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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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7 gennaio 2014

"Parodia". Monologo by Baglu

Fingo semplicemente di non pensarci, ma in realtà non riesco a dimenticarla.

Succede, capita.

Però l'importante è fingere.

Fingere quantomeno di non pensarci.

Così come non voglio pensare ad altri aspetti. Tipo a Blondie che mi ha scritto che posso considerarla unicamente per affari e/o per un rapporto lavorativo.

Non è per presunzione, è solo che non faccio affari con nessuno. Credo ad aspetti desueti, o forse utopistici come l'amicizia e l'amore. Anche con le persone con cui decido, eventualmente, di collaborare.

Non amo le etichette, così come non amo che mi si dica che fisicamente (o moralmente) sono così o colà. Di voi potrei dire molto peggio e dimostrare, dati alla mano, ciò che affermo.

Ho un pessimo rapporto con il mio fisico e, credo, a ragion veduta. A differenza di voi, faccio autocritica (la mia è una formazione marxista, rammentatelo).

Non sono narcisista, al massimo ne sono la studiata parodia.

Perché tutto ciò che ci circonda, in realtà, è una grande, immensa parodia di una cosa che chiamiamo - per convenzione (e purtroppo, spesso, per convinzione) - vita.

Che posso dire ancora ?

Che mi piacerebbe conoscere meglio una persona. Una donna. Di cui in realtà so molto poco e ne so volutamente poco (forse le reticenze a farsi conoscere sono più da parte sua, credo per carattere), perché non è il caso che alla mia età e con le mie esperienze pregresse, me ne innamori. E, poi, sarebbe un innamoramento a senso unico, figuriamoci.

Le fiabe sono molto, molto belle. Sono la parodia di un ipotetico Paradiso che sappiamo tutti non esistere.

Occorre razionalizzare ed avere altre priorità. Anche a costo di sembrare freddi e distaccati. Oppure di apparire fastidiosamente ironici.



9 settembre 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Alla ricerca della Donna alla Lavanda (il passato ci accompagna)". Monologo by Baglu

Sono passati quattro anni da quando ci sentimmo al telefono per la prima volta.

Oggi, invece, stai con uno che passa il suo tempo a fare le classifiche del fantacalcio.

Vabè, del resto l'indole masochista l'hai sempre avuta, mentre io con il sadomaso non ho mai avuto nulla a che spartire, a parte qualche racconto erotico scritto per il piacere di scrivere.

No, non sto recriminando, figurati. Al massimo mi sfogo un po' scrivendo, ma, infondo, mi sento solo ferito.

Non da oggi, certo. Mi sento ferito da almeno due anni.

Per questo mi piace ricordare e ricordarti quando dicevi che "eri giovane".

Allora ero geloso di te anche quando non ti conoscevo ancora, anche quando mi bastava leggerti. Anche oggi lo sono, però evito spesso di lasciarmi prendere dalle passioni perché, nel momento in cui ci si lascia prendere da esse, si rischia di perdere qual poco di buono che ci/mi/ti rimane.

Ricordo quei primi di settembre del 2009, la tua voce sensuale, quando mi dicevi che il tuo nome - M. - non ti piaceva, ma che ti piaceva come io lo pronunciavo. "Ciao M. un bacio". "A domani, piccola M.".

La prima cosa che ti scrissi quando lessi la prima volta il tuo blog fu che era "un bel blog alla lavanda". Da allora ogni qual volta vedo un campo di lavanda o ne sento il profumo non riesco a non pensare a te. A dire il vero non ho mai smesso di pensare a te e a volte non so nemmeno io il perché.

Mi hai fatto soffrire e molto. Mi hai fatto perdere ogni fiducia nell'universo femminile. Mi hai spesso messo paura e non posso non pensare a questo ogni qual volta avrei voglia di corteggiare sul serio una donna. Che poi, forse, mi è capitato una sola volta da quando mi lasciasti.

Ci intendevamo molto bene e tu mi facevi sorridere. Adoravo la tua ironia, che è una delle cose che più mi affascinano in una donna.

Dicevi di avere un "difetto molto grande", ma io non lo vedevo. Anche se tu non mi hai mai creduto.

Volevo proteggerti  - anche e soprattutto da te stessa - e forse questo "difetto" mi spronava ancor di più a farlo.

C'è chi ha detto che ti vedevo come una figlia, una bambina. A volte sì, lo ammetto. Eri la mia bimba. Eri la donna con cui avrei voluto passare il resto della vita e l'unica dalla quale avrei voluto un figlio. E mi commuovo ancora nel leggere i messaggi che mi scrivevi, a proposito del futuro assieme che avresti voluto con me (mi dicevi anche che secondo te sarei stato un padre fantastico e qui sì, una lacrima mi cola sulla guancia).

Anche quando mi lasciasti, un anno dopo, scrivesti che ero l'unico uomo che avresti sposato e che nessuno ti avrebbe mai amata come ti amavo io.

E' così, ma che ci vuoi fare ?

E' andata diversamente e, come alcuni mesi fa mi dicesti, avrei dovuto aspettarmelo. "Eri giovane", "eravamo distanti" in tutti i sensi...

Forse l'unico giovane ero e sono io, nonostante abbia dieci anni esatti più di te. Forse l'unico a non capire che "l'amore non esiste" (cosa che hai sempre sostenuto e che sostiene anche la donna che ho di recente corteggiato e che precisava  "non credo nell'amore"), che è un'illusione.

E' che le illusioni aiutano a vivere in un mondo di totale inconsapevolezza e di totale inconsistenza.

Sino all'anno scorso penso che mi sarei sciolto in lacrime, distrutto dal dolore, nello scrivere righe come queste.

Oggi sembro quasi sereno, ma sono convinto che ciò sia dovuto al fatto che le ferite, dentro me, sono sempre più profonde. Quando ti abitui al dolore diventi, apparentemente, quasi insensibile. Non riesci più a piangere, anche se l'equilibrio rimane precario. La testa ti gira e, se sei soggetto a crisi epilettiche, hai qualche piccolo attacco che ti riporta all'incoscienza.

Riesci a pensare alla vita e alla morte quasi con distacco, come se non ti riguardassero. E i ricordi non ti fanno più soffrire, ma ti accompagnano per mano sino a volerti dissolvere in essi.
Non ti odio, anzi. Vorrei che vivessi felice, almeno tu che puoi.

Non vorrei o, meglio, non voglio sapere con chi stai o con chi esci. Se sei sposata o hai dei figli. Questo no. A questo non reggerei davvero. O forse sì, reggerei.

Del resto ho deciso di reggere almeno per i prossimi quindici anni, ma, senza di te accanto, non voglio superare la cosiddetta mezza età. Questo mondo di merda non merita la saggezza della mia futura età matura.

E nessuna donna che non sappia guardare oltre la punta del proprio naso, merita un Marito Perfetto.




7 settembre 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Alla ricerca della Donna Ideale (ovvero inesistente)". Monologo by Baglu

Ci sarebbe molto da riflettere sul perché ed il percome molte persone, anzi, quasi tutte le persone e a volte senza il quasi, si facciano sentire solo ed unicamente quando ne hanno necessità.

Vogliono interviste, vogliono che li incontri, necessitano di qualche aiuto o di qualche spintarella, magari anche che gli si lecchi il culo. Per lo stretto necessario. Poi più nulla.

Questa mattina mi trovavo nel giardino dietro casa e stavo leggendo un libro sulla psicologia femminile che mi è stato suggerito da A.

Respiravo l'aria di fine estate ed osservavo il luogo in cui, quando avevo sei e sette anni giocavo a "campana", con un caro amico d'infanzia con cui sono ancora in contatto e con cui ancora esco a bere o mangiare una pizza. Un po' mi sono commosso e, per un istante, ho persino pensato che a sei o sette anni è impossibile pensare alla morte. Anche se io ci pensavo, ma, allora, come ad una cosa da rifuggire.

Pensavo che i morti fossero costretti ad essere chiusi in strette ed anguste bare da cui non sarebbero più potuti uscire per l'eternità.

Allora, quindi, avevo paura di morire e quell'amico d'infanzia mi ripeteva: "Ma tanto noi abbiamo ancora molti anni da vivere".

Oggi mi sento sprecato.

Sarò presuntuoso, ma mi sento francamente sprecato in questo mondo di clown, pazzi, stronzi, papponi, troie da sbarco, rompicoglioni, gradassi, mezzecalze, ricconi venuti sù dal niente (e che niente continueranno ad essere, ma nella totale inconsapevolezza dei più), fedifraghi o fedifraghe, banderuole.

E' vero, quando una donna mi ferisce sto molto male. E il mondo sembra crollarmi addosso. Non so spiegarne il motivo, ma penso sia dovuto a questa mia particolare sensibilità per il fascino femminile, che trovo in realtà solo di rado e in pochissime donne.

Quando questa o queste mi feriscono è come se mi crollasse un'ideale. E' come, credo, quando cadde il Muro di Berlino ed i comunisti duri e puri non seppero capacitarsene.

In realtà penso di essere sempre stato comunista, anche se non l'ho mai voluto ammettere del tutto. L'idea di un mondo perfetto mi ha sempre piacevolmente accarezzato, sarà perché rassicurante, sarà perché è un'idea grandiosa che, crescendo, approfondendo, studiando e sperimentando, comprendi essere assurda, effimera.

E' come l'idea di vivere per sempre con una donna che ti comprenda e che ti ami. E' un'idea e le idee sono bellissime.

Ma effimere.

Non ho più molta voglia di far parte di questo "grande circo". Mi diverte, a volte, ma è una gran perdita di tempo e, talvolta, anche di dignità. 

Mediare, sorridere, dire di sì, non sono cose che hanno mai fatto per me.

Allora tanto vale ritirarsi. Per un po', anche se preferirei farlo per sempre. Ma è ancora prematuro.

In realtà so che mi stancherei presto del "ritirarmi per un certo periodo di tempo". Sarebbe come decidere, di fronte ad un cabaret di pasticcini, di mangiarne solo uno. E chi resisterebbe ? Qualcuno - più parco e moderato del sottoscritto - resisterebbe e saprebbe resistere. Ma non il sottoscritto, preso dalle passioni, dalle pulsioni, da tutta roba che non interessa a questo mondo fatto di cretini che non sanno di esserlo (è questo il grave, perché chi scrive sa di esserlo, altrimenti sarebbe già uscito di scena da quel dì !).

Un giorno ci si renderà conto di quanto siamo/siete ridicoli nel nostro/vostro apparire. Nei socialnetwork, nei media, nei blog, in televisione.

C'è chi, purtuttavia, ha fatto di questo un modo per prendere in giro la baracca.

Ed è anche stato preso sul serio.




26 agosto 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Alla ricerca della Donna Selvaggia". Monologo by Baglu

Lo so, forse a Lei non dovrei più pensare.

Dovrei capire più cose sulla "Donna Selvaggia" e sul perché le donne ingenue preferiscono l'uomo predatore.

Io predatore non lo sono mai stato, così come non sono mai stato preda. Sentimentalmente parlando almeno.

Degli eventi forse sì ed anche delle eventualità. 

Eventualmente pensavo che...no, non pensavo. O, meglio, ho pensato di aprirmi a nuove possibilità, per poi subito, scoraggiato dagli eventi, richiudermi alle medesime.

Pensieri e parole. Da scrivere e da meditare.

Le donne della mia vita mi dicono che sono "esagerato". Una sola o forse due, mi ha definito "appassionato".

Appassionato mi piace. Esagerato no, anche perché dà quella connotazione negativa che limita. O, meglio, che delimita.

Non capisco perché questa necessità di molte donne di "delimitare". Parlo ovviamente dei miei rapporti con alcune di loro.

Oh, beh, ma la mia è pura curiosità sociologica. Non mi lascio più trascinare dalle correnti da almeno...forse tre anni ?

Da due anni sono seduto su questa panchina. Non aspetto. Osservo.

Talvolta prendo appunti, raccolgo materiale, semmai la cosa fosse utile a me e/o a qualcun altro.

Mi pongo molte domande, ma non saprei rispondere a nessuna. Eppure sono così bravo nel dare consigli agli altri ed a risolvere i loro problemi. Forse perché quelli altrui sono più semplici. Ma non tutti lo sono ed allora mi chiedo perché...perché c'è chi si rifiuta di aprire il suo cuore a me, che tanto vorrei accoglierlo ?

Non credo riuscirò più ad innamorarmi. Dico per davvero. Per finta è più facile. Innamorarsi per finta è forse la cosa che accade nella maggior parte dei rapporti. Rapporti fatti di "prede" e "predatori", in una spirale senza fine della quale non mi è mai piaciuto far parte.

Non credo né alla capacità di essere predatori né a quella di essere prede. Credo alla spontaneità appassionata dei rapporti e dei nonrapporti. Anche sessuali.

Credo all'assurdità degli stessi ed agli approcci lontani, preduti. A quelli che non ti aspetti.

Perché, allorquando aspetti qualche cosa, ecco che allora le aspettative sono disattese. Personalmente ho aspettato o, meglio, mi sono aspettato molte cose dalla e nella vita. Non ho mai ottenuto nulla, però mi sono sempre inventato tutto. E, almeno un po', ho fatto sorridere, talvolta, forse, sognare.

Ma se la vita dev'essere come un lavorìo continuo di invenzioni, di scorribande, di illusioni, di di di...di altro, allora si giunge ad un punto in cui ci si chiede: perché ? O, meglio, per chi ?

Per Lei.

Ormai senza nome, senza volto, senza.

Ma al profumo di lavanda.



10 gennaio 2013

Luca Bagatin è la reincarnazione di Mark Twain (ahahahahahahahahahahahah risate di sottofondo, sufficientemente crasse. Ma con classe.)

Dapprima Dio creò gli idioti. Per esercitarsi. Poi creò i comitati scolastici locali
(Mark Twain)
L'umorismo è una gran cosa, è quello che ci salva. Non appena spunta, tutte le nostre irritazioni, tutti i nostri risentimenti scivolano via, e al posto loro sorge uno spirito solare
(Mark Twain)



Apprendo, non senza sorriderne, che c'è chi è così "sveglio, brillante ed intelligente" (sic !) dal sostenere - scrivendolo pergiunta in un libro - che io sosterrei (sic !) di essere la "reincarnazione di Mark Twain", noto e brillante (lui sì davvero) scrittore statunitense dell'Ottocento.
Questo, probabilmente in quanto, nella colonna qui a destra del mio blog...un po' più in sotto, ecco, bravi, così...c'è una foto del celebre scrittore con sopra una frase che vi ho metaforicamente (appunto !) apposto: "LUCA BAGATIN IN UN'ALTRA VITA: Mark Twain".
Ora, penso che una persona di media intelligenza (forse anche di medio bassa intelligenza) sia in grado di comprendere il senso di una banale metafora come questa, derivante dalla mia stima nei confronti di uno fra i più grandi e divertenti scrittori mai esistiti quale fu Mark Twain.
Evidentemente lo "sveglio, brillante ed intelligente" in questione non è stato in grado di comprenderla.
Del resto, se lo "sveglio" mi conoscesse, comprenderebbe che - a parte la folta capigliatura, i baffoni, la passione per i sigari ed una tendenza alle facili arrabbiature (ma sempre e comunque giustificate ) - per il resto non potrei essere stato la reincarnazione di Mr. Twain.
Lui amava i viaggi, mentre io li detesto. Lui vestiva di bianco, mentre io di scuro (perché sfina !). Lui era sostanzialmente magro, mentre io...vabè, lasciamo stare !
Perché mai tutte queste precisazioni, direte voi ?
Ma perché tengo a precisare che sono la reincarnazione di Nero Wolfe, ovviamente !
E non parlo della reincarnazione di Tino Buazzelli, ma di Nero Wolfe in persona !
Del resto ne ho le prove: la mia mole lo dimostra; la mia sedentarietà, diffidenza nei confronti della gran parte delle persone, la scarsa attitudine a muovermi dalla mia poltrona lo dimostrano ! E poi anche la mia passione smodata per la birra, la buona cucina ed i polizieschi. Rigorosamente da tavolo e senza muovermi mai dalla poltrona: sono un maestro di "Cluedo", di "Mr Jack Poket" e di "Consulting Detective", un vecchio poliziesco degli anni '80 al quale gioco sin dall'età di 11 anni.
Non curo orchidee, come nella mia precedente incarnazione, ma gatti. In particolare uno: mio fratello Mirtillo ed i suoi aMici del quartierino (Simbad & Ursula).
E poi, cribbio, come Nero Wolfe, che nacque dalla penna di Rex Stout, anch'io sono un personaggio di fantasia. Benché meno famoso. Sono nato dalla cybernetica penna di Spenalzo Baglu.
Mica calzettoni !


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini