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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 maggio 2008

Chi ha ucciso Annalaura Pedron ?


Pordenone.
Twin Peaks.
Annalaura Pedron.
Laura Palmer
Seconda metà degli anni '80.
Anni '90.



Sono passati 20 anni dal delitto che ha sconvolto la piccola cittadina di Pordenone, nel Friuli Venezia Giulia e che ha visto come vittima una solare ragazza di vent'anni trovata morta nella casa ove lavorava come baby sitter, con la camicetta slacciata, i pantaloni e le mutandine abbassate sino alle caviglie, tagli sul collo e sul petto causati, pare, dal coccio di un paralume.
Annalaura Pedron: una degli adepti del movimento spirituale Telsen Sao che molti hanno definito "setta", fondata da Renato Minozzi proprio a Pordenone e Portogruaro.
Ma, andiamo con ordine.
Renato Minozzi, oggi pittore "astrale" settantenne, nella seconda metà degli anni '80 mise a punto un sofisticatissimo laboratorio per effettuare dei cosiddetti "viaggi astrali", ovvero la possibilità di sdoppiare il proprio corpo ed entrare in contatto con altre dimensioni spazio-temporali e con esseri provenienti da altre dimensioni. Una pratica diffusa anche e specie nelle culture orientali mediante particolari tecniche di meditazione.
Minozzi ha raccontato più volte ai media ed anche nel suo sito web (www.minozzi2023.com), di avere avuto l'intuizione di fondare questo movimento anni dopo aver avuto delle cosiddette "esperienze extracoropree" avvenute all'indomani del coma causatogli da un'emorragia cerebrale negli anni '70.
E così, da bancario, si è trasformato nella guida spirituale di un movimento a metà strada fra il cristianesimo, il paranormale, la tecnologia e lo studio degli extraterrestri.



Un movimento in cui gli adepti (tutti o quasi tutti provenienti da famiglie della cosiddetta ricca borghesia pordenonese) praticavano particolari rituali, spesso presi a prestito dal cristianesimo (lo stesso Minozzi rientrerà, per così dire, in seno alla Chiesa cattolica nel 1993 incontrando peraltro personalmente Papa Giovanni Paolo II), alternati da viaggi astrali effettuati con parcolarissimi e ipertecnologici macchinari. Adepti tutti rigorosamente vestiti con uniformi simil-militari, da "paracadutisti" potremo dire.
Non vogliamo esprimere alcun giudizio sul movimento Telsen Sao, come spesso hanno fatto e fanno invece i mass media. Ciascuno è libero di scegliere e di percorrere le strade che meglio gli si confanno, umanamente e spiritualmente.
Il gruppo Telsen Sao è stato sciolto da anni, ma oggi ritorna alla ribalta dei media proprio in quanto si torna a parlare del delitto di Annalaura.
Lei, di Telsen Sao, ne faceva entusiasticamente parte.
Oggi l'inchiesta, come abbiamo detto, è stata riaperta e si è giunti ad individuare il presunto colpevole. David Rosset, un ragazzo di 34 anni, allora 14enne e frequentante il movimento assieme alla madre Rosalinda, allora membro di spicco (c'è chi l'ha definita una "sacerdotessa") del movimento di Minozzi. E proprio la madre, oggi, è accusata di vilipendio di cadavere e di aver tentato di coprire il delitto del figlio avvenuto con un cuscino premuto ripetutamente che avrebbe soffocato la vittima.
David pare fosse innamorato di Annalaura che l'ha respinto.
La madre, spinta presumibilmente dall'amore per il figlio, pare l'avrebbe coperto per 20 anni ed avrebbe alterato la "scena del crimine" giungendo financo a posizionare il cadavere della ragazza nella posizione tipica che le donne di Telsen Sao avrebbero dovuto assumere durante particolari rituali.
E poi, come documentato anche dal video mostrato due settimane fa dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", nell'ambito di un "viaggio astrale", la stessa Rosalinda ha descritto minuziosamente le fasi del delitto e l'appartamento ove si trovava Annalaura.
Si è parlato per anni anche di presunti abusi sessuali che si dice avvenissero all'interno del movimento di Telsen Sao. Di ciò ne ha parlato diffusamente il settimanale Panorama la settimana scorsa che si è beccato anche una querela da parte di Minozzi, e taluni ritengono che il 14enne Rosset possa essere stato influenzato dalla presunta promiscuità sessuale all'interno del movimento.
Ovviamente tutto ciò non è mai stato accertato, forse solo chiacchiere per screditare Renato Minozzi e i suoi affiliati, chissà.
Ciò che ci interessa qui rilevare è in realtà altro.
C'è un forte parallellismo che nessuno ha tuttavia rilevato negli ultimi anni, fra l'omicidio Pedron ed il serial televisivo che spopolò in Italia nei primissimi anni '90: "I segreti di Twin Peaks", scritto e diretto dall'ottimo David Lynch (curiosamente anch'egli di nome David, curiosamente anch'egli pittore "surreale" e dedito alla meditazione trascendentale).



In "Twin Peaks", piccolissima e tranquilla cittadina al confine con il Canada, è ritrovato seminudo il corpo senza vita di Laura Palmer avvolto in un telo di plastica. Ad indagare sul caso sarà l'agente dell'FBI Dale Cooper il cui metodo investigativo si rifà quasi sempre al soprannaturale - il cosiddetto "metodo tibetano" - fatto di visioni premonitrici e di "viaggi" che potremo definire, perché no, "astrali" avvalendosi financo dei "messaggi" della cosiddetta "Donna Ceppo" (una bizzarra signora con un ceppo in mano dal quale afferma di ricevere messaggi premonitori) e del maggiore Briggs, il militare della Nasa che ad un certo punto del serial afferma di essere stato rapito da forze aliene e di avere delle importanti comunicazioni riguardanti il delitto, proprio per Dale Cooper.
Cooper scopre ben presto che sotto l'apparente tranquillità di Twin Peaks si nascondono pulsioni inconfessabili: quasi tutti gli abitanti hanno almeno un'amante; Laura Palmer ha una doppia vita: studentessa modello di giorno e dedita alla droga ed al sesso sfrenato di notte; il signor Horne, il ricco del paese, mira alle segherie Pakard, di proprietà della vedova Pakard, a sua volta amante dello sceriffo della città; il ragazzo di Laura, Bobby, è coinvolto in un traffico di droga e a sua volta ha un'amante: Shelley, sposata al violento Leo.
L'anima nera della città, viene, insomma, a galla.
Un'anima nera che troverà la sua apoteosi nel momento in cui Cooper scoprirà che ad uccidere Laura Palmer è stato il padre Leland posseduto da "Bob", uno spirito maligno che, nell'ultima puntata della serie televisiva, si impossesserà dell'anima dello stesso agente Cooper.
Lo spirito maligno della città ?
In "I segreti di Twin Peaks" non ci sono giudizi morali in sé. Lynch non è un moralista per natura, peraltro. Il bene ed il male, qui, sono due facce della stessa medaglia e fanno parte della natura umana. Di chiunque, appunto.
E' forse questo ciò che spaventa ? Che ci spaventa ? Che ci lascia increduli e pieni di dubbi ?
Chi ha ucciso Laura Palmer, quindi ? Uno spirito maligno ? L'anima nera della cittadina di provincia ?



Chi ha ucciso Annalaura Pedron, dunque ?
Perché i presunti imputati dell'omicidio si barricano dietro ad un inquietante silenzio tombale ?
Il bene ed il male si fondono e confondono, come sempre.
Un ragazzo innamorato, una madre che vuole proteggerlo, una ragazza che si difende.....ma finisce per rimanere uccisa. Forze occulte e misconosciute, né buone né cattive. Aliene forse ?
O forse incredibilmente terrene e umane, fatte di carne ed ossa e menti complesse ed apparentemente imperscrutabili ?
Qual è la vera anima di Twin Peaks ?
E quella di Pordenone ?


Luca Bagatin



30 maggio 2008

AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO ? articolo by Peter Boom


Sono 50 anni che faccio il militante gay e onestamente non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a 72 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di richiamare tutti alla propria responsabilità.
A cominciare dall'ex-Capo dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che nel 2002 mi sentivo costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile politico in Italia.
Lui, aveva nominato gli ebrei, ma non le altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che era una dimenticanza casuale.
Il Capo dello Stato rappresentava il popolo italiano, ma evidentemente non rappresentava Michelangelo e una bella fetta dei residenti passati, presenti e futuri.
Poi c'era, molto più grave ancora, quel capo che si spacciava per "infallibile tramite" tra un Dio cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo, questo capo blaterava giudizi dall'alto del suo palazzo imponente indossando sontuose vesti ricamate d'oro e ... il suo successore ancora peggio.
E poi i preti cacciavano via travestiti e femminielli.
Una parte rilevante della popolazione è "panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans, etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione, fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la maggior parte.
A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Ancora oggi Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare di questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche bruciandosi vivo in piazza San Pietro.
Quando un omosessuale impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo. L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato.
Abito a circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci", "Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse frocio, lo ammazzerei".
Pensate che in queste condizioni una ragazza o un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo. Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo ostacolato, condannato, emarginato.
Nelle grandi città i gay possono usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla famiglia, sul lavoro o a scuola.
Chi è responsabile di tutte queste disgrazie?
Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali e organizzazioni panolebi.
Un'arma efficace contro la distruzione continua di moltissime vite è necessaria.
Non crediate che io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso della parola un Papa anticristiano.
Una denuncia che va fatta in Italia, in Europa, nel mondo.
Da troppo tempo è tempo di cambiare.


MI PERMETTO DI RISPONDERE... by Luca Bagatin


Mi permetto di aggiungere una riflessione.
Sono al 95% d'accordo con quanto scrive l'amico Peter, però forse un tantino mi pare esageri e non so se questa esagerazione possa far bene alla "causa".
Mi spiego meglio: perché sollevare un vespaio coinvolgendo forze dell'ordine, sociologi, psicologi, psichiatri e compagnia bubbola che forse di sessualità non ne sa molto di più di chi la vive di già con pienezza e profonda apertura mentale senza bisogno di alcun "titolo altisonante, blasonato e certificato dalla Legge e dall'Ordine" ?
La questione, insomma, potrebbe essere molto più semplice e pertanto potrebbe essere trattata come tale.
Se una persona ama un'altra persona del proprio sesso perché ci si scandalizza (specie se le due persone in questione sono due "lui") ?
Si provi a riflettere, ad approfondire.
Si scoprirà che ci si scandalizza perché si è nel profondo ossessionati dal sesso. Si è, insomma, maniaci del sesso in piena regola ! (Che poi questa ossessione sia diffusissima - specie nei Paesi ove la religione monotieista istituzionalizzata è preminente - è un altro discorso).
Ci si immagina prima di tutto l'atto sessuale, specie quello fra due maschi, e lo si giudica "contro natura". E già il concetto di "giudizio", in sé, è fuorviante (in quanto ogni giudizio porta inevitabilmente al pregiudizio).
Le Chiese e le religioni istituzionalizzate monotieiste, poi, hanno fatto della paura del sesso la loro verità fondante e già per esse il sesso è "contro natura" e lo si giustifica solo se "teso alla procreazione della specie" (come se non fossimo già troppi nel Mondo !). E questo perché l'orgasmo che si verifica per mezzo dell'atto sessuale è un fenomeno fisico che più ci può avvicinare all'Estesi Divina sperimentabilissima anche per mezzo delle più diffuse tecniche di meditazione orientale ed occidentale. Ovvero l'opposto di ciò che insegnano le Chiese le quali pretendono di essere l'"unico tramite fra l'individuo e Dio" (sic !).
Perché, insomma, vergognarsi del proprio orientamento sessuale e del sesso in generale, se si è una persona in grado di intendere e di volere che non vuole arrecare danno ad alcuno ma solo vicendevole piacere ed amore ?
Perché non tentare di ovviare alla "fobia del sesso" da parte di coloro i quali sono pieni di pregiudizi e riportarli, pian piano, verso una piena consapevolezza dell'altrui e quindi della propria sessualità ?
Secondo me si risolverebbero gran parte dei problemi se l'educazione sessuale diventasse finalmente materia di studio obbligatoria sin dalle scuole elementari.
Sarebbe un primo passo sicuramente obbligato.



28 maggio 2008

Michele Boselli VS Luca Bagatin: una (impari) lotta fra erotomani in quel di Porno Eden

Il soggetto qui sotto nella foto è quel travesta di Michele Boselli, in arte Miss Welby (www.misswelby.blogspot.com), il quale manca da Pordenone da tempo immemorabile.
Il suo nome mi ronza nelle orecchie da quando avevo 17 anni, ovvero da quando raccoglievo firme con i Club Pannella Riformatori assieme a persone equivoche che negli anni che furono adoravano scatenarsi in forsennati spogliarelli pubblici a sostegno di Ilona Staller in arte Cicciolina, eletta nel Parlamento italiano nei gloriosi anni '80.



Il soggetto qui sopra nella foto che scorrazza allegramente sul radical-trabiccolo, non si sa dove abiti oggi né di che cosa si occupi esattamente.
Voci di corridoio affermano che egli si occupi di spettacolo in rinomati locali "en travesti" a Londra. Altre voci mi parlano di lui come di un callcenterista e/o un venditore porta a porta.
Fatto sta che la galassia radicale è piena di fancazzisti.



Il soggetto con gli occhi pieni di borse di cui in queste foto è sempre lui: versione capelli e versione peli pubici.
Fatto sta che il Boselli di cui sopra (l'unico Boselli per cui potrei mai simpatizzare) mi ha definito BARBOSO EROTOMANE e mi ha dedicato questo lungo sproloquio in un barbaro linguaggio a me pressoché quasi del tutto sconosciuto (un po' come il friulano ed il triestino, linguaggi che mi lasciano del tutto basito).
Sproloquio che riporto interamente (con breve carrellata di mie recentissime foto, per la gioia di Sbriciolina !):


This disgusting individual with the piggy eye is the horribly failed Italian blogger Luca Barbatin. Nowadays you can't possibly visit any of the best and most beautiful fellow Italian liberal bloggers - such as Valeria, Vulvia and many others - without stumbling in his sickening comments asking them to bare their breasts, show up in high heels, or plainly proposing (actually begging) to have sex with him.
Which is the most unlikely thing on this planet - except for me winning the lottery or the planet itself being visited by aliens -, as Barbatin's penis is no bigger than his blog's pagerank or authority: close to zero.
Barbatin lives nearby Pordenone, a small town in North-East Italy which, coincidentally, you'll easily anagram into Porno Eden. Every single day he travels by bus to Pordenone in order to connect to the internet and sistematically harass any female blogger he finds by phishing in my blogroll, and yours'.
Mind you: not just women. He's also obsessed with journalist Mario Suttora and other masculine fellow bloggers. Anyone, anything he can pleasure himself with in front of a screen. I felt we must do something to relieve him out of his misery: kill him. My friend Londradical is a professional hitman who's going to take care of the pitiful case.


Michele Boselli, è, insomma, un genio.
Un genio della comicità internettica capace di inventarsi Miss Welby, la nipotina segreta di Piergiorgio detto il Calibano, e di trasformare quella desolatissima landa del NordEst chiamata Pordenone in Porno Eden.
Porno Eden come terra di mezzo.
Pordenone come terra da zappare.
Porno Eden come patria adottiva di Luca Barbatin (che infatti è nato a Roma).
Pordenone come patria adottiva dei suonatori di claxon a tutte le ore, come patria delle automobili che se possono ti investono SOPRATTUTTO se passi sulle striscie e con il verde pedonale (Luca Barbatin è fra i pochi che utilizzano ancora i mezzi pubblici che, come disse Bruno Lauzi, sono il mezzo di trasporto dei liberali).
Porno Eden come fucina della politica sexy.
Pordenone come fucina della politica spaccamaroni ai cittadini.
Porno Eden come la terra di quelli che da ragazzini raccoglievano firme antiproibizioniste, inneggiavano alla diversità di orientamento sessuale, andavano a cena con Mario Puiatti e sopportavano i suoi insopportabili rimproveri impartiti con cadenza marziale.
Pordenone come la terra di quei ragazzini che neanche conoscono il significato della parola "tazebao" (magari pensano sia un neologismo friulico o triestico. Sic !).
Ad ogni modo, BASTA !
Non querelerò Michele Boselli, ma gli erigerò un munumento !
Però erotomane.....iooooo ?!?
Ma dai, Londradical, che stai a dì ?
Al massimo, beh, sì, sono internetticamente perdutamente innamorato di tre DONNE.
Eccheddonne !



(beh, a dire il vero....nel caso specifico di quella sulla destra è lei che è internetticamente perdutamente persa per me...mentre io nicchio alquanto anzichenò. Per quanto, a suo dire, tutti pensano che io e lei siamo andati a letto. E forse non hanno tutti i torti....chi può dirlo !
Dora Pezzilli forse ?)



26 maggio 2008

VERTIGINE by Luca Bagatin



Vertiginosamente avvolto da uno sguardo stregato nascosto da lunghi capelli corvini.
Vertiginosamente perduto in un labyrinto di calda emotività che coinvolge lo stomaco prima ancora che il cuore e l'intelletto.
Vertiginosamente perduto negli anfratti procaci di filiformi ma solide forme che riempiono il tuo sguardo di intelligente semplicità.
Vertigionosamente attratto dalla tranquillità che la tua immagine infonde nemmeno avesse qualche cosa di mistico.
E' quel frammisto di emozioni sottopelle. Emozioni tue prima ancora che altrui.
Arte Vitale sei tu.
Vitale perché nasce dal buio profondo della psiche umana e si manifesta con sapiente ironia ed autoironia.
Arte che nasce dalla disperazione, una disperazione che fa Rinascere.
Anima, mente, intelletto, sesso, eros.
Vertigine tu sei. E perdersi in te è l'unico modo per comprendere l'immensa corrente di tutto ciò che ci e ti circonda.
Che tutto trascina, che tutto fa passare, che tutto lava e scorrere.
Ed il cerchio si chiude con al centro il Tutto.




24 maggio 2008

I MATTI SIAMO NOI QUANDO NESSUNO CI CAPISCE



Ricordo quel sabato 8 ottobre 2005.
Mi ero recato all'ex Convento di S. Francesco di Pordenone per una mostra che mi interessava particolarmente e che mi affascinò indicibilmente: "Cronache dal manicomio negato - Gli anni di Franco Basaglia a Trieste".
Una mostra di foto di VITA. Di rara umanità. Di umanità che qualcuno chiama "malattia". Di malati. Qualcuno direbbe.
E qualcuno dice.
Di "malati" che ridono, giocano fra loro, si mettono in posa davanti all'obiettivo, parlano...
Persone. Esseri umani più che meramente esseri viventi.
Ricordo che la serenità di quelle foto fu bruscamente (ma momentaneamente, per fortuna !) interrotta da una signora, una pordenonese "bene", che inveì contro un organizzatore della mostra stessa: "Dovreste vergognarvi! Non è legale mostrare immagini di malati. Che cosa direbbe se suo figlio fosse esposto ? Sarebbe rovinato per tutta la vita!".
Malati. Malati ancora. Rovinato. Rovinato per tutta la vita.
La vita. Che cos'è per lei la vita, mia cara signora pordenonese "bene"?
La vita è la "normalità"?
E, poi, quale normalità, mia cara signora pordenonese "bene" ?
Quella di tutti i giorni ? Certo. Quella in cui le persone parlano, ridono, giocano, magari s'accapigliano pure.
Anche noi siamo malati quindi. Anche noi siamo pazzi, come diceva Franco Basaglia. Appunto.
Pazzia. Quanto fa paura questa parola alla gente "normale".
Normale....Ecco che ritorna ancora questo termine.
Normale.
No, direi che fa paura alla gente "ordinaria", più che "normale". A quella "conformista" che, diciamocelo pure, di pazzia e di sofferenza non sa proprio un emerito piffero.
I pazzi ridono, giocano, parlano, s'accapiglano magari.
Sono persone insomma. Persone con cui si può parlare, a cui rivolgere un sorriso ed anche essere fotografate. Come in un album di famiglia. La famiglia dell'Umanità.
Ecco che Franco Basaglia, psichiatra veneziano classe 1924 ci ha regalato  il sorriso di queste persone uscite finalmente dai manicomi-lager.
Ecco che il 13 maggio 1978 il Parlamento italiano approva la legge 180 di riforma psichiatrica.
Basta manicomi. Basta lager.
E' lo stesso Basaglia a ricordarci - nelle "Cronferenze brasiliane" il volume ove sono raccolte le sue esperienze di psichiatra in Brasile - che è la libertà la prima terapia per combattere la follia.
Quando un uomo è libero - afferma Franco Basaglia -  quando ha il possesso di sé stesso e della propria vita gli è più facile combattere la follia. E prosegue puntualizzando: Quando parlo della libertà, parlo della libertà di lavorare, di guadagnarsi da vivere, e questa è già una forma di lotta contro la follia. Quando si ha la possibilità di rapportarsi con gli altri in modo libero anche questa è già una lotta contro la follia.
Rapportarsi con gli altri, sì.
Quanto è importante vivere liberi rapportandosi con i nostri simili. Che poi sono il nostro specchio.
Che sciocchezza l'ipocrisia dei "normali" che normali poi non sono.
Quelli che si ritengono "sani".
Di cosiddetti pazzi nella mia vita ne ho conosciuti tanti. Anche e soprattutto grazie ad un amico sociologo che con i pazzi ci lavora.
E mi ricordo i laboratori di scrittura creativa nei quali riuscimmo a coinvolgere molti di loro.
Ricordo Annamaria che surrealmente scriveva: "Mi piace l'Argentina perché ha l'argento vivo addosso !"
Eh, sì. L'argento vivo addosso che si riconosce nel momento in cui si raggiunge la libertà di vivere assieme agli altri, in armonia. Un po' precaria, ma pur sempre in armonia.
Perché precario è un po' tutto ciò che ci circonda, no ?
E allora siamo tutti malati, pazzi, da manicomio. Pazzi da rinchiudere in un grande recinto che si chiama amore, vitalità, Umanità.


Luca Bagatin



23 maggio 2008

VERITA' E MENZOGNA

......Verità (Universale)

"Buddha ha spiegato che ognuno deve giungere alla decisione finale attraverso la ricerca e la sperimentazione, non affidandosi soltanto ai testi religiosi.
Quando la scienza contraddice chiaramente le convinzioni buddhiste accetteremo la scienza, non le antiche credenze".

Dalai Lama


..... e menzogna (colossale)

"Il nostro pensiero si rivolge al modo in cui i risultati delle scoperte della ricierca scientifica e tecnologica sono stati talvolta applicati. Nonostante gli enormi benefici che l'umanità può trarne, alcuni aspetti di tale applicazione rappresentano una chiara violazione dell'ordine della creazione".

Joseph Ratzinger



21 maggio 2008

FROCIE ! Crudités ou Cruauté ?




19 maggio 2008

ENZO TORTORA: UN UOMO PERBENE. Nel ventennale della sua morte.



Con il 18 di questo mese sono passati esattamente 20 anni dalla prematura scomparsa di Enzo Tortora, il popolare conduttore televisivo degli anni '80 tristemente noto anche per le sue vicende giudiziarie che l'hanno poi visto del tutto assolto.
Personalmente mi sono sempre sentito legato alla sua figura ed alla sua vicenda umana e civile. Sono stati i suoi programmi ed il suo stile ad appassionarmi sin da bambino ad un certo tipo di televisione: colta, raffinata, mai volgare e mai urlata.
E' stata poi la sua triste vicenda giudiziaria a farmi simpatizzare, con gli anni, per il Partito Radicale nelle cui file lo stesso Tortora sarà impegnato per difendere sé stesso e tutti coloro i quali si sono trovati e si troveranno a subire una "giustizia ingiusta" tipica degli Stati illiberali.
E così ho riscoperto un articolo-lettera che scrissi per il quotidiano "L'Opinione delle Libertà" e che mi fu pubblicato il 26 maggio 2006 e letto anche in diretta su Radio Radicale qualche giorno dopo.
Nel lasciarvi al mio pezzo vi ricordo che è uscita in questi giorni una bellissima biografia di Enzo Tortora intitolata "Applausi e sputi" scritta dal già radicale Vittorio Pezzuto, oggi animatore del sito Decidere.net di Daniele Capezzone.
Enro Tortora: un liberale ed un simbolo di civiltà giuridica spesso negata in un Paese come il nostro. Un esempio da non dimenticare a presente e futura memoria.

Luca Bagatin



In ricordo di Enzo Tortora vittima dell’ingiustizia
di Luca Bagatin
(dall'Opinone delle Libertà del 26 maggio 2006)

Caro Enzo,
ero bambino quando tu conducevi quella trasmissione con quel simpatico pappagallino denominato Portobello. Il porto era bello ed io ricordo che la tua voce tranquilla infondeva in me una certa quiete, una certa serenità. Ero bambino, ma la tua era una delle poche trasmissioni che in famiglia guardavamo con gioia. Semplice e raffinato il tuo linguaggio, ma lo capirò solo anni dopo rivedendo gli spezzoni di "Portobello"e leggendo alcuni tuoi colti articoli. Poi arrivò quel 17 maggio 1983. Ricordo ancora il TG che ti dava addosso e che ti additava quale camorrista, spacciatore, amico dei mafiosi. Io piansi e mia madre non riuscì a calmarmi per tutto il giorno. Buffo no? Avevo appena quattro anni eppure già capivo che... No, non potevi essere un mostro. I tuoi occhi parlavano per te. Un bimbo queste cose le capisce meglio di un adulto. No, caro Enzo, tu un mostro non lo eri affatto. Il mostro era lui: lo Stato che credeva al pentitismo. Lo Stato antiquato di un' Italia da sempre poco democratica. Fascista nell'anima. Lo Stato di Polizia. Lo Stato colluso con la mafia.
I mass-media. I mass-media distrussero la tua carriera di giornalista e uomo di spettacolo. Io non ti dimenticai mai. Marco Pannella ti volle al suo fianco e diventasti europarlamentare radicale. Rinunciando all'immunità affrontasti serenamente tutti i processi e alla fine risultasti innocente. Pagasti con anni di carcere ed umiliazioni. Lottasti per una giustizia giusta. Il tutto nell'indifferenza prerssoché totale di uno Stato e di un popolo (quello italico) idiota, ipocrita, ignorante, insensibile, pronto a tutto solo ed unicamente per il proprio tornaconto personale. Questo Paese che tu amasti tanto ti ha ucciso. Mauro Mellini (già deputato radicale e membro del Consiglio Superiore della Magistratura) ha proposto di istituire la data del 18 maggio (data della ricorrenza delle tua morte) quale giornata nazionale delle vittime dell'ingiustizia. Nel testo dell'appello di Mellini si legge fra l'altro: "Una giornata in cui il pensiero vada a coloro che, per errore di uomini o per imperfezione e stravolgimento di istituzioni e di leggi, per devianze dalle finalità che la giustizia deve perseguire, sono sacrificati e soffrono, lottando perché sia riconosciuto il loro buon diritto o, invece, vinti e dimenticati, subiscono pene ed umiliazioni che non hanno meritato." Un atto dovuto con un pensiero ai carcerati (tutti !). Perché tu, Enzo, vivi nel ricordo di coloro che non hanno rinunciato a lorrare per un Paese in cui la Libertà e la Democrazia possano essere affermate ed affermare il rispetto e la dignità dei Diritti e del Diritto di vivere come Esseri Umani. Come Persone.
Un abbraccio con il Cuore.



17 maggio 2008

Dalla battaglia per il divorzio a quella per una piena laicità e liberalità dello Stato (e del mercato)



Quel 13 maggio rimarrà sempre nella nostra memoria.
Sono passati ben 34 anni da quanto l'Italia divenne un Paese un po' più civile.
Un po' più civile pur in un clima di oscurantismo clericale e ciò, ironia della sorte, proprio grazie a quel clerical-democristiano referendum contro la legge sul divorzio sostenuto dalla DC e  - pur indirettamente - dal Vaticano, e che fu battuto sul campo dalla maggioranza degli elettori italiani che confermarono così la legge del socialista Loris Fortuna e del liberale Antonio Baslini e che ancor oggi consente, appunto, lo scioglimento dei matrimoni.
Fu sicuramente una vittoria liberale e socialista, radicale e repubblicana, con un timidissimo apporto dei comunisti di Enrico Berlinguer che pure - da conservatore qual'era - era contrario così come molti esponenti dell'allora PCI.
Oggi che l'Italia è profondamente mutata nel costume e soprattutto nel panorama politico e parlamentare, continuiamo a soffrire di forti carenze nell'ambito dei diritti individuali e civili.
In campagna elettorale ed in Parlamento sono sempre tutti pronti a dichiararsi per "le libertà" e per "la democrazia", sì. Ma quella di sé stessi, non certo "degli altri".
E sono proprio questi "altri" che, laicamente, sentono la necessità di ricorrere alla ricerca scientifica per curarsi con l'utilizzo delle cellule staminali embrionali, di ricorrere alla ricerca per poter procreare con amore - certo - ma magari attraverso la fecondazione assistita in quanto non hanno altra naturale possibilità per avere un figlio.
Sono questi "altri" che non vogliono accettare di "statalizzare" o "clericalizzare" - mediante l'istituto del matrimonio  - il loro amore, ma di vivere come una famiglia. Perché lo sono. Di fatto. E poco importa il loro orientamento sessuale: sono unicamente affari loro.
Sono questi "altri" che vogliono fumarsi le canne in santa pace e senza disturbare nessuno, in appositi locali, senza il continuo doversi rivolgere alla criminalità organizzata ed alle narcomafie.
Sono questi "altri" che non hanno altra fede se non la responsabilità individuale e quindi collettiva e che sono consapevoli che ogni diritto corrisponde sempre e comunque ad un dovere.
Primariamente verso sé stessi e quindi verso la collettività.
E si lasci fuori "Dio" nominandolo invano. E così le elucubrazioni religiose che francamente nel mondo "profano" lasciano il tempo che trovano, al punto che il Papa ha influenza unicamente nel Parlamento italiano alla faccia della libertà, della democrazia e della sovranità dello Stato italiano sancita sin dal Risorgimento.
L'attuale Presidente del Consiglio apra gli occhi, taciti i Giovanardi di turno, e non ci deluda così come non ci ha deluso attraverso la presentazione della sua compagine ministeriale costituita in prevalenza da laici e liberalsocialisti.
Apra gli occhi alla libertà nella responsabilità, ovvero alla laicità dello Stato che sempre più sta priemiando la Liberaldemocrazia europea a scapito della sinistra tradizionale e socialburocratica.
I fatti, peraltro, hanno dimostrato che anche in Italia l'elettorato cattolico militante è minoritario (vedasi i magri esiti dell'UDC) e che la società nel suo complesso è capace di ragionare possibilmente con la sua testa.
La sfida, insomma, caro Silvio Berlusconi, è, come diciamo da tempo, fra Liberali e Conservatori.
Liberali nei diritti ovvero rigorosi nei doveri in quanto, come amava ricordare incessantemente il nostro Giuseppe Mazzini, questi ultimi sono alla base della convivenza civile.
Semplicemente Liberali contro i bigotti, i maniaci dei dogmi, i neo-medievali, i conservatori dell'economia protetta con dazi e misure antiliberali, i protettori ad oltranza di chi un lavoro già ce l'ha, i difensori del posto fisso statale a vita anche se questo non rende nulla.
Non dimentichiamoci, quindi, della battaglia sul divorzio che è in sé l'emblema del rinnovamento sociale e liberale di un Paese che per troppo tempo ha oscurato la cultura del Secolo dei Lumi, ma il cui elettorato ha, spesso, alla fine, dato ragione al buonsenso della libertà individuale.
Ovvero collettiva.




Luca Bagatin



15 maggio 2008

AFORISMI UMORISTICI (ma non meno veritieri) by Luca Bagatin




Ho un'immensa fiducia nel futuro.
E ciò in quanto sono consapevole che dobbiamo morire.

E' assolutamente fondamentale guardarsi le spalle in questi tempi di sicure insicurezze.
Specie se si hanno problemi di forfora !

Il tempo, in sé, non è che un'illusione che, per molti, diventa financo una costrizione.
Quando affermate: "Non ho tempo !" chiedetevi sempre se ciò che vi manca, in realtà, è la motivazione di intrarprendere qualcosa.

Il tempo è sempre e comunque proporzionato a quanto ne vuoi o ne devi perdere.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini