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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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15 gennaio 2010

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO QUATTORDICESIMO ed ultimo)

Eccoci dunque arrivati al capolinea.
Capolinea del FEUILLETTON "Un amore senza fine", che scrissi nel 1993 all'età di quattordici anni.
Non è un bel romanzo, ma....vi avevo avvertiti. Manca di pathos, ma soprattutto di una vera struttura organica, finanche con personaggi meglio caratterizzati.
Ad ogni modo e comunque, vi ha tenuto "compagnia" per tre mesetti buoni per cui.....se proprio proprio vi venisse in mente di rileggervelo (e/o di leggerlo per la prima volta !) sarà sufficiente che clikkiate sulla rubrica FEUILLETTON di questo blog in alto a destra.
Buon quattordicesimo ed ultimo capitolo, dunque.
Preparate i fazzoletti. Ne avrete bisogno.

Luca Bagatin

Capitolo quattordicesimo


Scontro finale


Il giorno seguente, il Barone Von Grimbukow e l' attendente Franz, giunsero a Francoforte.

I due si diressero verso il fortino austro-prussiano, vi entrarono e vennero informati dal Capitano che il Generale era stato ucciso da un giovane sconosciuto che era poi riuscito a fuggire con una ragazza.

Immediatamente Mark pensò fosse stato Einrich e, insieme a Franz, si apprestò a controllare tutte le locande della città, finchè, dopo una lunga ricerca, Von Breith e la Duchessina vennero scoperti da Franz mentre si baciavano appassionatamente dietro al muretto di una casupola.

Subito l’attrndente avvertì il Barone , il quale corse di gran carriera.

- Questa volta per voi sarà la fine Von Breith. Vi prometto che vi farò rimpiangere il giorno in cui avete messo gli occhi su Verusca! - disse Von Grimbukow sguainando la spada e rivolgendosi ad Einrich, il quale in tutta risposta: - Barone, non sapete far altro che combattere! Non vi importano i sentimenti di questa ragazza? Non vi preme conoscere ciò che pensa? -

- Le donne non pensano, non sono loro a decidere la loro sorte, ma siamo noi uomini a pensare per loro! - disse Mark adiratissimo.

- Questa è la più grande stupidaggine che abbia mai udito, Barone! - ribatté Einrich, che con uno scatto fulmineo estrasse la spada e la incrociò con quella di Von Grimbukow. Iniziò così uno scontro all' ultimo sangue.

Alcuni istanti dopo Mark, continuando sempre a tirar di scherma, ordinò all’attendente e ad un fante prussiano che passava da quelle parti, di legare stretta Verusca all’albero più vicino e di sorvegliarla, in modo che non potesse fuggire.

Franz ed il soldato eseguirono l' ordine: la legarono ad un ciliegio che si trovava nel giardino di una casa abbandonata e la sorvegliarono.

Nel frattempo il sanguinoso duello proseguiva ed entrambi i cavalieri riportavano profonde ferite al torace e alle braccia.

Von Grimbukow, stanco, per terminare il combattimento con la sua vittoria, estrasse la pistola che aveva alla cintura e la puntò verso Einrich, pronto a far fuoco.

Il ragazzo tuttavia gliela fece cadere in terra con la punta della spada e lo trafisse senza alcun rimorso.

Franz, fedele servitore del Barone, vista la scena gridò: - Von Breith! Hai ucciso il Maggiore e per questo la tua amata morirà! -. Subito dopo estrasse la pistola, la puntò verso Verusca, legata, e ordinò al fante prussiano: - Soldato, uccidiamo questa donna, così vendicheremo la morte del Maggiore Von Grimbukow! -

Il soldato non esitò a caricare il fucile e a puntarlo contro la bella Verusca, pronto a far fuoco all' ordine di Franz.

- No, non potete ucciderla, no... - gridò istintivamente Einrich parandosi davanti a Verusca nell’istante in cui i due fecero fuoco. Le pallottole affondarono nel petto di Einrich togliendogli la vita in quella così giovane età.

Allarmati dagli spari, accorsero dei granatieri prussiani guidati dal Principe Federico, i quali videro la Duchessina brutalmente legata al ciliegio e i due assassini dinanzi a lei che la stavano deridendo.

Il Principe ereditario si rivolse ai due brutti ceffi dicendo: - Voi due manigoldi avete ucciso un libero cittadino di Prussia, nonché mio amico; legato e deriso la Duchessina di Brema e per questo sarete fucilati domani all’alba davanti a tutti i vostri camerati! -

I due vennero quindi condotti al fortino dalle guardie e Verusca venne liberata da Federico, il quale si fece raccontare l’accaduto dall' inizio e, avendo un’animo sensibile e delicato, non riuscì a trattenere le lacrime.

Einrich, con quell' eroico gesto, aveva sacrificato la sua stessa vita per la sua amata, simbolo del suo eterno amore per Verusca.

Fine



4 gennaio 2010

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO TREDICESIMO)

Ed ecco a voi, come primo post del 2010, il tredicesimo e penultimo capitolo del FEUILLETTON "Un amore senza fine", il romanzetto che scrissi a quattordici anni, nel 1993.
Riuscirà Einrich Von Breith, giovane musicista, a coronare il suo sogno d'amore con la nobile Verusca Von Holstein ?
Nella Prussia del XVIII secolo, fra battaglie e duelli, una storia d'amore destinata a durare oltre ogni avvenimento.

Luca Bagatin

Capitolo tredicesimo

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Fine di un supplizio

Il mattino seguente Einrich pagò la locandiera, uscì dalla locanda e sellò il cavallo che lo avrebbe condotto nella Franconia Settentrionale, tra la grinfie del ‘maledetto austriaco’.

La cavalcata fu lunga ed estenuante, ma finalmente il ragazzo raggiunse Francoforte al calar delle prime tenebre.

Per quanto riguarda i venti granatieri inviati da Von Grimbukow per acciuffare Einrich ed Heinz, vennero catturati da alcuni soldati francesi in borghese nei pressi di Weimar. Quando lo venne a sapere il Maggiore, ne fu adiratissimo, tanto che chiamò il suo attendente Franz, fece preparare una carrozza e, grazie alle informazioni avute dai suoi fidi agenti, venne anche a sapere che Einrich ora si trovava in Franconia e partì appunto per quella regione.

Einrich, intanto, sceso da cavallo, vide di fronte a sè l’imponente fortino austro-prussiano comandato dal Generale Loudon, difeso all' esterno da alcuni fanti austriaci.

Il giovane, con passi felpati, si avvicinò ad uno di loro, gli mise una mano alla bocca e contemporaneamente lo colpì alla nuca con il calcio della sua pistola, stordendolo. Successivamente indossò la sua uniforme e poté così entrare nel fortino indisturbato.

Si accorse tuttavia che anche la stanza del Generale, dove probabilmente era rinchiusa Verusca, era sorvegliata. D’un tratto udì una voce gridare da una botola situata proprio sotto i suoi piedi: - Mark, aiuto, vieni a liberarmi, ti prego... -

Einrich aprì la botola, scese le scale e trovò la Duchessina vestita di cenci, con la faccia e la schiena graffiate e, come se non bastasse, legata ad un tavolo di tortura.

Immediatamente il giovane la slegò e le disse: - Amore mio, lo so che non volevate che fossi io il vostro liberatore, ma l’amore che provo per voi è troppo grande per rimanere indifferente a tutto ciò. Ho letto la lettera che avevate scritto a Von Grimbukow, ed eccomi qui al suo posto. Ma ora ditemi, perché il Generale Loudon vi ha ridotta in questo stato? -

La ragazza gli rispose piangendo: - Einrich, come già saprai, Loudon vuole sposarmi contro la mia volontà e per questo ho cercato di oppormi con tutte le mie forze alle sue pressioni e lui, per punirmi, mi ha fatta frustare per un giorno intero su questo letto di tortura! -

Il giovane la compatì e, prendendole teneramente la mano, la portò via da quel supplizio infame facendo attenzione a non fare rumore.

I due tuttavia vennero ugualmente scoperti da Loudon, un militare di mezza età robusto, con il viso coperto di rughe, il quale non esitò a sguainare la spada e a duellare con Einrich per parecchi minuti; finchè la mano esperta del giovane trafisse il vecchio corpo dell’ ufficiale austriaco.

Verusca abbracciò calorosamente il vincitore.

- Ein, credo di amarvi. Inizialmente vi credevo un ingenuo, un immaturo, ma ho potuto infine constatare che voi siete un ragazzo di cuore, che si batte per chi ha bisogno di aiuto e di conforto -

- Cuore mio, non amate più, dunque, il Barone Von Grimbukow? Colui che desideravate ardentemente sposare? - le chiese Einrich lusingato per le dolci parole dell’ amata.

Verusca gli rispose rassegnata: - Mark è troppo impegnato nei suoi stupidi piani di battaglia e da tempo mi tratta come la sua schiava, poichè dice che un nobile deve essere servito e riverito dalla sua dama. Voi, invece, caro Ein, non siete nobile ed anche se lo foste, non mi sembrate certo il tipo che tratterebbe in tal modo la propria dama -

- No di certo, amore: per me le dame hanno gli stessi diritti dei cavalieri, ed in più hanno molti più pregi, primo fra tutti quello della dolcezza! -

I due innamorati si guardarono fissi negli occhi per qualche istante e successivamente si misero a ridere a sqarciagola come non avevano mai fatto prima.



31 dicembre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO DODICESIMO)

Et voilà....proseguiamo con il dodicesimo capitolo del FEUILLETTON che da qualche mese sta imperversando su questi schermi telenettici.
Lo scrissi all'età di quattordici anni - nel 1993 - ambientandolo nella Prussia degli anni '30 del Settecento, in piena Guerra di Successione Polacca.
Un amore contrastato fra una nobile prussiana ed un giovane musicista........
Non è un gran che come opera, ma, ad ogni modo, resistete: siamo quasi giunti alla fine.....



Capitolo dodicesimo


Il rapimento

Poco dopo essere fuggiti da Postdam, Heinz ed Einrich vennero fermati da alcune guardie austriache, le quali portavano importanti documenti al Maggiore Von Grimbukow e, dato che Bevern indossava l' uniforme del Maggiore, gli austriaci li consegnarono a lui e proseguirono il cammino verso Postdam.

I due fuggitivi non esitarono a scartabellare i documenti uno ad uno e videro che tutti riguardavano i piani di battaglia che il Generale austriaco Loudon, residente nel fortino di Francoforte nella Franconia Settentrionale, aveva minuziosamente preparato per il Barone.

Einrich, tuttavia, tra le varie ‘scartoffie’ trovò una lettera e, preso dalla curiosità, non esitò a leggerla.


 

Graziosissimo Barone,

sono prigioniera del Generale Loudon, il quale vuole sposarmi con la forza, contro la mia volontà. Vi prego con tutto il cuore di venire a liberarmi al più presto o per me sarà troppo tardi.


 

La Vostra amata Verusca Von Holstein


 

Il giovane, preoccupatissimo, disse all' amico: - Heinz, prosegui da solo il tragitto. Va a Weimar e qualche volta ricordati di me -

- Einrich, perché dobbiamo separarci? - gli chiese sbalordito il rozzo soldato.

- Amico mio, il Generale Loudon tiene prigioniera la mia diletta a Francoforte ed io mi sento in dovere di accorrere in suo aiuto e di liberarla, anche se lei, quando ha scritto questo biglietto, pensava a Von Grimbukow, suo promesso sposo -

Bevern, con le lacrime agli occhi disse al giovane: - Camerata,, abbi cura di te, e mi raccomando di non farti ammazzare! -

- Non preoccuparti, Heinz - rispose Einrich sorridendo.

Fu così che i due amici si salutarono ed andarono ognuno per la propria strada.

Einrich spronò il cavallo e partì per Francoforte decisissimo a far assaggiare la lama della sua spada al Generale austriaco.

Intanto, a Postdam, il Colonnello Maxen e Von Grimbukow avevano ripreso i sensi e messo in allarme tutto il fortino. D’un tratto quest’ultimo chiamò a gran voce tutti gli uomini: - Voglio che venti granatieri tra di voi mi riportino i fuggitivi vivi o morti, in particolare il soldato Von Breith. E' inoltre necessario mettere in allarme tutti gli accampamenti prussiani della zona! -

Immediatamente venti granatieri tra i quali un agente segreto austriaco, che era un’abilssima guida, furono pronti per partire alla ricerca dei disertori.

Calarono le tenebre ed Einrich si vide costretto a passare la notte in una locanda nei pressi di Lipsia, importante città del Brandeburghese.

La locanda era tuttavia occupata da quattro granatieri, i quali avevano ricevuto dagli agenti segreti di Postdam la descrizione particolareggiata di Einrich e del suo amico ed immediatamente riconobbero il giovane. In men che non si dica, sguainarono le spade e si scagliarono su di lui.

I militari combattevano bene, ma Einrich, più agile di loro, li ferì gravemente tutti e quattro costringendoli alla fuga.

Successivamente chiese alla locandiera una stanza ove si coricò e dormì per quasi tutta la notte, anche se spesso fu svegliato dall' incubo di non rivedere più la Duchessina Verusca.










23 dicembre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO DODICESIMO)

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

PER UNA RAGIONE A ME IGNOTA, DA OGGI CI SONO DEI PROBLEMI DI VISUALIZZAZIONE DI QUESTO BLOG CON IL BROWSER "INTERNET EXPOLRER".   A CHIUNQUE VOLESSE VISUALIZZARLO INTERAMENTE - SENZA ALCUN PROBLEMA - CONSIGLIO DI SCARICARE DAL WEB IL BROWSER "MOZZILLA FIREFOX" E DI VISUALIZZARLO ACCEDENDO DA ESSO.

L.B.

Et voilà....proseguiamo con il dodicesimo capitolo del FEUILLETTON che da qualche mese sta imperversando su questi schermi telenettici.
Lo scrissi all'età di quattordici anni - nel 1993 - ambientandolo nella Prussia degli anni '30 del Settecento, in piena Guerra di Successione Polacca.
Un amore contrastato fra una nobile prussiana ed un giovane musicista........
Non è un gran che come opera, ma, ad ogni modo, resistete: siamo quasi giunti alla fine.....

Luca Bagatin


Capitolo dodicesimo


 

Il rapimento

Poco dopo essere fuggiti da Postdam, Heinz ed Einrich vennero fermati da alcune guardie austriache, le quali portavano importanti documenti al Maggiore Von Grimbukow e, dato che Bevern indossava l' uniforme del Maggiore, gli austriaci li consegnarono a lui e proseguirono il cammino verso Postdam.

I due fuggitivi non esitarono a scartabellare i documenti uno ad uno e videro che tutti riguardavano i piani di battaglia che il Generale austriaco Loudon, residente nel fortino di Francoforte nella Franconia Settentrionale, aveva minuziosamente preparato per il Barone.

Einrich, tuttavia, tra le varie ‘scartoffie’ trovò una lettera e, preso dalla curiosità, non esitò a leggerla.


 

Graziosissimo Barone,

sono prigioniera del Generale Loudon, il quale vuole sposarmi con la forza, contro la mia volontà. Vi prego con tutto il cuore di venire a liberarmi al più presto o per me sarà troppo tardi.


 

La Vostra amata Verusca Von Holstein


 

Il giovane, preoccupatissimo, disse all' amico: - Heinz, prosegui da solo il tragitto. Va a Weimar e qualche volta ricordati di me -

- Einrich, perché dobbiamo separarci? - gli chiese sbalordito il rozzo soldato.

- Amico mio, il Generale Loudon tiene prigioniera la mia diletta a Francoforte ed io mi sento in dovere di accorrere in suo aiuto e di liberarla, anche se lei, quando ha scritto questo biglietto, pensava a Von Grimbukow, suo promesso sposo -

Bevern, con le lacrime agli occhi disse al giovane: - Camerata,, abbi cura di te, e mi raccomando di non farti ammazzare! -

- Non preoccuparti, Heinz - rispose Einrich sorridendo.

Fu così che i due amici si salutarono ed andarono ognuno per la propria strada.

Einrich spronò il cavallo e partì per Francoforte decisissimo a far assaggiare la lama della sua spada al Generale austriaco.

Intanto, a Postdam, il Colonnello Maxen e Von Grimbukow avevano ripreso i sensi e messo in allarme tutto il fortino. D’un tratto quest’ultimo chiamò a gran voce tutti gli uomini: - Voglio che venti granatieri tra di voi mi riportino i fuggitivi vivi o morti, in particolare il soldato Von Breith. E' inoltre necessario mettere in allarme tutti gli accampamenti prussiani della zona! -

Immediatamente venti granatieri tra i quali un agente segreto austriaco, che era un’abilssima guida, furono pronti per partire alla ricerca dei disertori.

Calarono le tenebre ed Einrich si vide costretto a passare la notte in una locanda nei pressi di Lipsia, importante città del Brandeburghese.

La locanda era tuttavia occupata da quattro granatieri, i quali avevano ricevuto dagli agenti segreti di Postdam la descrizione particolareggiata di Einrich e del suo amico ed immediatamente riconobbero il giovane. In men che non si dica, sguainarono le spade e si scagliarono su di lui.

I militari combattevano bene, ma Einrich, più agile di loro, li ferì gravemente tutti e quattro costringendoli alla fuga.

Successivamente chiese alla locandiera una stanza ove si coricò e dormì per quasi tutta la notte, anche se spesso fu svegliato dall' incubo di non rivedere più la Duchessina Verusca.



 



 



12 dicembre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO UNDICESIMO)

Nuovo colpi di scena attendono i lettori di questo FEUILLETTON che scrissi nel 1993 - all'età di soli 14 anni - per poi smettere del tutto con i romanzi (ho ancora qualche cosa nel cassetto dei ricordi, a dire il vero, ma non è il caso di disgustare ulteriormente i lettori con quella che considero - non a torto - "robetta").
Buona lettura e......non perdetevi la prossima entusiasmante puntata nel segno dell'avventura e dell'intrigo Settecentesco.

Luca Bagatin

Capitolo undicesimo


La fuga


Einrich si congedò da Heinz e si diresse verso il centro del fortino, ove il Colonnello Maxen era pronto per dare le prime disposizioni per la battaglia al Maggiore Von Grimbukow ed ai soldati.

- Uomini! Come già sapete sarà il Maggiore Von Grimbukow che vi condurrà in Franconia, dove vi scontrerete con la fanteria francese guidata, pare, dal Generale Le Blanche. Tuttavia non sarete soli. A fiancheggiarvi, infatti, ci sarà anche il 15° reggimento austriaco! Ora però, Maggiore, illustrateci il vostro piano d’attacco -

Von Grimbukow disse a pieni polmoni: - Soldati! E' necessario accerchiare il nemico sul lato destro del campo di battaglia, in modo da renderlo inoffensivo. In questo modo la fanteria austriaca potrà completare, vincente, la nostra gloriosa opera! -

Il giovane Von Breith, tuttavia, lo contraddisse urlando: - Maggiore, ma così facendo il nostro contingente subirebbe enormi perdite, favorendo esageratamente gli austriaci! -

- Von Breith, vedo che non solo non ve ne intendete di donne, ma anche in strategie militari non siete da meno! - lo derise Von Grimbukow.

Di colpo tra le linee prussiane si sollevò una fragorosa ed unanime risata che provocò la collera di Einrich e, indirettamente, anche quella dell' amico Heinz.

Terminate le disposizioni, Einrich ed Heinz si ritrovarono per progettare la fuga dal campo che decisero di compiere per raggiungere: Bevern, Weimar, sua città natale e Von Breith, Brema, ove avrebbe potuto incontrare la dolce Verusca.

Einrich, infatti, era ormai deciso a non cambiare più vita, ma ad uccidere Von Grimbukow e a riconquistare il cuore della Duchessina.

Il giovane propose di penetrare, il giorno seguente, nella stanza del Colonnello con la scusa di recapitargli un dispaccio della massima importanza; successivamente lo avrebbe colpito alla nuca con il calcio del fucile e indossato la sua uniforme. Lo stesso doveva fare Heinz con il Maggiore Von Grimbukow.

- Sarà un gioco da ragazzi, Einrich! - esclamò compiaciuto Heinz.

- Me lo auguro - rispose un po’ dubbioso Einrich.

Il mattino seguente Einrich si presentò nella stanza del Comandante, dicendo: - Herr Colonnello, ho un messaggio urgente per voi da Berlino...lo manda espressamente Sua Maestà -

- Avanti, soldato, fate vedere! - rispose ansioso l' ufficiale.

Il giovane allora, furtivamente, lo colpì alla nuca e, come aveva progettato, si impossessò della sua uniforme ed uscì dalla stanza.

Poco dopo arrivò anche Heinz con l’uniforme del Maggiore e la faccia lievemente nascosta per non mostrare i baffi rossicci.

Così vestiti, i due passarono facilmente inosservati e, una volta saliti in groppa ai cavalli degli ufficiali, andarono al galoppo sperando così di raggiungere al più presto le loro città natie.





5 dicembre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO DECIMO)

Eh, povero, povero Einrich Von Breith......
Arruolato nell'esercito prussiano - in piena guerra contro la Francia - solo per sfuggire alla sua incommensurabile tristezza per aver perduto l'amore della sua tenera Verusca Von Holstein.....
Un amore Settecentesco in pieno stile, che per molti versi anticipa il Romanticismo ottocentesco.
In effetti, quando all'età di quattordici anni cogitai questo romanzetto, ero un appassionato dei cosiddetti "romanzi di appendice" ed al contempo ero un grande divoratore di fumetti e della vita di Giacomo Casanova.
Ai tempi avevo anche preso una cotta per una certa Verusca, mia coetanea, che non mi corrispondeva punto.
E a capo.
Ma mai avrei immaginato - nel "lontano" 1993 - che avrei battuto sul tempo Cinzia Th Torrini.
Alla faccia sua e di "Elisa di Rivombrosa" !


Luca Bagatin

Capitolo decimo


Il ritorno


L’alba padroneggiava a Postdam ed i soldati, compreso Einrich, erano tutti allineati al centro del fortino.

Il Comandante, un certo Schultz Maxen, presentò loro colui che li avrebbe condotti in battaglia: il Maggiore Mark Von Grimbukow degli ussari di Sua Maestà1.

Einrich lo riconobbe subito, anche se indossava un’uniforme nera e portava un copricapo tubolare con al centro un teschio con due ossa incrociate, simbolo appunto degli ussari di Sua Maestà.

Anche Mark lo riconobbe, ma fece finta di nulla.

Poco dopo arrivò in carrozza anche la Duchessina Verusca, la quale venne fatta scendere dal suo promesso sposo, ma non riconobbe immediatamente Einrich.

Il giovane Einrich, pervaso da un senso di rabbia ma al contempo di felicità, durante il periodo di riposo, si diresse verso la Duchessina, la quale stava conversando con il cocchiere.

- Verusca, come mai siete venuta in questo rude e volgare fortino? - le chiese impaziente Einrich.

- Messere, io appartengo all' aristocrazia tedesca e, se non lo sapete, ho il diritto e soprattutto il dovere di far visita ogni mese agli uomini di Sua Maestà - gli rispose formalmente Verusca.

Il ragazzo rimase sbalordito per il tono freddo che la sua amata usava nei suoi confronti e se ne andò sempre più amareggiato.

Distrattamente si scontrò con il Maggiore Von Grimbukow, il quale con tono di superiorità gli disse: - Soldato Von Breith, ancora tra i piedi? Lo sapete che qui non siamo nel mio maniero, ma nell' esercito migliore di tutta Europa? -

- Barone, non vi permetterò di sposare Verusca, anche a costo di sporcare le mie mani con il vostro lurido sangue! - rispose adirato Einrich che proseguì poi per la sua strada.

Diverse ore dopo i soldati vennero informati che il Comandante aveva preparato il piano di battaglia per cogliere di sorpresa i francesi, perciò pochi giorni dopo sarebbero dovuti partire per la Franconia, ove si trovavano gli accampamenti nemici.

Tra i camerati di Einrich ve n’era uno che borbottava in continuazione e, quando seppe di dover partire in battaglia, grugnò dicendo: - Uffa! E’ mai possibile che non succeda mai nulla in questo stramaledetto posto? -. Poi si rivolse ad Einrich: - Tu, camerata, non pensi la stessa cosa? -. Il giovane rispose sorridendo: - Penso che questa guerra sia inutile. La Prussia non trarrà certo beneficio da essa, anzi, morti e distruzioni di ogni genere! -

Allora il soldato, che era parecchio più grosso di Einrich, poco più basso e con i baffi rossicci, gli chiese: - Come mai allora ti sei arruolato volontario, come mi risulta? Io, almeno, ci sono stato costretto! -

- Ho intenzione di cambiare vita: ho perso il lavoro, ma soprattutto ho perso l' amore. E allora, perché continuare a condurre una vita inutile? - rispose il giovane.

- Bè, almeno, conducendo una vita inutile non rischi di farti ammazzare! - disse scherzosamente il camerata.

- Non mi è mai importato di vivere, tanto meno ora che tutto è crollato in me!- gli rispose disperato Einrich.

- Hai tutta la mia comprensione, camerata. Io sono Heinz, Heinz Bevern - gli disse il soldato stringendogli caldamente la mano.


1 soldati a cavallo.



28 novembre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO OTTAVO E NONO)

Sedici anni fa cogitai questo FEUILLETTON ambientato nella Prussia settecentesca: fra guerre, intrighi e tradimenti.......
Un amore senza fine, un amore contrastato......un amore impossibile fra un semplice musicista ed una nobildonna......
Quattordici capitoli che vi terrenno con il fiato sul collo.
Altro che sospeso !
(tranquilli, il mio medico mi ha sconsigliato di mangiare aglio).

Luca Bagatin

Capitolo ottavo


La sconfitta

Turning era ormai morto e Mark ‘uscì dall'ombra’. Verusca gli venne incontro e lo abbracciò.

- Amore mio, perché abbracci colui che ci ha fatto passare tutti questi brutti momenti? -, chiese Einrich, adirato, alla sua amata.

La giovane lo guardò, e con le lacrime agli occhi gli rispose: - Einrich, devi capire che amo quest' uomo e non mi importa ciò che ha fatto in precedenza. L' importante è che non lo rifaccia mai più, vero, amore? -

Il Barone le sorrise e le disse: - Certo cara, ci sposeremo e vivremo sempre felici. Quanto a questo borghese, può anche tornarsene a casa! -

Einrich subì così la prima grande sconfitta della sua vita.


Capitolo nono


L' arruolamento

Einrich Von Breith era finalmente ritornato a Brema, anche se molto deluso e amareggiato per la presa di posizione della Duchessina Verusca.

Poco lontano dalla sua vecchissima dimora, udì una voce maschile che urlava a squarciagola: - Cittadini di Brema! Arruolatevi nel corpo dei Granatieri Giganti di Re Federico Guglielmo I. La paga è di un tallero al giorno e il vitto e l’alloggio sono entrambi a carico di Sua Maestà!-

Einrich fu lì lì per arruolarsi, tuttavia un vecchio lo prese per il braccio e lo fermò: - Ragazzo, non farlo, non sai che cosa ti aspetta nel Corpo dei Granatieri Giganti! Fatica ... sangue ... fame... -

- Lo so, Signore, ma voglio dimenticare il mio passato e crearmi un’altra vita. La carriera militare nel Corpo più prestigioso di Prussia è quello che ci vuole! -, rispose coraggiosamente il ragazzo.

Il vecchio per un po’ rimase ammutolito, ma poi disse: - Hai fegato, ragazzo. Sono pochi quelli che vogliono far carriera nell' esercito del maledetto Re ‘Sergente’ ed in particolare in questo periodo, in cui la Prussia è in guerra1! -

Einrich alzò le spalle e si arruolò ugualmente.

Gli venne poi consegnata un’attillatissima uniforme blu con i calzoni bianchi, un cappello appuntito grigio ed inoltre, la parrucca bianca che portava in testa, venne sostituita con un’altra parrucca castana che terminava con una lunghissima treccia.

In seguito gli vennero consegnate le armi: uno spadino in metallo da tenere alla cintura, un fucile munito di una baionetta affilatissima, della polvere da sparo ed uno stoppino per caricare il fucile e pulirne la canna.

Fu così pronto per la lunga marcia che lo avrebbe condotto, insieme ai suoi camerati, a Postdam, proprio dove egli era precedentemente stato.

L’austero ambiente militare di Postdam non era certo il posto adatto ad Einrich, che amava l' arte, le belle donne, gli scherzi e le burle. A Postdam vigevano infatti l’ordine e la disciplina e chi non rispettava gli ordini dei superiori, veniva severamente punito. La pena più comune consisteva nell' essere frustati dagli ufficiali o dagli stessi camerati, con gli stoppini in metallo utilizzati per caricare i fucili!

Einrich, come si è già detto, odiava inizialmente quell' ambiente e i duri esercizi fisici a cui era sottoposto, ma ben presto cominciò ad amare tutto ciò, riuscendo a comprendere che per fare di un uomo un buon soldato, era necessario essere rigidi e inflessibili, senza mai cedere.

1 Guerra di Successione Polacca.



16 novembre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO SETTIMO)

E con questo siamo alla metà dell'opera del mio FEUILLETTON che scrissi ben sedici anni fa.
Sette capitoli su quattordici, dunque !
Perdonate ancora una volta la mia scrittura giovanile ed "inesperta"...ma lasciatevi comunque avvincere quest'oper(ett)a in stile settecentesco scritta - peraltro - ben prima di Armida di Rovombrombretta dalla Cinzia col Tiacca Torrigiani.

Luca Bagatin

Capitolo settimo



Il tradimento


    Alcuni giorni dopo, Morgan Turning venne a conoscenza del fallimento del suo piano, mediante un informatore e ne diede conoscenza al Barone Von Grimbukow, il quale propose di uccidere personalmente Einrich.
    Il vecchio tuttavia gli disse: - Messere, lasciate che ce ne occupiamo io ed i miei uomini, dato che abbiamo più dimestichezza in questo genere di cosette...-
    - Quel maledetto borghese insidia la mia amata e per questo ho il diritto e il dovere di battermi con lui e di ucciderlo! -
    Il vecchio insistette ancora: - Barone, guardate la cosa da un altro punto di vista: se sarà Von Breith ad uccidervi, morirete con disonore ed inoltre non potrete più rivedere la Duchessina e mettere mano alle sue ricchezze; mentre ciò non potrà di certo accadere a me o ad uno dei miei uomini! -
    - Bene, Morgy, mi avete convinto! Partite pure alla ricerca del giovane borghese! -
    Una volta partito il vecchio, Mark lo seguì, ormai deciso a porre fine all' esistenza del giovane Von Breith.
    Einrich, Verusca ed Alexandra, salutarono e ringraziarono il Principe Federico ed il Conte e quest’ultimo donò loro una nuova carrozza con la quale avrebbero proseguito il viaggio, dato che ormai troppi erano a conoscenza del loro soggiorno a Weimar.
    Einrich decise che era il caso di dirigersi verso Berlino. Là, infatti, avrebbero goduto della protezione del Re di Prussia. Tuttavia il misterioso informatore di Turning , venne ben presto a conoscenza di ciò e ne diede comunicazione al suo padrone, mediante il solito messaggio legato ad un piccione viaggiatore.
    Dopo alcuni giorni, Einrich e le due dame, arrivarono a Postdam, principale presidio militare di Re Federico Guglielmo I.
    Poche ore dopo arrivò anche Morgan Turning, il quale, intercettato Einrich, estrasse la spada.
    - Von Breith, finalmente possiamo scontrarci e per giunta nella città cara al Re "Sergente"(soprannome del Re di Prussia Federico Guglielmo I con il quale passò anche alla Storia. N.d.A.) ! -
    A quelle parole Einrich sguainò la spada e, con uno scatto furtivo, fu immediatamente dinnanzi al vecchio Morgy.
    I due iniziarono a duellare senza sosta, osservati a distanza, non solo dalle spaventate dame, ma anche dal Barone Von Grimbukow, il quale era momentaneamente nascosto dal muretto di una piccola abitazione.
    Entrambi i duellanti erano stremati dal combattimento, ma d’un tratto Turning lasciò cadere la spada, estrasse la pistola dalla tasca della giubba, prese violentemente il braccio di Verusca e gliela puntò alla tempia.
    - Von Breith, non siete morto, ma siete stato ugualmente sconfitto! Ora tornerò a Brema con la Duchessina e chiederò un riscatto di duemila talleri al suo fidanzato, anche se, fino a ieri, è stato un mio fido alleato! -
    - Che cosa intendete dire con: “è stato un mio fido alleato”? -, chiese Einrich sorpreso.
    - Il Barone Von Grimbukow non è stato altro che una pedina fra le mie mani; gli avevo promesso di uccidervi in cambio delle ricchezze della Duchessina che ci saremo equamente spartiti, ma ora voglio molto di più di quanto mi sarebbe spettato! Von Breith, sappiate che tramavo tutto ciò fin dal momento in cui scrissi l’orribile minaccia che trovaste in camera vostra! -
    D' un tratto si udì uno sparo e successivamente Morgan Turning cadde a terra privo di vita. Il colpo era partito dalla pistola del giovane Von Grimbukow, il quale aveva così vendicato il tradimento subito dal vecchio ‘Satana’.




8 novembre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO QUINTO E SESTO)

Questi quinto e sesto capitolo del settecentesco romanzetto (orripilante) che scrissi con i brufoli in volto all'età di quattordici anni (correva l'anno 1993, alla faccia del ben più postumo Elisa la Riottosa di Cinzia col Ti-Acca Torrini) sono davvero pregni di colpi di scena.
Leggeteli e commentateli con calma...magari ingozzandovi di prugne !
In attesa del loro seguito che potrete leggere lunedì 16 novembre prossimo venturo.

Luca Bagatin

Capitolo quinto



La disgrazia


    Quando la carrozza con a bordo Einrich, Verusca ed Alexandra arrivò a Weimar, era già l’alba. Il sole era lievemente coperto da una nuvola e la città si stava a poco a poco animando: la bottega del fornaio stava per essere aperta, il salone del barbiere anche e nel Palazzo del Conte, unico Signore della città, stava succedendo un gran ‘trambusto’. Egli, infatti, tutte le mattine si dilettava nello ‘strimpellare’ il suo antico violino, provocando spesso le ire dei suoi vicini.
    Einrich ordinò al cocchiere di fermarsi proprio davanti al Palazzo. Successivamente fece scendere le dame, bussò e si fece annunciare come: ‘Lo spadaccino solitario e le sue madame’.
    Il Conte li ricevette con piacere ed esclamò sorpreso: - Ein, amico mio, non ci vediamo dai tempi in cui frequentavamo la Scuola di scherma presso la Corte di Versailles! -
    - Hai perfettamente ragione Franz -, rispose il giovane e continuò - Queste due dolcissime dame sono: la duchessina di Brema Verusca Von Holstain e la sua amica Alexandra...-
    - ...Vertlag. Alexandra Vertlag, Signore -, intervenne a puntualizzare Alexandra.
    Il Conte, che era un uomo piuttosto robusto, con il viso coperto di cipria bianca che tuttavia non riusciva a nascondere le gote rossastre, indossava una giubba giallastra, dei calzoni di raso rossi ed una parrucca bianca piuttosto sobria. Immediatamente fece il baciamano alle due giovani e si presentò dicendo: - Sono il Conte Franz Ripbentropfen, al vostro servizio madame, ma voi potrete chiamarmi solo Franz, come fa da sempre il mio grande amico Ein. A proposito, caro Ein, come mai da queste parti? -
    - Franz, c’è un tale di nome Morgan Turning che mira ad uccidere tutti e tre e auspicherei che tu ci ospitassi qui nel tuo Palazzo ... per il momento ... -
    - Ein, sei il ben venuto nel mio maniero, insieme, naturalmente, alle due graziose dame -
    Intanto, in una casupola poco lontana, il Marchese Fritz Hausbrand, un figuro con le sopracciglia foltissime ed una giubba rossa e piuttosto sgualcita, aveva ricevuto il messaggio di Morgan Turning e si apprestava a ‘sguinzagliare’ alcuni suoi scagnozzi, affinchè trovassero Einrich e le due fanciulle.
    Alcune ore dopo, uno di loro riferì al Marchese di aver scorto un giovane che corrispondeva alla descrizione di Einrich aggirarsi per il palazzo del Conte Ripbentropfen e, a queste parole, Hausbrand impugnò la sua spada, montò in groppa al suo cavallo nero e, al seguito di alcuni malviventi, si diresse verso il maniero del Signore della città.
    Einrich, intanto, discuteva del più e del meno con il Conte, mentre Verusca e Alexandra osservavano divertite la curiosa collezione di monete false del nobile. D’un tratto videro il portone d’ingresso spalancarsi ed entrare il Marchese e i suoi scagnozzi con atteggiamento di sfida. Il Conte, allarmato, ordinò alle sue guardie di arrestarli ma queste vennero abbattute in pochi istanti.
    Il Marchese, spazientito, si rivolse ad Einrich e disse: - Von Breith, è giunto il momento di vedere quanto vali come spadaccino! -, e lo ferì alla faccia.
    Il giovane, adirato, sguainò la spada e i due iniziarono a duellare senza tregua.
    Verusca, venendo in aiuto ad Einrich, prese dal muro una pistola e la puntò verso Hausbrand, ma, immediatamente, venne colpita al petto da un colpo sparato da uno degli scagnozzi del Marchese e cadde morta. Einrich, vedendo la scena, non riuscì a trattenere un grido di disperazione e Hausbrand ne approfittò per ferirlo alla spalla.
    Il giovane cadde a terra e venne portato nella vecchia dimora del Marchese, insieme al Conte e ad Alexandra, dagli scagnozzi del perfido aristocratico.
    Einrich più volte urlò invano il nome della sua amata: - Verusca, non potete essere morta! Non è vero, no... -, ma venne zittito da un pugno datogli dal Marchese.




Capitolo sesto



Il salvatore


    La disperazione in Einrich cresceva sempre più e ciò non accadeva solamente a lui ma anche al Conte e ad Alexandra, la quale non riuscì a trattenere le lacrime.
    Poco dopo la porta della casa del Marchese Hausbrand si spalancò ed entrarono alcune guardie del Conte e, inaspettatamente, il figlio del Re di Prussia1 in persona, il quale era venuto a Weimar per fare visita al Conte. Il Principe ereditario disse maestosamente: - Io, Principe ereditario del Brandeburgo-Prussia, Federico Hoerzollern, vi dichiaro in arresto per aver sequestrato il Conte di Weimar e i suoi amici! -
    Il Marchese ed i suoi scagnozzi vennero quindi imprigionati nella Torre di Weimar ed in seguito sicuramente condannati ai lavori forzati in Prussia Orientale; mentre il Conte, Einrich ed Alexandra vennero liberati e ringraziarono di tutto cuore il Principe ereditario.
    - Maestà ... il mio cuore è gonfio di dolore per la morte della duchessina Verusca Von Holstein ... vigliaccamente uccisa dai malviventi che ci tenevano prigionieri ...  -, disse Einrich fra le lacrime.
    Federico gli sorrise: - Messere, quietate il vostro cuore, dovete sapere che è stata proprio quella ragazza a dirmi che eravate qui...ed eccola: Duchessina, entrate pure -. E dalla porta della vecchia casa apparve viva e vegeta la Duchessina Verusca.
    Einrich e gli altri ne rimasero sbalorditi, ma lei spiegò tutto: - Io non sono mai morta, infatti a salvarmi dal colpo di pistola è stato il bustino molto spesso del mio abito. Ho poi finto di morire e così ho potuto vedere dove vi conducevano e, in seguito, avvertire Sua Maestà il Principe ereditario, che è poi venuto a liberarvi -
    Tutti ne rimasero piacevolmente stupefatti e Einrich comprese sempre più che Verusca era la donna della sua vita.
    Successivamente il Conte invitò il Principe Federico nel suo Palazzo, ove andarono tutti a festeggiare per tutto il giorno.



30 ottobre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO QUARTO)

Et voilà Madames et Messieurs il quarto capitolo del romanzetto che scrissi alla brutta età di quattordici anni, ancora pieno di brufoli, pustole e verruche (successivamente mi feci crescere la barba per coprire il tutto). Come sempre l'ambientazione è singolare (difficile immaginare un'ambientazione plurale in effetti !): la Prussia Settecentesca di Federico il Grande.
Un amore contrastato fra una nobildonna ed un semplice musicista....pronto a tutto.


Luca Bagatin

Capitolo quarto


L' alleanza

Einrich si rivolse verso Verusca e le disse: - Amore mio, portate con voi alcuni abiti. E' necessario lasciare al più presto la città, prima che Morgan ci uccida tutti! -.

Alexandra fu persuasa dall' idea del giovane ed anche lei esortò l' amica-padroncina a preparare il suo bagaglio per lasciare Brema.

Verusca, pensierosa, disse: - Come faremo a lasciare la città senza che Mark sappia nulla? Ci farà certamente cercare dalle guardie e per voi, Einrich, sarà la fine! -

Einrich tuttavia rispose tranquillamente: - Non importa ciò che mi accadrà! A me preme solamente di salvare la vostra vita e quella della vostra amica dalla perfidia di quel demonio!-

Quando Verusca ed Alexandra furono pronte, Einrich ordinò al cocchiere di Corte di scortarli sino a Weimar, ove il giovane aveva importanti conoscenze.

La carrozza partì in piena notte ed il Barone Mark Von Grimbukow, appena rientrato da un' importante discussione d’affari al cospetto del Re di Prussia1, la vide e chiese spiegazioni ai cortigiani.

I cavalieri e le dame gli illustrarono il precedente accaduto e lui, irritatissimo, uscì da Palazzo pronto a salire in groppa al suo cavallo per raggiungere la carrozza ed impedire la fuga.

Improvvisamente apparve il vecchio Turning, che gli disse con fare amichevole: - Barone, voi volete a tutti i costi ritrovare la duchessina ed uccidere quel maledetto Von Breith; mentre io, oltre a voler uccidere , come voi, Von Breith e se mi riesce anche quella sgualdrinella di Alexandra, vorrei in particolare mettere mano alle ricchezze della vostra promessa sposa, che, naturalmente, ci divideremo in parti uguali. So infatti che il vostro è più che altro un matrimonio di interesse ... diciamo pure ... ehm... economico... perciò vorrei proporvi di unire le nostre forze al fine di concretizzare questi nostri perfidi ma astuti propositi -

Mark lo guardò sbalordito ma al contempo compiaciuto. - Chi siete, messere? Sicuramente un personaggio che dovrebbe certamente frequentare la mia amatissima Corte -

- Mi chiamo Morgan, Morgan Turning, ma voi potete anche chiamarmi Morgy, come mi chiamano gli amici dei quartieri malfamati della città. Ah, ah, ah...Ma ora veniamo a noi: ho molte conoscenze, non solo tra i delinquenti di Brema, ma anche presso i nobili frequentanti le Corti d' Inghilterra e Prussia, le due eterne potenze alleate. Potrei quindi facilmente servirmi di queste mie conoscenze e, naturalmente con l' aiuto dei vostri fidi granatieri, potremmo acciuffare il giovane Einrich, rinchiuderlo e condannarlo a morte e, a quel punto, voi avreste la strada libera per riconquistare la duchessina ed io, insieme naturalmente a voi, diventerei il malfattore più ricco di Prussia -

Rise sguaiatamente come era solito fare. Poi continuò: - Ho sentito che i due ‘ piccioncini’ e l'amica, sono in viaggio per Weimar. Avvertirò immediatamente il mio amico, il marchese Fritz Hausbrand, ora in gravissime condizioni economiche, mediante un piccione viaggiatore. Fritz risiede proprio nel cuore di Weimar e per pochi talleri infilzerebbe chiunque! Fin dai tempi in cui frequentavamo la Scuola di scherma di Londra, infatti, era il miglior spadaccino d' Europa , ed ora, pare che non abbia perso la sua fama -

Il barone sorrise: - Morgy, è un piano veramente diabolico, degno di un vero genio del crimine! Accetto le vostre proposte con vero piacere -

Turning salutò il giovane e si affrettò a raggiungere la sua tetra dimora, ove prelevò, tra i suoi piccioni viaggiatori, quello che gli pareva più veloce; gli legò ad una zampa il messaggio per il marchese Hausbrand e lo fece volare verso Weimar.

1 Federico Guglielmo I (1688/1740)


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini