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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 dicembre 2007

Il primo FUN CLUB di Lucia "Rehab" Conti, italian vocalist and very go(o)d girl


Lucia Conti, vocalist del gruppo musicale italiano "fuck'n roll" Betty Ford Center, è sicuramente il tipo di donna che preferisco in assoluto.
Artisticamente, controculturalmente e slinguazzosamente parlando.
Lucia è un'onirica lynchiana dura e impura, un po' come l'anima di questo blog. E poi ha ispirato e collaborato attivamente ad un sacco di miei racconti noir.
E' per questo che ho deciso di chiudere l'attività del blog per il 2007 aprendo il suo primo fun club on-line (e forse è il primo anche off-line) che proseguirà nel 2008 con il primo post dell'anno dedicato a lei.
Perché ?
Ma perché l'anno scorso lo dedicai a Giuseppe Garibaldi nel bicentenario della sua nascita e, nel 2008, Lucia compie ben 31 anni ! Ora, visto e considerato che abbiamo fatto 30: facciamo anche 31 !
Ed ora, a corollario di tutto ciò, eccovi una carrellata delle foto migliori di Lucia.
....in attesa di sugosi sviluppi artistico-culinari.


Luca Bagatin




29 dicembre 2007

Libertà, responsabilità e diritto: i capisaldi del liberalismo riformatore al di là e contro destra e sinistra conservatrici, stataliste e burocratiche


Debbo dire che la mia indole caratteriale è squisitamente individualista e libertaria.
Sin da ragazzino ho sempre mal sopportato ogni tipo di autorità e/o imposizione dall'alto, specie se da me non intimamente compresa.
Trovo che l'autoritarismo, la negazione della libertà e le regole imposte siano la peggiore aberrazione che ciascuno di noi può incontrare nella sua vita terrena.
Fra l'"eguaglianza" e la "libertà" ho sempre personalmente privilegiato e preferito la seconda.
Anche perché si consideri che gli individui, le persone insomma, non sono né saranno mai eguali nel senso più stretto del termine e ciò è un bene, in quanto la diversità è una ricchezza alla quale è difficile rinunciare pena non solo la noia, ma anche l'inaridimento dei rapporti umani ed interpersonali e la stessa schiavitù del genere umano.
La diversità, come la libertà, è valore che va profondamente tutelato e riconosciuto: diversità di genere, razza, colore, orientamento sessuale, di credo o confessione religiosa ecc...
E la diversità è tutelabile solo in una condizione di piena libertà individuale e quindi sociale.
Individuale prima ancora che sociale, nel senso che il sociale è l'esatta conseguenza di ciò che avviene a livello individuale.
In un articolo di circa un anno fa che realizzai per il quotidiano di Società Aperta "Terzarepubblica.it" diretto da Enrico Cisnetto, oltre che per il mio blog, affermavo che "la libertà va conquistata" e che la "libertà può essere conquistata solo se prima d'ogni cosa essa è interiorizzata da ciascuno".
Ovvero se ciascuno, individualmente, prende coscienza dei propri doveri nei confronti di sé stesso e quindi di chi gli sta intorno e quindi, allargando il cerchio, della società intera.
Tali doveri presuppongono, prima d'ogni cosa delle responsabilità individuali e solo poi, una volta compresi codesti doveri e responsabilità, si prenderà coscienza dei propri diritti naturali e quindi civili.
Queste, in sintesi, sono le basi del pensiero liberale che, come potete ben notare, fotografano pressoché esattamente le dinamiche della realtà quotidiana sociale, politica, personale e culturale.
Due grandi del pensiero liberale e libertario delle origini sono, a parer mio, l'italiano Giuseppe Mazzini ed il filosofo statunitense Henry David Thoreau .
Il primo, teorico del repubblicanesimo e dell'unità italiana, scrisse nel 1860 i "Doveri dell'uomo", saggio politico e filosofico attualissimo proprio su quanto abbiamo sopra scritto; il secondo nel suo "Disobbedienza civile" del 1849 espresse la sua estrema fiducia nell'individuo e nei suoi diritti, nonché
la convinzione che ogni persona dovesse rispettare prima i dettami della sua coscienza piuttosto che le leggi di un determinato governo.
Come potete ben notare qui siamo agli antipodi di ogni possibile freddo pensiero dogmatico. Siamo forse ai limiti dell'utopia. Un utopia tuttavia lucida e concreta visto che oggi, grazie al pensiero liberale e libertario anche di questi due grandi, viviamo in un Occidente democratico e civile.
In questi giorni mi è capitato fra le mani un agile ed interessante libello di Alberto Pasolini Zanelli pubblicato negli anni '80 dal titolo "La rivolta blu - Contro i miti dello stato sociale".  E' una sorta di compendio di liberalismo che racconta e spiega la rivoluzione individualista, liberale, libertaria e libertista degli anni '80 contro il potere dello Stato e la sua burocrazia e che portò al governo personalità come Ronald Reagan o la Thatcher e mise in crisi la socialburocrazia, in primis quella scandinava.
E' davvero appassionante notare come liberalismo e libertarismo si fondano all'insegna delle libertà individuali in economia come nel privato.
Ed ecco come in questo compendio si parli di un personaggio apparentemente pittoresco, ma in realtà grande riformatore: il consulente fiscale danese Mogens Glistrup, il quale fondò negli anni '70 il Partito del Progresso (FRDP) che riuscì a conquistare quasi il 16 % alle elezioni nazionali danesi sulla base di un programma che prevedeva l'abolizione dell'imposta sul reddito ritenuta d'impaccio allo sviluppo economico di un'economia avanzata come quella della Danimarca e contemporaneamente richiedeva un miglioramento dei servizi sociali erogati.
Snobbato e boicottato in tutti i modi tanto da destra quanto da sinistra, Gilstrup ebbe vita non facile come del resto è ben facile immaginare.
Ne "La rivolta blu" si racconta ed elogia il Presidente statunitense e leader Repubblicano Barry Goldwater, libertario fin nel midollo per quanto concerne i diritti civili degli omosessuali e per l'aborto arrivando a contrastare fortemente la destra religiosa nel suo partito (una sorta di Rudy Giuliani ante litteram) e profondamente liberale in economia, il che attirò le simpatie della cosiddetta Nuova Sinistra libertaria e sessantottina americana i cui leader Gene McCartney e Eldridge Cleaver, leader delle Pantere Nere, fecero campagna elettorale a suo favore (lo stesso padre della "beat generation", Jack Kerouac, nel poco tempo che trovò da dedicare alla politica fu attivista repubblicano). Si pensi anche che Goldwater inserì nel suo programma il tema dell'ecologia, ovvero la preminenza della qualità della vita sui miti del consumismo di massa.
E così, proseguendo nella lettura si incrocieranno gli anarcocapitalisti, i libertarians ed individualisti vari sino ad un giudizio positivo e lusinghiero del liberalsocialismo (vera critica al "socialismo reale" d'Occidente, ovvero alla socialburocrazia tipica dei Paesi Sandinavi) abbracciato negli anni '80 dal Psoe di Felipe Gonzalez e dal Psi di Bettino Craxi i quali aborrirono il marxismo e "liberalizzarono", per così dire, i loro partiti (in Italia anche grazie al Partito Radicale di Marco Pannella che contribuì alla libertarizzazione del Psi).
Critica feroce invece per la socialdemocrazia con la sua eccessiva burocraticizzazione, centralità dello Stato sugli individui e disaffezione alla responsabilità individuale degli stessi.
A lettura conclusa se ne rimane completamente estasiati e ninnovati nel prorpio individualismo libertario. E si riflette sulla situazione europea e soprattutto italiana ove pesa ancora quell'astrusa divisione (spesso mentale) che passa sotto il nome di "destra e sinistra".
Ed invece si noti come la vera divisione-contrapposizione sia fra Riformatori consapevoli della propria individualità, responsabilità e dei propri diritti e Conservatori amanti dello Stato balia-mamma, autoritario, clericale, socialfascista e socialburocrate.
Si uscirà mai dal pantano politico-culturale-ideale magari riuscendo anche ad uscire dal declino che attanaglia il nostro medievale Paese ?
Se la svolta sarà liberale e libertaria, magari.....

(....due partiti laici italiani che gradirei vedere uniti al di là di destra e sinistra per rinnovate battaglie laiche, liberali e libertarie)


Luca Bagatin



27 dicembre 2007

Che fine ha fatto Roberta Carrano ?


Diciamo la verità, noi uno sforzo l'abbiamo fatto, ma senza venire a capo di nulla: che fine ha fatto Roberta Carrano, classe '73, ex ragazza di "Non è la Rai" (noto show anni '90 di Gianni Boncompagni), proprio non lo sappiamo.
Voi direte: ma è proprio così importante saperlo ?
Per un blog cluturale & politico, spumeggiante & scanzonato amante dell'Arte come questo è IN-DI-SPEN-SA-BI-LE anzichenò !
Qui non si vende fumo né bruscolini: si cerca, si ricerca e si approfondisce.
E, nella fattispecie è aperta testé una sezione interamente dedicata a Roberta Carrano. Una sorta di "fan club" fatto in casa, con l'obiettivo preciso di farla approdare presso gli schermi internettici di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it affinché ci dia sue notizie.
Che fine ha fatto Roberta Carrano, quindi ?
E' una risposta che attendiamo con imminenza e NON alle calende greche o per mezzo di fantomatici calendari: siamo contro i calendari (di donne o uomini nude/i, o vestite/i), siamo persone senza tempo e senza spazio (visto e considerato anche che stiamo ingrassando a vista d'occhio, noncuranti di noi stessi); siamo clandestini come l'amore (clandestino) e........pertanto attendiamo vostre segnalazioni e curiosità su Robertina, al mio consueto indirizzo di posta elettronica: burroughs279@yahoo.it



Luca Bagatin



24 dicembre 2007

PREGHIERA UNIVERSALE: Buone Feste e Buon Solstizio d'Inverno



PREGHIERA UNIVERSALE


Om Tat Sat Sri Narayana Tu
Purushottama Guru Tu
Siddha Buddha Tu
Skanda Vinayaka Savita Pavaka Tu
Brahma Mazda Tu
Yahve Shakti Tu Yeshu Pita Prabhu Tu
Rudra Vishnu Tu Rama Krishna Tu
Rahima Tao Tu Vasudeva Go Viswarupa Tu
Chidananda Hari Tu Advitiya Tu
Akala Nirbhaya Atmalinga Shiva Tu


Om. Tu sei quello,
Signore che risiedi in tutti gli esseri,
Guru supremo, Incarnazione di Perfezione, Onnipotente Illuminato,
Dispensatore di ogni bene, Guida Universale,
Tu, Sole sorgente di vita, Fuoco purificatore,
Tu il cui nome é Brahma, Mazda, Geova, Shakti, Gesú, Padre Onnipotente,
Tu che sei Rudra, Vishnu, Rama, Krishna, Allah, il Tao universale, Divina Madre Terra,
Tu che hai per forma l'Universo intero,
Incarnazione della Consapevolezza e della Beatitudine,
Signore senza paura, Uno senza secondo, al di lá del Tempo e dello Spazio, senza Principio e senza Fine,
Incarnazione dell'Atma Universale, Simbolo della Creazione,
Tu, Signore Shiva.



22 dicembre 2007

Ma 'ndo vai se Verena Modigliani nun cell'hai ?



Ho una vera passione per i nomi femminili composti: Edelfa Chiara, Maria Riccarda, Maria Carla, Maria Antonietta, Francesca Romana...
Non parliamo poi dei nomi e cognomi composti: Maria Antonietta Farina Coscioni, Donatella Pecci Blunt, Francesca Romana Miceli Picardi, Roberta Modigliani Ghinazzi....
Chissà poi perché il cognome Modigliani è sempre posticipato o anticipato da un altro cognome o financo da un doppio nome come nel caso di: Giuseppe Emanuele Modigliani, Alessandro Litta Modigliani, Amedeo Clemente Modigniali, Sveva Casati Modigliani che però in realtà si chiama Sveva Casati "ModiGNani" e, in tutta franchezza, non si chiama nemmeno così, essendo il nome d'arte della coppia di coniugi Bice Cariati e Nullo Cantaroni.
Che c'entra direte voi ? C'entra eccome ! Parliamo di "Bice" e di "Nullo": due nomi assolutamente rari e inusitati !
Ed io ho una vera passione anche per i nomi rari ed inusitati. Specie se femminili.
La mia vita è circondata da Zaire, Verusche, Tatiane e financo da Verene.
Verene, sì. Anzi.....a dirla proprio tutta, la Verena in questione è solo una: e tanto basta.
La conobbi in una di queste fredde serate alla fermata dell'autobus e, per un paio (o forse due paia) di volte, la convinsi a prendere il mio stesso bus: 77, le gambe delle donne (benché sempre più storte negli ultimi tempi).
Conversammo amabilmente (espressione non mia, ma presa in prestito dall'amico Gianfranco Cosatti che sicuramente NON mi querelerà per avergliela rubata e per averlo simpaticamente citato, visto che, cadute le ultime frontiere ad est, si merita proprio questa "esposizione internettica") per qualche giorno finché....non la vidi più.
Probabilmente: o ha cambiato bus o ha terminato il suo stage presso la Cassa Rurale dell'Agricoltura sita in Via della Breccia di Porta Pia numero 20.
Facendo una rapida ricerca come solo io so fare quando mi travesto da "detective" (cappello Borsalino annesso), sono riuscito a reperire il suo cognome e, avendo una certa dimestichezza con gli elenchi telefonici (dopo anni di call center nelle vesti di team leader vorrei ben vedere !), anche a scoprire che di persone con il suo cognome in tutto il circondario ce ne sono solo quattro.
Ora non mi restava che decidermi a chiamare quelle quattro persone chedendo di lei.....se solo il mio amor proprio non mi avesse fatto vacillare e nicchiare: stavo facendo una cazzata ?!?
Beh, non che il coraggio mi manchi o mi mancasse: alle superiori era una cosa che facevo regolarmente quando una ragazzina mi interessava. Diciamo che detesto il telefono come mezzo di comunicazione di massa, ma ho sempre avuto una certa dimestichezza con i telefoni fissi (parlare poco - andare al sodo).
Però, infondo......è ed era una cazzata lo stesso. Ho visto Verena solo quattro volte in tutto e.... che mi metto a chiamarla a casa spiegandole anche come sono riuscito a risalire al suo cognome, al suo numero e patatin pataton ?
Naaaaaaa !!!
E poi, diciamocela tutta: ne vale veramente la pena ?
Infondo le ho lasciato il mio indirizzo mail e quello del presente blog e lei non mi ha mai contattato.
E poi sicuramente è già occupata ed io non ho alcuna intenzione d'esserlo.
E poi, le donne, oggi giorno (dato aggiornato al 22 dicembre 2007), sono veramente troppo difficili e complesse.
Non sanno mai cosa vogliono veramente, hanno un sacco di complessi insensati, hanno troppe aspettative....
Per carità, lo so, ora il mio socio in affari Bazardelleparole mi accuserà di maschilismo spinto rétro. Però si consideri che Bazar è di un'altra generazione rispetto alla mia e lui stesso diche che "oggi non c'è più condivisione".
Oggi si preferisce dividere e dividersi.
Oggi c'è Carla Bruni che dice che, quando è innamorata, vuole fare e farsi fare molte promesse: anche se saranno poi inesorabilmente tradite
Personalmente di promesse non ne ho mai fatte, come a sua volta non ho mai avuto grandi aspettative (tranne forse quando avevo 15 anni, il periodo più brutto della mia vita) nei confronti dell'altra persona. Le aspettative e le promesse sono la base per la rottura di un rapporto amoroso. Statene certi.
Quindi, tornando a Verena, poiché "ogni lasciata è persa": lasciamo perdere.
Se ella vorrà, mi troverà sintonizzato sulle frequenze cannocchialesche di questo blog anche nel periodo natalizio.
Ho in serbo grandi novità per il progresso e l'avvenire dell'Italia intera, NON come il latte scremato o parzialmente tale.



Luca Bagatin



22 dicembre 2007

"Finché morte non vi separi". Articolo by Davide Giacalone


"Finché morte non vi separi”, non è solo la formula dell’amore canonizzato, ma anche quella del divorzio dilazionato. Abbiamo il divorzio più lento d’Europa: a parte i tre anni di separazione ci mettiamo circa seicento giorni per una sentenza di primo grado e circa cinquecento per il secondo. Più di sei anni da quando ci si è detti addio. La morte, così messi, è una probabilità, ma anche una tentazione.
Al presidente Sarkozy, che del divorzio è frequentatore recidivo, è sembrato troppo che in Francia ci si metta, nel caso sia consensuale, tre o quattro mesi. Il ragionamento è questo: quei due decisero da soli di piacersi, poi di convivere, poi di sposarsi. Auguri. Ora, sempre da soli, decidono di divorziare: che si accomodino da un notaio, rendano ufficiale e pubblica la rottura del contratto che li lega, e se ne vadano per la loro strada senza imporre agli altri i costi di un giudice e di un tribunale, ed a se stessi quello degli avvocati. Applaudo. Le cose non possono che andare diversamente se c’è conflitto e se ci sono minori, ma è proprio perché le leggi favoriscono l’accordo che, in quel Paese, più della metà dei divorzi è consensuale. Da noi no, da noi il giudice deve sempre dire la sua, deve anche provare a riconciliare la coppia, come se fossero cavoli suoi o ci fosse un vantaggio collettivo a vederla trascinare il matrimonio.
Magari qualcuno pensa che agendo in questo modo si tutela il sacro istituto del matrimonio, si tenta di tenere unite le famiglie, che è gran bella cosa. Chi lo pensa non conosce la realtà, perché avviene l’esatto contrario: in Italia ci si sposa di meno e si fanno meno figli che altrove. Quindi non si tutela un bel niente, semmai si disincentiva. Fingiamo di non saperlo e paghiamo cara l’ipocrisia, continuando a pompare soldi del contribuente in una macchina giudiziaria che gira a vuoto ed inquinando il principio di responsabilità individuale con una pretesa morale giudiziaria. Portiamo fino in cassazione anche le speranze sessuali, facendo entrare il giudice nel letto e senza che l’affollamento risulti eccitante. Ma tacciono, di questo, le corporazioni togate, le cattedre di diritto, le coscienze sempre vigili. Capirei vi fosse un’inchiesta su fornicazioni ministeriali, ma qui si parla di cittadini e di diritto, roba per maniaci.



19 dicembre 2007

"HENRY, ECSTASY. AMORE". Racconto by Massimiliano Santarossa



PREFAZIONE

Max Santarossa è un mio vecchio amico.
Lo conobbi facendo attività politica una decina d'anni fa circa.
Benché di idee politiche differenti (lui di sinistra, io liberale) abbiamo trovato subito un minimo comun denominatore nelle battaglie civili, specie in quelle legate all'emarginazione ed alla tossicodipendenza: entrambi ben conoscendo direttamente singoli casi legati a tali spinose questioni.
Oggi, abbandonata pressoché entrambi l'attività politica attiva, non avendo trovato sponde soddisfacenti nei partiti e negli schieramenti attuali, ci occupiamo d'altro. Io ho questo blog e collaboro con diverse testate d'area laica e liberale. Ma questo magari già lo sapete.
Max, invece, ha scritto e pubblicato da poco un libro sull'emarginazione a Pordenone dal titolo "Storie dal fondo", che ho avuto l'onore di recensire per l'Opinione delle Libertà e per il presente blog.
Quello che vi propongo di seguito è un racconto in forma "poetica" (come mi suggerisce l'autore stesso) che Max mi ha proposto in questi giorni in esclusiva per il mio blog (e che fra l'altro uscirà prossimamente in forma narrativa nel seguito di "Storie dal fondo" che pare sia in fase di ultimazione e di prossima pubblicazione.)
Non è certo un racconto per "mammolette", né è "roba da ridere": è un immersione in un "universo di scottante attualità" e soprattutto di "scottante umanità".
Perché l'umanità non ha nulla a che vedere con la "bellezza" in sé, ma essa è la vita stessa: nei suoi "up" e nei suoi "down".


Luca Bagatin


«La mia generazione
è nata nel mondo contadino,
è cresciuta nel mondo operaio,
oggi vive nel mondo tecnologico.
Uno su dieci ce l'ha fatta,
io racconto gli altri nove».

Massimiliano Santarossa





HENRY, ECSTASY. AMORE


Universo.
Guardo giù.
Ecco il pianeta Terra.
Guardo più giù.
Il continente Europa.
Mi sforzo e guardo giù giù.
Paese Italia.
Tiro gli occhi e guardo giù giù giù.
La regione Friuli.
Adesso strizzo le cornee come il limone.
Compare la città Pordenone.
Forte tiro di brutto la vista.
E vedo il quartiere Villanova. Un fiume. Campi. Un ufficio. Una sedia. Un tizio che scrive.
Sono io. Bummmm, mi sveglio di soprassalto.  Aaaaaaaah!
Il solito incubo. Per fortuna, è solo il solito incubo.

Vuoi tu Henry prendere la qui presente Ecstasy come tua sposa?
Si, lo voglio!
E vuoi tu Ecstasy prendere il qui presente Henry come tuo sposo?
Silenzio. Le pastiglie non parlano.
Allora, non osi l'uomo separare quello che Dio ha unito.

Quella notte, in riva al Meduna, arrivò Henry.
Era affezionato ai rave party e conosceva benissimo chi li organizzava e dove si tenevano.
Henry, quella notte, sposò Ecstasy.
Amore vero. Amore cercato e costruito.
Notte dopo notte.
Ma quella era una notte speciale. Un matrimonio. Per sempre.
Non c'era posto migliore del rave party per festeggiare l'avvenimento.
Alla grande!
Decise di strafare. Cercava lo sballo e voleva esagerare.
Nella sua testa una voce si fece spazio, e come un tamburo ripeteva «Brucia Henry, brucia. Non preoccuparti, prendi con te Ecstasy. Prendila una, due, tre, quattro volte. E brucia felice Henry».
Tempie che scoppiavano, pulsazioni nel cranio, vene grosse. Sangue che pompava nel cervello. Dolore.
Dolore e basta.
Si prese a pugni la testa per farla smettere, ma nulla.
La voce era lì, continuava quella stramaledetta cantilena metallica, «Brucia Henry, prendi Ecstasy e brucia, brucia felice».
Vuoi tu Henry prendere la qui presente Ecstasy come tua sposa?
Si, lo voglio!
Era più forte di lui e non riuscì a resistere.
La voce lo chiamava. E lui cominciò a scendere i gradini della scala che porta agli inferi. Uno alla volta, gradino per gradino, Ecstasy dopo Ecstasy, scendeva sempre più giù seguendo la voce.
Ogni quaranta minuti la baciava, con la lingua, per poi annegarla di tequila. La guardava come si guardano i miracoli, stava sul palmo della sua mano e un secondo dopo la mordeva, fino in fondo allo stomaco.
Sballo, e amore, e sballo. Era tutto per lei.
«Bravo, prendi Ecstasy e brucia felice Henry. Brucia felice».
Sentì il fuoco dentro, come le fiamme dell'inferno.
Si faceva spazio in lui. Lei entrava, entrava dentro, in fondo.
Dalla bocca allo stomaco. Dallo stomaco al sangue. Dal sangue all'anima.
Il cuore iniziò a battere che pareva spaccargli il petto.
Gli mancò il respiro.
Volò a terra.
Cadeva, cadeva di sotto. E volando giù vide tra gli alberi nascere un¹alba stupenda. Poi, buio.

Gente attorno.
Quanta gente attorno!
Guardavano Henry, che sudava un liquido puzzolente.
Guardavano Henry, che tremava.
Guardavano Henry, che non rispondeva più.
E tanti ballavano, come niente. Lo sballo comandava. E non si accorsero di nulla.
Da diverse ore, tutti dentro una realtà loro.
Ma il samaritano era sveglio. E forte, e con due braccia di buona volontà.
Le mani strinsero Henry e lo tirarono nella quattroruote.
L'ospedale passò veloce a lato, senza entrare.
Lo scarico avvenne davanti casa, come per la spazzatura.
Un dito sul campanello e via.
Il sole era bello tondo in cielo.
La mamma sentì il clinn clonn.
«Quel disgraziato di Henry che rientra sempre col sole alto».
La tenda si aprì, ecco due occhi di madre sopra il figlio disteso. Davanti al cancello del giardino. Spazzatura!
La paura. Il presentimento. Le gambe di madre corsero verso il corpo immobile. Spazzatura d'oro! Nove mesi per crearla. Un amore per finirla.
L'urlo, a pieni polmoni. Un urlo che non si dimentica più. Dolore profondo. Madre disperata.
Prese il suo oro, lo strinse forte, a sé.
Iniziò a sbattere. Continuò a scuotere. Poi sberle, tante sberle, ma niente, la testa del figlio morta sulla spalla.
Occhi vitrei, luce andata.  Per sempre.

Due medici. Un bisturi affilato per tagliare la pelle bianca, che non regala più sangue.
«Eccolo lì, povera bestia, è il blocco del cuore, la colpa».
Aveva ceduto all'amore di Ecstasy. Troppo amore.
Davvero troppo amore.

Che mondo, ragazzi!
E' meglio tornare nell'incubo.
Una sedia. Un ufficio. Campi. Un fiume. Il quartiere Villanova.
E salgo su.
Pordenone, che piccola.
E salgo più su.
Il Friuli intero.
E vado in alto.
L'Italia a forma di stivale.
E vado su su su. Tanto su.
Ecco il pianeta Terra. Tondo. Celeste.
Mi guardo attorno.
Solo stelle. Silenzio.
Universo.
Pace.



Massimiliano Santarossa



17 dicembre 2007

W IL DALAI LAMA ! W IL TIBET LIBERO !

Questi due Capi di Statosi sono praticamente rifiutati di incontrare quest'altro Capo di Stato (in esilio a causa del regime comunista cinese che occupa dal  1950 il Suo Paese, il Tibet)......chi (forse) per non irritare i suoi alleati comunisti....chi (forse) per non irritare la dipolomazia del regime cinese....ad ogni modo, bella roba come quest'immagine ed il regime dittatoriale e antiumanitario che rappresenta e che ha rappresentato il tutto il mondo.......



W IL DALAI LAMA
W IL TIBET LIBERO
W LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA
ABBASSO L'OPPORTUNISMO (ANTIDEMOCRATICO)
NO COMMUNISM
NO FASCISM
NO VATICAN
NO TALIBAN



15 dicembre 2007

Inebriante Concerto per il Bicentenario Garibaldino a Pordenone offerto da Emanuela Battigelli



Sono appena tornato dal Concerto per il Bicentenario Garibaldino organizzato dal Grande Oriente d'Italia, che si è tenuto al Palace Hotel Moderno di Pordenone quest'oggi 15 dicembre alle ore 17.30.
Debbo dire che sono rimasto totalmente inebriato dalla musica di Emanuela Battigelli, arpista diplomatasi con il massimo dei voti presso il Conservatorio "Tomadini" di Udine nonché presso la "Tel Aviv University" e che ha collaborato, fra le altre, con l'Orchestra Nazionale della Rai Tv.
Ora, debbo confessare che l'arpa è lo strumento che preferisco ascoltare di più e quello di oggi è stato per me un vero e proprio invito a nozze.
L'arpa è, secondo me, l'unico strumento che, ascoltato, può trascinarti in altri "mondi ed universi", nel quale puoi "immergerti" totalmente e lasciarti cullare per poi risvegliarti a nuova Vita.
Avrei ascoltato il suo
recital (con musiche di Z. Kodaly, J. Freidlin, P. Ben Haim, L. Schidlowsky, G. Faurè, E. Parish Alvars e G. F. Haendel),  per ore e ore. Forse anche per tutta la notte e l'indomani mattina.
Emanuela infatti ci ha proposto, come da lei preannunciato prima dell'esecuzione, un vero e proprio "viaggio iniziatico" all'interno del Tempio Interiore di ciascuno che, come sappiamo, è il fulcro dell'esoterismo massonico.
Una vera e propria immersione, quindi, nella dimensione spirituale del Vero, del Buono e del Bello. Come bella era ed è lei, Emanuela, longilinea e sognante musicista dai tratti somatici quasi settecenteschi, la cui solarità ha fatto davvero concorrenza alla sua musica.
Il 2007 sta per concludersi e tutti noi abbiamo celebrato il Bicentenario della nascita dell'Eroe patrio per il quale proviamo un affetto infinito.
Tralasciamo le polemiche futili e sterili che hanno accompagnato il Nostro e ricordiamolo sempre per quel che era realmente: un paladino per la libertà e l'emancipazione del suo popolo e delle classi lavoratrici ed oppresse; un socialista e repubblicano appassionato senza partito né dogmi; un Gran Maestro di e d'Umanità che lavorò per il bene ed il progresso civile e democratico delle generazioni future. Ovvero, di chi, come noi, non smetterà mai di seguire il suo esempio e lo tramanderà di generazione in generazione.

Luca Bagatin



15 dicembre 2007

Conservatorismo bipartisan e il Partito delle vere Libertà


Non sono mai stato un sostenitore del bipolarismo, figuriamoci del bipartitismo.
Quantomeno in Italia, ove storicamente esiste la pluralità delle culture politiche e ciò è comunque un segno di democrazia.
Di conseguenza sono contrario ad ogni possibile legge maggioritaria o proporzionale con sbarramento che sia: a ciascun partito, insomma, si deve permettere di presentarsi agli elettori e di conquistare seggi in proporzione al numero dei voti raccolti.
Democrazia vorrebbe anche, tuttavia, che ciascun partito si finanziasse da sé, senza il ricorso a finanziamenti Statali a pioggia. Essi al massimo potrebbero essere mirati a coprire solo taluni costi quali la stampa di manifesti e volantini elettorali quantificata a "forfait" e non oltre una certa cifra, comunque contenuta.
Per il resto si potrebbero prevedere spot gratuiti sulle reti televisive pubbliche (fintanto che esiste il vergognoso servizio pubblico radiotelevisivo che andrebbe, a parer mio, quanto prima privatizzato per consentire, anche qui, libertà di offerta di programmi televisivi e per non far spendere ulteriori quattrini agli Italiani per il mantenimento di un "carrozzone" comunque lottizzato politicamente e che strapaga Celentano & Co).
Ma, veniamo alla governabilità. Si dice che con la pluralità dei partiti sarebbe impossibile o comunque difficile governare il Paese. Questa mi pare un'affermazione un po' semplicistica e che non tiene conto di taluni fattori.
Ricordiamo che l'Italia è stata governata per un cinquantennio con un sistema proporzionale purissimo, ove i partiti si coalizzavano sulla base di taluni punti programmatici. E così Dc, Psi, Pri, Psdi e Pli hanno, nel bene e/o nel male (ma comunque non ci sarebbe stata alternativa democratica possibile), portato il nostro Paese fra i Grandi della Terra.
Oggi non si capisce perché non possa avvenire la stessa cosa.
Dal '92 ad oggi, invece, spazzata la classe politica democratica, abbiamo improvvisamente subito un'involuzione che ci ha portato ad essere un Paese fortemente in crisi sotto tutti i punti di vista.
Un Paese ove, giustamente, nessuno crede più nella politica anche perché gli attuali schieramenti in campo sono esattamente speculari l'uno alll'altro, ovvero antiliberali e antilaici.
Le varie Rivoluzioni Liberali, sbandierate dal '94 ad oggi prima dal Polo e poi dall'Unione, sono state tradite sin da subito sia sotto il profilo economico che per quanto concerne le libertà civili ed individuali (per le quali siamo agli ultimi posti in Europa).
In effetti, si noti anche che i due principali partiti delle coalizioni, in Europa, non si collocano affatto nell'Internazionale Liberale e nel Partito dei Liberali e dei Riformatori (ELDR), bensì l'uno si colloca nel Partito Popolare Europeo e l'altro nel Partito Socialista Europeo (fra l'altro indebitamente in quanto i postcomunisti non hanno giammai voluto dichiararsi socialisti salvo qualcuno, diventato ben presto "sasso in capponaia" del centrosinistra cattocom prodian-veltroniano).
Ora, posto che i due pseudo-nuovi partiti nati in queste ultimi mesi e settimane, il Pd ed il PdL, sono dei fenomeni da supermarket che cercano d'intercettare voti in caduta libera viste le pessime prove di governo dell'uno e dell'altro, debbo dire comunque che come osservatore ormai esterno alla politica ed ai partiti, sto guardando con una certa attenzione al curioso fenomeno del Partito delle Libertà.
In particolare al fatto che esso abbia sostanzialmente portato allo sfaldamento del centrodestra, il quale, a detta di tutti, pareva destinato a vincere le prossime elezioni.
La qual cosa mi porta a due riflessioni: o Berlusconi, fondatore in un giorno del PdL, mira a portare alla luce il suo accordo sottobanco antiliberale con il Pd e quindi con l'Unione (che pare sussistere dal '96, se notiamo come i due schieramenti hanno svolto egregiamente un "gioco delle parti" ove ciascuno si ingiuria in pubblico, ma in privato nessuno è andato a ledere gli interessi dell'altro) e quindi a voler favorire Walter Veltroni come prossimo Premier; oppure egli vuole sganciarsi completamente dalla destra e quindi dal partito di Fini, da quello di Storace e dalla Lega Nord.
La qual cosa mi pare un tantino azzardata, visto anche che egli ha recentemente osannato proprio i neofascisti di Storace, epperò, epperò....
E però farebbe così bene il Berlusca a sganciarsi da tutta la destra e far diventare il Partito delle Libertà un vero partito liberale di massa. Un partito non di destra, ma contro questo centrosinistra conservatore.
Un partito che possa davvero raccogliere chi vuole governare la globalizzazione con regole certe ma alleggerendo il peso dello Stato sui cittadini sia per quanto concerne l'aspetto economico che per quanto concerne le libertà individuali.
Persino Sarkozy, neo premier francese e Rudy Giuliano, probabile candidato repubblicano alla Casa Bianca, sono da sempre a favore delle unioni civili, di leggi non punitive nei confronti dell'aborto e a favore della ricerca scientifica.
Potranno mai questi leader internazionali dirsi di destra o conservatori ?
A parer mio certamente no. Sono semplicemente persone di buonsenso, moderne, che credono negli individui e nelle loro potenzialità. In barba alle verie religioni dogmatiche antidemocratiche.
Come farlo capire a chi in Italia vuole dirsi "liberale", ma non lo è nei fatti, in quanto è il "braccio politico e parlamentare" del Vaticano ?
Il Partito delle Libertà, o ascolta di più gli sporadici ma tenaci laici e liberali al suo interno come i Riformatori Liberali, i Repubblicani e i Liberalsocialisti sparsi e quindi si trasforma in partito liberale, libertario e liberista, non di destra, ovvero anticonservatore, oppure può continuare a rimanere fenomeno da supermarket alleato a postfascisti, neofascisti e traditori dell'unità nazionale e quindi può continuare ad alternarsi al governo con il centrosinistra. E così l'Italia non conoscerà mai né vera libertà né tantomeno vera democrazia, rimanendo completamente isolata nei confronti dei processi di globalizzazione e di civiltà in continua evoluzione nell'Occidente democratico.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini