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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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12 ottobre 2011

"Testamento di uno stravagante": opera esoterica di Jules Verne


3 aprile 1897: William J. Hypperbone è deceduto.
Il più illustre fra i membri dell'Excentric Club di Chicago, Illinois, ha lasciato questo mondo ed una grossa somma in eredità: ben 60 milioni di dollari.
Eredità che - come da testamento da lui redatto e depositato presso il notaio Tornbrock - spetterà a colui il quale, fra sei cittadini di Chicago estratti a sorte, uscità vincitore dal Grande Gico degli Stati Uniti d'America, ovvero una riedizione dell'antico Gioco dell'Oca, che prevede che, ciascun giocatore, dopo il tiro di dadi effettuato dal notaio Tornbrock, si rechi nella località stabilita dal numero di dadi corrispondente.
Ogni casella del Grande Gioco, infatti, corrisponde ad uno degli Stati degli Stati Uniti, con l'Illinois ripetuto quattoridici volte - a rappresentare le Oche - sino alla sessantatreesima casella che, una volta raggiunta, decreterà il vincitore, ovvero l'erede dell'immensa fortuna.
I concorrenti estratti a sorte sono: Max Réal, govane ed ingenuo pittore, aiutato dal suo fido ragazzo di colore Tommy; il commodoro Urrican, iracondo lupo di mare, accompagnato da Turk, marinaio all'apparenza violento, ma in realtà docile come un agnellino; il cronista del "Tribune", Harris T. Kymbale; l'incantevole Miss Lissi Wag, accompagnata dall'entusiasta Jovita Foley; il pugile Tom Crabbe, accompagnato dal suo manager John Milner e l'usuraio Herman Titbury, accompagnato dall'altrettanto tirchia consorte.
Questi i concorrenti estratti a sorte ma...il testamento prevede una piccola clausola: alla gara parteciperà anche un settimo concorrente: il misterioso Signor XKX !
Questa l'avvincente trama dell'altrettanto avvincente romanzo di Jules Verne: "Testamento di uno stravagante".
Romanzo invero poco conosciuto e nel quale mi sono imbattuto nell'ambito delle mie ricerce relative al linguaggio esoterico celato nelle opere di Verne.
Verne, nelle sue opere, si è avvalso spesso dell'artifizio del "gioco" per celare profondamenti significati gnostici e massonici.
In questo caso utilizza l'antico Gioco dell'Oca, originario dell'Antico Egitto, ma probabilmente inventato dai Troiani.
Nel gioco si incontra un'oca ogni nove caselle e il percorso è composto da sette volte nove caselle. Il sette ed il nove, in molte tradizioni, sono numeri considerati sacri.
Nel gioco, inoltre, vi sono diverse caselle che corrispondono ad altrettante penalità: il ponte simbolo di passaggio (da un grado ad un altro, nella Tradizione massonica); il labirinto che ci ricorda Teseo ed il Minotauro; la prigione a simboleggiare i desideri materiali dai quali dobbiamo imparare a distaccarci; la foresteria che accoglie il pellegrino; il pozzo che si trova a metà del tracciato e rappresenta un mezzo di comunicazione con il ventre della Madre Terra e la cui verità potrebbe portare al raggiungimento della conoscenza e della divinità (vedi anche "La razza che verrà" di Edward Bulwer-Lytton o le teorie di René Guénon sul Re del Mondo).
Anche il nome dello Stato che funge da "oca" e voluto da Verne nel romanzo non è casuale: Illinois. Esso è l'anagramma di ILION-LIS ovvero lis (giglio regale, in francese) e Ilion (l'antica Troia).
Ciò, peraltro, come spiega ottimamente lo studioso Michel Lamy nella sua opera "Jules Verne e l'esoterismo" (Edizioni Mediterranee), ha profonde attinenze con il mistero di Rennes-le-Chateu ed il Tesoro di Berenger Saunière. Mistero che, evidentemente, Jules Verne, conosceva molto bene e per il quale rimandiamo ai nostri articoli scritti alcuni anni fa per la rivista di studi massonici "YR Magazine" ed al libro del Lamy stesso.
In "Testamento di uno stravagante", peraltro, Verne ha giocato moltissimo con gli errori (voluti !), le parole ed i nomi dei personaggi oltre che con il simbolismo.
La casella della "morte", infatti, la fa corrispondere allo Stato della California, ovvero al più occidentale fra gli Stati degli USA e ciò perché, nell'antichità, l'Occidente era considerato la "terra dei morti".
Il simbolismo di fondo del romanzo di Verne (come del resto anche il suo "Viaggio al centro della Terra"), in particolare, attiene ai concetti di morte e resurrezione, di morte e di nuova rinascita, che non può non ricordarci il cammino dell'Iniziato dall'oscurità alla Luce, dalla morte all'Immortalità.


Luca Bagatin



4 settembre 2011

La razza che verrà



Il mondo sotterraneo, l'Agarthi, la Loggia Bianca, il Re del Mondo, antiche conoscenze gnostiche e teosofiche che, nel corso dei secoli, hanno affascinato numerosi studiosi, esoteristi, Iniziati, occultisti e persino letterati.
Pensiamo ad esempio a Réne Guénon ed al Re del Mondo, che sosteneva regnasse nel mondo di sottoterra, popolato da esseri semidivini: vero e proprio centro spirituale celato alla vista degli uomini. Oppure l'occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, la quale parlò della Loggia Bianca, la famosa Agarhi, la quale avrebbe dovuto ospitare semidei provenienti da Venere.
Ed ancora, Jules Verne, celebre per i suoi romanzi d'avventura basati sul tema del viaggio ed al quale, alcuni anni fa, abbiamo dedicato un articolo per la rivista di studi massonici “YR Magazine”, a dimostrazione di come nelle sue opere celasse profondi significati esoterici. Pensiamo infatti al "Viaggio al centro della Terra", vero e proprio romanzo massonico nel quale l'autore non solo ci parla della Terra Cava e, attraverso artifizi letterari, di Agarthi, ma desidera mostrare, per allegorie, il percorso dell'Iniziato verso gli Inferi - ovvero il suo Io interiore - per poi risalire alla luce della Conoscenza.
Verne, da buon autore ottocentesco, ovvero di quell'epoca nella quale le Società esoteriche ebbero a loro massima espansione, non fu l'unico ad avventurarsi su questo terreno. Pensiamo infatti alla scrittrice George Sand, legata alla Società Teosofica, ma anche al fondamentale Edward Bulwer-Lytton (1803 - 1873), politico liberale e fine esoterista legato ai Rosacroce.
Bulwer-Lytton, oltre ad aver scritto l'ottimo romanzo "Zanoni", ambientato fra Italia e Francia ai tempi della Rivoluzione Francese (condannandola e indicando invece una via spirituale per uscire da quel terribile e sanguinario conflitto), il cui protagonista è un autentico Rosa+Croce, scrisse un altro raro romanzo, ripubblicato recentemente in Italia in un'elegante edizione da Miraviglia Editore, ovvero "La Razza che verrà".
Al centro della narrativa de "La Razza che verrà" vi è proprio il mondo sotterraneo e la simbologia esoterica e gnostica è pregnante, pur presentando una struttura letteraria semplice e scorrevole.
E' la storia di un ereditiere statuintense che, per varie vicissitudini, si trova ad esplorare il sottosuolo. Qui, inaspettatamente, vi scorge una curiosa popolazione civilizzata dal curioso nome di Vril-ya, derivante appunto dal fluido energetico che utilizzano per la loro sopravvivenza: il vril, appunto. Ricordiamo, per inciso, che dell'esistenza del vril parlò anche Madame Blavatsky nella sua opera teosofica “La Dottrina Segreta”, ovvero di una forza divina che gli antichi maghi e saggi sapevano utilizzare sapientemente a scopi totalmente benefici.
Il protagonista, alter ego di Bulwer-Lytton, sarà dunque ospite nella casa del più ricco fra i Vril-ya, il quale, oltre a renderlo edotto della loro lingua, gli spiegherà il sistema politico e sociale di quell'amena comunità del sottosuolo.
Società divisa in An (maschi) e Gy (femmine), le quali sono molto più forti ed autorevoli degli An.
Le Gy, infatti, oltre ad essere fisicamente più alte, sono anche depositarie della cultura e della saggezza del loro popolo. Inoltre, durante il corteggiamento, spetta alle Gy fare il primo passo e scegliersi il loro timido compagno per poi sposarlo e rimanergli fedele per sempre. Una sorta di inversione rispetto agli usi e costumi della società ottocentesca e, forse, anche di quella attuale.
I Vril-ya non conoscono la democrazia e la disprezzano in quanto foriera di disuguaglianze e di bramosie di potere. Essi perseguono la felicità assoluta che è data, appunto, dalle potenzialità infinite del vril, che permette loro di realizzare invenzioni impensabili persino nella società più avanzata (quali ad esempio delle ali meccaniche da mettersi addosso per poter volare).
I lavori svolti dai Vril-ya non sono imposti da nessuno, ma liberamente scelti da ciascuno in base alle loro rispettive inclinazioni ed interessi. Persino i bambini svolgono mansioni utili alla comunità, la quale non conosce povertà in quanto tutti provvedono alle necessità di tutti. E' anzi il ricco a dover provvedere maggiormente alle necessità degli altri.
Grazie al vril, inoltre, essi possiedono degli scettri capaci di incenerire qualsiasi essere vivente, ma i Vril-ya rifiutano qualsiasi tipo di violenza, non solo nei confronti dei loro simili, ma di qualsiasi essere vivente a meno che non sia minacciata la loro incolumità.
Il Nostro sarà da loro soprannominato Tish, ovvero "Ranocchio" in quanto da loro ritenuto una forma vivente barbara, così come lo erano i loro stessi antenati, che avevano bramosia di potere ed invidia ed ebbero origine niente meno che dalla Rane.
Il sistema politico dei Vril-ya, in sostanza, si basa su consuetudini pacifiche e di autoregolazione che, ad ogni modo, sono supervisionata dal Tur, ovvero dal magistrato supremo che è scelto da uno dei membri del Consiglio dei Saggi, composto solitamente da Gy.
Il Nostro si troverà in difficoltà solamente allorquando la giovane Zee, la Gy più colta ed altruista fra tutte le Gy, si innamorerà di lui...
“La razza che verrà”, oltre ad essere un romanzo esoterico, può essere anche considerato un trattato di vera e propria filosofia spirituale. E' un percorso alchemico che porta alla trasformazione interiore dell'individuo in Essere Spirituale tramite la conoscenza del vril. Questi saranno infatti gli uomini e le donne della razza che verrà: evoluti interiormente e capaci di utilizzare le energie e le conoscenze per portare l'Umenità verso il bene comune.
La scoperta dellla Divinità insita in ciascuno.

Luca Bagatin



1 aprile 2011

"Miti della Massoneria": recensione di Luca Bagatin tratta dal numero 7 di YR Magazine

“Miti della Massoneria”
recensione di Luca Bagatin tratta dal numero 7 di "YR Magazine"
organo ufficiale del Rito di York del Grande Oriente d'Italia



"Miti della Massoneria" e, a destra, l'autore Lino Sacchi

Il nuovo libro di Lino Sacchi analizza, con la consueta ironia e competenza, la mitologia massonica passata e presente.
Lino Sacchi, fine studioso di Massoneria nonché egli stesso massone del Grande Oriente d'Italia e del Rito Scozzese Antico ed Accettato, anche quest'anno ci sorprende con un agile volumetto delle Edizioni L'Età della'Acquario sui "Miti della Massoneria".
Lo stile profondamente ironico di Sacchi è inconfondibile, in particolare per coloro i quali si sono già divertiti nel leggere il saggio "Storie sorprendenti di Liberi Muratori", che abbiamo peraltro recensito per "Secreta Magazine" qualche numero fa. In "Miti della Massoneria", il Sacchi approfondisce gli aspetti "mitologici", per così dire, della Libera Muratoria.
Troviamo, dunque, i Cavalieri Templari che, pur non potendosi considerare dei precursori della Massoneria, hanno fornito talune basi rituali alla stessa, in particolare a quella di Rito Scozzese Antico ed Accettato. Troviamo poi i mitici Rosa Croce, la cui reale esistenza è per molti versi messa in dubbio dallo stesso Lino Sacchi, ma il cui mito servì a raggruppare intellettuali ed alchimisti in vere e proprie confraternite nelle quali propagandare ideali e conoscenze scientifiche, osteggiate dalla Chiesa cattolica.
?Lino Sacchi dedica poi una sezione del libro a Dante Alighieri e sfata il mito del Dante Cavaliere Templare, Rosacroce o proto-massone. Dante, insomma, fu un sommo poeta e nulla di più. Ad ogni modo è innegabile che ispirò moltissimi ricercatori dello Spirito nei secoli a venire.
Un'ampia sezione del volume è dedicata alla "teoria del complotto" massonico che, in ogni tempo e in ogni epoca, ha affascinato numerosi curiosi, anche sul web. Teoria la cui origine è racchiusa nelle paure dell'uomo relative alla crisi economica, alle rivoluzioni, alle malattie, ovvero, come spiega egregiamente Lino Sacchi, nelle "pulsioni archetipali che inducono l'individuo a identificare come responsabile un nemico". ?Nei secoli, sappiamo bene, sono stati identificati come nemici gli ebrei, i massoni, gli omosessuali, le persone di colore..... Ecco come, in sostanza, si è creata questa assurda "teoria del complotto". Teoria alimentata da personaggi abietti come l'abate Barruel o l'ex massone Leo Taxil, secondo i quali la Massoneria era retta da Satana in persona ed i suoi adepti avevano il compito di complottare con lo scopo ultimo di decidere i destini del Mondo, anche per mezzo di lobby ed élite finanziarie.?Ovviamente, tale teoria, non poteva che essere alimentata dalla Chiesa cattolica, in aperta ostilità con ogni forma di spiritualità diversa dal dogma religioso da essa imposto.
"Miti della Massoneria" presenta poi, alla fine del volume, una serie di "appendici" di approfondimento relative ai miti trattati.? Quelli che personalmente mi hanno affascinato di più sono gli aneddoti "massonici" relativi alla Rivoluzione Americana del 1776, la quale, a differenza di quella Francese, fu proclamata da massoni e sulla base di principi massonici di libertà e democrazia.
"Miti della Massoneria" è decisamente proprio quel tipo di libro che non può mancare nella libreria di un perfetto ricercatore spirituale e del mistero.

Luca Bagatin

Desidero segnalare che al link http://www.grandeoriente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1672:rimini-1-2-3-aprile-2011-programma-della-gran-loggia-2011&catid=27:eventi-e-news&Itemid=12 potete trovare il programma della Gran Loggia 2011 del Grande Oriente d'Italia che si tiene dall' 1 al 3 aprile.



1 febbraio 2011

"La setta del Kaos: una nuova avventura dell'ispettore massone Antoine Marcas": articolo di Luca Bagatin tratto da "Secreta Magazine" del Gennaio 2011

“La setta del Kaos: una nuova avventura dell'ispettore massone Antoine Marcas”

di Luca Bagatin

Dei thriller esoterici di Eric Giacometti e Jacques Ravenne vi avevo già parlato nel numero di Aprile di “Secreta Magazine”. Oggi tornano in Italia con un nuovo titolo.

Accattivante e coinvolgente per appassionati di noir, mistero e Libera Muratoria.


E' approdato in libreria il nuovo ed entusiasmante thriller a sfondo massonico del duo francese Eric Giacometti e Jacques Ravenne, rispettivamente giornalista d'inchiesta e Maestro massone, il cui vero nome è, in realtà, Jacques Ravaud.
"La setta del Kaos", edito negli scorsi mesi in Italia dalle Piemme, è uscito in Francia nel 2008 - con grandissimo successo di pubblico - con il titolo "La croix des assassins".
Ancora una volta il nostro ispettore franco-massone del Grand Orient de France, Antoine Marcas, si troverà coinvolto in una storia noir inquietante e dai risvolti oscuri.
Marcas si troverà infatti ad indagare all'interno della sua stessa Obbedienza massonica ove si è infiltrata la Loggia deviata Kadosh Kaos, capitanata dal Venerabile Jean Di Licio (che, nella volontà degli autori, dovrebbe ricordare il controverso massone italiano Licio Gelli e la sua Loggia P2), storico dei Templari.
Qual è il vero scopo di Kadosh Kaos, che recluta al suo interno la "crème" della politica, della finanza, dell'industria e dell'informazione mondiale ? Quali pericoli sta correndo la Massoneria francese ed internazionale a causa di questa Loggia ? Che cosa si cela dietro all'Organizzazione umanitaria fondata dalla Loggia Kadosh Kaos ? Che cosa c'entrano i Templari in tutto ciò e quali misteri si nascondono dietro (o dentro) al corpo del Gran Maestro Guglielmo de Beaujeu, che morì nella battaglia di San Giovanni d'Acri ? Come è coinvolta la setta dei temibili Assassini ? Chi è il fantomatico Maestro di Passaggio ?
Questo e molto altro attende Antoine Marcas, il quale metterà a rischio la sua stessa vita per il bene della Francia e della Massoneria.
Un thriller da leggere tutto d'un fiato, i cui capitoli si alternano fra passato e presente, fra Templari di ieri e di oggi. Fra pseudo massoni ed autentici iniziati ai misteri della Vera Luce.

Luca Bagatin


PS: questo articolo - dedicato all'ottimo romanzo dei cari amici Jacques ed Eric - è anche l'ultimo che ho deciso di far pubblicare su "Secreta Magazine". Non intendo infatti più collaborare, per varie ragioni, con l'Editoriale Olimpia,
Miei articoli e recensioni relativi al mistero ed all'esoterismo, continueranno ad ogni modo ad essere regolarmente pubblicati nella rivista ufficiale dell'Arco Reale del Rito di York "YR Magazine". Oltre che, naturalmente, su questo blog.



25 dicembre 2010

Buon Solstizio ! Buon Inizio !



Carissime amiche, amici, lettrici e lettori,

come ogni fine anno, desidero, con questo post, farVi gli auguri per un Buon Solstizio d'Inverno e per un 2011 ricco di nuove avventure spazio-temporali.
E, come ogni anno, desidero rammentarVi il significato profondo della festività nella quale stiamo entrando, ripulita dalle astrusità delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate, foriere di menzogna e malafede (a proposito di fede....).
Fra il 21 ed il 25 dicembre, anticamente, si festeggiava il "Natale del Sole Invincibile" o "Sol Invictus", mutuato successivamente anche dalla religione cristiana come data convenzionale della nascita di Gesù detto "Il Cristo".
Anche oggi, gli gnostici, festeggiano la "Festa della Luce" o "Natale del Sole invincibile" in quanto astronomicamente - nell'emisfero nord -  il sole sembra fermarsi in cielo ed inverte il proprio moto.
Il buio della notte raggiunge dunque la sua massima estensione e la luce del giorno, la minima.
Subito dopo il Solstizio, la luce del giorno torna ad aumentare ed il buio della notte si riduce sino al solstizio d'estate.
Il sole, dunque, non sprofonda nelle tenebre, ma "rinasce" e diventa "invincibile".
Ecco perché il 25 dicembre è la festa di tutta l'Umanità e di tutte le culture e civiltà del mondo: in Egitto si festeggia la nascita del Dio Horus, in Persia il Dio Mitra, nella cultura vedica la nascita di Krishna e così via Zaratustra, Attis, Adone, Freyr....e dunque Gesù.
E questo da secoli prima del primo Natale cristiano, imposto (in malafede, appunto) dall'Imperatore Costantino nel 330 d.C.
Il 25 dicembre ha dunque un profondissimo valore simbolico e spirituale che abbraccia - forse per la prima volta - tutte le Culture e le Tradizioni del globo, all'insegna dell'Illuminazione esteriore ed interiore.
Desidero cogliere l'occasione di questo mio messaggio di auguri per ringraziare delle persone speciali che sono state per me importanti per questo 2010 e lo saranno negli anni a venire.
Innanzitutto ringrazio la mia dolce metà che da oltre un anno alberga nel mio cuore.
Non necessariamente in ordine di importanza (siete tutti importanti, cari amici ! ) ringrazio Peter Boom, il cui apporto contenutistico è assolutamente indispensabile a questo blog e perché è per me talvolta come un padre; lo scrittore noir Nathan Gelb, in particolare per una cosa che lui sa e che mi auguro di poterVi annunciare nel corso del nuovo anno; il prof. Pier Franco Quaglieni per la grande disponibilità a presentare a Pordenone il suo saggio su Mario Pannunzio e per la continua collaborazione che ci lega; Raffaele Stoppini, Presidente del Circolo di Corrispondenza della R.L. Quatuor Coronati 1166 all'Or. di Perugia (GOI) per la spontanea collaborazione culturale che mi ha offerto; i membri del
Gran Capitolo dell'Arco Reale del Rito di York del GOI ed in particolare la redazione del blog www.rdyork.blogspot.com e della rivista "YR Magazine" per la collaborazione culturale che ci lega da qualche anno; Francesca Vigni, indispensabile per approfondire il rapporto donne e Massoneria ed indispensabile apporto per intraprendere una battaglia di civiltà esoterica (per così dire ); Sergio Colombi, che quest'anno - dopo anni di scaramucce epistolar-web-politiche - è venuto a trovarmi a Pordenone.
Mi scuso se per qualche assurdo motivo ho dimenticato qualcuno.
Non faccio promesse per il nuovo anno (detesto le promesse, molto meglio i fatti ). Mi auguro solo che questo anfratto di libertà elettronica possa continuare a sopravvivere.
Altrimenti dovremo inventarci qualche cosa d'altro, no ?
Auguri ancora. Di cuore.

Luca Bagatin


.....e un augurio anche da parte di Babbo Natale-Peter Boom, impegnato in questi giorni nella consegna dei regali ai bambini purtroppo ricoverati negli ospedali del viterbese.....



16 dicembre 2010

Ciao Bent !

Ad un anno dalla scomparsa di Bent Parodi di Belsito, vorrei qui di seguito ricordarlo con l'articolo che pubblicai su questo blog il 31 dicembre del 2009



Ho appreso con profonda tristezza della morte di Bent Parodi di Belsito, giornalista, compagno Repubblicano e Grande Oratore Aggiunto del GOI, nonché ultimo discendente della nobile famiglia siciliana dei Gattopardo.
Ho avuto modo di conoscerlo fra il 9 ed il 10 novembre 2008, partecipando entrambi come relatori alla conferenza "Massoneria di Popolo o Massoneria d'Elite ?", organizzata dal Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d'Italia a Montefiore Conca in provincia di Rimini.
Di lui ricordo il temperamento gioviale, le sane mangiate a pranzo, cena e colazione, nonché le fumate di sigaretta che ci siamo piacevolmente fatti trovandoci ad alloggiare nel medesimo hotel, l'uno con la stanza accanto all'altro. E soprattutto ricordo con molto piacere le chiacchierate su esoterismo e massoneria e ciò che mi disse a proposito del mio cognome - Bagatin - che egli sosteneva derivasse da "Bagatto", la nota carta dei Tarocchi che rappresenta il prestigiatore che si evolverà in Mago.
Rimanemmo poi in contatto telefonicamente al punto che in questi giorni lo cercai al telefonino per gli auguri del Solstizio d'Inverno, comprensibilmente senza alcun successo.
Voglio ricordare Bent Parodi con una frase che mi disse proprio in hotel, prima della conferenza che tenemmo: "Per me lo scopo ultimo della Massoneria è quello di far diventare l'Umanità intera un'elite di persone migliori ed affratellate fra loro".
Una frase che non scorderò mai e che porterò sempre con me, come il ricordo di questo grande Maestro.

Luca Bagatin (nella foto accanto a Bent Parodi)



10 dicembre 2010

"Un viaggio nell'universo dei Rosacroce" by Luca Bagatin (articoli tratti da "Secreta Magazine" di Luglio e Agosto-Settembre 2010)

A.R.C.O.

by Luca Bagatin

Antico Ordine iniziatico il cui simbolismo rappresenta l'unione fra l'anima in continua evoluzione – rappresentato dalla Rosa - ed il corpo fisico rappresentato dalla Croce.



I Rosacroce sono un antico Ordine iniziatico storicamente nato attorno al XV secolo, ma molto probabilmente ben più antico (il teosofo Leadbeater sostiene che si rifacesse agli Antichi Misteri della Tradizione Osiridea dell'Antico Egitto, che utilizzava come simbolo - appunto - la Croce Ansata o Ankh) e che si diffuse in Europa nel XVII secolo.

Oggi, esistono numerosissimi gruppi rosacrociani fra cui la statunitense “Societas Rosicruciana in Civitatibus Foederatis” detta anche “Rosicrucian Society”, fondata nel 1880 ed alla quale dedicheremo un successivo articolo di approfondimento, vista la stretta correlazione fra questa e l'Arco Reale della Libera Muratoria.

In Italia, possiamo trovare tre siti web relativi ai tre gruppi esoterici organizzati che si rifanno ai Rosacroce: l'Associazione Rosacrociana di Max Heindel (www.rosacroce.it) - pseudonimo di Carl Louis Von Grasshoff - il teosofo danese che negli anni '20 del '900 pubblicò "La Cosmogonia dei Rosacroce", che riprese gli insegnamenti spirituali di Helena Petrovna Blavatsky e della Teosofia; l'Antico Mistico Ordine della Rosa Croce (www.amorc.it) fondato dal giornalista americano Harvey Spencer Lewis, che nei primi del '900 si occupò di ricerche psichiche ed il Lectorium Rosicrucianum o Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro (www.rosacroce.info), sorto da una costola dell'Associazione Rosacrociana di Max Heindel per volontà dei fratelli Jan Leene e Zwier Wilhelm Leene.

In questo numero di "Secreta Magazine" vediamo di approfondire il sito web italiano dell'Associazione di Heindel, detta anche Associazione Rosacrociana di Oceanside o A.R.C.O.: www.rosacroce.it

L'Associazione e dunque tale sito web, si propone di diffondere le opere di Max Heindel, come possiamo anche leggere sul "manifesto" in home page, sormontato dal caratteristico simbolo Rosacroce: una stella a cinque punte che racchiude una croce con al centro una rosa.

Nella colonna di sinistra, possiamo trovare le varie sezioni del sito: News (con all'interno tutte le recenti iniziative pubbliche organizzate dall A.R.C.O.); Corsi (con l'elenco dettagliato dei corsi offerti dall'Associazione su filosofia rosacrociana; corsi biblici e di astrologia); Preghiera rosacrociana; Inni (con i canti devozionali di apertura e di chiusura delle cerimonie rosacrociane, scaricabili anche sul computer in formato musicale); Servizi (con taluni rituali rosacrociani scaricabili direttamente sul computer di casa); Sentiero (ovvero la rivista ufficiale dell'A.R.C.O. edita dalle Edizioni Jupiter - www.jupiter-edizioni.it - come gran parte delle opere di Max Heindel); molto interessante è poi la sezione delle Downloads ove è possibile scaricare gratuitamente gran parte delle opere rosacrociane di Heindel, musiche ed inni rosacrociani e numerosi opuscoli informativi ed infine l'immancabile sezione dei Link con l'indicazione del sito ufficiale dell'A.R.C.O. internazionale e dei gruppi A.R.C.O. di Padova e Roma.

Nei numeri seguenti vedremo invece di approfondire i siti web dell'Antico Mistico Ordine della Rosa Croce e del Lectorium Rosicrucianum.


Luca Bagatin


A.M.O.R.C.
by Luca Bagatin



L'Antico Mistico Ordine della Rosa Croce (A.M.O.R.C.) è un Ordine iniziatico di ispirazione rosacrociana, fondato dal giornalista americano Harvey Spencer Lewis, che nei primi del '900 si occupò di ricerche psichiche.

Nel 1915 Lewis, pubblicò il primo Manifesto dell’AMORC e stabilì la prima Loggia a Pittsburgh, ove, nell’agosto 1917 si tenne peraltro il primo convegno nazionale.

Successicamente, Harvey Lewis, intrattenne rapporti con importanti ordini iniziatici europei ed iniziò così la sua opera di proselitismo nel Vecchio Continente, ove nacquero Logge dell'AMORC in Franca, Svizzera ed Italia.

Oggi, gli aderenti all'AMORC sono circa 120.000, ma più che altro mantengono con l'Ordine rapporti epistolari e le stesse affiliazioni avvengono spesso mediante corsi per corrispondenza il che – forse e non propriamente a torto – può lasciare perplessi i veri cultori dell'esoterismo serio.

Il sito web italiano dell'AMORC - www.amorc.it - si presenta curato e molto dettagliato.

Ci accolgono subito chiari riferimenti all'Antico Egitto ai quali la tradizione rosacrociana si rifà pressoché in toto.

In home page troviamo subito una ricca descrizione di che cos'è l'AMORC; la presentazione del Manifesto dell'Ordine; le risposte del Gran Maestro in carica; articoli di cultura rosacrociana e la presentazione di “Rosa+Croce”, ovvero la rivista semestrale organo ufficiale dell'Ordine.

Oltre alla home page, il sito è diviso in sei sezioni:

AMORC: con le relative sottosezioni di approfondimento relative alle origini, allo statuto, all'insegnamento base ed all'URCI che è l'Università Internazionale della Rosa+Croce che organizza seminari aperti al pubblico relativamente alla conoscenza occulta ed esoterica dell'AMORC.

L'Ordine: sezione che – a sua volta – contiene molte altre sottosezioni relative, ciascuna, ai veri gradi di conoscenza esoterica dell'AMORC ed a come è possibile associarsi e seguire, dunque, i vari corsi per corrispondenza

Documenti: sezione che comprende tutti i documenti prodotti dall'AMORC relativi ai suoi scopi sociali e finanche politici legati alla pace ed alla fratellanza universale, nonché le allocuzioni del Gran Maestro Christian Bernard

Martinismo: sezione che riassume gli insegnamenti di Louis-Claude de Saint-Martin, fondatore del Martinismo, appunto, che è anche il culmune dell'insegnamento dell'AMORC.

L'AMORC permette infatti ai suoi membri – dopo aver percorso diversi studi interni – di accedere allo studio del Martinismo (cosa che non avviene, invece, in altri Ordini di ispirazione martinista come ad esempio l'Ordine Martinista Universale)

Contatti: ovvero la sezione che comprende il calendario delle attività pubbliche dell'AMORC e dei vari seminari e come raggiungerli nel più breve tempo possibile

Per finire abbiamo la sezione Varie, comprendente la galleria fotografica, la sottosezione dei link e delle downloads ove è possibile scaricare ulteriori documenti sull'insegnamento rosacrociano dell'AMORC ed alcuni numeri della rivista ufficiale.

L'idea che personalmente mi sono fatto dell'AMORC è tutto sommato di grande perplessità e dubbio.

Già il mondo dei moderni Rosacroce lascia di per sé perplessi, fra veri o presunti Ordini iniziatici, imbonitori, corsi a pagamento ed inziazioni “a distanza”.

Nei documenti che il sito dell'AMORC presenta, troverete infatti e peraltro molti riferimenti storici ed esoterici interessanti, ma altrettanta “aria fritta” e concetti roboanti senza molti appigli all'esoterismo che possiamo definire “serio”, ovvero quello che si rifà all'Alchimia, alla Teosofia, al Martinismo delle origini, o alla Libera Muratoria.

Invito pertanto voi lettori a prendere tutto “con le pinze”, cogliendo l'occasione per invitarvi ad approfondire l'argomento Rosa+Croce per mezzo della lettura di “Zanoni” di Edward Bulwer Lytton. Un romanzo storico che affonda le radici in quell'esoterismo rosacrociano di cui si conosce molto, ma davvero molto poco. E che, probabilmente, non è d'appanaggio di alcuna moderna istituzione che ha voluto attribuirsene la denominazione.


Luca Bagatin



20 novembre 2010

Simbolica massonica del Terzo Millennio

"Simbolica Massonica del terzo millennio" – di Irène Mainguy - è sicuramente l'opera più completa oggi in commercio per tutti coloro i quali - Massoni, studiosi o semplici curiosi - desiderano approfondire appieno il cammino iniziatico del Libero Muratore.


La curatrice - bibliotecaria e documentarista in carica presso la prestigiosa obbedienza massonica del Grande Oriente di Francia - Irène Mainguy, con questa sua "Simbolica", ha decisamente aggiornato, rivisto ed ampliato "La simbologia massonica" del massone francese Jules Boucher, che, dal 1948, è stata per decenni la pietra miliare di ogni buon Figlio della Vedova.
Edita dalle Edizioni Mediterranee e curata in Italia dal famoso alchimista e massone Paolo Lucarelli (noto negli ambienti esoterici per i suoi profondi studi sui misteri delle cattedrali, oltre che per quelli alchemico-gnostici), "Simbolica Massonica del terzo millennio" è un agile testo arricchito da preziose allegorie massoniche e diviso in capitoli e brevi sottocapitoli ove è possibile approfondire tutto lo scibile liberomuratorio: dalla simbologia di base passando per l'abbigliamento del massone; dai segni rituali ai toccamenti massonici sino alle parole sacre e "di passo"; dagli strumenti utilizzati dai massoni con il relativo significato simbolico, sino alle funzioni degli Ufficiali in Massoneria, alle virtù etiche ed ai doveri del massone. Un intero capitolo è inoltre dedicato alle Obbedienze presenti in Francia ed ai loro relativi riti; un altro è dedicato al Rito Scozzese Antico ed Accettato ed al Rito inglese di stile Emulation e l'ultimo alle principali Obbedienze massoniche in Italia.
“Simbolica Massonica del terzo millennio” è dunque sicuramente un testo di studio, ma anche e profondamente operativo, ovvero che va all'essenza della ritualità iniziatica senza perdersi troppo in dissertazioni storiche.
Impareggiabile, inoltre, la prefazione all'edizione italiana curata dallo stesso Paolo Lucarelli, il quale, lodando il lavoro di Irène Mainguy, affronta anche con massima apertura e competenza il tema della donna in Massoneria, ovvero esponendo due questioni fondamentali: nei cantieri operativi dei muratori medievali - a differenza di quanto erroneamente si tende a credere - vi erano anche donne ed inoltre i culti solari - come quello liberomuratorio, appunto - erano officiati soprattutto da sacerdotesse (si pensi ad esempio al culto di Apollo e Dioniso).
"Simbolica Massonica del terzo millennio", è infatti manuale che, forse per la prima volta nella Storia della Massoneria, si rivolge equanimemente a Massoni uomini e donne.
Figli e figlie di un unico Essere Supremo alla continua ed incessante ricerca del Buono, del Bello e del Vero, per mezzo della scuola di perfezionamento più antica e prestigiosa al mondo.

Luca Bagatin



14 settembre 2010

"Emanuel Swedenborg: il massone mistico che parlava con gli Angeli": articolo di Luca Bagatin tratto dal numero 1 di "Secreta Magazine" del gennaio 2010

Emanuel Swedenborg: il massone mistico che parlava con gli Angeli

di Luca Bagatin

tratto dal numero 1 di "Secreta Magazine" del gennaio 2010

La prima volta che ho sentito parlare di codesto mistico svedese del '700, è stato leggendo il simpatico e leggero volumetto di biografie di Liberi Muratori famosi a cura di Lino Sacchi, edito nell'estate del 2008 dalle Edizioni L'Età dell'Acquario e dal titolo, appunto, “Storie sorprendenti di Liberi Muratori”.


Emanuel Swedenborg (1688 – 1772) è infatti il primo ritratto che il Sacchi presenta ai suoi lettori.

Mistico, scienziato, medium svedese del XVIIIesimo secolo, il Nostro visse alla corte di re Carlo XII di Svezia di cui divenne anche consulente per le applicazioni militari (suo è il primo prototipo dell'attuale Hovercraft in uso dalla marina militare).

Swedenborg, massone di Rito Scozzese Antico ed Accettato, diventerà purtuttavia famoso per le sue doti di chiaroveggenza e la sua capacità di sperimentare particolari stati di coscienza molto simili al samadhi della tradizione vedica, con visioni, capacità di preveggenza e medianiche (in particolare legate alla possibilità di comunicare con gli Angeli).

Fu così che elaborò una particolare tecnica di meditazione legata alle varie parti del corpo, molto simile a quella praticata dagli Yogin Himalayani.

Agli studi ed agli scritti di Swedenborg (oggi disponibili, in Italia, per le Edizioni Mediterranee “Cielo e Inferno” e “Conversazioni con gli Angeli”, volumi che racchiudono la descrizione pressoché completa ed esaustiva delle sue visioni medianiche) si ispirarono numerosissimi intellettuali e studiosi, fra cui lo psicanalista Carl Gustav Jung che nel mistico svedese vide un precursore della psicanalisi, l'insigne filosofo Immanuel Kant, lo scrittore Goethe e – in tempi più recenti – il poeta Jeorge Luis Borges.

Qui in Italia esiste dal 2007 un sito ufficiale dedicato agli studi ed alla figura di Emanuel Swedenborg a cura del Gruppo Studi Swedenborghiani: www.swedenborg.it

Tale sito, graficamente molto gradevole e di semplicissima consultazione, è tuttavia ancora in fase di completamento.

Ad accoglierci – in home page – un sorridente ritratto d'epoca che ritrae lo stesso Swedenborg con in mano un libro verde. Al centro troviamo la grande scritta ARCANA COELESTIA, titolo di una delle sue opere, con sullo sfondo gli astri del firimamento e, più sotto, la dicitura: Gruppo Studi Swedenborghiani.

Al di sotto di tale dicitura troviamo la classica barra che ci indica le varie sezioni del sito, al di sotto della quale troviamo ancora – emblematicamente - uno stuolo di Angeli raffigurati con uno stile che definirei iconografico.

Le sezioni del sito sono in tutto cinque: Home, ovvero una breve presentazione su chi fu Swendenborg, il chi ed il che cosa è il Gruppo Studi Swedenborghiani (che sottolinea non essere una nuova Chiesa, forse prendendo anche le distanze dalla Chiesa Swedenborghana o della Nuova Gerusalemme, che conta diversi fedeli negli Stati Uniti ed in Scandinavia, ma che non fu affatto fondata dallo stesso Swedenborg); Info e contatti, che indica la mail con la quale poter chiedere informazioni al Gruppo (per esperienza personale posso dire che le risposte arrivano velocemente ed il loro web master e fondatore del Gruppo, Fabrizio Ferrari (assieme al fratello Marco), mi ha fatto sapere che presto hanno in progetto una rivista ad hoc); Libreria, con l'elenco delle opere di Swedenborg che il Gruppo Studi sta traducendo in italiano moderno, ancora oggi purtroppo non disponibili al pubblico a parte le due opere edite dalle Mediterranee, già precedentemente citate; Biografia, con una breve biografia del Nostro tratta dalla voce in Wikipedia curata dallo stesso Fabrizio Ferrari.

Infine abbiamo la classica senzione dedicata ai Link fra cui specifici siti dedicati al Nostro: Fondazione Swedenborg statunitense, tedesca e svizzera; quello della Chiesa Swedenborghiana americana e quelli ove si possono leggere in inglese e in latino alcuni testi chiave del medium svedese fra cui Arcana Coelestia e molti altri.

Il Gruppo Studi Swedenborghiani, nella colonna di sinistra del sito, sotto al ritratto del Nostro che abbiamo già descritto, ha previsto anche delle sezioni al momento ancora in fase di costruzione, ovvero non clikkabili: Teologia, Esoterismo, Cristianesimo, Psicologia, Studi, Collaborazioni. Ciò ci rammarica molto, anche perché, sinceramente, vorremmo saperne molto, molto di più: sia sulla vita e sulle opere esoteriche e psicologiche di Swedenborg, che sull'attività del Gruppo Studi e della sua sede.

Ad ogni modo, il Gruppo Studi Swedenborghiani mi ha fatto personalmente sapere essere al momento impegnato nella traduzione in italiano moderno di gran parte delle opere del Nostro non ancora disponibili e pubblicate in Italia. Attività alla quale sta dunque dando assoluta priorità e per tale motivo in arretrato con l'aggiornamento del sito.


Luca Bagatin



2 settembre 2010

"Teosofica.org: il sito ufficiale della Società Teosofica Italiana": articolo di Luca Bagatin tratto dal numero 6 di "Secreta Magazine" del dicembre 2009

Teosofica.org: il sito ufficiale della Società Teosofica Italiana

di Luca Bagatin

tratto dal numero 6 di "Secreta Magazine" del dicembre 2009

Il simbolo della Società Teosofica ed i suoi fondatori: Madame Helena Petrovna Blavatsky ed il colonnello Henry Olcott

Che cos'è la Teosofia ?

Forse è più facile e semplice cominciare con il dire che cosa non è.

Non è una religione, non è una filosofia, non è una scienza.......e allora ?


Radha Burnier, attuale Presidente Internazionale della Società Teosofica ha coniato la seguente definizione: 'La Teosofia non è un genere di filosofia vuota, o una nuova setta o religione, ma ha a che fare con l'imparare qualcosa sulla vita e con la realizzazione della sua bellezza e del suo significato. Quelli che la lavorano in questo senso diventano una luce che irradia amicizia e armonia, gentilezza e amore in atto verso tutti. Se quello che studiamo non porta un tale cambiamento sulla qualità delle nostre relazioni e del nostro atteggiamento, allora c'è qualcosa che manca nel nostro modo di capire la Teosofia'.

Anticamente, la Teosofia, o sapienza divina era considerata la dottrina cardine per entrare in contatto con il Divino per mezzo dell'esperienza mistica.

Fu nel 1875, allorquando l'occultista russa Helena Petrovna Blavatsky ed il colonnello americano H.S. Olcott, fondarono in India - nei pressi di Madras - e successivamente a New York quella che denomineranno Società Teosofica, che essa divenne un'Istituzione o Ente Morale. Entrambi ispirati dai Mahatma orientali Koot Hoomi e Morya.

Non è qui nostro compito addentrarci nello specifico nella dottrina esoterica della Società Teosofica, che è ad ogni modo composta da un sincretismo di insegnamenti vedici, buddhisti, cristiano-esoterici e neoplatonici, i cui fini ultimi sono fondamentalmente tre: formare un nucleo della fratellanza universale dell'umanità senza distinzioni; incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze ed investigare le leggi inesplicate della natura e le facoltà latenti nell'uomo.

Vogliamo qui semplicemente presentare un sito dalla grafica semplice e pulita, oltre che dai ricchi contenuti teosofici: parliamo di www.teosofica.org , ovvero quello della Società Teosofica Italiana, la quale fu fondata nel 1902 ed ha sede nazionale a Vicenza, in Viale Quintino Sella.

Il sito si presenta dunque - in home page - con l'immagine della copertina mensile della Rivista della Società stessa. E dunque è modificata ogni primo giorno del mese. Immagine accanto alla quele troviamo la riproduzione delle due colonne che si trovano all'ingresso della sede della Società Teosofica Internazionale - ad Adyar in India - e che recano rispettivamente le iniziali dei due fondatori: HSO (Olcott) e HPB (la Blavatsky). Colonne che, allegoricamente, si riferiscono in qualche modo alle colonne Boaz e Jakin del Tempio di Salomone.

Poco più sotto troviamo, ordinatamente disposte, le varie sezioni del sito: Società Teosofica (che dà una panoramica sulla storia della Società) all'interno della quale troviamo delle ottime sotto-sezioni: Dichiarazione del principi dell'Associazione; Libertà di Pensiero; Libertà dalle Identificazioni; Significato del nome Teosofia; L'emblema della Società Teosofica, con una minuziosa spiegazione dei simboli esoterici che lo compongono come il Serpente, il Sigillo di Salomone, la Swastika, la Croce Ansata; Alcuni elementi del metodo teosofico, nella quale riscontriamo una descrizione dei principi di tolleranza, assenza dell'interesse economico e trasparenza; Qualche nome di teosofo famoso, con un ampio elenco di teosofi famosi che si sono distinti nei vari campi: dalla letteratura (come L.F. Baum, Yeats, Lewis Carroll ecc...) passando per la scienza (es. Thomas Edison), la psicologia (es. Roberto Assagioli), la pittura (es. Gauguin), la politica (es. Annie Besant, Gandhi), e altri ancora come Maria Montessori che nel suo metodo d'insegnamento adottò ed applicò il metodo teosofico.

Proseguendo nell'analisi delle sotto-sezioni in questione troviamo ancora: Gli scopi della Società Teosofica; L'Organizzazione Generale della S.T., ovvero i suoi organi dirigenti ed elettivi, le sue proprietà ed i suoi Centri di Studio e Ricerca; La Società Teosofica Italiana, ovvero gli anniversari da essa festeggiati, nonché il suo indirizzo e recapito telefonico; I Maestri di saggezza ed i discepoli, ovvero il concetto di Maestro e Discepolo in Teosofia; Fratellanza, ovvero il significato profondo della Fratellanza teosofica, comprendente anche un testo dell'eminente esponente della Società, reverendo Leadbeater. Per finire abbiamo la sotto-sezione Disinformazione su Teosofia e Società Teosofica, che getta luce su tutto il ciarpame che si racconta in giro, specie su certi media mistificatori, della Teosofia come una setta e dei teosofi come dei cospirazionisti.

Tornando a bomba, le altre sezioni di Teosofica.org riguardano i Libri e la letteratura teosofica (divisi in: testi introduttivi, medi, specialistici, superiori, etici, letterari, in modo da permettere al profano e/o al neo-associato di approfondire gradatamente le tematiche trattate); Eventi e Convegni (area riservata ai soci ed ai profani per mezzo di un'apposita registrazione on-line) per essere sempre aggiornati sugli appuntamenti principali della S.T.I.; Indirizzi Internazionali, con l'elenco ed i relativi indirizzi e recapiti mail di tutte le Sedi internazionali della Società Teosofica e del suo Quartier Generale; Rivista Italiana di Teosofia, che è l'organo ufficiale mensile della S.T.I.. Ed in questa sezione possiamo trovare l'indice degli articoli e le tematiche spirituali ed esoteriche trattate - mese per mese - dal Segretario Generale Antonio Girardi e da autorevoli soci o collaboratori; Galleria Storica che comprende un excursus storico della Società, la sua origine, l'elenco dei Presidenti Internazionali dalla sua fondazione ad oggi, una piccola biografia di Madame Blavatsky e del colonnello Olcott, la storia della Società Teosofica Sezione italiana, una piccola galleria di immagini di teosofi famosi e dei convegni teosofici d'oggi, nonché i primi verbali della prima convocazione della Sezione italiana del 1902.

Immancabile, fra le sezioni, la presentazione de “La Dottrina Segreta” di Helena Blavatsky, che, assieme a “Iside Svelata”, è considerata la Bibbia della Teosofia. Gli Spunti di riflessione, con dottissimi articoli scaricabili in pdf sui principali testi e principi teosofici, sui Misteri di Eelusi e sulla vita di Madame Blavatsky (molti dei quali scritti dallo storico Segretario Generale, il triestino Edoardo Bratina).

Per finire abbiamo gli indirizzi delle Sedi e Gruppi teosofici italiani, presenti praticamente in tutte le Regioni d'Italia ed i Contatti, con un apposito modulo on-line con il quale poter porre domande, quesiti o richieste, direttamente alla Sezione italiana della Società Teosofica (e vi garantisco che la risposta arriverà pressoché immediata).

Teosofica.org è dunque il classico sito di un'Associazione – per quanto esoterica o spirituale - dei suoi principi e dei suoi scopi. Un modo per immergersi in una realtà purtroppo ancora oggi scarsamente conosciuta dai più, ma che è patrimonio della nostra Storia e di quella dell'Umanità intera.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini