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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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15 marzo 2014

Alice

Alice, classe 1977, due anni più di me, blogger.

Non so bene come le nostre vite si incrociarono, ormai dieci anni fa, sulle pagine dei nostri rispettivi blog.

Non so bene perché, a distanza di tanto tempo, mi sia tornato alla mente uno scritto, un post che mi dedicò.

Non dico che l'avevo dimenticato, ma si era sedimentato dentro di me, fra le brutture di quest'esistenza.

E' uno scritto che, a distanza di tanto tempo, mi dà forza.

E non riesco a credere che una donna l'abbia scritto per me e che una donna si chieda, alla fine, se io sia vero oppure no.


Luca

E' inutile che strabuzzi gli occhi, e ti accarezzi la barba come a capire che succede... Succede poco, o insomma, succede che sei come una lama. E che certi giorni, certe notti... ma è più bello quello che non si dice. Giusto? Sei un pò come un cavaliere, senza macchia e senza paura (come mi hai scritto tu). Gli uomini che catturano il mio interesse sono pochi. O meglio nulli. Banali, ripetitivi, volgari e maleodoranti. Epperò.. tu, mi sembri l'opposto.

Infatti. Infatti.. che ci fai tra i miei pensieri all'alba di un pomeriggio melenso, tra te alla cannella e pasticcini al cioccolato? Che vuoi da me quando, mentre sto per dormire... ti vedo sai? Aggrappato al balcone, con un fazzoletto in mano...

Mi piace il tuo cervello. Ecco, tu non sei un uomo. Sei un'essenza velata di cose, ideali, sogni e lotte. Tutto ciò per cui io vivo e ansimo.

Ma sei vero?   


Alice, 1 dicembre 2004



3 aprile 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Non tutti sono uguali". Racconto by Baglu


Dicono, mi dicono anzi, che molte donne preferiscono l'uomo stronzo, indifferente, superiore, quello che fa soffrire la sua donna.
Ci sono però uomini che amano davvero le loro donne,
che non fanno mai mancare loro conforto, sostegno, comprensione.
Ci sono uomini che non alzano mai le mani contro le loro donne
se non per accarezzarle e stringere loro le mani.
Ci sono uomini che sanno calmare il respiro delle proprie donne -
dettato dalla preoccupazione - attraverso il loro stesso respiro.
Ci sono uomini che soffrono quando le loro donne
li abbandonano (eh sì, perché anche gli uomini vengono abbandonati !)
e non smettono mai di pensarci.
Ci sono uomini il cui sogno è sposare le loro donne
e vivere per sempre felici.
Ci sono uomini che, sin da bambini, pensano che sarebbe semplice vivere felici se solo
ci fosse un po' di buonsenso.
Quel buonsenso che manca al mondo.
Un mondo malato, che è causa del suo stesso autoannientamento.
Penso di far parte di questa categoria di uomini anche se, me ne rendo conto, sono solo un personaggio di fantasia. Scaturito, però, dalla fantasia di un uomo che...a sua volta, è forse il prodotto della fantasia di qualcun altro.
Baglu, dopo aver fatto queste riflessioni, si siede per terra, portando le ginocchia al volto, mettendosi in posizione fetale, nell'angolo più buio della stanza.
Il suo autore, dopo aver vuotato l'ultimo bicchiere di Bourbon ed aver tirato l'ultima boccata di Antico Toscano, non riesce a trattenere una lacrima che, dopo aver percorso il suo volto, finisce sulla tastiera del suo computer portatile.



28 marzo 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Il monologo degli amori perduti" monologo by Baglu



