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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 gennaio 2008

"MI SONO INNAMORATO, ANCHE SE, MA PERO'...." racconto by Luca Bagatin


Sono di Roma, classe ’59, quindi vecchio. Faccio il musicista New Age e lo scrittore a tempo perso.
Ho un problema. Mi sono innamorato. Normale direte voi. Normale un piffero dico io. Lei ha quasi trent’anni meno di me.
Ma non è questo il problema. Il problema è che mi sono innamorato. Anzi no, invaghito. Visto che io non mi innamoro da più di dieci anni.
Il fatto più grave è che anche lei, Alessia, si è innamorata di me, anche di più. Lei è strana.
Fuma tre pacchetti al giorno di MS, beve almeno una decina di caffè…ma mi sono stancato di parlare di lei. Il fatto è che il mio amico Baz mi ha detto: “Scrivi un racconto d’amore, di quelli che sai scrivere tu, così te lo pubblico sull’ “Osterina”” (la fanzine che Baz dirige).
A Baz ! Se scrivo un racconto và a finì che lo faccio autobbiografico!
Flasback: nel ’79 ero iscritto al PCI e lavoravo in fabbrica. Mi sono fatto il culo per dieci anni, poi nell'88 ho smesso. Mi sono licenziato.
Nel ’88 ho conosciuto Nina, la mia ex compagna. La Nina l’ho conosciuta a Roma, in Campo de’ Fiori, ad un comizio di Marco Pannella. Lei, elegante, in tailleur. Io barba lunga e capelli oltre le spalle. “A Marco! Passa ‘na canna!”
Ogni volta che ho visto una donna nella mia vita no ci  ho mai più capito niente !
Comunque con Nina è andato tutto liscio. Ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda tanto che l’anno successivo ci siamo sposati con rito induista. Sì, perché pure lei aveva mollato l’Ideologia per un modello di vita più.....”sostenibile”. Con lei mi sono fatto il mio primo trip acido. Fuori tempo massimo.
Eravamo disoccupati all’epoca, ma una piccola comunità Hare Krishna vicino Latina ci aveva dato ospitalità. E noi eravamo felici, con i nostri canti devozionali.
Poi ho iniziato a suonare la chitarra elettrica e a comporre musica New Age. Lei cantava come un angelo ed io suonavo. Capelli biondissimi e lunghissimi entrambi, avvolti dai fiori, facevamo le nostre turneé alle feste de l’Unità o nelle comuni hippy e provos di tutta Italia.
Poi un impresario del nord mi ha scritturato e ho iniziato a comporre musica sul serio, in pieni anni ’90. Di colpo ci siamo ritrovati ricchi. Anzi no, mi sono ritrovato ricco. Perché lei già non c’era più. Non ricordo se se nei sia andata lasciando il suo corpo fisico perché morta, o se ne sia andata fisicamente perché non mi sopportava più. Non ricordo. Troppi trip acidi. Troppe canne. No. E' che ho voluto dimenticare.
Adesso sono stanco. Adesso penso solo a mia madre artritica ultra ottantenne. Adesso devo recuperare le stronzate commesse, rimettere in sesto il mio karma.
Eppoi sò triste ragà! Scusate le digressioni romanesche ma quando sò triste, me viè così! Pensavamo de cambià er monno, de fa la Rivoluzione GGentile, noi Niuagge! M’ affanc…
No, che sto dicendo! Io sono ricco! Appunto…
No, un momento.
Ammazza! Devo chiamà l’Alessia!
- Pronto Alé! -
- Dimmi, caro… -
- Allora come d’accordo, ci vediamo domani sera al Gambrius (è un posto che mi ha consigliato un mio amico consigliere comunale di un partito che si chiama Partito Democratico Cristiano Conservatore Italiano)
- Ok! Alle ventuno? Sei sempre il solito galantone! Lo sai che le rose che mi hai regalato la settimana scorsa non sono ancora appassite…? -
(Alé ancora co ‘ste rose? So tutti i ggiorni che me telefoni peddimme lo stato de salute de ‘ste pore rose!)
- Right Alé! Al Gambrinus - (“Right” fa molto John Lennon! Stronzatestronzatestronzate)
Arriva il giorno dell’appuntamento. I miei coetanei, specie se già sposati, al mio posto, avendo una squinzia per le mani si sarebbero messi a dieta, il parrucchino, la protesi nuova, sarebbero assidui frequentatori di palestre à la page. Io me ne fotto. Nell''85 mi chiamavano “El Che” e tale sono rimasto, nell’aspetto. Sigaro cubano annesso. Nell’animo…rivoluzionario arrugginito.
Sono le diciannove, mancano due ore. L’agenzia di viaggi vicino casa è ancora aperta.
Che dite? Rinuncio all’appuntamento con la squinzia che più squinzia non si può?
Tanto.... alla mia età? Andà dietro a ‘na sbarba?
Eppoi vabbé che la Nina non c’è ma la Nina era la Nina. L’Alessia è l’Alessia. La Nina c’avrà avuto anche cinque anni più de me ma era tutta n’artra cosa! Dimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticare. Valium con ghiaccio!
Entro nell’agenzia di viaggi.
Un biglietto singolo. Sola andata per il Nepal, Katmandu.

P.S.: Scusa Baz ma il racconto per l’”Osterina” non te l’ho più scritto. Sto in Nepal. Non torno più. Pubblica questo se vuoi.
Ciao! NAMASTE’! OM NAMAH SHIVAYA!



29 gennaio 2008

Spettacolo e cultura indipendente a Pordenone e dintorni


La "cultura", intesa nella concezione classico-umanistica, è quell'aspetto dell'esistenza attraverso cui si "coltiva l'animo umano".
E come coltivare l'animo umano se non attraverso strumenti con cui divertirlo ed intrattenerlo ?
A Pordenone e dintorni ciò è possibile per mezzo dell'Associazione culturale Odeia che dal 2002 si occupa di eventi teatrali e musicali ed il cui Presidente, l'attivissimo ex musicista Paolo Piuzzi, ci introduce nelle sue molteplici ed accattivanti attività.
Odeia, in primis, gestisce alcuni teatri della provincia di Pordenone: il Teatro Don Bosco di Pordenone città, il Teatro Pileo di Prata di Pordenone ed il Teatro comunale di Polcenigo e collabora con il Comune di San Vito al Tagliamento nell'ambito dell'attività teatrale. Di mese in mese, da ottobre a marzo, Odeia organizza specifici eventi che vengono pubblicizzati per mezzo di un notiziario mensile che illustra la programmazione di ogni singolo teatro e viene distribuito gratuitamente ln 8.000 copie nei principali locali pubblici.
Tutto ciò rientra nel progetto denominato "TeatriAssociati" (www.teatriassociati.org) che nasce proprio con la funzione di dare visibilità ai teatri di piccole e medie dimensioni, al fine anche di ottimizzare i costi di promozione e produzione, nonché per sostenere produzioni artistiche locali e spesso poco valorizzate dalle "major".
Ed ecco che qui entriamo nel "vivo" della funzione di Odeia: essere indipendenti rispetto ai "soliti canali", a quella che Odeia stessa definisce la "cultura propagandistica", in cui ciò che è realmente cultura passa in secondo piano per favorire ciò che è "mass media". Un conto è insomma proporre eventi di qualità, magari anche con pochi mezzi e con artisti semi-sconosciuti ma che raggiungano davvero il cuore e l'animo dello spettatore, un altro è organizzare un evento con lo scopo ultimo di presentare uno spettacolo che ha come protagonista il personaggio mediatico del momento, magari foraggiato da fior fior di quattrini !
Odeia è stata trampolino di lancio per numerosi artisti locali fra cui Juri Dal Dan, Francesco Bearzatti e la Pordenone Big Band, oltre che aver proposto per prima a Pordenone lo spettacolo di Giorgio Tirabassi "Coatto unico senza intervallo", scritto anche dallo stesso attore e, a novembre dell'anno scorso, "Sotto spirito" di Alberto Patrucco con musiche di Georges Brassens, nell'ambito della rassegna "A suon di risate" che vede unite, in un'armonica sinergia, comicità e musica.
Attualmente l'attività di Odeia è tutta concentrata nell'evento più prestigioso da essa ideato proprio alla sua fondazione nel 2002: "Pordenone Jazz Koinè".
"Pordenone Jazz Koinè" si svolge da febbraio a marzo e vede protagonista la musica afroamericana preferita dagli autori della Beat Generation, Jack Kerouac in primis: il jazz.
Dal 2002 ad oggi "Pordenone Jazz Koinè" ha ospitato, oltre ad artisti locali, anche ospiti di fama nazionale ed internazionale fra cui Aldo Romano, Antonello Salis, Daniele D'Agaro, Carlo Actis Dato, Vetiptons, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Sax Pistols, Hiram Bullock e Alex Acuna.
L'edizione di quest'anno sarà interamente dedicata al mitico bassista degli Art Ensemble of Chicago, Malachi Favors, scomparso nel gennaio 2004 e sono previsti cinque concerti di cui tre ospitati al Teatro Don Bosco di Pordenone, uno al Teatro Pileo di Prata e uno al Teatro di Polcenigo e vedranno protagonisti: la Pordenone Big Band e Stefania Petrone in "Strani frutti"; Furio Di Castri in "L'esigenza di andare verso il basso"; l'Orchestra Zlatko Kaucic Kombo in "Suite for Malachi Favors"; Stefano Battaglia in "Re: Pasolini" (a commento delle immagini del film di P.P. Pasoilini "Il Vangelo secondo Matteo") e Alessandro Turchet con Paolo Corsini in "Rivolti dal Basso".
Ci attende quindi una stagione pregna di eventi in cui immergerci a suon di sax ed improvvisazione.....targata Odeia.


Luca Bagatin



26 gennaio 2008

PER NON SMETTERE MAI DI ALZARE LA TESTA DI FRONTE AI TOTALITARISMI



Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa.
E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente.  Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'Umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo". Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.

Luca Bagatin

"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi".

PRIMO LEVI


"Possa l'individuo essere consapevole
della sua innata Divinità.
Possa egli alzare sempre la testa di fronte ai soprusi
senza abbassarla mai un momento.
Possa egli essere consapevole della propria individualità
senza mischiarsi mai alla massa indistinta.
Non esiste una società perfetta, né
nessuno di noi potrà salvare il mondo dal suo autoannientamento.
Ma ciascuno di noi potrà almeno ricercare la felicità interiore, che
è la cosa più importante.
Possono torturarci, violentarci, mutilarci,
financo uccidere i nostri corpi mortali.
Ma non potranno mai uccidere la nostra Coscienza che è la nostra Anima.
Essa appartiene all'Universo infinito di cui siamo fatti".

LUCA BAGATIN



22 gennaio 2008

"SABRINA", racconto surRenale by Luca Bagatin


Sabrina era una ragazza siciliana: e vi ho detto tutto.
Focosa, premurosa, gelosa e financo sin troppo religiosa.
Ella era una credente.
L'essere "credenti", in sé, mi ha sempre lasciato assai perplesso. Personalmente vi dirò che non lo sono mai stato.
Non che io sia ateo (per carità !), solamente, piuttosto che credere, preferisco sperimentare.
Sono uno sperimentatore e sono giunto alla conclusione che non c'è alcuna differenza fra Dio e me stesso.
Oh, intendiamoci: non è che io sono convinto di essere Dio. Tutt'altro !
Sono sicuro che lo siamo tutti quanti !
Noi tutti, infatti, viviamo, pensiamo, cogitiamo, siamo capaci di amare e peraltro viviamo proprio in funzione dell'amore al punto da sentirci onnipotenti (e forse lo siamo !) quando ci troviamo a sperimentare l'apice di codesto sentimento.
Il punto è che non siamo affatto consapevoli della nostra Divinità.
Sabrina non mi capiva affatto e, nonostante mi amasse, mi giudicava blasfemo.
In realtà (ma questo lo scoprirò solo parecchi anni dopo), ero solo uno gnostico. Il che non equivale ad avere una malattia infettiva (la gnosi), ma diciamo che aiuta a comprendere meglio diverse assurdità dell'esistenza.
Amavo Sabrina, ma non tanto per le sue qualità, quanto piuttosto per il suo naso.
Ella aveva un naso così perfettamente aquilino da rendermi davvero fiero d'averla sposata.
Nonostante tutto ella non mi capiva, né tantomeno io intendevo capire lei.
Fu così che decidemmo (o, meglio, fu lei a decidere per tutti e due !) di divorziare. Da allora non la rividi più.
Per lunghi anni la pensai e ripensai ancora e pensai anche che avrei voluto credere tanto quanto lei.
Credere in un Dio lassù nei cieli. Credere, più che in un Padreterno, in un Padre Terno: Padre, Figlio e Spirito Santo; Padre Terno nel senso di Uno, ma anche di Trino (ma non necessariamente trinariciuto....che è un'altra cosa !).
Credere che esistesse un luogo ove ci si potesse redimere dai peccati commessi sulla Terra e così via.
Mah.
Quali peccati avrò commesso mai io ?
E, poi...quale grave peccato avranno mai commesso i nostri progenitori Adamo ed Eva, se non quello di essersi cibati di una misera mela ?
Essi scoprirono così di essere nudi ? E allora ? Che sarà mai !
Tutti noi nasciamo nudi e, quando siamo bambini, non ce ne vergognamo minimamente.
Solamente quando cresciamo insorge la malizia e con essa financo la paura del sesso !
Ed allora, una volta divenuti grandi, grossi ed istruiti, comprendiamo che quella mela che Adamo ed Eva mangiarono non era altro che una metafora per indicare il loro amore fisico.
Può un dio condannare l'amore fisico ?
Un dio pazzo e morboso certamente sì. Financo un dio represso ed in cattività. Certamente, non vi è alcun dubbio !
Ma un Dio equanime, consapevole di sé e dell'Amore che irradia, non può che gioire e sorridere di fronte ad esso.
Ecco perché sono convinto che coloro i quali sono ossessionati dalla religione e quindi dalla figura che questa fornisce di Dio, siano inevitabilmente ossessionati anche dal sesso.
Atei e clericali (Dio non ce li conservi affatto !) lo sono ed io con loro non sono mai stato neanche un pochettino tollerante.
Essi sono così noiosi che preferisco lasciarli nel loro brodo a....scuocere !
Quanto a Sabrina....ora non penso più a lei come prima.
Continuo tuttavia ad amarla nel silenzio del mio cuore e sono sicuro che verrà un giorno in cui ci fonderemo ancora. E questa volta per sempre.



19 gennaio 2008

Dal "Calendario di Wilson lo Zuccone"


Sforziamoci di vivere in modo tale che quando moriremo perfino il becchino ne sia addolorato.

L'abitudine è l'abitudine, e nessuno può buttarla dalla finestra; si può, semmai, spingerla giù dalle scale un gradino alla volta.



19 gennaio 2008

BETTINO CRAXI: A OTTO ANNI DALLA MORTE


Otto anni fa moriva Bettino Craxi, uno fra i più grandi statisti che l'Italia abbia mai conosciuto. Moriva ad Hammamet, in Tunisia, in esilio forzato a causa della Falsa Rivoluzione giustizialista che aveva colpito in particolare lui: il nemico da abbattere, colui il quale era inviso ai Poteri Forti, alla sinistra democristiana, ai postcomunisti, ai "maitre à penser au caviar", ai postfascisti ed ai leghisti.
Bettino Craxi: protagonista dell'Italia degli anni '80, quella "cha cambia", tanto per citare lo slogan del Psi di quegli anni. Un'Italia che allora entrava fra i Grandi della Terra, famosa per il "Made in Italy", con un'inflazione ridotta ad una cifra. Un'Italia di Pentapartito (retta infatti da una coalizione comprendente Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli) con la voglia di nuova modernizzazione proprio grazia a Craxi che resse uno fra i governi più longevi della Repubblica (dal 4 agosto 1983 all'1 agosto 1986).
Politico dal pugno di ferro e dal piglio genuinamente autoritario, fu l'unico leader socialista capace di trasformare il Psi in un partito autenticamente europeo ed europiesta, innovativo ed interclassista, capace di coniugare i simboli della tradizione (con il Garofano, simbolo della Comune di Parigi) con quelli della modernità (si pensi alle sfarzose scenografie dei Congressi del Psi di quegli anni realizzate dall'architetto Filippo Panseca).
Vilipeso dai conservatori si ogni colore sin dalla sua affermazione in politica alla fine degli anni '70, Craxi riuscì a tenere testa sia ai Poteri Forti rappresentati dalla grande industira (Fiat in primis), dai grandi gruppi bancari ed editoriali; sia all'ingerenza degli Stati Uniti nel nostro Paese con l'"affaire Sigonella"; sia alla sinistra conservatrice rappresentata dal più forte Partito Comunista d'Occidente, quello del moralista Enrico Berlinguer; sia al terrorismo internazionale; sia alla logora e vetusta Rai Tv, arrivando a contrapporle le nascenti e frizzanti reti Fininvest di Silvio Berlusconi, agevolando la loro ascesa.
Senza Bettino Craxi, poi, il Partito Socialista Italiano sarebbe sicuramente morto alla metà degli anni '70, fagocitato dai comunisti ai quali i predecessori di Bettino strizzavano l'occhio da tempo. Ed invece, la nuova generazione autonomista dei quarantenni, i nenniani, quella che aveva conosciuto la Rivoluzione anticomunista ed antiautoritaria d'Ungheria del '56, riuscì a conquistare e a ricostruire il partito.
Dal '76 al '92, Bettino Craxi fu leader indiscusso del socialismo italiano, mediterraneo (quello più anticomunista ed antiautoritario dei Gonzales, dei Soares e dei Papandreu) ed internazionale.
Il resto, è storia recente: vilipeso dal conservatorismo e dall'autoritarismo italiano, nonostante avesse denunciato in Parlamento (fu l'unico a farlo, nel silenzio più totale dell'Aula) che il sistema di finanziamento ai partiti era illegale per TUTTI i partiti e che non riguardava solamente i partiti democratici di governo (anzi, i comunisti erano abbondantemente foraggiati, non solo da codesto sistema, ma addiritttura dalla dittatura sovietica), per evitare il linciaggio (alimentato dai mass media) ed il carcere quale unico capro espiatorio, decise di abbandonare l'Italia per raggiungere la Tunisia, Paese che lo aveva sempre amato ed accolto, ove possedeva una casa tutt'altro che faraonica (altro che villa, come spacciato dai mass media dell'epoca !).
Oggi Betttino Craxi è stato, per così dire, "riabilitato" e non c'è libreria che non ospiti sue biografie o volumi a lui dedicati.
Personalmente non penso che egli abbia mai avuto bisogno di fantomatiche "riabilitazioni". Il Nostro fu vero leader e seppe dimostrarlo sino alla fine.
Di fronte a lui fanno davvero sorridere i vari Veltroni, Prodi, Berlusconi, tutti i traditori dell'"Italia che cambia", dell'Italia craxiana della Prima Repubblica: quella dell'innovazione.
Oggi, non a caso, il nostro Paese è ad un punto morto: il lavoro è sempre più raro e precario; i prezzi e le imposte aumentano sempre di più e la presenza dello Stato nella vita privata dei cittadini è sempre più insostenibile. Diciamocela tutta: l'Italia sta diventando davvero un Paese di serie B.
Quanto al socialismo....oggi esistono sin troppi partitini che si richiamano al Psi di Craxi, ma nessuno può dirsene vero erede. Coloro i quali li hanno costituiti, o non sono ancora veri leader a causa della loro giovane età, oppure, nella maggior parte dei casi, sono vetusti arnesi che già ai tempi gloriosi del Garofano hanno avuto tutto dal partito (fama, danaro, potere), ma hanno abbandonato Bettino nel momento del bisogno....per poi ricomparire nella Seconda Repubblica quando i cattocomunisti o i clericofascisti, saliti al Potere, hanno avuto loro da dare qualche cadrega (sic !).
Gli unici socialisti che personalmente stimo moltissimo sono davvero pochi: Paolo Pillitteri, ex sindaco di Milano, che ho avuto modo di conoscere personalmente qualche anno fa nella redazione milanese del quotidiano l'Opinione e che da tempo si è ritirato dalla politica per dedicarsi al giornalismo, nonché recentissimamente ha pubblicato la biografia degli anni giovanili di Craxi: "Quando Benedetto divenne Bettino"; Carlo Tognoli, altro ex sindaco di Milano ed ottimo storico del Socialismo italiano e per finire Aldo Chiarle, mio amico personale, ex partigiano e fervente opinionista dell'Avanti dal 1945.
Tutte persone che furono sempre vicine a Craxi, sino all'ultimo.
Ciò che possiamo augurarci, proprio grazie al materiale che oggi abbiamo sulla storia del Psi di Craxi, è che le nuove generazioni abbiano la voglia e la pazienza di approfondire questa storia italiana. Mai come oggi c'è bisogno di spirito craxiano (ma anche lamalfiano, degasperiano, einaudiano, saragattiano), ovvero politicamente e genuinamente appassionato per ridare al nostro Paese la dignità che merita.

Luca Bagatin



17 gennaio 2008

La Coscienza Critica (di massa e di classe come l'aborto clandestino) intervista Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti


NOME E COGNOME


Luca: Luca Bagatin
Lucia: Lucia Rehab

ALTEZZA

Luca: 170 cm
Lucia: 163 cm

PESO COROPREO

Luca: 70 kg
Lucia: 49 kg

PESO ETEREO

Luca: elevato. Troppa aria nello stomaco, colpa dell'ansia congenita e di una vita al limite del regolamento dei conti
Lucia: mai stata eterea in vita mia

IL COLORE DEI TUOI CAPELLI E' NATURALE ?

Luca: Sì, mi tinsi di biondo platino il ciuffo solamente nel 2002.
Lucia: no. mi tingo di nero ma in realtà sono biondastra.

PIATTO PREFERITO ?

Luca: Gli gnocchi e tutto ciò che è a base di uova, patate e zucca.
Lucia: trippa. pizza. spaghetti al nero di seppia. gnocchi. caviale.

ULTIMO LIBRO LETTO ?

Luca: "La rivolta blu, contro i miti dello Stato sociale" di Alberto Pasolini Zanelli
Lucia: il giovane torless, di musil

A QUANTI ANNI HAI FATTO L'AMORE PER LA PRIMA VOLTA ?

Luca: Masturbazione compresa, ovviamente ! A 3 anni: correva l'anno 1982. Lui correva mentre la Carrà zompettava.
Lucia: diciannove

CHE RAPPORTO HAI CON L'ALTRO SESSO ?

Luca: Il mio rapporto con le donne è sempre stato come quello fra cane e gatto.
Diciamo che la mia donna ideale è una dura, un po' come Lucia, capace di tenermi testa. E che, negli inevitabili litigi, sia capace di battersi con me in un duello all'ultimo sangue.
Lucia: direi ottimo.

CHE RAPPORTO HAI CON IL SESSO IN GENERALE ?

Luca: Sessuale direi !
Lucia: sessuale.

BERLUSCONI O VELTRONI ?

Luca: Mi stai prendendo per il culo ?
Lucia: una bella fiala di cianuro di potassio

DESTRA O SINISTRA ?

Luca: Centro: laico, liberale e libertario !
Lucia: sinistra, ovvio !

ALTO O BASSO ?

Luca: Così in alto come in basso.
Lucia: alto. Non si discute.

SEI ANDATA/O A VOTARE ALLE ULTIME ELEZIONI ?

Luca: Assolutamente no !
Lucia: sono riusciti a nausearmi

CHE PARTITO HAI VOTATO ALLE ULTIME ELEZIONI ?

Luca: Che sei sorda ?
Lucia:  sono riusciti a farmi vomitare

CHE PARTITO VOTERESTI ?

Luca: Il mio primo amore furono i radicali, poi, iniziai a mal sopportarli: troppo dogmatici e fideistici. Penso che, se lo troverò nella scheda elettorale, voterò per il Partito Repubblicano Italiano: piccolo, simpatico e di lunga tradizione democratica.
Lucia: al momento nessuno. un calcio in culo e a casa tutta 'sta fuffa.

SE TI DICO “GATTO” TU CHE MI RISPONDI ?

Luca: Non dire gatto finché non ce l'hai nel sacco !
Lucia: toxoplasmosi

SE POTESSI CAMBIARE MESTIERE....CHE FARESTI ?

Luca: autore di programmi radiofonici o televisivi. Forse anche regista.
Lucia: non voglio cambiare mestiere. anche se ogni tanto penso che mi piacerebbe fare la bibliotecaria e stare nascosta in mezzo a cumuli di libri in un alone retrò, come in un film di frank capra

SE TU FOSSI CARLA BRUNI, AVRESTI SPOSATO SARKOZY ?

Luca: Non penso. Ho altri gusti sessuali.
Lucia: jamais !

E SE TU FOSSI SARKOZY, CHE FARESTI  ?

Luca: Cercherei di realizzare il mio programma di governo.
Lucia: mi farei carla bruni. anche se a voler proprio essere sinceri non è il mio tipo. a me piaceva la buonanima di anna nicole smith...;)

Preferisci "essere" o "avere" ? E, se "essere", che cosa ? E, se "avere", quanto ?

Luca: L'essere rispetto all'avere è sempre auspicabile. Così come lo è l'essere rispetto all'apparire.
Tutte le persone che cercano d'apparire che conosco ed ho conosciuto sono e sono state incredibilmente vuote, stupide ed ignoranti.
Preferisco essere me stesso: e non è poco, credetemi !
Lucia: sono piuttosto diffidente nei confronti di fromm. diciamo... BERE.

Secondo te: l'abito fa il monaco o ad ogni modo trovi che un monaco senz'abito sia comunque sexy ?

Luca: Dipende dal monaco, ovviamente !
Lucia: diosanto ma le pensi la notte?!?!?! :)

LUCA, CREDI:
a) in un'intelligenza superiore; NON ESISTE NULLA DI SUPERIORE A NOI STESSI, OVVERO ALLA NOSTRA COSCIENZA
b) in una stupidità superiore (alla tua); FORSE, CHISSA'....
c) che di superiore ci sia solo la stupidità (altrui); CI SONO STUPIDI CHE, PROPRIO ATTRAVERSO LA LORO STUPIDITA' RIESCONO A GIUNGERE ALLE POSIZIONI PIU' ELEVATE NELLA VITA. PECCATO (PER LORO) CHE PRIMA O POI IL CONTO ARRIVI PER TUTTI.
d)che siamo tutti intelligenze supiriori (compresi gli assenti); CERTO, OVVIO ! LA NOSTRA COSCIENZA E' DIVINA !

LUCIA, Credi:
> a) in un'intelligenza superiore: no
> b) in una stupidità superiore (alla tua): c'è sempre uno stupido più
 stupido di noi...
> c) che di superiore ci sia solo la stupidità (altrui): prego?
> d) che siamo tutti intelligenze supiriori (compresi gli assenti): assolutamente no !

LUCA, PENSI
a) positivo perché sei viva PENSO POSITIVO, MA SOLO PERCHE' SONO UN TIPO OTTIMISTA
b) negativo perché sei viva ASSOLUTAMENTE NO. IL FATTO DI ESSERE VIVO O MORTO (CLINICAMENTE PARLANDO) E' PER ME DEL TUTTO IRRILEVANTE
c) sieropositivo PER UN PAIO DI CANNE A 19 ANNI ?
d)penso ? Agisco, cazzo ! SIEMPRE !

LUCIA, Pensi:
> a) positivo perché sei viva: no
> b) negativo perché sei viva: abbastanza
> c) sieropositivo: no, per fortuna
> d) penso ? Agisco, cazzo !: non credo che pensiero e azione debbano
 essere necessariamente disgiunti. anzi, penso che sia abbastanza disastroso farlo...

QUAL E' IL TUO FILM E REGISTA PREFERITO ?

Luca: "Elephant Man", ma in generale tutto ciò che ha diretto e curato David Lynch.
Lucia: non do sempre la stessa risposta, sono tanti... in questo momento dico manhattan, di woody allen. o il posto delle fragole, di bergman. oppure dolls, di kitano. oppure brazil, di terry gilliam.

Qual è il romanziere del passato che preferisci di più ? E contemporaneo ?

Luca: Mark Twain. Contemporaneo, un amico: Andrea G. Pinketts
Lucia: come faccio a dirne uno solo? non posso!!! kafka e joyce sono i miei scrittori preferiti. ma adoro anche zola, bradbury, orwell, capote, queneau, poe...tra i viventi mi piace molto Ian McEwan

Che cos'è per te la "cultura" ?

Luca: tutto ciò che ci circonda....e molto altro ancora
Lucia: approfondimento...

Sai dirmi che fine ha fatto Roberta Carrano, ex ragazza di "Non è la Rai" ?

Luca: Magari ! Saperlo è l'obiettivo che mi sono posto per il 2008 !
Lucia: odiavo quel serraglio di merda e non so chi cazzo sia 'sta roberta carrano... ;-)

Per concludere, se la tua Coscienza Critica trovi non sia stata abbastanza critica: fatti una domanda e datti una risposta.

Luca: Più messo a nudo di così.....
Lucia: beviamo qualcosa, ragazza mia? E me lo chiedi pure ?!



16 gennaio 2008

BEN VENGA IL DISSENSO ANTICLERICALE


Evviva il risveglio dell'intelligenza !
E meno male che siamo ancora un Paese democratico in cui la libertà di pensiero è ritenuta valore da conquistare con orgoglio.
Evviva, quindi, gli studenti dell'Università La Sapienza di Roma che hanno democraticamente espresso il loro dissenso per la visita che avrebbe dovuto fare il Sig. Ratzinger presso il loro ateneo.
Altro che ideologia ! Altro che settarismo, On. Berlusconi !
Qui si parla di giovani consapevoli che l'essere anticlericali, oggi come ieri, equivale ad essere veri difensori della libertà da ogni ingerenza dogmatica ed autoritaria (così come essere anticomunisti ed antifascisti).
Il Papa dei cattolici Ratzinger ha peraltro raggiunto il picco dell'impopolarità nel nostro Paese anche fra i cattolici stessi.
Fra un voler tornare all'aborto clandestino attraverso fantomatiche moratorie alla Legge 194 utilizzando come grancassa mediatica Ferrara, Bondi e Pera; fra una benedizione a questo o quel leader di partito (specie se di sinistra....avete notato ?); fra un monito politico e l'altro sul come legiferare financo sul comportamento che i cittadini italiani devono tenere sotto le lenzuola....non possiamo certo biasimare il dissenso nei confronti del Vaticano.
E poi, ovvia: si pensava che i giovani d'oggi fossero tutti (o quasi) dei fancazzisti dediti solo al telefonino, ai programmini della De Filippi....ed invece si scopre, o meglio, si riscopre una generazione nuova: che si è stancata di vivere nel Medioevo dei Ratzinger, dei Berlusconi, dei Veltroni, dei Bertinotti, dei Fini e compagnia briscola.
Il nuovo dissenso giovanile seppellirà con una grassa risata codesta fuffa che non ha alcun valore da insegnare ad alcuno (anzi...) ?
Lo auspichiamo vivamente: nell'interesse di chi in Italia c'è e ci sarà e di libero pensiero si nutre e si nutrirà.

Luca Bagatin



12 gennaio 2008

Dal "Calendario di Wilson lo Zuccone"




"Perché ci rallegriamo a una nascita e ci addoloriamo a un funerale ? Perché non siamo noi la persona in questione"


"La sacra passione dell'amicizia è di natura così dolce e salda e leale e duratura che può resistere tutta una vita se non le si chiede danaro in prestito"


"Tutti dicono - Che disgrazia dover morire ! - : strana lagnanza da parte di gente che ha dovuto vivere"




10 gennaio 2008

Renato Traquandi ed il suo Ideario Repubblicano


Renato Traquandi di Arezzo è militante del Partito Repubblicano Italiano di lungo corso, nonché parente stretto dell'eroe del Partito d'Azione Nello Traquandi, le cui spoglie mortali riposano nel cimitero di Trespiano accanto a quelle di Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini.
Assieme ad Aldo Chiarle (per quanto riguarda la tradizione socialista), al prof. Nicola Terracciano (per quanto riguarda la tradizione azionista) e a Massimo Teodori (per quanto riguarda il liberalismo radicale), è una delle mie "icone laiche": un "mostro sacro" di passione politica e culturale e per questo non posso fare a meno di conservare ogni suo appassionante articolo che leggo sulla Voce Repubblicana.
Con Renato, sino a che non ha cambiato indirizzo di posta elettronica (non conosco ancora quello nuovo), ci siamo sentiti in più di un'occasione per scambiarci alcune opinioni e debbo dire che mi piacerebbe molto conoscerlo di persona per stringergli fraternamente la mano.
Il suo ultimo articolo, apparso sempre sull'organo ufficiale del PRI il 2 ed il 3 gennaio, è quello che segue: una vera e propria immersione nella cultura mazziniana con gli occhi e l'esperienza di uno la cui scorza è bella coriacea !


Luca Bagatin


Ideario Repubblicano

Ho aspettato due settimane dal convegno di Milano della Voce Repubblicana, egregiamente tenuto alla fine del mese di ottobre del corrente anno, con lusinghieri risultati, prima di mettermi al computer e buttar giù quanto nei miei pensieri si andava arroccando da mesi.
In altri ambienti e in circostanze analoghe, persone alquanto a noi affini sovente si interrogano sui quesiti dell’esistenza, fornendo, ciascuno a suo modo, risposte variegate sul “ chi siamo, da dove veniamo, dove vogliamo andare?”
In questo tempo il Partito Repubblicano Italiano, pur mai stato un partito così detto “ di massa”, è pressoché ridotto ai minimi termini, e non soltanto rispetto al consenso elettorale, ma per le esigue risorse e la scarsa presa che ancora riesce ad ottenere sul fronte della agorà culturale, nazionale e non solo.
Sono passati oltre dodici decadi dai patti di fratellanza, dalla scapigliatura repubblicana, dall’economia associazionista, ed oggi ancora il nostro Partito può fregiarsi, senza peraltro essere smentito da chicchessia, di essere il più antico tra le formazioni politiche italiane.
Certo che si, dal 1885 ad oggi, la società italiana è profondamente mutata, ed anche il P.R.I. non è più quello che aveva posto al primo punto del suo programma la forma repubblicana dello Stato.
Nato come partito formato da piccoli coltivatori, mezzadri, artigiani e piccoli funzionari statali, in alcune regioni particolarmente ostili al potere papale e regio, come la Romagna, le Marche, il Lazio e la Sicilia, presto divenne un partito di respiro nazionale, in cui militavano anche operai, impiegati, imprenditori ed intellettuali, assieme a qualche, se pur minima, presenza di militari di carriera.
La crescita delle attenzioni verso le tematiche mazziniane e risorgimentali è sempre stata vivace e penetrante, nelle variegate categorie che nel corso dei decenni si sono andate formando nella società italiana. Se, dal 1831 al 1848, l’esigenza primaria era l’Italia una, libera, repubblicana, dalla prima guerra di indipendenza alla prima guerra mondiale l’impegno dei molti “progressisti” si incentrò sullo stato sociale delle classi e sulle rivendicazioni operaie, le quali, sì, erano state ben messe in evidenza da Giuseppe Mazzini, ma che non avevano ne il tempo ne la voglia di evolversi attraverso la cultura e le buone azioni prospettate dalla democrazia.
Questo determinò situazioni di autentico disagio tra militanti formatisi al repubblicanesimo per eredità familiare o frequentazioni di ambienti a loro compatibili e i nuovi aderenti, attratti da generica simpatia o solidarietà per gli atteggiamenti di attenzione ai problemi politici, economici e sociali, ma privi di maturazione ideologica.
Durante tutto il periodo dello stato monarchico, pervicacemente tenuto dalla famiglia francese dei Savoia, poco amata dalla quasi totalità degli italiani, capitava spesso di sentire militanti del partito repubblicano che sostenevano tesi classiste o liberiste, alcuni si dichiaravano libertari, incentrando la principale ed accanita loro lotta sul problema dei rapporti stato – chiesa.
E’ in quei decenni che nascono gli antagonismi e le contraddizioni; i sudditi giustamente reclamano diritti, riconoscendo alla dinastia sovrana il tributo dei doveri cui si assoggettano, e quasi non si accorgono di assumere posizioni in netto contrasto con la dottrina storica del P.R.I. , che non ha dogma univoci, come la presa del potere da parte delle masse operaiste predicata dal marxismo, ne la fede necessaria a credere in redenzioni ultraterrene, come il clero asserisce.. Il P.R.I. non ha schemi prefissati, manifesti da divulgare, testi sacri da esporre a laudazione, non presuppone schemi prefissati, regolamentazioni utopistiche, meccanicismi deterministici: sotto questo aspetto il P.R.I. è il vero erede della grande polemica tra Mazzini e Bakunin e prende le distanze dai tanti seguaci di Marx e Engels.
Ovviamente il P.R.I. una sua dottrina ce l’ha, eccome! Non si tratta comunque di utopia solitaria e agguerrita come quella social comunista, ne tanto meno della rassegnata vocazione al martirio di chi crede che la sofferenza terrena sia il viatico per il futuro celestiale della post mortem, bensì del maturato convincimento che una preparazione culturale, impermeata sulla conoscenza ed il progresso scientifico, costituisca la base, in un ambito storico geografico quale quello italiano, per il benessere di una comunità integrata.
E’ divenuto luogo comune tra gli storici definire la prima guerra mondiale combattuta sul fronte del Carso, sull’Isonzo e sul Piave, come “ quarta guerra di indipendenza”, tagliando corto, con questa lapidaria definizione, ai disagi delle popolazioni della Corsica, dell’Istria, e delle altre numerose zone dove forte è l’identità italiana.
I carbonari, gli aderenti alla Giovine Italia, i Martiri di Belfiore, i fratelli Bandiera, Mazzini e il giovane Garibaldi si erano fatti tutti un’idea diversa di come dell’Italia, una, libera e quindi repubblicana e nel 1919 ancora non c’era ne il tempo ne la voglia di prospettare ai più, e quindi raggiungere democraticamente questo obiettivo.
Scrisse Giuseppe Tramarollo, mitico e ineguagliabile presidente, nel periodo tra il 1970 e il 1980 della Associazione Mazziniana Italiana, che per tal motivo era componente d’onore del Consiglio Nazionale del Partito che quella distinzione faceva del partito fondato da Giuseppe Mazzini “… una formazione che può trovare similarità, ma non identità fuori della penisola. Per il P.R.I. non ci sono possibilità di adesioni dottrinarie e disciplinari come la internazionale socialista o quella liberale o quella cristiana, per non parlare del rapporto internazionalista dei partiti comunisti. Al Parlamento Europeo di Strasburgo i deputati repubblicani, dopo aver aderito, per necessità di collocazione, al partito socialista, hanno potuto benissimo aderire a quello liberale, trovandosi, però, parimenti a disagio.
Questo fa del P.R.I. una formazione storica, e non storicista, estremamente diffidente delle ricette universali valide per tutti i tempi e per tutti i paesi; viene da qui la critica mazziniana al socialismo utopistico anglo tedesco francese che è ben sintetizzata nell’avvertimento ai delegati del Congresso di Roma del 1871 delle Società Operaie , da cui uscì il celebre Patto di Fratellanza, che è la prima organizzazione nazionale del lavoro italiano:….. ^^ Se l’emancipazione operaia è universale, le diverse condizioni dei popoli fanno diversi i modi e a ciascun popolo appartiene essenzialmente il segreto della scelta di quei modi^^.
Riconosce però che solo nella fase della trasformazione dei sistemi, utili alla perdita dei poteri monarchici e clericali, con l’avvento della democrazia e della tecnologia, che sono prodotti della cultura e della ricerca scientifica, la pregiudiziale del territorio e della popolazione ivi cresciuta resti valida.
Bisogna diffonderlo a chiare lettere che fu Giuseppe Mazzini ad intuire che solo per un determinato lasso di tempo la storia umana sarebbe stata determinata dal concetto etico politico delle nazionalità., cioè in volontà politiche definite linguisticamente, etnicamente, territorialmente….
“ La Patria sacra, oggi, sparirà forse un giorno, quando ogni individuo rispecchierà in se la coscienza dell’umanità”.
Ancor oggi, in piena globalizzazione, e lo dimostrano le recenti vicende della decolonizzazione e de il sorgere dei paesi denominati “terzo mondo”, la nazionalità dei popoli è ancora viva e vitale, con le sue degenerazioni come nazionalismo, imperialismo, razzismo.
Nella disgregazione dell’imperialismo sovietico forte è stato il ruolo, quasi sempre vincente, della nazionalità, che mai era stata domata dal bolscevismo russo, che in settant’anni di potere assoluto aveva praticato un vero e proprio genocidio linguistico, oltre che umano.
Mazzini, dunque, aveva disconosciuto il potere in mano alla chiesa, senza mai rinnegare Dio, cui soleva coniugare i termini Patria e Famiglia, ed ancora non accettava i fermenti internazionalisti, riconoscendo al contempo con l’intuizione della Terza Roma e La Giovine Europa, i cui postulati già presagivano l’abbattimento dei confini.
Terzo carattere del repubblicanesimo è il “laicismo”, che non significa affatto anti clericalismo, divieto a svolgere e divulgare gli insegnamenti religiosi, ma presa di distanza tra i problemi dello spirito e la gestione della società civile; il Campanile per nutrire l’anima e la Torre Civica per custodire al meglio la persona fisica, secondo la tradizione umanistica classica.
All’opposto della concezione laica dello stato c’è il modello confessionale.
Confessionali sono l’attuale stato italiano, come quello spagnolo, confessionali sono gli stati arabi, che fondano la società civile sul diritto cranico, confessionali sono i paesi marxisti, che hanno una pedagogia, una estetica, una morale, prettamente di stato.
L’ideale repubblicano laico è quello dell’articolo 7 della Costituzione Repubblicana Romana del 1849 che recita: “ Dalla credenza religiosa non dipende l’esercizio dei diritti civili e politici”.
Anche il 1° emendamento della Costituzione U.S.A. è per noi positivo: “ Il Congresso mai potrà fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione, tanto meno proibirne il libero culto”.
Pertanto ribadiamo con fermezza che il laicismo professato dal P.R.I. non è indifferenza di fronte alla esigenza religiosa dello spirito umano; questo atteggiamento nasce invece da una concezione religiosa della vita umana, che rispetta la personalità nei suoi diritti individuali ( libertà civili) e nelle formazioni sociali ( famiglia, partito, associazione, chiesa).
Dalle cose dette fin qui, allora, il P.R.I. è un partito mazziniano? Solo al Vate si ispirano tutti coloro i quali in questo partito operano?
Certo, nella cultura repubblicana in alta considerazione sono tenuti gli insegnamenti mazziniani, ma come ben sanno i tanti che in questo partito militano, nel P.R.I. è ben presente l’illuminismo di Cattaneo, così come non sono mai stati cestinati i contributi di Bovio con il suo idealismo, il positivismo di Ghisleri e Conti, il patriottismo militaresco di Pacciardi. Se si riconosce la funzione portante del Mazzini per l’unità d’Italia, e si è laici e democraticamente portati al confronto culturale delle idee, oltre che favorevoli alla divulgazione ed allo sviluppo della ricerca scientifica, si può benissimo essere repubblicani.
Non è invece possibile essere repubblicani del P.R.I. e marxisti, repubblicani e anarchici, come invece è possibile essere repubblicani e credenti, facendo fare al cervello un sano lavoro di selezione con il sale del ragionamento.
Un altro concetto respinto dal repubblicanesimo italiano è quello di sovrastruttura: diritto, morale, arte non sono sovrastrutture dell’unica determinazione economica, ma categorie universali e permanenti, anche se i contenuti variano secondo una precisa evoluzione storica. Nell’ambito di questa concezione antimaterialistica, antideterministica, antimeccanicistica c’è ampio spazio per il liberalismo economico di Cattaneo, come per molti postulati del socialismo democratico nord europeo. Contro il concetto totalitario : “Tutto nello stato, tutto per lo stato, nulla contro lo stato”, il repubblicano contrappone il motto mazziniano: “ Tutto per l’associazione nella libertà”.
Secondo l’etica repubblicana non è l’economia la forza trasformatrice del mondo ma l’educazione e la conoscenza, entrambe incentrate nel sistema scolastico prima e nelle forme associative ( circolo, partito, sindacato) e istituzionali ( enti locali, legislazione statale, pubblica e privata gestione delle risorse. L’educazione scolastica resta fondamentale e spetta allo stato, almeno nella fascia dell’obbligo, per formare i futuri cittadini ed abituarli a capire il mondo che li circonda.
Possiamo dunque concludere che il P.R.I. è l’opportunità della cultura laica per il senso dello stato e garanzia primordiale, perché senza repubblica non c’è piena democrazia, non c’è piena libertà, non c’è progresso sociale, non si risolvono i disagi civili e le problematiche di sviluppo del mezzogiorno.
Quale funzione può avere oggi il P.R.I.?
Esiste una continuità di comportamenti dei partiti politici italiani sul proscenio partitico; tuttora il consenso viene ricercato secondo il principio del voto di scambio. Il cittadino elettore domanda soddisfazioni: la promozione nel posto di lavoro, l’aumento di stipendio, la pensione, l’occupazione dei rampolli, la licenza edilizia, la pratica di condono, il posto al ricovero per l’anziano genitore, e le mille e mille altre soluzioni ai problemi di tutti i giorni. E le segreterie politiche si organizzano e promettono l’interesse e la probabile soluzione.
Il P.R.I. offre agli elettori la possibilità del “ voto della ragione” come Giovanni Spadolini definiva il consenso che al P.R.I. arrivò nel primo lustro degli anni “80”, quando venne superata la vetta altissima del 5%.
Già Ghisleri, Conti, Pacciardi e La Malfa avevano identificato per il P.R.I. una funzione illuministica, contro ogni genere di fanatismo e ogni minaccia all’unità nazionale.
Ghisleri diceva che “…il P.R.I. è depositario di una dottrina più culturalmente avanzata perciò liberatrice ed antagonista di quella marxista e di quella cattolica”, ponendolo in prima linea contro il male maggiore di oggi, che è quel modo di agire reso celebre dal principe di Lampedusa e dal recente film Il Vicerè. Ricordate? Cambiare tutto per non cambiare nulla.
Brigare così, parlando di voler procedere a fare riforme, per poi partorire sgangherate soluzioni a vantaggio dei soliti noti, non porterà alcun vantaggio al Paese.
Dall’una e dall’altra parte delle sponde del bipartitismo si continua a parlare e a discutere dell’aria fritta e del sesso degli angeli.
Sta al Partito repubblicano Italiano rompere ogni indugio e porre all’elettorato risoluzioni al modello di società, di economia, di organizzazione dello stato per l’energia, l’ambiente, il sociale, il diritto al lavoro e ad una vecchiaia serena.
Oltre che un patrimonio da salvaguardare abbiamo una reputazione da difendere!

Renato Traquandi


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini