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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 settembre 2008

Il ruolo dei Laici e dei Liberali per il futuro dell'Italia



Massimo Teodori, professore di Storia delle istituzioni degli Stati Uniti d'America all'Università di Perugia e già parlamentare del Partito Radicale prima e di Forza Italia poi, con "Storia dei laici nell'Italia clericale e comunista", completa un po' il ciclo di quei libri "clandestini" e "vieti" in quest'Italia, appunto, che ha visto i laici, liberaldemocratici, repubblicani e liberalsocialisti, relegati da sempre in un ruolo marginale. Pur essendo i vincitori della Storia e avendo costruito anche in questo Paese, le fondamenta di uno Stato civile, democratico e liberale.
Altro libro "vieto" è l'ormai quasi introvabile "Il Mondo 1949/66: Ragione ed illusione borghese" di Paolo Bonetti ed edito da Laterza negli anni che furono e che narra l'avventura del liberale Mario Pannunzio, del suo settimanale laico e dei suoi redattori "pazzi malinconici", già provenienti dalle file del Partito d'Azione, del Partito Repubblicano e del Partito Liberale. Nonché i contributi di quei socialisti in dissenso con la linea marxista del Psi di allora.
Massimo Teodori ci regalò anche, non molti anni fa, un volumetto da lui curato dal titolo "L'anticomunismo democratico in Italia: Liberali e Socialisti che non taquero su Stalin e Togliatti", edito dalla Fondazione Liberal ed in cui sono raccolti gli scritti di quei democratici e antifascisti italiani che si opposero con pari forza al comunismo sovietico ed italiano, con le sue violenze ed il suo autoritarismo.
Infine, sempre il Teodori, scrisse un pamphlet di denuncia nei confronti dei cosiddetti "atei devoti" o "laici pentiti", ovvero tutti quei politici e intellettuali che, partendo da posizioni laiche o financo atee, si ritrovano oggi a reggere la veste del Papa dei cattolici e plaudono alle sue ingerenze nella politica dello Stato Italiano.
Con "Storia dei laici", abbiamo ulteriormente modo di approfondire un antico filone storico e culturale che ha le sue radici nel Risorgimento mazziniano, garibaldino e cavouriano e che prosegue nella costituzione delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso da una parte e nell'edificazione dell'Italia Liberale dall'altra.
E così, la lotta al fascismo prima in nome della Repubblica ed al comunismo in nome della Libertà e dei valori occidentali passando per la lotta ai monopoli, ai Poteri Forti, alla speculazione edilizia, per il divorzio e la suola pubblica.
E così si va da Salvemini a Pannunzio, da Ernesto Rossi a Luigi Einaudi e Ugo La Malfa.
Pazzi malinconici, ma mai velleitari. Lucidi sognatori in perenne dialogo ed al governo con la Democrazia Cristiana, ma capaci di offrire un'alternativa ed un'argine laico ed occidentale ad essa ed al suo clericalismo imperante.
I laici di allora sognavano una Terza Forza liberaldemocratica e liberalsocialista che li unificasse. Il progetto fallì miseramente, spesso a causa di divisioni e gelosie dei vari partiti di riferimento.
Una riflessione sulla situazione attuale si impone.
Io sono fra coloro i quali ritengono che non si possa minimamente stare dalla parte dell'attuale opposizione di matrice cattocomunista e inconsistente su tutti i fronti, oltre che alleata ad un partito reazionario come l'Italia dei Valori.
L'attuale governo Berlusconi non è la panacea di tutti i mali, ma ha saputo dimostrare di risolverne taluni con misure liberali e financo socialiste: dalla cosiddetta Robin Tax sui petrolieri, alla lotta ai fannulloni, alla detassazione degli straordinari, all'emergenza rifiuti in Campania, alla recente proposta di Brunetta in favore dei diritti alle coppie di fatto.
Non a caso gli storici partiti laici (dal PLI al PRI al Nuovo PSI ai Riformatori Liberali) hanno, negli anni, preferito sostenere sempre la CdL o il PdL piuttosto che l'Ulivo o il Pd.
Certo, trattasi di un governo a sovranità limitata (Berlusconi non è eterno) e con, ahinoi, forti componenti reazionarie e sfasciste (penso alla fallimentare e proibizionista "guerra alla droga" o alla "guerra alle puttane e relativi cllienti").
E' per questo che oggi si può e si deve costruire l'alternativa per l'alternanza (come diceva Pannella, peccato che lui sia così confusionista da essere finito in pasto ai nipotini di Berlinguer e di Dossetti).
L'alternativa a partire dal sostegno contingente a questo governo, ma per garantire, nell'arco dei prossimi 5-10 anni, un'alternanza alla conservazione del PdL.
Per costruire un vero Partito della Libertà, della Laicità, della Democrazia Liberale. Un partito ancorato all'Internazionale Liberale e all'ELDR e che possa finalmente garantire anche all'Italia un vero bipolarismo o bipartitismo, se è questo che la maggioranza degli italiani vuole.
Ma un vero bipartitismo-bipolarismo, presuppone l'esistenza di culture politiche omogenee e radicate nella Storia dell'Europa e dell'Occidente.
E quindi: Liberali contro Conservatori.
Mi viene in mente la Gran Bretagna, ma anche la Francia, ove i laburisti e i socialisti hanno perso tutto il loro appeal riformatore, mentre i liberali avanzano. Portatori di nuovi diritti, di nuove opportunità individuali e quindi sociali.
In Italia la cosiddetta sinistra ha spazzato via il Partito Socialista prima, osteggia da sempre i Laici e i Liberali e, quando decide di fare opposizione, si appella al parolaio Di Pietro e ai suoi girotondi modaioli.
E' anche per questo che i Laici e quindi i Liberali di cui parla anche Massimo Teodori nel suo saggio, forti della loro Storia e cultura di governo, avrebbero la possibilità di fare un salto di qualità.
Non tanto e non solo per il loro bene, quanto per quello dell'Italia che altrimenti non conoscerà mai più una vera alternanza di governo capace di garantire il futuro a tutti noi ed alle generazioni future.

Luca Bagatin



26 settembre 2008

LA COSCIENZA SEGRETA DI ZENO by Peter Boom



L'INCOSCIENZA DEL SEN(n)O
presentazione by Luca Bagatin

Forse, più di qualcuno, avrebbe bisogno di psicacaZZizzarsi. Specie in quest'Italia dalla mentalità caZZolica.
Chiacchieravo la settimana scorsa con l'amico Peter Boom, attore olandese in pensione e curatore autogestito della rubrica "Teoria della Pansessualità" di questo blog. Parlavamo, fra le altre cose, anche di donne. Specie italiane ed eterosessuali. Ovviamente generalizzando (ma spesso ci si azzecca anche così....).
Siamo giunti ad una conclusione forse un po' azzardata (per taluni, ma non certo per noi !): si fanno un sacco di problemi e, spesso, se devono scegliere un "lui" lo scelgono in base al portafoglio e fanno di tutto per accasarsi ed accasarlo.
Sarà che la mia esperienza di ragazzo eterosessuale oramai misogino dichiarato (senza vergogna quello svergognato di Bagatin !) è sempre stata questa.
Epperò anche Peter, militante gay da una vita e proveniente dal Paese europeo dai costumi più liberi in assoluto, non ha potuto non comprendermi: "In Olanda è diverso, caro Luca ! In Olanda l'affetto è ancora un valore" e poi ha proseguito su come si scandalizzano gli olandesi pensando alle difficoltà incontrate dal Maschio Latino in Crisi da Decenni.....al punto che abbiamo padri di famiglia che vanno a travesta o a transessuali ! Cosa scandalosa per un olandese eterosessuale che non ha alcun problema nel trovare una compagna sin da quando è ragazzino !
Difficoltà vissute anche dai gay e dalle lesbiche italiani, spesso anche maggiori.
Eh....colpa di questa mentalità caZZolica, insomma ! Che oggi punisce financo le puttane e i relativi clienti.....sic !
Ora basta. Non voglio tediarvi oltre. Vi lascio pertanto ad una documentatissima analisi su Italo Svevo redatta proprio da Peter Boom.
Potete condividerne o meno le basi, ma, ad ogni modo, è un ulteriore strumento di approfondimento.
Financo letterario.

Luca Bagatin


LA COSCIENZA SEGRETA DI ZENO

Di Peter Boom

Quando ho letto il mio tascabile "La coscienza di Zeno" del grande Italo Svevo, mi è venuto subito il sospetto che Italo Svevo ovvero Ettore Schmitz fosse anche omosessuale. E' noto soltanto che il fratello della moglie Bruno Veneziani era in cura da Sigmund Freud per la sua omosessualità, anche se da queste cure non trasse alcun giovamento. Poi nella vita dello scrittore ci sarebbe da indagare sulla sua intima amicizia con il pittore Umberto Veruda. Veruda era un autentico Dandy, vestito impeccabilmente. Svevo inoltre era un uomo che barava (e chi non lo fa?), come risulta dalla storiella delle sigarette che lui aveva promesso alla moglie di non fumare più. Quando erano ancora fidanzati Svevo giurò a Livia Veneziani che non avrebbe più fumato per la durata di tre mesi. Livia come premio gli promise un bacio; erano veramente altri tempi e un bacio sulla guancia era già un atto abbastanza audace, pur tra due fidanzati.
Svevo invece fumò di nascosto durante l'intero periodo e alla scadenza andò dalla fidanzata a ritirare l'ambito, ma innocente premio.
Italo Svevo era grande amico di Joyce, il quale più tardi lo introdusse nei circoli culturali parigini.
Ora andiamo per gradi, cercando di leggere tra le righe nella "Coscienza di Zeno".
Nella breve prefazione il dottor S., lo psicanalista parla delle tante verità e bugie ch'egli ha accumulato nel libro.
Quali sono le verità e quali le bugie?
Prima di tutto bisogna rendersi conto che in quel tempo il sesso era ancora tabù, e che il solo nominare l'omosessualità costituiva sicuramente scandalo. La sessualità era tutta da nascondere e doveva servire unicamente alla procreazione, legittimata esclusivamente dal matrimonio. Poteva Svevo, nel caso fosse stato veramente omosessuale, parlare liberamente delle sue attitudini particolari? Assolutamente no. Il suo libro non sarebbe mai potuto uscire, e lui avrebbe senz'altro distrutto con ciò la sua famiglia e se stesso.
Cito letteralmente un breve passo della pagina 15 del tascabile Bompiani, nella quale lui descrive il suo incontro con il dottor Muli, che avrebbe dovuto guarirlo dal vizio del fumo nella sua clinica privata:
" Egli ci accolse in persona alla porta. Allora il dottor Muli era un bel giovane. Si era in piena estate ed egli, piccolo, nervoso, la faccina brunita dal sole nella quale brillavano ancor meglio i suoi vivaci occhi neri, era l'immagine dell'eleganza, nel suo vestito bianco dal colletto fino alle scarpe. Egli destò la mia ammirazione, ma evidentemente ero anch'io oggetto della sua.
Un po' imbarazzato, comprendendo la ragione della sua ammirazione ...".
A pagina 17: "Apersi un libro. Leggevo senz'intendere e avevo addirittura delle visioni. La pagina su cui tenevo fisso lo sguardo si copriva della fotografia del dottor Muli in tutta la sua gloria di bellezza ed eleganza. Non seppi resistere!"
Poi c'è, dopo la morte del padre, la storia del suo matrimonio. Un matrimonio che era praticamente obbligatorio nella buona borghesia. Lui infatti dice di innamorarsi della sorella più bella della futura moglie e poi passa indifferentemente alla seconda sorella per infine sposarsi la terza, che è anche la più brutta. Questo denota in lui una grande insicurezza con le donne, e molta indifferenza nei loro confronti.
Italo Svevo forse ha voluto identificare con la sorella più bella il fratello omosessuale della sua vera moglie? Chi lo sa? Ma non è del tutto improbabile.
Il biondo Bruno Veneziani era omosessuale e le sorelle della futura moglie erano al tempo ancora troppo piccole, essendo Livia Veneziani la maggiore e dunque l'unica corteggiabile dallo Svevo.
La bella sorella Ada Malfenti (sto di nuovo parlando del libro), si lascia accompagnare da Zeno per strada, un'azione compromettente per una fanciulla, più spiegabile se invece la fanciulla fosse stato un fanciullo e cioè il fratello della moglie vera. Incontrano quel tale, che si chiama Guido Speier, un dandy che egli descrive nel seguente modo: " Era un bellissimo giovane: le labbra naturalmente socchiuse lasciavano vedere una bocca di denti bianchi e perfetti: L'occhio suo era vivace ed espressivo e, quando s'era scoperto il capo, avevo potuto vedere che i suoi capelli bruni e un po' ricciuti, coprivano tutto lo spazio che madre natura loro aveva destinato, mentre molta parte della mia testa era stata invasa dalla fronte.
Seguono molte altre frasi allusive a segrete tresche, e descrizioni della bellezza e dei pregi maschili, troppe per enumerarle tutte.
Delle donne non parla mai un gran bene e non le descrive in modo così favorevole e quasi erotico (tempi permettendo), come fa invece con certi giovani uomini.
Nella parte "La moglie e l'amante", Zeno reincontra Copler, un suo vecchio amico ammalato e scapolo, che gli presenta in seguito una certa Carla Gerco, studentessa di canto che abita insieme con la madre. Era il Copler segretamente l'amante della fanciulla? O del fanciullo? Carla era forse Carlo?
La ragazza riceve Zeno Cosini da sola e per una giovane per bene, anche se di famiglia modesta e povera, avrebbe significato esporsi enormemente. I vicini avrebbero sparlato di lei e immediatamente affibiato l'appellativo "puttana".
Nel caso che Carla fosse stata Carlo, questo problema non sarebbe esistito. Ciò spiegherebbe meglio anche la circostanza che Carla, quando Zeno viene in visita, manda la madre nell'altra stanza, che si trova dall'altra parte del pianerottolo.
La ragazza (a pagina 186) propone a Zeno di rimanere a dormire tutta la notte con lei, trasportando il letto nella stanza isolata. La mamma non si sarebbe arrischiata di spiarli.
Questo è possibile soltanto se Carla fosse stata una puttana, come descritto così perfettamente da Moravia ne "La Romana".
A pagina 202, sgrida addirittura la madre e la manda via, asserendo che rimane a dormire nella stanza isolata, dove ha disposto un letto, mentre quando è sola dorme dall'altra parte nel suo vecchio letto, cioè dalla parte dove dorme anche sua madre.
Inoltre (pag.209) viene descritta la passeggiata che i due fanno al Giardino Pubblico (sì, scritto proprio con le maiuscole): anche questa storia è alquanto improbabile per quel periodo storico. I giardini pubblici sono per antonomasia luoghi di incontri gay.
Secondo il parere di Italo Svevo siamo tutti più o meno malati e la psicanalisi non serve per guarire, come non è servita a lui e nemmeno al fratello della moglie, il biondo Bruno Veneziani.
Alla fine del libro, l'ormai maturo Zeno Cosini se ne rende conto e decide di vivere la vita così com'è, con tutte le piccole e grandi malattie che essa comporta. La grande salute che egli si sente addosso è proprio questa: di vivere la vita per quella che è, come anche si presenta, senza volerla curare o modificare con ricette strampalate, inventate da psicanalisti tortuosi. E' una liberazione.
Questa visione dell'esistenza è una lezione per tutti noi e in particolare per gli omosessuali. Bisogna accettarsi così come si è.
Dopo tutti questi discorsi e citazioni che vorrebbero sì, lasciare il dubbio, ma che d'altro canto non costituiscono certamente prove dell'eventuale omosessualità di Svevo, già mi immagino il coro di proteste che si leverà contro queste mie supposizioni.
Non me ne importa nulla, ma spero per il buon Svevo che abbia potuto godere anche di questa "meravigliosa malattia", rendendosi conto alla fine, che proprio tanto "malattia" non era e che non valeva la pena inquietarsene a tal punto da mettersi sotto cura dello psicanalista.


Peter Boom



24 settembre 2008

"BOCCACCIO !" Crudités ou Cruauté ?




22 settembre 2008

"Jazz: istruzioni per l'uso"......a Pordenonelegge



Aperitivo serale carico di "fisicità musicale" ed improvvisazione jazzistica al Caffé Letterario di Pordenone il 20 e 21 settembre di quest'anno, nell'ambito della manifestazione letteraria Pordenonelegge.
"Jazz: istruzioni per l'uso". Così l'Associazione Odeia, nota per il suo "Pordenone Jazz Koinè", ovvero il festival pordenonese del jazz che quest'anno si terrà dal 7 al 28 febbraio 2009 nella sua ottava edizione, ci introduce ai "misteri" della musica afroamericana per eccellenza. E lo fa con Stefano Zenni, Presidente della Società Italiana di Musicologia Afroamericana autore del libro "I segreti del jazz" e Luigi Onori, critico musicale e pubblicista nella sua presentazione del volume "Il Jazz e l'Africa: radici, miti, suoni", anch'esso edito da Stampa Alternativa.
Due serate fra parole e musica (soprattutto la seconda !), in quanto le parole "approfondiscono" la musica, ma esse sarebbero ben poca cosa senza l'ascolto dei brani.
Centodieci brani contenuti in un CD allegato al libro di Zenni, con la possibilità di scaricarne sul web ben altri cinquecento  gratuitamente, per "visualizzare" la corporeità musicale afroamericana da Louis Amstrong a Ben Webster e oltre.
Sì, perché il jazz è prima di tutto "corporeità": il suono diventa fisico grazie alla sua eterogeneità non cristallina e non mediata. E così il musicista jazz incarna in sé il suono al fine di esprimere autenticamente sè stesso ed il cantante giunge financo a "deformare" le parole con la sua voce proprio per focalizzare l'attenzione dell'ascoltatore sul suono. Fisico, carnale, improvvisato, autenticamente umano.
E così, fra un bicchiere di "spritz" - noto aperitivo alcoolico del Nord Est italiano - e una chiacchierata con lo staff di Odeia ed i musicisti Alessandro Turchet e Paolo Corsini, ecco conclusa in allegria e rinnovata creatività la serata e l'edizione 2009 di Pordenonelegge che ci da appuntamento a settembre del 2009.

Luca Bagatin



20 settembre 2008

FEDE e LIBERTA': dibattito politico-culturale a Pordenonelegge



Ferdinando Adornato, Khaled Fouad Allam e Younis Tawfik, relatori al convegno "Fede e Libertà" organizzato nell'ambito dell'edizione di Pordenonelegge di quest'anno.

Fede e libertà. Che implicazioni e connessioni vi sono fra fede e libertà nel mondo globalizzato ?
Questo è il quesito al quale hanno tentato di rispondere il direttore della rivista "Liberal" Ferdinando Adornato, il sociologo Khaled Fouad Allam ed il giornalista e scrittore iracheno Younis Tawfik, nel corso della tavola rotonda dal titolo appunto "Fede e Libertà" nell'ambito della manifestazione letteraria Pordenonelegge tenutasi dal 19 al 21 settembre nella città di Pordenone.
Tawfik ha esordito ricordando la morte violenta di suo fratello avvenuta in Iraq due settimane fa a causa del suo essere libero pensatore dissidente nei confronti del fondamentalismo islamico. Un fondamentalismo fortissimo nonostante la presenza di istituzioni più democratiche e della presenza statunitense.
Le autorità, per intenderci, fanno molta fatica a contenere un fenomeno che fa sempre più presa sulle masse, spesso povere ed incolte, che trovano nella fede l'unico mezzo a cui aggrapparsi.
Purtuttavia, prosegue Tawfik, in Iraq, si vive nella precarietà della vita: oggi ci sei, domani non si sa. Specie se sei dissidente. Anche perché purtroppo l'Occidente, nonostante tutto, non si è mai posto veramente il problema dell'aiutare direttamente i dissidenti politici di quelle realtà offrendo loro una sponda.
Purtuttavia vi sono da diversi anni nel mondo musulmano delle confraternite gnostiche e misteriche come i Sufi, i quali si rifanno al Neoplatonismo, che stanno cominciando a prendere piede - specie in Marocco - proprio per arginare il fondamentalismo e dare vita ad un Islam democratico e civile. Confraternite ancora una volta perseguitate.
Fouad Allam, anch'egli di cultura musulmana e anch'egli naturalizzato italiano, nonché ex parlamentare della Margherita e presto consulente del Presidente della Camera Gianfranco Fini, ha svolto un'analisi storica e sociologica dell'Islam sin dai tempi di Maometto ed ha insistito sulla mancanza di un vero modello culturale di riferimento da parte dei muslumani oggi, nel mondo moderno e globalizzato.
L'Islam è quindi in crisi, dice Fouad, e ciò lo rende fortemente ideologico, diventando così preda di una teologia fondamentalista e quindi violenta. E' necessario quindi spezzare tale meccanismo perverso per mezzo della cultura e dell'educazione. Anche partendo dai musulmano presenti qui in Europa, perché si integrino pienamente e contribuiscano a creare un'"Islam europeo", capace di accettare la democrazia e la libertà individuale.
Ferdinando Adornato, autore assieme a Monsignor Rino Fisichella anche del libro "Fede e libertà. Dialoghi sullo spirito del tempo", punta invece alla superiorità della religione sulla politica.
E, nella fattispecie - secondo Adornato - è necessaria una ripresa dei valori cristiani nell'Occidente in quanto la democrazia è nata proprio grazie alla religione cristiana.
"Cristo fu un rivoluzionario"  - afferma il direttore di "Liberal" -  "il quale a differenza di Maometto non si pose il problema di unificare lo Stato e di costruire le sue leggi, bensì quello di contestare la religione degli Scribi e dei Farisei".
Gesù, quindi, secondo Adornato, gettò le basi per la libertà del singolo individuo. Così come prima di lui fece il filosofo graco Socrate.
Ferdinando Adornato crede quindi nella democrazia liberale, ma ritenendo che essa derivi direttamente dalla religione cristiana.
E' qui che Fouad Allam, ben più laico, ha i suoi dubbi ritenendo infatti che la democrazia e la libertà sono valori fondamentali che fanno parte dell'Umanità intera indipendentemente dal credo o dall'etnia di provenienza. E che proprio la separazione di questi valori dalle religioni sono una garanzia di rispetto reciproco. E qui cita Rousseau affermando appunto che "l'individuo è nato libero e, ove incatenato, deve cercare di emanciparsi". Magari proprio per mezzo della cultura e dell'educazione (come peraltro insegnavano Giuseppe Mazzini ed il Mahatma Gandhi) e con una grande fiducia nel futuro.
E così, assistito al dibattito, possiamo candidamente concludere affermando che Fede e Libertà possono anche essere connesse, certo. Specie se abbiamo una smodata fede nella libertà dei singoli individui e nelle loro capacità creative.
Che ciò riguardi Gesù, Maometto o qualche altra figura religiosa, abbiamo comunque forti dubbi. Infondo l'Occidente liberale e democratico si fonda più sulla cultura greco-romana, platonica e socratica, che su quella giudaico-cristiana, sopravvenuta secoli dopo e per certi versi imposta.
Il futuro ed il presente, ad ogni modo, ci attendono. Forti dei nostri principi eterni ed universali che partono dallla fiducia nel singolo e quindi nell'Umanità.

Luca Bagatin (nella foto con Khaled Fouad Allam, per gli storici i vicoli di Pordenone)

PS: dopo il dibattito ho avuto il pacere e l'onore di pranzare con Khaled Fouad Allam, che è un vecchio amico dai tempi in cui militavamo entrambi nella Federazione dei Verdi, quando i Verdi non erano ancora "rossi" ed attaccati alla cadrega.
Ricordo che lo conobbi nel 1999 quando era candidato alle Elezioni Europee. Cenammo assieme a Udine e ricordo che anche allora, nonostante io fossi un "dissidente" e conducevo la campagna elettorale per la Lista Emma Bonino-Radicali, avevamo una perfetta identità di vedute.



20 settembre 2008

BUON XX SETTEMBRE: il nostro, il vosto. Per le Libertà e le Democrazie.



E dunque......Buon XX Settembre a tutti !
Buona festa della Democrazia, delle Libertà, dell'Unità d'Italia e della Liberazione dal dogma e dall'assolutismo temporale vaticano !
Oggi è il giorno della festa della laicità. Una laicità che è sempre sana e positiva proprio in quanto consente a tutti di esprimere in un libero, civile e democratico Stato sovrano la propria opinione.
Il 20 settembre 1870 i Bersaglieri entravano a Porta Pia e restituivano Roma all'Italia, incoronandola capitale del Regno e sconfiggendo il Potere papalino, austroungarico e napoleonico, garantendo e costruendo pian piano uno Stato liberale e moderno coronando così il sogno dei monarchici liberali cavouriani, ma anche quello dei repubblicani mazziniani e garibaldini, dei massoni, degli ebrei (da sempre discriminati dal Potere vaticano), degli anticlericali ovvero di coloro che, lungi dall'essere antireligiosi, si battono da sempre contro i dogmi e gli assolutismi di ogni colore e fede politica o religiosa.
Il fascismo, negli anni '20, abolì la festa del XX Settembre anche proprio per ingraziarsi il favore della Chiesa cattolica.
Oggi le cose non sono cambiate. Lo stesso Bettino Craxi, pur laico, sancì un nuovo Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica che, se da una parte garantiva una nuova separazione dei poteri, dall'altra concedeva al Vaticano il perverso sistema di finanziamento per mezzo dell'8 per mille in sede di dichiarazione dei redditi e la possibilità di assumere e scegliere insegnanti di religione, purtuttavia mantenuti dallo Stato italiano !
I vari leader politici di oggi, italiani o europei, da Berlusconi a Veltroni passando per Sarkozy e financo per l'ultimo Tony Blair, hanno dimostrato come è assai facile chinarsi di fronte al Vaticano. Del resto quest'ultimo ha dalla sua una potentissima banca che rende conto solo al Papa, ovvero lo IOR (Istituto per le Opere Religiose), nota anche per i suoi traffici sin dai tempi del fascismo e del nazismo passando per lo scandalo del Banco Ambrosiano.
Triste storia davvero, documentata anche dalle ottime opere di approfondimento del grande democratico azionista e liberale Ernesto Rossi da "Il manganello e l'aspersorio" a "Il Sillabo e dopo" sino a "Nuove pagine anticlericali".
Oggi più che mai il nuovo Capo dei cattolici, Sig. Joseph Ratzinger, cerca di entrare nelle sale del potere al fine di imporre i dogmi della sua Chiesa e costringendo, specialmente l'Italia, a rimanere indietro nella ricerca scientifica, la quale sarebbe capace di garantire nuovi scenari per la salute, e nell'ambito dei diritti civili ed individuali. Ciò è gravissimo e non degno dell'Occidente progredito e democratico.
Per questo è importante ricordare e celebrare il XX Settembre, Equinozio d'Autunno, che peraltro rappresenta una festa Pagana e Gnostica le cui tradizioni sono invise al dogma clericale in quanto portatrici di Luce e Verità interiore: figlie delle più Antiche Civilità che popolarono la Terra.
Oggi, come ogni anno, i Massoni del Grande Oriente d'Italia si recheranno a Porta Pia anche per rendere omaggio ai 60 anni della Costituzione Repubblicana con importanti interventi pubblici di Oscar Giannino, Massimo Teodori e molti altri.
I Radicali, invece, quest'anno celebreranno il XX Settembre a Londra, presso l'Istituto Italiano di Cultura, per dare un respiro europeo a questa festività, ricordando il Risorgimento Liberale e Repubblicano d'Europa e l'indimenticabile Sindaco di Roma Ernesto Nathan, mazziniano, radicale, ebreo, massone e d'origine inglese, il quale fu l'unico che riformò radicalmente la città in favore delle classi sociali più deboli, si prodigò per gli asili e la scuola pubblica gratuita per tutti e diede alla politica dell'epoca una forte impronta laica ed anticlericale.
Dunque, come dicevamo, Buon XX Settembre a tutti e che i Lumi di Porta Pia e dell'Equinozio d'Autunno possano illuminare le nostre menti e quelle delle generazioni successive per garantirci un presente ed un futuro civile, liberale e democratico.

Luca Bagatin



19 settembre 2008

ESOTERISMO IN PILLOLE



La Massoneria ed i Rosa Croce sono due fra le più antiche Scuole Iniziatiche che nei secoli hanno preservato o quantomeno tentato di preservare gli insegnamenti delle più Antiche Civiltà e Tradizioni pagane, gnostiche e misteriche.
Insegnamenti gnostici spesso veleti da simboli e da allegorie anche per sfuggire alle persecuzioni dei più vari totalitarismi ed assolutismi.
Qualche settimana fa ho scoperto "Loggia 33", un blog di approfondimento e discussione di tematiche massoniche e misteriche.
Per quanto abbia loro consigliati di modificare il nome del blog (www.controlloglobale.blogspot.com), proprio per non far cadere i visitatori in spiacevoli equivoci, debbo dire che ho trovato taluni articoli davvero illuminanti pur nella loro stringatezza.
Quello che voglio proporvi è relativo al significato del numero 33, da cui prende il nome il titolo del blog stesso e che è anche il grado massimo del Rito Scozzese Antico ed Accettato, uno dei principali Rituali Massonici (il 3 è di per sé un numero Sacro per tutte le Civiltà e Tradizioni del mondo).

Luca Bagatin


IL NUMERO 33



La colonna vertebrale umana è normalmente composta da trentatré vertebre. Talvolta il cammino realizzativo è stato rappresentato come una sorta di progressione tale da interessare, in successione, alcuni plessi sottili disposti simbolicamente lungo la colonna vertebrale. Per analogia si distinguerebbero pertanto trentatrè gradi di realizzazione effettiva, culminanti con il conseguimento dello stato edenico o restaurazione della condizione primordiale.
L'età simbolica di trentatrè anni, raggiunta da figure quali il Cristo, Alessandro Magno o Adi Shankara, al momento del loro trapasso, rappresenta quindi il compimento delle rispettive funzioni tradizionali, traguardo anche esso ravvisabile, per analogia, come corrispondente alla meta finale di un cammino realizzativo.



16 settembre 2008

Che guapa la bimba bomba....BUM BUM BUM CICABUM !!!



Non ho nulla contro le Veline, anzi.
Diciamo pure che mi sono simpatiche e che non mi vergognerei affatto se mia figlia facesse la Velina. Anzi.
Sono ragazze divertenti, solari ed acqua e sapone che ricordano tanto le divette di "Non è la Rai", il programma cult di Gianni Boncompagni e di cui penso di non essermi perso nemmeno una puntata. Perché si sa: tutto è buono quando non è la Rai. Specie se hai 14 anni.
Antonio Ricci stesso ha studiato il fenomeno "Non è la Rai" al fine di riproporlo. Per quanto riuscendoci solo in parte.
Gianno Bincompagni, nella sua surrealtà televisiva, cercava di proporre una visione divertente ed ironica delle teenagers e con Sabrina Impacciatore ed Ambra Angiolini ha veramente colto nel segno al punto che oggi le due sono davvero delle maestre in comicità. Meglio se surreale.
Ricci, purtroppo, relega le due Veline ad un ruolo un po' troppo marginale e pertanto, marginalmente ironico, marginalmente comico, che finisce per far apparire le ragazze solo avvenenti e poco più. Il che è un tantino triste per un tg satirico di successo.
Elena Barolo, ex Velina bionda, ha dovuto attendere diversi anni dopo Striscia la Notizia per mostrare a tutti la sua vena profondamente comica nella sit-com "Sette vite" !
E così, discussioni mediatiche a parte, quest'anno sono in grado di annunciarvi e con scarsa approssimazione le due nuove veline: la bionda Jade Canali e la mora Cristina Buccino.
Non mi chiedete il perché. Sono un "talent scout istintuale", ma vedrete se non andrà così.
Ma NON mi ci gioco la barba.

Luca Bagatin



Questa previsione l'ho fatta esattamente sabato 13 scorso.
Ho anticipato il post ad oggi (sarebbe dovuto uscire domani mattina) e avrete tutto il tempo per smentirmi financo prima della finale di Veline prevista per giovedì 18 settembre (visto che questa sera Jade potrebbe essere eliminata).



15 settembre 2008

PER UN VERO FEDERALISMO SENZA STATALISMI (ANCHE) "PADANI"



Federalismo sì, federalismo no.
Ma sì, dai. Ovviamente se questo è funzionale, come diceva il patriota repubblicano Carlo Cattaneo - grande teorico federalista - a gestire meglio la cosa pubblica da parte dei cittadini.
Abbiamo da sempre invece fortissimi dubbi e perplessità sulla Lega Nord che è e rimarrà per noi un partito statalista, parolaio, che continua a tirare a campare sulla base di slogan vuoti e comunque traditi dai fatti sin dai tempi della Secessione.
Le prime sparate di Bossi & Co. erano contro la Prima Repubblica e "Roma Ladrona", come se nelle sue file "lumbard" tutti fossero onesti e liberisti.
Lo stesso Umberto Bossi era un attivista del Partito Comunista Italiano in anni non sospetti e, oltre a ciò, il suo movimento non ha mai nascosto le sue antipatie per il liberalismo.
Basti pensare al rifiuto della Lega alla proposta nel PdL di abolire le Province e le Comunità Montane. E sì che questa dovrebbe essere la premessa per un vero federalismo, per una vera riduzione della spesa pubblica e per un conseguente abbassamento delle tasse.
Le Province sono utilissime, ma solo come enti tecnico-amministrativi di collegamento fra Regioni e Comuni. Punto e stop. Presidenti, giunta provinciale e relativi consiglieri sono assolutamente inutili, costosi e spesso di impiccio.
Quella dell'abolizione delle Province quale ente politico è una proposta che lanciò l'allora Segretario del Partito Repubblicano Italiano Ugo La Malfa e fu il suo cavallo di battaglia dal secondo dopoguerra sino alla morte.
Alle elezioni provinciali del 2004 di Pordenone, una delle poche volte che scesi in lizza, mi candidai alla carica di consigliere in una lista civica indipendente che sosteneva proprio come punto fondamentale del programma l'abolizione di questo ente inutile. Fummo e di gran lunga superati dalla Lega che proponeva l'ennesimo slogan: "Pordenone Provincia autonoma", il che equivaleva a dire: "aria fritta in salsa padana".
Gli elettori di oggi, quindi, non si lascino intortare anche questa volta dalle camicie verdi.
Già Roberto Calderoli parlava di una nuova introduzione dell'ICI (la più iniqua tassa che potesse esistere), subito smentito dai suoi alleati, ed oggi il Disegno di Legge da lui avanzato sul federalismo parla di una non meglio precisata "tassa di scopo" !
Occhio alla Lega, dunque. Perché federalismo, può anche significare nuovo statalismo se a governare le varie realtà locali non ci sono dei veri liberali.
E' uscito venerdì 12 settembre in edicola, abbinato al quotidiano "Libero" di Vittorio Feltri, un agile ed ottimo volumetto a cura dell'Istituto Bruno Leoni e dell'economista Oscar Giannino (peraltro membro del Direttivo del PRI) dal titolo "Tassiamoci da soli". Lo sto leggendo e sfogliando ed in ogni pagina vi leggo cose interessantissime e sacrosante.
Si parla principalmente del federalismo svizzero e di come lì le cose funzionino davvero. Al punto che taluni Cantoni hanno introdotto la salutare "flat tax", ovvero l'aliquota unica, invocata anche dall'Eurispes per l'Italia e che sarebbe una vera mano santa per la crescita economica e per tutelare financo i redditi più bassi.
In Svizzera, insomma, il federalismo funziona ed è collaudato da anni.
Qui da noi, invece, ancora troppi slogan e poco pragmatismo. Auguriamoci che il Premier sappia bypassare presto la Lega e che porti una ventata di vero liberalismo federalista.

Luca Bagatin



13 settembre 2008

LA MINISTRA PROIBIZIONISTA E LA PROSTITUZIONE



Proibire di prostituirsi in strada e di andare a prostitute. Galera, quindi, per "bocca di rosa" e cliente.
Certo che la Ministra Carfagna, dalla quale non ci aspettavamo francamente nulla (o quantomeno ci auguravamo di non aspettarci nulla), sta tuttavia facendo un bel po' di danni. Decisamente meglio quando stava in televisione, almeno lì potevi sempre decidere di cambiare canale.
E così ecco che la Ministra ti peggiora la già obbrobriosa, lacunosa e moralista Legge Merlin, presentando un Disegno di Legge che non risolve alcunché e che anzi vedrà ben presto aumentare a dismisura la prostituzione clandestina; discriminare e condannare chi, per libera scelta, decide di vendere il proprio corpo "in piazza" e riempire le carceri di innocenti "rei" solamente del fatto di aver scelto di contrattare una notte di sesso a pagamento.
Bella roba davvero ! Roba che solo mentalità "perbeniste" e "perbenino", dalle quali sempre ci guardiamo, potevano concepire. Come se togliere le prostitute dalla strada risolvesse il problema dello sfruttamento legato al mercato clandestino (mercato clandestino, appunto !) !
Pazzesco, inaudito, tristemente italico se non italidiotico. "Italico" e "mediatico" oserei dire: ovvero "di facciata", di "vetrina": per tutelare unicamente la vista delle persone "perbene", di "buona famiglia". Che magari a puttane ci vanno, di nascosto dalla moglie o dai genitori !
Negli altri Paesi europei, evidentemente ben più civili del nostro anche in questo campo - per così dire - funziona diversamente: dalla Germania, passando per l'Olanda, la Svizzera e la Svezia, la prostituzione è legale. Ovvero si può esercitare in apposite "case di tolleranza", in appositi quartieri della città. La qual cosa non è solo civilissima, specie dal punto di vista igienico-sanitario ovvero tutelante per prostituta e cliente, ma anche l'unico modo concreto per rompere una volta per tutte il mercato criminale legato alla prostituzione anche e proprio perché questi "eros center" sono controllablissimi dalle Forze dell'Ordine.
La stessa cosa vale peraltro per i "Coffee Shop" olandesi, ove tu puoi fumarti uno spinello senza incorrere in sanzioni, ma soprattutto senza venire in contatto con il narcotraffico e senza finire per diventare un tossicomane come accade regolarmente negli Stati proibizionisti e medievali come l'Italia.
A Pordenone esiste da decenni il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, fondato da prostitute stesse, e con il quale ho avuto la possibilità di collaborare una decina di anni fa e di approfondire la questione.
C'è modo e modo di prostituirsi. Spesso, chi lo fa, lo fa per libera scelta. E chi lo fa per libera scelta, lo fa spesso anche con dignità, senza sguaiatezza.
Poi c'è la questione dello sfruttamento che va punito con estrema severità (e non "all'italiana"), specie se riguarda i minori.
Questa è l'unica parte del Disegno di Legge Carfagna condivisibile. Per il resto è tutto da rifare in chiave antiproibizionista e legalitaria. A meno di non voler continuare a rimanere un Paese incivile, sessuofobo e punizionista.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini