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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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19 agosto 2015

La Venezia dell'oscurantista Brugnaro o quella libera e libertaria di Casanova ?

E' davvero triste che la Venezia godereccia e romantica, tanto cara a Giacomo Casanova, sia oggi governata da un Sindaco assai triste come Luigi Brugnaro – berlusconiano e renziano al contempo - ovvero profondamente conservatore e bigotto al punto da vietare persino i libri per ragazzi che, a suo dire, lederebbero i diritti delle famiglie composte da madre e padre (sic !).

Ricordiamo che, nel corso della Storia, i libri li vietarono i nazisti, che peraltro dei cosiddetti libri “proibiti” ne fecero un rogo.

La cultura, diversamente, merita di essere diffusa, cosa che forse il Brugnaro – degno figlio politico di leader politici autoritari – ignora.

Curioso anche che il Brugnaro attacchi il cantante Elton John dandogli del “ricco”. Il Brugnaro è imprenditore e dirigente d'azienda e povero certamente non è. E non è nemmeno una questione di danari, ma di senso civico e civile.

La civiltà vuole che le persone siano libere di leggere ciò che vogliono. E anche di amare e di andare a letto con chi vogliono, senza che un'autorità politica che rappresenta solo una parte dei cittadini si metta a sindacare e a decidere per tutti.

Invochiamo pertanto lo spirito libertario e godereccio di Giacomo Casanova, libertino, massone e libero pensatore, che proprio la Santa Inquisizione condannò per i suoi liberi costumi. E finanche quello di Tinto Brass, che alla Mostra del Cinema di Venezia sbarcava sempre con splendide fanciulle scosciatissime.

Noi amanti di Venezia e che proprio da quelle parti proveniamo, vorremmo evitare che la città dell'Amore per eccellanza si trasformi in un centro di potere governato da bigotti e oscurantisti.

Vorremmo che chiunque, a Venezia come altrove, fosse libero di amare in libertà e di leggere ciò che vuole.

Perché, se la politica odierna ha ucciso il pensiero, non vorremmo che essa distruggesse anche la libertà, l'erotismo, la voglia di amare e godere con chi vogliamo.

E vorremmo rimarcare un concetto: una famiglia è composta da un uomo e una donna, ma anche da due uomini, da due donne, oppure da un individuo e il suo animale domestico. E un Sindaco non può certo venirci ad insegnare che cos'è l'amore !


Luca Bagatin



25 settembre 2012

"Viaggio nella notte": uno spaccato dell'alienazione vissuta e subita nel Nord Est italiano



"Viaggio nella notte" (Hacca edizioni), è il quinto romanzo dell'amico Massimiliano Santarossa, che è stato presentato in conferenza stampa a Pordenonelegge 2012.
Massimiliano, che peraltro conosco personalmente da almeno quindici anni e che so bene non essere un radical-chic, ma persona che conosce bene ciò di cui racconta, per averlo vissuto sulla sua pelle, ripercorre ancora una volta il rapporto "lavoro di fabbrica-periferia-Nord Est italiano".
Un filone alienante ed angosciante quello raccontato da Massimiliano, che narra di un periodo che va dagli anni '80 sino ai giorni nostri. Di un Nord Est che ha conosciuto un grande sviluppo economico, che però ne è stato anche la principale ragione del suo degrado: urbanistico ed umano in primis.
In nome di questo fantomatico "sviluppo" si sono cementificate le periferie, si è costretto i contadini ad abbandonare montagne e campagne, si è urbanizzato e omologato tutto quanto. In nome della cultura del "lavoro ad ogni costo", tipica della mentalità veneto-friulana, si sono persi i contatti con le tradizioni, si sono persino rifiutate le stesse, si sono ricercati piuttosto i "paradisi artificiali", lo sballo del sabato notte, al fine di dimenticare le dieci/dodici ore di lavoro in fabbrica.
Massimiliano Santarossa è assolutamente convinto che "lo sviluppo fine a sé stesso non basta più". E ricorda un'affermazione dell'ex Presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, il quale si è letteralmente preso la "colpa generazionele" di aver pensato poco allo sviluppo del territorio in termini turistico-paesaggistici e di aver invece contribuito a cementificarlo.
"Viaggio nella notte" racconta la storia vera delle ultime tredici ore di vita di un ragazzo trent'enne della periferia del Nord Est. Operaio colto, il nostro protagonista, il quale incarna la metafora della perdita: perdita del lavoro inteso come mondo della fabbrica, alinenante, che si sta sgretolando. Perdita della famiglia, in quanto il padre morirà di crepacuore dopo una vita di lavoro e perdita della fede, intesa come visione di un Dio nel quale credere e sperare.
Il romanzo di Massimiliano Santarossa è dunque assente di ogni speranza, crudo come lo è la vita stessa. Vita che il protagonista del racconto deciderà di togliersi in quanto vuole fare "del suo corpo barriera", moderno Cristo, immolato affinché la sua morte sia di avvertimento e monito per la sua generazione e per le persone della sua terra, le quali, ingannate dallo "sviluppo facile" e dal "lavoro ad ogni costo" si sono trovate imbrigliate in una spirale disumanizzante senza fine.
E' forse anche una riflessione sul suicidio, che in Italia è ritenuto tabù, chissà mai perché, forse perché si è incapaci di andare oltre al pensiero della vita o, forse, perché non se ne comprendono taluni stati di alienazione.
Massimiliano Santarossa, ad ogni modo, è ottimista per il futuro e ritiene che le nuove generazioni, a differenza di quelle precedenti, siano molto più consapevoli della loro condizione e possano essere pronte a generare un nuovo cambiamento, con maggiore attenzione per il territorio e per la cultura.

Luca Bagatin (nella foto con Max Santarossa)



20 marzo 2010

Le mie indicazioni di voto per le amministrative del 28 e 29 marzo



Beh, se proprio vi venisse la voglia di disertare vi capirei. Anzi, forse un po' vi incoraggerei pure. Per quel che mi riguarda, lo faccio già da tempo.
Come ha scritto nell'editoriale del 13 marzo scorso sul "Corriere della Sera" Sergio Romano, a proposito delle amministrative del 28 e 29 marzo, di fronte a partiti che si occupano di tutto fuorché di programmi e di questioni amministrative, "anche le astensioni, in questo caso, avranno un significato".
Ad ogni modo e comunque, penso che in Lazio un voto alla radicale Emma Bonino si possa anche dare. Come anche un voto alla sua lista Bonino-Pannella che trovo andrebbe sostenuta anche e soprattutto laddove si presenta quel geniaccio goliardico di Tinto Brass (Lombardia e Veneto, se non vado errando) che è forse l'unico che - di fronte alla bramosia di potere dei "comitati d'affari Pd-PdL" - li irride con un bel sederone sui manifesti e con una politica - come recita il manifesto del suo blog tintobrassblog.blogspot.com - contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di legalità e laicità, il politically correct ed il bigottismo di chi lancia il sasso - o il sesso - e poi nasconde la mano.



Altra regione interessante sotto il profilo elettorale è la Campania, ove l'unico candidato progressista e liberale è il socialista Stefano Caldoro, sostenuto dal centro-destra. Per battere i "furbetti del quartierino" Bassolino e Jervolino.
E nello specifico voglio seguire l'indicazione dell'amico repubblicano Carmine Pezzullo (candidato peraltro alla carica di Consigliere comunale di Frattamaggiore), invitando a votare per la lista Nuovo Psi-MpA-Partito Repubblicano con preferenza per il repubblicano Geppino Capasso, che sostiene - appunto - Stefano Caldoro Presidente.



Nei Comuni e nelle Regioni ove è presente l'Edera del PRI, ovviamente, il consiglio che vi do è di votarlo e sostenere questa isola felice di Storia, libertà e laicità.
Altrove astenetevi pure o, quantomeno, al nord, votate ovunque contro i candidati  della Lega Nord, che è la principale responsabile dell'aumento della burocrazia, dei costi e delle baronie a livello locale.
Dite dunque NO alla PADANIA LADRONA.



3 marzo 2010

Per Emma Bonino ? Magari ci fossero stati anche i Liberali ed i Riformatori !



Sono nato a Roma e lì ho vissuto parte della mia infanzia.
A Roma ho ancora degli affetti, passati e più recenti, e confesso che presto mi farebbe davvero piacere ritornare stabilmente nella Città Eterna.
Anche sparsi per il Lazio ho diversi amici, per cui non potevo esimermi dallo schierarmi politicamente - anche per mezzo del mio blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - nelle elezioni regionali del 28 e 29 marzo che si terranno anche in questa regione, così come ho deciso di fare per la Campania a sostegno del candidato socialista del PdL Stefano Caldoro e del candidato a Sindaco di Venezia Renato Brunetta. Candidature laiche e libertarie, contro la conservazione dilagante.
Ci sono motivi di affetto e di profonda stima politica per Emma Bonino, che sostenni a Pordenone già nel 1999 - assieme solo alla militante radicale Paola Scaramuzza - nella utopistica raccolta di firme per "Emma Bonino al Quirinale".
La sostenni anche alla fondazione della Lista Emma Bonino - nello stesso 1999 - che si tenne presso un hotel di Monastier di Treviso e nell'occasione le regalai anche una mia poesia a lei dedicata.
Condivisi dunque le sue battaglie europeiste, libertarie e liberiste: per le libertà individuali ed economiche.
Condivisi meno lo spirito cocciuto dei radicali pannelliani, che finiranno presto fra le braccia dei cattocomunisti e dei giustizialisti, ma, ad ogni modo, Emma Bonino è tutta un'altra storia. Come recita il suo stesso slogan.
E' un'altra storia rispetto ai conservatori di destra e di sinistra: sempre pronti a difendere lo Stato, il parastato, la burocrazia parassitaria, le Chiese, i dogmi e i pregiudizi.
Emma Bonino, val dunque bene un voto a Governatore del Lazio.
Anche se è sostenuta dai cattocomunisti e dai giustizialisti come Di Pietro: lontani anni luce dalla sua storia e forse più vicini a quella di Renata Polverini, sindacalista di destra conservatrice.
Ma, si sa, il bipolarismo porta spesso ad alleanze contronatura.
Per ovviare purtittavia a questa snaturazione e per rendere coerente la candidatura Bonino con un progetto di "Rivoluzione Liberale", ecco che vi era a suo sostegno la lista dei Liberali e Riformatori: Partito Liberale Italiano e Rinascita Repubblicana uniti, i cui riferimenti web sono: www.liberalieriformatori.ilcannocchiale.it   e   www.liberalieriformatori.com).
Dico "vi era" perché non è riuscita a raccogliere le firme per la presentazione alle elezioni.
Una lista, quella del PLI e di Rinascita Repubblicana, che proponeva: snellimento della burocrazia; riduzione della spesa pubblica improduttiva; promozione del merito; liberalizzazioni; promozione del patrimonio turistico ed artistico.
Una lista laica che richiamava dunque gli ideali storici, mazziniani e civici, dell'indimenticato Sindaco repubblicano di Roma Ernesto Nathan.
Il Segretario del PLI Stefano De Luca ha comunque voluto ritirare l'appoggio alla candidata Bonino in quanto ella non ha accettato che candidati liberali entrassero nel cosiddetto "listino".
E in questo senso si è comportata malissimo.
La mia personale indicazione di voto è dunque quella di votare comunque per la candidata a Governatrice più liberale - ovvero Emma Bonino - ma di utilizzare il voto disgiunto, votando per la lista del Partito Repubblicano Italiano (che pur si presenta nella coalizione della Polverini).


Luca Bagatin



27 febbraio 2010

Lara Cardella e i manifesti di Tinto Brass: ma quanto moralismo in quest'Italia bigotta !



Ve la ricordate la scrittrice Lara Cardella, quella dell'anticonformista romanzo anni '80 "Volevo i pantaloni" che si ribellava al maschilismo tipico di una società familista e sessuofobica come la nostra ?
Ecco, appunto.
Oggi la Cardella su Facebook sta facendo di tutto per mettere i bastoni fra le ruote a Tinto Brass e a tutti coloro i quali sostengono la sua altrettanto anticonformista ed antisessuofobica campagna elettorale nelle liste Bonino-Pannella in Lombardia e Veneto. Anche per mezzo di un gruppo "ad hoc" dal sapore alquanto antidemocratico: "Rimozione dei manifesti elettorali di Tinto Brass" (pare che la Cardella sia anche arrivata a far oscurare temporaneamente il gruppo su Facebook a sostegno di Tinto Brass...al quale io stesso mi sono dovuto reisicrivere, come segnalatomi dai fondatori....sic !)
Tinto Brass è "reo" - a detta della Cardella - di aver tappezzato le città del Veneto e della Lombardia con udite udite "sederi femminili" con la dicitura "Meglio un culo che una faccia da culo".
Beh ? E allora ? Dov'è lo scandalo ? Brass riecheggia così il maschilismo ?
Ma andiamo.
Pensiamo poi che a candidarlo sono proprio quei Radicali che negli anni '70 costituirono il Movimento di Liberazione della Donna - primo movimento femminista italiano (questo lo sa la Cardella ?) - criticatissimo in particolare da certa sinistra cattocomunista in quanto esaltava valori ritenuti "borghesi" come il diritto al divorzio ed alla maternità consapevole.
Emma Bonino, Adele Faccio ed altri militanti radicali si fecero giorni di galera nell'ambito della battaglia nonviolenta contro gli aborti clandestini. E' bene ricordarlo.
I provocatori e goliardici manifesti di Tinto Brass sono peraltro stati anche elogiati dal quotidiano "Il Clandestino" di oggi (27 febbraio) per merito dell'articolo dell'ottimo Federico Vespa, che sostanzialmente li definisce una genialata comunicativa.
In un'Italia ove la politica con la P maiuscola è morta da un quindicennio abbondante e ove i mass media sono pieni di nudità gratuita, morbosa, pomposa, priva di ogni verve erotica, ben venga la provocazione dei Radicali e di Tinto Brass.
E una Lara Cardella, moralista, che negli anni 2000 sembra preferire i mutandoni della nonna piuttosto che i pantaloni, davvero, non ce la saremmo mai aspettata.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini