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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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19 maggio 2014

"Incubo d'amore in incubatrice": racconto del 20 febbraio 2007 by Luca Bagatin

Lungi dall'essere un sostenitore delle Lolite e del lolitismo (tutt'altro !), desidero riproporre ai lettori questo mio simpatico racconto surRenale, ispirato a Vladimir Nabokov, che pubblicai in anteprima il 20 febbraio 2007.
Interessanti gli spunti letterari e, forse, psicologici.

L. B.


Incubo d'amore in incubatrice
di Luca Bagatin


«Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.»

"Già. Ora sono rimasto solo. Ennesima volta. Per l'ennesima volta. Ricordo quella volta in cui Cinthia mi scrisse che non riusciva a capirmi in quanto riteneva che non fossi in grado di comprendere l'amicizia fra un uomo e una donna.

E' vero. Fra me e una donna non c'è mai stata pura e semplice amicizia. Fra me e una donna c'è sempre stato il fuoco. Scintille. Amo il fuoco. Ora sento freddo. Molto fraddo. Il freddo della morte. Il freddo dell'amore."

Fu così che il Professor Humbert Humbert iniziò a raccontarmi di quella volta in cui conobbe Lola, dopo l'ennesima delusione d'amore.

"Dottor Baglu, mi aiuti !"

Troppo facile. Ricorda quella volta in cui da bambino sognava di diventare padre ?

"No"

Ecco, appunto. Per lei è sempre stato difficile avere rapporti interpersonali con l'altro sesso, me lo conferma, professor Humbert ?

"Sì"

Continuai a torturare la sua povera anima scavando in ogni anfratto della sua psiche che mi parea conoscere meglio di lui stesso. Sono un neuropsichiatra per adulti sani e vaccinati. Mi occupo anche di metempsicosi e di artrite deformante. Sono il Dr. Baglu e detesto gli individui piagnucolosi. Scrivere è la mia droga ed ogni qual volta ascolto un mio paziente sdraiato sul lettino prendo meticolosamente appunti sul suo stato d'animo.

Mi racconti di Lola, professor Humbert.

"Lei, così tenera, così fragile, così incommensurabilmente ...crudele nel ...vedere un uomo struggersi per lei"

Ecco, vada pure avanti.

"Una ragazzina neanche adolescente...lasciva...che lasciava che le mie dita tumide le palpassero i morbidi e vogliosi e turgidi capezzoli..."

Professor Humbert....

"Certo, capisco dottor Baglu."

Così finisce che ci lascia le penne. Non pensi. Si lasci fluire. Non pensi più alla luce della sua vita, al fuoco dei suoi lombi. Si lasci fluire.

"Un giorno Annie mi propose di scrivere un romanzo su Lola"

Chi è Annie professore ?

"Annie, la mia editor...."

Le piaceva Annie ? E dov'è ora Annie ?

"Sì. Mi piaceva molto. I suoi sinuosi capelli ramati...i suoi occhi chiari...

Dov'è ora Annie ? L'ha uccisa non è vero ?

"Sì". Annuì. "Annie...era affascinata dal mio rapporto con Lola..."

Da bambino soffriva di balbuzie professor Humbert ? Da bambino soffriva di tics compulsivi ? E ora mi dica, professor Humbert....amava torturare i suoi animali domestici ?

L'uomo scoppiò in un pianto liberatorio. Lo abbracciai e, come un padre, gli accarezzai la testa. Prima di azzannargli il collo e di spolparlo vivo.




6 febbraio 2013

Baglu a fumetti












Le foto sono di proprietà esclusiva del sig. Luca Bagatin.
Ogni eventuale  utilizzo può essere autorizzato previo contatto all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it



10 ottobre 2012

Adriano Celentano sì, Adriano Celentano no: un confronto fra Baglu e Lubag

LENTANO C'E !
articolo/commento by Baglu



Adriano Celentano, un cantante senza tempo, capace di riempire l'intera Arena di Verona ed i teleschiermi italiani come non si vedeva da tempo. Altro che Sanremo ! Siamo ad una Woodstock moderna, ove ragazze e ragazze, giovani ed anziani, si uniscono al grido di denuncia di un mito degli anni '60 e '70, capace di scandalizzare e scaldare la platea ancora oggi. Di parlare al cuore della gente, avrebbe detto Diego Cugia, già autore di parecchi testi recitati dallo stesso Celentano.
"Occorre organizzare una decrescita felice", questo l'appello con cui inizia il megaconcerto di Celentano, durato ben due giorni e trasmesso da Canale 5 in diretta tv. Un appello ambientalista, di pace, provocatoriamente trasmesso in una rete televisiva che di queste cose non ha mai parlato.
Come provocatorio è il promo/spot dell'evento, emblematicamente riassunto da una pantera nera che ruggisce, un urlo di rabbia in un mondo di persone "spente".
Adriano Celentano che, dopo diciotto anni di assenza dalle scene, riesce a cantare i suoi più grandi successi del passato e del presente ed a parlare persino di economia, in questi tempi di crisi.
"Rock Economy" è un incontro fra la musica di Adriano, le sue idee apartitiche ma profondamente politiche e l'attualità, rappresentata dall'economista Jean-Paul Fitoussi ed i giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, invitati appositamente sul palco.
La colpa è dei politici e dei mercati. In Europa siamo in una dittatura. Questa la denuncia di Celentano e Fitoussi.
Un messaggio che viene da lontano, come da lontano viene l'appello di Adriano a far tornare l'Italia un Paese paesaggisticamente più bello, senza cemento, com'era un tempo.
Adriano Celentano ed il suo "Rock Economy", magistralmente prodotto da Claudia Mori per Clan Celentano, hanno rotto i tabù di una televisione che non ha mai saputo insegnare nulla ed invece ecco che, questo eroe moderno di settantaquattro anni, ci regala ancora la possibilità di sognare un mondo più giusto e migliore. Per il quale lottare.

Baglu


LENTANO non C'E !
articolo/commento by Lubag



Adriano Celentano, bravo cantante, pessimo mattatore.
Il suo "Rock Economy" è piuttosto la dimostrazione di come a lui (che a settantaquattro anni riesce ancora ad avere un grosso seguito pur inanellando banalità stratosferiche) la crisi economica non abbia toccato per nulla.
Con il megagoncerto di ieri e dell'altro ieri, a Verona, ha fatto ancora una volta cassa. Questa volta grazie alla rete ammiraglia berlusconiana che "il molleggiato" non perde occasione di osannare, affermando addirittura che Berlusconi (Piersilvio, si presume), assieme a Benetton, alla Fiat e ad altri grandi imprenditori italiani, contribuiranno a ricostruire il Paese ed a farlo tornare com'era un tempo entro...cento anni ! Dal pubblico qualcuno disapprova. Si fermano gli applausi, qualche fischio si fa sentire.
Vabè, dai, ma Adriano è sempre quello della "decrescita da organizzare". E' l'amico e megafono dei Beppe Grillo, ovvero di quelli che aprono bocca per dargli fiato. Ed ingrossargli il portafoglio.
Infondo Adriano Celentano, che predica contro la cementificazione delle città, contro i politici e contro le diseguaglianze economiche, vive in una super villa in Brianza che vuole persino difendere dalla presenza delle mucche del contadino vicino !
Eh sì, ambientalismo radical chic, il suo.
Questa volta, dal palco dell'Arena di Verona, niente scandali. Niente denunce a Famiglia Cristiana o all'Avvenire. E nemmeno critiche mirate a questo o a quel politico in particolare. Nemmeno una frecciatina a Franco Fiorito. Solo canzoni, qualche boutade contro il mercato, spalleggiato dall'antieconomista Fitoussi e da Gianni Morandi, altro reperto bellico.
Discorsi fra il vetero-marxismo ed il qualunquismo spicciolo, forse riassunti da uno striscione in platea: "Quando noi ignoranti eravamo di più, tutto era più bello".
Peccato che siate stati proprio voi a distruggere questo Paese ed a rendeglo brutto e spento. Ed ora, per ricostruirlo, forse, non basteranno cent'anni, né le palanche di Berlusconi, Benetton e compagnia...cantante. Appunto.

Lubag



1 settembre 2012

VERRA' LA MORTE E NON SARA' CIECA (le mancheranno solo un paio di diottrie): racconto surRenale by Luca Bagatin del 7 aprile 2008



Teofilo Agonia di Cernusco sul Serio (sul serio ? Ma và !), prima di morire, mi scrisse una mail in cui sosteneva che le Sick Girls sono il preludio del sadismo in tutta la sua drammatica drammaturgica dramaticità.
A qualcuno piace caldo. E qualcun altro sosterrebbe che le Sick Girls sono solo delle "gran gnocche".
Personalmente sospendo il giudizio almeno sino al Giorno del Giudizio: sono uno scrittore sadomaso.
Attendo quel Giorno con l'ansia congenita e le arterie otturate da voraci e veloci pasti alla Nutella e alla Salsa Rosè (non necessariamente in questo ordine e non necessariamente assieme).
Attendo l'ora della Sua-venuta.
Antonella Sua era un'impiegata del catasto sindacalista della Cisl nonché mia amica. Quando dico amica intendo amica-amica. Non ci andavo a letto insomma: era troppo alta per un tappo come me (che pur odora di balsamo al Vetyver) oscillante fra i 165 cm di Sarkozy e i 171 cm di Berlusconi.
Antonella Sua era alta 199 cm e senza tacchi: adorava le ballerine. Meglio se classiche: era lesbica.
Ho sempre avuto un debole per le lesbiche e, poi, infondo, sono debole di stomaco e, pertanto, ho un pessimo rapporto con le donne in generale.
Specie quelle in divisa.
Luisella Pravettoni di Cernusco Lambro è una mia ex tornata da poco dall'Afghanistan ove si trovava in missione speciale. Oggi è un bel pezzo di Corpo dei Parà.
Ora si è ri-fidanzata con un caramba, ma io ne conservo ancora le foto segnaletiche: allora, quando ci conoscemmo, ero Ispettore Capo della Squadra Speciale di Cernusco sul Naviglio e l'avevo pizzicata un paio di volte a rubare nella gioielleria di Teofilo Agonia. Il mio amico gioielliere.
Ad ogni modo comunque (parafrasando l'immancabile Dino Buzzati), torniamo a bomba: alle Sick Girls, al sadismo, alla trifola sanguigna e sanguinolenta. Tanto è tutto succo di pomodoro.
Da almeno un mese frequentavo Vitaldeath, una Sick Girl molto vitale e amante, come me, del concetto di morte.
Il concetto della morte, sì, quello del "chi non muore si rivede"; "chi è morto non scagli la prima pietra altrimenti AAAAAHHHHHHH !!! vuol dire che è un fantasma e io sono debole di cuore, cazzo !"; "un morto non può mordere" come diceva Plutarco che è passato a miglior vita con i denti tutti sani. Altri tempi allora !
Insomma, sono giunto alla conclusione che Teofilo Agonia è invidioso e si crogiola nella sua agonia.
Nella sua masochistica e misogina agonia.
Ora, per carità, è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma farsi una canna a 80 anni non è come farsene una a 20 o....a 30 !
E l'ottuagenario Agonia ci ha rimesso le penne.
Penne all'arrabbiata, quelle che gli faceva sua madre quando aveva ancora 7 anni ed era un tenero bambino e non pensava né alle donne né tantomeno ai gioielli (a quelli ci avrebbero pensato le sue innumerevole fidanzate che praticamente gli avevano svuotato il negozio !).
Il punto non è la virgola e nemmeno le virgolette nelle mutande di quel tale che se l'è fatta sotto dopo aver visto il fantasma di Mosè che scagliava la prima pietra contro Enrico Boselli amico di Gesù detto il Cristo Saragattiano.
"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", scriveva Cesare Pavese che non era ghiotto di pavesini ma, forse, della sua collaboratrice Nanda Pivano che lo avrebbe ben presto abbandonato per quel fustacchione di Jack Kerouac.
Verrà la morte.
Verrà la vita.
Verrà la vita assieme alla morte, come la Nutella assieme alla Salsà Rosè.
Verrà Vitaldeath ed io assieme a lei.



30 settembre 2011

"Parenzo e Bugia": scemeggiato cacchiofonico a puntate by Madido di Sudore


Jessica Brugali: Miss Padania 2000erotti, che vidi per la prima volta nella trasmissione "Avanti un altro" ed il cui sorriso mi ispirò simpatia.
Punto e a capo, ma, soprattutto, non faccio commenti politici.
Solo, al massimo, opere di Pinketts

Di Lei mi rimangono due profumi...

Ecco, così sarebbe iniziato un monologo di Baglu che, se permettete, è diametralmente diverso dal sottoscritto che, più che fare monologhi, preferisce andare al sodo.
Sodo come un uovo di Colombo o, meglio, di colomba.
Anche se non siamo a Pasqua.
Sono felice. Come mia zia Pasqualina, nata a Tel Aviv.
Mi sono innamorato di Jessica Brugali, Miss Padania duemilaeciappelo.
E' di Bergamo come la mia ex ex ex ex ex ex, ma vota Lega Nord che, di certo, non è un mio "ex voto".
Nessuno è privo di difetti. Qualcuno, infatti, ha dei difetti "importanti".
Ma che importa.
Mi chiamo Parenzo, chiamo da Trieste e, in teoria, sono il promesso sposo di una mula di nome Bugia.
Parenzo e Bugia: da fare invidia a quel gran manzo di romanzo di Manzoni.
Ho fatto la spesa: 45 euri di Manzotin che, se l'IVA fosse stata ancora al 20 %, sarebbero stati 40. Euri.
Euridice Brugarelli è una mia ex: 190 di altezza, misure 90 -60 - 90 che, con uno come me, alto non più di 45 centimetri (come gli euri di cui sopra), era un bel figurino. Da figurine Panini oserei dire. Quelle rare.
Ordunque dicevamo: Euridice Brugarelli non è certo Jessica Brugali, per quanto, le prime tre lettere dei rispettivi cognomi, abbiano un che di similare, un che di cacofonico. Che cacchio sto addì ?
Trieste, addì, 24 settembre 2011. Ore 15.04. Giornata di sole.
Attenzione, quindi, alle fregature.



13 settembre 2011

"La mia vita è un caos calmo: elenco delle cose che non voglio scrivere": recital by Baglu



Lei mi chiamava Lù.
Non Baglu. Semplicemente Lù.
Era una dimostrazione di affetto, di empatia che, presto, sarebbe sfociata in una bella storia d'amore. Almeno per me.
Ho riletto un vecchio commento che ho scritto sul suo blog. Due anni fa, esattamente un mese prima di conoscerci di persona.
"Ciao Lù" concludeva il suo, di commento, per salutarmi.
Perché sto piangendo ora ?
Sarà perché sto ascoltando "Minuetto", cantato da Mia Martini nell'edizione originale del 1973.
Sarà nostalgia ?
No.
Direi piuttosto che sono un cazzo di vecchio romantico che finge, nella vita di tutti i giorni, di fare il duro.
Sarà che lei "Minuetto" lo cantava così bene. Ed io ho un debole per le donne che sanno cantare bene.
Sarà che amo tergiversare perché non riesco ad andare al sodo.
Non ora, non qui.
Non sapevo che Lei avesse un debole per le fiabe per bambini di Gianni Orzan e che si sentisse regolarmente con lui.
Io, per intenderci, non so nemmeno chi sia Gianni Orzan.
Sono tante le cose che non so e non vorrei, ora, farne un elenco.
Sono tante le cose che. Punto.
Preferirei fossero poche o, quantomeno, di meno.
Lei dice che mi vuole bene ed io ci credo. Che mi vuole "ancora" bene.
Anch'io le voglio bene e molto, solo che, per dimostraglielo, non mi faccio più sentire.
La felicità dovrebbe essere assoluta. Mai relativa.
Faccio filosofia ?
No, non ne ho i titoli, ma, soprattutto, non mi trovo nelle condizioni giuste.
Vorrei tante cose. Vorrei vorrei ma non posso e attenzione, che altrimenti finisco giù nel fosso.
Non è che sto tergiversando, non è che vi sto coglionando apposta. Potete sempre non leggermi o saltare le righe. Leggere fra le righe.
Quando Lei dice che mi vuole bene io ci credo e mi commuovo come un bambino. E' perché non riesco a ritenere possibile che qualcuno possa volermi bene. Ho un pessimo carattere, infondo.
Un Capodanno di due anni fa eravamo nudi, abbracciati sul letto. Piangevamo.
Lei aveva visto i tagli sul mio corpo ed era scoppiata a piangere e aveva detto, fra le lacrime: "Baglu, che brutto mondo...". Ancora oggi mi commuovo. E' l'unica persona ad essere entrata, per la prima volta, nella mia intimità.
Poi facemmo l'amore.
Che bei ricordi. A me piace ricordarla anche così.
E' vero, è un brutto mondo ed io ci litigo tutti i giorni dall'età di sei anni. Cheppalle !
Però esistono anche le persone sensibili...strano, vero ?
Vabè, ora che ho detto tutto senza dire nulla, la smetto.
Per oggi.



21 marzo 2011

"Il sofisma di Peano": racconto surRenale by Baglu



"Pietro e Paolo sono apostoli, gli apostoli sono dodici, quindi Pietro e Paolo sono dodici", diceva Peano nel suo sofisma.
Peano era un sofistico a cui tutto dava fastidio. Pietro e Paolo erano due peones.
Bruno, che conosco da ben quindici anni saluta sempre tutti dicendo: un oceanico cielo solare di gloriosa felicità. No, scusate, ho sbagliato. Un oceanico cielo solare di accidiosa oceanità. Un cielo sereno oceanico di solare felice solarità. Un sereno oceanico e solare oceano felice di solitaria felicità.
Bruno è un pazzo. Da almeno quarant'anni. Non dategli ascolto.
Pietro e Paolo sono apostoli, gli apostoli sono dodici, quindi Pietro e Paolo sono due dodicesimi degli apostoli. Pietro e Paolo erano astigmatici, ma, poichè ai tempi di Gesù gli occhiali da vista non erano ancora stati inventati, gli apostoli erano solamente sei. La fame, gli stenti, la miopia, l'astigmatismo fece sì che se ne vedessero sempre dodici.
Dodici decimi.
In gruppo o a coppie.
Pietro e Paolo erano due mentre Bruno, che si crede un profeta, è uno solo. Pietro e Paolo sono morti mentre Bruno è vivo. Anche se sembra un vegetale.
Pietro e Paolo erano vegetariani.
Luca e Paolo sono due comici, i comici nel mondo sono milioni, quindi Luca e Paolo al Festival di Sanremo hanno guadagnato milioni di euri.
Non soffocate un sofisma, specie se di Peano.
Peano potrebbe adontarsene.
Oggi, al posto di Peano, alla cattedra di Logica Matematica di Torino siede Piergiorgio Odifreddi.
Lino Sacchi sostiene che Odifreddi sia un parricida di Peano.
Ma, lasciamo perdere le disquisizioni ed andiamo alla sostanza.
Sostanzialmente Peano era un matematico logico, un po' come Odifreddi che però è un matematico catodico.
Catodico come il tubo della televisione, sì, certo.
Catodico come l'adepto della religione del tubo.
Viva oggi e sempre il catodicesimo ! Altrimenti il canone Rai-Tv-FurtodiStato-edi-mercato sarebbe ben più salato.
Chi la fa l'aspetti.
Ed i cocci sono suoi.



29 novembre 2010

"Consigli surRenali per venire a patti con chiunque. Tranne che con la vostra coscienza" by Baglu



Non scrivete mai la verità su qualcuno, specialmente se questa corrisponde esattamente alla verità dei fatti per come si presentano di fronte anche ad un imbecille. Qualcuno, infatti, potrebbe dirvi che siete saccenti, ignoranti o - peggio - avete la penna in vendita (o in affitto) oppure cercate notorietà.
Se, ad esempio, il Re è nudo: evitate di farglielo notare. Dategli semplicemente ragione ed elogiatelo per il bell'abito che...ehm..."indossa".

Se dovete fare una recensione siate sempre lusinghieri e benevoli, ovvero non criticate mai negativamente il libro che andate recensendo anche se questo è robaccia o, meglio, roba buona solo a nettarsi il deretano.
Diversamente l'autore vi accuserà di non averlo letto o, peggio, di incompetenza e vi additerà come incapace persino a leggere libri o, peggio, a nettarvi il deretano.

Se ricevete l'apprezzamento di qualcuno che, magari, così, per simpatia, decide di pubblicare ciò che avete scritto, RIFIUTATE ! Qualcuno, dotato di particolare "UMILTA'" potrebbe accusarvi di dossieraggio, di killeraggio, di aggiotaggio, di primomaggio !
Se è la festa del lavoro vi consigliamo dunque di passarla a letto. Se è un qualsiasi altro giorno della settimana, ANCHE ! Ogni cosa che scriverete potrà essere usata contro di voi ed ogni singola lettera digitata potrebbe causarvi particolari disturbi gastrointestinali.

Anche se conoscete discretamente bene un argomento o, magari, lo sapete anche a menadito o magari ne siete così curiosi da averlo approfontito per anni: evitate di esprimere un'opinione in merito o, peggio, di parlarne, di scriverne, di discettarne.
Rischierete altrimenti di farvi dare del "tuttologo" o, peggio, dell'"indemoniato".

Già che ci siete, evitate di esprimere opinioni, specie se ben argomentate: non sarete mai abbastanza titolati a farlo quanto qualcun altro.

Qualcuno o qualcun altro sono il vostro Dio.
Voi stessi siete il vostro Satana.
Purificatevi, spurgatevi. E ricordatevi di nettarvi il deretano con particolare cura (se sapete leggere e recensire un libro come si deve !!!!).

Non scrivete mai consigli surRenali. Qualcuno potrebbe adontarsene.



24 novembre 2010

"Non ho un buco libero" (cit.): racconto surRenale by Luca Bagatin



Impedire che il figlio nascesse era il mio segreto proposito.
Beh, detto così suonerebbe brutto.
Brutto come un pasticciaccio brutto di Via Margutta ove non c'è il negozio di pasticci della Sig.ra Lovett perché quello sta - o, meglio, stava  - in Fleet Street.
Sono contro l'aborto di Stato, ma ancor più sono contro l'aborto di mercato.
Sono contro l'aborto clandestino.
Impedire che il figlio nascesse era il suo, non certo il mio, segreto proposito.
Io non ho un buco libero.
Io non ho un buco: ho una vagina.
Io sono mia e il mio corpo me lo gestisco io.
Non credo al gestalt e penso che la gestazione sia una pratica utilizzata dagli automobilisti incazzati.
Non credo alle creme abbronzanti.
Sono una credenza. Impopolare.
Sono una cretina che ha un marito assassino. O potenziale tale.
Solo perché il mio potenziale figlio non è figlio suo. Impotente.
Lo chiameranno figlio della colpa, ma la colpa è di chi ? E che non si dica figlio di....
Noi due lo stesso pensiero. Noi due lo stesso destriero. Noi due che ci libriamo in volo.
Mannaggià a me e a quando ho incontrato Fabio Volo.
Ho gettato mio marito dalla torre. E' stato un gioco.
Il gioco della torre. L'arrocco.
L'allocco era lui. La torre era quella di Pisa.
Il suo dente pendeva. Il suo pene anche. Era nudo. Come la verità non menzognera.
Si è sfracellato al suolo con le cervella spappolate come la pappapappapappa col pommopommopommodor.
Rita Pavone è la mia vicina di casa e mi invita spesso a cena.
Devo sempre rinunciare. Non ho un buco libero.





4 giugno 2010

"L'incoscienza di zelo": raccontini surRenali by Baglu



Entrato in quell'ufficio, Henry, avrebbe presto voluto uscirne.
I sorrisetti facili non li aveva mai amati, anzi che dico, sopportati.
Gli scappò di andare al gabinetto e tutti lo guardaron con un certo sospetto.
Henry poteva apparire un tipetto strano ai più che badano meramente alla superficialità.
Il capufficio, Gianfsalvo Tessot, con quei baffoni folti somigliava a Nietzsche pur non avendone nè la stoffa, nè la profondità. Con il suo sorriso fra l'imbarazzato, il laconico e l'ironico.
Henry non odiava Tessot. Semplicemente cercava di svolgere il suo lavoro, seguendo le indicazioni del suddetto. Peccato che il Baffo lo ignorasse.
Tranne - si badi bene - all'ora del pranzo, allorquando il Baffo provvedeva a scacciare in malo modo Henry dall'ufficio: "Vai a mangiare fuori di qui ! Quest'ufficio non è una cucina da impuzzolentire con il tuo lardo alla cipolla !!!".
Tessot era decisamente quel che si può - escatologicamente definire - un astr..ologo.



Tirato Paston era decisamente un capufficio curato.
Sempre elegante, giaccaecravatta, mento sbarbato, capelli brizzolati ma sempre in ordine. Parlata sobria, quasi femminea, sorriso finto come la sua dentiera.
Henry, inizialmente, fu il pupillo di Paston.
Paston era orgoglioso di un impiegato come lui.
E vorremmo vedere !
Si spezzava in quattro per evadere centinaia di migliaia di pratiche accumulatesi negli anni a causa dell'inefficienza congenita del sottoposto, tale Isarco Corrier, detto anche l'Invidioso o il Carrierista.
Ma, ad ogni modo e comunque, fu come non fu, Paston divenne ben presto il peggior incubo di Henry, il quale finì per passare dalla ragione al torto, dal torto alle torte in faccia (rigorosamente mangiate al di fuori dell'ufficio !).
Paston, temendo di perdere l'amicizia che lo legava alla famiglia del Corrier - ormai ai ferri corti con l'efficienza di Henry - si vide costretto a mobbizzare un tantinello il Nostro con umiliazioni d'ogni genere: dalle fotocopie a raffica sino all'inutile e sistematico ricontrollo delle vecchie pratiche già evase nei mesi precedenti.
Henry, inglese ma capatosta, non si lasciò certo scoraggiare. Figuriamoci ! Con il suo aplomb tipicamente anglosassone eseguì con rigore e puntualità tutti i compiti che gli furono assegnati.
Tirato Paston si vide costretto a........licenziarlo per eccesso di zelo.




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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini