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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 maggio 2007

Giovani italiani: una generazione di frodati

Quest'oggi, in risposta ad un articolo che ho recentemente scritto per Liberalcafé.it (pubblicato anche su questo blog dal titolo "La politica italiana è in crisi. Il possibile ruolo di laici, liberali, socialisti, repubblicani" in data 26 maggio), una ragazza di 26 anni, B.I.G., mi ha scritto la puntualissima lettera che segue e che mi ha tanto commosso quanto fatto ulteriormente inalberare relativamente all'attuale situazione politica e sociale che stiamo vivendo. Ciò anche perché tanto io quanto B.I.G., facciamo parte della stessa generazione non tanto e non solo di "precari", quanto piuttosto di "frodati" da coloro i quali vogliono mantenere lo status quo. Status quo che è tale in quanto, cambiarlo, significherebbe perdere i privilegi acquisiti negli anni. Status quo che consta in uno Stato che non investe nel suo futuro, nei suoi giovani, nella ricerca scientifica e che non crede nel mercato. Uno Stato oppressivo e oppressore che tassa e tartassa garantendo solo determinate "caste" privilegiate dagli statali ai pensionati ultrasindacalizzati. Uno Stato che mantiene in vita ancora enti inutili come le Provincie, nonché piccoli Comuni assolutamente accorpabili con altri di maggiori dimensioni. Uno Stato che non fornisce pressoché alcun servizio al cittadino che si sente, inevitabilmente, frodato. Uno Stato che non tutela il mercato, bensì lo "droga" in più settori: dalla cultura alla libertà d'impresa. E che, anziché investire nella scuola pubblica preferisce spesso dare fondi a chi frequenta gli istituti privati e/o alle parrocchie per il loro restauro (si veda ciò che ha fatto, fra le altre, la Regione Friuli Venezia Giulia). E' un fenomeno che in Italia si trascina da dopoguerra ad oggi e che è in continuo crescendo e che pochissimi hanno avuto il coraggio di sollevare e denunciare (come fecero Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi, per citare alcuni) per poi magari finire per essere allontanati dai "salotti buoni" della politica, della cultura e/o per essere definitivamente dimenticati ed archiviati dalla memoria storica. Altro non saprei dire se non che è necessario lottare contro questo monopartitismo perfetto. Contro le oligarchie al Potere. Piuttosto che commentare futilmente i risultati delle recenti elezioni amministrative. Dove stanno gli innovatori ? Dove i conservatori ? Io penso che lettera di B.I.G. sia assolutamente illuminante e sia già in sé una risposta. Luca Bagatin RIFLESSIONE POLITICA ITALIANA Ho appena letto per caso il suo articolo sull’impasse in cui versa la società politica italiana su Liberal Cafè. Lei ha condotto la sua riflessione solo sul piano interno, io la vorrei allargare un attimo, riprendendo il suo spunto con Tony Blair. Prima credo sia doveroso che mi presenti: ho 26 anni, - già vedo la mia credibilità diminuire- e sono laureata in scienze politiche. Vista la mia giovane età e il fatto che in Italia non ci sia spazio per giovani talenti, che non si riconoscano in una partitocrazia atrofizzata, ma che amano la politica in quanto tale, mi sono sempre interessata all’Europa. Ecco, il nostra Paese è un Paese che si dimentica dei giovani, che per la sete di potere di personaggi che da ventenni rivestono ruoli di primo piano, non permette a persone che studiano e che sono preparate, di dare all'Italia la mano di cui avrebbe bisogno. Al momento mi trovo in Polonia al termine di studi di alto livello presso il Collegio d’Europa, istituzione creata con il Consiglio d’Europa anche da nostro governo, ma alla quale il nostro ministero degli esteri quest’anno si è dimenticato di dare il sostegno economico, dirigendo i propri fondi verso forum per i PVS. Le dico questo in quanto è sintomatico di una incapacità dell’Italia di investire sul proprio futuro politico. I nostri eurodeputati sono i più anziani dei 27 stati membri, non parlano le lingue e sono intrappolati in una struttura di prepensionamento politico, come diversi hanno già notato. Se, come nel mio caso, credi nell’Europa, e ami il tuo Paese, investi per parlare 3 lingue correttamente, per essere di aiuto, non c’è spazio per te, né soldi per te, poiché gli assistenti dei deputati hanno 40 anni, contro i 25 di media degli altri Paesi. L’impasse interno si traduce in una scarsa credibilità estera, in una mancanza di far valere i propri interessi sia per vie istituzionali, sia attraverso il mondo frammentato delle lobby. Se si tenta di rientrare in Italia, come sto facendo io, ci si imbatte in concorsi come al Senato in cui devi avere il 110 per iscriverti, (ce l’ho) ma poi devi avere 30,2 di media per entrare in graduatoria (scusate, mi sono laureata con 110 e lode in 4 anni, avevo solo 29,6) che rende una persona che ci ha messo 8 anni a laurearsi più qualificata di me… Si accettano 2000 domande, per 10 posti, e in graduatoria ne entrano 500… è il paradosso dell’assurdo. Ecco, solo per darle un quadro di quello che una giovane che ama il suo Paese (ma non più permettersi il lusso della disoccupata, né di andare dopo tre anni che studia in Europa a lavorare in un call center), vede ogni mattina, quando si sveglia. B.I.G.




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29 maggio 2007

Del "Migliore" ci si dovrebbe vergognare. Un articolo di Aldo Chiarle

Periodicamente l'amico Aldo Chiarle mi invia direttamente a casa la rassegna stampa con gli articoli più significativi che scrive sull'Avanti, quotidiano socialista, con il quale collabora dal 1945. Nella fattispecie quello che voglio proporvi oggi è un articolo che parla della nuova formazione  di Fabio Mussi e Cesare Salvi, denominata Sinistra democratica (si noti la "novità" del nome), e su uno dei suoi "padri storici", ovvero Palmiro Togliatti che spesso mi si accusa di "denigrare" (e ci mancherebbe che non lo facessi !). Chiarle è un testimone del nostro tempo che quegli anni li visse in prima persona. Fu partigiano socialista durante la Resistenza al nazifascismo. Militò poi nella socialdemocrazia di Saragat per rientrare nel Psi duranate la segreteria di Bettino Craxi. Oggi è Gran Maestro Onorario della Massoneria italiana Grande Oriente d'Italia. del 9 maggio 2007 LA FORMAZIONE DI MUSSI PARTE COL PIEDE SBAGLIATO: DEL “MIGLIORE” CI SI DOVREBBE VERGOGNARE Sd, nel Pantheon anche Togliatti di Aldo Chiarle Con ogni probabilità nascerà presto una “fondazione” che comprenderà i fuoriusciti dai Democratici di sinistra che fanno capo a Gavino Angius e Fabio Mussi, i partitini di Bertinotti e Diliberto e forse qualche verde, che pur appoggiando, per ora, il governo Prodi sarà orientato a sinistra, tanto che ha messo nel proprio Pantheon Antonio Gramsci, Enrico Berlinguer e Fidel Castro. Purtroppo questo raggruppamento ha messo nel Pantheon anche Palmiro Togliatti, che sta per essere rivalutato. Ecco quindi per questa formazione una rivalutazione a centottanta gradi, anzi, la riabilitazione di un personaggio come Palmiro Togliatti la cui fedeltà agli ordini di Stalin lo rese responsabile e primo attore degli assassini contro i socialisti, repubblicani e anarchici in Spagna e nei processi stalinisti contro la vecchia guardia comunista della Unione Sovietica, considerati da lui come “banditi trotskisti-zinovievisti, colpevoli di crimini sacrileghi” al pari dei dirigenti della Internazionale del socialismo, bollati come “complici del fascismo”. Ormai come gli ex-comunisti, i nuovi comunisti ci hanno abituato a tutto anche ai più grandi falsi della storia, ma una riabilitazione di Togliatti merita alcune precisazioni su questo personaggio, al quale purtroppo in Italia ancora molte vie sono a lui dedicate. E quale risposta migliore che la pubblicazione di un suo articolo, preso da L’Internazionale comunista di Parigi, datato ottobre-novembre 1936 a proposito dei processi politici di Stalin per eliminare la vecchia guardia? È un documento da leggere attentamente e da conservare e da sbattere sulla faccia di quei “compagni socialisti” che considerano gli eredi di Togliatti, l’unica forza socialista con la quale si può e si deve collaborare. Una tesi che farebbe sorridere se non provocasse disgusto. Ed ecco la prosa del “migliore”: “I banditi trotskisti-zinovievisti tramano i loro sacrileghi crimini contro la patria socialista e osano levare le loro mani infami contro il partito bolscevico, contro i suoi amati dirigenti, contro Stalin che con mano ferma e sicura ha guidato e guida i popoli dell’Urss a superare le difficoltà dell’edificazione socialista, ha tracciato il cammino della lotta per la vittoria della classe operaia nel mondo intero; contro il capo la cui presenza alla testa del partito bolscevico e dell’Internazionale comunista educa alla lotta milioni di uomini. Nell’interesse di chi possono agire i banditi terroristi se non in quello dei nemici della classe operaia e dei lavoratori, nell’interesse del fascismo? (…) Coloro che hanno annientato e smascherato i banditi terroristi si sono resi meritevoli per tutta l’umanità. Con il processo e le condanne di Mosca viene assestato un colpo al fascismo, ai provocatori di guerra, ai nemici della libertà e della pace dei popoli. (…) Il processo di Mosca è stato un atto di difesa della democrazia, della pace, del socialismo e della rivoluzione. In ciò appunto consiste la sua importanza internazionale. C’è anche gente che ha osato pronunciarsi in difesa dei banditi terroristi, che per essi ha chiesto ‘garanzie giuridiche’, che ha tentato di farli fuggire alla meritata pena, richiesta da tutto il mondo. Sono stati i dirigenti della Internazionale Operaia socialista e dell’Internazionale sindacale, da Schevenels a Otto Bauer, a De Brouskéré… Garanzie giuridiche!. Esiste al mondo un solo tribunale che per gli uomini che lo compongono, per la legge a cui si ispira e per la procedura che adotta offre piena garanzia di equità, non solo in ragione del uso aspetto esteriore, ma soprattutto per la sua stessa essenza: è il tribunale proletario, istituzione giuridica della rivoluzione che ha eliminato le radici di ogni ingiustizia e di ogni privilegio. I dirigenti della socialdemocrazia hanno ostentato sorpresa e indignazione nel veder annientare inesorabilmente dalla giustizia proletaria i terroristi trotskisti-zinovievisti”. “Mi rifiuto di credere che Trotzky sia un complice diretto di Hitler”, afferma De Boruskéré, presidente dell’Internazionale operaia socialista. E Otto Bauer che è sempre pronto, nelle questioni fondamentali e nei momenti decisivi ad allearsi con l’ala reazionaria della socialdemocrazia mimetizzandosi con una fraseologia sinistroide chiede delle “prove”. “Delle prove! Ma tutte le prove che il più scrupoloso dei giudici può esigere sono state fornite nell’aula del processo. Durante le sedute pubbliche del tribunale supremo, i capi stessi della banda terrorista hanno dovuto confessare i loro crimini e i loro legami con il fascismo. (…) Chi può mettere in dubbio questi fatti, confermati da una prova che è sempre stata considerata, da quando esiste al mondo una giustizia e dei giudici, la prova decisiva e irrefutabile, cioè la confessione degli accusati? (…) È l’odio a ispirare i banditi trotskisti ogni qualvolta si pronunciano in merito all’Unione Sovietica (…) lo stesso odio ispira e caratterizza le campagne antisovietiche dei fascisti. Sono le stesse calunnie, le stesse parole d’ordine controrivoluzionarie, le stesse ignobili provocazioni. (…) Denunciamo i nemici della lotta unitaria agli operai socialisti e chiediamo di liberarsi da questi traditori. Difendere dalla infiltrazione trotskista le organizzazioni socialiste, i sindacati, tutte le organizzazioni di lavoratori senza eccezione, è una parte della nostra lotta contro il fascismo”. E ancora. “Ai lavoratori socialisti - cui i loro dirigenti dicono che gli accusati al processo trotskista-terrorista erano vecchi rivoluzionari, incapaci di commettere i mostruosi delitti dei quali erano imputati - proveremo, in base ad abbondanti documenti storici, che tale affermazione è falsa. (…) È il mezzo più efficace per spezzar e distruggere le menzogne dei dirigenti reazionari della socialdemocrazia. È il mezzo più efficace per impedire al bacillo trotskista per penetrare fra i giovani operai inesperti, per evitare che esso contamini gli operai socialisti sinceramente rivoluzionari (…). Il processo svoltosi a Mosca a carico dei banditi trotskisti-zinovievisti pone a tutte le organizzazioni della classe operaia il compito di accrescere la vigilanza di classe. Questo processo ha dimostrato che il nemico ricorre a tutti i mezzi per mascherarsi, onde poter svolgere entro le nostre file la sua opera di disgregazione e tramare i più vili delitti. Per smascherare il nemico, punirlo e impedirgli di portare avanti la sua pericolosa azione non basta essere bene orientati politicamente. Bisogna che ogni membro delle organizzazioni operaie eserciti con spirito di iniziativa, in ogni occasione e in ogni momento della propria attività, la più stretta vigilanza nei confronti di chiunque perchè la borghesia e il fascismo si sforzano con i mezzi più vari di inviare i loro agenti nelle nostre file, cercando di utilizzare a tale scopo perfino i nostri successi politici e organizzativi. (…) Il carattere di massa, sempre più largo delle nostre organizzazioni, ci può consentire più facilmente di smascherare gli agenti del nemico, purché la vigilanza rivoluzionaria di classe divenga il dovere di ogni membro di base del Partito e si formi in questo spirito tutta la massa del Partito (…). Occorre conoscere gli uomini, imparare a conoscerli. Bisogna che una parte dell’attività di ogni membro del partito sia dedicato allo studio completo, esatto e particolareggiato dei suoi compagni di organizzazione e di tutti coloro con i quali egli è in contatto. Solo così il partito e tutte le organizzazioni operaie saranno effettivamente protette dalla penetrazione del nemico. Il processo di Mosca è stato un banco di prova. Il banco di prova della nostra vigilanza di classe, della nostra capacità di distinguere gli agenti del nemico e di strappare loro la maschera. (…) Ci ha indicato che i dirigenti reazionari della socialdemocrazia, mossi dall’odio contro il Paese della dittatura del proletariato e del socialismo vittorioso, vogliono tentare di spezzare l’unità della classe operaia e delle masse popolari nella lotta contro il fascismo e per la pace. (…) Ci ha indicato che la nostra lotta contro il trotskismo controrivoluzionario non è ancora sufficiente, che deve essere estesa, perfezionata, portata a un livello assai più elevato, trasformata in lotta di tutto quello che è sano e onesto nella classe operaia contro la penetrazione del fascismo, della sua ideologia, dei suoi agenti entro le file del proletariato. F.to Ercoli”. Questa è la quasi incredibile prosa di Palmiro Togliatti, in arte “Ercoli”, complice in Spagna degli assassini verso i socialisti e gli anarchici. Egli incita i “veri proletari” alla delazione, all’odio contro la socialdemocrazia, “complice” del fascismo. E questo squallido personaggio dovrebbe essere ora accettato fra i campioni del riformismo? Solo Boselli, solo Intini e solo Bobo Craxi possono farlo.




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28 maggio 2007

La Russia di Putin non conosce i diritti civili né la democrazia

Mi scuso se il testo qui sotto è scritto di fretta, ma lo sdegno e la rabbia è troppo. E grande. La Russia è un Paese atlantico e democratico, ci raccontano. Ma vaglielo tu a spiegare ad Antonio Russo, ad Anna Politoskaia, agli inviati e giornalisti che hanno cercato d'approfondire il "caso Cecenia". Vaglielo poi a spiegare oggi a Marco Cappato, a Vladimir Luxuria ed ai radicali russi barbaramente aggrediti dai naziselli russi e, al danno la beffa, arrestati dagli agenti di polizia russa con l'accusi di resistenza a pubblico ufficiale. Tutto ciò solo perché hanno PACIFICAMENTE manifestato per i diritti di gay e lesbiche e per voler consegnare una misera lettera (che qui sotto riporto) al Sindaco di Mosca. Non ce la raccontiamo e non ce la raccontino, cari miei, la Russia di Putin è la stessa Dittatura sovietica di Stalin, Krushov, Breznev che non ammette dissidi interni ed esterni. Che non garantisce i diritti di nessun essere umano se non del gran capo Valdimir Putin (ex agente Kgb, guarda un po' !). E, pensate un po', la Russia è nel consiglio di sicurezza delll'Onu nonché e membro del Patto Atlantico. L'occidente, il mondo libero, si guardi bene da certi suoi alleati nemici della libertà e dello stato di diritto. A sinistra l''europarlamentare radicale Marco Cappato malmenato dagli agenti di polizia russi. A destra: quel grandissimo figlio di Putin (padre) All’attenzione di Yuri Luzhjov, Sindaco di Mosca. E per conoscenza a: · Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa · Rashid Nurgaliev, Ministro degli Interni · Yuri Chaika, Procuratore Generale Russa · Valery Zorkin, Presidente della Corte Costituzionale Russa · Vyacheslav Lebedev, Presidente della Corte Suprema Russa · Hans-Gert Poettering, Presidente del Parlamento Europeo · Jean-Paul Costa, Presidente della Corte Europea per i Diritti Umani e le Libertà Fondamentali · Thomas Hammarber, Consiglio d’Europa per i Diritti Umani · Terry Davis, Segretario Generale del Consiglio d’Europa Oggetto: Lettera aperta al Sindaco di Mosca sull’autorizzazione dell’Equality March 2007 Bruxelles, 21 Maggio2007 Onorevole Sindaco, Secondo le informazioni di cui disponiamo la Marcia dell’Uguaglianza 2007 di Mosca, a cui abbiamo aderito, non ha ancora ricevuto dai vostri uffici la necessaria autorizzazione. Con questa lettera aperta intendiamo chiederle di autorizzarla prima possibile in modo tale che la Marcia (e gli eventi ad essa correlati) possano tenersi senza violenza o disordini e con la protezione dei suoi partecipanti da parte delle autorità russe, in linea con gli obblighi costituzionali e dei diritti umani che esse devono rispettare. Durante il Gay Pride 2006 con la proibizione da parte delle autorità russe della manifestazione e le commemorazioni si favorirono gli atti di violenza perpetrati da parte dei gruppi di estrema destra e dai fondamentalisti religiosi contro i partecipanti. Secondo le dichiarazioni riportate dalla stampa lei avrebbe espresso l’intenzione di proibire la Marcia dell’Uguaglianza anche quest’anno, mentre gli organizzatori stanno ancora aspettando una risposta ufficiale per i vari eventi che avranno luogo i giorni seguenti. La libertà di espressione, la libertà di assemblea pacifica, la libertà dalle discriminazioni sono inscritte nel diritto internazionale e russo e sono alla base di tutte le democrazie e degli Stati di diritto. Le istituzioni russe sono anche legate da obblighi nei confronti del Consiglio d’Europa e dalla Convenzione Europea sui diritti umani e le libertà fondamentali (CEDU), cosí come alla giurisprudenza della Corte Europea per i Diritti Umani. Vogliamo porre all’attenzione delle autorità russe il fatto che la Corte di Strasburgo ha recentemente condannato, all’unanimità, nel caso “Baczkowski e altri contro la Polonia” un identico divieto imposto dal Sindaco di Varsavia alla Marcia dell’Uguaglianza del 2005 come contrario al CEDU, in particolare nei sui articoli 11 (libertà di associazione e di assemblea), 13 e 14 (proibizione delle discriminazioni). La stessa Corte ha anche ripetutamente dichiarato che le autorità hanno il compito di proteggere al meglio i partecipanti da ogni possibile attacco e violenza contro di essi. In attesa di una risposta da parte vostra agli organizzatori dell’evento (e a tutti noi partecipanti) per quanto riguarda l’autorizzazione della Marcia dell’Uguaglianza le inviamo i nostri migliori saluti, Marco Cappato (Deputato al Parlamento Europeo, Partito Radicale, Gruppo Alde) Sophie In’t Veld (Deputata al Parlamento Europeo, Olanda, Gruppo Alde)




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26 maggio 2007

La politica italiana è in crisi. Il possibile ruolo di laici, liberali, socialisti, repubblicani.

La politica italiana è sempre più ad un punto morto incapace di rinnovarsi e di rinnovare. Mentre in Gran Bretagna, Tony Blair esce dalla scena politica a 54 anni, nella nostra Penisola si inizia a far politica spesso superati i 60 anni come pare si accinga a fare Luca Cordero di Montezemolo, nuovo leader dell'antipolitica aglio, olio e peperoncino. Eh sì, perché pare che in Italia per risollevare il morale degli elettori sia necessario il "peperoncino": negli anni '20 si chiamava Mussolini, nel '94 Berlusconi ed oggi, chissà, forse proprio Montezemolo. Il nuovo "uomo forte". A dire il vero poco crediamo che il Presidente di Confindustria s'accinga a "scendere in pista" come hanno ventilato i mass media, purtuttavia le sue dichiarazioni la dicono lunga sulla nuova crisi antipolitica che sta attraversanto il Paese. Del resto: nulla di nuovo. Come ai tempi di Tangentopoli ecco spuntare i Poteri forti legati al carro prodiano che in questo caso temono sempre più di perdere il timone (anche a causa del costruendo Partito democratico che è apparso a tutti un flop buono solo a tenere insieme i postcomunisti ed i postdemocristiani) e che non vogliono che i loro politici di riferimento facciano la fine di Bettino Craxi che nel '92 contribuirono a liquidare proprio in quanto a loro inviso. In tutto questo il ruolo dei laici, liberalsocialisti, repubblicani e liberali potrebbe essere molto importante se solo sapessero cogliere l'occasione per sconvolgere l'attuale quadro politico e porsi alla guida del malcontento sempre più diffuso a causa di una classe politica meramente interessata a rimanere in vita senza progetti e prospettive di lungo termine (tanto a livello nazionale quanto nell'ambito locale). Qui non si tratta più, a parer mio, di dividersi fra "destra" e "sinistra", ma fra innovatori e conservatori ed in questo senso uno spazio per persone come Capezzone ed i radicali, i socialisti di Boselli e quelli sparsi nel centrodestra, i repubblicani di La Malfa e i riformatori liberali di Della Vedova (tutti quanti pur con i loro abnormi limiti e difetti) potrebbero fare quadrato attorno ad un programma comune di intenti che sia in grado, dal basso, di rendere la politica più trasparente e vicina ai cittadini. Per l'intanto, di concreto, il 7 ed 8 luglio a Chianciano si terrà la seconda assemblea della Costituente Laica e Liberalsocialista con la partecipazione di esponenti della cultura e dei partiti laici, (liberali, radicali, repubblicani, socialisti) ed ex diesse che non confluiranno nel Partito Democratico. Qualora ne uscisse finalmente un soggetto unitario e contrapposto ad entrambi i Poli conservatori, allora forse il paronama politico italiano avrà la possibilità di rinnovarsi. Chi, del resto, se non i partiti laici che fondano la loro storia e cultura nelle libertà individuali e nella coscienza morale del Paese potrebbe contribuire a fare ciò ? Luca Bagatin




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25 maggio 2007

I POLISACCARIDI FANNO CRESCERE IL NASO. Racconto surREALE by Luca Bagatin

I POLISACCARIDI FANNO CRESCERE IL NASO by Luca Bagatin Ieri pomeriggio mi sono recato con Bazar, presso i servizi sociali di Svanito al Tegumento, provincia di Portentone. Bazar lavora da un anno presso il centro diurno per disagiati psichici gestito dai servizi sociali e lì, ieri, ho imparato che i polisaccaridi fanno crescere il naso. Ho poi imparato a coniugare il verbo "fantozzinare": io fantozzino, tu fantozzini, egli fantozzina..... Il padre di Ennio, muratore edile, fantozzinava dalle 4 del mattino sino alle 16. Ovviamente del pomeriggio. Annamaria, invece, da brava dietista, mi ha spiegato che, se si mangia il gelato prima delle ore 15 del pomeriggio, non si rischia d'ingrassare. "Del resto, si sa, che i polisaccaridi fanno crescere il naso !", ha sentenziato lei che tifa la Roma in quanto ama la città di Milano, pur detestata da Bazar che tifa il Milan. La squadra dell'Internazionale per eccellenza dal 1899 !!!!! Io, invece, che di calcio so poco o nulla, li stavo beatamente ad ascoltare seduto al bar Stazione di Svanito ammirando i fianchi della cameriera brasileira (il che non mi capita spesso in quanto adoro le ragazze longilinee o, meglio, magrissime e financo cadaveriche). Matteo Matteotti è il Presidente dell'Associazione Elefanticiechi ed è colui il quale (non cicale) concede la saletta a Bazar per svolgere i suoi corsi di scrittura creativa per i disagiati psichici come me che però non mi applico e finisce che mia madre e mia sorella, a casa, mi correggono i racconti che scrivo ed il mio modo di leggere e poi Bazar s'incazzicchia e mi dice che il mio quaderno di fogli volanti è mio e nessuno deve sottrarmelo per correggermi i racconti. La Regina, quella tipa un po' grossa, mi ha chiesto come va la mia storia con Alice ed io le ho risposto che Alice da più di qualche mese non me la dà (qui l'accento ci sta bene) perché è impegnata nel preparare la presentazione di un libro di poesie che si terrà (la presentazione, non il libro !) nella piazza fiorita di Svanito al Tegumento alla presenza delle autorità scolastiche e politologiche come ad esempio quel tale Di Bisceglio Sindaco ad honorem della città che nel 1500 fu bombardata dai Veneziani che erano invidiosi del Patriarca che ci aveva un castello più bello di loro (non di loro, del loro !). Ora devo salutarvi perché ci ho fretta e penso sia il caso di darvi appuntamento a venerdì primo giugno alle ore 18.00 presso la saletta Europa del Comune di Svanito al Tegumento ove Giacomo Leopardi ci spiegherà il motivo per cui la sua lettera dell'alphabeto preferita era la P. P come Pastasciutta. Ma soprattutto come Polisaccaridi che, ho imparato, fanno crescere il naso.




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23 maggio 2007

Le idee azioniste e liberaldemocratiche non hanno nulla a che vedere Partito Democratico

Essendo militante politico da più di qualche anno (diciamo pure da una decina) e collocandomi in una posizione intermedia fra il Socialismo e la Liberaldemocrazia (un tempo si sarebbe detto, con Gaetano Salvemini, in una posizione di "Terza Forza""), vorrei proporvi qui di seguito un'interessantissimo articolo che ho letto sulla "Voce Repubblicana" alcuni giorni fa. Luca Bagatin PARTITO DEMOCRATICO, FUSIONE TRA VECCHI SOGGETTI. LE IDEE LIBERALDEMOCRATICHE SONO DISTANTI DALLE IDEOLOGIE TOTALITARIE Rifarsi il trucco per gestire il potere Con tutto il rispetto che nutro per l'On. Satanassi, non credo che la fusione di ex-comunisti e ex- democristiani sia il tratto distintivo di un partito moderno. Partiti di ispirazione autenticamente democratica, come il Partito repubblicano e in generale tutti i partiti liberal-democratici, non possono essere liquidati con queste parole: "nel villaggio globale i partiti nati cento anni fa non sono più sufficienti e (…) occorre un nuovo partito che sostituisca alle ideologie la pubblica ragione, per dirla con Kant". Non si possono accomunare, con un colpo di spugna, le ideologie totalizzanti, come il comunismo e il fascismo o la cattiva gestione del potere di un partito confessionale, con le battaglie di minoranza che i democratici italiani hanno condotto sempre impediti dalle logiche corporative e ideologiche di comunisti e democristiani che comunque votavano insieme le leggine clientelari del nostro paese. Non si può dimenticare il manifesto dei democratici europei scritto da Giuseppe Mazzini in contrapposizione a Marx ed Engels, quando costoro non accettavano la proprietà privata e sostenevano la lotta di classe, e contro le teorie liberiste di Bentham. Non si può dimenticare l'Unione Democratica di Giovanni Amendola, i movimenti di Giustizia e Libertà, il Partito d'Azione di Parri e Ugo La Malfa, il PRI di Pacciardi, Sforza e Conti e poi di La Malfa, di Reale, Biasini e Giovanni Spadolini, la tradizione liberale di Benedetto Croce o socialdemocratica di Saragat, come se questi non rappresentassero nell'Italia della contrapposizione ideologica la posizione di chi da sempre si riconosce nella ragione pubblica. Nel Pantheon del Partito Democratico tutto questo è cancellato, si è azzerata la storia con le sue responsabilità. Forse gli eredi di coloro che furono responsabili di ideologie totalizzanti dovrebbero essere credibili a gestire la nuova fase costituente?Sembra più verosimile la versione che questa è un'opera di maquillage di vecchi gruppi dirigenti per continuare a gestire il potere, usando il linguaggio del rinnovamento senza perseguirlo. La storia esiste e pesa come un macigno ed è lì a dimostrare che in Europa esiste una forza che si riconosce nell'ELDR, non socialista né popolare, che rappresenta un modo nuovo, democratico e sempre moderno di intendere il mondo. Una forza liberal-democratica e riformatrice non legata a concezioni religiose e ideologiche, ma solo ad un concetto universale di democrazia che si giova della conoscenza dell'Umanità, come diceva Mazzini, o di quella Repubblica delle Repubbliche, come Kant intendeva cosmopoliticamente il rapporto fra i vari Stati del mondo. Widmer Valbonesi




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23 maggio 2007

LAICI LIBERALI SOCIALISTI alle elezioni di Jesi del 27-28 maggio

Alle elezioni amministrative del 27-28 maggio a Jesi sarà presente la lista autonoma ‘Laici Liberali Socialisti’, promossa principalmente da diversi soggetti direttamente sostenitori del Convegno di Bertinoro, come il Partito d'Azione Liberalsocialista, il PSDI nazionale e locale e il Circolo Culturale ’Sandro Pertini’ di Jesi. Il candidato sindaco è l’Avv. Vincenzo Sorana, docente di discipline giuridico-economiche all’Itas ’Galilei di Jesi, che ha alle spalle esperienze amministrative a livello di circoscrizione, del consiglio comunale, come militante socialista. Tra i candidati c’è l’amico iscritto al Partito d’Azione Liberalsocialista Mario Fabbi. La finalità dell’iniziativa è quella di dar vita ad “una forza che non rinnega la sua storia e le sue radici, radicata nel Socialismo Europeo”, come recita uno dei principali volantini, consultabile sul sito della lista: www.vincenzosorana.info. Il programma della lista "Laici Liberali Socialisti" si sostanzia sui seguenti punti: abbellimento della città - basta con i compromessi al ribasso della viabilità - politiche sociali - gestione delle risorse umane all’interno del Comune - politiche dello sport - sviluppo economico - il ‘Pergolesi’ (il principale tetatro cittadino, intestato ad una delle glorie maggiori, con Federico II, della importante cittadina, nella quale entrambi sono nati) al centro del dibattito - turismo.




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21 maggio 2007

Tania Derveaux e "Nee", ovvero il nulla mediatico che aleggia nell'aria

Scopro testé l'esistenza di Tania Derveaux, la fondatrice del partito "Nee"che promette "pompini gratis a chiunque la voti" e quasi mi si apre una voragine nel profondo del mio essere e mi vien da chiedermi: "Davvero anche in Europa siamo a questo punto ? Davvero c'è così tanto "vuoto" in giro che si è capaci di cadere così in basso ?". Datemi anche del conservatore vecchia maniera (augurandomi però di non essere anche tacciato di moralismo che mal penso mi si addica), ma la candidatura di questa star mediatica del "blow job" non fa che aumentare il mio disappunto nei confronti del nulla mediatico che ci attanaglia. Tania Derveaux, per chi ancora non lo sapesse (il che non è di per sé un male), è la candidata olandese al parlamento belga per il partito "Nee" (che significa "No") che semplicemente non ha alcun programma politico se non quello di stupire (nella maniera meno elegante possibile) e di contestare meramente tutto ciò che è "politico". Leggendo testualmente l'intervista alla Derveaux su www.ilfattonline.it troviamo il sunto dell'entroterra "culturale" di "Nee": " Abbiamo cominciato interrogando le persone sui problemi riguardanti la vita politica, in modo completamente volontario, e dopo un po’ di tempo abbiamo visto che più della metà delle persone intervistate erano esasperate dai politici belgi e cercavano un modo per dare vita alla loro protesta. Queste persone non riuscivano ad esprimersi, abbiamo sentito nostra responsabilità provvedere a ciò, questo è il motivo principale della nascita del NEE" Qualunquismo fuor d'ogni logica. Sei deluso della politica e la tua alternativa quale può essere ? Una starlette mediatica che promette 40.000 pompini gratis ! Davvero ridicolo, se in ciò non fosse insita tutta la tristezza della nostra società teleidiotica e telenettica che sempre più spesso utilizza i media (televisione, ma sempre più spesso il web) nascondendosi dietro (o, peggio, dentro) ad essi magari per contestazioni fini a sé stesse che rimangono lì. Sul foglio di pixel. Magari nell'anonimato. Oppure essi diventano mezzi per diventare famosi ed accrescere il proprio ego ed il proprio chachet. Dov'è finita la coscienza individuale ? La coscienza politica degli individui ? Il loro coraggio di esporsi in prima persona, magari rischiando la propria pelle pur di affermare il proprio ideale, la propria libertà (esaltando magari anche la propria specifica individualita'), la propria creatività ? Pare che tutto ciò sia finito all'interno di uno o più (tele)schermi e che si sia semplificato, elementarizzato, mediaticizzato, superficializzato. Con buona pace di chi i suoi neuroni vuole impiegarli in maniera ben più utile e produttiva rispetto ad un "blow job" virtuale. Luca Bagatin PS: raccomandandovi di leggere con attenzione il post di cui sotto




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19 maggio 2007

Di doman non v'è certezza......anche se, però.

Mai avrei aperto questo blog politico, ma soprattutto culturale, se non avessi voluto avere un contatto il più diretto possibile con i lettori. Di essere letto e commentato poco mi è sempre importato, ma la cosa che più di tutte mi ero prefisso a suo tempo, quando decisi di aprirlo e di scrivervi, era proprio quella di rendere più "umano" il mezzo internettico, ovvero l'andare al di là di questo schermo di pixel che ci/vi sta di fronte. Non ha senso leggere e commentare se non si giunge a realizzare qualche cosa di concreto che vada oltre lo scambio virtuale. Oltre il Cubo che ci/vi sta di fronte. Passare "dal virtuale al reale" è e rimane lo scopo principale del presente mezzo di comunicazione informativa che, non sarà testata giornalistica, me è da me volutamente trattato come tale. Un'esperimento ottimamente riuscito è stato l'aver coinvolto la blogger alice_in_chain.ilcannocchiale.it in una due giorni di spettacoli teatral-comunicativi organizzati da me e dal mio socio Bazardelleparole. Una blogger romana che giunge da noi a Pordenone. Che, sollecitata certamente da noi ma, soprtattutto di sua spontanea volontà, decide di SFONDARE la presente barriera di pixel. Ecco che cosa vuol dire secondo me avere e curare un blog: unificare i Cervelli e le Coscienze in singoli progetti culturali, politici, comunicativi, umani ecc.... Ma tutti REALI. TANGIBILI. Se non si arriva a fare ciò, il resto sono solo pippe virtual-mentali e mera morbosità da mezzo di comunicazione internettica. E lascio ad altri proseguire in tale campo. Di questi tempi non si sa mai. Di doman non v'è certezza diceva Lorenzo De Medici in arte Il Magnifico per cui potrebbe capitare da un giorno all'altro che io non sia più "in rete", "on-line" e per tutta una serie di motivi. Del resto in questi tre anni ho rischiato più volte che "mi staccassero la spina". Quel giorno potrebbe essere oggi, domani, dopodomani. Ma non voglio che tutto quel che ho fatto, spesso assieme a molti di voi venga buttato via. Il presente blog continuerà a vivere comunque ed al di là di relativamente brevi periodi di "coma". E' per questo che vi esorto caldamente a tenerci in contatto. Non ho problemi a lasciare il mio numero telefonico: 3336703161. Per voi rispondo sempre. Se poi qualcuno lo vorrà potrà sempre lasciarmi il suo (meglio se fisso e meglio se numero Telecom perché così posso chiamarlo gratis per un tot di ore al giorno. Il che non è mai male) alla casella di posta: burroughs279@yahoo.it (non attendete le calende greche però per inviarmelo...). E chissà che qualcuno non trovi il coraggio di SFONDARE ancora una volta questa barriera di pixel. Questo non è un addio. Ma una nuova Rinascita. Luca Bagatin .....che per una volta veste, forse immeritatamente, i panni di Baglu Libero Marinaio dell'Inferno




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18 maggio 2007

Una grande associazione umanitara: la Società Teosofica

Che cosa mi ha affascinato ed affascina di Helena Petrovna Blavatsky ? Probabilmente la sua vita avventurosa e le sue ricerche sull'occulto. Nonché la sua "Dottrina Segreta" e l'"Iside Svelata", sue opere più conosciute. Non ricordo la prima volta che lessi di lei, donna meravigliosa e stupefacente, ma ricordo che in numerose opere letterarie mi imbattei nel suo nome, così come su quello di Annie Besant (fra l'altro cofondatrice della Società Fabiana, primo nucleo del Labour Party inglese), di Krishnamurti, di Leadbeather. I fondatori della Società Teosofica insomma. Quell'organizzazione esoterica a carattere spirituale fondata a  New York il 17 novembre del 1875 ed alla quale aderii 126 anni dopo, ovvero il 17 novembre 2001 dopo aver letto la Dichiarazione di principi nella quale mi riconobbi totalmente e che così recita: - La Società Teosofica è composta da studiosi appartenenti a qualsiasi religione del mondo o a nessuna, uniti nell'approvare gli scopi della Società, con il desiderio di rimuovere gli antagonismi religiosi e di dialogare con gli uomini di buona volontà, qualunque siano le loro opinioni religiose. -    Ciò che anima questi studiosi è il desiderio di studiare le verità religiose, scientifiche e filosofiche, nonché di condividere con gli altri i risultati dei loro studi. -    Il loro vincolo di unione non è professione di una credenza comune, bensì una comune ricerca ed aspirazione alla Verità. -    I teosofi sostengono che la Verità deve essere cercata con lo studio, con la riflessione, con la purezza della vita, con la devozione agli elevati ideali e considerano la Verità come una ricompensa alla quale si mira, non come un dogma che si deve imporre con autorità. -    I teosofi ritengono che ciò in cui si crede deve essere il risultato dello studio individuale o dell'intuizione e non la sua premessa e che deve basarsi sulla conoscenza, non sulle affermazioni. -    I teosofi estendono la tolleranza a tutti, anche agli intolleranti, non come un privilegio da concedere, bensì come un dovere da adempiere e cercano di rimuovere l'ignoranza, non di punirla. -    I teosofi considerano ogni religione come un'espressione della Divina Saggezza e preferiscono studiarla anziché condannarla; praticarla anziché farne proselitismo. Pace è la loro parola d'ordine e Verità la loro mèta. -    La Teosofia è il corpo della verità che forma la base di tutte le religioni e che non può essere ritenuta come possesso esclusivo di nessuno. -    La Teosofia presenta una filosofia che rende la vita comprensibile e che dimostra che la giustizia e l'amore guidano la sua evoluzione. -    La Teosofia pone la morte nel suo giusto posto come un incidente ricorrente in una vita senza fine, che apre le porte ad una esistenza più piena e più radiosa. -    La Teosofia restituisce al mondo la Scienza dello Spirito, insegnando all'uomo a riconoscere se stesso nello Spirito e a riconoscere la mente ed il corpo come suoi strumenti. -    La Teosofia illumina le Scritture e le dottrine delle religioni rilevandone i reconditi significati e in questo modo le giustifica di fronte al tribunale dell'intelletto, come sono sempre state giustificate agli occhi dell'intuizione. I membri della Società Teosofica studiano queste Verità ed i teosofi cercano di viverle. Chiunque sia disposto a studiare, a essere tollerante, a tendere in alto, ad operare con perseveranza, sia benvenuto come membro, ma dipende da lui stesso diventare un vero Teosofo. La Società Teosofica è pertanto un'organizzazione antidogmatica che raccoglie studiosi e ricercatori delle Verità dell'Esistenza per mezzo dello studio e dell'esperienza personale. Non è una società iniziatica in senso stretto, ma una vera e propria istituzione aperta a tutti che persegue tre scopi principali non di facile conseguimento e la cui origine si perde nella notte dei tempi: Fratellanza Universale dell'Umanità senza alcuna distinzione; studio comparato delle fedi, delle filosofie e delle scienze; ricerca dei poteri latenti dell'individuo. In una parola si potrebbe dire che la Società Teosofica è alla ricerca del significato più profondo della Vita intesa come Esistenza nel senso più ampio del termine. Esistenza fisica ma anche eterea. La Teosofia si diffuse nel mondo soprattutto nella seconda metà dell'800 ed in Italia anche grazie ad una certa comunanza d'ideali con le correnti democratiche mazzinaine e garibaldine. Ricordiamo che Helena Petrovna Blavatsky partecipò attivamente alla battaglia di Mentana a fianco del Generale Garibaldi nel 1867 ove fu gravemente ferita e si dice che fu iniziata alla Massoneria proprio dallo stesso Generale, Gran Maestro dell'Umanità. Conobbe inoltre Giuseppe Mazzini che incontrò a Londra collaborando alle sue iniziative e contribuendo a far erigere un monumento in suo ricordo al Central Park a New York. Fra i Teosofi famosi ricordiamo l'inventore Thomas A. Edison e l'insegnante italiana Maria Montessori. La sede internazionale della S.T. è in India, ad Adyar ed in Italia la sede nazionale è sita a Vicenza in Via Quintino Sella 32. Sito web: www.teosofica.org. Luca Bagatin




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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini