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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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9 agosto 2014

Dieci anni di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Sono ormai dieci.

La vita di un ragazzino di dieci anni.

Questo blog, in effetti, è per me quasi come un ragazzino. E' il mio ragazzino, il figlio che temo non avrò mai. Ma vabè, lasciamo stare i discorsi tristi, ovvero le previsioni azzardate, per passare a quelli faceti.

Che cos'è accaduto in dieci anni ?

Prima di tutto sono passato dall'avere 25 anni ad averne 35. Sono diventato, insomma, maggiorenne e più che vaccinato.

In seconda battuta questo blog è diventato o quantomeno mi auguro che sia diventato la bandiera (rossa, con ventisei cuori attorno e l'effige di Anita Garibaldi al centro, mi raccomando !) di tutti coloro i quali amano vedere le cose da punti di vista differenti rispetto alla massa. Amano approfondire ed andare oltre le apparenze. Amano la cultura e l'intelligenza, ovvero odiano l'ipocrisia e, tutto sommato, anche la tecnologia dilagante senz'anima.

Ora, è vero, un blog necessita di tecnologia per vivere. Purtuttavia non necessita di essere connessi 24 ore su 24. Io, ad esempio, non lo sono. Non ho tablet o smartphone o come cappero si chiamano quegli aggeggi che tolgono sempre più tempo alla comunicazione verbale.

La comunicazione. E' l'aspetto che ho sempre ricercato attraverso il mondo dei blog.

La comunicazione è importante, ma non lo è la comunicaZZone. La comunicaZZone è quella degli (a)socialnetwork che, di fatto, è una non-comunicazione. E' un modo per farvi credere che avete milioni di amici - costantemente connessi – che vi seguono e che voi seguite...in una spirale di pseudo-amicizia virtuale senza alcuna virtù.

Quel fottuto Zukerberg - grande censore dei nudi femminili - ci fa i soldi con i vostri clik ! E a me fa letteralmente vomitare.

In dieci anni di blog un qualche sfogo contro uno sfigatello che si crede un re, avviluppato nel sistema di quei beoti incolti degli WASP, ci vuole no ?

Ah come sei lontano Jack (Kerouac) ! Ah come sei lontano Allen (Ginsberg) ! Ah, come ci vorrebbero i tuoi colpi di arma da fuoco, caro Bill (Burroughs) contro questi imbecilli della CocaCola ove tutto si mangia e si vende. Anima compresa.

Credo a chi l'anima non l'ha mai venduta, ovvero la possiede ancora. Che vi volete fare !

Sapete perché non prendo posizione nei conflitti internazionali ? Perché è tutta una questione di soldi. E i soldi - benché siano importanti (ma mai quanto la comunicazione !) - hanno accecato l'individuo. Lo hanno riportato allo stato barbarico (gli WASP ne hanno peraltro le origini...) e lo hanno privato di ogni forma d'amore.

Vabè, lasciamo perdere ancora una volta i discorsi pensosi e vediamo di festeggiare questi dieci anni ricordando le cose belle.

Su questo blog mi sono innamorato diverse volte. Una volta mi ci sono anche fidanzato, con una blogger del Cannocchiale. Ancora la rimpiango, ma vabè. Una volta, tempo dopo intendo, ho provato un sentimento simile, leggendo le pagine di un blog. L'amore può anche essere platonico. Fa meno male alla salute e quanto a profondità posso assicurare che, da parte mia, non è da meno. L'amore è sempre amore e l'amore è tale se è libertà.

Ho pubblicato due libri - "Universo Massonico" e "Ritratti di Donna" - avvalendomi degli articoli che ho pubblicato su questo blog, attraverso il materiale che ho raccolto in dieci anni di studi e ricerche su Massoneria e universo femminile.

Massoneria e donne sono sempre stati i due punti cardine dei miei interessi, sin da bambino.

Mi raccontavano che, da bambino, quando vedevo una bella donna – a Roma – le gridavo : “A bbonaaaa !”. Eh già, ero un bambino precoce.

Le donne le ho sempre amate, nel senso che, per me, hanno sempre rappresentato un grande mistero da scroprire. In tutti i sensi. Da amare. In tutti i sensi. Da perderci la testa. Ed anche i sensi.

In realtà sono pochissime le donne che da tempo catturano la mia attenzione. Quelle poche, però, mi piacerebbe sposarle. Mi limito invece a scriverne e, soprattutto, a pensarle, ad immaginarle, così come immagino un universo diverso. Più pulito e luminoso.

Sono un utopico utopista, questo è il mio biglietto da visita da dieci anni. Questo è il biglietto da visita di questo blog, attraverso il quale ho condotto diverse battaglie (per una sessualità libera, per il diritto alla morte, per i diritti dei disabili, per un'economia ed una politica diverse, incentrate sul cittadino, l'individuo, l'amore per gli animali, per l'arte, per la natura, per la cultura libera dai condizionamenti) anche con il contributo di personalità interessanti: parlo di Peter Boom, teorico della Pansessualità, parlo di Ilona Staller Cicciolina, parlo di Debdeashakti e di tutte le persone che hanno creduto in me quali il prof. Luigi Pruneti, il prof. Aldo A. Mola (che in una dedica ad suo saggio mi ha definito “Capitano coraggioso”) e non ultimo Francesco Serra di Cassano, al quale non posso dimenticare di fare una dedica speciale e con il quale desidero iniziare una collaborazione culturale nei mesi avvenire.

Sulle pagine di questo blog - che ho visto riconosciute anche in numerose voci e citazioni di Wikipedia - ho dato voce e scritto di aspetti che la Storia ufficiale, la controinformazione dei media e della stampa tradizionale, hanno spesso oscurato. Ho parlato di Pier Carpi, di Randolfo Pacciardi, di Edgardo Sogno, della criminale famiglia Kennedy, ho raccontato la vera storia della Loggia Propaganda nr. 2 e di Licio Gelli, ho raccontato di Riccardo Schicchi, di Mauro Biuzzi, di Moana Pozzi e della vera storia del Partito dell'Amore e, prima ancora, di Diva Futura; ho parlato di Simon Bolivar e di una nuova società fondata sull'Amore, attraverso la fondazione del non-movimento (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.org; www.amoreeliberta.blogspot.it), ovvero dell'unico vero partito italiano in stile Ottocentesco (ovvero inteso come nucleo d'azione, di progetti, di teorie e di pratica politica).

Ho scritto poesie, riflessioni, pensieri personali, raccontandovi anche la parte più crepuscolare della mia anima che, forse, non è così diversa dalla vostra.

Ho parlato molto di Massoneria e ho voluto dimostrare che essa non è altro che una grande istituzione per il miglioramento morale ed intellettuale dell'individuo alla ricerca di una libertà e di una fratellanza possibile e necessaria. Perché è la ricerca che muove il mondo. Non il danaro, non i fottuti giornalisti in cerca di scoop gossippari o fantomatici golpe o complotti mai esistiti.

Ho parlato della FED e della necessità del ritorno al sistema aureo. E a come i signori dei governi e dell'economia ci stanno fottendo alla grande. Ovvero del perché è necessario un ritorno all'Eden, ad un Paradiso Terrestre guidato da una coscienza superiore, che è la nostra potenziale Anima Divina.

Tutto il resto, cari miei, sono solo cazzate.

Vedrò di proseguire nella mia opera e di non deludervi. Proseguendo sul Cannocchiale, nonostante i tanti problemi tecnici della piattaforma non risolti e nonostante mi dicano (dalla regia) che la piattaforma è “vecchiotta”.

Amo il vintage e me ne fotto del resto.

Un abbraccio a tutti voi. E un bacio a due donne in particolare.


Luca Bagatin


Numero di visite di questo blog al 9 agosto 2014:
 4.784.040 
(quattromilionisettecentottantaquattrozeroquaranta)

mica calzettoni !



3 aprile 2014

Civiltà dell'Amore contro società del piacere

La differenza fra la Civiltà dell'Amore e la società del piacere è essenziale.

Nella prima vi è totale assenza di rapporti economici, a cui, diversamente, si sostituiscono i rapporti umani.

Allorquando i rapporti di una società sono regolati dall'economia in luogo dell'umanità, dell'amore, del buonsenso, non vi può essere alcuna civiltà.

Men che meno una Civiltà dell'Amore.

I rapporti economici sono essenziali, si dice, in una società che vuole progredire. Certo, ma progredire in quale senso ? Nel senso della cosiddetta “crescita economica”, non certo nell'ambito dello sviluppo del potenziale umano.

La crescita economica, invero, porta spesso a crisi economiche - come sappiamo bene - ed a conseguenti decrescite, che si traducono in chiusura di aziende, disoccupazione, ormai persino morti per suicidio. Diversamente, il potenziale umano non conosce crisi, bensì continuo progresso, apprendimento, sviluppo.

I rapporti economici, in questo senso, sono unicamente introdotti nella nostra società al fine di “regolare” la vita dei cittadini. Imponendo loro un lavoro, uno stile di vita, uno stile di consumi, un sistema di tassazione, che non necessariamente i cittadini stessi avrebbero per forza scelto se fossero stati autenticamente liberi, ovvero liberati dai rapporti economici medesimi.

Oggi sappiamo – anche se non tutti ne sono edotti – che la crisi economico-finanziaria che ci ha colpiti negli ultimi anni è causa dell'immissione indiscriminata – voluta dai Governi e dalle Banche Centrali - di moneta nel circuito economico. E consideriamo che tutto ciò avviene senza che il valore nominale di ogni singola moneta o cartamoneta corrisponda alle riserve auree possedute da ciascuno Stato ! In particolare la moneta in circolazione non funge da base gestionale di un'economia che soddisfa bisogni reali, bensì è unicamente funzionale al controllo dei Governi e delle Banche (FED-Federal Reserve e BCE-Banca Centrale Europea in primis) sulla vita, sul lavoro e sul consumo di beni e servizi dei cittadini.

Tornando all'inizio del nostro ragionamento, forse, la nostra società economica “avanzata”, per così dire, può essere considerata una società del piacere, ove ciascuno crede di poter liberamente acquistare questo o quello (in realtà pagando un alto prezzo in termini di libertà e potenziale umano), ovvero è una società ove i rapporti sono regolati dalla mercificazione e dal sistema mediatico-pubblicitario (che non ha alcun aggancio con la bontà stessa del bene o del servizio acquistato e/o venduto).

Diversamente, una sana Civiltà dell'Amore non necessita di rapporti economici, in quanto si fonda sulla potenzialità dell'essere umano e non sulla sua capacità di mercificare tutto e tutti con l'unico scopo di accrescere il proprio ego ed il proprio cinico edonismo.

In questo senso, i promotori della Civiltà dell'Amore possono benissimo capovolgere la teoria dell'economista liberale Adam Smith, riscrivendola in questo senso: “Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio, che noi ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro rispetto nei confronti dell'umanità affamata. Noi ci rivolgiamo alla loro umanità ed al loro amor proprio e parliamo loro delle necessità della Donna e dell'Uomo, ovvero del loro/nostro bisogno di dare e ricevere Amore”.

Quando parliamo di umanità affamata, non ci riferiamo solo a quell'umanità che si trova nel bisogno di nutrirsi di cibo, ma anche a coloro i quali sono affamati d'amore, di affetto, della necessità di essere cittadini pensanti assieme ad altri cittadini pensanti che, anziché lottare fra loro per la pagnotta o per imbrogliarsi l'un l'altro, lottano assieme per vivere. Per garantire e garantirsi una vita dignitosa, senza infastidirsi, senza entrare nella sfera privata dell'altro, senza necessità di chiedergli danaro, interessi, vendergli merci o servizi, privandolo della sua libertà di scegliere liberamente se farlo o meno.

In questo senso, per quanto possa sembrare utopistico, un ritorno alla riconsiderazione del baratto quale forma base per una possibile Civiltà dell'Amore, potrebbe essere interessante.

Baratto di beni e di servizi. Nessuna moneta, solo volontà di donare e ricevere.

In questo senso, già un anno fa, sono nati dei supermercati che permettono a chi vuole acquistare i prodotti in esso contenuti di pagare attraverso una prestazione di lavoro nel supermercato stesso.

Oltre a ciò è nato il cosiddetto “Arcipelago SCEC” (www.scecservice.org), che appare come una nuova forma di baratto, moderna ed atta a restituire “sovranità” ai cittadini sotto il profilo sociale e umano, attraverso una nuova forma di economia auto-responsabilizzante e solidale.

Primi passi per una Civiltà dell'Amore ? Forse.

Una Civiltà dell'Amore, ad ogni modo passerà certamente attraverso la consapevolezza di singoli cittadini pensanti, liberi da ogni tipo di ideologia precostituita (oppure forse per una sintesi solo apparentemente ossimorica fra il socialismo libertario, il comunismo anarchico ed i liberalismo classico, condendo il tutto con una buona dose di sentimento e di cuore).

Cittadini che hanno compreso che, la società del piacere, ovvero quella regolata dai rapporti economico-politico-finanziari, è una truffa buona solo per coloro i quali reggono i fili del Potere e che solo una sana Civiltà dell'Amore, libera dalla mercificazione, dalla politica e dalla finanza, può permettere ai cittadini stessi di mettersi in gioco e di mettere a frutto il proprio potenziale umano.


Luca Bagatin
Presidente di Amore e Libertà
www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it



23 febbraio 2014

Amore e Libertà capovolge la teoria di Adam Smith e ne realizza un manifesto per la Civiltà dell'Amore

"Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio, che noi ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro rispetto nei confronti dell'umanità affamata.
Noi ci rivolgiamo alla loro umanità ed al loro amor proprio, e parliamo loro delle necessità della Donna e dell'Uomo, ovvero del loro/nostro bisogno di dare e ricevere Amore"



13 febbraio 2014

Ricominciamo da "Amore e Libertà": contro il Renzusconismo e l'Europa delle élite

Lo chiamano Italicum, in realtà è un Italicus, ovvero una nuova strage politica ai danni dei cittadini. Una nuova forma di autoritarismo incostituzionale che, per stemperare, ad ogni modo, preferiamo definire Cacarellum. L'ennesimo, a dirla tutta, dopo il Porcellum.

Matteo Renzi è un novello Berlusconi. Come il Berlusconi del 1994 non ha alcun merito politico personale. Vive di luce riflessa e, soprattutto, vive di una nuova crisi della politica e della classe politica.

Silvio Berlusconi nasceva dalle ceneri dei partiti democratici della Prima Repubblica. Matteo Renzi – novello spot elettoralpubblicitario vivente con alle spalle Ciriaco De Mita - nasce dalle ceneri di un sistema politico-partitico ormai alla futta, senza alcuna credibilità nei confronti dei cittadini.

Silvio e Matteo, un ottantenne condannato e ineleggibile e un quarantenne che farebbe bene a pensare unicamente alla sua Firenze, senza alcun proprio merito, senza brillare per lungimiranza, oggi si accordano per far fuori una buona fetta dell'elettorato. Per spazzare i piccoli movimenti e per imporre definitivamente il monopartitismo Renzusconiano Pd-Forza Italia. Il renzusconismo, infondo, è questo qui. Una nuova forma di autoritarismo che impone sbarramenti, che non riammette le preferenze e che vìola, per l'ennesima volta, la Costituzione repubblicana.

Ma c'è di più. Renzi punta a sostituire Enrico Letta alla guida di un governo già di per sé monopartitico. E' il solito gioco delle parti, in sostanza. Cambiamo il manovratore per non cambiare nulla. Infondo, del resto, l'alleanza destrosinistrica rimarrà, come sempre da un Ventennio (neofascista), al Potere.

Un Potere politico che sbaglia e non paga, ma, come sempre, fa pagare al cittadino contribuente, che sia lavoratore o, purtroppo sempre più spesso, disoccupato.

Pensiamo solo al fatto che la pubblica amministrazione paga le aziende in grave ritardo e pensiamo al fatto che per questo l'Italia è stata sanzionata dall'Unione Europea. Ma non sarebbe stato più corretto che ad essere sanzionate fossero le Istituzioni italiane, ovvero quei politici ed amministratori rei di non aver pagato le aziende creditrici ? E' mai possibile che a pagare, ancora una volta, siano i cittadini per colpa di politici ed amministratori pubblici che non sanno fare il loro mestiere ?

E' tempo di elezioni europee. Di un'Europa che non funziona, ovvero che esiste unicamente per mantenere in piedi un'apparato burocratico e finanziario utile alle élite politico-economiche. Siamo lontani anni luce, dunque, dai sogni di Giuseppe Mazzini, di Garibaldi, di Altiero Spinelli e di Ernesto Rossi. Loro volevano un'Europa di popoli affratellati. L'Unione Europea, diversamente, vuole un'Europa di concorrenti, di banchieri, di burocrati e di politicanti arraffoni ed arruffoni.

Ordunque ci chiediamo perché mai scannarsi per le elezioni europee visto che sono l'ennesima truffa legalizzata dalla politica.

Quando ideammo il pensatoio politico “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.org; www.amoreeliberta.blogspot.it) ci ispirammo al Partito d'Azione di Mazzini. Ovvero un Partito inteso come pensatoio d'azione. Critico nei confronti del parlamentarismo politico-burocratico e dei sistemi elettorali.

Oggi, un progetto come “Amore e Libertà”, è più che mai necessario. Per abbattare, con amore, un sistema insostenibile. Una politica che è contro i cittadini e che legalizza le truffe ai loro danni.

Per questo proponiamo, da tempo, in luogo delle elezioni politiche, l'estrazione a sorte fra tutti i cittadini aventi diritto al voto dai 18 ai 65 anni, come avveniva nell'Antica Grecia, culla della Democrazia.

E vorremmo anche che, se un politico o un amministratore sbaglia, pagasse di tasca sua e non scaricasse sui cittadini le sue colpe, attraverso imposte, tasse e balzelli.

Proponiamo la Civiltà dell'Amore e dei diritti civili e sociali, in luogo dell'inciviltà dell'economia, della politica e del burocraticismo partitocratico.

Siamo forse utipici utopisti, ma lo furono anche le nostre madri ed i nostri padri, ovvero Anita e Giuseppe Garibaldi. Ricominciamo da lì.


Luca Bagatin



27 dicembre 2013

"L'unica ideologia che ho" by Luca Bagatin

L'unica ideologia che ho è la liberazione dalle ideologie. Per lasciar spazio alle Idee.
O, meglio, alle Dee.

(Luca Bagatin)



Ciò che non capiranno mai gli Enrico Letta, i David Cameron, i Mariano Rajoy, i Vladimir Putin (o, meglio, quel gran figlio di Putin), i Barack Obama, i Papa Francesco-Belen Rodriguez, le Angela Merkel e tutti i gran Kapò di Stato, è che sin tanto che la Politica sarà fondata sul Potere, sul Danaro, sul senso del Possesso (anziché sul sesso senza possesso), non ci sarà alcuna possibile uscita dalla crisi.
Che è prima di tutto umana.
Un vento di Amore e Libertà, ovvero di SeXtremismo dovrebbe finalmente travolgere la politica ufficiale, ovvero l'antipolitica ufficiosa.
In FEMEN we trust.
Ovvero in GODDESSES we trust.



21 dicembre 2013

"Boldrin rischia l'oblio grazie ai partiti ?" di Gabriele Maestri per Termometro Politico

Tratto da www.termometropolitico.it

Non sembra esserci pace per Fare per Fermare il declino. Non bastava la scissione di fatto che ha portato l’economista Michele Boldrin a diventare una sorta di dominus di ciò che è rimasto della formazione ultraliberista lanciata poco più di un anno, mentre dall’altra la ex coordinatrice Silvia Enrico e l’avvocato Alessandro De Nicola hanno sbattuto la porta per cercare di recuperare lo spirito delle origini in Ali – Alleanza liberaldemocratica per l’Italia assieme all’ex guida Oscar Giannino.

Lunedì una critica mirata alle ultime mosse di Fare è arrivata da Luca Bagatin, giornalista, blogger e presidente di Amore e Libertà, che aveva apprezzato l’esordio sotto la guida di Giannino e Luigi Zingales (“sembrava un progetto serio, concreto, alternativo alla partitocrazia e non ideologico”), salvo constatare che “quando ci si getta nella mischia partitico-politica, si finisce non solo per contarsi ma anche per doversi misurare con il proprio ego”. E a portare Boldrin sul banco degli accusati sarebbe la “rincorsa alla candidatura alle elezioni europee del 2014": lo scritto, pubblicato nel blog di Amore e Libertà ha circolato molto tra gli aderenti a Fare, provocando un dibattito nel gruppo.

luca bagatin Boldrin rischia l'oblio

Luca Bagatin

Va giù duro Bagatin nel descrivere il progetto “In cammino per cambiare”, cui Fare ha aderito: “Boldrin – dice – ha traghettato il partito nell’ennesima astrusa alleanza partitocratica con ciò che rimane dei partitini pseudo-liberali della galassia politica nostrana”. A varie di quelle formazioni il blogger rimprovera i frequenti cambi di fronte in cerca di posti che non sono arrivati (“fortunatamente” dice lui): “Boldrin è economista troppo serio per imbarcare il banchiere Corrado Passera, il sempreverde Stefano de Luca ed il democristiano Bruno Tabacci, che ricordano piuttosto le accozzaglie fra partitini da zerovirgola che hanno costellato gli ultimi vent’anni di pseudo-democrazia italiana”.

Il giornalista riconosce a Boldrin di “predicare benissimo, sia da economista che da ideologo”, ma di rischiare la condanna all’oblio per sé e i suoi buoni propositi. Rischio che avrebbe corso meno, ad esempio, sostenendo un progetto apartitico, fuori dal Parlamento, per portare avanti da lì le battaglie sulle libertà. Il tutto “senza chiedere o pretendere finanziamenti né pubblici, né tantomeno privati” e guardando più all’Agorà dell’Antica Grecia che alla “dittatura delle élite partitico-burocratico-clientelari dell’Italia di sempre”.

michele boldrin fare per fermare il declino Boldrin rischia l'oblio

L’invito e la riflessione avrebbero potuto esaurirsi lì, se due giorni fa Costantino De Blasi, membro della direzione nazionale di Fare per Fermare il declino, non si fosse preso la briga di rispondere a Bagatin, intervenendo su alcune delle sue osservazioni. La via extrapartitica proposta dal giornalista non convince De Blasi, che la bolla come “una sorta di velleitarismo antipartitico che ponga Fare al di fuori dell’agone politico”, un’azione che in Italia sarebbe sempre rimasta sterilmente autoreferenziale, senza dare risposte ai problemi del paese.

De Blasi rivendica per Fare l’impegno nella quotidianità con banchetti, incontri con le partite Iva e con chi non ce la fa più a tirare avanti “con uno Stato violento e confuso”, ma mette in guardia Bagatin: tutto questo costa, in termini economici e di tempo sottratto alle famiglie e alle professioni. E allora il tempo va usato meglio per non condannarsi all’irrilevanza: “Noi pensiamo di avere buone idee; pensiamo di avere la lucida visione della situazione economica e delle ricette per risolverla – spiega con puntiglio De Blasi -. Se limitassimo la nostra azione alla sterile enunciazione delle stesse molti dei nostri potenziali interlocutori ci accuserebbero, giustamente, di fare filosofia a danno della realtà quotidiana”.

in cammino per cambiare Boldrin rischia l'oblio

Sul capitolo delle alleanze, il dirigente di Fare riconosce la distanza tra il suo progetto e quello di alcuni partiti di “In cammino per cambiare”, ma spiega che si è preferito “provare a superare le differenze per esaltare di contro le affinità”, anche se questo significa rinunciare a parte del proprio orizzonte “per poter essere più forti e rappresentare una vera alternativa”.

Da ultimo, De Blasi assolve in pieno la figura di Corrado Passera: “E’ stato finora uno degli interlocutori più affini e affidabili, avendo condiviso la necessità di imprimere una vera svolta alla politica italiana”. Conoscerebbe bene la macchina statale e le sue criticità, non avendo risparmiato nemmeno il governo Monti di cui faceva parte. “Per ora questo ci basta. Nelle prossime settimane vedremo se anche lui dalla teoria vorrà passare alla pratica”.

torna passera Boldrin rischia l'oblio

La risposta, tuttavia, non soddisfa in pieno Bagatin che, forte della sua lunga militanza nell’area laica, liberale, libertaria e repubblicana, sostiene che l’autoreferenzialità lamentata da De Blasi era vera, ma era stata causata da “dirigenti politici che, anziché inseguire il bene comune, ovvero il buonsenso, hanno preferito o perseguire il proprio tornaconto personale oppure scelte politiche senza alcun costrutto”. Scelte tra cui Bagatin inserisce anche l’operazione in cui si è impegnato Fare e che rischia di finire come i Poli laici e le Case laiche dalla fine poco gloriosa.

Tutto ciò che fate, confondendovi con i partiti e con i partitini – è il monito del blogger - finirà per essere vano“. Per Bagatin è stata un’intera classe politica (insieme al sistema politico-economico) a frodare i cittadini e a far venire meno le energie politiche, per cui l’interesse per la cosa pubblica scema via via: “Inizialmente Fare sembrava un’altra cosa, sembrava puntare sulla società civile e non sulle alleanze partitocratiche, con partiti che peraltro hanno rinnegato la loro Storia da quel dì”. Potenziali successi per “In cammino per cambiare” non ne vede: “L’1% è la soglia massima alla quale ragionevolmente potrete ambire“.

amore e libertà Boldrin rischia l'oblio

Per il giornalista, allora, meglio, molto meglio ”una politica fatta d’amore e con amore. Da persone consapevoli, libere, aperte da ogni condizionamento. Da persone comuni che fanno ciò che fanno unicamente per passione”. Come cerca di fare Bagatin da tempo con il “pensatoio pubblico” Amore e Libertà (lo ha fondato proprio lui, proponendo l’adesione anche a Boldrin), veicolando proposte, senza velleità organizzative né pretese, se non il desiderio di “stimolare le persone a ragionare e proporre”. E ci sarebbe posto anche per le idee economiche e copyleft di Boldrin: “sono preziose e non vanno sprecate/perdute confondendosi con la mera politica-partitica”. Lo ascolterà?



18 dicembre 2013

Risposta della Segreteria di FARE per Fermare il Declino al mio articolo/proposta di alcuni giorni fa. Ovvero: FARE PER FERMARE IL DECLINO "versus" AMORE E LIBERTA'

Oggi la Segreteria di FARE per Fermare il Declino ha risposto al mio articolo/proposta di qualche giorno fa relativo alle scelte politiche di Michele Boldrin e del movimento da lui presieduto.
Di seguito la risposta a firma di Costantino De Blasi, membro della Direzione nazionale di FARE e la mia controreplica.


L.B.


Missiva di Costantino De Blasi
per conto della Segreteria Nazionale di FARE per Fermare il Declino



Caro Luca,

confesso che alcuni passaggi della tua lettera,la stessa vedo pubblicata sul tuo blog, mi lasciano perplesso. Accanto a giuste riserve, quelle ad esempio sull'alleanza con partiti che hanno attraversato la prima e la seconda repubblica e sulla quale tornerò dopo, mi sfugge il senso dell'alternativa che proponi. Quello che intuisco è che la tua proposta consta di una sorta di velleitarismo antipartitico che ponga Fare al di fuori dell'agone politico (fai riferimento all'Agorà greca) altrimenti Boldrin sarà destinato all'oblio della memoria. Ti invito a ragionare sull'impatto che ha avuto sino ad ora Amore e Libertà e su quale seguito potrà in un futuro breve contare. A me non sembra che questo tipo di azione in Italia sia mai riuscito ad uscire dal perimetro di una sterile autoreferenzialità. Non vedo inoltre sul tuo blog alcuna proposta politica concreta né alcun tentativo di dare al Paese risposte ai tanti problemi, soprattutto economici, che lo attanagliano.

Nel tuo invito scrivi "Per essere visibili non sono necessari finanziamenti. Basta darsi da fare nella quotidianità".

Noi lo stiamo facendo. Ci stiamo dando da fare nella quotidianità attraverso banchetti nelle piazze, incontri con il mondo delle partite iva, ascolto delle istanze di fasce della popolazione che non ce la fanno più a tirare avanti con uno Stato violento e confuso. Tutto questo però costa. E costa non soltanto in termini economici ma anche sotto il profilo del tempo che sottraiamo alle nostre famiglie e alle nostre professioni, giacché tutti, dal coordinatore nazionale all'ultimo dei tesserati, siamo dei volontari della politica. Le idee, caro Luca, hanno bisogno di gambe su cui camminare e le gambe hanno sempre bisogno di energia
In Italia, ma non solo in Italia, la politica si fa sia nelle strade che nelle istituzioni perché se si facesse solo nelle strade o sui blog il numero delle persone che ascolterebbero le tue idee sarebbe inevitabilmente trascurabile. 
Noi pensiamo di avere buone idee; pensiamo di avere la lucida visione della situazione economica e delle ricette per risolverla. Se limitassimo la nostra azione alla sterile enunciazione delle stesse molti dei nostri potenziali interlocutori ci accuserebbero, giustamente, di fare filosofia a danno della realtà quotidiana.

Le alleanze.
Alcuni dei partiti con cui stiamo dialogando hanno effettivamente visioni non propriamente coincidenti con le nostre. Abbiamo però voluto provare a superare le differenze per esaltare di contro le affinità e metterle a valor comune. Non sappiamo se questo esperimento avrà successo. I primi segnali ci dicono di si. Tuttavia sentiamo il dovere di rinunciare a un poco del nostro particolare per poter essere più forti e rappresentare una vera alternativa per il maggior numero possibile di elettori. In questo senso Passera è stato fino ad ora uno degli interlocutori più affini e affidabili, avendo condiviso la necessità di imprimere una vera svolta alla politica italiana. Da parte sua c'è il vantaggio di conoscere bene il funzionamento della macchina dello Stato e di aver individuato le criticità strutturali. Contrariamente a quello che affermi, è stato molto critico con il governo di cui ha fatto parte e ha provato, dall'interno, a combatterne le politiche economiche. Per ora questo ci basta. Nelle prossime settimane vedremo se anche lui dalla teoria vorrà passare alla pratica. Se lo farà avremo un partner affidabile e credibile con cui lavorare.

Mi fermo qui per ora, disponibile ad un ulteriore confronto

Cordialità

Costantino De Blasi
Membro della Direzione Nazionale di Fare per Fermare il Declino

Risposta di Luca Bagatin

blogger, giornalista, Presidente fondatore di "Amore e Libertà"


Gentile Costantino,

innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa tua risposta.

L'articolo a cui ti riferisci, nella sua prima parte, vuole semplicemente fotografare una realtà.

Una realtà che, peraltro, ho vissuto in prima persona dal 1996 ad oggi, ovvero da quando iniziai a fare politica nell'area laica, liberale, libertaria e repubblicana.

Una realtà che, purtroppo, è diventata sterile ed autoreferenziale a causa di ideologie che la maggior parte dei cittadini non conosce (e ciò è un peccato e non a caso, da anni, propongo di istituire Fondazioni culturali di alto profilo intellettuale, in luogo di partiti o movimenti politici, affinché i giovani possano conoscere la Storia dei partiti storici che hanno fatto grande questo Paese). Ed in particolare a causa di dirigenti politici che, anziché inseguire il bene comune, ovvero il buonsenso, hanno preferito o perseguire il proprio tornaconto personale oppure scelte politiche senza al