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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 agosto 2008

APPUNTO SULLA PRIMAVERA DI PRAGA


Ecco perché ancora una volta l'On. Walter Veltroni dovrebbe rinfrescare la sua di memoria.
Ecco perché l'On. Walter Veltroni dovrebbe abiurare al suo passato e dire la verità sui suoi "compagni", oggi "amici democratici".
Democratica era anche la Repubblica "Democratica" Tedesca. Peccato che quel "democratico" significasse "sovietico" ovvero "fascista rosso". Così come "democratico" era il Fronte "Democratico" Popolare che vide uniti i comunisti di Togliatti e i socialisti filo-sovietici di Nenni nelle elezioni politiche italiane del 1948 (nelle quali furono fortunatamente sconfitti).
Eh sì, bello essere "democratici" come il confusionista Barack Obama che ancora non ha deciso se andare a braccetto con i terroristi oppure no.
E così l'On. Veltroni inneggi pure a Obama e anche a quel Kennedy che fece piazza pulita dei vietcong. Bell'esempio di "democrazia". Tanto per non dire che il Pci di Berlinguer era amico dell'Urss (dalla quale comunque pigliave i finanziamenti).
All right, mi fermo qui.
Cedo la parola all'amico Lanfranco Palazzolo collaboratore di Radio Radicale e della Voce Repubblicana che, con l'articolo che segue, ci apre nuovamente gli occhi sul Pci e sulla sua bella storia "democratica" di cui, ahilui, anche l'On. Veltroni fa parte.

Luca Bagatin

Appunto sulla Primavera di Praga

20 agosto 1968:
Quel silenzio dei compagni comunisti
di Lanfranco Palazzolo

Diciamo la verità. Questo anniversario dell'irruzione dei carri armati Sovietici a Praga è passato in sordina su alcuni quotidiani. Adesso tutti diranno che la posizione del Pci fu lungimirante perchè il Partito comunista italiano aveva criticato quell'azione militare con la celeberrima formula del "grave dissenso".
Eppure i compagni del Pci furono i primi ad essere informati di quello che stava accadendo a Praga. Perchè non lanciarono l'allarme su quell'attacco e rimasero in silenzio?
Ma vediamo dove si trovavano in quel momento i dirigenti del Pci. Emanuele Macaluso era in vacanza in Urss, il segretario del Pci Luigi Longo si trovava a Dobi, vicino Mosca, Giancarlo Pajetta si trovava tra Odessa e Yalta. Il funzionario di turno del Pci il 20 agosto del 1968 è Armando Cossutta che viene chiamato, insieme a Maurizio Ferrara, dall'ambasciata sovietica che deve dare una comunicazione urgente al Pci. A dare questa comunicazione è l'ambasciatore Nikita Rijov. Sono le 19.30 di quel giorno. L'ambasciatore sovietico riceve Armando Cossutta e gli altri funzionari comunisti e, tra un pasticcino e l'altro, gli spiega che i carri armati sovietici stanno per entrare a Praga. Cossutta gli chiede chi ha dato quell'ordine. L'ambasciatore Rijov non specifica. L'atmosfera è imbarazzante. I funzionari comunisti se ne stanno per andare quando ad un certo punto l'ambasciatore gli corre dietro pregandogli di non dire niente a nessuno. C'è stato un semplice errore di comunicazione. La notizia è coperta da embargo. L'ambasciatore non aveva letto bene il telex da Mosca.
A quel punto Maurizio Ferrara ed Armando Cossutta sono gli unici dirigenti occidentali a sapere quello che nessun altro funzionario di un partito comunista occidentale conosce. Cossutta e Ferrara corrono a l'Unità e si mettono in contatto con i funzionari di partito e i corrispondenti de l'Unità che si trovano a Mosca: "Qualcosa di nuovo?". La risposta è: "No, non è accaduto nulla". Ma alle 02.00 di notte del 21 agosto arriva il primo flash di agenzia: "Truppe corazzate del Patto di Varsavia convergono su Praga". I compagni del Pci hanno rispettato la consegna del silenzio. Spetta alla dirigenza del partito scrivere il comunicato sul "grave dissenso" del Pci. Lo stesso "grave dissenso" del Partito comunista rumeno.
Ma tale dissenso non servirà certo a rompere con Mosca. Anzi, a ribadire che l'Italia - come disse qualche giorno dopo Pietro Ingrao alla Camera - doveva uscire dalla Nato......




27 agosto 2008

Laicità e Religiosità per un nuovo 20 settembre italiano ed europeo


Marco Pannella scrive: "Credo che sia giunta di gran tempo l’ora di sottolineare che il 20 settembre 1870 (data della Breccia di Porta Pia e della liberazione di Roma dal potere pontificio) ha avuto un significato e un valore grande nella storia europea ed internazionale, sul piano istituzionale, politico, laico e religioso" - ed aggiunge - "che da tempo le tradizionali celebrazioni del XX Settembre, a Porta Pia mi sembrano troppo poco europee come dovrebbero essere".
E così, il leader storico dei Radicali lancia il primo Convegno di studio sulla laicità in ambito europeo con l'intento finale di celebrare l'anniversario del 20 settembre di quest'anno a Londra, una delle più grandi metropoli occidentali ed europee che, peraltro, fu la patria d'esilio di Giuseppe Mazzini: Apostolo e propugnatore dell'Unità Italiana, della Repubblica e della Laicità dello Stato.
E così, dal 27 al 29 agosto, presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, il Partito Radicale Transnazionale assieme all'Alleanza dei Liberaldemocratici Europei (Alde), ha indetto un Convegno dal titolo:  “Religiosità e laicità di fronte alla violenza fondamentalista”.
Come ci ricorda Pannella, esso può essere occasione per parlare anche "del 20 Settembre italiano e della fine degli Stati Pontifici”; “Ernesto Nathan londinese e romano: radici culturali e politiche familiari e britanniche, vicenda storica italiana”; “Lord Acton e gli eventi religiosi e politici degli anni ‘860 e ‘870 pontifici e italiani”; “Cause e conseguenze in Europa, nel mondo politico, in quello religioso (in particolare cattolico, evangelico, anglicano), in quello massonico e laico”; “Cause e conseguenze francesi del 20 settembre 1870, dell’Unità italiana e della Terza Repubblica”…
Dal Risorgimento liberale italiano, insomma, a quello Europeo. Ovvero a quel grande movimento borghese e popolare, liberale e repubblicano, laico e massonico, che ha portato via via alla caduta dell'Assolutismo monarchico ovvero al suo ridimensionamento e contemporaneamente all'affermazione di una nuova religiosità laica al servizio dell'individuo e dell'Umanità. Una religiosità al di là dei dogmi e al di là delle differenze di classe sociale, propugnata dal Mazzini sin dai tempi clandestini in cui scriveva sulla stampa inglese e che giunse ad influenzare positivamente gli Stati Uniti d'America in favore delle lotte risorgimentali italiane.
Questa volta Marco Pannella ci ha proprio preso. Piuttosto di organizzare la solita ed ennesima manifestazione radicale a Porta Pia, apre all'Europa ed a tutta la cultura laica e risirgimentale. Ma anche alle verie Chiese e forme spirituali che saranno peraltro presenti al Convegno con rispettivi relatori: cristiani, ebrei, muslulmani e buddhisti.
Un momento di confronto spirituale ed umano.....sotto i Lumi di Porta Pia !




Luca Bagatin



27 agosto 2008

MINUETTO






25 agosto 2008

"In nome del Papa Re" di Luigi Magni e la perdita di memoria degli italiani



Ho una particolare predilezione per i film storici di Luigi Magni: è l'unico regista italiano che sia veramente riuscito a raccontare in chiave appassionata ed ironica il Risorgimento garibaldino e mazziniano.
Mi è tornato in mente alcune sere fa, rivedendo per l'ennesima volta - sempre con grande piacere - "In nome del Papa Re", del 1977, un film drammatico ed al contempo fortemente ironico grazie alla comicità sorniona e ciociara di Nino Manfredi.
Nel film, ambientato nel 1867, Nino Manfredi interpreta il Cardinale Colombo, giudice della Sacra Consulta di Papa Pio IX il quale si trova a giudicare tre giovanissimi rivoluzionari garibaldini romani, i quali fecero saltare una caserma di zuavi pontifici.
Uno di essi, Cesare Costa, nato nel 1849 ai tempi della Repubblica Romana, risulta essere figlio del Cardinale avuto da una relazione con una contessa allora parteggiante per i rivoluzionari. Il Cardinale, pertanto, fa di tutto per salvare il figlio nascondendolo in casa sua e, nel tribunale ecclesiastico, fa un'arringa in difesa anche degli altri due compagni: Monti e Tognetti. Un'arringa nella quale egli parla di Monti e Tognetti come di militari di un esercito avverso al Potere del Papa e non di due miserabili delinquenti, un'arringa piena di sottile ironia farcita d'intercalare romanesco, che si fa beffe financo degli altri Cardinali e dello stesso tribunale, il quale peraltro ha già deciso di condannare i giovani garibaldini a morte.
Cesare Costa sarà ucciso da un'imboscata tesa dal marito della contessa in quanto ritenuto un suo amante, mentre Monsignor Colombo sarà redarguito dai Gesuiti i quali vorrebbero obbligarlo a convincere Papa Pio IX a non concedere alcuna grazia o clemenza ai condannati a morte.
Il Cardinale rifiuta sdegnato al punto che, nell'ultima e emblematica scena del film, egli si rifiuterà di dare la comunione al capo dei Gesuiti e reciterà la messa in suffragio proprio dei patrioti Monti e Tognetti i quali, storicamente, furono gli ultimi martiri della barbarie del Potere Temporale dei Papi, il quale sarà definitivamente deposto il 20 settembre 1870 con l'ingresso dei bersaglieri italiani a Porta Pia.
Luigi Magni, con tutti i suoi film, da questo sino a "La notte di Pasquino" del 2003, sempre con protagonista Nino Manfredi, ci ha mostrato il lato popolare e civile del Risorgimento spesso dimenticato e vilipeso da coloro i quali reputarono e reputano tutt'ora Mazzini un pazzo terrorista e Garibaldi un brigante in camicia rossa.
Vorrei ricordare ai vari Antonio Socci (che definì in un suo libro il Risorgimento come una dittatura anticattolica), ai vari leghisti del nord che insultano l'Inno di Mameli e a quel Sindaco siciliano che ha distrutto la targa a Garibaldi nella piazza del suo paese, che senza quei martiri democratici, liberali, repubblicani, ebrei e massoni, oggi l'Italia non solo non sarebbe unita, ma sarebbe anche meno libera.
Forse costoro trovano più "sanamente laico" e "sanamente liberale" il governo del Papa non più Re, ma che dal pulpito Vaticano continua a pontificare anche su questioni che non riguardano la fede bensì....la politica interna di uno Stato democratico e repubblicano qual è l'Italia.
Permettetemi una piccola divagazione.
In questi giorni Walter Veltroni dice una cosa vera, peccato che a dirla sia lui che, quindi, smentisce sé stesso.  Egli dice che la vera epidemia del nostro tempo è la perdita di memoria.
Infatti se gli italiani ricordassero, magari per mezzo dei film di Luigi Magni, il Pd sarebbe ridotto al lumicino.
Ricorderebbero che l'Italia l'hanno fatta gli unici democratici possibili: mazziniani, garibaldini e liberali. Ovvero coloro i quali nel '900 diedero vita agli unici partiti democratici esistenti: PRI, PSI e PLI.
Walter Veltroni apparteneva ad un partito che prendeva direttive e finanziamenti dalla dittatura sovietica. Gran parte dell'apparato del Pd proviene da quelle file, nonostante il tentativo (per molti versi riuscito) di.....cancellare la memoria degli italiani dando una mano di bianco, rosso e verde al simbolo della quercia con la falce e martello e chiamarlo Partito Democratico.
La vera epidemia del nostro Paese è la perdita di memoria. Se fosse diversamente i vari Veltroni, Di Pietro, Berlusconi, Fini, Bossi ecc.... non avrebbero sicuramente cittadinanza politica e l'Italia avrebbe nuovamente dei partiti storici sui quali contare davvero.





Luca Bagatin



23 agosto 2008

Ricette liberali per garantire un futuro al lavoro ed all'impresa



Parliamoci chiaro, l'innalzamento dell'età pensionabile è inevitabile e financo utile: ai lavoratori e all'econimia italiana.
Ben venga quindi il progetto del Governo di innalzare nuovamente l'età pensionabile così come avviene in tutta Europa: la vita media è aumentata e la crisi economica di questi anni ci impone di lavorare di più.
Giuliano Cazzola, economista e Vicepresidente della Commissione Lavoro, oltre a capirne di economia è anche un socialista ex sindacalista e da decenni propone l'innalzamento dell'età pensionabile anche per le donne, così come avviene in tutta l'Europa economicamente al passo con i tempi (a differenza di Italia, Austria e Grecia).
A tutti piacerebbe andare in pensione quanto prima, certo.
A tutti piacerebbe financo forse non lavorare e godere dei propri interessi personali.
Purtuttavia è necessario essere pragmatici: è economicamente insostenibile da parte degli istituti di previdenza e da parte dell'economia italiana nel suo complesso mantenere un'età pensionabile così bassa.
Per cui il "male minore" che possa in qualche modo mettere d'accordo tutti (anche se la "concertazione" è un aspetto non sempre così positivo per i lavoratori, specie per i precari, e per le imprese....lo abbiamo visto più e più volte) è l'innalzamento dell'età pensionabile a 65 anni o 35 anni di contributi.
L'attuale Governo propone una ricetta un po' più timida a dire il vero: 62 anni fermo restando i 35 anni di contributi.
Ad ogni modo queste sono le misure minime per garantire le generazioni future e per "salvare" gli istituti di previdenza dal tracollo.
Ovviamente si può essere più drastici, ma anche più liberali: abolire le pensioni del tutto e così gli istituti di previdenza, permettendo così al lavoratore di guadagnare di più in busta paga, ovvero fargli percepire il netto che non andrebbe più nelle casse dell'Inps, bensì direttamente nelle sue tasche. In tal modo sarebbe il lavoratore stesso a gestire i suoi soldi, ovvero a decidere come come investire il danaro da lui stesso guadagnato e conseguentemente di andare in pensione quando meglio crede.
Egli può decidere di investire in un'assicurazione previdenziale privata oppure risparmiare in proprio la quota che sarebbe dovuta andare all'Inps (e di cui attualmente il lavoratore non sa in effetti che fine fa....).
Questa, come ho detto, è una ricetta squisitamente liberale. Giusta sotto il profilo individuale (il lavoratore percepisce uno stipendio netto più alto che può gestire liberamente senza "furti" statali) e fruttuosa sotto il profilo economico (risolta la questione dell'età pensionabile in quanto il lavoratore troverà conveniente continuare a lavorare. Diversamente potrà sempre scegliersi di ritirarsi prima dal lavoro avendo guadagnato meno).
E' una ricetta che purtuttavia l'Italia difficilmente saprà applicare o vorrà applicare (ed in questo il PdL e il Pd sono equamente statalisti e antiliberali, nonostante gli illuminati liberali e liberalsocialisti Cazzola, Brunetta, Sacconi e Capezzone) in quanto in questo medievale Paese il concetto di responsabilità individuale (concetto ben noto alle culture anglosassoni protestanti e luterane) è del tutto sconosciuto....e questa è la principale causa del suo mal.




Luca Bagatin



22 agosto 2008

NEWTON: Crudités ou Cruauté ?




20 agosto 2008

SIATE I PILOTI DELLA VOSTRA ESISTENZA !



Più il tempo passa e più ho orrore della malattia. Delle malattie.
Specie di quelle che ti provocano la paralisi. Totale o parziale del tuo corpo. O quelle che ti portano alla completa distruzione del cervello (poco importa se il tuo cuore batte ancora: di un cuore senza cervello non te ne fai francamente nulla).
Non riesco a non commuovermi e a non rimanere coinvolto dalle storie e dagli articoli che, ogni mese, leggo su Agenzia Coscioni: il mensile dell'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica.
Chi riesce sempre a carpire la mia attenzione è Severino Mingroni, affetto dalla Sindrome di loked-in dal 1995.
Da quell'anno i suoi nervi sono venuti meno e tutt'ora vive immobile e comunica solamente per mezzo di un computer azionato attraverso piccoli movimenti della sua testa per mezzo di un HeadMouse.
Severino, che scrive dal Satellite HotBird, come dice lui che scrive con difficoltà inimmaginabile anche a causa della mancanza di Adsl e della banda larga nella sua zona di residenza, mi riporta alla mente una persona che mi è molto cara, disabile dalla nascita.
E poi mi riporta alla mente un'esperienza personale, sicuramente diversa, ma che mi ha fatto riflettere moltissimo sulla possibilità di rimanere immobilizzati da un giorno all'altro.
Era l'estate del 2002 quando mi sono risvegliato nel mio letto, incontinente e senza riuscire a muovere un muscolo.
Il mio corpo era completamente immobile ed indolenzito.
Temetti il peggio. Piansi. Senza riuscire a muovere un solo muscolo della faccia le mie lacrime uscivano copiose.
Poi, a fatica, cercai di liberarmi dalla cappa d'immobilità come se sopra di me vi fosse un macigno enorme.
Vi riuscii. Caddi dal letto. Mi rialzai con forza.
L'addome mi faceva male. Così il petto. Non sentivo le gambe.
Una volta ripreso il totale controllo del mio corpo chiamai la guardia medica, la quale non riuscì a diagnosticarmi nulla.
Il che mi preoccupò ancora di più.
Idem il mio medico di fiducia.
Solo con visite più approfondite i medici riuscirono a comprendere che ero soggetto ad attacchi epilettici di bassa intensità, ma tali da bloccarmi il sistema nervoso articolare.
Una cura farmacologica "ad hoc" mi salvò ed oggi quel senso di oppressione fisica è solo un ricordo.
Un bruttissimo ricordo che tuttavia mi ha permesso di comprendere a fondo che cosa significa svegliarsi e rimanere improvvisamente completamente paralizzati.
Paralizzati con il solo uso della testa. Che non sente più il tuo corpo.
Riesco quindi a comprendere Severino e così Piero Welby e così Luca Coscioni e anche la mia cara amica di cui ho brevemente parlato.
La Scienza e la Ricerca, certo, possono fare moltissimo.
Peccato che siamo in Italia.
Peccato che siamo ancora nel Medioevo.
Peccato che qui il "diritto alla vita", per taluni, si traduca un "obbligo ad una vita malata".
E' l'eterno calvario al quale ti condanna la Chiesa dominante e lo Stato italico: eterni custodi del tuo libero arbitrio.
Pietro Ravasin di Treviso, malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica dal 1998, autore del primo testamento biologico in video, in una intervista ha detto una frase lapidaria: "Dio ci ha dato la libertà di scegliere con la nostra testa, non con quella degli altri".
Dio, infatti, una coscienza, ce l'ha.
A chi questa coscienza manca, in quanto sostiuita dalla follia e dall'elucibrazione mentale insana, è il custode del Dogma.
Un Dogma che si fa Potere politico per taluni e totale psicosi per i molti che si lasciano "cullare" da esso.
"Le Religioni che cosa avranno mai a che vedere con Dio ?" Mi chiedevo io, da sempre attratto dalla spiritualità, all'età di 10 anni. Da allora smisi di andare in Chiesa e piansi.
Allora piansi perché ogni volta che le elucubrazioni dogmatiche dei preti, dei vescovi e del Papa facevano capolino, sentivo che Gesù veniva inchiodato alla Croce una seconda volta.
Con il tempo approfondìì ed approdai alla Gnosi. Vidi Gesù in chiave più ampia, come un Maestro, accanto a Buddha, Krishna, Maometto e Zoroastro.
Imparai a comprendere come il Dio della Bibbia fosse crudele e mistificatore e come la Conoscenza, la Gnosi, fosse il mezzo per comprendere il Divino che è nel Tutto e in Tutti.
Rispetto ed incoraggio, quindi, da sempre la libera ricerca individuale.
Tornando alla questione delle malattie, della sofferenza, esse sono certamente un mezzo per comprendere meglio chi siamo e ciò che ci circonda. In quanto individui pensanti e dotati di tutte le potenzialità per costruire un presente ed un futuro dignitoso e libero dalle oppressioni del corpo e quindi dalle malattie e dalla vicissitudini che provocano sofferenza.
Sono pertanto assolutamente convinto della necessità di ricorrere a tutti i mezzi messi a disposizione dell'ingegno umano a tal fine: libertà di ricerca scientifica, quindi, ma anche sviluppo e potenziamento di tutte quelle tecnologie che consentono a persone come Severino Mingroni di comunicare (e quindi di vivere).
E poi c'è l'eterna questione del Testamento Biologico.
Redigetene uno come suggerito al link dell'Associazione Coscioni: http://www.lucacoscioni.it/testamento_biologico
Non lasciate che qualcun altro decida per voi sulla base di superstizioni, elucubrazioni o convinzioni personalissime che nulla hanno a che vedere con la vostra intima coscienza, con la vostra vita della quale potete disporre in quanto: vostra !
Siate ora e sempre i "piloti della vostra esistenza".


Luca Bagatin



18 agosto 2008

BEAT BEAT.....Bagatin Beat.....BEAT BEAT....Suttora Beat......BEAT BEAT.....AnneHathaway Beat.....BEAT BEAT......Beati i Beat !



Il giornalista Mauro Suttora ama sfottere la mia passione per Anne Hathaway, nota attrice ventiseienne (ad oggi) nata a Brooklyn che, per il mio idoma, è e rimane Broccolino.
Come lo zio Broccolino, quello che ha fatto fortuna in America come America Ferrera, che con la sua bruttezza, ha fatto la fortuna di Ugly Betty: nota segretaria sfigata che ricorda tanto il sottoscritto all'età di 6 anni.
Mauro Suttora è praticamente culo & camicia con la Hathaway. Le sue intervista alla donzella sono financo apprezzate da Lanfranco Palazzolo: il che è tutto dire !
O, intendiamoci: ho una concezione del tutto particolare della bellezza femminile. Stravedo per le efebiche dagli occhi enormi nei quali perdersi (per sempre), le darkettone, le sick, le lesbiche, le dure, le impure. La Hathaway versione horror-sick per me sarebbe il top del sexual e dell'artisticamente rilevante.
E così non mi rimane che attendere l'arrivo del Suttora a braccetto della Hathaway di cui sopra, a Pordenonelegge: rinomata kermesse letteraria pordenonese ove si scialaqua danaro pubblico che è un piacere, con sommo gaudio del pueblo unido bassian-friulico, amante delle piccole vacanze, ma che non conosce Alberto Arbasino (eppur si fa autografare le sue opere omnie).
E così dal 19 al 21 settembre, nona edizione di Pordenonelegge appuntocom avrò la possibilità ( ? ) di conoscere e spolpare viva la bella Anne con tanto di permesso ufficiale accordatomi dall'autore di "Pannella & Bonino SpA", nonché collaboratore di Oggi, Libero, Il Foglio, Newsweek (cazzo, Mauro ! Con tutte queste collaborazioni non è che riesci a intruppare anche me da qualche parte ?).
Nel frattempo mi trovo a pensare a due Elene: una che "is Red", un'altra che è al mare.
La prima, a dirla tutta, è in Giappone. Che ci sia andata a fare non saprei proprio dire. Certo che se c'è in giro quel tale Dante lo Scoreggiante, quello che ne fa una e ne fa tante e che quando ne fa una al limone fa scappare tutto il Giappone....beh: è un casino !
La seconda (collaboratrice de La Sicilia e quindi non seconda a Suttora) è una Stella Mattutina. Nel senso che mi tira giù dal letto la mattina a suon di sms (leggi: essemmesse) come nel novembre dell'anno scorso fece Mina Welby informandomi che stava per leggere la relazione sulla Libertà di Ricerca Scientifica al Congresso di Padova....al quale mi sarei recato solamente cinque ore dopo !
Sto scrivendo questo mio sproloquio nel corso di questa lunga Notte di San Lorenzo: di stelle cadenti nemmeno l'ombra (anche perché è buio !).
Dicono che c'è un ritardo come quando supponi di aver calzato (calzato ? cazzato !) un preseva bucato.
Lo sciame di meteore è previsto fra l'11 e il 12 agosto augurandoci di non beccarne una in testa altrimenti l'incubo dei Galli di Goscinny e Uderzo si concretizzerà: il cielo che ti cade sulla testa ! Sai che roba, sorbole !
Roba da orbi che prendono botte da orbi senza vedersi nelle palle degli occhi non tanto in quanto ipovedenti, ma proprio in quanto orbi !
Beato quindi Suttora che è tornato da Pechino indenne; beata la Hathaway che si è liberata da Follieri, pugliese come il pane, ma non altrettanto buono; beata Helena (de la bela Turin) che is Red e beata anche Elena Orlando che è al mare a Panarea senza che nessuno le tiri un panaro di arancini e quindi la faccia piangere come Sbriciolina dopo le magrissime vendite del suo primo (e ultimo, sperem !) libro che il sottoscritto si è rifiutato di recensire.
E beato anche il già citato Lanfranco Palazzolo di cui mi onoro di essere fra i link (l'unico, l'inconfondibile, l'inibitabile ! Neanche fossi un Glen Grant).
Beati tutti voi imbattuti vacanzieri.
Per quel che mi riguarda, come da copione (copione ! Guarda che lo dico alla maestra !) preferisco rimanere  qui, Beat come sempre !



PS: tutti i personaggi citati sono di fantasia. E, se non lo sono, allora significa che la realtà supera la fantasia come l'allievo (Bagatin) supera il Maestro (Pinketts).
Ad ogni modo auspico che nessuno dei succitati mi quereli per affamazione.
L'unico affamato, qui, sono io. E si consideri che, nonostante debba dimagrire (pena il collasso cardiovascorossicircolatorio), non ho alcuna intenzione di mettermi a dieta così presto.




14 agosto 2008

"Confessioni di un'anima amareggiata": racconto dell'orrore by Luca Bagatin



Ero un bambino cattivo cattivo.
Mia madre diceva che ero "il figlio della colpa". Nato da uno stupro.
Avevo 3 anni quando fui colto dal mio primo attacco epilettico.
Forze oscure mi trascinavano in giro trattenendomi per i capelli e cantilenando nelle mie orecchie. Mentre io ansimavo e mi contorcevo su me stesso sbavando e rantolando.
Fu allora che pensai per la prima volta di uccidere mia madre.
Ma ella morì di apoplessia qualche anno dopo, quando io mi trovavo al brefotrofio ove ella mi aveva fatto rinchiudere per non pensare più a me.
Le mie giornate passavano grige e monotone, osservando fuori dalla finestra tenerissime bambine con le treccine bionde che, appena mi vedevano, scappavano inorridite.
Ero brutto, evidentemente. Non sapevo, allora, di avere una malattia della pelle che si manifestava con pustole ed eritemi lungo le guance ed il naso.
Non mi era permesso guardarmi allo specchio.
Crebbi nella totale solitudine, fra gli scherni e le botte dei compagni più grandi e quelli delle suore che mi facevano passare lunghe giornate in ginocchio in quanto ...."ero il figlio dela colpa".
Come tutti i ragazzi di quell'età, a 15 anni, mi innamorai. Della figlia del Direttore. Una tenera ragazzina degli occhioni blu nei quali sentivo - per la prima volta - di trovare conforto.
Mary Beth sembrava capirmi solo con lo sguardo.
Mi misero a suo servizio: le portavo la colazione, il pranzo e la cena. E spazzavo e riordinavo la sua stanza.
Un giorno ella volle parlarmi e per questo chiuse a chiave la porta della sua stanza. Con noi dentro.
- Mi fai tanta pena, sai ? -
Io non le risposi. La guardai con durezza. Quelle parole mi ferirono.
- Scusami....spero di non averti offeso. E' solo che penso dovrei compatire la tua sofferenza. E' una cosa che una ragazza della mia età dovrebbe capire, no ? -
La guardai. Ero allo stesso tempo perplesso e rabbioso.
- Insomma, tu sei un servo per me, però.....però dovrei essere più generosa e comprensiva con te se un giorno occuperò una posizione nella società... -
Mi mancava il fiato. Le gambe non mi reggevano. Mi uscirono le lacrime.
Mary Beth era riuscita ad affondare la sua lama invisibile nel mio cuore. E l'aveva fatto senza apparente "cattiveria". Solo per "convenzione", magari.
- Oh, però, stammi lontano. Le pustole della tua faccia hanno un cattivo odore.... -
Corsi fuori dalla stanza, intenzionato a buttarmi giù dal balcone.
Mr. Beth, il Direttore del brefotrofio mi fermò e mi diede uno schiaffo in pieno volto facendomi rotolare a terra. Poi ebbi una crisi. Convulsioni.
Poi più nulla.
Non è esatto dire che uccisi la figlia del fornaio. Ne feci dei dolci.
Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii al fornaio ed ai suoi clienti.
Feci un figurone. Elizabeth era prioprio una bambina dolce !
Fu quando la signora Livraghi, cantante italiana, mi invitò da lei con la scusa di portarele il pane che, forse, ritengo, esagerai.
La signora Livraghi, un donnone di 50 anni suonati, aveva un debole per i ragazzini. Riuscii a divincolarmi dalla sua presa gettandole un ferro da stiro rovente sul seno. Fu un gioco da ragazzi aprirle la testa in due con la mannaia che il marito utilizzava per scuoiare i maiali.
Una volta fatta a pezzi, finì in un pentolone al quale aggiunsi uova, burro, farina e cioccolato a volontà. La signora Livraghi amava in dolci. Chissà se avrebbe mai immaginato di poter diventare lei stessa una prelibatezza per il palato......dei bambini.
Mangiai alcuni squisitissimi dolcetti e ne diedi a volontà ai bambini della parrocchia che cambiarono ben presto opinione su di me e non mi chiamarono più "il mostro" per la mia pelle squamosa ed il mio incedere claudicante.
Eh, sì, forse, con la signora Livraghi devo avere esagerato.....nelle dosi del burro.
Il burro fa male, specie ai bambini. Ne avrei tenuto conto la volta successiva.
Mary Beth si era fatta ormai una donna. Sposata al conte Von Sydow, ella non aveva più nulla da invidiare alle sue coetanee della buona società.
Fu quando il fornaio mi mandò da lei a recapitarle dei dolcetti (quelli proditti con il "contributo" di Elizabeth, se non ricordo male) che la rividi in tutta la sua matura bellezza.
Ella mi riconobbe a causa.....beh.....mi pare ovvio. Ebbe un fremito di paura.
- Non temere, bella Mary Beth. Prendi un dolcetto...... -
Lo mangiò con una certa voluttà mentre io la guardavo estasiato.
Finii per reciderle il collo con un taglio netto per mezzo di un affilatissimo tagliacarte.
La sua testa, fra le mie braccia, era ancora più bella.....e quei capelli.....
Con essi ne avrei fatto una parrucca per la moglie del fornaio......
Feci di Mary Beth un misto di carne tagliata che mi premurai di mettere accuratamente in un sacco di farina che avevo portato con me.
Giunto alla cucina del fornaio, con un po' di uova, riuscii a friggere quelle carni sfrigolanti e a realizzarne dei gustosi antipastini panati con i quali cenai allegramente in compagnia del buon fornaio e della moglie.
Come sono lontani i tempi del brefotrofio......e chi mai avrebbe pensato che la mia qualità più grande fosse quella della cucina !
Mi intristisce solo pensare che, qui, al manicomio criminale, nessuno dei miei compagni si fidi di mangiare i succulenti piatti che preparo con quel che mi passa la mensa.


Questo racconto è ispirato alla vicenda reale di Leonarda Cianciulli, serial killer italiana dei primi del '900, detta La saponificatrice di Correggio.
Alcune parti del testo sono in parte copiate dal suo memoriale redatto in carcere dal titolo "Le confessioni di un'anima amareggiata".

Luca Bagatin



12 agosto 2008

Costruire la Casa di tutti i Liberali e Repubblicani


Con la nuova legge elettorale per le europee che ci attende o si raggiunge il fatidico 4% oppure addio rappresentanza.
Certo che la stanno "confezionando" proprio bene, questa leggina, in modo che ad essere rappresentati nel Parlamento Europeo per l'Italia, siano solamente i "partiti di plastica" senza alcuna cultura politica alle spalle.
Iniziamo con il PdL: si propone quale reppresentante del Partito Popolare Europeo per quanto al suo interno vi siano componenti che con il popolarismo europeo non hanno nulla a che fare: AN, il PRI, i Socialisti e i Riformatori Liberali.
Proseguiamo con il PD: è un ibrido fra postcomunisti (autoproclamatisi socialisti) e democristiani di sinistra (autoproclamatisi liberali) con l'aggiunta dei Radicali.
Per non parlare dell'IdV che si autoproclama liberale con un leader populista che giammai nella sua vita ha votato Liberale (infatti Di Pietro votava per la DC per sua stessa ammissione) o ha mai proposto qualche cosa di liberale in economia e nei diritti civili !
Ora, questi partiti raccolgono la gran parte dei voti degli Italiani, ma questo perché ?
Perché la sparano più grossa e perché sono seguitissimi dai mass-media.
Punto e stop.
Posto questo veniamo a noi che vogliamo costruire pragmaticamente una Casa Liberaldemocratica in Italia che ambisca almeno al 5 %.
E questo considerando anche quanto sta avvenendo in Gran Bretagna ove i Liberaldemocrats stanno diventando il secondo partito con buone possibilità di ambire il Governo del Paese scavalcando i Conservative !
L'ambizione non ci manca. Quel che manca sono i danari e le forze sul campo, questo è vero.
Si tratta purtuttavia di costituire un nucleo che veda protagonisti ed uniti: liberali, democratici, repubblicani e liberalsocialisti presenti in entrambi gli schieramenti oggi in lizza.
Partiamo dal PRI e dal PLI e aggreghiamo le varie Federazioni dei Liberali, il Forum per l'Unità dei Repubblicani, la rivista Libro Aperto, la Fondazione Ugo La Malfa, il quotidiano "L'Opinione delle Libertà", la rivista Terzarepubblica.it di Enrico Cisnetto, l'Associazione Società Aperta e settori liberali della UIL. Chiediamo anche il sostegno di opinion leader e degni economisti come Oscar Giannino (già nel Consiglio Nazionale del PRI) e Davide Giacalone.
Aggreghiamo le forze e i danari. Obiettivo: non far morire definitivamente i Liberali e i Repubblicani italiani e consentire loro una rappresentanza prima europea e poi italiana.
Del resto senza la cultura Libdem e Repubblicana l'attuale governo se la sarebbe sognata la svolta riformatrice. La lotta ai fannulloni, la proposta di abolizione delle comunità montana e le provincie, il ritorno al nucleare, la separazione delle carriere dei magistrati. Tutte battaglie storicamente Liberali e Repubblicane.
AN e Lega Nord, da partiti statalisti quali sono, hanno sempre ramato contro tutto ciò. Per fortuna che Silvio ancora c'è, è il caso di dire. E per fortuna che lui ancora li ascolta i Repubblicani e i Liberali.
Ma dopo Silvio ? E, soprattutto, siamo ancora convinti che questi due involucri di plastica PdL e PD, possano reggere così come sono ?
E...che cosa ci rappresentano, in sé ?
Ora, la cultura liberaldemocratica in Italia non è mai stata maggioritaria, però sino al 1992 quella cultura rapppresentata dal PRI e dal PLI riusciva a raccogliere almeno il 5% dei voti riuscendo ad arginare le spinte clericali della DC e quelle stataliste del PSI.
Oggi la sfida è ancora più dura. O si arriva al 4% o 5% oppure si è fuori.
Il glorioso passato non basta: si guardi al presente e si cerchi di costituire un Partito dei Liberali e dei Riformatori italiano. Un ELDR italiano, insomma, che guardi ad un'Europa politica più che economica. Che guardi ad una politica estera comune e a fianco degli Stati Uniti. Che parli di diritti civili. Che parli ai singoli individui e non alle masse.
Una forza che in Europa sta guadagnando consensi e superando ora i Popolari-Conservatori ora i Laburisti-Socialdemocratici.
A partire da settembre è urgente che riparta l'orologio d'una politica che in Italia veda protagonisti l'Edera del PRI ed il Tricolore del PLI.




Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini