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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 gennaio 2009

Europee con sbarramento: tormento della democrazia



Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che il sottoscritto, da quando ha acquisito il diritto di voto, non è mai riuscito - alle elezioni politiche – ad incidere nell'elezione di un solo deputato o di un solo senatore.
Nessuno dei partiti che ho votato in precedenza è infatti mai riuscito ad andare oltre lo sbarramento previsto dalla legge elettorale maggioritaria per l'accesso alla Camera o al Senato (visto anche che non ho mai votato, in tali elezioni, per partiti coalizzati).
Mi sono sentito e mi sento dunque totalmente esautorato dal voto, ininfluente, impotente politicamente. E dunque, anche alle imminenti elezioni europee, se cambieranno – come pare certo accadrà - la legge elettorale ed introdurranno questi astrusi sbarramenti al 3, 4 o 5%, non avrà alcun senso che mi rechi alle urne. E molti altri elettori con me.
Siamo dunque inorriditi nel sentir parlare, ancora una volta, di riforma della legge elettorale per le elezioni europee.
Già di per sé è stata una truffa nei confronti di noi cittadini-elettori, l'aver introdotto una legge elettorale maggioritaria per le elezioni politiche (abolendo le preferenze pergiunta !).
In Europa, poi, esistono chiare e precise famiglie e tradizioni politiche che in Italia sono state spazzate via da coloro i quali oggi rappresentano il nulla politico e culturale (i due calderoni Pd-PdL).
In Europa vi sono in primis Popolari, Socialisti, Liberali ed ancora Sinistra Europea, Verdi, Nazionalisti ecc....
In Italia il Partito Democratico non ha ancora deciso la sua collocazione fra le tre (fuguriamoci un po' !), visto che a comporlo vi sono iscritti e componenti il gruppo dirigente che appartengono a tutte e tre le famiglie europee.
Il Popolo delle Libertà ha già deciso (più che altro l'ha deciso il suo leader) di collocarsi nella famiglia dei Popolari ed è gia qualcosa. Per quanto eminentissimi esponenti di questo “calderone” siano dichiaratamente Socialisti ed altri Liberaldemocratici.
La Lega Nord si collocherebbe probabilmente fra i Nazionalisti.
Con lo sbarramento al 3, al 4 o al 5 % rischierebbero di entrare nel Parlamento di Strasburgo – ma non è affatto scontato - anche quelli dell'Italia dei Valori (che si dicono liberali....per quanto abbiamo fortissimi dubbi in merito, viste anche le recenti sparate di Di Pietro contro il Quirinale) e quelli dell'UDC che sicuramente sono Popolari.
Sostanzialmente l'Italia rischierebbe di eleggere, così, a spanna, un buon 80% di Popolari, un 10 % di Nazionalisti, il restante 10% non è dato bene di sapere ove o come si collocherà.
Bella democrazia il nostro Paese ! Un Paese senza tradizione Socialista e senza tradizone Liberale, scomparse ufficialmente nel lontano 1992.
E poi, fra l'altro, ultimamente in Parlamento ci si lamenta che i partiti sono troppi, sic !
E si dice anche che questi partitini (ma quali ?) impedirebbero ai governi di governare !
Ma se Silvio Berlusconi ha oggi la maggioranza per fare le riforme necessarie senza che nessuno gli dia fastidio (a parte la Lega, che sull'abolizione delle Province non ci sente), ci chiediamo se il motivo di certe mancate-riforme siano per caso causa del PRI o del Nuovo PSI, noti partitini della maggioranza che oggi si vorrebbero falcidiare con neonate leggi elettorali epurative.
Ma se proprio da quei partitini storici arrivano, ovvero sono arrivati, determinati progetti di riforma portati avanti dal PdL (dal ritorno al nucleare, alle misure sociali, alla riduzione della spesa pubblica, all'abolizione degli enti inutuli) !
Siamo alla schizofrenia politica, ma tant'è.
Chi scrive ha notoria simpatia per Partito Repubblicano Italiano (al quale è iscritto), per il Nuovo PSI e per il Partito Liberale Italiano di Stefano De Luca (che ha votato e sostenuto alle ultime elezioni politiche). Se non vi fossero sbarramenti di sorta (e quindi il rischio di non avere nemmeno un eletto) sarebbe possibile rilanciare una lista della Casa Laica, collocata nell'ELDR (Liberali e Democratici Europei), che comprenda questi tre partiti, candidando solo ed unicamente under 40 e rilanciando il progetto per gli Stati Uniti d'Europa, ovvero per un Europa finalmente politica, che non discuta solo ed unicamente di pere e mele o di burocrazia, bensì di prospettive per noi giovani cittadini europei.
Probabilmente sogno.....come sempre.
Essendo purtuttavia e mio malgrado un tipo estremamente pratico mi immagino ciò che nei fatti – ahinoi - accadrà: sbarramento al 4 o 5%; liste calderone PD-PdL con tanti attori, cantanti, sportivi, mezze calze, cartapecore; l'Europa questa sconosciuta; Strasburgo che formaggio è !
La solita sbobba all'italiana, insomma. Ed allora varrà la pena rimanere a casetta propria, disertando in massa le urne.




Luca Bagatin



30 gennaio 2009

La Memoria e le Memorie

Ripubblico di seguito l'articolo che scrissi, il 1 febbraio 2008, per il quotidiano liberale "L'Opinione delle Libertà" in occasione della Giornata della Memoria.
Può dirsi a tutti gli effetti un manifesto contro tutti i totalitarismi.


La Memoria e le Memorie
di Luca Bagatin
da "L'Opinione delle Libertà" del 01/01/2008

Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa. E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.




28 gennaio 2009

"ORLANDO" DI SALLY POTTER




Stessa persona: solo il sesso è cambiato.
Chi è Lord Orlando che, misteriosamente, oltre un secolo dopo la sua nascita, si trasforma in Lady Orlando ?
Chi è questo nobile giovanetto dalla bellezza androgina che attraversa, immutato ed immutabile, i secoli ?
Solo la regista e sceneggiatrice inglese Sally Potter – con “Orlando” - è riuscita a regalarci l'affresco cinematografico del complesso ed omonimo romanzo di Virginia Woolf pubblicato nel 1928.
Il film della Potter è un capolavoro del fantastico del 1992. Film onirico e grottesco come il romanzo stesso, che è un'omaggio che Virginia Woolf fece alla sua compagna Vita Sackville-West, la quale riusciva a conciliare in sé gli aspetti mascolino e femmineo, in perfetta armonia fra essi.
Orlando, interpretato dall'efebica ed espressiva Tilda Swinton, compare nella storia sedicenne, nel 1600, alla corte della Regina Elisabetta I d'Inghilterra (nel film curiosamente ma magistralmente interpretata dallo scrittore satirico Quentin Crisp, celebre anche per la sua esibita omosessualità). E' il suo favorito ed ella lo nominerà Lord.
Orlando è insofferente ai costumi ed alle imposizioni del suo rango e della sua epoca. Egli preferirà seguire il suo cuore piuttosto che sposare la fanciulla a lui destinata.
Conoscerà così l'amore per la bella figlia dell'ambasciatore di Russia, amore non del tutto corrisposto. E così Orlando coltiverà in sé un certo disprezzo per le donne, ma soprattutto una tristezza che lo accompagnerà negli anni a venire al punto da provocargli un sonno lungo una settimana intera, senza mai destarlo.
Anni che tuttavia diverranno secoli. Troviamo infatti Lord Orlando, ancora giovanissimo, nel 1700, come ambasciatore nelle colonie inglesi in Asia orientale. Sino al 1750, quando si sveglierà ancora dal lungo sonno per ridestarsi, inaspettatamente, in un corpo femminile:  “Stessa persona: solo il sesso è cambiato”, questa la frase emblematica che ella pronuncerà, nuda, di fronte ad uno specchio ammirando seni e vagina.
Lord Orlando è ora Lady Orlando e con questa nuova consapevolezza di sé tornerà in Inghilterra. Ella è infatti consapevole che nulla è mutato nella sua persona, purtuttavia le leggi patriarcali del suo Paese parlano chiaro: Lord Orlando è decretato morto e le sue principesche proprietà non possono più essere sue a meno che Lady Orlando non trovi un marito ed abbia un erede maschio.
Ella rifiuterà tuttavia le lusinghe e proposte di un vecchio Duca: "Meglio zitella e sola !", dichiara correndo per gli sconfinati giardini del suo palazzo sino a ritrovarsi – nella scena successiva – con abiti ben meno sfarzosi di quelli Settecenteschi. Siamo infatti nel 1850. "Natura, sono la tua sposa !", altra frase emblematica di Orlando, amante della libertà, senza costrizioni, senza ipocrisie, senza pudori.
Lady Orlando incontra così un avventuriero americano che le darà un figlio, ma che ella non seguirà in America. Ella perderà così ogni proprietà, ma non perderà mai la sua libertà e dignità di donna e madre.
Concepirà così sua figlia fra le due guerre mondiali e si ritroverà ai nostri giorni scrittrice della sua stessa storia, a visitare con l'amata figlioletta il palazzo da lei abitato sin dal 1600 e perduto per sempre a causa delle imperanti convenzioni secolari.
Ed ecco che “Orlando”, sia nella versione letteraria che cinematografica, è un opera tanto simbolica quanto filosofica.
Essa simboleggia l'unione fra l'aspetto maschile e femminile che è in ciascuno di noi (l'energia Shakti e quella Prakriti della tradizione vedica); fra l'energia creativa e quella creatrice; fra la tradizione solare e quella lunare.
Orlando è poi la perfezione assoluta della Natura (ella dichiara infatti di essere la sua sposa, al punto da rifiutare qualsiasi matrimonio di comodo).
Orlando attraversa i secoli, il passare del tempo. Egli / ella è l'alchimista che ha trovato – pur inconsapevolmente – la Pietra Filosofale e lo ha fatto per mezzo della sperimentazione diretta dei suoi stessi intimi sentimenti di amore, passionalità, accettazione della sua identità sessuale che potremmo definire androgina. Egli / ella è andata oltre e contro le consuetudini dell'Inghilterra nel corso di tre secoli: ha amato chi non avrebbe dovuto amare; si è trasformata in ciò che non avrebbe dovuto trasformarsi; ha abiurato alle comodità per seguire il suo cuore; ha allevato il frutto del suo ventre senza la necessità di un uomo al suo fianco.
Orlando è pertanto la perfezione assoluta dell'Animo umano. Un'ancor più accurata lettura del romanzo e del film di cui questa stupenda figura è protagonista, possono svelare - peraltro - ulteriori suggestive chiavi di lettura.

Luca Bagatin



26 gennaio 2009

Ballando METIScolosamente



E' così raro trovare un reality-show che sappia essere stimolante ed allo stesso tempo divertente.
E' raro anche perché ogni reality che si rispetti dura mediamente dalle tre alle quattro ore: giusto il tempo di annoiare ed assopire il telespettatore, specie quello insofferente alle quintalate di pubblicità (intollerabile, peraltro, quando presente nelle reti della Rai-Tv ove lo stesso telespettatore è costretto a pagare una tassa denominata canone di abbonamento....almeno sin tanto che non sarà privatizzato codesto carrozzone o orpello televisivo pubblico).
E' e sarà raro, come è raro passare quattro ore in compagnia di aitanti ballerine e ballerini professionisti, che accompagnano altrettanti Vip sgallettati e pronti a mettere in gioco le proprie non-abilità danzereccie.
E' ciò che accade in Ballando con le Stelle, reality – per così dire – presentato dalla garbata ed elegante Milly Carlucci ed elogiato finanche sul Corriere della Sera dal pur sempre polemico Adriano Celentano, Il Molleggiato per eccellenza.
Ci si diverte della e nella leggerezza del programma, mai volgare e totalmente privo di sciocchi doppisensi di vanziniana e fantozziana memoria che tanto mortificano la comunicazione televisiva d'oggi.
Si sorride della goffaggine dei non-ballerini e si plaude della bravura dei professionisti. Si comprende finanche qualche tecnica di ballo e poi, se nella vita non sappiamo ballare, cari miei, siamo totalmente out. La vita è ballo. Il ballo è vita.
Non importa quando o come: l'importante è saper muovere il proprio corpo a ritmo di rumba, jive, salsa, merengue o cha cha cha !
E sorvoliamo per una volta sulle polemiche che hanno investito Emanuele Filiberto di Savoia, aspirante ballerino, pagato così dalla Rai-Tv e così da tutti noi contribuenti.
Meglio che un Savoia se li guadagni ballando i dané, piuttosto che chieda allo Stato italiano assurdi ed ingiustificati risarcimenti, vi pare ? E poi siamo sempre lì: con tre reti televisive pubbliche....le polemiche dei telespettatori-consumatori saranno sempre all'ordine del giorno ! Lo diciamo da lunghissimo tempo e la conclusione è sempre la stessa: privatizzare.
Ma, sorvoliamo su questioni strettamente politiche e torniamo all'edizione di “Ballando” di quest'anno.
All'orizzonte vediamo un astro nascente che ne uscirà comunque vincitore. O, meglio, vincitrice.
Non sarà un'attrice conosciuta e nemmeno una brava ballerina, però buca il video eccome.
Saranno solo i suoi occhioni cerbiatteschi, la capigliatura rossa fiammante fluente alla Jessica Rabbit ed alla Milva ? Certamente, anche. Ma non solo.
Stiamo parlando di Metis Di Meo e già il nome fa spettacolo.
Chi sia lo scopriamo dal web: romana, ventiduenne, ex attrice di fotoromanzi “Lancio”, aspirante giornalista, qualche comparsata in telune fiction. Nessuno scandalo a sfondo amoroso, nessun gossip di rilievo.
E ciò ce la rende ancor più simpatica.
E simpatica e divertente la Di Meo lo è. Al punto da aver presentato su Europa 7 il programma televisivo comico Seven Show. E poi perché in Ballando con le Stelle fa completamente di testa sua.
E' sì, perché mica lo ascolta il suo Tony Manero al secolo Simone Di Pasquale, direttore artistico del Klassic Dance Studio, che la affianca nel programma !
Lui ha deciso che lei è una bambina ed allora.....lei si incaponita e bambina vuol essere !
Scimmiottando l'epico Disco Bambina anni '80 dell'intramontabile (forse un po' tramontata lo è in questi anni...con nostro rammarico) Heather Parisi, Metis Di Meo, un paio di sabati fa, ha ballato un merengue pressoché in solitaria. Con ironia e prendendosi in giro tantissimo.
Criticatissima dalla qualificata giuria, ma non dal pubblico da casa che l'ha invece premiata.
Metis non appare certo una ragazza acqua e sapone di primo acchito. Il giornalista Lamberto Sposini la definisce “sensuale” e sensuale lo è anche per l'occhio meno attento.
Ma a parte i suoi – di occhi - c'è di più. Balla rigidissima, è goffa, è un totale disastro, ma proprio per questo riesce ad ironizzare su di sé e non si pavoneggia minimamente come invece farebbero molte sue coetanee.
Mi ricorda un'icona burlesque alla Betty Page degli anni '50 o le stesse sick girl spopolate in questi anni che proprio del burlesque hanno fatto la ragione dellla propria arte.
Non so se ella ne sia consapevole. Se ciò sia insomma da lei voluto. Non credo, lo dubito.
Però buca. E continuerà a bucare il video nei mesi a venire, ci metto la mano sul fuoco.
Specie se saprà valorizzare il suo personaggio rendendolo ancor più ironico, ancor meno ammiccante alle telecamere, insomma: rimanendo sé stessa.
Aspetto assai raro oggi come ieri. Tanto nel reale quanto nel virtuale. Tanto nel reality che nel "mondanity".
Però il ballo, ovvero la sfida della vita – di qualsiasi vita – è anche questo, signore e signori. E' fatto di innocenza e naturalezza di movimenti, di parole, di pensieri, di azioni.
E la naturalezza, così come l'innocenza, è merce rara, che non si compera in nessun supermercato, perché è parte del cuore e dell'animo umano.

Luca Bagatin



23 gennaio 2009

LA PROSTITUZIONE PANSESSUALE by Peter Boom

PRESENTAZIONE by Luca Bagatin

Questo blog si occupa, fra le altre cose, di psicologia ed antropologia.
Quantomeno lo fa, ovvero cerca di farlo, a diversi livelli (rifuggendo dall'accademismo) e con un unico fine politico: puntare a liberare l'individuo dai condizionamenti esterni e renderlo "pilota" di sé stesso.
Peter Boom è un nostro attivo ed assiduo collaboratore, proprio per gli scopi testè citati.
Spesso - e non certo a caso - partiamo da un argomento talvolta tabù (quantomeno in un Paese timoroso di sé stesso come il nostro) come il sesso, al fine di sviscerarne tutte le innumerevoli implicazioni che esso ha con e nella nostra vita quotidiana.
Peter oggi ci parla del mestiere più antico del mondo e lo propone in chiave Pansessuale, ovvero nel modo più naturale possibile per ogni essere umano.
Buona lettura.



LA PROSTITUZIONE PANSESSUALE

di Peter Boom

Autore della Teoria e della Filosofia della Pansessualità riconosciute e pubblicate dalla "European Federation of Sexology".

http://digilander.libero.it/pansexuality

La prostituzione, in tutti i suoi diversissimi aspetti, è sempre esistita.
In Italia, paese noto per la sessualità repressa, piena di finzioni, segreti e ... "peccati mortali", la legge Merlin ha avuto come risultato di mettere la prostituzione sulla strada.
La delinquenza di varia nazionalità se ne è impadronita completamente creando gravi danni sociali ed igienici (salute pubblica). Le cosìddette "case chiuse" erano almeno sotto controllo medico e delle Forze dell'Ordine.
La proposta sarebbe di riaprirle come case o aziende di MASSAGGI INTIMI, che pagano le tasse allo Stato, come tutte le altre aziende.
Le persone di tutti i sessi che desiderano liberamente di prestare servizio in queste case dovrebbero:

  1. Frequentare un corso di massaggi intimi e di igiene generale e sessuale, lezioni per conoscere e riconoscere le malattie veneree. Alla fine del corse dovrebbero sostenere un esame per ottenere il diploma di massaggiatrice o massaggiatore intimo.
  2. Sottoporsi a regolari visite mediche ( esami del sangue, droga, etc.).
  3. Pagare le tasse come tutte le persone che lavorano.

Naturalmente il meretricio per le pubbliche strade e piazze dovrebbe venir bandito del tutto.
La salute pubblica ne trarrebbe gran giovamento, il controllo sulla prostituzione da parte delle Forze dell'Ordine (sfruttamento, violenze, droga) ne risulterebbe enormemente semplificato e lo Stato incasserebbe fior di tasse in più (necessarie soprattutto in questo periodo di grave crisi).
Le persone abilitate alla professione, maggiori d'età e delle più diverse tipologie sessuali, verrebbero in questo modo poste in condizione di prestare il proprio lavoro con la maggior possibile sicurezza, cosa che al giorno di oggi lascia alquanto da desiderare. Avrebbero anche la possibilità di lavorare in orari diversi e part-time.
Anche i clienti o le clienti si avvantaggerebbero a loro volta di una drastica diminuzione dei rischi di sicurezza e di igiene ai quali vanno incontro ad ogni rapporto sessuale pagato.



21 gennaio 2009

FACEBOOK: OVVERO LA CRISI DEI RAPPORTI SOCIALI ED UMANI



Dopo i forum di discussione e i blog, ecco arrivato Facebook: la moda del momento.
Facebook si presenta come un “social network”, ovvero come un mezzo di comunicazione ove è possibile inserire i propri dati personali, le proprie foto, i propri video e condividerli in rete con utenti di tutto il mondo diventando loro “amici virtuali”.
Nulla di nuovo, nei fatti.
Facebook è una sorta di versione rivisitata del graficamente più lento (ma decisamente più accattivante) MySpace, utilizzatissimo specie dai gruppi musicali per farsi conoscere. Purtuttavia è un medium ampliato con la possibilità di condividere immagini e finanche opinioni per mezzo di appositi forum di discussione.
Sicuramente Facebook è il contrario di un blog. Non è, infatti, né un diario on-line, né tantomeno un “luogo virtuale” ove è possibile postare (e quindi condividere) riflessioni, articoli, immagini e video a completamento del testo stesso, racconti ecc... e quindi tutto ciò che presuppone la scrittura e l'immagine nel senso più ampio del termine. Ovvero tutto ciò che presuppone una lettura più approfondita del medium stesso.
Facebook da questo punto di vista è limitatissimo. Riassumendo potremmo dire che è cazzeggio puro.
Così puro da darti la possibilità di “diventare virtualmente” fan del tal personaggio famoso (sia esso storico o contemporaneo), semplicemente clikkando “diventa fan” sotto la fotografia dello stesso.
A che pro ? Non è dato di sapere.
Chi scrive è iscritto a Facebook da un mese o giù di lì e non riesce a vederne grandi potenzialità oltre a quanto testè riferito.
Facebook può essere un buon “veicolo” per promuovere il proprio sito, il proprio blog, le proprie iniziative culturali o politiche, ma, per la maggior parte, esso evidenzia solamente un grande vuoto di comunicazione fra gli individui.
Individui sempre più virtuali e sempre più alla ricerca di una propria identità: vera o presunta che sia.
Se l'identità che virtualmente si assume è ad ogni modo veritiera, si tende comunque a presentarsi al meglio sia nelle foto sia nel proprio profilo e lo si fa quindi per autopromuoversi. Nulla di male, per carità. Purché il “reale” – ovvero ciò che si è – non rischi di essere oscurato dal “virtuale” (ovvero ciò che si vorrebbe idealisticamente essere).
Molti sono entusiasti di Facebook perché lo considerano un mezzo che permette loro di vedere (ovviamente virtualmente) e ri-sentire persone i cui contatti si sono perduti da anni.
Già di per sé il fatto che tu non le veda e non le senta da anni forse significa che un motivo o più d'uno c'è...non credi ? Quando poi finisce che su Facebook li “aggiungi agli amici”, ovvero lo clikki suggerendo loro di accettarti come loro amico (virtuale, sottolineiamo ancora), loro magari lo fanno anche: ti danno una bella stretta di mano via web, ti chiedono come stai e buona notte al secchio.
La tua goduria rimane tale solo fin tanto che vai a vedere le loro foto virtuali nel loro profilo-Facebook e nello scoprire come sono “invecchiati” o comunque cambiati.
Un po' triste e limitato, no ?
Un tempo per vedere o sentire un amico bastava una telefonata, che so, un biglietto di auguri, magari (ma qui forse chiediamo troppo...) anche andarlo a trovare direttamente a casa !
Oggi pare non sia più consuetudine: tutti quanti a casetta propria davanti al proprio computerino a con-chattare su Facebook.
Eh sì, perché su Facebook puoi anche chattare direttamente con i tuoi amici-Facebook on-line !
Un paio di scambi di battute (ciao, come stai ? Io bene e tu ?) e sei felice e contento di rimanere in contatto con cotanta popolazione di internauti webbizzati.
A parer mio tutto ciò è il modo migliore per perdere il proprio tempo e soprattutto per negare le grandi potenzialità che ha un mezzo civile e democratico come internet.
Un mezzo ove tu puoi realmente condividere. Ma per alla fine andare oltre il virtuale.
Per costruire una rete di scambi (di idee, opinioni, riflessioni, immagini creative, progetti creativi) che permetta di crescere tanto dentro quanto fuori ciascuno di noi. Realizzando concretamente, magari, quei progetti prima solamente virtuali !
E' così deprimente vedere quanto i rapporti umani in questi ultimi decenni si siano davvero deteriorati se non incancreniti.
Facciamo davvero così fatica a dialogare con gli altri realmente ? Se esistono medium come Facebook, evidentemente è così.
Ci si frequenta sempre meno fra consimili e si tende sempre di più a costruire e a costruirci attorno un mondo virtuale.
La causa non è né internet né il progresso (come taluni facilmente tenderebbero pensare), statene pur certi. La causa è unicamente il nostro cervello.
Il nostro cervello che, seguendo pressoché inconsapevoli processi di massa indotti anche da un certo tipo di “modelli imposti” dai media (a scopo pubblicitario o comunque di Controllo dei consumatori/cittadini), finisce per rimanerne del tutto “drogato”, per così dire.
E così la società intera è preda di una vera e propria mutazione antropologica.
Mutazione antropologica che rischia sempre più di inaridirci come esseri umani e che ci allontana sempre più dalle potenzialità liberatorie del web.
Potenzialità che portebbero davvero renderci piloti (cyber = pilota) della nostra esistenza reale !
Ma se e solo se riusciremo ad andare oltre gli artifizi modaioli e impareremo ad utilizzare la rete con una consapevlezza creativa tale da permetterci di entrare veramente in comunicazione gli uni con gli altri.
Possibilmente passando dal virtuale al reale. E non viceversa !

Luca Bagatin



19 gennaio 2009

"QUELLA VOLTA IN CUI IL MONDO SCOMPARVE DENTRO A FACEBOOK ED IO PENSAVO SOLO A TETTARE": monologo surRenale by Luca Bagatin



Ma davvero la città era deserta ?
Pareva proprio fosse così: tutti su Internet, tutti su Facebook, tutti dietro al Piccolo Schermo !
Chissà se anche la cassiera bionda del supermercato Saponette Blu si trovava lì.....
Inghiottita anche lei.
Ed io dovevo salvarla. Sì ! Io, novello superer.....
Ma no, che dico....non ci siamo, mi ci vuole un'idea.
Ma che idea e idea.....
La comunicazione E' importante mi diceva Fatquack.
Acciderbo e anche lina se lo è !
La comunicazione – riminiscenze di scuola, dico – può essere VERBALE o NON VERBALE.
Ecco, ci siamo quasi.
Dunque, ad ogni modo.... Com'è nata questa roba dell'incomunicabilità ?
Pensiamo ad esempio all'incomunicabilità fra i sessi.
No, intendiamoci. Non intendo il fatto che l'organo genitale maschile e quello femminile PARLINO fra loro. Quello è e sarebbe un altro discorso....
Pensiamo al fatto che quando un uomo e una donna si vedono e si piacciono...iniziano a costruire barriere su barriere, costruzioni su costruzioni neanche fossimo alla Lego.
SOVRASTRUTTURE insomma.
Cerco di spiegarmi meglio: io vedo lei, lei vede me. Io le parlo, lei mi risponde. Io la invito da qualche parte cercando di non essere troppo invadente, lei mi dice di sì o di no o di forse.
Lei dice di sì ma pensa: “non penserà mica che sono una facile ?!?”.
Lei dice di no ma pensa: “però questo qui mi piace....spero che non pensi che lo schifo !”
Lei dice di forse ma pensa: “devo parlarne con un'amica. Lei sì saprà darmi un consiglio su come accalappiarlo !”
Che casino !
E poi c'è l'incomunicabilità fra amici e prima ancora fra parenti: se io dico così chissà poi lui o lei che cosa penserà e allora forse è meglio che sto zitto o zitta, mando giù, mando sù, mando affan...., mando una lettera, una cartolina, mando Lino a suonare il sax....
Insomma, lo capite o no che la città è DESERTA !!! DE-SER-TA.
Tutti su Facebook.
Tutti lì a stringersi la mano virtualmente: vuoi essere mio amico ? No ? E perché no ? Sì ? E perché sì ?
E poi ci sono anche le tette delle mamme che allattano, che Facebook sta provvedendo a rimuovere in quanto turberebbero i sonni di qualcuno che non trova più la......CA(L)MOMILLA !!!!
E poi ci sono i fanS dei mafiosi che fanno a gara per vedere chi ha più potere CONTATTuale !!!
E poi c'è la questione della PRAIVASI. Per anni abbiamo combattuto contro questa malattia della nostra psiche sovrastrutturata. Per anni siamo rimasti ossessionati dal fatto che qualcuno potesse sapere TUTTO di noi. Oggi con Facebook ciò NON è più possibile..... E (FINALMENTE) non ce ne frega più niente !
E poi...eccoli lì tutti i miei amici...on-line: posso CHATTurare la loro attenzione scrivendo cose tipo...ciao, come stai ? Da quanto tempo non ci sentiamo/vediamo/trombiamo/chattiamo... E potremo averne, come risposta: bene e tu ? Eh sì, proprio da tanto tempo.
PASSO E CHIOSO.
Io al massimo ricordo quella poesia del cavallo sul treno che vuole tettare. Sì, la poesia del cavallo e delle ciliege che mi ha raccontato Fatquack.
E' stato poco prima che la città fosse inghiottita da Internet. E' stato poco prima che tutti quanti se ne andassero per SEMPRE.
E' stato prima che mi innamorassi della cassiera bionda del supermercato Saponette Blu.
E' stato prima che potessi rivederla in carne ed ossa.
E' stato prima.
Ciò che mi chiedo oggi è se ci sarà ancora un poi.





16 gennaio 2009

Spacciatore, impacciato o Impacciatore ?

Crudités ou Cruauté ?




14 gennaio 2009

Bettino Craxi: l'ultimo statista dell'Italia repubblicana



Sono passati nove anni dalla morte di Bettino Craxi, l'ultimo grande statista della Prima Repubblica.
Forse sarebbe meglio dire: l'ultimo grande statista dell'Italia repubblicana.
Dopo la sua dipartita fisica ed ancor prima politica, avvenuta questa nei primi anni '90, nessun politico è riuscito ad eguagliarlo per risultati conseguiti.
Ci duole ricordare che la fine politica di Craxi avvenne per mezzo di quella che egli stesso definì la “falsa rivoluzione” giudiziaria, che vide convergenti parte della magistratura, i Poteri Forti, la sinistra democristiana ed i post-comunisti: coalizzatisi tutti contro la ventata d'aria nuova portata dal garofano socialista craxiano.
I soliti moralisti e gli pseudo moralizzatori della politica, oggi autoproclamatisi “democratici”, hanno così creduto di sostituirsi agli unici partiti democratici che l'Italia abbia mai avuto dal dopoguerra: la Dc, il Psi, il Pri, il Psdi ed il Pli ed invece sono stati ripetutamente sconfitti dal Cavalier Berlusconi, che peraltro fu intimo amico dello stesso Bettino Craxi che, come è noto, nel governo oggi da lui stesso presieduto, ha dato grande rilievo alla componente socialista liberale.
Ho recentissimamente visto su Canale 5 il documentario girato da Paolo Pizzolante e scritto anche in collaborazione con lo storico Ugo Finetti su Bettino Craxi e dal titolo “La mia vita è stata una corsa”.
Tale documentario ha ripercorso le esperienze politiche più significative della vita di Craxi: dalla sua gavetta come allievo di Pietro Nenni, passando per il ricordo di Salvador Allende al cimitero di Vina del Mar in Cile nel quale lo stesso Craxi si trovò puntati contro i fucili del regime di Pinochet, passando ancora per il “contratto con gli italiani” lanciato da Craxi nel 1979 (ben 22 anni prima di quello proposto da Silvio Berlusconi) nel quale egli chiedeva un voto al Partito Socialista Italiano per garantire il rinnovamento del Paese.
Ed un rinnovamento Bettino Craxi lo impresse di certo: nominato nel 1983 Presidente del Consiglio di una rinnovata coalizione di pentapartito (Dc, Psi, Pri, Psdi, Pli), dichiarò da subito che il suo non sarebbe stato un governo conservatore. Esaltò i caratteri del socialismo liberale, del liberalismo repubblicano e quelli del cristianesimo sociale, che erano le radici fondanti dell'unico centro-sinistra che l'Italia ebbe ed ha mai potuto conoscere.
Attraverso la sua azione di governo si svilupparono via via le piccole e medie imprese: il cosiddetto “Made in Italy”; si ridusse l'inflazione grazie al taglio di alcuni punti della scala mobile (contro il volere dei comunisti e dell'onnipresente e conservatrice Cgil); si restituì prestigio all'Italia a livello internazionale garantendole pari dignità con gli altri Paesi europei e con gli Stati Uniti d'America; si sancì che la religione cattolica non era più religione di Stato (per quanto il Nuovo Concordato stipulato da Craxi con il Vaticano concesse a quest'ultimo immensi privilegi, fra cui il sistema dell'8 per mille ancora oggi in vigore) e, per finire, l'Italia divenne la quinta potenza mondiale per Prodotto Interno Lordo.
Bettino Craxi propose addirittura la cosiddetta Grande Riforma, la quale puntava ad un rafforzamento dei poteri del governo per garantire la governabilità e nel settore della giustizia puntava alla separazione delle carriere del magistrati e ad uno stop alla politicizzazione della magistratura.
Risultati e proposte inimmaginabili per quegli anni, ma oggi di strettissima attualità. Risultati che non piacquero certamente ai Poteri Forti, alla magistratura, alla sinistra democristiana di Ciriaco De Mita, né piacquero tantomeno al Partito Comunista che diverrà poi Partito Democratico della Sinistra con Occhetto, D'Alema e Veltroni alla guida, una volta caduto ad Est il Muro di Berlino.
E pensare che Bettino Craxi stesso aveva proposto negli anni '90 una convergenza con i post-comunisti, lanciando un progetto di Unità Socialista (Claudio Martelli - delfino di Craxi - aveva peraltro lanciato una costituente di sinistra che potesse comprendere Psi, Pds, Radicali, Pri e Psdi).
Sdoganò addirittura i post-comunisti facendoli entrare nell'Internazionale Socialista  !
Sbagliò ed ebbe modo di pentirsene.
I post-comunisti gli diedero addosso additandolo quale conservatore e ladro. La magistratura politicizzata gli diede contro e così la stampa legata ai Poteri Forti che tanto Craxi aveva combattuto.
Il resto è Storia che conosciamo e che vede un Bettino Craxi in esilio forzato ad Hammamet in Tunisia, un Partito Socialista fatto a pezzi, così come la Democrazia Cristiana, il Partito Repubblicano, quello Liberale e quello Socialdemocratico. Un'intera classe politica democratica falcidiata solo perché finanziava illegalmente i propri partiti.....come facevano tutti ! Compresi i comunisti ed i partiti minori di ogni colore politico !
Bettino Craxi lo dichiarò pubblicamente nei suoi ultimi discorsi in Parlamento. Fu l'unico ad avere il coraggio di ammettere che dal dopoguerra tutti i partiti violavano la legge sul finanziamento ai partiti.
Craxi la violò anche per finanziare cause e battaglie di liberazione dei popoli oppressi in tutto il mondo. Ma questo allora, ovviamente, non lo disse nessuno.
C'era una lotta politica che durava dal dopoguerra: da una parte i partiti democratici occidentali finanziati dagli Stati Uniti d'America e da privati vicini all'area di governo e dall'altra un Partito Comunista finanziato dalla dittatura sovietica e poi, via via, sostenuto dai Poteri Forti. Altro che superiorità morale dei comunisti !
Questo il sistema di finanziamento illegale dei partiti politici al quale, come sostenuto anche da Craxi, si poteva porre rimedio in Parlamento senza scomodare i magistrati e soprattutto senza falcidiare un'intera classe dirigente. Sostituita peraltro poi da un'altra meno colta, meno competente e non certamente più onesta.
Oggi le indagini giudiziarie stanno colpendo coloro i quali allora si contrapposero a Craxi ed alla sua azione riformatrice. Era forse ora che si indagasse anche lì, ma la questione è e rimane comunque politica.
E forse non è un caso che dal 1994 ad oggi gli eredi del socialismo liberale, del liberalismo repubblicano e del cristianesimo sociale, si ritrovino per la maggior parte nella coalizione guidata da Silvio Berlusconi.
Una coalizione che non è certo la panacea e che abbisognerebbe di una grande spinta laica e libertaria nel solco dei Turati, degli Einaudi, dei Pannunzio, dei La Malfa, dei Pacciardi e dello stesso Craxi, ma che in ogni caso oggi può garantire ciò che altri – pseudo democratici, moralisti e pseudo moralizzatori “de sinistra”– non hanno e non saprebbero comunque garantire. Né oggi né mai.

Luca Bagatin



12 gennaio 2009

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin

CANNIBALISMO



Quando ero vegetariano convinto mi chiedevo il motivo per il quale le persone mangiassero gli animali e non individui loro pari.
Oggi, non essendo mai stato dogmatico e smesso per molti versi il mio vegetarianesimo, mi chiedo quando apriranno la caccia grossa all'uomo


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini