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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 settembre 2013

"Habemus Papam" di Nanni Moretti e un ricordo di Peter Boom attraverso la sua testimonianza e le recensioni di Ladymarica e Luca Bagatin

Sabato 28 settembre in prima serata Rai Uno trasmetterà, in prima visione televisiva, il bellissimo affresco cinematografico di Nanni Moretti, "Habemus Papam".

Sono molto legato a questo film non solo in quanto Moretti è, in assoluto, il mio regista preferito.

In "Habemus Papam" recitò infatti anche il caro amico fraterno Peter Boom, al quale questo blog è molto legato per il prezioso contributo politico e culturale che Peter seppe infondervi.

A Peter ero personalmente molto legato, così come oggi lo sono ad Ilona Staller. Peter ed Ilona sono per me le uniche due personalità storiche contemporanee che hanno lottato per la liberazione individuale, attraverso molteplici strumenti comunicativi. Per me è un onore, dunque, aver collaborato con Peter per tre proficui anni.

E' per questo che, di seguito, per omaggiare la memoria di Peter Boom, desidero riproporre due recensioni al film "Habemus Papam", una di Ladymarica (del 5 maggio 2011) ed una mia (del 21 aprile 2011), oltre che riportare una testimonianza dello stesso Peter.

Mi tocca ancora molto il cuore rammentare che, poche settimane dopo la proiezione cinematografica del film, Peter morì, passando all'Oriente Eterno, colto da un improvviso infarto.

Ciao Peter !

L.B.


Michel Piccoli, Nanni Moretti e Peter Boom

Una partita a pallavvelenata: Habemus Papam

di Ladymarica

Immaginate un mondo in cui il papa, appena eletto, si scopra ateo.

E non avrete il film di Moretti ma avrete un mio personalissimo sogno del film.

Perché se si può sopportare che il papa sia uomo e debole nel dio che lo perdona, forse non si può sopportare che il papa non abbia dio. Se dio sceglie il papa (nell’assurdo di un suo eventuale esistere dico) come gli viene in mente di scegliere un ateo?

 

A questo pensavo mentre guardavo l’inizio del film di Nanni Moretti.

Arrivo tardi, lo so, ma infondo non scrivo per Repubblica e mi posso permettere di essere l’ultima a trattarne.

 

L’inizio è lento, bisogna ammetterlo. Per questo ho potuto pensare. Uno dei meno coinvolgenti che si ricordi. O che io mi ricordi, al massimo.

Il papa è morto, lunga vita al papa.

E’ che il vero problema, arriva dopo! Arriva se il papa non è morto. E non per me, non faccio la solita atea, arriva per la Chiesa.

Converrebbe munirsi di una rivoltella per certe partite matte, per certe palle avvelenate. Sono certa che più di qualcuno, se lo strano mondo del film, fatto di sicari della fede, burocrati di dio e amministratori delle croci, esistesse, lo avrebbe pensato.

Ma il papa è morto, lunga vita al papa.

Conclave, fumate e campane.

Lento come sul ritmo della chiesa.

 

E’ all’urlo straziante del nuovo eletto papa che si apre veramente il film.

Dovessi scegliere il momento più evocativo, per fare un favore riassuntivo al prossimo mio almeno, sceglierei proprio quello. Quel grido che si alza nel silenzio di una cerimonia che come sempre stava risultando precisa.

Mi ha colpito la risata generale che si è diffusa nella sala.

Io l’ho trovata una scena straziante: questo povero vecchio, canuto, buono, dall’accento incredibilmente pacifico che trema, che si sente addosso una responsabilità troppo grande. Io, nella mia infinita presunzione, credo di capirlo il senso di quel grido. Un uomo che non vede in se stesso la capacità, la forza di guidare la chiesa intera, si chiede come mai il suo dio (che per lui esiste) gli faccia questo, come mai lo scelga per un compito più adatto agli sciacalli che a un uomo buono, si sente perso, mancando la onniscienza del suo dio. Il grido rappresenta il sentirsi spaccato tra il non sapere quanta colpa abbia l’uomo-papa, senza forza sufficiente, senza coraggio sufficiente, e tra il sentire un dio che ha fatto una scelta sbagliata. E un dio onnipotente e onnisciente non sbaglia. Il grido è il frutto del dubbio, l’espressione dolorosa dell’aver perso, almeno un po’, il senso. E proprio per questo drammatico.

 

Il papa, il nuovo papa, soffoca nei suoi vestiti, che sono tutto meno che bianchi, che sono tanti, pesanti, nevrotici, isterici, orrendi. Si sente l’oppressione fino al sedile da dove lo guardo io. Codardia e umiltà si sovrappongono tanto che anche lo spettatore, un certo spettatore, si sente spazziato, non sa se condannare l’uomo che scappa o se salvare l’uomo che sceglie. Finalmente.

Io, personalissimamente, forse, lo salverei. Ma questo perché se avere dubbi, in generale, è intelligente averli nella chiesa, se sei il papa soprattutto, è anche meglio. E lo salverei perché mi piace pensare che non sia mai tardi per levarsi la veste, anche bianca, e fare, boh, l’attore per esempio.

 

La realtà, che pareva tanto normale nel conclave e nelle fumate, nei giornalisti poco svegli e nelle facce dei cardinali, diventa sempre più assurda. A questa realtà possibile nella partenza ma sempre più incomprensibile, stravagante, sempre più tendente all’assurdo, si mischia, come ingrediente separato all’inizio, altro assurdo. La realtà diventa assurdo, già detto, ma parallelamente l’assurdo, un altro assurdo, diventa reale. L’assurdo portato sulla scena, come preso per i capelli, repentino e visibile, dall’analista Moretti.

  

Moretti porta sulla scena i problemi e i caratteri fissi della psicologia, la gioia della cultura (c’è una scena meravigliosa in cui l’analista Moretti rintraccia nella bibbia -l’unico libro che ha trovato lì-  “segni della depressione”), porta sulla scena i problemi dello psicologo che superano e travolgono i problemi dei cardinali-pazienti.

 

Ma più di tutto Moretti porta sulla scene il dramma di una partita di pallavolo senza finale.

Eccolo l’assurdo, che parte assurdo e che subentra ad una realtà che invece diventa assurda più lentamente: i cardinali non finiscono il torneo che Moretti aveva organizzato per loro attendendo che il papa finisse le bizze.

 

E il punto, che io evidenzierei anche un paio di volte, è proprio questa relatività del dramma. E’ un dramma che il papa non voglia far il papa? Ma perché dovrebbe essere un dramma meno grave un torneo di pallavolo interrotto a metà? Chi stabilisce quale sia il dramma maggiore? O anche solo se ce ne sia uno maggiore.

Il dramma di Moretti è una scelta di libertà, fatta dai cardinali, sulle priorità, proprio come il dramma del mondo cattolico con un papa scappato/perduto è per il papa stesso una scelta di libertà, di rimescolamento delle priorità.

 

Proprio questo mi ha affascinata del film, questo mescolamento delle cose importanti alle cose non importanti, in un modo che alla fine dimostri come le une e le altre siano ribaltabili e incredibilmente relative alle esistenze singole.

 

Peccato che la scelta del papa, alla fin fine, non venga rispettata perché, come sempre, come nell’attualità, come nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici, quello che la chiesa non riesce a sistemare con la scusa della fede e l’indottrinamento, lo sistema con forza e imposizione. Ma il finale, fortunatamente, è poco prevedibile. Non lasciatevelo anticipare da me!

 

Nonostante io da piccola giocassi a palla avvelenata nel film si dice che è da cinquant’anni circa che non esiste più.  Quanto vorrei, tra cinquant’anni, che si dicesse la stessa cosa della chiesa cattolica! Forza e coraggio, dovevamo iniziare ieri.

Peter rispose, in un commento, alla nostra Lady e le scrisse:

Cara Marica, complimenti per la Tua recensione bellissima. Hai colto proprio nel segno! Peter Boom (ex-cardinale dell'Oceania).
http://www.pansexuality.it


Habemus Papam: un film non antireligioso, bensì umano

di Luca Bagatin


Ho visto in questi giorni, per la prima - e spero non ultima - volta l'atteso film di Nanni Moretti "Habemus Papam", con Michel Piccoli e, fra gli altri, con il mio caro amico Peter Boom, che da anni cura sul mio blog la rubrica sulla Pansessualità ed i diritti civili.
Conoscevo già il contenuto di alcune scene perché proprio Peter me le aveva sommariamente raccontate lo scorso anno, quando mi trovavo a Roma e lui recitava sul set.
"Habemus Papam" è un film semplice, ma profondamente significativo e che merita assolutamente di essere visto più e più volte.
Michel Piccoli è straordinario nella sua verve tragicomica: mostra un Papa dei cattolici per la prima volta umano, denudato dell'ipocrisia del suo ruolo.
Piccoli - Papa dei cattolici
, incarna infatti l'attore che dismette il suo ruolo, per tornare a quello di semplice essere umano.
"Habemus Papam" di Moretti è la rappresentazione cinematografica della realtà dei ruoli pubblici, siano essi quelli di Papa, di politico, di presentatore televisivo: in pubblico fingono come gli attori più consumati, sino a snaturare sè stessi, la loro umanità, per diventare come degli automi nelle mani di altri automi (i Cardinali, il Potere Vaticano, nella fattispecie dei Papi dei cattolici).
Michel Piccoli - Papa
non si sente a suo agio nel ruolo che è stato chiamato a ricoprire. Non sopporta il peso delle sue responsabilità papali, di capo supremo della Chiesa cattolica e, quindi, cade in depressione sino a fuggire, aggirandosi per le vie di Roma.
Lo psichiatra Nanni Moretti, ateo dichiarato, costantemente giudicato ed osservato dal Potere Vaticano dei Cardinali, difficilmente riuscirà a guarirlo. Glielo impediranno proprio loro: gli automi.
Durante la fuga del Papa, purtuttavia, riuscirà ad umanizzare persino i Cardinali, organizzando un grottesco e giocoso torneo di pallavolo. I Cardinali torneranno ad essere bambini ed i bambini, come ricordava Maria Montessori, sono i padri degli uomini.
Da Cardinali seri, grigi, impettiti e persino abusatori di psicofarmaci, tornaranno alle loro origini umane.
Ho amato molto il ruolo interpretato dall'amico Peter Boom: il Cardinale neozelandese O'Neil. Ironicissimo e apparentemente ingenuo nella gestualità e nel modo di porsi. Encomiabile la sua interpretazione durante la partita di pallavolo (nella squadra dell'Oceania, inventata su due piedi dallo psicanalista Nanni).
Non voglio purtuttavia svelarvi il finale del film: il Papa Michel Piccoli, accetterà il suo ruolo di automa fra gli automi, o si avvicinerà a Dio nel modo più naturale possibile, ovvero tornando uomo fra gli uomini ?




HABEMUS PAPAM, una bella avventura

di Peter Boom

Ho vissuto nella parte di un cardinale la lavorazione del film Habemus Papam come una bellissima avventura, ricca di un'autentica e sentita interpretazione artistica e professionale di Nanni Moretti e di tutti gli attori. Il primo ciak per me era per esprimere la paura e la disperazione di venir eletto. E certamente non era per l'enorme responsabilità che in fondo nessun papa è in grado di affrontare e questo si è visto nella storia della chiesa di Roma, ma laddove i cardinali godono ancora di certe libertà i papi sono troppo esposti a controlli e critiche dal interno e da tutta la società.

Il personaggio del papa eletto, interpretato in modo splendido da Michel Piccoli, invece sente profondamente questa responsabilità e non sa come affrontarla in modo giusto e cristiano. Pensiamo ad una morale veramente cristiana, che parla di povertà, di non giudizio e già ci si convince che non è per niente in sintonia con una chiesa che si è dimostrata agli opposti. Il Vaticano infatti non sa affrontare nemmeno un dibattito per un eventuale cambiamento nel senso puramente cristiano e rimane arroccato su politiche anticristiche.

Habemus Papam viene accusato di essere una offesa alla fede cristiana. Sarà un mio parere personale, ma sono proprio i papi ad offendere la figura di un Gesù Cristo, esistito realmente o invece no.

Zeffirelli, che ho conosciuto dai tempi di Rocco e i suoi fratelli (1960) del grande Visconti, parla di un insulto alla fede dei cattolici ed al papa e di un'arruffianata di un regista (Moretti) di sinistra. Ha dimenticato tutto d'un botto che a destra ci stanno molti laici, come a sinistra ci stanno molti cattolici (finti o meno). Visconti era coraggiosamente omosessuale, questo vale anche per Zeffirelli ed io stesso sono un fervente attivista gay o meglio detto “pansessuale” e mi chiedo come faccia Franco Zeffirelli a rispettare una chiesa che lo accusa per omosessualità e blatera a destra e a sinistra allucinanti e fuorvianti giudizi sulla sessualità in genere. Un teologo tedesco ha parlato apertamente dell'omosessualità di papa Ratzingher.

Ho letto l'interessante giudizio del nobile Sforza Ruspoli che dichiara che è lo spirito santo a scegliere i pontefici, dimentico forse che allora le crociate, la caccia alle streghe, l'inquisizione, le atroci torture, il rogo di Giordano Bruno, lo IOR, l'imposizione del segreto sulla pedofilia dei preti e molte altre cose carine sarebbero state ordite ed inspirate in origine da questo loro spirito santo.

Un'altra illuminante esternazione dice che “non è la psicanalisi che salva l'uomo”. Infatti, nel film anche Moretti prende un po' in giro la psicanalisi che invece può aiutare ad approfondire la condizione psichica dell'uomo senza mettere regole o dogmi asfissianti. Pericolosa è invece l'affermazione “gioca con i fanti e lascia stare i santi”, proprio in vista della santificazione di un papa che per diventare santo non avrebbe dovuto sapere niente di ciò che avveniva dentro il Vaticano (IOR, pedofilia, etc., etc.). Forse papa Luciani è morto proprio perché si sentiva più responsabile e volle cambiare certi comportamenti.

Giusta infine la risposta di Nanni: “Vedete prima il film, poi giudicate liberamente!” L'auspicato boicottaggio del film ricorda soltanto il rogo dei libri effettuata dai nazisti nel 1933.




23 maggio 2013

Una festa per Peter ! FORZA RAGAZZE E RAGAZZI, OLEEEEEE' !!!


Così mi piace ricordare Peter, ovvero in versione "Babbo Natale" presso l'ospedale di Viterbo ove si recava a far visita ai bambini malati

Peter Boom manca da questa terra da due anni.
Ancora non mi sembra vero e non mi sembra vero soprattutto perché oggi più che mai avremmo bisogno di persone come lui.
Militante omosessuale, repubblicano e massone contro il bigottismo, il finto perbenismo, l'ipocrisia e la disonestà morale ed intellettuale.
Peter collaborò con me, a questo blog, per tre anni buoni, veicolando tematiche di libertà e liberazione intellettuale, morale e sessuale. Che sono quegli aspetti che mancano alla politica d'oggi, senza amore, priva di onestà e di moralità.
Né Peter né io siamo stati dei politici, né avremmo voluto diventarlo. Veicolavamo semplicamente tematiche culturali e politiche, con intransigenza, senza compromessi, pubblicando tutto ciò che c'era da dire e facendo tutto ciò che c'era da fare. E molto ce ne sarebbe ancora.
Per Peter e non solo per lui, continueremo a battagliare con la forza del cuore.
Come ricorda il comune amico Francesco Uda (ideatore e curatore del sito web www.peterboom.it e autore dei miei manifesti elettorali, per inciso):

nel Suo testamento Peter scriveva: “… di volere un’allegra sepoltura o cremazione, vietando ogni rito confessionale, in considerazione che la morte sia un ultimo happening, una naturale felice liberazione. ”

E ALLORA!!!!
"UNA FESTA PER PETER"

Il 24 maggio 2013

Una Festa per ricordare l'amico PETER BOOM che il 26 maggio 2011 ci ha lasciato !



CIAO PETER, TI VOGLIO BENE !
articolo di Luca Bagatin del 27 maggio 2011


Ho appreso ora di una triste, tristissima notizia.
Una di quelle notizie che, quando arrivano, non te le aspetti: ti fanno crollare il mondo addosso.
Un mondo di affetti, di sincere amicizie, di collaborazioni culturali indissolubili.
Peter Boom è deceduto ieri sera nella sua casa di Bagnaia.
Rileggendo quest'ultima frase mi sembra ancora impossibile. Mi aveva scritto solo ieri un commento sul mio blog e ci eravamo sentiti al telefono solo qualche giorno prima.
I suoi amici mi hanno detto che, sino a ieri, stava bene. Poi il suo cuore non ha retto.
E' difficile per me scrivere queste righe nelle quali vorrei dire quanto a Peter ho voluto bene. E' stato per me un padre, un amico, un fratello.
E' sempre stato il primo, fra le persone che conosco, ad avere avuto una parola buona per me, specie nei momenti del bisogno.
Anche nei momenti in cui non volevo sentire nessuno, lui, con pazienza, iniziava a chiamarmi a casa o al cellulare sino a che non rispondevo. E, con un sorriso e qualche battuta, riusciva a tirarmi sù il morale.
Mi mancherà, e moltissimo, il suo accento olandese. Mi mancheranno moltissimo i suoi articoli sulle libertà sessuali, sulla pansessualità ed i diritti civili che, settimanalmente, pubblicavo sul mio blog da oltre tre anni. Mi mancheranno i commenti - sempre molto arguti - che quotidianamente lasciava sul mio blog.
Il mio blog, senza la collaborazione di Peter Boom, non sarà più lo stesso.
Mi aveva confidato che in questo periodo, peraltro, stava scrivendo un libro nel quale parlare, senza pregiudizi, della sua Teoria della Pansessualità (che ancora l'empia Wikipedia rifiuta di riconoscergli, nonostante sia accreditata dalla comunità scientifica internazionale) e di cui ci rimane il suo ottimo sito web http://www.pansexuality.it.
La vita di Peter Boom è stata una vita vissuta in pienezza e totale libertà. E' stato investigatore privato, cantante, attore, doppiatore, militante omosessuale.
Solo ieri, ironia della sorte, ero presente alla proiezione, presso Cinemazero a Pordenone, di un documentario che ricordava l'epopea del FUORI !, il primissimo movimento di liberazione omosessuale in Italia. Peter ne fu parte attiva, negli anni '70, al punto da essere anche il primo a realizzare un disco gay con la canzone "Lui ama lui".
Peter ha, recentissimamente, avuto la possibilità di vedere il successo dell'ultimo film di Nanni Moretti - Habemus Papam - che anche lui ha magistralmente interpretato, recitando i panni del Cardinale O'Neil. Vedremo Peter ancora al cinema ad ogni modo e fra non molto, con "Appartamento ad Atene" di Ruggero Dipaola e di cui vi parlerò quanto prima.
E' stato per me un onore essere il primo a venire a conoscenza delle sue nuove collaborazioni cinematografiche, che hanno rinverdito la sua cinquantennale carriera nel cosiddetto Mondo dello Spettacolo.
Vorrei dire molte cose e, questo, non sarà l'ultimo articolo che dedicherò a Peter.
E' stata una fra le poche persone importanti che hanno riempito ed influenzato la mia vita.
Ciao Peter, ti voglio bene.

Luca Bagatin




15 febbraio 2013

Il testamento massonico di Peter Boom. All'insegna della pace e dell'amore universali.



Peter Boom, carissimo amico fraterno purtroppo scomparso, nonché collaboratore di questo blog, già attivista per i diritti civili degli omosessuali ed in favore delle libertà sessuali in genere, attore olandese, scrittore, cantante, artista poliedrico e ideatore della Teoria della Pansessualità, oltre a tutto ciò, era anche un Iniziato alla Massoneria.
Lui stesso non ne faceva mistero, anche se non lo sbandierava. Era un "massone in sonno" da diversi anni, quando lo conobbi io, ma mi raccontò della sua iniziazione - negli Anni '50 - in una Loggia olandese e, successivamente della sua affiliazione, una volta giunto in Italia, al Grande Oriente d'Italia e della sua amicizia con l'eminente dignitario del GOI Elvio Sciubba.
Peter era prima di tutto un libero pensatore e la sua idea di Massoneria era essenzialmente pratica. I suoi ideali di fratellanza universale ed amore incondizionato, mal gli facevano comprendere e sopportare le varie divisioni interne ed esterne all'Istituzione, per cui aveva, da anni, scelto la strada dell'attivismo libertario.
Peter, la cui presenza mi manca davvero molto, mi aveva affidato questo suo "testamento massonico", pronunciato in Loggia quando ancora il mondo viveva in piena Guerra Fredda.
E' stato per me un piacere trascriverlo e trasmetterlo, qui, di seguito, integralmente, sia in forma cartacea che scritta (l'italiano è un po' incerto, a causa del fatto che - quando Peter lo scrisse - era da poco giunto del nostro Paese).

L.B.






Quando sono entrato per la prima volta bendato nel tempio per l'iniziazione, sono stato in grado di lasciarmi guidare con molta fiducia dal Maestro esperto, specialmente perché sapevo di essere cieco; come siamo ciechi tutti perché non sappiamo finora vedere completamente la via di portare le responsabilità dateci dal Grande Architetto.
Poi perché avevo simbolicamente lasciato dietro di me i metalli (oro, argento, danaro ecc...), che spesso fanno deboli gli uomini.
*************** cioè "conosci te stesso" c'era scritto sul tempio di Apollo a Delfi, ed è la massima che Socrate fece propria.
Anche noi dobbiamo sempre tener presente che siamo deboli ed aperti a tante influenze, buone e cattive, che non sappiamo ancora ben conoscere.
Perché un nostro grandissimo Maestro, Gesù Cristo, scacciò fuori dal tempio con la frusta quelli che facevano affari là dentro e cambiavano moneta ?
Perché sapeva bene cosa è il denaro e come dannosamente influisce su noi esseri umani.
Egli desiderava vedere nel tempio un'atmosfera di purezza umana senza nulla che potesse richiamare alla mente la corruzione.
A che cosa servirebbero nei templi i simboli significativi e le profonde parole che ci indirizzano sempre di nuovo verso un buon lavoro e verso nobili pensieri ? Questi simboli che influenzano l'uomo più spesso attraverso l'inconscio sono stati usati anche purtroppo, da tante forze religiose per soggiogare intere popolazioni, invece di far uso di questo simbolismo misterico per allargare la mente umana e indirizzarla verso il bene.
Hanno creato così fra l'altro con un regime di paura ed assolutismo un falso cristianesimo il più delle volte per il proprio interesse; non avendo compreso che il proprio interesse dev'essere allargato tanto da abbracciare l'interesse comune, l'interesse di tutti.
L'egoismo dev'essere sviluppato tanto da diventare egosimo comune; io come uomo voglio star bene, ma so di non star bene se tutti non stanno bene, per la semplice ragione che possono scoppiare dei conflitti come per esempio: guerre, scioperi, rivolte, scandali, liti ecc. ecc.
Questa è socialità nata da una visione più larga del proprio interesse, ecco perché "Conosci te stesso".
Se conoscessimo noi stessi sapremo come praticare la vita, potremo anche portare le nostre responsabilità. Non è forse un'onta per l'umanità che non sia possibile nemmeno porre termine alle guerre ?
I popoli si dividono per motivi irrazionali di nazionalismo, fanaticamente inteso, e si lasciano entusiasmare per una guerra in pochi giorni dalla propaganda.
Nemmeno noi Massoni di tutto il mondo siamo stati capaci di riunirci veramente e viviamo ancora divisi dentro la nostra organizzazione stessa. Perché non ci sappiamo riunire sotto gli auspici del Grande Architetto dell'Universo con quel senso di religiosità cosmica (come lo chiamava Einstein) ? La quale è quel profondo meravigliarci della vita e delle cose, e che renderci conto che noi siamo qui in mezzo all'Universo semplicemente per vivere, e per imparare a vivere bene, senza gettare la colpa delle nostre sfortune su qualche povero Dio per sbrigarci così delle nostre responsabilità.
Non per niente un uomo come Einstein, che fu un essere umano molto libero di pensiero, ha potuto scoprire la "relatività".
Perché per concepire l'idea della relatività bisogna essere dei veri liberi pensatori, se no è facile che ci si perda nel vuoto e che non si sappia più dov'è il posto dell'uomo e perché si vive.
Negli ultimi anni grandi uomini fra i quali, appunto, Einstein, e poi Gandhi, Russell ed altri, hanno lottato per la pace in tutto il mondo, ma i governi restavano sordi.
Si diceva: sì ! è buono questo tentativo, ma cosa può fare un solo uomo, o che cosa può fare un solo governo ?
E' così che non si è potuto fare completamente nulla, e stiamo tutti qui come bambini senza far niente.
Ci si domanda talvolta: perché vivere ancora a questo mondo se non si può cambiare nulla ?
Per quale motivo facciamo ancora quel poco lavoro che facciamo, sapendo che andando avanti così esso non ha più alcuna importanza ? Ma noi non vogliamo continuare così.
E proprio adesso è il tempo di cominciare a cambiare le cose, e di riunirci tutti per aprire quella porta chiusa, che noi stessi teniamo serrata.
Noi uomini di buona volontà di tutto il mondo abbiamo in mano la chiave di quella porta che ci apre la via della pace.
Ma, abbiamo detto, che cosa può fare un solo uomo, un solo governo, una sola metà libera del mondo ?
A guardare bene, ciascun uomo può fare molto nel proprio ambiente, dando un buon esempio nella pratica della vita (morale etc.) e portando un po' di luce nelle menti più ristrette, che sanno pensare soltanto in termini di nazionalismo fanatico ed intollerantamente.
Ciascun governo può fare molto associandosi in alleanze o, meglio, in federazioni con altri governi, scambiando liberamente punti di vista con altri Paesi e lottando contro il ristretto sentimento nazionale e contro i monopoli, dannosi per la libertà dei popoli.
Una sola metà del mondo potrebbe fare tutto, se lavorasse positivamente e onestamente all'evoluzione progressiva; perché credo che l'altra metà a poco a poco si libererebbe e seguirebbe vedendo il lavoro positivo e le buone conseguenze di una tale attività.
Tutto questo è nel nostro stesso interesse !
In ciò secondo me noi Massoni abbiamo un compiato da svolgere: aprire le porte dei pregiudizi ristretti e locali, che ci hanno tenuto finora nella terribile schiavitù delle guerre, delle miserie e delle paure non necessarie, e affratellare le nazioni con la progressiva abolizione delle frontiere e l'istituzione di governi comuni, per realizzare questo ideale di quasi tutta l'umanità: la pace.


Peter Boom



23 dicembre 2012

"Un'ombra nell'ombra" di Pier Carpi, film horror del 1979 (con la partecipazione anche dell'amico Peter Boom)



Ieri sera, per la prima volta, ho avuto il piacere di vedere il film horror "Un ombra nell'ombra", del 1979, di Pier Carpi, tratto peraltro dal suo omonimo romanzo.
Pier Carpi è certamente l'autore del mistero che più di altri mi ha permesso di conoscere ed approfondire le questioni relative alla Magia, alla Massoneria, al paranormale.
Fu giornalista e fumettista, prima ancora che regista, fra gli anni '60 e '90, morendo prematuramente nel 2000.
"Un'ombra nell'ombra" non è un film convenzionale. Ricco di simbolismo, autentico o romanzato che sia (più spesso autentico, con ottime scenografie e cura dei dettagli negli oggetti di scena, come le spade rituali ed i costumi/mantelli indossati), ha per protagonista le donne (interpretate da attrici del calibro di Valentina Cortese, Irene Papas e Anne Heywood). Donne che, nel film, hanno scelto di servire Lucifero, salvo pentirsene amaramente. Spose del Demonio, sono impossibilitate ad avere rapporti sessuali con altri uomini e non possono condurre una vita normale.
La figlia di una di esse, Daria (una giovanissima Lara Wendel), scopre ben presto di essere figlia del Demonio ed a comportarsi come tale, uccidendo tutti coloro i quali le sbarrano il passo. Sino al punto dal voler impadronirsi del potere papale, dirigendosi verso il Vaticano.
Nella scena finale mi ha piacevolmente colpito il fatto di avervi riconosciuto un giovane Peter Boom, carissimo amico e già collaboratore di questo blog, nei panni di taxista (peraltro spaventatissimo dalla sguardo "demoniaco" della passeggera-Daria).
Tutto ciò mi ha fatto curiosamente pensare al mio recente libro, "Universo Massonico" (Bastogi editrice), che è dedicato - fra gli altri - proprio a Peter Boom (amico senza tempo) e nel quale Pier Carpi è nominato numerosissime volte, proprio perché alle sue opere misteriosofiche ho attinto moltissimo.
E' un'evidente coincidenza. Diciamolo subito ai numerosissimi "complottisti del put", che potrebbero ravvisare in tutto ciò chissà quale disegno satanistico ahahahahah

Alcune scene del film con protagonista l'amico Peter Boom (1936 - 2011)



28 settembre 2012

"Appartamento ad Atene" dal 28 settembre nei cinema: l'ultimo film in cui recitò Peter Boom


Peter Boom, al centro, in una delle scene di "Appartamento ad Atene"

Da oggi, in tutti i cinema d'Italia, uscirà "Appartamento ad Atene", film di Ruggero Dipaola tratto dal romanzo di Glenway Wescott.
E' un film drammatico, ambientato durante l'occupazione nazista della Grecia, interpretato, fra gli altri, da Laura Morante e dal mio caro amico Peter Boom, scomparso l'anno scorso.
Peter mi raccontò a lungo, nell'estate del 2010, del periodo in cui lo stava girando in Puglia, se non ricordo male. Lui nei panni di un ufficiale tedesco, marziale e con addosso degli stivali che gli facevano male ai piedi !
Pur in quei panni così lontani dal suo modo di essere (mi è già capitato di vedere alcune scene in cui Peter è tutt'altro che tenero), mi commuoverò nel rivedere Peter Boom nella sua ultima interpretazione da attore.
E non smetterò mai di dire che mi manca la sua rubrica sui diritti civili e le libertà sessuali, qui, su questo blog, come mi manca il sentirlo al telefono, l'incontrarlo a Roma. E' proprio vero che non tutti i lutti si riescono a rielaborare. Non si riescono a rimarginare le ferite provocate dalla perdita di un caro amico e/o di una persona cara.
Entrambi, sia io che Peter, anche se in modi diversi, non abbiamo mai creduto nell'esistenza del Paradiso. Nessuno dei due ha mai avuto paura di morire, con la differenza che io ho sempre avuto molte più perplessità di lui relativamente ai concetti di "vita" e "morte". Relativamente al senso di "giustizia" di entrambe.
Non credo, dunque, che Peter potrà mai leggere queste righe e/o vedrà mai questo suo ultimo film da una fantomatica "nuvoletta" nei cieli.
Purtuttavia penso sia importante che a leggerle ed a vederlo, siano altri. E sono certo che Peter l'avrebbe pensata allo stesso modo.

Luca Bagatin (nella foto con Peter Boom: Roma, primavera 2010)



22 maggio 2012

Luca Bagatin ricorda l'attore e militante per i diritti civili Peter Boom (e vi invita alla festa in suo onore)







11 luglio 2011

Ricordando Peter, che è volato via



Quest'estate avrei dovuto passare le mie vacanze a Bagnaia, provincia di Viterbo, a casa di Peter Boom.
Lo confesso con un po' di commozione perché della sua scomparsa, nonostante sia passato oltre un mese, ancora non mi capacito.
Peter, oltre ad aver animato per diversi anni questo mio blog con una rubrica sulle libertà sessuali ed i diritti civili, è stata anche la persona che più mi è stata vicina dei momenti di maggiore difficoltà.
Si era da poco conclusa la storia d'amore con la mia ormai ex ragazza e Peter è stata l'unica persona che è riuscita a farmi rispondere al telefono ed a parlare. Fu in quell'occasione che mi propose di passare le vacanze da lui, nella sua casa di campagna di Bagnaia, nella quale avrebbe invitato anche gli attori che avevano interpretato il ruolo di cardinali nell'ultimo film di Nanni Moretti, "Habemus Papam".
Peter morì qualche giorno dopo quell'ultima telefonata che mi fece ed io so che questo vuoto, in me, ci sarà sempre, così come se a morire fosse stato un padre o un fratello.
Vorrei qui di seguito ricordalo ancora (e certo non sarà l'ultima), attraverso due video che la comune amica Doriana Goracci ha postato su youtube.
Nel secondo video, in cui si ripercorre la carriera di attore di Peter Boom, passando dagli anni '60 ad oggi, è possibile anche ascoltare la sua voce....mi sembra ieri....

L. B.




6 giugno 2011

Un BOOM per Peter

Martedì 7 giugno 2011, alle ore 21:00 è stata organizzata una FESTA per ricordare PETER BOOM presso il Due Righe Book Bar Via del Macel Maggiore 1-3
VITERBO -zona San Pellegrino


PETER VOLEVA QUESTO





5 maggio 2011

L'INFEDELTA' DELLA COPPIA: articolo di Peter Boom (con riflessione finale di Luca Bagatin)

L'INFEDELTA' DELLA COPPIA

di Peter Boom


Da quando è stata concepita l'idea della fedeltà si è sviluppata l'infedeltà nelle sue diverse applicazioni. Almeno il 50% delle persone che vivono l'esperienza matrimoniale e delle unioni di fatto etero- o omo-sessuali è stato infedele sessualmente al proprio compagno o compagna.

Se poi si dovesse includere nell'infedeltà anche l'auto-erotismo, la masturbazione, il voyeurismo oggi soprattutto su internet, i desideri non realizzati e i sogni lascivi, allora probabilmente la percentuale di infedeli arriverebbe quasi al 100%.

E' noto che circa il sette percento è infedele avendo rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, rapporti due volte da nascondere (infedeltà e omosessualità).

Naturalmente le agenzie investigative lucrano e vengono incaricati di scoprire chi se la fa con colleghi di lavoro, attraverso le chat, incontri occasionali o con trans, accompagnatori, escort, etc., un vero business!

Il nostro sistema sociale indirizza la gente al matrimonio con una cerimonia che fa giurare eterna fedeltà (finché morte non vi separi) e di garantire assistenza morale e materiale.

Tutto sembra iniziare con le migliori intenzioni, ma poi ... sorgono problemi di soldi, a causa dei figli, i rapporti sessuali non vanno più come prima, l'amore e l'affetto diminuiscono, la salute non è più quella, possono presentarsi periodi di lontananza come quelli durante le vacanze o viaggi d'affari e molti altri motivi, troppi da enumerare, come cause dell'infedeltà.

Esistono anche le unioni che reggono proprio a causa dell'infedeltà e che altrimenti salterebbero.

Confidarsi col partner è sicuramente problematico perché non si sa mai come reagirebbe. Possono verificarsi reazioni violente, liti continue, complicazioni a livello psichico, finanziario, familiare (parenti, figli, divorzio o separazione), può risultare un senso di repulsione per l'altra persona; non si riescono più ad avere rapporti sessuali, a dormire insieme, insomma le conseguenze possono essere innumerevoli e anche gravi per la convivenza. Se scoppia uno scandalo talvolta si perde la stima dei parenti, dei figli, dei conoscenti, può avere conseguenze sul lavoro, tutte situazioni preferibilmente da evitare.

La nostra spinta sessuale può manifestarsi in ogni momento, proprio quando meno lo aspettiamo e può sorgere anche un vero sentimento di affetto o d'amore e ... tante volte non ci possiamo far niente, capita. Confidarsi quindi col proprio compagno o compagna può essere molto rischioso e bisogna soppesare bene quale disastroso diluvio potrebbe causare.

E tutto questo per una colpa o meglio detto un'azione che fa sicuramente più della metà dell'umanità. D'altra parte bisogna considerare che non confessarsi col partner è disonesto e che sarebbe meglio parlare, sempre se la controparte è disposta a comprendere e perdonare, ma ... questa è e rimane un'incognita rischiosa. Peggio ancora se la cosiddetta trasgressione è di tipo omosessuale o trans. Visto la enorme quantità di “corna” bisognerebbe forse cercare di diminuire i sensi di colpa e dare meno importanza a scandali che sono perfettamente naturali, spesso ineludibili e che quindi non dovrebbero più venir considerati come tali.

La fedeltà nella coppia è bellissima finché dura, ma quando non viene più sentita può diventare un inferno.


Peter Boom – http://www.pansexuality.it - 


L'INFEDELTA' DI COPPIA E' SINONIMO DI IPOCRISIA

di Luca Bagatin




Peter Boom ha sicuramente ragione, ma dal suo punto di vista.
Personalmente la penso diversamente, nel senso che ritengo che sia proprio nell'infedeltà che si manifesta tutta l'ipocrisia e la psicosi della gran patre della Razza Umana.
Se una coppia scoppia, per così dire, perché mai mettere l'uno le corna all'altra o viceversa ? Molto meglio parlarne prima e lasciarsi.
Ed invece no. Ipocrisia, bugie, sensi di colpa, totale mancanza di rispetto nei confronti del prossimo.
In una parola: malattia mentale di matrice colposa.
Malattia mentale di matrice colposa così diffusa da essere il cancro endemico della società occidentale di massa e di classe, ovvero che accomuna tutte le classi sociali.
Personalmente l'infedeltà di coppia è comportamento che non riesco a comprendere. Al massimo lo annovero fra le psicosi e le cattiverie dell'animo umano.
Se una persona non è in grado di essere fedele, molto meglio che lo dichiari a priori.
Se una persona non sopporta più la/il compagna/o, molto meglio che lo dichiari prima di farlo soffrire o prima di cornificarlo di nascosto.
Se una persona scopre di amare un'altra, si chiarisca prima con sè stessa e poi con il partner.
Tutto il resto, cari miei, è ipocrisia, non capacità di affrontare sè stessi e dunque l'altro.
No, non credo vi possano essere scusanti.
Non almeno per me che sono, da questo punto di vista, un bigotto - moralista - conservatore - monogamo impenitente.
E non è un caso che, personalmente, rinunciando alla monogamia, preferisca stare per conto mio.
Al fine di non lasciarmi contaminare troppo dalle psicosi collettive di quella che, a ragione, lo scrittore Mark Twain definiva "Razza Umana".
E concludeva dicendo: più conosco gli uomini (o le donne), più amo gli animali.

Luca Bagatin



6 aprile 2011

SI PUO' ANCHE MORIRE....di Peter Boom

Siamo noi gli inabili che pur avendo a volte non diamo (Renato Zero)


Desidero pubblicare questa lettera/denuncia dell'amico Peter Boom che fa indignare e, diciamolo pure, incazzare.
Non voglio aggiungere altro, perché quanto scrive Peter è sufficiente.
Ci fossero più persone coraggiose come Peter Boom in Italia e, forse, questo Paese sarebbe finalmente - e davvero - rivoltato come un calzino.

L. B.

Si può anche morire.....

 di Peter Boom

 

Proprio all'avvicinarsi del mio 75-esimo abbiamo deciso con il mio legale, l'avvocato Paolo Pirani, di avviare un processo civile nei confronti della ASL di Viterbo, in quanto il processo penale  iniziato anni fa (non sto scherzando!) è stato archiviato il 16 febbraio del 2009. Non sono molto pratico di processi, anzi non ne capisco niente e molta gente mi ha detto che era meglio lasciar perdere perché non avrei preso un ragno dal buco. Forse avevano ragione perché non sono più un giovanotto e gli anni passano, la morte comincia ad avvicinarsi; forse lei sola mi toglierà tutte le ingiustizie sofferte soprattutto dal mio essere apertamente omosessuale (51 anni di attivista gay) che spesso mi ha fatto sentire indifeso di fronte alle offese, ai danni che mi hanno procurato riguardante il mio lavoro. Non di rado sono stato oggetto di minacce, addirittura di morte, di botte o da certi che mi volevano bruciare casa. Ultimamente ho scoperto su un blog internet il vile attacco alla mia persona definendomi pederasta italo-olandese che vive a Bagnaia. Ho subito denunciato il blog presso i Carabinieri e il 7 giugno ci sarà per questo fattaccio la seconda udienza e... così tiriamo avanti.

Per tornare alla mia "causa" contro la locale Azienda Sanitaria posso dire che l'invalidità procurata mi è costata molti bastoni-seggiola, cure continue, due seggiole Stannah, continui dolori, medicine, ginnastiche per tentare di non diventare del tutto invalido (vivo solo), impedimenti alla mia attività di attore, cammino male e storto e riesco a stare in piedi solo per poco e .... naturalmente non mi è stato rimborsato ancora niente!!!

Il mio legale, avvocato Paolo Pirani, che mi ha sempre sostenuto in questa battaglia (ed al quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti)  ha richiesto più volte il risarcimento dei danni da me subiti. Ma prima la ASL e poi la Compagnia di  Assicurazioni hanno disatteso i diritti di un Cittadino come me, "vittima" di un sistema che si definisce tutore dei diritti altrui, ma che nella sostanza non da alcuna garanzia. Ho deciso di intraprendere una causa civile proprio perché, nonostante tutto, credo (o comunque voglio credere) nella giustizia, perchè (forse sarò disilluso), sono certo che, anche se con le lungaggini che tutti conosciamo, potrò avere risposta alle tante domande che in questi anni, nel corso della mia vicenda, mi sono posto.

Tanto per ricapitolare, nel settembre 2003 fui reso handicappato da una iniezione anestetica spinale (anzi due, perché alla prima il dottore non riuscì a penetrare con l'ago dentro la spina dorsale) all'ospedale Belcolle di Viterbo. Un professore anestesista un mese fa mi ha detto che anche la sostanza che mi è stata iniettata ben due volte può avermi procurato alcuni disturbi urologici ed intestinali dei quali ho sofferto e sto tuttora soffrendo. Avevo firmato per l'anestesia totale spiegando al dottore le ragioni di questa mia esigenza. Quando uscì dall'ospedale dopo l'operazione non sentivo più quando il piede della gamba destra mi arrivava a terra. Mi consigliarono di prendere il Neurontin, che non mi fece niente. Dopo sei mesi un medico mi disse che non sarei più guarito perché i nervi ancora non riescono a guarirli, in questo caso il nervo sciatico della mia gamba destra risultò lesionato. Mi rivolsi all'avvocato Pirani che dovette scrivere all'ospedale per ottenere la cartella clinica (a me dissero che era andata persa!) e fui anche in seguito trattato con metodi che non esito a definire indegni per la professione dei medici ed altrettanto vergognosi per un ospedale. Andai dal Servizio Sociale (sic!!!) del Comune di Viterbo dove ho presentato le domande per farmi almeno rimborsare le due seggiole Stannah che ho dovuto mettere a casa, non ho sentito più niente. La Commissione Invalidità della ASL evidentemente e anche giustamente è un apparato molto diffidente (a causa di tutte le invalidità dichiarate falsamente) e mi ha nel 2010 riconosciuto il 70% di invalidità (40% per la sordità e solo il 30% per la gamba). Per conoscere questa percentuale ho passato una mattinata negli uffici (palazzo di vetro, ma di vetro poco trasparente) della ASL senza ottenere una risposta e per ottenerla ho di nuovo dovuto chiedere aiuto all'avvocato.

Invece di assistere gli handicappati mi pare che veniamo soltanto ostacolati e meno male che cammino ancora un po', ma per quelli che stanno peggio di me questo mondo e questa burocrazia dev'essere un inferno al quale non ci si riesce nemmeno a ribellare. Sono caduto parecchie volte (la gamba destra può cedere completamente ed all'improvviso) col risultato che anche il ginocchio destro si è rovinato per cui ritengo di aver diritto almeno ad un accompagnamento, un indennizzo. A Viterbo l'esistenza per gli handicappati non è semplice, i parcheggi riservati sono spesso occupati abusivamente e a Bagnaia, dove abito, regna la più completa anarchia, il borgo di giorno, soprattutto all'ora di pranzo, e di notte invaso da macchine che non hanno permessi. La irresponsabilità del Comune è in questo caso enorme, perché ambulanze, Vigili del Fuoco e persino le Forze dell'Ordine hanno difficoltà o sono addirittura impossibilitati di passare in caso di necessità. Durante le sacrosante feste parcheggiare diventa impossibile, non hanno la sensibilità e l'intelligenza di assegnare posti alternativi temporanei dove gli handicappati possono lasciare le loro macchine. Altrettanto irresponsabile è il fatto che le strisce pedonali sono quasi cancellate e che non vengono mantenute visibili. Sono stato quasi investito per tre volte dalle macchine, una situazione di grande pericolo più volte segnalata ma.... nessuna risposta.

Da una parte spero di sopravvivere per poter dire “giustizia” è fatta”, ma forse sarebbe meglio morire per non dover vivere altre logoranti lungaggini.


Peter Boom.

Http://digilander.libero.it/pboom

http://www.pansexuality.it


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini