partire dal lavoro, che è imposto e non scelto liberamente) e del sistema competitivo-maschilista-patriarcale che, peraltro, ha mascolinizzato le donne, le ha rese competitive in ogni settore. Se il modello egualitario si contrappone al modello capitalista-produttivista ben venga. Il termine femminista non mi piace. Preferisco "matriarcale".


Molti anni fa ero innamorato. Oggi, anche se lo fossi, mi guarderei bene dal dichiararmi.


Oggi ho terminato di leggere una biografia. Poco importa di chi sia.
Ad un certo punto, verso la fine, a pagina 330, mi imbatto in una scena che mi ha davvero commosso come non mi succedeva da tempo.
Lui è in prigione, accusato ingiustamente di terrorismo. Ha 60 anni. Lei ne ha 20, è una ragazza punk e fa parte del suo movimento politico. Sono fidanzati.
Si incontrano in prigione. Lui le chiede: "Per quanto tempo pensi di potermi aspettare ?".
Lei lo guarda stupita. Nessuno lo ha mai guardato così. Nessuno lo ha mai amato così.
Lei risponde: "Ti aspetterò sempre".

E qui, il sottoscritto, ha iniziato a sciogliersi in lacrime.
Dubito che, nella vita, mi capiterà mai di conoscere una donna così.



15 ottobre 2015

La Massoneria, Maria Elena Boschi e i Cinque Stelle

Ancora una volta i Cinque Stelle la fanno fuori dal vaso e fanno un favore al Potere.

Ancora una volta, anziché dare addosso al renzismo capital-fascista, i Cinque Stelle preferiscono prendersela con massoni e Massoneria.

Ovvero con l'unica istituzione che ha voluto l'Italia unita, l'ha difesa dal clericalismo prima, dal fascismo e dal comunismo sovietico poi ed infine molti suoi esponenti hanno contribuito a scrivere quella Carta Costituzionale che i politicanti di oggi, pagati dai contribuenti, stanno distruggendo.

Siete tutti politicanti, altro che tutti massoni !

La politica degli ultimi vent'anni ed in particolare degli ultimi due ha distrutto il pensiero e voi a dare la colpa ad un'istituzione millenaria e di perfezionamento interiore come la Massoneria ! Ma vergognatevi, anche di prendere lo stipendio !

Già lo scrivemmo in un recente articolo riferendoci agli sproloqui di Grillo: “Beppe Grillo ed i suoi adepti si comportano esattamente come fecero i fascisti, i nazisti ed i comunisti autoritari di tutto il pianeta e, prima di loro, i monarchi autoritari ed i clericali: abolire un’istituzione di libero pensiero, nella quale, peraltro, nei Paesi latini, hanno trovato posto e fatto carriera anche noti rivoluzionari e riformatori sociali quali Voltaire, Simon Bolivar, George Washington, Benjamin Franklin, Giuseppe Garibaldi, Che Guevara, Gandhi, Salvador Allende e moltissimi altri”.

E scrivemmo anche: “Del resto, in un Paese addormentato come il nostro, ove la politica e l’economia hanno ucciso il pensiero, le persone hanno smesso di mostrare il loro volto rivoluzionario. Come accadde invece durante il Risorgimento, anche e proprio grazie all’istituzione massonica, guida morale ed intellettuale per e degli spiriti liberi e rivoluzionari. Come durante la Rivoluzione Americana. Come durante la Rivoluzione cubana, ove la maggioranza dei castristi era anche componente della Massoneria, Che Guevara in primis. Oppure durante la Rivoluzione nonviolenta dell’India ove il massone Mohandas Gandhi ispirò la sua azione a quella dei mazziniani e dei teosofi”.

E a proposito della riforma del Senato scrivemmo, nel medesimo articolo: “Finalmente ci sarebbe la possibilità di dare la parola ai cittadini, rendendo il Senato non già elettivo e composto da politicanti, bensì da cittadini estratti a sorte. Finalmente la parola passerebbe davvero a rappresentanti comuni del popolo e potrebbe fungere da contrappeso agli interessi delle lobby politico-economiche, dei partiti, dei pagati dai contribuenti che impongono le loro leggi. Leggi non decise dai cittadini in primis”.

Quanto alla Ministra Maria Elena Boschi che risponde ai grillini dicendo: “Massone lo dici a tua sorella !” non possiamo che vergognarci ulteriormente.

Come ha giustamente scritto Emanuele Pecheux sull'Avanti Online di qualche giorno fa: “Essere massone (chi scrive, a scanso di equivoci, non lo è e non lo sarà mai) è una scelta, qualunque siano le motivazioni che muovono chi decide di aderirvi, che deve essere rispettata per il solo fatto che la Massoneria, nel suo insieme non è né un’associazione a delinquere né un covo di cospiratori. Basti pensare che alcuni tra i più ammirati monumenti al mondo, la statua della Libertà a New York e la Tour Eiffel a Parigi sono edifici che traggono ispirazione dalla Libera Muratoria”.

Peraltro a Maria Elena Boschi, il sottoscritto - che non nasconde di essere ammaliato dal suo fascino e che ambirebbe a corteggiarla, senza tanti giri di parole - fece recapitare tramite un amico che lavora presso la Camera dei Deputati, il suo ultimo saggio “Ritratti di Donna”(Ipertesto Edizioni) con tanto di dedica “A Maria Elena, l'unico ritratto di donna ancora mancante”. Non ne ricevetti alcun ringraziamento, ma tant'è.

Nel mio saggio, ad ogni modo, alla fine del testo, sono presenti chiari riferimenti alla Massoneria. Oltre che vi sono due interviste: una alla conterranea di Maria Elena Boschi, ovvero la professoressa aretina Francesca Vigni - autrice dell'unico saggio sulle donne in Massoneria in Italia - e l'altra a Gabriella Bagnolesi, ex Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia.

Evidentemente la Ministra Boschi non lo ha letto. Diversamente avrebbe un'opinione oltremodo positiva dell'Istituzione che vide i natali, in Italia, proprio nella sua cara regione Toscana. E che ebbe fra i suoi primi martiri proprio il poeta toscano Tommaso Crudeli, barbaramente torturato dalla Santa Inquisizione solo per essere massone.

Quindi, se la sorella di qualcuno fosse una Sorella, ovvero una aderente alla Massoneria, sarebbe un'eroina della libertà di pensiero. Non certo una politicante pagata dai contribuenti, magari per disfare la Carta Costituzionale.

Come siamo caduti in basso in politica, signori miei !

Ah se ci fossero ancora i Fratelli massoni d'un tempo in Parlamento ! Quelli che vollero la scuola laica e gratuita per tutti, anziché una scuola de-meritocratica come quella della Giannini. Quelli come l'anarco-socialista Andrea Costa che si battevano per i diritti dei lavoratori. Quelli come Ernesto Nathan che rimisero in sesto la città di Roma senza rubare un ghello. Quelli che, la Massoneria, la vivevano come istituzione morale, spirituale, rivoluzionaria, come è ancora oggi in particolare in molti Paesi latinoamericani.

E invece ci toccano questi qui, che della Massoneria avranno letto qualche libello complottista e che del Paese fanno il bello ed il cattivo tempo.

Siete tutti politicanti, purtroppo. Ma, per nostra fortuna, politicante non lo è nemmeno nostra sorella.


Luca Bagatin



12 ottobre 2015

"La libertà dell'Occidente si difende abbattendo le mura di Washington e di Mosca": riflessioni e aforismi by Luca Bagatin



Se l'idea di progresso significa tecnologia al posto di spiritualità, ovvero danaro, mercanteggiamento, libero commercio, al posto di umanesimo, natura e amore, sono e mi sento profondamente conservatore e reazionario.


In Russia - per contrastare l'oligarca Putin - si sono uniti liberali, nazionalisti, socialisti e comunisti nella coalizione Drugaja Rossija (L'Altra Russia). Allo stesso modo penso dovrebbero fare in Italia liberali, nazionalisti, socialisti e comunisti contro Renzi. Esattamente come fecero, durante l'occupazione nazifascista, i partigiani di ogni colore politico.
Diversi ma tutti uniti contro il Potere che ci sta prendendo per il sedere !
E che sia, possibilmente, una coalizione non elettoralistica, ma di attivisti e rivoluzionari. Di partigiani, appunto.


La libertà dell'Occidente si difende abbattendo le mura di Washington e di Mosca.


Recenti indagini condotte da PornHub dimostrano che il numero di donne che guarda film pornografici in Italia è in aumento.
La cosa personalmente non mi stupisce affatto, ma ammetto di essere un "addetto ai lavori".
La cosa che mi stupisce è che la società ancora si scandalizza e stereotipizza. Lo stereotipo del maschio visto come predatore e la femmina vista come preda priva di pulsioni erotiche dovrebbe essere superato da decenni !


Di sessista c'é solo la stupidità dei sessuofobi.




Il mio terzo saggio "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" (clikka qui)


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