Due rarissime foto di Baglu bambino, con il suo primo fratellino Fulmine


Qualche settimana fa sono rimasto colpito da una frase che un certo Sergio NonSoCheCosa mi ha scritto su un forum su internet. Mi ha scritto una cosa tipo che io faccio "propaganda frocista".
Ecco, io di solito i forum ed in gruppi sul web non riesco a seguirli. Mi fanno innervosire, perché sono persuaso che lì si annidi tutta la frustrazione e la stupidità umana, già scarsamente repressa nella vita di tutti i giorni.
Era il 1986, allora avevo 7 anni e nella mia classe, nella scuola elementare G. Garibaldi di .... tutta la 2A o quasi, si faceva beffe di un ragazzino rom, della nostra età, che era finito nella nostra classe in quanto il circo della sua famiglia era di passaggio nel paese.
Lo schernivano, gli dicevano che era diverso, che era scuro e parlava una lingua strana. Fu la prima ed ultima volta che feci a botte con un gruppo. Le diedi, ma, ovviamente, soprattutto le presi.
Da allora iniziarono a trattarmi come un tipo strano, anzi no, in qualche modo già lo facevano perché, a differenza degli altri, non ho mai avuto un padre (io ovviamente consideravo gli altri strani...e assai poco raccomandabili, specie dopo la vicenda del ragazzino rom).
Dal 2001 al 2003 ho frequentato gli Hare Krishna ed ho anche praticato diversi tipi di buddismo. Portavo i capelli un po' più lunghi di oggi e persino la mia barba era più lunga di oggi. Leggevo Kerouac e Burroughs. Ascoltavo mantra vedici e i Beatles ed anche i Grateful Dead. Avevo un passato di giovanissimo militante di estrama sinistra prima e poi nel Partito Radicale e nei movimenti ambientalisti, liberali e libertari. Avevo persino organizzato raccolte di firme e manifestazioni in solitaria.
Rovistando nei miei cassetti ho ritrovato delle vecchie lettere che Alice mi scriveva. Mi scriveva cose tipo "mi scopo il tuo cervello ogni volta che ti leggo e poi in testa giro filmini degni di Liala". Era il 2004 e, allora, Alice era una dei miei pochi lettori di allora.
Poi mi scriveva anche di non arrendermi e mi chiamava "Uomo", quello che in 28 anni di vita non aveva mai incontrato.
Mah...Mi stupiva allora, mi stupisce oggi. E mi commuove.
Sfogliando le cose che mi scriveva trovo anche parole tipo: "Gli uomini che catturano il mio interesse sono pochi. O meglio nulli. Banali, ripetitivi, volgari e maleodoranti. Epperò... tu, mi sembri l'opposto".
E concludeva con: "Mi piace il tuo cervello. Ecco, tu non sei un uomo. Sei un'essenza velata di cose, ideali, sogni e lotte. Tutto ciò per cui io vivo e ansimo".
Ancora oggi quelle parole mi emozionano. E non so nemmeno se davvero merito.
So che questi miei ideali, sogni e lotte mi hanno fatto molto soffrire nel corso della vita. E scavato voragini profondissime, che so per certo non si rimargineranno.
Alcuni giorni fa ho trovato un gattone nero. Ero convinto fosse mio fratello Mirtillo ed invece...ed invece si trattava di un altro gatto che, inizialmente pur non sapendolo, ho portato a curare dal veterinario.
E' stata la prima volta, per me, da un veterniario. Non voglio più tornarci. Ho avuto le vertigini nel vedere gattini, cagnolini e persino un coniglio sofferenti. Pensavo avrei vomitato l'anima e non ero nemmeno provvisto di sigarette per...sfogarmi un po'.
Non sono riuscito a piangere. Il mio sguardo era perso nel vuoto.
Al "mio" gatto è stato diagnosticato un trauma cranico, con totale lesione al sistema nervoso.  A rischio morte o paralisi.
Nel tornare a casa è stata grande la mia gioia nel trovare il mio Mirtillo a casa, festoso. Il gattone che avevo portato dal veterinario era un suo perfetto sosia.
L'ho curato per due giorni, senza alcun risultato. Le sue condizioni già gravi, sono peggiorate, con emorragia interna. Questa notte è spirato.
Ciao, piccolo gattone nero.
Ho pianto. Forse per la prima volta dopo molto tempo.
C'è una cosa che non riesco a sopportare e a superare: la morte delle persone care. La perdita delle persone a me care.
E' una cosa che non supererò mai ed alla quale penso da almeno 25 anni. Lasciamo perdere le teorie sulla vita e la morte. Posso crederci anche, ma non posso accettare.
Al massimo, posso solo rassegnarmi.
Come per la fine del mio rapporto con Lei. Spesso ci penso e rimango completamente muto, silente, solo con il mio cuore.
E' ormai passato quasi un anno...ma so che la ferita non si rimarginerà mai. Come quelle che porto sul mio corpo: al massimo si tramutano in cheloidi.
Alcune settimane fa un killer ha ucciso dei bambini. A Tolosa. In una scuola ebraica. Ancora odio, ancora odio razziale. Ma come si fa, dico io. Possibile che nessuno si renda conto di come l'uomo sia l'unico essere vivente che nasce stupido e spesso rimane tale per tutta la vita ? E che spesso rifiuta ogni tipo di educazione, di approdondimento, di...amore ?
Non posso accettare l'odio razziale. Non posso accettare l'uccisione di dei bambini. Non posso accettare chi abusa di bambini. Non posso accettare chi commette violenza su soggetti più deboli.
Penso commetterei una pazzia se fossi presente ad atti di questo tipo. Ma sono presuaso anche che non si tratterebbe di pazzia, bensì di reazione. Legittima.
Mi dicono che in Italia i partiti politici stanno completamente perdendo ogni tipo di fiducia da parte del loro elettorato. Mi dicono anche che, per le prossime elezioni amministrative, stanno fioccando le liste civiche...ove sicuramente si nasconderanno i soliti politici impuniti, vecchi, stantii, con le loro proposte vuote e la loro bramosia di potere.
Non sono mai stato d'accordo con quella norma che prevede, a livello amministrativo, di dare più potere ai Sindaci. Ci sono Sindaci che stanno depredando i loro Comuni e che li stanno impunemente distruggendo. Senza che nessuno dica nulla, anzi, pare che questa sia la legge.
Ed io mi chiedo se ciò sia giusto e mi dico che no, non lo è.
Ma nessuno si ribella. In Italia nessuno lo farà mai e, se qualcuno lo farà, lo farà solo perché indottrinato da qualche astrusa teoria fondamentalista. E pericolosa.
Non sopporto, poi, la gente che sale sul carro del vincitore. E di questa gente ne è pieno lo Stivale. Ipocrisia...bugie...ecco i nuovi reati da perseguire. Le situazioni artefatte, ovvero fatte ad arte.
Una volta si sono rifiutati di farmi entrare ad un convegno in quanto mi mancava la "tessera associativa". Quella è stata la prima volta in cui mi sono sentito davvero discriminato ed ho capito quanta ipocrisia ci possa essere in certe parole altisonanti che vengono ripetute in maniera vuota e senza essere interiorizzate.
Concetti come "Fratellanza" prima si interiorizzano e poi, forse, solo molti decenni dopo (o molte vite dopo, chissà), possono essere proferiti. Ma nessuno vuole comprenderlo.
Non lo so. Temo di aver parlato troppo. Di aver annoiato qualcuno ed anche me stesso.



14 marzo 2012

"IL CANTASTORIE": soggetto per un film di Luca Bagatin



Sto scrivendo il soggetto per un film che vorrei fosse ambientato nella Roma degli anni '90, in un condominio bene della città .
Lui, Alfredo, è un rampante dirigente d'azienda, sui quaranta-cinquant'anni ed è sposato con lei, che mi piacerebbe fosse interpretata da Valentina D'Agostino. Valentina ha dimostrato di essere una bravissima attrice nell'interpretare sia ruoli leggeri che ruoli profondamente drammatici e penso sarebbe perfetta per questo ruolo di giovane casalinga innamorata di suo marito, ma sistematicamente tradita.
Alfredo, infatti, non la ama e dopo il lavoro spesso non rientra a casa, perché o la tradisce con la segretaria, oppure va a puttane, frequenta altre donne e persino uomini.
Lei, che potremmo chiamare Azzurra, purtuttavia, ha un carattere molto forte e determinato, ma il suo amore per lui le impedisce ogni tipo di decisione drastica.
Anche quando fanno l'amore sembrano non provare alcun piacere: si tratta di un amplesso veloce e rabbioso, meccanico, privo di pathos.
I due hanno un figlio che potremmo chiamare Matteo. Ha sette anni ed un forte interesse - quasi maniacale - per la numismatica e la filatelia. Ama moltissimo collezionare monete e francobolli di vari Paesi. E' il suo mondo, poichè, viste le continue liti dei suoi genitori lui si è pressochè completamente rinchiuso nel suo piccolo e sicuro universo interiore.
Non è coccolato dalla madre nè dal padre. La prima si limita a svegliarlo, portarlo a scuola, preparargli i pasti, ma sembra del tutto assente ogni tipo di affetto e di empatia. Per lei è impossibile, poichè è totalmente assorbita dall'amore per il marito, è totalmente succube della situazione che vive o non vive con lui, dei suoi tradimenti, del suo non dimostrarle amore, che non riesce a pensare ad altro.
Matteo, a parte qualche saluto e bacio di rito, non riceve alcun tipo d'attenzione nemmeno dal padre, assente - appunto - oppure persino violento con la madre.
Vicino a loro è da poco arrivato uno strano signore, uno scrittore, Giovanni, che vive solo e si comporta in modo curioso. Pone molte domande sia ad Alfredo che ad Azzurra, oltre che al bambino ed alla portinaia.
La sua professione lo porta ad essere profondamente curioso e si mette a spiare la famigliola. A volte a seguirne i componenti, in particolare gli spostamenti di Alfredo, che sono i più frequenti. Origlia fra le sottili pareti con un bicchiere e scrive. Riporta ogni cosa loro facciano.
Ha intenzione di realizzarne un romanzo sociologico e raccoglie materiale per parecchi mesi.
Giovanni diventa molto amico di Matteo, gli fa anche da baby sitter, con la madre in casa, prostrata sul divano a piangere e ad imbottirsi di psicofarmaci.
Lui cerca di far sentire Matteo a suo agio, gli racconta favole e storie, miti antichi, gioca con lui, lo aiuta a fare i compiti, mentre Matteo lo inizia alla numismatica ed alla filatelia che, invero, lo scrittore ha sempre odiato sin da bambino.
Giovanni è molto colpito dal fatto che Matteo non manifesti alcuna emozione. Non sorride nè piange mai. Lo fa notare alla madre, ma lei fa spallucce, sino a che un giorno Matteo bussa alla porta dello scrittore.
Proprio in quel momento Giovanni sta terminando di dare alle fiamme il suo manoscritto, dopo averlo cosparso di benzina sul pavimento del salotto: non ha alcuna voglia di speculare sulle disgrazie dei vicini, soprattutto di Matteo.
Giovanni, dunque, apre la porta e si trova di fronte il piccolo Matteo. Si accovaccia e gli chiede: "Che c'è ?" ed il piccolo: "Ti voglio bene" ed il bimbo si scioglie in lacrime.
Giovanni lo abbraccia forte, sorride e dice: "Anch'io".
Poi si alza e lo prende per mano e con entusiasmo grida: "Dai, andiamo, sù, andiamo a prendere un gelato !". Matteo gli sorride ed i due corrono giù per le scale, fuori dal condominio, felici.
Titoli di coda.
E' un soggetto per un film molto triste, drammatico, ma che si conclude forse nel migliore dei modi. Ha profondi risvolti psicologici e, soprattutto, sociali.
Non so se ne avrò mai la voglia o il tempo di scriverne anche la sceneggiatura, a dire il vero, però non nascondo che mi piacerebbe molto.
La trama sembra semplice, ma non lo è. Persino gli intrecci fra i personaggi - che sto provvedendo a disegnare su carta - non sono così semplici o scontati.
Voglio però lavorarci un po' sù, senza troppe pretese.



9 marzo 2012

A proposito di società maschilista e differenze "di genere"



L'8 marzo di ogni anno i discorsi retorici, più o meno istituzionali, tutti più o meno banali, si sprecano.
Tutti uguali, tutti più o meno pietisti nei confronti delle donne. E' così da tempo immemorabile ed io ancora ricordo tali discorsi quando venivano fatti e li facevamo nel 1996, quando avevo 17 anni e mi coinvolsero nella redazione di un volantino politico che parlasse della condizione lavorativa della donna.
Ero giovanissimo ed anch'io, evidentemente, preso dalla retorica.
Siamo nel 2012 e, forse, occorrerebbe andare all'origine della lotta fra i sessi, delle cosiddette differenze "di genere". Tristissima e banalizzante definizione per parlare di uomini e donne.
Uomini e donne, sulla pelle dei e delle quali, si sono costruiti anche programmini televisivi stereotipati e stereotipizzanti, utili solo a perpetrare inutili differenze di sesso ed, appunto..."di genere".
Sin dalla nascita e non si capisce perché mai, i maschietti sono bollati con il nastrino azzurro e le femminucce con quello rosa. Crescendo, poi, ai maschietti si regaleranno macchinine e soldatini, mentre alle femminucce bamboline e vestitini. E ciò accade sin dalla notte dei tempi, tanto per aumentare astruse differenze sessuali, ruoli imposti da millenni da una società stereotipata.
Ma chi ha deciso il perché ed il percome catalogare maschietti e femminucce in questo o in quel modo ? Ma chi ha imposto loro determinati "ruoli sociali" ?
Tutto ciò, ad ogni modo, da millenni si riverbera nei comportamenti di maschi e femmine nella società: i primi devono essere visti o sono visti come forti e sicuri di sè, mentre le seconde sono il cosiddetto "sesso debole". Ma è poi vero tutto ciò, oppure sono ruoli imposti nei secoli dei secoli, amen ?
E fu così che oggi le donne sono talvolta starnazzanti, sempre in competizione ed in lite fra loro, maniache nevrotiche dello shopping, tutt'altro che emancipate ed alla continua ricerca (consapevole o meno) di un appoggio maschile.
E, viceversa, i maschi cercano di mantenere di sè un'immagine sicura, autorevole, protettiva...quando in realtà, forse, sono ben più fragili e, talvolta, persino più immaturi...finendo per comportarsi come macchiette di sè stessi, frequentando palestre e centri benessere in grado di renderli fisicamente "diversi" da come sono, ma non certo più consapevoli di sè stessi...tutt'altro !
La società maschilista non esiste in natura, ma la si è creata. L'hanno creata in primis le donne, le quali sono tutt'altro che solidali fra loro e soprattutto scarsamente in grado di emanciparsi, di essere indipendenti dalla figura maschile: dal padre sino al fidanzato, passando per il primo figlio maschio, servito e riverito.
Viceversa, i maschi approfittano di tale situazione al fine di mascherare le proprie ataviche insicurezze, generate anche da un ruolo imposto che non ha nulla a che vedere con le differenze "di genere".
Ne consegue: da una parte una forte solidarietà maschile, con alla base fortissime lacune affettive e psicologiche (si consideri che il maschio è partorito da una donna e dunque impara sin da bambino a confrontarsi con l'altro sesso, percependone fortemente l'eventuale mancanza o rischiando, addirittura, di averne paura e sudditanza), mentre dall'altra un pollaio continuo di donne inconsapevoli di ciò che vogliono davvero, alla ricerca di un'emancipazione che non sanno bene se volere o meno...o se conviene loro davvero.
In tutto ciò eccoti spuntare ancora una volta proposte falsamente femministe di chi vorrebbe le "quote rosa" al 50% nelle liste elettorali o altrove. Ma che senso ha ?
Ma che senso ha tutto ciò se donne e uomini -  nel loro complesso - non sono consapevoli di loro stessi, come individui, come esseri umani, indipendentemente dalla presenza di organi genitali ed ormoni diversi ?
Non è affatto detto che una donna sia migliore di un uomo, come non è altrettanto vero il contrario.
Ma per comprendere ciò è necessario smontare pezzo per pezzo millenni di cultura sessuale, stereotipata e sessuofobica che pretende di imporre ruoli e modalità che, in natura, invero, non esistono.

Luca Bagatin



21 luglio 2011

"Il gioco è bello quando dura tanto": la versione di Madido di Sudore



Le cose che terminano hanno un che di definitivo, di finale tutt'altro che a sorpresa, di taglio netto ad un passato e, soprattutto, ad un presente che non ci sarà più.
Le cose che terminano sarebbe bello che non iniziassero mai, proprio per non doverle finire.
Una torta che finisce e, in frigorifero, non ne hai un'altra, ti mette sempre un po' di tristezza, talvolta di nostalgia. Un po' come il finire di un amplesso.
Fumi per dimenticare oppure, talvolta, dimentichi persino di fumare, perso nei fumi della tristezza.
Il gioco è bello sì, ma quando dura tanto. Altrimenti non vale la candela.
Quando una candela si spegne, si spegne anche il soffio della vita, il fuoco della vita.
Quando una vita si spegne, anche se credi alla stronzata della reincarnazione o alle sedute medianiche, difficilmente si può riaccendere.
Un motore, quando ti lascia in panne, talvolta se non spesso, ci lascia le penne.
Loredana Bertè ricordava che "L'amore che non ha futuro è sempre colpa di uno". Nel mio caso di una, anzi, di più d'una. Ma mai contemporaneamente. Sono un tipo fedele e, quindi, solo come un cane.
Io, infondo, solo ci sto bene ed infatti il punto è un altro. Il punto è che non accetto la fine delle cose ed il fatto che le cose cambino e, soprattutto, che le persone si trasfomino. O, peggio, diventino multiformi.
Per questo amo i soprammobili ed ho sempre odiato i Transformers (quei robottini trasformabili in voga negli anni '80).
Le persone non sono soprammobili e ciò presenta purtuttavia un notevole vantaggio: non sei costretto a spolverarle quotidianamente. Al massimo, se dotate di un paio di tette e di un bel culo, puoi farci la doccia assieme.
Culo non si dice. Si dice sedere, ma a me la parola sedere non piace. Mi ricorda l'imperativo categorico che ti imponevano a scuola: "Siediti !" "Mettiti a sedere !" e c'era chi, ironizzando o ebetizzando, tentava persino di trasformare la sua faccia in un culo: la famosa faccia da.
La mia faccia è sempre stata di bronzo, nel senso di scultorea. Scultorea in un fisico erculeo. Per quanto io misurti non oltre il metro e quaranta di altezza.
Il gioco è bello quando dura tanto ed io, infatti, iniziai a giocare all'età di due anni per non smettere più: si trattasse di gioco di mano (la famosa pratica erotica - parafrasando Woody Allen - con chi si stima veramente) oppure di Gioca Jouer, il famoso gioco cretino ideato da Claudio Cecchetto.
Non smisi più di: dormire, salutare, autostop, starnuto, camminare, nuotare, sciare, spry (?), macho, claxon, campana, okay, baciare, capelli, saluti, saluti, superman...Praticamente di vivere.
La vita, però, ad ogni modo e comunque, ha un suo inizio ed una sua fine.
Le cose che terminano sarebbe bello - però - che non iniziassero mai, proprio per non doverle finire.
La vita è bella, certo, ma solo se Giochi a Jouer.
Se scopri di esserti tramutato in un rospo o in Claudio Cecchetto, beh, soccazzi !



21 agosto 2009

PRO - FUMO DI MARE O PROFUMO DI MARE ?: Crudités ou Cruauté ?

h(ER)r Komandante Unknow(n)





14 agosto 2009

UNA GONNA SENZA L'UOVO: surRenalità d'agosto


A Meri Lao, a Roberta Tatafiore, a tutte le femministe non fancazziste
Agli uomini come me che non amano le donne che li odiano
Alla fallocrisia, che è l'ipocrisia di colui il quale pensa che le dimensioni contino qualche cosa. Specie quanto perde una partita sotto il tavolino.
A Novembre, quando la città si accende in un istante.....nonostante a dicembre risulti ben più illuminata.
Ma soprattutto ai bambini che, innocentemente, hanno scoperto il gusto per la beSTIEmmia.
Perché Dio è, prima di tutto, un bambino che l'ha fatta grossa. E ne va pure fiero ! (anvedi un po'...mortacciSua).

Baglu - Libero Marinaio dell'Inverno che tarda a venire

Una donna senza uomo è...
E’ come un naso senza officina
Un capitombolo senza la mitria
Un dizionario senza benzina
Un parafulmine senza la cipria
Una donna senza uomo è
Un perizoma senza pignatta
Un pipistrello senza culatta
Un pomodoro senza ciabatta
Un purosangue senza cravatta Una donna senza uomo è
Un paralume senza bagnino
Un palissandro senza orecchino
Un palinsesto senza zerbino
Un partigiano senza girino
Una parentesi senza diuretico
Donna è
Una pellicola senza capezzolo
C’est une femme
Una piramide senza solletico
Woman is
Una polemica senza corbezzolo
Es mujer
Mentre un uomo senza donna
Mentre un uomo senza donna
Che cazz’è
Che cazz’è
Che cazz’è...

di Meri Lao per "La città delle donne" di Federico Fellini




Una gonna senza l'uovo
parafrasando uno
Sfogo figo di una figa
monologo suRenale apparentemente illogico
ma ontologicamente onto (dal Veneto: unto)

by Baglu

Una donna senza un uomo, diciamocelo pure chiaramente, checché se ne dica, vive meglio e - forse - anche più a lungo.
Una donne senza uomo è come un naso senza officina.
Ma soprattutto un perizoma senza pignatta. Orsù, e diciamocelo: ma che ci fa un perizoma con la pignatta ! Mica è sexy una pignatta con un perizoma !
Capirei una pignatta con il capezzolo con l'orecchino o un palissandro senza la mitria (quella del prete zoroastriano ?).
Ma un purosangue senza cravatta ! Ma dove si è mai visto un purosangue senza cravatta signoramia !
E poi quella storia di Lei che è dietro al bancone e lui le dice: hai una nuova pettinatura anche oggi ?
E lei: che te tu non ha niente da fare, bellino ?
Accipicchiaripicchia ! M'ha chiamato bellino !
E quello lì comincia a fantasticare........ Ecco, perché un uomo, oggi, sa solo fantasticare.
Mica sa crearsi un futuro: prendi la legna, appoggia la legna, riprendi la legna, riappoggia la cazzuola.
E i figli ? Mica possiamo affittare il furuto (il FU-RU-TO) dei nostri figli a Lucia Rizzi !
E pensare che c'è chi non farebbe un passo senza i consigli di Lucia Rizzi che sì, vabè, assomiglia a ......(non ricordo) ma con i bimbi ci sa fare eccome !
E poi mica possiamo diventare vecchi e sbavare dietro alla barista sexy vestita come arlekkino ad Harlem e chiederle: per favore UNA CONA !
Una che ? (ti chiede la barista stronza che si diverte a farti fare la figura del fregnone).
Una CONA, che si dice tale in quanto (che) non ho ancora mangiato abbastanza gelato da vomitare.
Se l'avessi fatto mi sarebbe venuto un CONato. E allora sì che sarebbe stato maschile !
Questa guerra fra i sessi !
Ordunque dicevamo: che cazz'è un uomo senza officina o una donna senza la cipria ?
O una donna che urla: sono fieVa delle mie Vughe ! Non ho paura d'invecchiare, non ho paura di morire e trovo che l'amore E' meraviglioso !
TUTTE LE DONNE SON GIOVANI
TUTTE LE DONNE SON BELLE !
TUTTE LE DONNE HANNO PAURA D'INVECCHIARE CON UN PANTOFOLAIO ROTTINCULO CHE UNA VOLTA STUFO DI LORO LE FA APPEZZI E LE FICCA DIETRO A UN MURO !
TUTTE LE DONNE HANNO VENT'ANNI.....NON COME LA DICCI' CHE A VENT'ANNI ERA GIA' COSI' PUTTANA !



20 marzo 2009

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



Esiste qualche cosa di più insopportabile delle automobili ?
Sì, il claxon delle automobili.
Ma più insopportabile del claxon delle automobili è certamente colui che lo suona a sproposito.




Taluni ritengono che io sia un tantino misogino.
Penso ciò sia dovuto al fatto che le donne sono fondamentalmente delle persone realiste.
Ed io - da buon repubblicano - ho sempre sostenuto il motto: "Abbasso il Re !", in tutte le sue forme.




La letteratura è il luogo della formazione dell'intelletto
Il giornalismo quello della deformazione della realtà



21 luglio 2008

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin




E' certamente più auspicabile un cervello avido di buone intenzioni, piuttosto che uno carico di nozioni.

Taluni automobilisti utilizzano (a sproposito) il claxon per salutare loro congiunti o loro amici, oppure financo per "spadroneggiare" nelle strade intasate dal traffico.
A costoro è assai difficile non augurare la sordità eterna.

La cosa che più amo delle donne è la loro capacità nel mettere in risalto la codardia ed il servilismo degli uomini.

La cosa che più odio delle donne è la spiccata tendenza alle recriminazioni.

La parola "rivoluzione" non è mai riuscita ad entusiasmarmi.
Sarà che sono un tipo pratico e in ogni situazione, ovvero in ogni accadimento, auspico sempre una certa "evoluzione".



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini