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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 settembre 2007

NASCE LA COSTITUENTE LAICA E LIBERALDEMOCRATICA: un altro passo per l'aggregazione dei Laici

 


Il 29 settembre presso il Centro Congressi Cavour di Via Cavour 50/A a Roma, si è tenuta l'assemblea nazionale della
Costituente Laica e Liberaldemocratica che ha visto coinvolti laici, liberali
e repubblicani.
L'assemblea è organizzata dal Forum per l'Unità dei Repubblicani e dalla
Federazione dei Liberali e mira ad aggregare tutte le forze laiche che si
riconoscono a livello europeo nell'Eldr mediante un programma di 10 riforme radicali.
Riforme che si sostanziano in : riduzione degli sprechi nelle istituzioni puntando
all'abolizione delle province (storica battaglia repubblicana) ed allo snellimento
della Pubblica Amministrazione e riduzione della spesa pubblica; riforma della
giustizia tale da garantire la certezza della pena, separazione delle carriere fra
giudice e PM, depenalizzazione dei reati minori, costruzione di nuove carceri;
reintroduzione del nucleare al fine di ridurre le importazioni di energia dall'estero
e ridurre l'utilizzo di petrolio, incentivo all'utilizzo di biomasse attraverso il riciclo
dei rifiuti; apertura immediata di nuove imprese riducendo la burocrazia connessa
ad esse, introduzione di una normativa sul licenziamento libero connesso
all'introduzione di ammortizzatori sociali per sostenere la mobilità del lavoratore,
sgravi fiscali sulle assunzioni; rivalutazione della scuola pubblica e forti incentivi
alla ricerca scientifica; abolizione dell'Irap, riduzione delle aliquote Irpef entro un
valore massimo del 30%; rilancio delle battaglie sui diritti civili e riaffermazione
della laicità dello Stato; rilancio degli Stati Uniti d'Europa e di un'Europe federata
ed alleata agli USA.
Mi pare che queste ragioni (che trovate illustrate al link http://www.noiragioniamo.it/index_file/Page473.htm)
siano assolutamente condivisibili e da sostenere.
La Costituente Laica e Liberaldemocratica fa il paio con la Costituente Liberalsocialista
lanciata a Bertinoro da Lanfranco Turci alcuni mesi fa.
Purtuttavia entrambe le Costituenti non si sbilanciano nel voler costruire un'alternativa
comune all'attuale bipolarismo controriformista.
Entrambe, insomma, non dichiarano apertamente la loro avversione all'Unione ed
alla Cdl, ovvero ai due poli conservatori, bensì si dichiarano unicamente "distanti
dal Partito Democratico e dalla Casa delle Libertà".
La qual cosa mi appare assai limitata, soprattutto se le due Costituenti nascono
unicamente per accordi elettoriali che si fermano alle sole elezioni europee o alle
sole politiche.
Diversamente, un progetto Liberaldemocratico-Repubblicano-Liberalsocialista
(che aderisca in Europa tanto all'Eldr quanto al Pse contrapposto all'estrema sinistra,
all'estrema destra ed ai Popolari) con le riforme di cui sopra: civili, europeiste, atlantiche,
liberali e libertarie contrapposto alla conservazione italiana che vede unite l'Unione prodian-veltroniana
(alleata ai Poteri Forti, alle banche ed ai comunisti) e una
fantomatica Casa delle Libertà senza libertà (conservatrice nei diritti civili e in economia),
sarebbe non solo auspicabile ma anche l'unica alternativa per l'alternanza a
questo bipolarismo mediatico e ad un'antipolitica dilagante dovuta proprio al
monopartitismo imperfetto Union-Cidiellino incapace di riformare il nostro Paese alla radice.
 
Luca Bagatin



27 settembre 2007

GNOSI

V.I.T.R.I.O.L.

Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem, ossia:
visita l’interno della terra (il proprio intimo, la Psiche) e rettificando
scoprirai la pietra nascosta (e indagando troverai la tua
intima essenza o Vera Volontà).



24 settembre 2007

STORIE DAL FONDO di Massimiliano Santarossa ovvero le storie degli "ultimi" del Nordest


La copertina del libro, l'autore e, a destra, veduta delle cosiddette "case rosse" dei quartiere Villanova di Pordenone

"Storie dal fondo", ovvero storie di periferia di una ricca città del Nordest italiano: Pordenone.

Il quartiere Villanova è quello in cui è nato e vissuto Massimiliano Santarossa, giovane
scrittore in erba che ha curato per le Edizioni Biblioteca dell'Immagine questa "antologia
di storie", "Storie dal fondo", appunto.
Il quartiere Villanova non è propriamente un quartiere tranquillo. E' lì che a cavallo fra
gli anni '70 e '90 si concentrava il maggior numero di tossicomani e relativi spacciatori.
Banditi di strada, emarginati, ma anche individui dotati di grande umanità e sensibilità
proprio in quanto hanno toccato con mano le innumerevoli difficoltà della vita. Nonché l'immancabile "male di vivere"
narrato anche dal poeta Eugenio Montale.
Massimiliano Santarossa, nel suo libro, ha voluto dare voce non solo agli ultimi di
Pordenone e più in generale delle periferie urbane di ogni città ("la periferia di Pordenone
non è diversa da quella di Torino, Milano..." mi ha raccontato lo stesso Santarossa),
ma anche dar voce alla sua generazione, quella dei trentenni che è nata alla fine del
mondo contadino e si è trovata ad affrontare in pochi anni una nuova dimensione
ipertecnologica, scandita dai mass media, i quali spesso hanno dato e danno un'immagine
a tratti distorta e lontana dalla realtà quotidiana.
Una realtà, quella del Nordest d'Italia, ricco ma di una ricchezza materiale tutt'altro che
diffusa.
Massimiliano mi ha fra l'altro raccontato che: "Raramente ho trovato veri maestri di vita
fra i ricchi pordenonesi. Quasi sempre l'ho trovata fra gli ultimi, gli emarginati, i drogati,
gli alcolizzati". Non a caso mi ha riportato quest' esempio: "Era un sabato mattina e
dovevo andare a Treviso per lavoro (Massimiliano lavora per una casa editrice e spesso
si trova ad organizzare mostre di libri fuori provincia. N.d.A.). Mi sono fermato in un bar,
qui nel quartiere, ed un signore che conoscevo, alcolista da tempo, mi ha apostrofato
dicendomi che - il sabato non si lavora, si sta a casa con la famiglia -. La qual cosa
mi ha colpito e fatto riflettere molto. Quel tizio mi aveva dato un gran bell'insegnamento
di vita ".
Poiché conoscevo Massimiliano quale attivista politico (fu Segretario provinciale della
Sinistra Giovanile pordenonese) negli anni a cavallo fra il '97 ed il 2003, gli ho chiesto
il motivo per cui ha abbandonato la politica e lui, con un velo di tristezza, ha risposto
che mentre sperava di cambiare le cose, si è reso conto che in realtà stava cambiando
solo sé stesso. E a fare il burocrate di partito, per garantire la poltrona a qualcun altro
che non ha mai fatto nulla di concreto per "gli ultimi" salvo riempirsi la bocca di parole
vuote quali "sviluppo", "crescita"...lui non ci sarebbe stato.
E così, eccolo qui, a 33 anni, felice con sua moglie ed il piccolo Giacomo a presentare
il suo primo libro con queste toccanti parole: "La mia generazione è nata nel mondo
contadino, è cresciuta nel mondo operaio, oggi vive nel mondo tecnologico. Uno su
dieci ce l'ha fatta: io racconto gli altri nove".


Luca Bagatin
 
PS: conosco Max Santarossa dal '97 e, benché di opinioni politiche diverse, abbiamo
più volte lavorato a campagne politiche comuni.
Assieme a lui e altri amici fondammo il Comitato In/Coscienza per l'uso legale della
Cannabis che, fra le altre cose, trattava anche il tema dell'emarginazione dei
tossicodipendenti.



22 settembre 2007

Dopo il 20 Settembre si INSORGE e RISORGE: ovvero come Luca Bagatin si denudò in spiaggia a Lignano Sabbiadoro, Aldo Busi in Teatro a Pordenone e assieme mandarono a fare in.....un bagno: Pordenonelegge, politici cattolici ed ipocriti vari

Dopo il 20 Settembre tutto è lecito: si RISORGE e si INSORGE.
E così fu che il sottoscritto, ieri 21 settembre, si godette il suo primo ed unico
giorno di vacanza sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro, dopo ben 8 anni di
assenza dal mare.
Fondamentalmente, ci sono due cose che detesto veramente nella vita: il caldo
ed i luoghi affollati e così, dal 1999 non sono pressoché mai più andato in località
balneari.
Purtuttavia, la leggera brezza e l'appetitoso sole del primo giorno d'autunno....hanno
fatto sì che tornassi in "pista".
Dopo un po' di ginnastica, qualche flessione ed una salutare corsa sulla spiaggia
(ben oltre i 10 km) eccomi pronto per un bagno fra le fluttuanti onde del'Adriatico:
unico uomo in mare a nuotare e piroettare fra le onde....alla faccia dei bagnanti di
luglio e agosto !
Eh sì, un bel bagno di sole e di mare d'autunno mi ci voleva proprio....per quanto
oggi ne paghi un po' le conseguenze: torace e schiena ustionate e anche il mio viso
non è che stia troppo bene. Però mi sento fisicamente davvero in forma come non mai !
E poi ieri sera....all'inaugurazione di Pordenonelegge.it, ovvero la più mediatica (& mediocre) manifestazione
libresca del pordenonese.....chi ti vedo ?

Aldo Busi nudo al Teatro Verdi ! Beh, nudo non proprio: diciamo con indosso solo
un paio di slip neri con in mostra panzetta, muscoli curati ma non troppo scolpiti e
qualche pelo bianco sul petto...diciamo che mi è sembrato di specchiarmici per quanto
il mio petto sia di gran lunga meno glabro del Divin Scrittore.
Oggi la stampa locale ha titolato "Inaugurazione col botto: Busi scatena un polverone;
Offese ai cattolici e provocazioni sui gusti sessuali dei politici".
E questo solo perché lo scrittore si è "permesso" di criticare Prodi, Mastella, Rosy Bindi,
la Santanché, Rutelli, Fassino, nonché i cattolici in politica e di contestare l'ipocrisia di taluni
politici che temono di fare outing relativamente alle proprie preferenze sessuali....
Tant'è che i politici locali dal sindaco Bolzonello (che era un liberale, nonché un mio amico,
sino a che non fece la sua "svolta clerical-margheritina"), passando per l'ex sindaco
democristiano Alvaro Cardin, l'ex. On. (democristiano anche lui...sic !) Michelangelo Agrusti...hanno sostanzialmente
in coro detto: "meglio pensarci prima di invitare certe persone".
Mah...tralasciando i titoli della stampa e le str...dei "parrucconi" pordenonesi, vi riporto di
seguito le mie impressioni che sono poi il testo del Comunicato che ho inviato testé alla
stampa:
 
"Un meraviglioso Aldo Busi quello di ieri sera al Teatro Verdi per inaugurare
Pordenonelegge.
Un Busi scrittore colto e da sempre senza peli sulla lingua e contro l'ipocrisia di gran parte
della classe politica di "questa" destra e di "questa" sinistra italiana e friulana.
Forse l'unico squarcio di vera cultura in una manifestazione, Pordenonelegge,
sempre più mediatica e sempre meno aperta a riflessioni che vanno oltre la mera lattura e vendita dei libri che,
chissà se verrano realmente letti...
I "parrucconi" della politica nostrana e relativi "maitre à penser" dovrebbero riflettere
davvero sul fatto che la nostra società e cultura sta evolvendo nonostante il Vaticano,
nonostante Prodi, Rosy Bindi, Rutelli, Mastella, la Santanché, Fassino, Fini.....
Aldo Busi l'ha capito da tempo e ci ha regalato delle "perle" che, forse, questa città
non dimenticherà facilmente.
 
Luca Bagatin"

Insomma: sveglia gente ! Non facciamo i soliti pecoroni cerebrolesi !
Dopo il 20 Settembre si INSORGA e RISORGA contro il degrado, il marciume e la monnezza politica & culturale
di Pordenone e dell'Italia intera !!!!!!



17 settembre 2007

IL NOSTRO XX SETTEMBRE: FESTA NAZIONALE DELLA LAICITA' DELLO STATO by Luca Bagatin


Il 20 settembre 1870 le truppe italiane entravano a Roma, riuscendo ad aprirsi una breccia a Porta Pia, sconfiggendo le truppe papaline. 
La presa di Porta Pia rappresenta non solo l'annessione di Roma al Regno d’Italia di cui divenne capitale, ma anche la caduta del Potere temporale del Papa e del potere vaticano sulla città. 
Il Regno sancì così la separazione fra potere Statale e potere temporale, concedendo al Papa il governo della SOLA Città del Vaticano. Si realizzarono così i sogni di tutti i democratici dell'epoca: mazziniani, liberali, repubblicani, socialisti, ebrei, massoni e di tutti gli anticlericali. 
Questa giornata nazionale della laicità dello Stato, dell'anticlericalismo non antireligioso, fu festa nazionale italiana sino all'avvento del fascismo e dalla sua caduta non fu mai più ripristinata. Purtroppo, oggi, la separazione fra Chiesa e Stato sancita nel Risorgimento è pressoché inesistente dopo la stipula del Concordato fra Mussolini e la Santa Sede nel 1929, assurdamente inserito nella Costituzione repubblicana (Art. 7) con il voto congiunto di democristiani e comunisti nel 1947, ed il successivo Concordato, con il governo Craxi, stipulato fra Italia e Vaticano. 
Punterei oltretutto il dito su diverse questioni che vanno dal meccanismo dell'otto per mille nella dichiarazione annuale del reddito che, nei fatti, è una vera e propria spartizione di quattrini fra Stato e Chiesa cattolica (che peraltro ad oggi incamera circa un miliardo di euro per alimentare la sua struttura burocratica e di potere) passando per l'esenzione dell'ICI sui beni ecclesiastici voluta prima dal governo Berlusconi e poi dall'esecutivo Prodi, sino alle dichiarazioni di sapor oscurantista sulla sessualità e contro la libertò di ricerca scientifica da parte delle gerarchie vaticane presiedute da Banedetto XVI.
Né si può inoltre dimenticare, nel silenzio complice di partiti e sindacati, lo scandalo, unico al mondo, di 25.000 docenti di religione cattolica immessi in ruolo nella scuola di Stato senza essere mai passati attraverso una graduatoria pubblica, ma scelti discrezionalmente dagli apparati diocesani.
E' giunto il momento che i laici italiani si facciano nuovamente sentire in ogni piazza e in ogni luogo democratico:

- per il ripristino immediato della festività del 20 settembre

- per una nuova separazione fra Stato e Chiesa ovvero: abolizione del Nuovo Concordato e dell'art. 7 della Costituzione.

Luca Bagatin



17 settembre 2007

ASPETTANDO IL XX SETTEMBRE....LE RAGIONI DI GARIBALDI by Gustavo Raffi


Giuseppe Garibaldi è stato anche massone. Anzi: fu addirittura eletto Gran Maestro nel
1864. La cosa pare dispiacere a molti, nonostante siano trascorsi duecento anni dalla sua nascita; e infatti non mancano le ricostruzioni caricaturali, pronte a far coincidere Massoneria e bestemmia.
Garibaldi - in questo teatrino evocato a scopo puramente retorico - figura spesso fra i protagonisti nel ruolo del grande antenato, del precursore di tutti i mangiapreti della penisola.
Garibaldi non amava la Chiesa “istituzione”, è vero, soprattutto nel momento in cui vestiva i panni della Chiesa “governo”: ma ci furono preti che misero a repentaglio la loro vita per salvarlo. Perché si parla così poco di loro? Forse perché credevano semplicemente che si potesse essere cattolici e italiani: come don Giovanni Verità.
Il Grande Oriente d’Italia ritiene che l’anniversario garibaldino sia il momento buono per far giustizia di tanti luoghi comuni: il Risorgimento come complotto massonico (e magari pure ebraico, perché no?); l’Italia unita come “dittatura” di pochi centri di potere laico imposta a milioni di poveri contadini. I quali, nel frattempo, grazie all’Italia unita, sono passati da sudditi a cittadini - certo, con gradualità e fatica: come dappertutto, del resto - e hanno potuto votare liberamente: per un grande partito cattolico, ad esempio.
Col Papa-Re sarebbe accaduto lo stesso? A giudicare dal tasso di democrazia che esiste nello Stato Vaticano, non si direbbe; e meno che mai, poi, se si considera la cultura - pervicacemente antiliberale e antimoderna - che ispira e guida ancora oggi movimenti quali i teo-com e i teo-dem. Che hanno il pieno diritto, nell’Italia unita - che il Grande Oriente ha contribuito a costruire con i suoi uomini migliori - di conservare le loro opinioni, di raccontarle dal pulpito e di scriverle sui giornali. Anche se la storia ha dato torto a loro e ragione a Garibaldi.

Ecco perché ci ostiniamo a celebrare la data del XX Settembre.

Il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia 

Gustavo Raffi



17 settembre 2007

ASSEMBLEA PUBBLICA XX SETTEMBRE a Cremona

ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

www.radicalicremona.it

________________________________________________________________________________

I n v i t o

GIOVEDI 20 SETTEMBRE 2007

Alle ore 18.00 - sotto i portici del Palazzo Comunale

di Cremona, di fronte alla lapide di Giacomo Pagliari

LIBERTA’ DELLO STATO, LIBERTA’ NELLO STATO:

CELEBRAZIONE PUBBLICA

DELLA BRECCIA DI PORTA PIA

°°°°°******°°°°°

Alle ore 18,30 – presso la Sala Conferenze

Hotel Impero - piazza della Pace - Cremona

ASSEMBLEA PUBBLICA

DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

“le iniziative nonviolente dei radicali per la legalità, la laicità,

per la libertà di scegliere senza divieti ideologici o religiosi”

Ad entrambe le iniziative sarà presente

MINA WELBY

_________________________________________________

per informazioni ed adesioni: info@radicalicremona.it



17 settembre 2007

MANIFESTAZIONE XX SETTEMBRE a Firenze

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Carissimi Laici di ogni sigla ed organizzazione,

            mi rivolgo a voi con estrema umiltà e senza avere altri mezzi all’infuori di questo e di una passione Repubblicana e fede Laica. Non sono infatti né un leader politico di quelli in voga, né un influente giornalista, né un acclamato professore-guru: sono solo un comune cittadino, Segretario sì politico, ma della microscopica e spesso riottosa sezione MRE di Firenze; questa militanza oggi poco importa in questo mio appello trans-partitico ..... nonostante tutte le frammentazioni che ci caratterizzano, siamo infatti TUTTI accomunati da un forte sentimento di disagio per l’accanita campagna neo-integralista e moralizzatrice che quotidianamente viene portata avanti dal Vaticano !!

Stiamo pericolosamente imboccando la china dell’involuzione culturale, che rischia di trasformare il nostro sistema laico e democratico in un regime medioeval-teocratico. Una larga fetta del Parlamento è infatti asservito ai dettami del cattolicesimo più intransigente; quello che stigmatizza coloro che non si uniformano alla Chiesa; quello che lede le libertà fondamentali e la stessa dignità dei cittadini, sostenendo che la loro piena libertà DEVE sempre conciliarsi (più spesso sottomettersi) all'autorità religiosa. E’ insomma quel tipo di cattolicesimo che mette in discussione la stessa idea di democrazia, minando i più elementari diritti civili e spingendo all’intolleranza del “non-conforme” (altri credi religiosi, divorziati, gay, abortisti etc.) !  

Rivendichiamo, invece, l'autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso. Laico è infatti chiunque ritenga di dover garantire incondizionatamente la libertà di scelta e di azione dell’Uomo; chiunque ritenga di dover esprimere l’autonomia dei principi, dei valori e delle leggi dello Stato da qualsiasi Chiesa. Dobbiamo lottare uniti per riaffermare queste idee; dobbiamo continuare a rispondere all'arroganza in modo pacifico e non violento, dimostrando che – nonostante le nostre diversità ideologico/culturali - su questo fronte siamo assolutamente compatti !!

In occasione del prossimo 20 settembre (ricorrenza di Porta Pia), lancio da qui un’iniziativa e un appello a far seguire alle campagne tipo “Uno straccio di Libertà”, una manifestazione nazionale di riaffermazione Laica dal titolo-slogan  “SEMPRE SULLA BRECCIA”, consistente nell’osservare – alle ore 12,30 in modo che possa aderire quanta più gente possibile ed essere sincronizzati in tutta Italia - un minuto di raccoglimento e deporre una corona sui monumenti ai Caduti per la Libertà, posti nelle varie Piazze intitolate all’Unità d’Italia o al XX Settembre.

Scenderemo  così contemporaneamente nelle suddette piazze di tutte le maggiori città e anche nei piccoli centri di tutta Italia , magari con gli straccetti rossi e/o le varie bandiere e striscioni, per portare avanti la nostra pacifica e fondamentale lotta di Libertà e Laicità. Chi poi non potesse aderire fisicamente andando in piazza, potrà comunque osservare il minuto di raccoglimento sul posto di lavoro, invitando i colleghi più sensibile ad unirsi a lui. Chi fosse in auto o in moto, potrebbe invece fermarsi e spegnere il motore. I modi insomma possono essere tanti e questo BLOG è stato aperto proprio per meglio organizzarci e coordinarci.

Spero di avere l’adesione e fattiva collaborazione di tutti Voi con ogni mezzo a vostra disposizione (Radio,  giornali, Blog, Mailing List, Siti, Tv, comunicati stampa etc.). Questo Blog è qui allo scopo di facilitare l'organizzazione e il coordinamento, per cui vi chiedo di postare tutti i Vs contributi, adesioni e segnalazioni delle iniziative, nonché  segnalare il blog e mettere il link : http://sempresullabreccia.myblog.it  nei vostri blog o siti (nazionali e/o locali che siano).

Conto sulla fattiva collaborazione e sull'aiuto di TUTTI VOI, nessuno escluso :

Gli Uomini, in certi momenti, sono padroni del loro destino (W. Shakespeare)

Per quanto riguarda la città di Firenze, l’appuntamento è alle ore 12 in Piazza Unità (zona Stazione, dove c'è l'Hotel Baglioni); il punto di ritrovo è di fronte al monumento ai caduti per la deposizione della corona.

Un sincero grazie e un ideale abbraccio,

Daniele Massarri



14 settembre 2007

ASPETTANDO IL XX SETTEMBRE...un articolo di Aldo Chiarle


Ernesto Nathan e....la Breccia di Porta Pia
 
Sarebbe sciocco non ammetterlo: l'articolo che segue non è propriamente breve. Diciamo pure che è proprio lungo. Purtuttavia merita leggerlo, stamparlo e conservarlo a presente e futura memoria.
Si avvicina la storica data del 20 settembre che ricorda la Breccia di Porta Pia che portò l'Italia all'unificazione e pose fine al potere temporale dei Papi su Roma che divenne Capitale del Regno.
E' per questo che, con spirito risorgimental-laico-patriottico, vorrei proporvi l'articolo dell'amico e compagno Aldo Chiarle tratto dall'Opinone delle Libertà del 12 e del 13 settembre a ricordo di Ernesto Nathan, il sindaco repubblicano di Roma che fu eletto tale cento anni fa e che incarna lo spirito "barricadeiro" del 20 settembre nonché il prototipo del buon amministratore.
Buon pre-20 Settembre.....FESTA ANTICLERICALE !

Luca Bagatin



Cento anni: 1907 Ernesto Nathan veniva eletto sindaco di Roma

Quel sindaco massone che fece grande Roma
di Aldo Chiarle

Ernesto Nathan fu eletto consigliere comunale di Roma nelle elezioni del 1898 e nel 1907 sindaco della città, carica che resse fino al 1913. Eletto sindaco in un momento particolarmente critico di Roma capitale, a causa dello sfascio morale e edilizio (saccheggio del patrimonio storico con stupende ville abbattute per costruire nuovi cantieri), Nathan municipalizzò i servizi pubblici più importanti ( dai trasporti, all'acqua, alla luce) e realizzò grandi opere come la Galleria del Traforo e dei nuovi ponti sul Tevere. Ma non è questa attività che ha fatto grande Nathan: lo hanno fatto le scuole elementari costruite in tutti i vecchi rioni; le case popolari del rione Testaccio con l'assistenza scolastica e sanitaria per tutti gli abitanti; gli alberghi dei poveri e le mense popolari create nello stesso quartiere; le decine di iniziative sociali, sanitarie a favore dei meno abbienti e le istituzioni per i poveri e per gli operai. E voglio ricordare – perchè pochi lo sanno- una grande opera fondata nel 1874 dalla madre di Nathan, Sarina Levi di Pesaro, la scuola “Mazzini” con sede a Trastevere, in via S. Crisogono al numero 37.
Ernesto Nathan fu anche tra i fondatori della “Dante Alighieri”, autore di decine di libri, pubblicazioni, articoli e studi. Massone dichiarato, fu iniziato il 24 giugno 1887 nella Loggia “Propaganda Massonica” - Oriente di Roma, ed eletto Gran Maestro dal 1896 al 1904 e dal 1917 al 1919. Nel 1910 Nathan nella sua qualità di sindaco, pronuncia il 20 settembre dinanzi alla Breccia di Porta Pia, un discorso che crea violente polemiche. Perché suscita la reazione dello stesso Pontefice Pio IX. Riportiamo, di seguito, i testi che testimoniano lo scontro tra l'allora sindaco della Capitale ed il Papa dell'epoca. A dimostrazione non solo dello stile di un'epoca ma anche dei livelli di asprezza del confronto di allora tra stato e chiesa.
“Cittadini- questo il discorso di Nathan - non parlo in nome della sola Roma, ne è segno la corona ora presentatami, la presenza del consiglio provinciale, presieduto dall'illustre suo vice presidente. È tutta la plaga intorno a noi, è tutta la provincia che si unisce alla città, solidale con essa nelle libere affermazioni, nelle popolari aspirazioni.
E, se di nuovo io mi indirizzo a voi da questo storico luogo, è per volontà vostra da poco manifestatami con il vostro suffragio; voleste che la voce dell'amministrazione popolare risonasse di nuovo qui, e questa rappresentanza voleste nell'anno quando da ogni lato d'Italia e da fuori, dai i due emisferi, connazionali e stranieri, si recheranno qui in pellegrinaggio per rammentare il giorno in cui, mezzo secolo fa, il parlamento sub alpino, nella certa visione dei destini nazionali, Roma rivendicò capitale della nuova Italia. Davanti alla volontà del popolo, all'opra dei grandi fautori, l'Apostolo, il Guerriero, il Re, lo Statista, dinanzi al prode esercito, ai valorosi volontari, ai cittadini, quanti oprarono, soffrirono, morirono, per la conoscenza che talvolta illumina gli uomini e le assemblee, così allora statuì quell'illustre patriottico consesso, e così, nella maturità degli eventi fu. Conferma di quel voto solenne, noi siamo qui oggi; e domani il mondo intero, nelle molteplici sue rappresentanze, qui converrà per constatare come la Roma dell'oggi, la Roma della terza Italia riprenda il cammino del destino assegnatole, riassuma in se la volontà e le aspirazioni di un grande popolo, varchi le frontiere e nelle estrinsecazioni della vita, nelle manifestazioni del pensiero, attraverso i monti, si affratelli con gli altri popoli.
Tale è la Roma che onorato il mio ufficio rappresentare, di indice della libertà del pensiero, entrato in una con la bandiera tricolore; un'altra Roma, prototipo del passato, si rinchiude dentro un perimetro più ristretto del muro di Belisario, intesa a comprimere nel brevissimo circuito il pensiero, nella tema che come gli imbalsamati cadaveri del vecchio Egitto, il contatto con l'aria libera abbia a risolverla in polvere. Di li, dal pregiudizio del dogma, ultimo disperato sforzo per eternare il segno dell'ignoranza, scende, da un lato, l'ordine ai fedeli di bandire dalle scuole la stampa periodica, quella che narra della vita e del pensiero odierno; dall'antro risuona tonante la proscrizione contro gli uomini e le associazioni desiderosi di conciliare le pratiche e i dettami della loro fede, con gli insegnamenti dell'intelletto, della vita vissuta, delle aspirazioni morali e sociali della civiltà. Ritornate, o cittadini, alla Roma di un anno prima della Breccia, nel 1869. convennero allora in pellegrinaggio i fedeli di tutte le parti del mondo, qui chiamati per una grande solenne affermazione della cattolicità regnante. San Pietro, nella monumentale sua maestosità, raccoglieva nell'ampio grembo i rappresentanti del dogma, in Ecumenico Concilio; vennero per sancire che il Pontefice, in diretta rappresentanza e discendenza di Gesù, dovesse, come il Figlio ereditare onnisciente illimitato potere sugli uomini, e da ogni giudizio morale i decreti sui sottrarre, in virtù della infallibilità proclamata, riconosciuta, accettata.
Era l'inverso della rivelazione biblica del Figlio di Dio fattosi uomo in Terra; era il Figlio dell'uomo fattosi Dio in Terra! Vi fu chi, forte della storia dei pontefici attraverso i secoli, reagì alla bestemmia rivolta a Dio e agli uomini. Doellinger rimase solo! Revocare in dubbio, discutere i decreti del Capo della Chiesa per la gerarchia era il primo passo per sottometterlo al libero esame; era il forellino attraverso cui passava l'aria ossigenata della scienza , del progresso civile. E però sulle vecchie mura del dogma si sovrappose l'intonaco dell'infallibilità per unanime consenso. Fu l'ultima grande affermazione dinanzi al mondo, della Roma prima della Breccia, era l'ultimo pellegrinaggio al Pontefice Re. Confrontate il fatto di allora con quello che ora si prepara, e misurate il cammino percorso in 40 anni, un giorno nella vita della Città Eterna! Guardatela nelle nuove forme, nei nuovi atteggiamenti. Le mura di Belisario trapassate da ogni lato, come le mura di Servio Tullio, stanno là a determinare il circuito della vecchia Roma, con i suoi orti si protendono verso il colle e verso il mare, senza soluzioni di continuità, e appena qualche albero, fra le nuove, larghe, e illuminate vie, fra le case moderne, delle altre ricorda l'esistenza. Il Gesù è diventato un archivio nazionale, archivio anche di tristi memorie; Castel Sant'Angelo, la tomba del morto Imperatore Romano, ridotta poi a tombe dei viventi sudditi papali, è un museo di ricordi medioevali, per insegnamenti e raffinamenti dei cittadini; l'insigne e colossale monumento della grandezza romana, le Terme Diocleziane ridotti a fienili, magazzini e sconci abituri, ora si circonda di giardini e ritorna in vita, degna vita, grande, impareggiabile museo nazionale dell'arte antica.
E potrei continuare; mostrarvi le scuole elementari, il Lungo Tevere, la dove si ergeva, monumento di stolta intolleranza, il Ghetto; i bagni pubblici in recinti ove la tolleranza consentiva la corruzione dei costumi; riassumo: nella Roma di un tempo non bastavano mai le Chiese per pregare, mentre invano si chiedevano le scuole; oggi le chiese sovrabbondano, esuberano e le scuole non bastano mai! Ecco il significato della Breccia, o cittadini. Nessuna Chiesa senza scuola! Illuminata coscienza per ogni fede, ecco il significato della Roma d'oggi”. E concluse Nathan: “ovunque, da Torino a Marsala a Palermo da Napoli a Perugia ai campi di Castelfidardo, l'Italia ha celebrato la ricorrenza cinquantenaria della sua ricomposizione e della sua unità, e dovunque fu presente Roma nel cuore della sua cittadinanza nella parola dei rappresentanti suoi. Oggi la ricorrenza del giorno fatidico che ha sacrato l'unità patria, il Paese tutto e qui presente, nella sua più augusta rappresentanza; con noi ricorda il passato, con noi fraternamente opra i presente, con noi prepara nella coscienza del comune dovere, l'avvenire. Un solo grido prorompa dai vostri petti dinanzi a questa Breccia: Viva la Terza Italia”

Fatto nuovo negli annali del Pontificato, al discorso del Sindaco, rispose il Pontefice Pio IX con la seguente lettera indirizzata al Cardinale Vicario: “al diletto figlio Pietro cardinale Respinghi, Nostro Vicario Generale. Signor Cardinale, una circostanza di eccezionale gravità. Ci muove a rivolgerle la Nostra parola per manifestarle il dolore profondo dell'animo nostro. Da due giorni un pubblico funzionario nell'esercizio del suo mandato, non pago di ricordare solennemente la ricorrenza anniversaria del giorno in cui furono calpestati i sacri diritti della sovranità pontificia, ha alzato la voce per lanciare le dottrine della fede cattolica, contro il Vicario di Cristo in Terra e contro la Chiesa stessa lo scherno e l'oltraggio. Parlando in nome di questa Roma che pur doveva essere, secondo autorevoli dichiarazioni, la dimora onorata e pacifica del sommo Pontefice, si è presa direttamente di mira la nostra stessa giurisdizione spirituale arrivando impunemente a denunciare al pubblico disprezzo per fino gli atti del nostro apostolico ministero.
A questa audace contestazione della missione affidata dal Cristo Signore Nostro a Pietro e ai suoi successori, accoppiandosi pensieri e parole blasfeme, si è osato di insorgere altresì pubblicamente contro la divine essenza della Chiesa, contro la veracità dei suoi dogmi, contro l'autorità dei suoi concili. E poiché all'odio della Chiesa va naturalmente congiunto l'odio più dichiarato ad ogni manifestazione di pietà cristiana, non si è indietreggiato neppure dinanzi al proposito malvagio e anti sociale di offendere il sentimento religioso del popolo credente. Per questo cumulo di ampie affermazioni, quanto gratuite e quanto blasfeme, non possiamo non levare alta la voce di giusta indignazione e protesta, e richiamare, impari tempo, per mezzo di Lei, signor Cardinale, la considerazione dei nostri figli di Roma sulle offese continue ed ognor maggiori alla religione cattolica, anche per parte di pubbliche autorità, nella sede stessa del romano pontefice. Questa nuova e ben constatazione non isfuggirà certamente ai fedeli tutti del mondo cattolico, offesi anch'essi, i quali si uniranno con i nostri cari figli di Roma per innalzare con fervore le loro preghiere all'Altissimo, affinchè sorga a difesa della sua Sposa divina, la Chiesa fatta così indegnamente bersaglio a calunnie sempre più velenose e agli attacchi sempre più violenti dalla impune baldanza di suoi nemici. Facciamo voti che per l'onore stesso della città eterna, non abbiano a rinnovarsi questi intolleranti attacchi; ed inatnto come pegno della nostra speciale benevolenza,
Le impartiamo di cuore , Signor Cardinale, l'Apostolica Benedizione”.
L'inatteso, quanto violento e ingiustificato attacco, il sindaco Nathan oppose una calma e misurata difesa sotto forma di lettera ai direttori dei giornali cittadini. Ed ecco il testo: “Pregiatissimo Signor Direttore, per gli atti dell'Ufficio mio devo rispondere al Consiglio, alle competenti autorità; interviene per il discorso del 20 settembre un rescritto del sommo pontefice all'Eminentissimo cardinale Vicario per stigmatizzare le parole mie al cospetto della cittadinanza, dell'Italia e di tutto il mondo. Il rispetto verso di Lui, verso tutto il concorsio civile impone una spiegazione. Egli, dal Vaticano, fulminando chi sta al Campidoglio, non rende più evidente il tema del discorso, il contrasto tra Roma passata e la Roma presente? Sono colpevole – come egli dice – di lanciare offese ed ognor maggior alla religione cattolica; ho alzato la voce per lanciare contro il Vicario di Cristo in terra lo scherno e l'oltraggio? O non ho messo invece davanti agli occhi dei cittadini uno specchio fedele perchè tutti vi vedessero riflessi gli eventi del passato, quelli verificatisi attraverso l'altro governo, altra volontà, altri insegnamenti, altre ispirazioni?
Non sono io autore o inventore del bando per esiliare dalla scuole o dai seminari tutta la stampa periodica; non io ad immaginare condanne solenni alla democrazia cristiana, ai modernisti, ai sillogisti, a quanto muovono affannosamente alla ricerca di un fede che concilia intelletto insieme al dogma, rito religione in guisa da negare la consolazione della fede a chi ai mutabile precetti e volontà degli uomini non potette umiliare cieca sottomissione; non io a creare l'ignoranza che abbandonandosi alla superstizione brutalmente respinge il sapere; non io a mancare di rispetto alle altrui credenze, diritti imprescrittibili dell'individuale coscienza, nei tanto poco venir meno ai riguardi dovuti al Pontefice, all'uomo chiamato ad altissimo Ufficio, che nei limiti consentiti nel cuore e nell'intelletto sacrifica tutto l'essere suo per amore del bene, secondo i dettami della sua coscienza. No! Come il Sommo Pontefice dall'alto della Cattedra di San Pietro ha dovere di dire la verità quale a lui appare, ai credenti, così il minuscolo sindaco di Roma dinanzi alla Breccia di Porta Pia, per lui iniziatrice di una nuova auspicata era politica e civile, ha uguale dovere innanzi alla cittadinanza. Offende le orecchie di afferma “calpestati i diritti della Sovranità Pontificia”; ma non è l'uomo, non sono le sue parole, è il fatto che offende, opprime, preoccupa, esaspera; il fatto avvenuto in passato, il fatto che si avanza fatale, con passo più sicuro, a misura che l'albeggiante giorno della nuova Italia rischiara la strada agli ansiosi trepidi viandanti; il fatto che guida le genti, iscritto fra i dettami della legge che governa l'universo dalla mano del progresso: fatto che sovrasta Pontefice e Sindaco.
Tutto si muove, si evolve, si allarga e gli uomini e gli volgono gli occhi su alla ricerca della fede, illuminata dal sapere. Se ho offeso i doveri dell'ufficio mio, spetta al Tribunale; se ho offeso i doveri dell'ufficio mio spetta il giudizio alla cittadinanza; se ho offeso la Religione, la coscienza tranquilla, senza intermediario, risponde dinanzi a Dio.”. Roma, 24 settembre 1910 – Ernesto Nathan, Sindaco di Roma. La conferenza del Sindaco Nathan (e la relativa polemica) fu raccolta dal Grande Oriente d' Italia in un opuscoletto che uscì nel novembre dello stesso anno, con il titolo di “Roma papale e Roma italiana”. Ed uscì con una breve presentazione dello stesso Nathan: “lo sdegno pontificio, misurato o no, calcolato o no, (le teste di turco sonn sempre manichini pregiati nell'arte diplomatica) ha richiamato sulle mie povere parole l'attenzione di molte persone, in molte parti del mondo: l'appassionato appello all'universalità contro il “blasfema”, contro l'usurpazione italiana che ad un cittadino lascia libertà di parole nella Città Eterna, dando la consueta annua rivendicazione dinanzi alla Breccia di Porta Pia un valore diverso; l'importanza di un documento, non utile illustrazione di un dato momento nella storia di Roma e dei poteri che n el contrasto e nel possesso.
Conoscerlo nella sua integrità, non come fu raffazzonato, riassunto, commentato, è bene; come non è male mettere sotto occhio, a chi voglia serenamente giudicare il testo preciso della unilateralmente appassionata discussione; il discorso originale, la requisitoria solenne e vibrata del Pontificato, l'austera e pacifica risposta. Verranno le brevi pagine a snebbiare le menti di non pochi, tratti in errore; altri illumineranno sull'atteggiamento di chi, ritornando ai tempi classici di Pio IX, in nome del redentore e della religione, inutilmente s'affanna a trascinare stati e popoli ad insorgere contro l'unità dello stato e la volontà del popolo”. Roma 15 novembre 1910. Ernesto Nathan ritornò su questa polemica il primo dicembre 1912 al Teatro Argentina. E di quel discorso non ritirò nulla.



11 settembre 2007

MORS TUA...VITA MEA ? un racconto HorrorsurRenale by Luca Bagatin

Non avrei voluto farlo, lo confesso.

Non ne avevo né troppo tempo, né troppa voglia.
Purtuttavia, alcune foto (fantastiche donne...fantastici occhi...niente di più esaltante e di "spaventevole" al contempo !!!), hanno alimentato la mia ispirazione e così, ecco a voi un mio nuovo (e breve) raccontino horrorifico senza troppa arte né gran che parte. 
Se qualcuno ne vorrà realizzare un cortometraggio ne sarei più che lieto, come sarei lieto se volesse presentarmi il suo progetto.
Oramai questi raccontini sono sempre più adatti ad essere realizzati "dal vivo" piuttosto che essere recepiti sotto forma di lettere su di un foglio elettronico.
 
Luca Bagatin
 
 
MORS TUA...VITA MEA ? by Luca Bagatin


La sognavo ogni notte e il suo sguardo mi toglieva successivamente il sonno.
Solo un'immagine irreale ?
Sì.

Del resto ero consapevole di essere stato rinchiuso in questa stanza dopo la dipartita di mia moglie Anne.
L'avevo uccisa perché "Lei" me lo aveva ordinato.
"Lei" era nella mia mente. Ero palesemente uno schizofrenico.
Eppure "Lei" pareva giudare ogni mia azione.
Sarebbe corretto dire che "il suo sguardo" guidava ogni mia azione.
Forse avrei dovuto averne paura. Ed invece, ogni notte, immergendomi in quegli occhi verdi mi sembrava come di fluttuare nell'aria, leggero, e che la mia stessa prigionia coatta fosse inesistente.
Ma chi era "Lei" ?
La risposta mi giunse inaspettata mezzo posta prioritaria.
Come ogni settimana ricevevo un bustone pieno zeppo di articoli di giornale ritagliati provenienti dal prof. Bates dell'Università presso la quale insegnavo sino ad un anno fa, quando ancora vivevo felice con mia moglie.
All'interno della busta, oltre agli articoli, vi trovai una foto di..."Lei", con sul retro, a penna, una messaggio firmato dal prof. Bates stesso: "Caro Milton, questa è mia figlia Lucille. So che la cosa ti stupirà, ma la notte in cui è morta Annie, lei non ha fatto altro che gridare nel sonno il tuo nome. Da quel giorno è in cura dal Dr. Bailey. Non so se questa cosa possa significare qualche cosa per te, in ogni caso, volevo solo che lo sapessi".
Ora, ero più confuso di prima. Richiusi la busta e mi rimisi a letto. Osservai il soffitto e rividi per un attimo mia moglie, bella come non mai.

E rammentai il modo in cul l'avevo uccisa: tre coltellate nette al cuore ed un successivo e repentino taglio netto alla gola.
Mi scesero le lacrime.
"Non temere, Milton, ci sono io con te"...proferì una voce femminile.
Avrei voluto accendermi une delle mie senza filtro ma nei manicomi criminali non si fuma.
Ora non so perché continuo a scrivere delle mie visioni su questo dannato muro che funge da mio diario personale, con un piccolo lapis intinto nel mio sangue sgorgante dalle vene che mi sono testé tagliato (di netto).
Forse per dimenticare che sono ancora e, tremendamente, vivo.
 
Milton Tapes


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini