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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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6 ottobre 2013

Le nove chiavi dell'antiquario: intervista esclusiva di Luca Bagatin all'autore Martin Rua

Martin Rua è un amico, collega blogger e scrittore che conosco da dieci anni.

Ci incrociammo sul web, attraverso i rispettivi blog, quando egli - prima di aprire il sito ufficiale www.martinrua.com - curava il suo mitico primissimo blog www.martinrua.ilcannocchiale.it con lo scopo primario di divulgare il materiale narrativo che, allora, teneva nel cassetto e che meditava di far pubblicare.

Nel 2008 vi riuscì, finalmente, con "L'Ombra d'Argento", un bellissimo thriller edito dalla A&B, con prefazione del prof. Luigi Pruneti, attuale Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, ove alchimia, massoneria e lotta al nazismo si fondevano.

Oggi, Martin, dopo successi editoriali in e-book quali "La luna di sabbia" e "Il Codice Baphomet", che hanno avuto oltre diecimila scaricamenti sul web, è approdato alla Newton Compton, la quale gli ha pubblicato il bel tomo cartonato dal titolo "Le nove chiavi dell'antiquario" e dove il protagonista è, ancora una volta, un antiquario napoletano aderente alla Massoneria, ovvero Lorenzo Aragona.

Lorenzo Aragona, nel primo volume della Parthenope Trilogy, così come il Martin Rua de "L'Ombra d'Argento", dovrà scongiurare l'avvento della Nuova Thule, ovvero un'organizzazione neonazista mai scomparsa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la quale ha l'obiettivo di ricostituire il Reich.

In "Le nove chiavi dell'antiquario" la Thule vorrà impossessarsi del mitologico Baphomet dei Cavalieri Templari, nel quale è racchiuso il Guardiano della Soglia, altra figura mitica di cui parlò, per la prima volta, lo scrittore ottocentesco Edward Bulwer-Lytton nel suo "Zanoni".

Ma a che scopo risvegliare il Guardiano della Soglia ? E che cosa c'entra l'antiquario massone Lorenzo Aragona in questa vicenda ?

Fra Napoli, Kiev, Zurigo e Roma, il romanzo di Martin Rua si snoda su tre livelli narrativo-temporali: la Gerusalemme dei Templari, la Berlino del 1945 e i giorni nostri in un susseguirsi di colpi di scena, donne affascinanti, enigmatiche e tutt'altro che docili e personaggi alquanto bizzarri.

Lungi dal voler svelare altri arcani del romanzo, oggi ho il piacere e l'onore di intervistare, per la prima volta e in esclusiva, l'amico Martin.

Lua Bagatin: Iniziasti come blogger, nel 2004, proprio per promuovere i tuoi primi scritti. Ne è passata di acqua sotto i ponti, da allora...

Martin Rua: Eh sì, sono decisamente più vecchio di allora ! E di certo più consapevole di limiti e capacità.


Luca Bagatin: Come è nata la tua passione per la scrittura, il mistero, l'esoterismo?

Martin Rua: Le tre cose non sono necessariamente collegate. Ho iniziato a scrivere da piccolo, prima soprattutto poesie, poi anche racconti e infine romanzi. La passione per il mistero l’ho sempre avuta e poi, a un certo punto, ho trovato nelle discipline esoteriche un ulteriore approfondimento.


Luca Bagatin: Quanto ha influenzato la tua conoscenza della Massoneria nella stesura dei tuoi romanzi?

Martin Rua: Parecchio direi, tanto che il mio protagonista, Lorenzo Aragona, è egli stesso massone, anche se questa sua appartenenza verrà fuori di più nei romanzi successivi.


Luca Bagatin: Come ti spieghi il successo senza precedenti di titoli come “La luna di sabbia” e “Il Codice Baphomet”, tutti pubblicati in formato e-book ?

Martin Rua: In realtà il vero boom l’ho avuto con “Il Codice Baphomet” – che poi sarebbe una versione meno curata de “Le nove chiavi dell’antiquario”. Mi sono sempre spiegato il successo come una combinazione di tre elementi: una buona storia, una bella copertina, un prezzo interessante.


Luca Bagatin: Pensi che gli e-book surclasseranno i libri tradizionali?

Martin Rua: Fintanto che ci saranno tradizionalisti come te, no ! (ride). Scherzi a parte, non credo proprio, ma stanno comunque guadagnando terreno. Vanno tenuti in considerazione.


Luca Bagatin: E' vero che sei un “alchimista operativo”? Ovvero?

Martin Rua: Non è esattamente così. Mi appassiona l’alchimia, quella vera, quella da laboratorio e i libri che leggo sono quelli scritti da alchimisti che materialmente lavoravano ai fornelli nei loro laboratori. Questo però non vuol dire che lo faccia anche io. Almeno non ancora. Ho molto da imparare.


Luca Bagatin: Nel tuo ultimo romanzo “Le nove chiavi dell'antiquario” si parla sia di Massoneria che di Templari. Tematiche che, negli ultimi anni, sembrano andare per la maggiore. Come te lo spieghi?

Martin Rua: Sono due argomenti che portano con sé un bagaglio di segreti e misteri. Due elementi che affascinano l’uomo da sempre. Mettili insieme e ottieni una miscela esplosiva.


Luca Bagatin: A tuo parere i massoni speculativi odierni sono davvero gli eredi degli antichi Templari?

Martin Rua: No, e chi lo pensa è un illuso. Primo perché i Templari sono ufficialmente finiti nel 1314. Secondo perché dei massoni speculativi di oggi credo che pochi abbiano ancora le conoscenze esoteriche di un tempo. Detto questo, però, sono convinto che esistano ancora iniziati, in giro per il mondo, che sanno più di quello che noi sappiamo sulla reale conoscenza dei Templari. E questi iniziati possono anche essere massoni, ma non necessariamente. La Massoneria è una via, un metodo per avvicinarsi all’illuminazione. Ma è “un” metodo, non “il” metodo.


Luca Bagatin: Il tuo primo romanzo, “L'ombra d'argento”, ha avuto come protagonista te stesso. Oggi Martin Rua sembra aver ceduto il passo all'antiquario massone napoletano Lorenzo Aragona, come mai questa modifica?

Martin Rua: Per evitare una certa confusione tra autore e protagonista. Meglio tenere le due cose separate. Almeno per ora !


Luca Bagatin: Che cos'è, per te, la Massoneria oggi ?

Martin Rua: Ho un'idea di Massoneria abbastanza idealizzata e sicuramente lontana da tutti gli stereotipi complottisti così in voga. La Massoneria è una scuola iniziatica, insegna un metodo per migliorarsi. Ma è anche una degli ultimi depositari di antiche tradizioni esoteriche, ormai quasi scomparse. Da questo punto di vista i massoni hanno la grande responsabilità di "custodi".


Luca Bagatin



10 dicembre 2010

"Un viaggio nell'universo dei Rosacroce" by Luca Bagatin (articoli tratti da "Secreta Magazine" di Luglio e Agosto-Settembre 2010)

A.R.C.O.

by Luca Bagatin

Antico Ordine iniziatico il cui simbolismo rappresenta l'unione fra l'anima in continua evoluzione – rappresentato dalla Rosa - ed il corpo fisico rappresentato dalla Croce.



I Rosacroce sono un antico Ordine iniziatico storicamente nato attorno al XV secolo, ma molto probabilmente ben più antico (il teosofo Leadbeater sostiene che si rifacesse agli Antichi Misteri della Tradizione Osiridea dell'Antico Egitto, che utilizzava come simbolo - appunto - la Croce Ansata o Ankh) e che si diffuse in Europa nel XVII secolo.

Oggi, esistono numerosissimi gruppi rosacrociani fra cui la statunitense “Societas Rosicruciana in Civitatibus Foederatis” detta anche “Rosicrucian Society”, fondata nel 1880 ed alla quale dedicheremo un successivo articolo di approfondimento, vista la stretta correlazione fra questa e l'Arco Reale della Libera Muratoria.

In Italia, possiamo trovare tre siti web relativi ai tre gruppi esoterici organizzati che si rifanno ai Rosacroce: l'Associazione Rosacrociana di Max Heindel (www.rosacroce.it) - pseudonimo di Carl Louis Von Grasshoff - il teosofo danese che negli anni '20 del '900 pubblicò "La Cosmogonia dei Rosacroce", che riprese gli insegnamenti spirituali di Helena Petrovna Blavatsky e della Teosofia; l'Antico Mistico Ordine della Rosa Croce (www.amorc.it) fondato dal giornalista americano Harvey Spencer Lewis, che nei primi del '900 si occupò di ricerche psichiche ed il Lectorium Rosicrucianum o Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro (www.rosacroce.info), sorto da una costola dell'Associazione Rosacrociana di Max Heindel per volontà dei fratelli Jan Leene e Zwier Wilhelm Leene.

In questo numero di "Secreta Magazine" vediamo di approfondire il sito web italiano dell'Associazione di Heindel, detta anche Associazione Rosacrociana di Oceanside o A.R.C.O.: www.rosacroce.it

L'Associazione e dunque tale sito web, si propone di diffondere le opere di Max Heindel, come possiamo anche leggere sul "manifesto" in home page, sormontato dal caratteristico simbolo Rosacroce: una stella a cinque punte che racchiude una croce con al centro una rosa.

Nella colonna di sinistra, possiamo trovare le varie sezioni del sito: News (con all'interno tutte le recenti iniziative pubbliche organizzate dall A.R.C.O.); Corsi (con l'elenco dettagliato dei corsi offerti dall'Associazione su filosofia rosacrociana; corsi biblici e di astrologia); Preghiera rosacrociana; Inni (con i canti devozionali di apertura e di chiusura delle cerimonie rosacrociane, scaricabili anche sul computer in formato musicale); Servizi (con taluni rituali rosacrociani scaricabili direttamente sul computer di casa); Sentiero (ovvero la rivista ufficiale dell'A.R.C.O. edita dalle Edizioni Jupiter - www.jupiter-edizioni.it - come gran parte delle opere di Max Heindel); molto interessante è poi la sezione delle Downloads ove è possibile scaricare gratuitamente gran parte delle opere rosacrociane di Heindel, musiche ed inni rosacrociani e numerosi opuscoli informativi ed infine l'immancabile sezione dei Link con l'indicazione del sito ufficiale dell'A.R.C.O. internazionale e dei gruppi A.R.C.O. di Padova e Roma.

Nei numeri seguenti vedremo invece di approfondire i siti web dell'Antico Mistico Ordine della Rosa Croce e del Lectorium Rosicrucianum.


Luca Bagatin


A.M.O.R.C.
by Luca Bagatin



L'Antico Mistico Ordine della Rosa Croce (A.M.O.R.C.) è un Ordine iniziatico di ispirazione rosacrociana, fondato dal giornalista americano Harvey Spencer Lewis, che nei primi del '900 si occupò di ricerche psichiche.

Nel 1915 Lewis, pubblicò il primo Manifesto dell’AMORC e stabilì la prima Loggia a Pittsburgh, ove, nell’agosto 1917 si tenne peraltro il primo convegno nazionale.

Successicamente, Harvey Lewis, intrattenne rapporti con importanti ordini iniziatici europei ed iniziò così la sua opera di proselitismo nel Vecchio Continente, ove nacquero Logge dell'AMORC in Franca, Svizzera ed Italia.

Oggi, gli aderenti all'AMORC sono circa 120.000, ma più che altro mantengono con l'Ordine rapporti epistolari e le stesse affiliazioni avvengono spesso mediante corsi per corrispondenza il che – forse e non propriamente a torto – può lasciare perplessi i veri cultori dell'esoterismo serio.

Il sito web italiano dell'AMORC - www.amorc.it - si presenta curato e molto dettagliato.

Ci accolgono subito chiari riferimenti all'Antico Egitto ai quali la tradizione rosacrociana si rifà pressoché in toto.

In home page troviamo subito una ricca descrizione di che cos'è l'AMORC; la presentazione del Manifesto dell'Ordine; le risposte del Gran Maestro in carica; articoli di cultura rosacrociana e la presentazione di “Rosa+Croce”, ovvero la rivista semestrale organo ufficiale dell'Ordine.

Oltre alla home page, il sito è diviso in sei sezioni:

AMORC: con le relative sottosezioni di approfondimento relative alle origini, allo statuto, all'insegnamento base ed all'URCI che è l'Università Internazionale della Rosa+Croce che organizza seminari aperti al pubblico relativamente alla conoscenza occulta ed esoterica dell'AMORC.

L'Ordine: sezione che – a sua volta – contiene molte altre sottosezioni relative, ciascuna, ai veri gradi di conoscenza esoterica dell'AMORC ed a come è possibile associarsi e seguire, dunque, i vari corsi per corrispondenza

Documenti: sezione che comprende tutti i documenti prodotti dall'AMORC relativi ai suoi scopi sociali e finanche politici legati alla pace ed alla fratellanza universale, nonché le allocuzioni del Gran Maestro Christian Bernard

Martinismo: sezione che riassume gli insegnamenti di Louis-Claude de Saint-Martin, fondatore del Martinismo, appunto, che è anche il culmune dell'insegnamento dell'AMORC.

L'AMORC permette infatti ai suoi membri – dopo aver percorso diversi studi interni – di accedere allo studio del Martinismo (cosa che non avviene, invece, in altri Ordini di ispirazione martinista come ad esempio l'Ordine Martinista Universale)

Contatti: ovvero la sezione che comprende il calendario delle attività pubbliche dell'AMORC e dei vari seminari e come raggiungerli nel più breve tempo possibile

Per finire abbiamo la sezione Varie, comprendente la galleria fotografica, la sottosezione dei link e delle downloads ove è possibile scaricare ulteriori documenti sull'insegnamento rosacrociano dell'AMORC ed alcuni numeri della rivista ufficiale.

L'idea che personalmente mi sono fatto dell'AMORC è tutto sommato di grande perplessità e dubbio.

Già il mondo dei moderni Rosacroce lascia di per sé perplessi, fra veri o presunti Ordini iniziatici, imbonitori, corsi a pagamento ed inziazioni “a distanza”.

Nei documenti che il sito dell'AMORC presenta, troverete infatti e peraltro molti riferimenti storici ed esoterici interessanti, ma altrettanta “aria fritta” e concetti roboanti senza molti appigli all'esoterismo che possiamo definire “serio”, ovvero quello che si rifà all'Alchimia, alla Teosofia, al Martinismo delle origini, o alla Libera Muratoria.

Invito pertanto voi lettori a prendere tutto “con le pinze”, cogliendo l'occasione per invitarvi ad approfondire l'argomento Rosa+Croce per mezzo della lettura di “Zanoni” di Edward Bulwer Lytton. Un romanzo storico che affonda le radici in quell'esoterismo rosacrociano di cui si conosce molto, ma davvero molto poco. E che, probabilmente, non è d'appanaggio di alcuna moderna istituzione che ha voluto attribuirsene la denominazione.


Luca Bagatin



29 luglio 2010

Articolo-intervista di Luca Bagatin allo scrittore Nathan Gelb: tratto dal numero 2 di "Secreta Magazine" del luglio 2009

Vi propongo, qui di seguito, l'intervista che ho realizzato per "il numero due di Secreta Magazine" all'amico Nathan Gelb, autore dei romanzi noir che vedono protagonista Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero.

L.B.



Imbattersi nella figura di Raimondo de Sangro Principe di Sansevero - se non ti occupi o sei appassionato di Alchmia e/o Esoterismo - non è certo cosa ordinaria.
Personalmente, la prima volta che mi imbattei nelle opere dedicate a codesto alchimista, massone, inventore, letterato ed accademico vissuto nella Napoli del XVIII Secolo, fu alcuni anni fa in una polverosissima e particolarissima libreria di Venezia, bagnata dall'acqua e nota a pochi intimi, nella quale si possono trovare testi specifici che raramente le librerie ordinarie sono solite tenere fra i loro scaffali.
Inutile dire che subito me ne innamorai e la prima cosa a colpirmi fu la poliedricità del personaggio: celebre per le curiose sculture ricche di simbolismo conservate nella Cappella Sansevero - come il “Cristo velato” e il “Disinganno” - e che diede vita ad affascinanti invenzioni talvolta ancora oggi in uso come i primi prototipi di robot meccanici (all'epoca definiti “automi”); una macchina idraulica; una carrozza marittima capace di muoversi sull'acqua e moltissime altre ancora.
Di Raimondo de Sangro parla, nell'introduzione, anche un bellissimo romanzo esoterico uscito l'anno scorso per la A &B editrice e scritto da un amico Maestro Massone di Napoli che vuole essere conosciuto solamente con il suo pseudonimo: Martin Rua. E fu proprio Martin ad incuriosirmi e ad avvicinarmi all'interessante simbolismo celato dentro la città di Napoli stessa ed in molti suoi monumenti. Una città nella quale è peraltro ambientato uno dei più bei romanzi sui Rosa Croce mai scritti: “Zanoni” dell'inglese Bulwer-Lytton.
Ed è così che mi sono imbattuto anche in “Delitti sotto la cenere”, raffinatissimo thriller storico edito di recente dalla Sperling & Kupfer e scritto da Nathan Gelb, scrittore amiricano di Chicago nato da un'antica famiglia ashkenazita di Dresda ed il cui vezzo è di scrivere direttamente in italiano (che conosce alla prefezione peraltro !).
“Delitti sotto la cenere”, la cui verità storica è rispettata sin nei minimi dettagli, ha per protagonista proprio il Principe di Sansevero nelle vesti di detector, il quale si troverà appunto a dover indagare su due misteriore morti avvenute nel suo Tempio massonico..
Raimondo de Sangro è infatti Gran Maestro della Massoneria partenopea e Venerabile della Loggia Rosa d'Ordine Magno. E' malvisto sia dalla Chiesa che dal Re del Regno delle due Sicilie, Carlo di Borbone, il quale ha messo fuorilegge le Logge. Egli ed i suoi Fratelli sono dunque costretti a svolgere i loro lavori esoterici in clandestinità. Il Principe, come se non bastasse, è considerato ufficialmente come una sorta di demonio proprio a causa dei suoi studi ritenuti eretici e delle sue invenzioni.
E' in questo contesto che il suo domestico Leonardo ed una giovane donna vengono trovati morti nel Tempio: posti davanti alle colonne, denominate massonicamente Boaz e Jakin, risultano inceneriti, tranne i volti e le gambe. Accanto a loro un anacronistico granchio fellone. Perché? A quale espediente è ricorso l'assassino?
Nel Settecento era d'uso credere all'autocombusione dei corpi ma..... i sottili ragionamenti del Principe riusciranno ben presto a smontare tale tesi.
E sarà proprio per mezzo del suo nobile e sopraffino intuito e della sua capacità di analisi ch'egli perverrà alla soluzione degli enigmi,  via via sempre più intricati , mentre i morti ammazzati, purtroppo per loro, aumenteranno. Il Nostro, assieme all'inseparabile amante Duchessa Mariangiola Ardinghelli, scienziata dell'epoca (anch'ella realmente esistita), ed al giovane pescatore Nicola detto O'Rancio (in quanto pescatore di granchi !) riuscirà a venire a capo della mente diabolica che muove i fili  celati dietro ai delitti.
La trama è certamente appassionante, ma la lettura lo è ancor di più e trascinerà il lettore in questo affresco d'epoca sino all'ultima pagina. Affresco verosimilissimo peraltro e sono pronto ad affermare che Nathan Gelb ha fotografato il de Sangro come pochi sarebbero riusciti a fare in un romanzo.
Le pagine dei “Delitti”, poi, sono impreziosite da finissime stampe d'epoca che ritraggono ora le invenzioni del Principe, ora il suo Palazzo, ora il Teatro San Carlo di Napoli e molto altro ancora e la sensibilità di Gelb ha fatto sì che l'appendice fosse corredata da note che ci permettono di comprendere meglio il come ed il dove si è potuto documentare per mettere in piedi un'opera letteraria che non esito a definire perfetta. La grande disponibilità di quest'autore mi ha concesso, inoltre, l'intervista che segue, alla quale vi lascio non senza prima segnalarvi l'accattivante sito web di Nathan Gelb www.nathangelb.com ove troverete maggiori ragguagli su questo e sul precedente romanzo che ha sempre per protagonista Raimondo de Sangro Principe di Sansevero.

1) Luca Bagatin: Certo non è facile far “recitare” la parte del detector ad un alchimista di 300 anni fa, considerato purtroppo figura minore del panorama culturale italiano ed europeo. Che cosa ti appassiona ed affascina di più della figura storica di Raimondo de Sangro Principe di Sansevero ?

Nathan Gelb: Le paradossali mistificazioni con cui è stata tramandata la sua figura, sempre in bilico fra l'essere demoniaco e il genio incompreso. Affidandogli il ruolo di detector (detective) ho ritenuto di strappargli la maschera di assassino (creatagli dall'immaginario collettivo), per renderlo un acuto investigatore, volto a combattere proprio il crimine. Una sorta di contrappasso.


 
2) Luca Bagatin: Pensi che il Principe di Sansevero, storicamente, meriti maggiore attenzione ? E, se sì, in che senso ?

Nathan Gelb: Certamente. Molto di lui c'è ancora da verificare. Le sue scoperte ed intuizioni meriterebbero maggior approfondimento da parte di specialisti.


3) Luca Bagatin: Il “tuo” Principe di Sansevero, quando sorpreso e/o infuriato, utilizza la tipica affermazione: “Coda de Cifero !”. Che cosa significa e come ti è venuto in mente di metterla in bocca al Nostro ?
 
Nathan Gelb: L'espressione "coda de Cifero" è spiegata nel mio precedente romanzo "Il quadro dei delitti": si tratta di un semplice intercalare "coda di Lucifero", suggeritomi da un gentile esperto in antico vernacolo napoletano.

 

4) Luca Bagatin: Nella prefazione al tuo romanzo, che nei fatti è un dialogo fra te e la tua editor Edi Vesco, dici di credere nella magia sin da quando eri bambino. Puoi spiegarci meglio che cosa intendi per magia ?

Nathan Gelb: Magia, per me, è tutto ciò che è oscuro e necessita d'essere illuminato.
 

5) Luca Bagatin: Da ciò che scrivi sembri un appassionato di esoterismo ed uno studioso di Massoneria. Qual è il ruolo che secondo te potrebbe ricoprire oggi la Massoneria ?

Nathan Gelb: Rispondo con una metafora: essa è un ponte sospeso fra le acque-superiori e le acque-inferiori, tra l'enigmatica Sfinge e l'inquietante Chimera.
 

6) Luca Bagatin: Da quanto scrivi si evince che ti affascina molto la città di Napoli:  che cosa ti ha spinto a documentarti sulla sua storia e cultura e come sei riuscito a caratterizzare così bene i personaggi tipicamente partenopei del tuo romanzo ?

Nathan Gelb: Il fascino di Napoli consiste nell'essere una città mutante. E' la sirena ammaliatrice, che non può essere mai sepolta; è -in abbinata- un'enorme camera funebre come quella di Tutankhamon, la caverna "trogloditica" spalancata nel tufo, che fa pensare a un'antropologia le cui radici affondano nella preistoria. Queste,dunque, le premesse per creare i miei personaggi.
 


7) Luca Bagatin: Pensi che vedremo ancora il Principe di Sanservero indossare i panni del detector in qualche tuo prossimo romanzo ?

Nathan Gelb: Non amo fare progetti. L'idea mi cattura all'improvviso..


8) Luca Bagatin: Che cosa ne pensi del futuro della cultura ed in particolare della letteratura, oggi ?

Nathan Gelb: E' talmente vasto e variegato il panorama sia europeo sia statunitense, e le logiche del mercato sono così diverse, che non riesco a individuare una prospettiva ben definita.


Nel ringraziare Nathan, non posso concludere senza un ricordo alla sua encomiabile editor, nonché scrittrice: Edi Vesco.

Personalmente mi ha emozionato e mi emoziona molto il dialogo fra lui e lei, riportato quale “prefazione” al romanzo dei “Delitti sotto la cenere”, e soprattutto ciò che Nathan scrive, relativamente alla sua tragica dipartita.

Le sue dolcissime parole la ricordano con profonda tenerezza ed è proprio con esse che vorrei concludere:

"Edi Vesco ha collaborato a questo romanzo. Lei e io non eravamo nuovi a queste scaramucce, e pensavo - anzi volevo - continuassero all’infinito. Poi l’inquietante transitorietà terrena si è rivelata all’improvviso. Non annunciata. Però io, nel pieno rispetto per il suo amore verso gli uccelli, preferisco visualizzarla in questa immagine: Edi, poco tempo fa, ha approfittato di una migrazione delle gru di Ibico.. Esse l'hanno accolta nelle loro schiere, ed è volata via. Il mio primo e più intenso ringraziamento lo rivolgo quindi a lei, come se fosse ancora in vita. Edi vive infatti in questo libro che tanto ha amato e nel quale ha profuso talento, creatività, verve, senza la minima presunzione. Trasmettendomi il suo cristallino entusiasmo. Edi, grazie. Non solo per il tuo aiuto, ma per essere oramai residente nel mio cuore. Ciao"

Luca Bagatin



3 febbraio 2010

Jules Verne: un viaggio straordinario nell'esoterismo

JULES VERNE: UN VIAGGIO STRAORDINARIO NELL'ESOTERISMO
di Luca Bagatin
tratto dal numero 2 (maggio-agosto 2009) di YR MAGAZINE
organo ufficiale del Gran Capitolo dell'Arco Reale - Rito di York in Italia




Quanti di noi, da ragazzi, hanno letto i Viaggi Straordinari di Jules Verne, ovvero sono discesi sino al centro della Terra, hanno raggiunto la Luna, fatto il giro del Mondo in 80 giorni in compagnia di Phileas Fogg e di Passepartout e finanche hanno scoperto il mistero celato dietro al Castello dei Carpazi ?
Storie avvincenti, misteriose, ma anche saldamente legate al positivismo ottocentesco.
Ebbene, miei cari, non è proprio così.
Michel Lamy, con il suo "Jules Verne e l'esoterismo" (Edizioni Mediterranee), svela il vero significato delle opere dello scrittore di Nantes: un opera legata al mondo massonico, rosacrociano ed occultistico.
Per coloro i quali avranno la pazienza e la volontà di addentrarsi in questo approdondito volume, alternandolo alla lettura e/o alla rilettura delle opere verniane, si aprirà un nuovo universo letterario. Un vero e proprio universo capovolto.
Verne, nello scrivere i suoi romanzi, era solito utilizzare la cosiddetta "lingua degli uccelli", ovvero un linguaggio criptato fatto di giochi di parole e di simboli.
E così scoprirete che egli era a conoscenza di misteri legati all'esoterismo cataro e templare ancora oggi non del tutto chiari, come quello di Rennes- le-Chateau ed il suo tesoro segreto, nonché il simbolismo della chiesa stessa ed i suoi legami con Maria Maddalena ed il Sacro Graal. Verne era a conoscenza di tutto ciò e lo dichiara e racconta con dovizia di particolari (ovviamente per chi avrà la pazienza e la voglia di decrittare il "linguaggio degli uccelli") nel suo romanzo "Clovis Dardentor" .
Questo è solo uno degli innumerevoli esempi presentati dal Lamy che ripercorre la vita esoterica del Verne, mostrandocene un lato del tutto insolito: iniziato alla Massoneria, adepto dei Rosa+Croce e appartenente alla segretissima Società Angelica - detta anche La Nebbia - legata al raggiungimento della Divinità per mezzo dello studio e dell'approfondimento della Natura, così come la Gnosi.
E così, Jules Verne, ha celato nei suoi celebri "Viaggi", elementi che si rifanno a questi antichi insegnamenti occulti (come ad esempio la credenza gnostica e teosofica della Terra Cava, ovvero la teoria secondo la quale la Terra sarebbe popolata da un misterioso popolo sotterraneo, quello di Agarthi). Molto probabilmente spinto dal suo editore, Pierre Jules Hetzel, anch'egli legato alle sopra citate società esoteriche.
Il volume di Michel Lamy è al contempo semplice come un romanzo, ma allo stesso tempo complesso come un testo di alta filosofia esoterica.
Merita di essere letto almeno due volte per essere meglio compreso, per quanto non sia del tutto in grado di fornirci alcune determinanti domande che naturalmente ci sovvengono.
Qual era lo scopo ultimo di Verne e/o dell'editore Hetzel nel voler celare determinati elementi esoterici in semplici romanzi popolari ?
Perché Jules Verne subì un attentato da parte del nipote, il quale poco prima lo avvertì dicendogli: "Ti seguono, vogliono ucciderti !" ? Chi voleva uccidere Jules Verne e soprattutto, perché ?
Perché, prima di morire, Jules Verne distrusse tutto il suo archivio ?
Che collegamento di può essere fra l'opera verniana e l'avvento di Thule e quindi del nazismo, ventilata nel volume del Lamy stesso ?
A questa domanda, a dire il vero, vorrei dara una risposta. Una risposta che do anche a coloro i quali confondono la Massoneria, la Teosofia e il Rosacrocianesimo con Thule e l'esoterismo che diede origine al più grande abominio della Storia: il nazismo.
L'Ottocento, pur essendo un secolo sostanzialmente legato al positivismo ed alla scienza, fu anche un secolo nel quale nacquero e si costituirono numerosissimi circoli e cenacoli esoterici ed specificatamente occultistici, ovvero legati allo spiritismo ed al paranormale, come mezzo per comprendere la realtà che ci circonda.
Fu così che tornarono in auge le antiche teorie gnostiche derivanti dalle più Antiche Civilità apparse sulla Terra, con particolare riferimento a quella Egizia.
Vi fu pertanto un rinnovato interesse (in realtà mai sopito) per i Rosa+Croce, specie fra i letterati del tempo quali Bulwer-Lytton (che ne fece uno splendido romanzo: "Zanoni") e George Sand, legata alla Società Teosofica.
Ovvero un rinnovato interesse per la conoscenza diretta del Divino per mezzo dello studio del Simbolismo, della Natura, degli Elementi visibili ed invisibili. Conoscenza diretta che avrebbe potuto traghettare l'Umanità verso quella nuova Età dell'Oro profetizzata dai Veda, ovvero gli Antichi testi Sacri indù (invero in ogni tradizione antica si parla dell'Età dell'Oro o di Era dell'Acquario).
Da qui lo studio dell'Oriente, del catarismo e del cristianesimo gnostico.
Taluni stolti pensarono bene che le teorie buddisthe, gnostiche e teosofiche, fossero il modo più rapito per ascendere al Potere sulle masse.
Fu così che a Monaco di Baviera (e qui vi è una stretta connessione con gli Illuminati della Baviera, società infiltrata nella Massoneria di fine '700 per costituire un sanguinario moto rivoluzionario. Le idee degli Illuminati influenzarono pesantemente il marxismo prima ed il nazismo poi, come scritto anche nel volume di Lamy) Rudolf Glauer, nel 1918, fondò la società segreta Thule, la quale deformò e stravolse completamente le dottrine esoteriche di Madame Blavatsky e della Società Teosofica e le rielaborò a suo uso e consumo.
Thule preparò quindi l'ascesa del nazismo caratterizzandosi per il suo arianesimo quale razza superiore rispetto a quella semitica (gli adepti di Thule ritenevano che i Semiti, ovvero gli ebrei, possedessero delle conoscenze e dei poteri occulti che avrebbero potuto annientare la presunta razza ariana).
E' dunque in questo contesto che si confonde l'esoterismo con l'occultismo teosofico e con il nazismo.
La Storia e l'Umanità è piena di organizzazioni che affondano le loro origini e dottrine nelle Antiche Civiltà pre-cristiane. Talune operano per il bene ed il progresso (Massoneria, Rosa+Croce, Teosofia), talaltre contro di essi (nel '700 gli Illuminati di Baviera, poi Thule, il Ku Klux Klan, le Bestie di Satana e molte altre non ancora del tutto individuate ed individuabili...).
Jules Verne e le sue opere si situano dunque in questo contesto. Che meriterebbe davvero anni di studio ed approfondimento per tutti coloro i quali sentono l'esigenza di comprendere la realtà e la Storia per mezzo del simbolismo che ci circonda.




26 novembre 2008

Jules Verne: un viaggio straordinario nell'esoterismo



Quanti di noi, da ragazzi, hanno letto i Viaggi Straordinari di Jules Verne, ovvero sono discesi sino al centro della Terra, hanno raggiunto la Luna, fatto il giro del Mondo in 80 giorni in compagnia di Phileas Fogg e di Passepartout e finanche hanno scoperto il mistero celato dietro al Castello dei Carpazi ?
Storie avvincenti, misteriose, ma anche saldamente legate al positivismo ottocentesco.
Ebbene, miei cari, non è proprio così.
Michel Lamy, con il suo "Jules Verne e l'esoterismo" (Edizioni Mediterranee), svela il vero significato delle opere dello scrittore di Nantes: un opera legata al mondo massonico, rosacrociano ed occultistico.
Per coloro i quali avranno la pazienza e la volontà di addentrarsi in questo approdondito volume, alternandolo alla lettura e/o alla rilettura delle opere verniane, si aprirà un nuovo universo letterario. Un vero e proprio universo capovolto.
Verne, nello scrivere i suoi romanzi, era solito utilizzare la cosiddetta "lingua degli uccelli", ovvero un linguaggio criptato fatto di giochi di parole e di simboli.
E così scoprirete che egli era a conoscenza di misteri legati all'esoterismo cataro e templare ancora oggi non del tutto chiari, come quello di Rennes- le-Chateau ed il suo tesoro segreto, nonché il simbolismo della chiesa stessa ed i suoi legami con Maria Maddalena ed il Sacro Graal. Verne era a conoscenza di tutto ciò e lo dichiara e racconta con dovizia di particolari (ovviamente per chi avrà la pazienza e la voglia di decrittare il "linguaggio degli uccelli") nel suo romanzo "Clovis Dardentor" .
Questo è solo uno degli innumerevoli esempi presentati dal Lamy che ripercorre la vita esoterica del Verne, mostrandocene un lato del tutto insolito: iniziato alla Massoneria, adepto dei Rosa+Croce e appartenente alla segretissima Società Angelica - detta anche La Nebbia - legata al raggiungimento della Divinità per mezzo dello studio e dell'approfondimento della Natura, così come la Gnosi.
E così, Jules Verne, ha celato nei suoi celebri "Viaggi", elementi che si rifanno a questi antichi insegnamenti occulti (come ad esempio la credenza gnostica e teosofica della Terra Cava, ovvero la teoria secondo la quale la Terra sarebbe popolata da un misterioso popolo sotterraneo, quello di Agarthi). Molto probabilmente spinto dal suo editore, Pierre Jules Hetzel, anch'egli legato alle sopra citate società esoteriche.
Il volume di Michel Lamy è al contempo semplice come un romanzo, ma allo stesso tempo complesso come un testo di alta filosofia esoterica.
Merita di essere letto almeno due volte per essere meglio compreso, per quanto non sia del tutto in grado di fornirci alcune determinanti domande che naturalmente ci sovvengono.
Qual era lo scopo ultimo di Verne e/o dell'editore Hetzel nel voler celare determinati elementi esoterici in semplici romanzi popolari ?
Perché Jules Verne subì un attentato da parte del nipote, il quale poco prima lo avvertì dicendogli: "Ti seguono, vogliono ucciderti !" ? Chi voleva uccidere Jules Verne e soprattutto, perché ?
Perché, prima di morire, Jules Verne distrusse tutto il suo archivio ?
Che collegamento di può essere fra l'opera verniana e l'avvento di Thule e quindi del nazismo, ventilata nel volume del Lamy stesso ?
A questa domanda, a dire il vero, vorrei dara una risposta. Una risposta che do anche a coloro i quali confondono la Massoneria, la Teosofia e il Rosacrocianesimo con Thule e l'esoterismo che diede origine al più grande abominio della Storia: il nazismo.
L'Ottocento, pur essendo un secolo sostanzialmente legato al positivismo ed alla scienza, fu anche un secolo nel quale nacquero e si costituirono numerosissimi circoli e cenacoli esoterici ed specificatamente occultistici, ovvero legati allo spiritismo ed al paranormale, come mezzo per comprendere la realtà che ci circonda.
Fu così che tornarono in auge le antiche teorie gnostiche derivanti dalle più Antiche Civilità apparse sulla Terra, con particolare riferimento a quella Egizia.
Vi fu pertanto un rinnovato interesse (in realtà mai sopito) per i Rosa+Croce, specie fra i letterati del tempo quali Bulwer-Lytton (che ne fece uno splendido romanzo: "Zanoni") e George Sand, legata alla Società Teosofica.
Ovvero un rinnovato interesse per la conoscenza diretta del Divino per mezzo dello studio del Simbolismo, della Natura, degli Elementi visibili ed invisibili. Conoscenza diretta che avrebbe potuto traghettare l'Umanità verso quella nuova Età dell'Oro profetizzata dai Veda, ovvero gli Antichi testi Sacri indù (invero in ogni tradizione antica si parla dell'Età dell'Oro o di Era dell'Acquario).
Da qui lo studio dell'Oriente, del catarismo e del cristianesimo gnostico.
Taluni stolti pensarono bene che le teorie buddisthe, gnostiche e teosofiche, fossero il modo più rapito per ascendere al Potere sulle masse.
Fu così che a Monaco di Baviera (e qui vi è una stretta connessione con gli Illuminati della Baviera, società infiltrata nella Massoneria di fine '700 per costituire un sanguinario moto rivoluzionario. Le idee degli Illuminati influenzarono pesantemente il marxismo prima ed il nazismo poi, come scritto anche nel volume di Lamy) Rudolf Glauer, nel 1918, fondò la società segreta Thule, la quale deformò e stravolse completamente le dottrine esoteriche di Madame Blavatsky e della Società Teosofica e le rielaborò a suo uso e consumo.
Thule preparò quindi l'ascesa del nazismo caratterizzandosi per il suo arianesimo quale razza superiore rispetto a quella semitica (gli adepti di Thule ritenevano che i Semiti, ovvero gli ebrei, possedessero delle conoscenze e dei poteri occulti che avrebbero potuto annientare la presunta razza ariana).
E' dunque in questo contesto che si confonde l'esoterismo con l'occultismo teosofico e con il nazismo.
La Storia e l'Umanità è piena di organizzazioni che affondano le loro origini e dottrine nelle Antiche Civiltà pre-cristiane. Talune operano per il bene ed il progresso (Massoneria, Rosa+Croce, Teosofia), talaltre contro di essi (nel '700 gli Illuminati di Baviera, poi Thule, il Ku Klux Klan, le Bestie di Satana e molte altre non ancora del tutto individuate ed individuabili...).
Jules Verne e le sue opere si situano dunque in questo contesto. Che meriterebbe davvero anni di studio ed approfondimento per tutti coloro i quali sentono l'esigenza di comprendere la realtà e la Storia per mezzo del simbolismo che ci circonda.

Luca Bagatin



4 agosto 2008

"ZANONI": un romanzo sul mistero dei Rosa-Croce



Chi è Zanoni, l'immortale Caldeo che si aggira per l'Europa di fine Settecento e sconvolge, con i suoi prodigi, la nobiltà napoletana ?
Nell'inquetante cornice costruita da Edward Bulwer Lytton si dipana la storia d'amore che coinvolgerà la bellissima attrice Viola Pisani, il nobiluomo inglese Clarence Glyndon e Zanoni, appunto, il Maestro Rosa-Croce.
Un romanzo di chiara matrice esoterica e misterica, "Zanoni", mette in luce la contrapposizione fra "bene" e "male", ovvero fra "ateismo" e "spiritualità" (quella dei Rosa-Croce appunto) che consente di comprendere il significato più profondo della Vita e del Tutto solo per mezzo del distacco dalla materialità delle cose terrene.
Ed è così che Zanoni, il Caldeo vecchio di 5000 anni, è ancora bello e giovane nel periodo della Rivoluzione francese e dispenserà generosità ed amore in una Napoli borbonica e pervasa dalla superstizione.
E così la vita di Zanoni s'intreccia a quella di Viola Pisani, attrice rimasta orfana e amata dal nobile Glyndon che pur ella respinge assieme al perfido pittore francese Jean Nicot, fervente ateo e sanguinario seguace di Robespierre.
Ed ecco che il romanzo di Bulwer Lytton diventa crocevia fra verità storica e verità occulta e riesce a conciliare la presenza di figure quali il tiranno Robespierre, simbolo del Terrore e dell'annientamento dell'amore umano e spirituale, con figure occulte e mistiche quali il Guardiano della Soglia e l'universo dei Rosa-Croce, la millenaria confraternita dispensatrice della Luce Universale.
Un romanzo inquietante ed allo stesso tempo bellissimo che fa assaporare un universo, ai più sconosciuto. Un universo che riconosce il libero arbitrio umano, che non lo giudica in sé, ma che mostra anche la strada verso la Divinità eterna priva della materialità tipica del mondo visibile.
Edward Bulwer Lytton, romanziere e politico della metà dell'800, fu amico di Charles Dickens e si occupò a lungo di esoterismo e di storia antica.
C'è chi dice che fu egli stesso membro della confraternita dei Rosa-Croce e l'occultista russa Madame Blavatsky - fondatrice della Società Teosofica - lo riconobbe come "uno che è ancora riconosciuto dalla misteriosa Fratellanza in India come un membro della loro organizzazione".
La Blavatsky parla dei Maestri della Fratellanza Bianca, la cui esistenza è attestata da tutte le scuole e tradizioni iniziatiche e gnostiche orientali ed occidentali e che insegnarono anche a lei tutte le arti occulte.
E così, fra letteratura ed esoterismo, "Zanoni" e indubbiamente un romanzo senza tempo (pur inserito in un preciso contesto storico) fondamentale per colui il quale sa scrutare oltre l'orizzonte.





Luca Bagatin



9 luglio 2008

NOI, BAMBINI DI IERI


Il fanciullo è, più spesso di quanto non si creda, "il padre dell'uomo"
da "Zanoni" di Edward Bulwer Lytton






Il little Bazardelleparole ed il grande Dario Marini sosia di Veltroni
La simpatica little Annina Esposito e la grande Vulvia
Lo svedese little Bagatin e l'evergreen Baglu
La vispa little Rehab e la grande bomba Lucia Conti


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini