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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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13 luglio 2011

Quando il Parlamento italiano vìola i diritti dei cittadini



Ancora una volta il Parlamento italiano ha saputo dare il peggio di sè.
Se la settimana scorsa, con il concorso del Pd, era riuscito a mantenere in vita le inutili e costose Province, oggi mantiene in vita coattiva persino i malati terminali che vorrebbero decidere autonomamente del loro fine vita.
Eh sì, perché per quanto concerne il cosiddetto "testamento biologico", la Camera, con il concorso questa volta del PdL e dell'Udc, ha approvato un ddl che stabilisce che a decidere sul destino del paziente debba essere solo ed esclusivamente il medico.
Non cambia nulla, insomma, ed il cittadino-elettore, ancora una volta non conta un piffero.
Oltre ad essere già stato esautorato del suo diritto di voto, con leggi elettorali antidemocratiche ed incostituzionali in vigore dal 1993 ad oggi, è stato anche esautorato dal suo diritto di morire come gli pare e di decidere persino di abolire enti costosissimi ed ultraburocratici.
L'eversività delle forze politiche dell'Italia di oggi sembre non trovare limite.
Che cosa rimarrà da fare, dunque, al cittadino-elettore ora ? Forse solamente il denunciare il Parlamento italiano alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Luca Bagatin

PS: questo è il testo originale dell'articolo, così come l'ho scritto e postato.
Non è da considerarsi autentico, invece, l'articolo con l'aggiunta (dalla quale prendo in toto le distanze) riportato ad esempio al link
http://www.radicali.it/rassegna-stampa/testamento-biologico-un-sequestro-di-persona



6 aprile 2010

Ciao Roberta !

«La scelta del suicidio non è pura e semplice volontà di morire. Ci si può uccidere per eccesso di voglia di vivere»
Giorgio Antonucci, psichiatra



L'8 aprile dell'anno scorso moriva suicida la giornalista femminista e militante dei diritti civili Roberta Tatafiore.
La volli ricordare su questo blog con un articolo che - con profondo dispiacere - feci già allora difficoltà a scrivere e che fu poi pubblicato anche da "La Voce Repubblicana".
Feci difficoltà a scriverlo, come faccio ora a scrivere queste poche righe di presentazione.
Roberta Tatafiore, poco conosciuta ai più, fu per molti di noi irriducibili libertari (a cui della "destra" e della "sinistra" non è mai importato nulla), un mito.
Un mito di libertà individuale, di coscienza civile all'anglosassone, di liberazione che personalmente non esito a definire "psicosessuale" (consapevolezza dell'utilizzo della propria mente e del proprio corpo, senza costrizioni, condizionamenti o gabbie mentali).
Una donna che ha sempre, del resto, vissuto con coerenza la sua esistenza giungendo financo a decidere il giorno ed il modo in cui morire.
Da mercoledì 7 aprile prossimo, uscirà in libreria il suo diario "La parola fine - diario di un suicidio", edito da Rizzoli con il contribito del quotidiano "Il Foglio", che la Tatafiore iniziò a scrivere a gennaio del 2009 proprio per documentare la sua scelta estrema con riflessioni, paure, dubbi, ma anche con la certezza che la sua scelta di morire sarebbe stata ineluttabile.
Vorrei qui riprodurre l'articolo che scrissi all'indomani della sua morte, aggiungendo una piccola riflessione che Roberta Tatafiore riprodusse nel suo diario: «A chi appartiene la vita? Credo che la vita appartenga a ogni individuo libero di affidarla a chi vuole in base a ciò che gli suggerisce la coscienza».

Luca Bagatin

UN ATTO DI ESTREMA COERENZA
di Luca Bagatin
da "La Voce Repubblicana" del 28 aprile 2009




Ricordo che la prima volta che ho sentito parlare di lei è stato......
Avevo 17 anni ed allora ero un verde militante. Fu così che conobbi i primi radicali storici, quelli che avevano vissuto i mitici anni Sessanta, Settanta ed Ottanta con le loro lotte per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza alla leva militare, voto ai diciottenni, liberazione sessuale, omosessuale, transessuale, antiproibizionismo su droghe, non droghe, ricerca scientifica, ambientalismo laico, autogestione del proprio corpo e della propria mente....).
Frequentavo la sede dei Verdi di Pordenone, allora sita in Via Rovereto, ove oggi c'è un call center per immigrati. Mi avevano lasciato una copia delle chiavi ed allora mi dilettavo a riordinare il polverosissimo archivio fatto di vecchi numeri di Quaderni Radicali (ne conservo a casa ancora un sacco di copie), di Frigidaire (con un poster di Ilona Staller, al secolo Cicciolina), di Radicalchic (una rivistina radicale di satira che usciva nei primi anni '80), de Il Male, dei vecchissimi numeri di Lotta Continua e.....Lucciola, il giornale dei diritti delle prostitute diretto da lei: Roberta Tatafiore.
Non so perché, ma sono sempre stato attratto dai diritti degli “sconciati”, dei “diversi”, degli “emarginati”. Forse perché, sin da ragazzino, sono sempre stato un tipino abbastanza stravagante, poco incline al conformismo (nei comportamenti, nel modo di vestire, nelle abitudini, nel modo di pensare....), ontologicamente controcorrente.
Per me l'amore per tossici, puttane, disabili, froci e lesbiche e chi più ne ha più ne metta è stato dunque naturale. Più che amore è stata empatia, comprensione. Fra anticonformisti ci si riconosce a pelle.
E' così che ho iniziato a leggere quel vecchio numero di Lucciola, gli articoli della Tatafiore e ricordo persino un buffissimo quanto emblematico fotoromanzo a tema prostituzione con protagonisti la stessa Tatafiore ed un giovanissimo Chicco Testa.
Ma chi era Roberta Tafafiore ? Una femminista, proveniente dal quotidiano “Il Manifesto” e poi una militante radicale in prima linea per i diritti civili delle prostitute e dunque per la loro autogestione.
Ironia della sorte, nel 1999, collaborerò io stesso – lavorativamente parlando, pur per un breve periodo – con il Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, fondato anche con il contributo di quelle battaglie libertarie e con sede nazionale proprio a Pordenone.
Ormai abbandonata la militanza sinistrorsa nei Verdi (che stava diventando sin troppo sinistrorsa ed ideologizzata per un individialista liberale e libertario come me) e anche quella nella Lista Emma Bonino per la quale avevo comunque condotto – con nessun mezzo ed assieme alla radicale storica Paola Scaramuzza – la campagna elettorale per le europee in città (secondo partito a Pordenone con il 14% dei voti: ci dedicarono anche la prima pagina de “Il Gazzettino"), mi sono per molti versi avvicinato al progetto del Polo Laico e poi della Casa Laica. Per un'area libertaria nel centrodestra.
Il Polo Laico era animato da persone che culturalmente e politicamente stimavo molto: Givanni Negri, Arturo Diaconale, Luca Barbareschi e.....Roberta Tatafiore appunto !
Eccola che ritorna. Ascoltai su Radio Radicale anche il suo intervento di fondazione di quel progetto che pur ebbe vita breve.
Come poteva una femminista ex di sinistra avvicinarsi ad un progetto nell'alveo del centrodestra ? Poteva eccome, se era sufficientemente laica e libertaria da rendersi conto che dall'altra parte – nei salotti buoni della gauche au caviar - i “diversi” sono sempre stati trattati come degli appestati (personalmente ricordo che allora, solo con i giovani di Alleanza Nazionale riuscivo a parlare apertamente, in dibattiti pubblici e televisivi, di legalizzazione della cannabis e di somministrazione controllata di eroina ai tossicomani. Io a favore e loro contro. Con i “sinistri” era impensabile, tanto erano attenti a mantenere buoni rapporti con i loro amici cattolici).
Non a caso, lo storico leader del Partito Repubblicano Italiano, Randolfo Pacciardi, preferendo l'alleanza con i clericali piuttosto che quella con i comunisti, affermava: “Meglio una messa al giorno che una messa al muro”. Come non dargli torto !
Ma ecco che comunque, anche lì, fra quegli ingenui clericaloni e parrucconi del centrodestra berlusconiano, i laici, liberali e libertari duri e puri davano fastidio. Solo qualcuno si è salvato quà e là. Mi pare che la stessa Tatafiore abbia aderito ai Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash, ma, ad ogni modo.....non c'è stata trippa pè gatti !
Negli ultimi anni Roberta Tatafiore curava una rubrica  - Thelma e Louise - su “Il Secolo d'Italia”, in cui continuava a parlare libertariamente di femminismo con Isabella Rauti.
In un recente articolo su “La Voce Repubblicana” l'ho persino citata come rappresentante di quei radicali dalla mente libera (come anche Adele Faccio, Angelo Pezzana, Giovanni Negri....), che non hanno chinato la testa di fronte ai deliri pannelliani che hanno portato quella tradizione alla totale distruzione politica e culturale.
In questi giorni, per mezzo di un bellissimo articolo dell'amico Vittorio Lussana su “L'Opinione delle Libertà” (che con la Tatafiore per un periodo ha anche convissuto), vengo a sapere che ella si è tolta la vita all'età di 66 anni. Mi scende una lacrima, poi comprendo e rispetto.
Rispetto una scelta consapevole e rifletto. Rifletto sul fatto che – come andiamo ripetendo da anni - solo noi siamo i padroni della nostra esistenza, solo noi siamo in grado di gestirci ed autogestirci, perché noi siamo “il pilota” della nostra vita, della nostra mente, della nostra coscienza. E' un discorso filosofico, ma anche eminentemente politico. E forse Roberta Tatafiore ha così compiuto il suo ultimo, estremo, atto politico di un'esistenza profondamente coerente, liberale e libertaria.
Penso quindi ad Alex Langer. Poi a Piero Welby ed infine a Beppino Englaro ed a Eluana.
Esperienze che non c'entrano assolutamente nulla fra loro. Non le giudico, sorrido, e penso a quanto sia fortunato ad aver potuto comprendere ed apprendere – nel mio piccolo – qualche cosa dalle loro esistenze.




9 agosto 2009

Cinque anni di blog........



Ebbene sì, siamo giunti al quinto anno.
Cinque anni di blog e di collaborazioni scritturifero-giornalistiche più o meno serie.
Cinque anni in compagnia del Cannocchiale e di voi lettori che siete sempre più numerosi (un migliaio e rotti di visite al giorno da tutta Italia ed anche dall'Estero !). 425.000 visite dall'agosto del 2004 ad oggi.
Quasi non riesco a crederci (sto quasi superando Mina Welby e TommasInozCiuffoletti) vista la poliedricità di questo blog che tutto si propone salvo che informare.
Si è sempre posto l'obiettivo, più che altro, di de-strutturare, di smontare tesi precostituite, false credenze, rompere i taboo ed anche talvolta i maroni.
Rompere è il mio mestiere. Per poi LiberoMuratoriamente e Brhaminicamente ricostruire sulle rovine del luogocomunismo, della banalità.
Da quando ho smesso di fare e di scrivere sin troppo di politica debbo dire che mi sento decisamente più creativo. Mi farebbe piacere se se ne rendessero conto anche talune testate che preferiscono pubblicare SOLAMENTE i miei articoli politici.
Non avrei mai lanciato da questi teleschermi pixellizzati la proposta - a quelli di Radio Radicale - di realizzare una rubrica radiofonica assolutamente priva di contenuti politici: aperta al dibattito psicosessual-surRenale.
Evidentemente, oggi, i Radicali sono mentalmente molto meno aperti di ieri.
Riportare lo spirito dei '60 e dei '70 americani. Questo uno degli obiettivi che, inconsciamente, mi ero posto. Beatnikizzare la politica.
Specie quella del centro-destra.
Ci sono riuscito ? Mah.....per molti versi direi di sì vista la quantità delle proposte creative che spesso mi giungono da persone che non avrei mai sperato di conoscere o incontrare.
I più pessimisti diranno: sì, ma sono poche.
Certo, ma che cosa vi aspettate in un Paese che ha relegato il sesso e la creatività a mera attività riproduttiva di cervelli condizionati ?
Per questo sono e rimarrò ottimista.
E per questo continuerò a trattare questioni "altre". A focalizzare l'attenzione su aspetti quasi mai trattati a livello di massa.
A promuovere artisti che hanno qualche cosa da dire e da dare piuttosto che amebe cerebrolese psicoamorfizzate.
Ora datemi solo il tempo di riordinare un po' il materiale.
Abbiate pazienza e continuate - se volete - a mantenervi in contatto cybernetico con il sottoscritto. Mica scappo ! Almeno non senza i soldi....vi pare ?
Tra la fine di agosto ed i primi si settembre, si riprende il gioco.
E di temi da trattare senza peli sulla lingua (un po' sul petto e sulla pancia sì. Mica siamo delle checche isteriche palestromestruate ?) ce ne saranno non pochi.
Qualche anticipazione ?
Oh yea !



Pier Carpi: grande fumettista e scrittore esoterico ingiustamente cancellato dalla Cultura Ufficiale, nonché il suo rapporto di amicizia con Licio Gelli. Ordunque: riabilitazione definitiva di Licio Gelli (che criminale non fu, come ampiamente dimostrato, ma mai sottolineato) attraverso l'opera di Pier Carpi e del prof. Aldo A. Mola.
Intervista alle attrici Valentina D'Agostino (la Brigitte Bardot anni 2000 ) e Pamela Saino, nonché alla giovane arpista Emanuela Battigelli.
Pordenonelegge: Bagatin fra bancarelle e conferenze della maggiore Fiera del Libro in Italia dopo quella di Torino (con finanche critiche fondate del Bagatin a tutto l'ambaradan scialaqua dané).
Pansessualità: i nuovi scenari del sesso psicologicamente attivo by Peter Boom.
XX Settembre: per una nuova Festa Nazionale.
E molto altro ancora.................nel segno (anche) del noir.

Luca Bagatin (nella foto con il suo spiritoso fratellino Mirtillo)



7 febbraio 2009

Eluana e Beppino Englaro: perché la classe politica di questo Paese nega loro pietà ?



Mi chiedo quando lo spirito di Eluana Englaro sarà finalmente libero e quando le sofferenze del padre, Beppino, termineranno. Dopo 17 anni di calvario.
Mi chiedo come può il nostro Presidente del Consiglio, che pur ho più volte avuto modo di apprezzare, definirsi oggi un liberale nel momento in cui si accinge ad emenare un decreto che vule impedire quel po' di pietas umana che è rimasta in questo nostro tristissimo Paese.
Non vorrei purtuttavia qui polemizzare più di tanto, ma solamente esprimere dei sentimenti dal profondo.
Più guardo le foto dell'Eluana di 17 anni fa, bellissima ragazza, e più mi rammarico di non averla conosciuta. Da viva ovviamente.
Solo 8 anni di età – infondo – ci separavano. Io stesso, o chiunque fra noi, peraltro, avrebbe potuto ritrovarsi nelle sue stesse condizioni. E finanche in quelle del padre.
Comprendo infatti suo padre che, con la figlia in stato vegetativo permanente, riordinava meticolosamente le foto sorridenti della ragazza.
Come si può dare addosso ad un uomo reso così fragile dal dolore di non poter più scambiare alcuno sguardo, alcuna parola, alcuna vera carezza con il sangue del suo sangue ?
Un figlio non è una pianta da tenere in casa o all'ospedale. E' brutto dirlo, forse, perché la morte essendo una dimensione ignota ci fa paura, però Eluana era morta a 21 anni ed ora il suo corpo è ridotto ad un vegetale devastato.
In questi giorni ho ascoltato la voce dei sostenitori della cosiddetta vita di Eluana.
Come sempre rabbrividisco di fronte al dogma ed al cinismo dei sostenitori della vita a tutti i costi.
Ne ho orrore perché ho orrore della sofferenza ad ogni costo. Perché penso fermamente che la morte non sia che una prosecuzione della vita stessa, il suo completamento finanche metafisico. E che una vita di sofferenze non sia degna. Non sia vita.
Ne ho orrore perché penso che debba essere il buonsenso e la dignità umana a prevalere e non il dogma di chi si riempie la bocca di astrusi principi morali che possono andar bene al massimo per la talune limitate coscienze religiosamente orientate (ma non già spiritualmente orientate. Perché la spiritualità è concetto assai più profondo ed evelato della religione).
Ne ho orrore perché ho orrore di uno Stato che pretende di gestire i corpi e le menti dei cittadini; di uno Stato che si fa Chiesa, che si fa Etica, che si fa Morale. Perché credo fermamente che l'etica e la morale siano esclusivamente principi individuali e mai dovrebbero essere collettivi, come invece furono durante le dittature comuniste, fasciste o naziste o ancora durante la Santa Inquisizione che mietè ancor più vittime, ad essere precisi.
Sono perplesso di fronte alle prese di posizione di un Ministro che ho spesso apprezzato – Maurizio Sacconi – il quale avrebbe voluto addirittura scavalcare la sentenza della Corte di Cassazione sul cosiddetto caso Englaro, ricattando le strutture sanitarie pubbliche.
Mi chiedo in che Stato viviamo e se ci troviamo davvero in uno Stato di diritto o piuttosto in un redivivo Stato di polizia.
Sono preoccupato anche quando sento parlare di Testamento Biologico, perché consapevole che qualsiasi legge sarà fatta in materia non sarà mai autenticamente civile.
Ci si rifiuta infatti di parlare di eutanasia. Ovvero del diritto di ciascuno di decidere sulla propria morte. E coloro i quali si troveranno nelle condizioni di voler morire saranno costretti ad andare in una clinica svizzera oppure.....a suicidarsi.
E' così questo strano ed incolto Paese chiamato Italia. Un Paese che ha paura della sua stessa ombra; che non conosce doveri; che teme i propri diritti di coscienza; che teme la morte e tutto ciò che non conosce; che maltratta e sbeffeggia gli omosessuali; che mangia particole e bacia pile quando conviene e che bestemmia spesso e pure volentieri senza alcuna coscienziosità; che riverisce i preti, i cardinali e il Papa; che va a puttane e a transessuali ma al contempo tiene una moglie e pure dei figli !
Quando mai questa Italia e la sua classe politica prenderanno coscienza di sé e delle proprie miserevoli contraddizioni ?
Temo che un giorno ciò dovrà accadere ed accadrà. Sono anzi certo che le nuove generazioni apriranno ben presto gli occhi e butteranno a mare tutte le false dottrine e le idologie totalizzanti mascherate sotto i falsi sorrisi ed i principi morali imposti dalle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate. Sarà allora che si prenderà vera coscienza di sé e del proprio ruolo di individui consapevoli.
Forse allora ci si ricorderà anche del sacrificio compiuto nei secoli passati da Jacques de Molay, dai Catari, da Giordano Bruno, da Cagliostro e, più recentemente, da Piero Welby.

Luca Bagatin



20 agosto 2008

SIATE I PILOTI DELLA VOSTRA ESISTENZA !



Più il tempo passa e più ho orrore della malattia. Delle malattie.
Specie di quelle che ti provocano la paralisi. Totale o parziale del tuo corpo. O quelle che ti portano alla completa distruzione del cervello (poco importa se il tuo cuore batte ancora: di un cuore senza cervello non te ne fai francamente nulla).
Non riesco a non commuovermi e a non rimanere coinvolto dalle storie e dagli articoli che, ogni mese, leggo su Agenzia Coscioni: il mensile dell'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica.
Chi riesce sempre a carpire la mia attenzione è Severino Mingroni, affetto dalla Sindrome di loked-in dal 1995.
Da quell'anno i suoi nervi sono venuti meno e tutt'ora vive immobile e comunica solamente per mezzo di un computer azionato attraverso piccoli movimenti della sua testa per mezzo di un HeadMouse.
Severino, che scrive dal Satellite HotBird, come dice lui che scrive con difficoltà inimmaginabile anche a causa della mancanza di Adsl e della banda larga nella sua zona di residenza, mi riporta alla mente una persona che mi è molto cara, disabile dalla nascita.
E poi mi riporta alla mente un'esperienza personale, sicuramente diversa, ma che mi ha fatto riflettere moltissimo sulla possibilità di rimanere immobilizzati da un giorno all'altro.
Era l'estate del 2002 quando mi sono risvegliato nel mio letto, incontinente e senza riuscire a muovere un muscolo.
Il mio corpo era completamente immobile ed indolenzito.
Temetti il peggio. Piansi. Senza riuscire a muovere un solo muscolo della faccia le mie lacrime uscivano copiose.
Poi, a fatica, cercai di liberarmi dalla cappa d'immobilità come se sopra di me vi fosse un macigno enorme.
Vi riuscii. Caddi dal letto. Mi rialzai con forza.
L'addome mi faceva male. Così il petto. Non sentivo le gambe.
Una volta ripreso il totale controllo del mio corpo chiamai la guardia medica, la quale non riuscì a diagnosticarmi nulla.
Il che mi preoccupò ancora di più.
Idem il mio medico di fiducia.
Solo con visite più approfondite i medici riuscirono a comprendere che ero soggetto ad attacchi epilettici di bassa intensità, ma tali da bloccarmi il sistema nervoso articolare.
Una cura farmacologica "ad hoc" mi salvò ed oggi quel senso di oppressione fisica è solo un ricordo.
Un bruttissimo ricordo che tuttavia mi ha permesso di comprendere a fondo che cosa significa svegliarsi e rimanere improvvisamente completamente paralizzati.
Paralizzati con il solo uso della testa. Che non sente più il tuo corpo.
Riesco quindi a comprendere Severino e così Piero Welby e così Luca Coscioni e anche la mia cara amica di cui ho brevemente parlato.
La Scienza e la Ricerca, certo, possono fare moltissimo.
Peccato che siamo in Italia.
Peccato che siamo ancora nel Medioevo.
Peccato che qui il "diritto alla vita", per taluni, si traduca un "obbligo ad una vita malata".
E' l'eterno calvario al quale ti condanna la Chiesa dominante e lo Stato italico: eterni custodi del tuo libero arbitrio.
Pietro Ravasin di Treviso, malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica dal 1998, autore del primo testamento biologico in video, in una intervista ha detto una frase lapidaria: "Dio ci ha dato la libertà di scegliere con la nostra testa, non con quella degli altri".
Dio, infatti, una coscienza, ce l'ha.
A chi questa coscienza manca, in quanto sostiuita dalla follia e dall'elucibrazione mentale insana, è il custode del Dogma.
Un Dogma che si fa Potere politico per taluni e totale psicosi per i molti che si lasciano "cullare" da esso.
"Le Religioni che cosa avranno mai a che vedere con Dio ?" Mi chiedevo io, da sempre attratto dalla spiritualità, all'età di 10 anni. Da allora smisi di andare in Chiesa e piansi.
Allora piansi perché ogni volta che le elucubrazioni dogmatiche dei preti, dei vescovi e del Papa facevano capolino, sentivo che Gesù veniva inchiodato alla Croce una seconda volta.
Con il tempo approfondìì ed approdai alla Gnosi. Vidi Gesù in chiave più ampia, come un Maestro, accanto a Buddha, Krishna, Maometto e Zoroastro.
Imparai a comprendere come il Dio della Bibbia fosse crudele e mistificatore e come la Conoscenza, la Gnosi, fosse il mezzo per comprendere il Divino che è nel Tutto e in Tutti.
Rispetto ed incoraggio, quindi, da sempre la libera ricerca individuale.
Tornando alla questione delle malattie, della sofferenza, esse sono certamente un mezzo per comprendere meglio chi siamo e ciò che ci circonda. In quanto individui pensanti e dotati di tutte le potenzialità per costruire un presente ed un futuro dignitoso e libero dalle oppressioni del corpo e quindi dalle malattie e dalla vicissitudini che provocano sofferenza.
Sono pertanto assolutamente convinto della necessità di ricorrere a tutti i mezzi messi a disposizione dell'ingegno umano a tal fine: libertà di ricerca scientifica, quindi, ma anche sviluppo e potenziamento di tutte quelle tecnologie che consentono a persone come Severino Mingroni di comunicare (e quindi di vivere).
E poi c'è l'eterna questione del Testamento Biologico.
Redigetene uno come suggerito al link dell'Associazione Coscioni: http://www.lucacoscioni.it/testamento_biologico
Non lasciate che qualcun altro decida per voi sulla base di superstizioni, elucubrazioni o convinzioni personalissime che nulla hanno a che vedere con la vostra intima coscienza, con la vostra vita della quale potete disporre in quanto: vostra !
Siate ora e sempre i "piloti della vostra esistenza".


Luca Bagatin



14 luglio 2008

CIAO GIANFRA' !



Gianfrà ci ha lasciati.
Ciao Gianfrà.
Si, vabbé, però te l'aspettavi.
E, forse ce l'aspettavamo anche noi che pur c'aspettiamo di morire. Prima o poi.
Morire è inevitabile per tutti....ecchessarammai !
Alla faccia di una cultura occidental-cristiana che c'ha insegnato di rifuggire la morte come fosse il peggiore dei mali. Dei mali....i mali, come i vizi !
Tu, poi, i vizi della vita li hai avuti tutti: Bacco, Tabacco e Venere. Ma tu hai dimostrato che questi vizi non riducono affatto l'uomo in cenere.
Perché dipende dall'uomo o dalla donna che li posseggono. Dipende anche dalla donna che hai accanto, certo. Ma anche se sei solo. Perché infondo solo non lo sei mai. E tu solo non lo sei mai stato.
Il tuo pubblico ti è stato compagno. Un pubblico forse un tantinello qualunquista ma, chevvoi, la televisione è anche questo ! Ecchecà !
E tu la comunicazione televisiva l'hai saputa utilizzare a modo tuo. A muso duro, come cantava quella canzone di Pierangelo Bertoli che amasti tanto.
Artista poliedrico come pochi. Forse l'unico capace di essere giornalista e giornalaio insieme. Comico e politico. Intelligente e populista. Folle e savio.
Negli ultimi anni, guardandoti, pareva che la frase che trasparisse sulle tue labbra fosse: "Sto per morire, embé ? A me che me ne fotte ! Siete voi che rimanete che state nei casini...". E come avevi ragione !
Non sapevo se dedicare o meno questo post a Gianfranco Funari, però alla fine ho deciso di sì. Perché un po' glielo dovevo.
Nel corso di questi quattro anni di vita di questo mio blog mi sono ispirato a Funari non una, ma almeno una quindicina o ventina di volte. Forse anche di più. Ho utilizzato il suo modo di essere (così simile al mio, anche negli stravizi che porteranno un giorno anche me nella tomba), il suo modo di vedere le cose più ancora che il suo linguaggio.
E poi qualcuno dirà che gli ho copiato più volte anche la barba, la pettinatura e anche il suo ultimo paio di occhiali. Forse sì, ma questo l'ho fatto inconsapevolmente (adoro la barba lunga, i caplli lunghi sul davanti, le camicie rosse e le montature d'occhiali rosse).
Magari la sua battaglia "contro la Prima Repubblica" degli anni '92 mi ha sempre lasciato un po' perplesso...però anche quella ha fatto parte del personaggio che ha utilizzato un mezzo per "dire delle cose" e per ascoltare. Ovvero ha fatto della televisione ciò che è il suo opposto.
La televisione solitamente è un mezzo "ingessato" e che "ingessa". Guardate Fabrizio Frizzi, ma anche Ezio Greggio: loro recitano le loro parti e si limitano al loro "ruolo mediatico". Non possono andare oltre, sopra o sotto le righe. Ed ecco che Funari sapeva e voleva fare ciò. Sopra e sotto.
Un vizio ? Un vezzo ? Un modo di essere sé stesso davanti al teleschermo. E forse anche per ammiccare al pubblico: "Siate voi stessi. Nun ve fate cojonà !".
E ti pareva che Rai-Tv e Mediaset potessero accollarsi un'artista così ?
La regola numero uno della televisione italiana è, ahinoi, l'opposto dell'immediaticità. E' la mediaticità.
Funari era immediato, "corporale", come è definito nel suo sito web da me fra l'altro linkato da un paio d'anni.
La cacciata da Rai e Mediatet non ha purtuttavia frenato il bisogno di comunicatività del Nostro al punto che si è "inventato" dei programmi "clandestini" da lanciare nelle emittenti televisive minori.
Programmi e format a tratti surreali.
Gianfranco Funari ha saputo inventare ed inventarsi. Senza piagnucolare come i vari Santoro, Biagi, Luttazzi e la Guzzanti.
E prendendo pubblicamente posizioni politiche scomode come quelle a favore dell'eutanasia (lo ricordo anche in un Convegno-dibattito accanto a Mina Welby).
E così lo ricordiamo, un po' con invidia, per tutte quelle cose che ha saputo e che molti di noi si sognano e, forse, si sogneranno di fare.



Luca Bagatin



9 aprile 2008

IL 13 E 14 APRILE VOTA PARTITO LIBERALE ITALIANO

Se non sei fascista, comunista o clericale.....
VOTA semplicemente LIBERALE




Il Partito Liberale Italiano presenta liste in tutta Italia sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica, al di fuori degli schieramenti.
Questa decisione coraggiosa costituisce innanzitutto un atto di denuncia rispetto al rischio che la democrazia rappresentativa italiana di precipitare in una pericolosa deriva plebiscitaria di stampo sudamericano.
Le due maggiori formazioni politiche hanno, di fatto raggiunto un accordo per eliminare le forze minori, anche quelle di grande tradizione culturale, invocando il “voto utile” onde governare poi insieme o, comunque, fare di comune accordo, una riforma costituzionale autoritaria, che trasformerebbe il parlamento in un luogo di “operai volenterosi ed ubbidienti” con l’unico compito di schiacciare bottoni.
Dopo aver occupato l’informazione, le banche, le assicurazioni, gran parte delle società di costruzione, alcuni grandi gruppi finanziari stanno cercando la complicità affaristica della politica dominante per completare il saccheggio in corso del Paese.
Gli italiani, tartassati dalla pressione fiscale, dagli aumenti dei prezzi, dalla crisi economica, hanno perso ogni fiducia in una classe dirigente, di destra come di sinistra, che non ha saputo né voluto avviare la necessaria modernizzazione del Paese.
Il PLI si pone come obiettivo quello di proseguire la competitività, il riconoscimento del merito, l’alleggerimento delle pastoie .burocratiche con i relativi costi, la riduzione del carico fiscale, le liberalizzazioni e privatizzazioni, soprattutto nei servizi pubblici locali per ridurre i costi a carico dei cittadini e garantire lo sviluppo.
Quella liberale intende porsi come una alternativa radicale di chiarezza e trasparenza, rispetto al progmatismo, dai contorni confusi , dilagante, rimettendo l’individuo al centro della società e restituendogli in pieno la sovranità, prevista dalla costituzione, cominciando dalla reintroduzione del voto di preferenza.




Il candidato Presidente del Consiglio è
Stefano De Luca



Stefano de Luca è nato a Paceco (TP) il 07-04-1942, da sempre residente a Palermo svolge la professione di Avvocato specialista in diritto commerciale, è un giornalista pubblicista e amministratore di molte società. Sin dal 1959 ha militato nel PLI che, dopo lo scioglimento nel 1994, ha ricostituito nel 1997 ricoprendo sempre la carica di Segretario.
È stato eletto alla Camera dei Deputati per tre legislature 1983, 1987, 1992 in seguito è stato eletto al Parlamento europeo nel 1994.
Dal 1987 al 1994 interrottamente nei sette governi succedutesi ha ricoperto la carica di Sottosegretario alle Finanze, è stato più volte Consigliere Comunale e Assessore al Comune di Palermo.



1 marzo 2008

I Laici, Liberali e Riformatori alle elezioni del 13 e 14 aprile e la posizione ufficale assunta da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Arturo Diaconale, direttore storico dell'Opinione delle Libertà, nel suo editorale del 26 febbraio ha fotografato ottimamente la situazione dei laici, liberali e riformatori italiani i quali non avranno pressoché rappresentanza alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile.
Questo bipartitismo-bipolarismo coatto (in tutti i sensi) che vede contrapporsi due grandi calderoni con all'interno di tutto e di più come da un quindicennio a questa parte, oltre a non offrire la possibilità di un voto autenticamente laico e liberale, non offre alcuna vera alternativa al declino del Paese che ha urgente bisogno non tanto di assegni per i bebé o di sostegno alle coppie sposate quanto piuttosto di una sensibile riduzione delle imposte dirette ed indirette per rilanciare i consumi e gli investimenti (l'Eurispes stesso suggerisce la liberale "flat tax" ovvero l'imposta unica sulle persone fisiche al 20%); una seria e radicale riforma delle pensioni; l'abolizione degli enti inutili e dispendiosi come le Province, le Comunità Montane e la Tv di Stato; nuovi investimenti nella scuola pubblica e nella ricerca scientifica senza pregiudizi, preconcetti o elucubrazioni mentali dettati da chissà quale dogma religioso. E poi è indispensabile una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, alla pedofilia, alla violenza sulle donne e sui minori ed ai clientelismi di ogni colore politico.
Gli italiani si sentono sempre meno sicuri e rischiano financo di scadere in un assurdo e becero razzismo proprio in quanto sono pressoché totalmente abbandonati da uno Stato che preferisce continuare ad alimentare sé stesso ed i suoi privilegi piuttosto che scendere nel concreto ed affrontare radicalmente tali questioni, spesso trattate superficialmente sia da Berlusconi che da Veltroni e dai loro sodali.
E, per concludere, i temi cosiddetti "etici" (anche se personalmente detesto questo termine che mi fa pensare allo "Stato etico" di hitleriana, mussoliniana e staliniana memoria).
Ma è possibile che l'Italia sia così indietro anche in questo settore, ovvero che non abbia una legge che consenta le unioni civili delle coppie eterosessuali ed omosessuali; che non abbia una legge che consenta la commercializzazione delle pillola RU486; una normativa che consenta la regolamentazione delle non-droghe ovvero della cannabis e dei suoi derivati togliendo così alla criminalità questo mercato senza alcun controllo e, per finire, una normativa che permetta di garantirsi una morte dignitosa consentendo l'eutanasia (che significa letteralmente "buona morte") e quindi il pieno diritto del malato terminale e sofferente ad un'"uscita indolore" ?
Le uniche forze che storicamente hanno posto nei loro programmi tutti i progetti e prospettive citate in questo articolo, sono proprio quelle che saranno scarsamente o pressoché non rappresentate nel prossimo Parlamento della Repubblica Medievale e Mediatica d'Italia.
Penso al PRI che, forse, avrà 3 deputati nelle liste di Berlusconi; penso ai Radicali che avranno 8 deputati per essersi svenduti ai cattocomunisti del Pd; penso ai Riformatori ed ai Liberali come Capezzone che, se tutto va bene, avranno un seggio o due; ed infine penso ai socialisti sparsi: a quelli berlusconiani che forse avranno un paio di seggi ed a quelli boselliani che è molto probabile che non raggiungano nemmeno la soglia minima per entrare in Parlamento (e che in tutti questi anni sono stati gli "utili idioti" di Romano Prodi, D'Alema, Veltroni & Co. e da loro sempre trattati a pesci in faccia).
Mi è tuttavia giunta ieri la voce (dall'amico giornalista Aldo Chiarle che ha ricevuto un'entusiastica  telefonata direttamente dal Segretario del Partito Liberale, Stefano De Luca), oggi confermata dal web, che il PLI presenterà in tutta Italia l'unica lista Laica e Liberaldemocratica come auspicato anche in un mio articolo in data 16 febbraio scorso.
Non siamo certi che riuscirà a raccogliere il 4%, però vogliamo sostenerla con forza ed entusiasmo anche alla luce del suo programma (che trovate al link http://www.partitoliberale.it/page4/page4.html). Tutto ciò considerato anche che il PLI pone fra i suoi obiettivi un coerente incontro fra tutti i Repubblicani (ha recentemente siglato un patto federativo con il PRI....pecceto però che quest'ultimo, alle politiche, abbia scelto ancora una volta di presentarsi sotto le insegne berlusconiane); i Socialisti e tutte le altre componenti Laiche e Riformatrici riprendendo la formula anni '80 del Lib-Lab ovvero dell'incontro fra Liberali e Socialisti (altro che l'aberrante incontro fra laici e cattolici, utilissimo solo al Vaticano per imporre le sue astruse elucubrazioni religiose in politica e nella società fortunatamente secolarizzata e democraticizzata) contro il conservatorismo di destra e sinistra nostrane.
Un discorso che sosteniamo da lunghissimo tempo, utile all'Italia, all'Europa e all'Occidente.
Una prospettiva semplicemente Laica, Liberale, Libertaria e Riformatrice.


Luca Bagatin



16 febbraio 2008

Una Costituente Laica e Liberaldemocratica per un'alternativa di Governo al Veltrusconismo


Mancano neanche una sessantina di giorni alla chiusura della campagna elettorale e quindi alla data delle elezioni politiche e, guarda un po', non notiamo pressoché alcuna novità rilevante quanto a personale politico e a schieramenti contendenti salvo, forse, una certa semplificazione-camuffamento che vede "contrapporsi" (parola forse un po' grossa) i Popolari delle Libertà Vaticane e  i Democratici de Noantri in salsa prodiana.
La qual cosa ci lascia davvero perplessi, ma, tant'è.
I due principali partiti in lizza appaiono infatti come una caricatura: da una parte del Partito Popolare Europeo e dall'altra del Partito Socialista Europeo, per quanto né il Partito di Berlusconi né quello di Veltroni e Prodi si richiamino nel nome e nei programmi né al popolarismo né tantomeno al socialismo occidentale.
Il loro tasso di conservatorismo in economia, nel campo dei diritti civili ed individuali, nella ricerca scientifica e nell'innovazione, infatti, non ha eguali in Europa ed in Occidente ove gli stessi Conservatori (si pensi a quelli inglesi, a quelli spagnoli, a quelli olandesi e financo al repubblicano USA McCain che nei fatti è un vero liberale, non sono affatto né clericali né tantomeno retrogradi).
In questo bailamme semplificatorio possiamo trovare anche i comunisti della Sinistra Arcobaleno, l'Udc, la Rosa Bianca, e la Destra di Storace. Insomma, le espressioni del comunismo, del clericalismo e del fascismo duro e puro e non ancora edulcorato né dell'ex Sindaco di Roma né dal Berlusca.
Si notino purtuttavia i grandi assenti, ovvero gli unici le cui idee e proposte sono alla base del pensiero Occidentale e Democratico ed infatti hanno cittadinanza in Europa: i Liberaldemocratici ed i Liberalsocialisti.
L'espressione infatti di quei partiti laici (il Pri, il Psdi, il Psi e il Pli) che governarono l'Italia assieme alla Dc dagli anni '50 agli anni '90 e ne arginarono le spinte retrograde e clericali anche con il contributo esterno e movimentista del Partito Radicale, sono pressoché al momento assenti dal dibattito elettorale.
Ad essi non si possono in effetti non addebitare grosse pecche: sono sempre stati disorganizzati, volutamente scarsamente radicati (salvo in talune regioni e realtà locali italiane ove sono ancora tutto sommato forti), insopportabilmente litigiosi fra loro pur avendo programmi convergenti, nonché hanno sempre, negli ultimi anni, preferito "tirare a campare" alleandosi o con lo schieramento cattocomunista o con quello clericofascista.....per un piatto di lenticchie e da sempre comunque inascoltati.
Si vedano oggi radicali di Pannella quanto fanno pena quando si  apprende e legge il pietoso appello sul Riformista a Veltroni affinché li carichi nel suo carro.....
Ma stiamo veramente scherzando ?
Così non si va e non si andrà mai da nessuna parte e lo sosteniamo da almeno una decina d'anni.
In Italia, una voce Laica, Liberale e Libertaria, radicata in Europa nel Partito dei Liberali e dei Riformatori (ELDR), urge.
Il perché è presto detto: noi Laici, Liberali, Libertari e Repubblicani, siamo gli unici a proporre un radicale abbassamento delle imposte dirette e indirette mirando, progressivamente a giungere all'aliquota unica per tutti al 20%; siamo gli unici a proporre un sensibile innalzamento dell'età pensionabile per alleggerire i bilanci previdenziali e per garantire un futuro ai giovani; siamo gli unici a proporre l'abolizione degli enti inutili quali ad esempio Provincie e Comunità Montane e a volere l'accorpamento dei piccoli Comuni; siamo gli unici che da anni predicano il ritorno al nucleare al fine di ridurre non solo i costi delle importazioni energetiche dall'estero ma anche l'inquinamento; siamo gli unici a battersi da anni per una piena attuazione della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; siamo ormai fra i pochi a batterci per i diritti civli a 360 gradi con l'introduzione di una legge per le coppie di fatto; per una legge che regolamenti la cannabis ed i suoi derivati; per maggiori fondi alla ricerca scientifica senza pregiudizi o nuove crociate proibizioniste...e potremmo anche continuare.
I Liberaldemocratici, Liberalsocialisti e Repubblicani sono insomma gli unici che hanno una radicale ricetta alternativa ai due schieramenti conservatori ed ai loro satelliti: riduzione della spesa pubblica e quindi riduzione delle imposte per rilanciare l'economia; ammortizzatori sociali per gli inoccupati e libertà civili che passano anche per una salute ed una qualità della vita migliore grazie al pieno sviluppo della scienza.
Basta poco, che ce vo, direbbe Giobbe Covatta: una Costituente Laica e Liberaldemocratica come quella avviata dal Partito Repubblicano Italiano assieme al Partito Liberale, nel quale possano convergere magari anche i Radicali di Pannella e i Socialisti sparsi.
Nessun atto di fede ideologico deve essere chiesto (siamo laici anche per questo o no ?). Solo una seria e concreta piattaforma programmatica e di Governo del Paese alternativa al conservatorimo Veltrusconiano.
Ce la facciamo ?
Perché no ?


Luca Bagatin



11 febbraio 2008

"La vita matrimoniale è un caos calmo, ma personalmente preferisco il caos e le cyberculture" racconto surRenale by Luca Bagatin


E sia !
Sabrina ha confermato quanto affermato dal Sig. Ratzinger: la vita va tutelata sin dal concepimento.
Anzi, no, da prima.
Nessuna dispersione del seme maschile sarà concessa.
La vita nasce dal seme ed esso, anzi, Egli, va tutelato tanto quanto e forse più di una persona in carne ed ossa (più carne che ossa, nel mio specifico caso), in quanto Egli (il seme) è vita.
Quisquilie se "vita" sono anche gli atomi che ci circondano (e tutto pervadono !?!).
Essi (non Loro, giustamente, come diversamente ci si dovrebbe riferire parlando degli spermatozoi !), sino a prova contraria non posseggono il seme, o liquido seminale maschile che dir si voglia (ma il seme è composto di atomi o no ?) e quindi non vanno assolutamente tutelati.
"E' vietato l'aborto", afferma sempre Sabrina (mia moglie). "E' vietato sempre e comunque, in quanto non si può uccidere una vita innocente".
Qui però mi sento di dissentire. Innocente un piffero !
Siamo tutti colpevoli, mia cara consorte ! Nessuno escluso (anche se confesso che mia madre giurerebbe che l'unico colpevole al mondo sono io).
Chiedetelo un po' ad Adamo ed Eva ! Il peccato originale ce l'abbiamo tutti quanti !
La vita, quindi, è sempre e comunque colpevole e colpevolizzabile lo è quindi sicuramente anche lo spermatoozoo.
E il discorso sul rientro dolce dell'umanità dove vogliamo metterlo ?
ABOMINIO !
ANATEMA !
RELATIVISMO ETNICO ! E sottolineo etNico !
Ma che c'entra la Cina ?
Io mica sono per l'eugenetica ! Al massimo, alle elementari, presi una cotta per una certa Eugenia ma è comunque acqua passata.
Il rientro dolce dico....
Siamo in 6 miliardi (6.000.000.000, lo vedete quanti ZERI ?!? Tutti colpevoli, peraltro !)....fra un po' staremo strettini, non credete ?
Non c'è più trippa per gatti....le risorse scarseggiano....voglio dire....la condanna a morte per fame non l'ho mica inventata io ?
Il rientro dolce dell'umanità....quello entro i limiti consentiti....
Sì, va bene, lo ammetto: il controllo demografico, ovvero la maternità e paternità responsabile, prevedono.....
NO !
Sabrina non sarebbe MAI d'accordo !
Lei preferirebbe la castità (lo sappiamo, o, meglio, ne so qualcosa), ma la dispersione del seme GIAMMAI e nemmeno il coito....sì, dai, quello che si interrompe....
Quindi: addio rientro dolce dell'umanità entro ragionevoli limiti.
Anche lo Stato, poi, sarebbe contrario.
Lo Stato ti da l'assegno per il I, il II, il III e dal IV figlio ti manda in vacanza premio a Disneyland !
Addio rientro dolce....
Apparteniamo alla specie animale (per quanto la meno evoluta) e quindi dobbiamo figliare senza preoccuparci di.....tanto la selezione è naturale.....la Provvidenza.....
E quindi.....E quindi mia moglie ha sempre ragione e per questo mi ha lasciato.
Lei è quella della "sana laicità".
Io di quella malata.
Ho conosciuto Piero ed il malato, allora, era lui.
Era malato e, come sancito da mia moglie (nel frattempo diventata Segretaria del Sig. Ratzinger, nonché autrice dei suoi discorsi), non si prevedeva di poter fare nulla per lui e per coloro i quali versavano nella sua condizione.
ERA CONDANNATO A MORIRE ("tanto c'è sempre il Paradiso" - dicevano, pur senza esserci mai stati, i furbacchioni !).
La vita va tutelata sin dal concepimento e per il resto della vita.
Escluso se ti ammali (specie di malattie sessualmente trasmissibili).
E così Piero si accorse di essere in realtà sano e scoprì che ad essere malati erano Sabrina e il Sig. Ratzinger.
Malati d'inezia.
Era l'anno del Signore 2008 e, oggi che siamo tutti quanti in Paradiso (esiste ragazzi ! Ma non crediate che sia una pacchia ! Di questo però, parlerò molto più avanti) me ne ricordo ancora.
Qui ho incontrato anche mia madre che nel frattempo è diventata la vice di San Pietro e sta meditando di trasferirmi all'Inferno (dice che, testardo come sono, mi divertirei di più).
E pensare che in vita ho cercato di non commettere alcun peccato e quindi di rispettare i 10 Comandamenti e tutto ciò al fine, una volta giunto in Paradiso, di poter scagliare le prima pietra contro.....
Vabé, ve lo racconterò un'altra volta.....tanto ho l'eternità davanti a me (e per fortuna non dietro e di questo ringrazio Satana).


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini