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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 aprile 2008

L'immagine del Partito Repubblicano Italiano da Ugo La Malfa a Francesco Nucara



Nella lunga storia del pensiero repubblicano, c'è tutto il senso della nostra battaglia.
Io passerò, ma il partito dell'unità e dell'indipendenza del paese, il partito dell'europeismo di Mazzini e del federalismo di Cattaneo, continuerà.
Non vedo ancora l'Italia che sognavo e questo rimane un compito che attende i giovani. Ma sono convinto che sapremo reinserire l'Italia fra le società più avanzate dell'Occidente: esiste ancora un grande avvenire per il nostro Paese.

(dall'intervento di Ugo La Malfa al 33° Congresso del Partito Repubblicano Italiano)



Ugo La Malfa fu politico repubblicano che seppe guardare lontano. Lo chiamavano financo "Cassandra" per questo.
Ugo La Malfa sostenne financo scelte impopolari pur di garantire un futuro a questo nostro Paese.
Ugo La Malfa fu il politico che, negli anni '60 e '70, seppe arrestare il declino economico e portare l'Italia ad uno sviluppo che oggi ha quasi completamente perduto
Ugo La Malfa fu il politico laico che sosteneva come l'Italia fosse "il Paese della Controriforma".
Un vero "protestante", il nostro La Malfa. Un vero liberaldemocratico che seppe garantire al PRI il suo periodo più glorioso.
Oggi che il PRI esiste ancora, ma per esigenze elettorali è collocato nel PDL  (lo schieramento a parer nostro sicuramente meno controriformista), il nostro Paese non è ancora un Paese pienamente moderno: tutt'altro.
Purtuttavia, piano piano, se saremo in grado di non chinare mai la testa potremo ancora riuscire a risalire la china.
Per ora vi lascio ad un bellissimo articolo di Antonella Priori tratto da www.diario21.net che segnala l'uscita dell'interessante libro illustrato di Michele Spera sulla storia del Partito Repubblicano attraverso i suoi manifesti dal 1962 ad oggi: "L'immagine del Partito Repubblicano: Una rilettura 1962-2008" Gangemi Editore.
Mezzi di comunicazione sempre vivi per un Partito ancora protagonista della storia italiana.

Luca Bagatin



Quarantasei anni di storia di battaglie del Pri ripercorsi attraverso una galleria di immagini inconfondibili: oltre mille tra manifesti, opuscoli, materiali di propaganda politica realizzati da Michele Spera tra il 1962 e il 2008.
Michele SperaCaso unico nella storia dei partiti politici, il Partito repubblicano vanta una riconoscibilità visiva forte, incisiva, coerente della propria essenza, una continuità nella evocazione razionale ma al tempo stesso poetica dei propri valori. Dopo oltre cento anni dalla sua costituzione, resta infatti l’edera l’unico simbolo immutato nel panorama politico italiano, lontano dalla caducità di slogan e segni utilizzati per rendere ideologie astratte o bisogni temporanei. Il pensiero e l’azione di donne e uomini che hanno partecipato -e tutt’oggi partecipano- alla costruzione di un’Italia democratica, libera, laica sono stati -e sono- rappresentati attraverso l’utilizzo di un linguaggio moderno che, con i suoi segni e con i suoi colori, ha anticipato tutti gli attuali meccanismi della comunicazione.
E’ attraverso questa comunicazione, così innovativa e così tesa a sollecitare le riflessioni del cittadino, che Michele Spera ripercorre gli eventi, i personaggi, le idee di un’epoca, consentendo al lettore di ricostruire nella propria mente, con l’aiuto di brevi note, la storia del Partito repubblicano e insieme la storia dell’Italia, con i suoi momenti topici, le illusioni e le disillusioni, le speranze e le battaglie a favore della società civile.
Un esempio tra molti, lo schierarsi dei repubblicani contro l’abolizione della legge sul divorzio, sostenuta dal referendum del 12 maggio del 1974: Michele Spera realizza un manifesto che sollecita la riflessione e la scelta, dove il ‘NO’ non è un grido bensì un invito alla partecipazione, democratica, di tutti. Evitati i toni cupi di una scelta morale e di coscienza, si trattava di adeguare la legislazione italiana a quella dei Paesi economicamente e socialmente più avanzati, serenamente. E sereno è il cielo su cui si staglia -luminoso- un ‘NO’ chiaro, inequivocabile, ma che non preme, non asfissia, non coercizza; al contrario, suggerisce una scelta di libertà.
E ancora, poche righe dell’autore, riprese da un articolo pubblicato su La Voce Repubblicana nel 1975, spiegano i dettagli di una campagna molto particolare, quella che i repubblicani intrapresero per coinvolgere i cittadini nella lotta al terrorismo: manifesti che riproducevano foto originali di azioni terroristiche venivano affissi al mattino e i passanti si fermavano a guardare quelle immagini cruente, in un momento in cui il terrorismo contava sulla paura per mettere radici; alla sera, le stesse immagini venivano ricoperte da manifesti bianchi recanti, semplicemente, una ‘X’, segno chiaro, inequivocabile ed efficace del rifiuto, della cancellazione della pratica dell’eversione. Un segno deciso, inoppugnabile contro la violenza e la morte. La volontà dei cittadini di riappropriarsi della propria quotidianità e del proprio destino storico.
Creativo di fama internazionale, già nel 1965 ebbe l’intuizione di utilizzare il volto del leader -e poi addirittura la sua firma- per pubblicizzare le idee e i programmi che il Partito repubblicano andava affermando, causando non poche polemiche, come lui stesso, all’inizio del libro, spiega: “Ci furono per questo manifesto casi di isterismo politico, di minacce di scissione; fui difeso dai miei amici, ma l’accusa di ‘culto della personalità’ ce la trascinammo per anni”. Spera aveva visto giusto, Ugo La Malfa sarebbe diventato leader indiscusso del Partito e figura centrale della politica italiana negli anni ’60 e ’70.
Scrive Francesco Nucara (attuale Segretario del PRI n.d.r.) nell’Introduzione: “L’uscita dei manifesti repubblicani era negli anni Sessanta un evento; brillavano per i loro colori forti, per i segni possenti, per la sottile armonia che li accomunava: comunicavano un forte impatto emotivo sull’elettore che subito riconosceva la loro matrice politica”.
Nella Prefazione di Domenico De Masi, invece, conosciamo uno Spera più privato, a partire dal momento in cui, ragazzo, lascia la Lucania per dedicarsi a quella professione che poi, nel corso degli anni e delle esperienze, diventerà una vera e propria arte. Racconta: “Ho lavorato anche con molti altri designer, ma con Michele si riesce a pensare in mezz’ora ciò che con gli altri si penserebbe in due settimane. Covata fulmineamente l’idea, ne segue per Michele una realizzazione meditata, attentissima, quasi chirurgica, che si ferma solo quando il risultato è perfetto. Molti giovani, nati dopo l’avvento del computer, stenteranno a credere che alcune composizioni di Spera sono state realizzate quando non si poteva disegnare se non a mano. In realtà, la computer grafica, che ora Spera padroneggia, e che è connaturale al suo stile, gli ha consentito solo una maggiore velocità, ma non una maggiore perfezione. Se il computer fosse natura, nel caso di Michele potremmo dire che la natura imita l’arte…”.
Un libro da leggere e da guardare. Una ‘rilettura’ per quanti conoscono gli eventi e in essi si riconosceranno. Una piacevole, nuova lettura per quanti, incuriositi dalle oltre mille proposte grafiche, vorranno intravedere in esse le geniali intuizioni di chi assume il panorama visivo quale contesto indispensabile all’innovazione politica e civile di un Paese.




28 aprile 2008

Piove, Amministrazione Bolzonello !

L'Amministrazione comunale di Pordenone ha deciso in quattro e quattr'otto, in barba ai cosiddetti "tempi tecnici" e a qualsiasi concertazione con l'utenza di spostare il capolinea degli autobus e delle corriere extraurbane e di trasferire un bel po' di fermate.
Peraltro prevedendo l'installazione delle pensiline per il riparo dalla pioggia in estate inoltrata.
Bella roba davvero. Roba di cui peraltro ci siamo già occupati qualche tempo fa su questo blog.
Il sindaco Sergio Bolzonello irride a Bagatin su Telepordenone, ma non gli risponde direttamente nemmeno via sms rispondendo a quello che Bagatin gli inviò la mattina stessa del trasloco del nuovo terminal. Aggira la domanda ed il confronto, così come ha fatto con tutta l'utenza degli stessi mezzi pubblici.
Ma, coloro i quali utilizzano i mezzi pubblici, non dovrebbero essere privilegiati rispetto a coloro i quali inquinano (e a Pordenone sono molti) con il loro mezzo privato ?
Evidentemente a Pordenone non è così.
Non posso che lasciarvi al pezzo che è uscito in prima pagina sul Messaggero Veneto di mercoledì 23 aprile scorso. Passato poi sotto silenzio di maggioranza ed opposizione comunale.
Almeno a quanto ci risulta.

Luca Bagatin



PS: è di questi giorni la notizia che le pensiline saranno costruite non prima di settembre (sic !).
Agli utenti sotto la pioggia non rimane che un' unica affermazione alla quale aggrapparsi: "Piove, Amministrazione Bolzonello !"



26 aprile 2008

Chi ha paura di Beppe Grillo ? Ma fateci il piacere.....



Beppe Grillo: un guitto, un comunicatore, un incantatore di folle.
Beppe Grillo, forse, non è poi tanto diverso da quel personaggio che egli chiama "psiconano", ovvero Silvio Berlusconi.
Gli espedienti che utilizza, infondo, sono gli stessi: mass media, slogan urlati, ironia, denigrazione dell'avversario. Tutte cose che piacciono alle masse "da educare".
Il Beppe nazionale magari lo fa con uso abbondante della volgarità, questo sì, però.....
Però è a questo punto che siamo arrivati ?
Voglio dire: siamo arrivati al punto in cui due personaggi di spettacolo si mettono a disquisire di politica urlando alle folle che loro sono i più bravi e i più onesti e gli altri tutti dei ladri ?
E' forse la parabola di Tangentopoli: del più puro che ti epura, come diceva Pietro Nenni, dell'opposizione al Potere sì ma......strumentale.
Ovvero per sostituire al Potere corrotto un altro Potere forse e probabilmente non da meno.
E sicuramente politicamente più incolto.
Un Potere che magari sa "parlare al cuore delle ggente" (con due "g", please !). Ma....siamo sicuri che si tratti proprio del cuore ?
Ogni volta che parlo con qualche vecchio amico che ha vissuto i bei tempi della Prima Repubblica egli mi dice: "sai Luca, quando ero giovane io e frequentavo la tal sezione di partito si respirava un'aria di condivisione, di voglia di fare, ci si scontrava e litigava, certo, ma infondo lo si faceva per degli ideali, per dei valori".
Oggi invece.....vedi i politicanti in blazer di una destra e di una sinistra senza valori che fanno le riunioni nei bar "à la page" e prendono perentorie decisioni alla faccia degli iscritti e dei militanti (sempre più "tonti" che "tanti"), che calano poi dall'alto sulla testa di tutti i cittadini.
Ma, torniamo a Grillo: il grillo parlante dei mass media. Quello che utilizza il declino dell'Italia per diventare sempre più ricco con il suo visitatissimo blog fra l'altro sempre più commerciale e che ci propina financo i suoi "prodotti" come la nuova collana editoriale beppegrillo.it.
E così, degli esperti della comunicazione multimediale quali Emilio Targia, caporedattore di Radio Radicale, Edoardo Fleischner professore alla Statale di Milano e Federica De Maria linguista e critica letteraria, hanno recentissimamente dato alle stampe con l'editore Selene il volume "Chi ha paura di Beppe Grillo" ? nel quale è analizzato il "fenomeno Gillo" a 360 gradi. Specie dal punto di vista mediatico.
Ne esce un Beppe Grillo geloso delle proprie prerogative ed insofferente alle argomentazioni ed al confronto con chi non la pensa come lui. Al punto che lo stesso Grillo si è sempre rifiutato di incontrare gli autori del libro e, anzi, li ha ostacolati diffidando l'editore Longanesi - che in un primo tempo li aveva messi sotto contratto - dal pubblicarlo (così come lo stesso Grillo diffidò la Kaos edizioni per il libro "Grillo da ridere (per non piangere)").....alla faccia della libertà d'informazione tanto decantata dal comico genovese !
"Chi ha paura di Beppe Grillo ?" è un agile volume di 200 pagine che non può mancare nelle case di chi ama conoscere ed approfondire, prima di deliberare e sostenere. Un volume che peraltro contiene la prefazione dell'ottimo fotografo e comunicatore dell'immagine Oliviero Toscani e la postfazione di Marco Pannella, politico che ha fatto della comunicazione le basi del suo Partito Radicale.
Chi ha paura di Beppe Grillo, insomma ? Noi no di certo. A noi, più che ridere o convicere, ha sempre lasciato francamente perplessi.



Luca Bagatin



25 aprile 2008

RESISTENZE DI OGGI. PER LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA



24 aprile 2008

"L'IMPORTANTE E' ANDARE" meditazione in memoria (anche) di Giuliano Gennaio



L'importante è andare.
Non importa verso dove.
L'importante è andare senza lasciarsi trascinare dalla corrente.
Senza incertezze né paure.
Oggi siamo qui e domani....anche !
La Coscienza Universale siamo noi stessi e non sarà certo un cuore che smette di battere che ci impedirà d'esistere. Per quanto questo cuore possa essere il nostro.
La morte non è che la continuazione dell'esistenza ad un livello di Coscienza diverso.
Approderemo prima o poi da qualche parte o....forse a nulla.
Chissà !
L'esistenza è illogica, probabilmente. Tuttavia vale la pena di viverla in tutte le sue sfaccettature. E sperimentare, approfondire, creare.
La mancanza di questi elementi è la vera morte dell'anima: la sua definitiva scomparsa ed estinzione.
Andiamo avanti sempre.
Senza mai lasciarci trascinare dalla corrente, ma tenendo sempre la rotta.
Si salpa ragazzi !

by Luca Bagatin




22 aprile 2008

"ALLA RICERCA DEL PIACERE PERDUTO" cortometraggio by Luca Bagatin


Interno giorno.

Io e Louise, la mia ex ragazza.

Era strano trovarmela lì di fronte, anni dopo avermi lasciato senza motivo.
Da quel 1 luglio 2003 non l'avevo più vista né sentita, a parte qualche voce di una sua relazione con l'FBI: la polizia federale.



"Dai, cucciolo....Non sei contento di vedermi ?"
"No"
"Perché no ?"
La osservavo e più la guardavo e più mi scendevano le lacrime.

Musica di sottofondo. Un Blues.

Un rantolo. Confusione....alle orecchie.
Strani suoni. Strane voci. Colori e immagini sfocate.
Ancora un rantolo. Un fermito convulso.
Poi più nulla.

Mi svegliai intontito e mi alzai da terra dove probabilmente ero caduto battendo la testa.
Mi usciva del sangue dalla bocca. La mia lingua era tagliata e lussata. La mia testa girava.
Di fronte a me Lei.


"Ciao. Sono Donna, mi riconosci ?"
"No"
"Donna Carson"
"Capisco. E....Louise dov'è ?"
"Morta"
"Morta ?"
"L'ho uccisa e seppellita io questa mattina"
"Ah"

DISSOLVENZA



Interno e/o esterno. Giorno e/o notte. Spazio indefinito.

Una vasca piena di sangue.
Io e Donna facciamo selvaggiamente l'amore......

Voce di sottofondo:
"O forse è solo sesso ?"

E' strano per me fare l'amore in una vasca piena di sangue. Con una donna che conosco appena.
Curioso quantomeno, ma terribilmente eccitante avvertire simultaneamente l'odore del sesso e del sangue fra gemiti impazziti.
Eccolo di nuovo: un rantolo. Confusione. Suoni alternati e alternati da gemiti.
Poi più nulla.

"L'epilessia è così, mio caro Mortimer" mi diceva il dottor S. visitandomi.
"Così come ?"
"Hai presente quando ti si.....beh.....ti ri rizza il pacco ?"


Interno giorno. Ufficio.

Sono alla mia scrivania che sto compilando delle scartoffie in modo del tutto automatico.
Colleghi intorno a me.
Uno di loro, curato, sbarbato, giacca cravatta, occhiali spessi mi si avvicina:

"Louise..... Te la ricordi, Louise ?"
"No"
"Ti sta cercando"
"?"
"Ti sta cercando"
"Prego ?"
"Al primo piano. Ti sta cercando"
"Al primo piano c'è la Direzione Commerciale"
"Ti sta cercando. Louise. Ti sta cercando".


Interno giorno. Ufficio. Primo piano.



Non ricordavo di aver mai visto Louise vestita in modo così seducente.
Ma...forse non si trattava del vestito.
Aveva qualcosa nello sguardo.
Magnetico ?
Non lo so.
Teneramente seduta su quella sedia Luigi XV.....gambe incrociate.....i piedi nudi sulla sedia e....uno sguardo fisso su di me.

"Benvenuto"
"Sì"
"Come va, caro ?"
"Va"
"Vorrai sapere perché me ne sono andata così, senza dirti più niente...."
"Forse. No, dai, è assurdo. E poi lo sai che è meglio lasciar perdere...."
"Ma se sei tu quello che mi ha cercata per anni !"

Mi congedo uscendo dalla stanza salutandola con un cenno del capo.
Fuori trovo un piccolo signore anziano, calvo, dal naso pronunciato come solo gli ebrei ce l'hanno.

"Buongiorno"
"Buongiorno Mortimer"
"Lei conosce il mio nome ?"
"Certo. Sono Altotas, il tuo Maestro, ricordi ?"
"Già !"
"La vita, la morte, il sogno, l'incubo, ricordi, Mortimer ?"
"Sì, Maestro. Ma.....c'è qualcosa che mi sfugge del tutto"

Il vecchio mi sorride.

"Certo, Louise..... Non è vero ?"
"Sì, anche. Ma....qui mi sembra tutto così strano....così irreale...."

Il vecchio scoppia in una fragorosa risata.

"Irreale....E, dimmi, Mortimer, che cos'è "reale" per te ?"
"Forse il Nulla"
"Bene, vedo che ricordi la lezione"

Un rantolo. Confusione....alle orecchie.
Strani suoni. Strane voci. Colori e immagini sfocate.
Ancora un rantolo. Un fermito convulso.
Poi più nulla.

DISSOLVENZA



Donna Carson mi guarda dritto negli occhi.
Solo che io sono riverso a terra e la guardo anch'io, ma alzando con difficoltà la testa.
I suoi passi rimbombano nelle mie orecchie.

"Perché no ?"
"Donna...."
"Mortimer. Perché no ?"
"L'hai uccisa, vero ?"
"Io non ho ucciso proprio nessuno, Mortimer"
"Ma l'ho vista. L'hai seppellita tu !"
"In sogno forse, l'hai vista. Come vanno le tue crisi epilettiche, Mortimer ?"
"Donna...."
"Sogna, Mortimer. Tu sogni sempre. Perché pensi che sia fallito il nostro matrimonio ?"
"Oh, Donna...." mi scendono le lacrime incontrollabilmente.



Altotas: "Louise è viva !" e scoppia a ridere guardando fisso l'obiettivo della telecamera.

Entra in scena Luca Bagatin, trafelato e sudato, scusandosi con il pubblico.
"A volta i personaggi dei miei cortometraggi finiscono sempre per prendere il sopravvendo nella vita reale. Nella mia, come nella vostra ovviamente. Scusatemi, signore e signori".
Fa un inchino verso l'obiettivo. Poi ammicca con l'occhio destro e accenna un sorriso imbarazzato.

DISSOLVENZA



Esterno giorno:

Mortimer e Louise si tengono per mano.
La scena si allarga e si vede chiaramente che sono in posizione supina, all'interno di una grande bara d'ottone poggiata sulla nuda terra.
Donna Carson, munita di badile, getta incessantemente loro addosso del terriccio. Sino a ricoprirli del tutto.
Poi sale in un auto rossa fiammante guidata dal vecchio Altotas.
Si baciano sulla bocca appassionatamente.
L'auto sgomma.



DISSOLVENZA
POI PIU' NULLA.



PS: uno speciale ringraziamento all'attrice Pamela Saino, alla Sick Girl "Kawaii" e al sito www.sickgirl.it



21 aprile 2008

In memoria di Giuliano Gennaio, giovane liberale e grande amico



E' con le lacrime agli occhi che apprendo della morte di un mio carissimo amico, mio coetaneo e liberale come me: Giuliano Gennaio.
Lo apprendo per mezzo di una mail di Luca Bolognini, Presidente del Gruppo Giovani di Società Aperta e dell'articolo dell'editorialista Enrico Cisnetto sul sito Terzarepubblica.it ( http://www.terzarepubblica.it/articolo.php?codice=1990 ).
La notizia mi gela veramente il sangue e me lo sento fluire in testa facendomi rizzare i capelli.
Conoscevo Giuliano non di persona ma via mail da almeno quattro anni. Lui viveva e lavorava a Roma nello staff dello stesso Cisnetto e lì, nel suo ufficio, spesso lo chiamavo pur trovandolo sempre indaffaratissimo.
Come indaffaratissimo era nella gestione dei numerosi portali liberali nei i quali pubblicava e ha sempre pubblicato volentieri i miei articoli e financo qualche mio racconto.
Ricordo l'esperienza di Liberalcafé.it da lui fondato anni fa e con il quale collaborai con grande entusiasmo e slancio intellettuale.
Ricordo di quanto spesso mi avesse invitato a Roma: "Così ci prendiamo finalmente un caffé assieme", mi diceva. Purtuttavia a Roma non ho mai avuto modo e tempo di venire in questi ultimi anni.
Mi spiace moltissimo non averti conosciuto personalmente, carissimo Giuliano.
Tu che fra l'altro negli ultimi anni ti stavi avviando anche al teatro (conservo le mail che mi inviasti segnalandomi  gli spettacoli nei quali recitavi).
Sei stato un esempio per molti giovani liberali e libertari come noi che non ci siamo mai riconosciuti né in questa destra né in questa sinistra.
Giovani che approfondiscono e cercano di elaborare progetti, nel solco degli insegnamenti del grande Ugo La Malfa, di Mario Pannunzio e di Luigi Einaudi.
Giovani nei quali sono convinto rimarrà vivo il tuo esempio di individuo "vivo" nel senso più ampio del termine.
Come sai, del concetto di "morte" ho scritto più volte, specie nei miei racconti. E ne ho sempre scritto con grande leggerezza e naturalezza, ma con grande rispetto proprio perché consapevole che essa è il giusto proseguimento dell'esistenza.
E così voglio salutarti, come ho sempre fatto nelle mail che ti inviavo: un caro saluto e un abbraccio, caro Giuliano.

Luca Bagatin



19 aprile 2008

Elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia: una Corazza inossidabile a tutto Tondo



A sinistra Alessandro Corazza, neo-Consigliere comunale; a destra Renzo Tondo, neo-Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.


Concluse le elezioni Regionali del Friuli Venezia Giulia, non posso non fare i complimenti e dare spazio a due neoeletti in qualche modo a me vicini.
Alessandro Corazza, giovane (più di me sicuramente, anche se di poco) neo-eletto Consigliere regionale del Friuli per la lista dell'Italia dei Valori.
Non condivido quasi nulla delle sue idee ma, ad ogni modo, è una persona onesta e poi è un amico e lo ringrazio anche per avermi inserito da qualche tempo fra i link del suo blog (www.alessandrocorazza.it/homepage/).
Solamente non comprendo perché non abbia risposto al mio sms di complimenti. Forse un classico quando si entra in Consiglio per la prima volta.......e non ci si rende conto quanto la Bagatin-amicizia potrebbe essere utile in futuro: medita Corazza, medita.
La penna colpisce più della spada (forse non più dell'arma da fuoco di cui sono un vero patito, purtuttavia.....).
Ad ogni modo comunque.
Il secondo neoeletto al quale vorrei fare i complimenti, è un neoeletto "di lusso": trattasi del nuovo Presidente della Regione Renzo Tondo sostenuto da PDL e alleati (lo ringrazio anche di avermi contattato telefonicamente circa un mese prima delle elezioni e per essere stato involontariario co-protagonista di un mio racconto surRenale apparso su questo blog il 25 marzo scorso).
A lui, socialista della prima ora, che fu giovane segretario di Loris Fortuna, è andato il mio convinto voto contro il centrosinistra guidato da Illy, sprecone e conservatore che, peraltro, in 5 anni di governo ha dato un fottio di danari pubblici per il restauro di Chiese e parrocchie fatti passare come fondi alla cultura.....sic ! (come da me denunciato, nel silenzio di tutti, sulla stampa locale a suo tempo).
Buon lavoro, quindi.
Da questo avamposto virtual-internettico vi osserveremo e non saremo affatto parchi di puntuali frecciate qualora commettiate ca........te.
Voster-semper-Voster.

Max Bun.....oooops......
Luca Bagatin



17 aprile 2008

Dialoghi al di là del Velo di Maya





Altotas: "Vedi, laggiù, c'è l'orizzonte"

Luca Bagatin: "Sì, ma, che cosa c'è oltre l'orizzonte, Maestro ?"

Altotas: "Un altro orizzonte"

Luca Bagatin: "Ma allora l'orizzonte è infinito ?"

Altotas: "Certo, è come l'Universo"

Luca Bagatin: "L'Universo.....Infinito.....Ma che senso ha tutto ciò, Maestro ?"

Altotas: "Nessuno, almeno in apparenza. L'Universo è l'infinitamente grande nell'infinitamente piccolo. Esso esiste perché esiste la tua mente, la tua Coscienza."

Luca Bagatin: "Altrimenti non esisterebbe ?"

Altotas: "Altrimenti sarebbe un'illusione. Anzi: l'Universo è già di per sé un'illusione. Così come il mondo fisico".

Luca Bagatin: "E' tutto un grande sogno, insomma...."

Altotas: "O un grande incubo, a seconda...."

Luca Bagatin: "Già !"




15 aprile 2008

ELEZIONI. RISULTATO SCONTATO: PREMIATA L'ITALIA DEL GRANDE FRATELLO E DINTORNI



Il risultato delle elezioni del 13 e 14 aprile era più che scontato.
Berlusconi ha vinto grazie ai disastri del Governo Prodi ed a quelli dell'impresentabile coalizione veltronian-dipietrista buonista e buonina a presentarsi nei salotti buoni. Un po' meno di fronte agli elettori nel loro complesso. Una coalizione con al suo interno i cattocom e i giustizialisti di sempre; i radicali "ultimi giapponesi a sostegno di Prodi" (come amavano definirsi - contenti loro - loro stessi); i Bassolino-Iervolino alla monnezza e le varie clientele "democratiche" nelle amministazioni locali (e non solo nelle Regioni "rosse").
Berlusconi non ha grossi meriti suoi a parte una timida riduzione delle imposte nei cinque anni in cui ha governato.
L'astensionismo al 4 %, del resto, è lì a dimostrarlo: non ha vinto il migliore. Al massimo il "meno peggio" (ovviamente per chi ritiene che ci possa essere un "meno peggio" al "peggio").
Spazzata via l'estrema destra e l'estrema sinistra. Il voto identitario ai neo-democristiani ed ai socialisti boselliani non è premiato dagli elettori che, evidentemente, ormai sembrano gradire solo ed unicamente i "partiti Dixan" che li hanno malgovernati in questi quindici anni.
Tanto fumo e niente arrosto: sia al governo che all'opposizione, miei cari elettori. Del resto le elezioni fotografano molto probabilmente il volto della società attuale: quello del Grande Fratello e del "Tirapacchi" di Rai Uno (programmi tv da sempre seguitissimi).
Che dire: ben vi sta !
Personalmente, per quanto concerne i miei amici Liberali del PLI, mi spiace che non vadano oltre lo 0,3 %, ma ahinoi, l'Italia non ha mai avuto una grande tradizione liberale ed infatti ne paghiamo le conseguenze in termini economici (siamo il Paese ove lo Stato è onnipresente sotto e sopra le lenzuola dei cittadini e financo nelle loro tasche) e nell'ambito dei diritti civili.
Pazienza.
Purtuttavia non si smetta di fare gli ottusi liberali e libertari. Anzi.
Si parta da questo identitario zoccolo duro dello 0,3 % (che poi sono quasi 104.000 elettori, mica bruscoletti !) e si sia fieri dei tre repubblicani eletti in Parlamento nelle file del PDL (Nucara, La Malfa, Del Pennino).
Ci si prepari dunque alle Elezioni Europee dell'anno prossimo e si insista ancora caparbiamente nella Costituente di una forza Laica-Liberaldemocratica-Liberalsocialista nell'Eldr, ovvero il Partito Liberaldemocratico e Riformatore Europeo.
Si dialoghi poi con i tanti senza tessera e i delusi dalla politica di oggi.
Si crei una "rete" anche con il contributo di Società Aperta di Enrico Cisnetto ed i suoi "Circoli per l'Altra Italia" che si battono da anni per arrestare il declino del nostro Paese con ricette squisitamente liberaldemocratiche.
Abbiamo in ogni caso necessità di far passare pochi ma incisivi punti programmatici: flat tax al 20 %; abolizione delle provincie, delle comunità montane ed accorpamento dei piccoli Comuni; piena attuazione della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali su un modello di welfare anglosassone; ritorno al nucleare; introduzione delle unioni civili senza distinzioni di orientamento sessuale; legalizzazione delle non-droghe e introduzione della sperimentazione controllata di eroina sul modello svizzero; legalizzazione dell'eutanasia.
Punti programmatici concreti: laici, liberali, libertari e liberisti per chi ancora non vuole vendersi o svendersi come un fustino di detersivo.



Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini