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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 maggio 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: E' più facile non esistere". Monologo by Baglu



Sei romantico, sei giallo, sei verde, sei rosso, sei massone, sei socialista, sei liberale...
Come detesto le definizioni che mi attribuisci.
Ma ti pare che, uno che vorrebbe scomparire, ha piacere a definirsi ?
No. Definire è limitare, dicevi tu. Come il nostro rapporto.
Peccato che io non esista. Nemmeno nella tua vita, pare.
Forse ti vergognavi di me, non l'ho mai capito.
No, non mi piango addosso.
Se proprio mi dovessero definire direi che mi piacerebbe mi definissero "marito e padre perfetto".
Amo l'utopia, te l'ho mai detto ? Per questo sono matto.
Ho preso solo la tessera di Dignitas, ma non perché amo le definizioni. Perché voglio sparire come e quando voglio io.
Ma oggi va così di moda suicidarsi. Che tristezza. Quasi quasi ci ripenso, ma solo perché non mi va di fare ciò che stanno facendo tutti questi folli assetati di mediaticità.
Come quello che si è tolto la vita e lo ha fatto pur avendo famigliari a carico...che, come se non bastasse, ha affidato a Berlusconi !
La sofferenza è una cosa seria e voi mitomani del cazzo non sapete nemmeno che cazzo significhi. La sofferenza.
Non sono bello. Ecco, è più facile definire ciò che non sono.
Mi piace non essere, perché non avrei mai voluto essere.
Non l'ho chiesto io di venire al mondo, né di essere lasciato.
I contratti senza clausole e stipulati da una parte sola non mi piacciono.
Ma che posso farci ?
Mi hai detto, no, non tu, tu tu, lei, lei, sì, lei mi ha detto "io non vorrei che tu non esistessi" e mi sono commosso.
Lei quasi non mi conosce e scrive questo. Forse lo scrive perché non mi conosce che, detto così, è una battuta che fa ridere. Almeno a me fa sorridere.
Mi bevo una birra, poi un brandy. No, non fa bene bere. Lo so e nemmeno fumare, ma tanto io fumo sigari e non perché mi piace darmi un tono, ma perché mi piace fumare sigari. Mi piacerebbe anche fumare la pipa e qualcuno mi ha detto che mi si addice.
Io vorrei che lei fosse felice. No, non tu, perché tu mi rimpiangerai e basta (vorrei che fossi felice anche tu, ma con me saràperchétiamo). Sto parlando di lei.
Una volta le ho scritto che mi piacerebbe essere un mago per fare una magia e risolverle qualsiasi problema e lo penso ancora. E non lo penso perché la conosco poco, ma perché lo penso e basta. Poi penso anche che mi piacerebbe innamorarmi di lei ma preferisco non ammetterlo.
No, non credo che il mio problema sia la solitudine, ma l'affollatezza, anzi l'affollazione. C'è troppa gente che vorrebbe farsi i fatti miei e non mi va. Parlo solo con chi voglio io e, di solito (ma non sempre), con chi voglio io non è mai disponibile.
E' fuori casa, è assente oppure più semplicemente non è il caso di.
Con lei ballerei il tango come Al Pacino in quel film (come mi somiglia quel personaggio - Frank Slade - stanco della vita che vuole finirla in bellezza). Sì, anche con Lei tentai di ballarlo, il tango, ma Lei pensa che... Mah, penso che si sia sempre vergognata di me.
Non chiedetemi perché però. Non ho complessi e mi dicono anche che non so cantare bene, anche se non penso sia vero.
Non so cucinare, quello è vero.
Non so nemmeno più di tanto scrivere.
E' più facile fingere di non esistere perché la vita è già di per sé una finzione.



20 marzo 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin



La verità è che l'amore fa star male ed io, nello specifico, sto già male di mio.
E' il linguaggio forbito, oggi, ad essere trasgressivo. Non certo quello da trivio.
Benedetto Croce, insigne filosofo, non si laureò mai.
Evviva gli autodidatti !!!!
O godi o Malagodi e, personalmente e libertariamente, preferisco la prima ipotesi.
Perché le cattiverie umane si riversano sempre contro le persone sbagliate e che non meritano di riceverle ?
Quando saremo riusciti a svelare questo mistero, solo allora, potremo dire di aver capito il senso della vita.
Non posso influire sul mio destino, ma, almeno, evitare che il destino degli altri mi travolga completamente.



3 luglio 2012

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



Il motivo per il quale preferisco curare le piante ed accudire gli animali, piuttosto che frequentare la fauna umana, è che la loro bellezza e mansuetudine compensano le brutture e la stupidità degli uomini.

Meglio divorare, piuttosto che lasciarsi divorare.

Odio la pubblicità su youtube, sui telefonini, in televisione, via radio.
Tutti quei messaggini idioti che fanno solo perdere tempo, innervosiscono ed imbarbariscono il cervello.
I media andrebbero utilizzati meglio.
Ad esempio trasmettendo, più spesso, le gag dei fratelli Marx.

Non sono avezzo discorrere e/o dar retta a colui o a coloro i quali disprezzo.

All'Ordine dei Giornalisti contrappongo il Caos Creativo degli Scrittori.
Il flusso creativo della Verità interiore alla deformazione di una realtà costruita per scopi meramente economicistici e corporativi.




24 aprile 2011

Ciao Baba, incarnazione terrena del Divino



Non è un caso che Tu, incarnazione di Krishna, Cristo, Allah, Buddha, Lao Tzu, Ahura Mazda, venuta su questa terra per tutti noi, sia morto il giorno di Pasqua.
Tu ci hai insegnato che nulla accade a caso in questo mondo.
Risorgerai, ancora una volta, per mostrarci la Luce del Divino che è (già) in Noi.
Om Sai Ram.



16 dicembre 2010

Ciao Bent !

Ad un anno dalla scomparsa di Bent Parodi di Belsito, vorrei qui di seguito ricordarlo con l'articolo che pubblicai su questo blog il 31 dicembre del 2009



Ho appreso con profonda tristezza della morte di Bent Parodi di Belsito, giornalista, compagno Repubblicano e Grande Oratore Aggiunto del GOI, nonché ultimo discendente della nobile famiglia siciliana dei Gattopardo.
Ho avuto modo di conoscerlo fra il 9 ed il 10 novembre 2008, partecipando entrambi come relatori alla conferenza "Massoneria di Popolo o Massoneria d'Elite ?", organizzata dal Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d'Italia a Montefiore Conca in provincia di Rimini.
Di lui ricordo il temperamento gioviale, le sane mangiate a pranzo, cena e colazione, nonché le fumate di sigaretta che ci siamo piacevolmente fatti trovandoci ad alloggiare nel medesimo hotel, l'uno con la stanza accanto all'altro. E soprattutto ricordo con molto piacere le chiacchierate su esoterismo e massoneria e ciò che mi disse a proposito del mio cognome - Bagatin - che egli sosteneva derivasse da "Bagatto", la nota carta dei Tarocchi che rappresenta il prestigiatore che si evolverà in Mago.
Rimanemmo poi in contatto telefonicamente al punto che in questi giorni lo cercai al telefonino per gli auguri del Solstizio d'Inverno, comprensibilmente senza alcun successo.
Voglio ricordare Bent Parodi con una frase che mi disse proprio in hotel, prima della conferenza che tenemmo: "Per me lo scopo ultimo della Massoneria è quello di far diventare l'Umanità intera un'elite di persone migliori ed affratellate fra loro".
Una frase che non scorderò mai e che porterò sempre con me, come il ricordo di questo grande Maestro.

Luca Bagatin (nella foto accanto a Bent Parodi)



12 agosto 2010

Questionando attorno al Grande Oriente d'Italia ed al "Grande Oriente Democratico"



Tempo fa, verso la fine di aprile, mi è capitato di scoprire e lodare l'attività del gruppo "Grande Oriente Democratico", una corrente interna alla Massoneria del Grande Oriente d'Italia fondata da Gioele Magaldi che si proponeva di riformare il GOI il senso democratico e libertario.
Ho anche sottoposto loro alcuni miei scritti in tal senso e, gentilmente, li hanno pubblicati sul loro sito che ho anche pensato di linkare sul mio blog.
Da qualche tempo mi capita di leggere e sentire il sig. Magaldi sui media nostrani. E di sentirlo parlare, più che di valori massonici ed esoterici, di politica, di Berlusconi, del Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi che sarebbe berlusconiano (cosa assai improbabile vista la sua comprovata fede repubblicana mazzinana), eccetera.
Ed allora ho cominciato a pensare che questo "Grande Oriente Demcoratico" non fosse altro che l'ennesima associazione politica e/o para-politica che, francamente, con l'esoterismo e la Massoneria c'entra come il due di picche.
Magaldi, che ama molto esporsi sui media, parla di Berlusconi come del "Fratello Silvio", quando è stato ampiamente dimostrato anche da un recente saggio del prof. Aldo Mola, che Berlusconi, come molti della P2 di Gelli (loggia regolare, certo, ma che di massonico aveva poco o nulla), ricevette al suo indirizzo una semplice "tesserina" del GOI senza ricevere alcun rituale massonico e senza alcuna serietà sotto il profilo iniziatico-esoterico. Dunque: Berlusconi non è un massone.
E poi il sig. Magaldi parla, nei suoi recenti scritti che si possono leggere tranquillamente sul sito www.grandeoriente-democratico.com, di voler costruire un'Associazione politico-culturale che si proponga come obiettivo una "nuova coalizione di centro-sinistra". Più che legittimo, per carità. Ma non si confonda la politica con la Massoneria. E non è per nulla simpatico l'utilizzare il vessillo massonico a scopi politici o personali.
La Massoneria, infatti, è un'organizzazione spirituale che raccoglie persone dalle più varie fedi religiose ed anche dai più vari ideali politici. Non è possibile, nel suo seno, discutere nè di politica nè tantomeno di religione, proprio allo scopo di salvaguardare l'antidogmaticità dell'associazione e la più ampia concordia fraterna.
Sarebbe piuttosto da chidersi se questo "Grande Oriente Democratico" si stia muovendo più in vista delle prossime elezioni politiche - fiancheggiando quel Pd che condanna, al suo interno, i massoni - che per il rinnovamento della Massoneria italiana.
Massoneria italiana che necessiterebbe un ritorno alle sue origini gnostiche ed esoteriche, mandando del tutto a farsi un bagno le questioni meramente politiche (che francamente hanno, negli ultimi quindici anni, raggiunto il loro livello più basso) e profane.

Luca Bagatin



9 agosto 2010

Sei anni di blog.......



Sono passati esattamente sei anni.
Sei anni da quando ho aperto questo blog che, inaspettatamente, macina ogni giorno circa seicento visite e che ha raccolto - complessivamente - un milione circa di visitatori.
Un vero record se penso che, quando avevo ancora venticinque anni e correva il 9 agosto del 2004, contavo più che altro di realizzare una sorta di "contenitore" di miei racconti e qualche barzelletta inventata lì per lì presso il call center nel quale lavoravo allora (e che ancora rimpiango, sia detto per inciso).
Statistiche a parte, penso davvero di aver profuso tutte le energie possibili per costruire questa piccola "isola felice" (o a tratti triste, a seconda dei gusti e dei momenti).
Ho iniziato a scirivere presso la sede di un'associazione culturale che oggi non esiste più. Ho proseguito fra i tavoli di un bar che sta quasi per chiudere e poi presso la sede di un'altra associazione con la quale continuo, pur saltuariamente, a collaborare.
Oggi, da un annetto, scrivo finalmente da casa, dopo che ho tempestato Telecom Italia di lettere (una al mese circa) affinché portasse anche qui a casa mia l'indispensabile adsl (se attendevo la triste amministrazione comunale di Pasiano di Pordenone, con il suo "bravo" sindaco - passato dal Pd al PdL nel giro di qualche anno - stavo veramente fresco).
Questa, dunque, spero possa essere anche la vostra "isola".
L'isola di quelli che non hanno peli sulla lingua e che non discriminano nessuno. Nemmeno gli ipertricotici
Un'isola nella quale penso d'aver parlato di tutto ciò di cui nessuno parla o ama parlare, ovvero di tutto ciò che i mass media nemmeno hanno interesse commerciale e men che meno politico a "tirar fuori dal loro cappello".
Penso di aver dato e spero di dare ancora voce a quell'area laica, mazziniana, garibaldina, liberalsocialista e liberaldemocratica che nel nostro Paese è sottorappresentata e schiacciata dalle Chiese cattocomuniste, clericofasciste, giustizialiste e giacobine.
Ho parlato e conto di parlare ancora, senza tabù alcuno, di esoterismo, massoneria e quant'altro. Dimostrando, forse e finalmente, che non vi è alcun mistero se non che ciascuno di noi esseri umani è un mistero in sè stesso.
Ho parlato, come forse si faceva solo durante i mitici '60 e '70 (quando gli individui non erano ancora rincoglioniti dalla televisione, dai media, dalle tette e dai culi utilizzati a scopo meramente commerciale) di libertà sessuale e dunque anche omosessuale, attraverso l'ottima rubrica di Peter Boom e della sua Teoria della Pansessualità.
Ho scritto racconti e sceneggiature horror. Ho curato recensioni editoriali e cinematografiche.
Ho intervistato scrittori, autori, attrici, musicisti, show girl, più o meno conosciuti, con l'unico scopo di promuovere il loro talento.
Ho ricordato, visto che nessuno si era mai preso la briga di farlo, lo scrittore Pier Carpi, gli eroi della Resistenza partigiana Randolfo Pacciardi ed Edgardo Sogno ed il giornalista liberale Mario Pannunzio.
Personalità fuori dagli schemi, eretiche, profondamente democratiche perché antifasciste ed anticomuniste. E per questo volutamente lasciate all'oblio.
Spero e mi auguro di poter continuare a fare tutto ciò.
Perché mi piace, certo, ma anche perché ho scoperto - negli anni - che questi argomenti interessano oltre ogni possibile aspettativa. Ed aprono nuovi orizzonti. Nuovo punti di vista, alimentando una discussione che, altrimenti, non avrebbe mai avuto luogo.
Obiettivamente non so mai come concludere questo mio post annuale.
Vorrei che le conclusioni, magari, le traesse ciascuno di voi lettori, commentandomi qui sotto. Se lo vorrete fare.



6 agosto 2010

"Sai Baba: un Maestro spirituale dei nostri giorni". Articolo di Luca Bagatin tratto da "Secreta Magazine" del Marzo 2010

Per il numero 3 del mese di Marzo 2010 della rivista "Secreta Magazine" (Editoriale Olimpia), ho realizzato un interessante ed approfondito articolo sul Maestro spirituale Sai Baba, che vorrei qui di seguito riproporvi.






Sai Baba: un Maestro spirituale dei nostri giorni


Sai Baba e Krishna, il principale Dio della trazione Vedica.
Sai Baba ne è l'attuale incarnazione ?

Chi è Sathya Sai Baba ?
Un mistico ? Un santone ? Un guru ?
Nella poliedrica varietà di sadhu e mistici che popola il vastissimo continiente asiatico, è facile confondere Sai Baba con uno di loro.
Ma Sai Baba è – in realtà - molto di più.

Nato a Puttaparthi - un piccolo villaggio dell'Andra Pradesh, regione dell'India meridionale - il 23 novembre del 1926, sin da bambino, dall'età di 10 anni, dimostra di possedere poteri sovrannaturali.
Sai Baba, studiato da numerosissimi ricercatori da decenni, possiede infatti poteri cognitivi come la chiaroveggenza, la psicodiagnosi, la telepatia; poteri psicocinetici come la capacità di materializzare oggetti, apportarli, moltiplicarli, anche sotto l'occhio vigile di chi gli si trova di fronte.
Ma egli stesso non sembra dare alcuna importanza ai miracoli che compie. Sai Baba sembra compiere miracoli unicamente per focalizzare l'attenzione di chi lo ascolta, per lanciare un messaggio di unità fra tutte le religioni (simboleggiato anche dal Suo vessillo, il Sarva Dharma: un fior di loto contornato dal simbolo dell'Om Indù; dalla Ruota buddhista; dal Fuoco zoroastriano; dalla Stella di David; dalla Luna e la Stella dell'Islam e dalla Croce cristiana).
"Esiste una sola religione", afferma Sai Baba, "la religione dell'Amore. Esiste una sola razza, quella dell'umanità. Esiste un solo Dio, che è onnipervadente".
Questo, in sintesi, il messaggio che Sai Baba vuole trasmettere a chi lo ascolta.
Ho avuto la fortuna, fra il 2002 ed il 2005, di frequentare settimanalmente la casa di due anziani coniugi, da anni abitanti a Pordenone: la romana Gerarda Cesarini, detta amichevolmente Gegè, ed il napoletano verace Oscar Martino. Entrambi citati anche in numerose opere dedicate a Sai Baba, in primis quelle dello psicologo Giancarlo Rosati, massimo studioso italiano del fenomeno Sai Baba.
Gegè ed Oscar sono stati, infatti, i primi fondatori di un Centro intitolato a Sai Baba in Italia, negli anni '60 a Roma, in via Benedetto Musolino, quando ancora era poco conosciuto. Questa simpatica coppia fu anche in assoluto la più ricevuta dal Maestro.
Oggi i Centri Sai Baba in Italia - peraltro tutti senza scopo di lucro e senza alcuno spirito di proselitismo - sono centinaia e nel mondo i devoti del Maestro, sono milioni.
Dal Maestro, sì, perché infondo Sai Baba non è che un Maestro spirituale il cui messaggio va ben oltre i suoi miracoli, per così dire, ed il cui messaggio mira sempre a trasformare il cuore umano.
Sai Baba, come dicevamo, è solo nato in un contesto indù, ma il suo insegnamento - che fonda le sue radici nella concezione gnostica ed esoterica delle Sacre Scritture di tutte le fedi e tradizioni, i Veda in primis e che Baba invita a studiare, a partire dal concetto di Reincarnazione - si basa sulla ricerca della Divinità insita in ciascun individuo per mezzo del canto devozionale, i Bahjan, della ripetizione dei mantra vedici ed in particolare per mezzo del rispetto quotidiano di cinque valori umani: Verità, Amore, Pace, Rettitudine e Nonviolenza.
Per mezzo delle frequentazione dei coniugi Martino, sono rimasto letteralmente rapito nella descrizione delle loro esperienze dirette con il Maestro. Quando ad esempio ad Oscar materializzò un anello d'oro, preziosissimo, sotto i suoi stessi occhi, o quando regalò ad entrambi una cornice d'oro recante la sua effige ricavata dalla povere dorata che Baba stesso lanciò in aria per poi ricomporsi, magicamente, fra le sue mani.
Sai Baba, chissà perchè, amava moltissimo Gegè ed Oscar. Una coppia di teosofi adorabile, semplicissima e sempre pronta a dare una mano al prossimo. Una coppia che fu peraltro, per anni, in contatto con Madre Teresa di Calcutta e con Padre Anthony Elenjimittam, ultimo discepolo vivente del Mahatma Gandhi, alle cui missioni elargirono gran parte del loro patrimonio.
Si recarono in India, a Puttaparthi, sino in età avanzata, 90 anni Oscar e 80 Gegè. E puntualmente, pur fra una marea di devoti in attesa di uno sguardo dal Maestro, furono ricevuti in udienza privata.
Oscar, uomo sensibilissimo, mi raccontò che confidò a Sai Baba che avrebbe voluto morire prima della moglie, perché non avrebbe sopportato il dolore della sua scomparsa. Fu allora che Sai Baba predisse loro che sarebbero morti l'uno a distanza di due soli giorni dall'altra. Prima sarebbe morto Oscar e successivamente Gegè.
La scena mi commosse molto.
Ricordo inoltre ancora con affetto quando - conoscendo la mia golosità - Oscar mi ricopriva letteralmente di dolciumi e Gegè, pur non essendo consigliabile per la sua salute, ne approfittava per mangiarne in quantità.
Volevo molto bene a Gegè ed Oscar, che per me erano come dei nonni ai quali confidavo veramente tutto e fu un duro colpo quando appresi della loro morte.
Il Messaggero Veneto di Pordenone del 10 gennaio 2006 titolava, a tutta pagina: "Muore di dolore due giorni dopo il marito. Gerarda Cesarini e Oscar Martino sono rimasti legati fino all'ultimo da un'incredibile storia d'amore". Nell'articolo, ovviamente, si parlava anche di Sai Baba e della sua previsione e di come la coppia fosse a lui legata.
Persino il prete, in Chiesa, nonostante Sai Baba sia fortemente criticato ed osteggiato dalla Chiesa cattolica, si prodigò in elogi nei confronti di questo particolarissimo Maestro indiano dalla folta e curiosa capigliatura.

Sai Baba distribuisce la vibhuti (leggi più sotto) ai devoti

Sai Baba, lungi dall'essere un fenomeno da baraccone o un santone mediatico, è universalmente noto per la sua opera umanitaria e nel campo del sociale: dalla costruzione di ospedali nei quali si eseguono interventi sofisticatissimi e a titolo completamente gratuito (come il Super Speciality Hospital di Puttaparthi e quello di Whitefield, entrambi inaugurati alla presenza del Primo ministro dell'India) a scuole, centri di accoglienza per indigenti, e numerosi progetti finalizzati a rendere potabile l'acqua nei villaggi rurali e nelle regioni limitrofe ove vi è siccità.

Dagli anni '60 ad oggi, numerosissimi studiosi, abbiamo detto, hanno cercato di approfondire la realtà di Sai Baba.

Su di lui sono stati scritti numerosissimi testi e notiamo come anche gli studiosi più critici, alla fine, si sono convinti che questo curioso Maestro indiano ha qualche cosa di profondamente mistico.

Pensiamo ad esempio al prete cattolico Don Mario Mazzoleni che, partito per Puttaparthi per fare un inchiesta per conto dell'Osservatore Romano, finì per convertirsi al credo di Sai Baba, tanto che venne scomunicato.

Oppure al già citato psicologo Giancarlo Rosati, forse il più prolifico nello scrivere e nel descrivere il fenomeno Sai Baba, tanto che egli lo accosta al Cristo Cosmico annunciato da Gesù nel Vangelo di Giovanni, ma anche al Kalki Avatar, l'ultima incarnazione divina descritta dai Veda.

Invero, Rosati, porta a sostegno di queste affermazioni una serie di coincidenze: il Vishnu Purana annuncia che il Kalki Avatar nascerà nell'India del Sud, in un territorio bagato da tre mari, nel villaggio dei coni o termitai (e Puttaparthi corrisponde esattamente a questa descrizione n.d.a.) e vivrà sino a 95 anni (Sai Baba ha annunciato che vivrà sino a quell'età).

Inoltre nell'Apocalisse di Giovanni il Cristo Cosmico è chiamato “Fedele” e Verace. E guarda caso il nome di nascita di Sai Baba è Satya Narayana, che in sanscrito significa appunto “Fedele” e “Verace”.

Andando oltre, possiamo notare cone il grande mistico indù Sri Aurobindo, il 24 novembre del 1926, un giorno dopo la nascita di Sai Baba, fece l'annuncio che quella notte il Divino si era incarnato portando con sé tutti i poteri divini: l'Onnipotenza, l'Onniscenza e l'Onnipresenza.

Maometto, il fondatore dell'Islamismo, fra le sue profezie, fece la descrizione di quello che chiamò El Mahdi Maoud o il Maestro del mondo. E lo descrisse distintamente: “La sua chioma sarà folta, i capelli neri giungeranno fino alle spalle. Le sopracciglia si uniranno al centro della fronte, che apparirà ampia. Il naso sarà dritto e avrà un infossamento alla radice. Avrà un neo sulla guancia e non porterà mai la barba. I denti centrali saranno separati e allontanati tra di loro. I suoi occhi saranno neri e pungenti. Il suo corpo sarà minuto e le sue gambe saranno quelle di un adolescente. Indosserà due abiti color fiamma, l'uno sopra l'altro (....). Materializzerà piccoli oggetti con la mano (…). Egli vivrà fino a 95 anni.”

Qui, guarda caso, la descrizione fisica è addirittura soprendentemente identica a quella di Sai Baba: dalla chioma sino ai tratti somatici, passando per la bassa statura (Baba è alto all'incirca 150 centimentri) e la materializzazione di oggetti.


Sai Baba, materializza, in primis, una curiosa cenere profumata, chiamata vibhuti.

La vibhuti, secondo l'iconografia indù, è attribuita al Dio Shiva, che la porta sulla fronte e su altre parti del corpo a rappresentare l'immortalità dell'anima.

Sai Baba ne materializza in quantità, unicamente per mezzo del palmo della sua mano che agita in senso orario, così, dal nulla. La dona ai devoti più bisognosi ed essa ha proprietà spesso miracolose, per così dire.

Ora, sappiate che chi scrive – per indole caratteriale – è a prescindere uno scettico. Purtuttavia ho avuto modo di applicare una sola volta della vibhuti sulla zampina malata della mia gattina, che anni fa soffriva di un incurabile tumore, visibilissimo e purulento. Dopo un paio di giorni il tumore le si era completamente riassorbito e quindi scomparso, con grande sorpresa mia e del veterinario.

Questo è solo un banalissimo caso accadutomi personalmente, ma nelle pubblicazioni dedicate a Sai Baba (edite in Italia dalle Edizioni Milesi) se ne trovano a bizzeffe e di molto toccanti.

Ganesh e Sai Baba di Shirdi (reincarnazione dell'attuale Sai Baba)

Sai Baba ha fatto inoltre numerose profezie per gli anni a venire, come quella che - a partire dal 2015 – ci sarà un ritorno all'Età dell'Oro, di pace e prosperità, che dovrebbe avere il suo apice attorno al 2021, anno della morte prevista per Sai Baba stesso.

Numerosissime altre cose ci sarebbero da dire su questo Maestro spirituale che afferma con candore: “Io sono Dio, ma lo sei anche tu”, ma, forse, l'unico modo per comprendere davvero la sua realtà spirituale è quella di accostarsi al Divino, nella forma in cui ciascuno si riconosce maggiormente e continuare a ricercare, entro sé stessi, quella scintilla divina che rende ciascuno di noi – quotidianamente - davvero speciale.


Luca Bagatin



18 giugno 2010

"Alle radici gnostiche della Massoneria" di Luca Bagatin

In un mondo che sta cominciando a prendere consapevolezza della mancanza di solide certezze per il domani, ecco riaffiorare antiche domande: “Chi siamo ? Da dove veniamo ? Dove stiamo andando?”

Obiettivamente c'è una gran “fame” di quelle risposte che potremmo racchiudere nelle parole: Conoscenza, Ricerca, Verità, Gnosi.



Il principale degli approcci a queste dimensioni, è certamente quello passato alla Storia ed alla letteratura con il sostentivo esoterico, ovvero un approccio che và alla ricerca delle radici profonde della nostra cultura e civiltà.

Per approccio esoterico, intendiamo ovviamente quello che si occupa dello studio e dell'approfondimento del simbolismo che ci circonda e che è giunto a noi dalle Antiche Civiltà che ci hanno preceduto e che hanno forgiato l'Umanità così come si presenta oggi.

Per ricercare le radici di questo approccio dobbiamo dunque andare molto indietro nel tempo: sino almeno all'Antica Grecia: ovvero allorquando i greci ereditarono i misteri gnostici dagli Egizi.

I culti misterici, tanto in Egitto che nell'Antica Grecia, erano riservati a pochi iniziati e miravano all'”estasi Divina” o “unione con il Divino”. Si veda bene che fra questi culti d'Occidente vi è una significativa analogia e similitudine con la spiritualità vedica e buddhista d'Oriente.

L'influenza della cultura gnostico-iniziatica influenzò tutta la civiltà occidentale dei millenni a venire, la quale sosteneva sostianzialmente che tutte le arti, le scienze e le filosofie dovevano necessariamente tendere al Bello, al Buono ed al Vero. Questa era dunque l'essenza della conoscenza e solo la conoscenza poteva ritenersi Divina (da qui il ripudio degli gnostici per il “Dio della Bibbia” e la loro empatia verso la figura allegorica del Serpente, simbolo esoterico di Conoscenza e quindi di liberazione da ogni peccato: primo fra tutti l'ignoranza).

Fu così che la conoscenza permise lo sviluppo e la piena espansione della civiltà greca prima e successivamente dell'Impero Romano.

Ciò almeno sino al Concilio di Nicea del 325 d.C. proclamato dall'Imperatore Costantino, il quale dichiarò eretica la Gnosi e decretò la fede cattolica quale unica religione dell'Impero. E si noti bene come il cattolicesimo facesse leva soprattutto sull'ignoranza e sugli animi semplici, ostacolando e vilipendendo qualsiasi tipo di conoscenza e di progresso interiore ed esteriore dell'essere umano.

Fu così che gli gnostici entrarono in clandestinità e così fecero anche le famiglie che si richamavano agli insegnamenti iniziatici di Gesù – l'Esseno - detto “Il Cristo”, le quali presero il nome di Rex Deus.

Dei Rex Deus – che all'apparenza continuarono a praticare il cattolicesimo - fecero parte le più grandi famiglie nobiliari del Medioevo fra cui i reali sassoni d'Inghilterra, i capetingi di Francia (che rivendicarono la loro discendenza diretta da Maria Maddalena - sposa del Cristo - e da Gesù stesso) ed i St. Clair di Roslin (la stirpe che fece edificare la misteriosa Cappella di Rosslyn).

Non fu dunque un caso che i Cavalieri Templari dell'Alto Medioevo furono un ordine cavalleresco-militare sorto con l'appoggio dei Rex Deus e che divennero quindi i custodi della gnosi cristiana, mantenendo comunque su ciò – ufficialmente - l'assoluto riserbo.

Un'altra corrente gnostica che entrò in contatto diretto con i Templari fu quella dei Sufi islamici, i quali si riteneva avessero avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del Tempio di Re Salomone, che è peraltro simbolo all'origine della moderna Massoneria.

I culti misterici dei Sufi, peraltro avezzi anche alla Cabala ebraica, si fusero con le conoscenze templari e queste, a loro volta, si fusero con quelle delle Corporazioni muratorie medievali, prima fra tutti quella denominata i Figli di Salomone, i quali erano esperti nella cosiddetta geometria sacra, ovvero quella disciplina che attribuiva un significato mistico ai rapporti matematici nella realizzazione delle opere d'arte ed architettoniche.

Tale Corporazione fu alla base della costruzione delle più significative cattedrali gotiche fra cui quella di Chartres, Rheims ed Amiens, così ricche di simbolismo gnostico che servì appunto agli iniziati a tramandare la Tradizione.

Fu così che, sostanzialmente, fu possibile mantenere in vita l'esistenza di scuole filosofiche e psicologiche antichissime (come la già citata scuola dei Sufi islamici), capaci di contrapporsi al bigotto Medioevo impregnato di superstizione.

Il tutto celato.....nel simbolisimo delle Cattedrali gotiche cristiane !

Fu così che nacquero le prime saghe del cosiddetto Santo Graal, che altro non era che il tramandarsi degli insegnamenti esoterici conosciuti anche dallo stesso Gesù, che fu, secondo questa Tradizione, un Grande Iniziato agli Antichi Misteri.

Significativamente ricca di simbolismo esoterico è la Cappella di Rosslyn, in Scozia.

Fatta costruire nel XV secolo dal conte William St. Clair di Roslin (si noti bene che Roslin, in antica lingua gallica significa: “antica conoscenza tramandata di generazione in generazione”), un mecenate provieniente da una fra le più influenti famiglie Rex Deus dell'epoca, Rosslyn pullula letteralmente di simboli ed allegorie gnostiche, rosacrociane e libero muratorie.


Pensiamo ad esempio alla testa scolpita di Ermete Trimegisto, considerato dagli Egizi il Dio Toth, così come l'arco all'esterno della Cappella decorato da numerosi compassi simbolo della Massoneria; ma anche la scultura di Baphomet – idolo gnostico caro ai Templari – e finanche un cavaliere templare che conduce un uomo bendato tirandolo con una fune.....a rappresentare un'iniziazione massonica ante litteram ! E potremmo continuare citando i tre pilastri interni alla Cappella che indicano rispettivamente il pilastro dei tre gradi della Massoneria azzurra: quello dell'Apprendista, del Compagno d'arte e del Maestro.

Invero i riferimenti al cristianesimo, nella Cappella di Rosslyn, sono assai pochi e trascurabili.

Forse una delle curiosità di Rosslyn è la presenza di sculture raffiguranti piante conosciute solo nelle Americhe come il granoturco e l'aloe. E questo a commemorare i viaggi dell'antenato di William St. Clair, il conte Henry, il quale approdò nelle coste del Nord America cento anni prima di Cristoforo Colombo, sbarcandovi, molto probabilmente, stando alle prove documentali del volume “Il segreto dei Templari” scritto dallo studioso William F. Mann, con una flotta di Cavalieri Templari.

La Massoneria pare dunque essere la depositaria principale della tradizione gnostica tramandata di generazione in generazione dalle famiglie Rex Deus. Possiamo dunque dire che, le origini di questa Confraternita, sono dunque ben più antiche rispetto a quelle ufficiali che la fanno risalire al 1717, allorquando fu fondata la Gran Loggia d'Inghilterra presso la “Taverna dell'Oca e della Graticola”.

Questa commistione fra Rex Deus e Massoneria è fortemente sostenuta specialmente dagli studiosi e massoni Christopher Knight e Robert Lomas, i quali teorizzano anche che la leggenda di Hiram Abif, costruttore del mitico Tempio di Re Salomone alla quale si rifanno tutti i Liberi Muratori, non è altro che un'allegoria dell'omicidio di Giacomo il Giusto, fratello di Gesù: custode degli insegnamenti misterici degli Esseni ed uno fra i primi membri storici dei Rex Deus. Gli studiosi portano a sostegno di ciò numerose tesi nel loro libro “Il secondo Messia” edito in Italia da Mondadori.

E' grazie ai Rex Deus e dunque ai primi Massoni, se si è progressivamente usciti dall'oscurantismo medievale per approdare al Rinascimento con la sua rinnovata estetica nelle arti e con una rinnovata ricerca del progresso sicentifico e della conoscenza.

Pensiamo ad esempio all'opera dei massoni Elias Ashmole, ma anche a Sir Isaak Newton, noti alchimisti e uomini di scienza e cultura, nel fondare la Royal Society per la promozione della scienza scevra da dogmi.

La Massoneria, una volta costituita ufficialmente nel 1717, si diede delle regole o Landmark che fra gli altri stabilivano che nelle tornate rituali non si sarebbe potuto parlare né di politica né di religione e ciò per evitare divisioni fra i suoi membri.

Purtuttavia sappiamo come vi furono eminentissimi uomini politici che ingrossarono le file massoniche. Ciò ad ogni modo non significa affatto che la Massoneria influenzò la politica, per quanto è di fondamentale importanza storica rammentare come la Costituzione degli Stati Uniti d'America - che è la più antica costituzione statuale esistente - sia stata fondata su principi inequivocabilmente massonici: a partire dal concetto secondo cui tutti gli uomini nascono eguali e che un governo ha autorità solo con il consenso del popolo.

I Padri fondatori degli Stati Uniti d'America erano infatti inequivocabilmente massoni che vollero imprimere quanto di buono la tradizione gnostica dei Rex Deus aveva loro trasmesso.

E' invece completamente da sfatare il mito relativo alla Rivoluzione Francese quale motto popolare sorto da volontà massoniche: si veda bene come i massoni - in Francia - fossero allora per la maggior parte fra le file aristocratiche e medio borghesi, molti fra i quali ci rimisero la testa sulla celebre ghigliottina !

Abbiamo dunque tentato testè di illustrare le radici della principale e forse più antica Istituzione che, nel mondo occidentale, si occupa di tradizione esoterica.

Abbiamo infatti potuto scoprire come la sua millenaria storia si fonda e a tratti si confonda con le tradizioni: egizia, greco-romana e giudaico-cristiana, alla luce delle loro conoscenze gnostiche e misteriche.

Un viaggio in piena regola ricchissimo di spunti di rinnovata ricerca storica ed introspettiva, che è forse l'unica più autentica ricerca sulla strada del mitologico Santo Graal.


Bibliografia:

Christopher Knight – Robert Lomas: “La chiave di Hiram” Mondadori

Christopher Knight – Robert Lomas: “Il secondo Messia” Mondadori

Tim Wallace-Murphy: “I massoni” Logos

William F. Mann: “Il segreto dei Templari” Newton Compton



23 maggio 2008

VERITA' E MENZOGNA

......Verità (Universale)

"Buddha ha spiegato che ognuno deve giungere alla decisione finale attraverso la ricerca e la sperimentazione, non affidandosi soltanto ai testi religiosi.
Quando la scienza contraddice chiaramente le convinzioni buddhiste accetteremo la scienza, non le antiche credenze".

Dalai Lama


..... e menzogna (colossale)

"Il nostro pensiero si rivolge al modo in cui i risultati delle scoperte della ricierca scientifica e tecnologica sono stati talvolta applicati. Nonostante gli enormi benefici che l'umanità può trarne, alcuni aspetti di tale applicazione rappresentano una chiara violazione dell'ordine della creazione".

Joseph Ratzinger


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini