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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 ottobre 2009

HALLOWEEN....

La morte che viene
La morte che va
La morte e la vita
 La morte e l'amore
La morte nel cuore
Il cuore nel sesso
Il sesso è la vita
Il sesso è l'amore
L'amore è la vita
Che bello è il tuo cuore








30 ottobre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO QUARTO)

Et voilà Madames et Messieurs il quarto capitolo del romanzetto che scrissi alla brutta età di quattordici anni, ancora pieno di brufoli, pustole e verruche (successivamente mi feci crescere la barba per coprire il tutto). Come sempre l'ambientazione è singolare (difficile immaginare un'ambientazione plurale in effetti !): la Prussia Settecentesca di Federico il Grande.
Un amore contrastato fra una nobildonna ed un semplice musicista....pronto a tutto.


Luca Bagatin

Capitolo quarto


L' alleanza

Einrich si rivolse verso Verusca e le disse: - Amore mio, portate con voi alcuni abiti. E' necessario lasciare al più presto la città, prima che Morgan ci uccida tutti! -.

Alexandra fu persuasa dall' idea del giovane ed anche lei esortò l' amica-padroncina a preparare il suo bagaglio per lasciare Brema.

Verusca, pensierosa, disse: - Come faremo a lasciare la città senza che Mark sappia nulla? Ci farà certamente cercare dalle guardie e per voi, Einrich, sarà la fine! -

Einrich tuttavia rispose tranquillamente: - Non importa ciò che mi accadrà! A me preme solamente di salvare la vostra vita e quella della vostra amica dalla perfidia di quel demonio!-

Quando Verusca ed Alexandra furono pronte, Einrich ordinò al cocchiere di Corte di scortarli sino a Weimar, ove il giovane aveva importanti conoscenze.

La carrozza partì in piena notte ed il Barone Mark Von Grimbukow, appena rientrato da un' importante discussione d’affari al cospetto del Re di Prussia1, la vide e chiese spiegazioni ai cortigiani.

I cavalieri e le dame gli illustrarono il precedente accaduto e lui, irritatissimo, uscì da Palazzo pronto a salire in groppa al suo cavallo per raggiungere la carrozza ed impedire la fuga.

Improvvisamente apparve il vecchio Turning, che gli disse con fare amichevole: - Barone, voi volete a tutti i costi ritrovare la duchessina ed uccidere quel maledetto Von Breith; mentre io, oltre a voler uccidere , come voi, Von Breith e se mi riesce anche quella sgualdrinella di Alexandra, vorrei in particolare mettere mano alle ricchezze della vostra promessa sposa, che, naturalmente, ci divideremo in parti uguali. So infatti che il vostro è più che altro un matrimonio di interesse ... diciamo pure ... ehm... economico... perciò vorrei proporvi di unire le nostre forze al fine di concretizzare questi nostri perfidi ma astuti propositi -

Mark lo guardò sbalordito ma al contempo compiaciuto. - Chi siete, messere? Sicuramente un personaggio che dovrebbe certamente frequentare la mia amatissima Corte -

- Mi chiamo Morgan, Morgan Turning, ma voi potete anche chiamarmi Morgy, come mi chiamano gli amici dei quartieri malfamati della città. Ah, ah, ah...Ma ora veniamo a noi: ho molte conoscenze, non solo tra i delinquenti di Brema, ma anche presso i nobili frequentanti le Corti d' Inghilterra e Prussia, le due eterne potenze alleate. Potrei quindi facilmente servirmi di queste mie conoscenze e, naturalmente con l' aiuto dei vostri fidi granatieri, potremmo acciuffare il giovane Einrich, rinchiuderlo e condannarlo a morte e, a quel punto, voi avreste la strada libera per riconquistare la duchessina ed io, insieme naturalmente a voi, diventerei il malfattore più ricco di Prussia -

Rise sguaiatamente come era solito fare. Poi continuò: - Ho sentito che i due ‘ piccioncini’ e l'amica, sono in viaggio per Weimar. Avvertirò immediatamente il mio amico, il marchese Fritz Hausbrand, ora in gravissime condizioni economiche, mediante un piccione viaggiatore. Fritz risiede proprio nel cuore di Weimar e per pochi talleri infilzerebbe chiunque! Fin dai tempi in cui frequentavamo la Scuola di scherma di Londra, infatti, era il miglior spadaccino d' Europa , ed ora, pare che non abbia perso la sua fama -

Il barone sorrise: - Morgy, è un piano veramente diabolico, degno di un vero genio del crimine! Accetto le vostre proposte con vero piacere -

Turning salutò il giovane e si affrettò a raggiungere la sua tetra dimora, ove prelevò, tra i suoi piccioni viaggiatori, quello che gli pareva più veloce; gli legò ad una zampa il messaggio per il marchese Hausbrand e lo fece volare verso Weimar.

1 Federico Guglielmo I (1688/1740)



27 ottobre 2009

Primarie Pd: un esito scontato che poco interessa al Paese


Orbene, questa storia delle "primarie" del Pd è finalmente terminata con l'ennesimo esito scontato.
Come alle scorse "primarie", ha vinto il candidato dell'apparato cattocom: ieri Uolter, oggi Piergigi.
Lo spottone "democratico" ha ad ogni modo funzionato alla grande: il partito dei cattocomunisti è stato presente nei media come non mai (pur senza lanciare alcuna proposta concreta per il destino del Paese) e, con i due euro richiesti ad ognuno dei tre milioni di "elettori", è anche riuscito a far cassa.
Peccato che in tutto ciò manchi la serietà dei Padri nobili della tradizione cattocomunista da Togliatti a Berlinguer passando per Aldo Moro e Dossetti che, saranno anche stati dei gran clericaloni e conservatori, ma non mancavano certo di equilibrio e sobrietà politica.
Un'americanata così, insomma, dubitiamo l'avrebbero tollerata.
Che poi, a dirla tutta, le americanate bisogna anche saperle fare per bene.
Negli Stati Uniti d'America - unico Paese al mondo ove esiste l'istituto delle primerie (quelle serie, appunto) - i candidati in lizza si presentano alcuni mesi prima delle elezioni nazionali. Ed è lì che si decide democraticamente chi sarà a guidare il partito che lo porterà ad essere il nuovo Presidente degli USA. Detti candidati, inoltre, non solo girano in lungo ed il largo il Paese spiegando i loro programmi, ma finanche spendono un fottio di soldi provenienti dalle loro tasche (negli USA non esiste, come da noi, il sistema del finanziamento pubblico ai partiti o rimborsi elettorali) e sostenuti alla luce del sole dalle lobby di riferimento. Che, nel bene o nel male, pesano nell'esito dell'elezione (il fatto che ciò avvenga alla luce del sole, purtuttavia, garantisce una trasparenza praticamente inesistente qui in Italia).
L'esatto opposto di quanto avviene da noi ove è l'apparato del Pd a fare da padrone. E, magari, quando c'è un candidato "outsider" come Ignazio Marino, si arriva finanche ad attaccarlo sui media tirandogli fuori vecchi scheletri nell'armadio....magari pure presunti !
Non vediamo, insomma, che cosa ci sia da esultare quando all'orizzonte non vi sono comunque programmi alternativi a quelli del PdL.
Ci auguriamo purtuttavia che nel PdL vi sia un serio chiarimento relativamente alla linea da seguire: è impensabile che si possano fare le riforme di cui questo Paese ha bisogno con un Ministro dell'Economia statalista come Giulio Tremonti, che vuole mentenere la pressione fiscale agli attuali livelli e che ripropone una vecchia chimera cattocomunista: il posto fisso.
Su almeno tre punti il Premier Berlusconi non può rimandare o avere dubbi: abolizione delle Province ed enti inutili; abolizione progressiva dell'Irap e riforma della giustizia che preveda finalmente la separazione delle carriere dei magistrati.
Se così non sarà il PdL avrà perso la scommessa con l'Italia intera e non sarà per davvero dissimile dal carro cattocomunista.

Luca Bagatin



26 ottobre 2009

LUCA NON SOFFRE PIU' articolo by Peter Boom

L'ALBERO HA AVUTO PIETA'
presentazione di Luca Bagatin

Peter questa volta mi ha fatto letteralmente commuovere.
Non saprei davvero come altro commentare, se non invitare alla lettura del suo articolo ed alla riflessione.
Talvolta la rabbia, cede il passo alla comprensione e diviene senso di giustizia, di amore.
Il racconto, la testimonianza di Peter Boom, che segue è - io credo - un piccolo spaccato di vita, di "certe" vite di "certe" diversità, di ciò che non sappiamo comprendere degli altri perché bombardati dal giudizio e dunque dal pregiudizio. Che sono l'opposto della comprensione. Della visione del "diverso" che è anche in noi.
Nella nostra unicità.
Ovvero nella nostra umanità.

Luca Bagatin


LUCA NON SOFFRE PIU'....
di Peter Boom

Ma come? Perché? Eh già … è saltato giù dal quinto piano e questa volta finalmente gli è andata bene.
Ha messo fine alla sua vita torturata, lui un nero somalo adottato all'età di due anni da gente caritatevole in una città della provincia italiana: “Oh che bel bambinello, sorride, è pieno di vita, tutto nero e col pisellino un po' roseo, che dolce, ma poi … il bambinello nero cresce e rimane nero ed è logico, anzi logicissimo che qualcuno cominci a prenderlo in giro. Lui non sembra curarsene troppo e mantiene il suo sorriso accattivante, rimane ottimista, ingenuo, finché non scopre di essere una seconda volta diverso, cioè gay, omosex. Quel che è peggio gli piace anche travestirsi per divertirsi un po' di sera.
In città lo sanno oramai tutti, la sua famiglia cerca di resistere …. non ce la fanno e l'opinione pubblica è una brutta bestia, sadica, cattivissima.
Luca prova ancora a sorridere con quegli occhi pieni di luce ma poi … non ce la fa più e salta da un altissimo viadotto. Purtroppo non gli va bene perché disgraziatamente un albero frena la sua rovinosa caduta. Sì, l'albero ha avuto pietà!
Vigili del fuoco, poliziotti, medici, chirurghi, si sono tutti prodigati per salvare quel ragazzo straziato e in coma. E' uscito dal coma, una gamba più corta e numerosi altri disturbi e lui pianpianino è tornato a sorridere. La ferita più grave non la portava sul corpo ma nel profondo dell'anima. Una signora giudice lo ha aiutato a trovare un lavoro e lui pulendo un parco di motociclette continuava a studiare ed a leggere libri. In quel garage, pur conoscendo la sua storia, continuarono a prenderlo in giro per il suo essere nero e frocio, diverso. Un giorno uno di quei “signori” è venuto a trovarlo, si è denudato una certa parte del corpo e ha detto: “Dai, brutto frocio negro fammi godere.” Luca non ha risposto a quel “signore” così represso e se n'è andato, è fuggito a Roma dove l'ho conosciuto nel 1998 in occasione della commemorazione del gay siciliano Alfredo Ormando, il quale si era dato fuoco con la benzina il 13 gennaio 1997 davanti al sagrato in piazza San Pietro.
Luca sembrava di nuovo allegro liberatosi da quel orribile clima provinciale che gli era diventato insopportabile, ma dentro non stava bene, il trauma psichico infertogli con tanta crudeltà e disprezzo era oramai irreparabile. Ogni tanto venne ricoverato per farsi rimbambolire da potenti sedativi. Poi … sembrava di nuovo guarito, la vita ricominciava quasi normalmente.
Grazie ad alcune persone ha poi trovato un lavoro degno presso un Ministero.
Luca era gentile con tutti, cercava sempre di aiutare tutti, regalava un euro al drogato malmesso per strada e ha ospitato un ragazzo disprezzato come lui. Quel ragazzo però lo sfruttava, lo trattava male, lo minacciò sputandogli in faccia, ma Luca sentiva profondamente il bisogno di un po' d'affetto, possibilmente di amore e più veniva bistrattato più ripeteva che quel delinquente lo amava. Non voleva ammettere a sé stesso di non essere benvoluto e forse questa bugìa detta agli amici ma più che altro a sé stesso lo ha fatto sopravvivere per un altro po' di anni.
Dovremmo tutti maledire i razzisti, i finti religiosi, i politici omofobi, tutta gente che non ha capito che sta di fatto maledicendo una parte di sé stessi.
Pietà per loro, ma ...dobbiamo fermarli.

LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione,
di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.
La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

Peter Boom

http://www.pansexuality.it



23 ottobre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO SECONDO E TERZO)

Proseguiamo - per la neo rubrica FEUILLETTON - con la pubblicazione del secondo e terzo capitolo del romanzetto inedito che scrissi all'età di quattordici anni ambientato nel '700 prussiano.....

L.B.

Capitolo secondo



Il duello

    Il giorno seguente  era un giorno di pioggia e per questo il giovane Einrich era triste, tuttavia lo consolò il fatto di fare nuovamente visita alla sua amata Verusca.
    Arrivato a Palazzo, venne fermato da un giovane che all'apparenza poteva avere la sua stessa età, non molto alto, imberbe, vestito con una giubba rossa con borchie in oro e dei calzoni blu e, fatto curioso per l' epoca, non portava parrucca ma aveva ben in mostra i suoi corti capelli castani. Il giovane puntò la sua pistola contro Einrich.
    - Con chi ho il piacere di parlare, messere?-, chiese Einrich stizzito.
    - Sono il barone Mark Von Grimbukow, fidanzato della duchessina Verusca Von Holstein e suo futuro sposo e non vi permetterò più di conversare con lei come avete fatto ieri, altrimenti dovrete risponderne alla mia spada!-
    Einrich, nonostante tutto non si diede per vinto e gli disse apertamente: - Caro barone, voi non potete obbligare né la duchessina a non vedermi, né tantomeno me a non poterla vedere, altrimenti mi vedrò costretto a sporcare con il vostro sangue la mia spada -
    I due rimasero alcuni istanti guardandosi fissi negli occhi, poi di colpo Einrich scese da cavallo, estrasse la spada ed iniziò a duellare con il nobile.
    Poco dopo, avvertita dalle sue amiche del duello, arrivò Verusca, la quale pregò i due di non commettere pazzie e di interrompere la tenzone. Einrich, alle parole della sua amata, rifoderò immediatamente la spada, mentre il barone ne approfittò per ferirlo alla spalla. Il giovane, privo di sensi venne soccorso da Verusca, ma l'aristocratico la prese violentemente per il braccio e la riportò nel palazzo, dicendo: - Quel romantico borghesotto non ha il diritto di vivere, lasciamolo alla sua sorte ! - e rise sguaiatamente.
    Einrich, successivamente, ripresi i sensi, saltò nuovamente in groppa al suo cavallo, ormai deciso ad uccidere Von Grimbukow e a conquistare la sua adorata Verusca.


Capitolo terzo


L' uccisore

Le tenebre erano appena calate quando Einrich rientrò a casa.

La prima cosa che fece fu togliersi la giubba, ormai sgualcita e strappata, che ripose sopra il suo enorme letto.

D’un tratto notò un foglio insanguinato attaccato con un coltello alla porta della stanza. Lo lesse e rimase sbalordito. Fu quasi sul punto di perdere la testa: si trattava di una pesante minaccia!

Caro amico, se tenete alla vita della duchessina ed alla vostra, uccidete la sua amica Alexandra, residente nella stanza accanto a quella della vostra amata

Morgan Turning, detto “l' uccisore”

Il giovane, alcuni istanti dopo, si riprese dallo stato confusionale che lo aveva colpito, impugnò la spada, scese nella scuderia e, come se le fatiche della giornata fossero state risucchiate dal vento, montò in groppa al suo cavallo e cercò di raggiungere il più velocemente possibile il maniero degli Holstein-Grimbukow.

Alcune guardie tentarono di fermarlo, ma lui non esitò ad abbatterle e ben presto penetrò nel Palazzo. Salì le scale e si precipitò nella stanza della giovane Alexandra, la quale, vedendolo, si intimorì e lo ammonì: - Messere, nessuno vi ha insegnato a bussare prima di entrare in una stanza e, per giunta, di una ragazza? -

Einrich ne rimase mortificato e rispose: - Scusate madama, ma, insieme alla duchessina, dovete lasciare al più presto la città. Ho infatti ricevuto un messaggio che diceva che avrei dovuto uccidervi e che se non l' avessi fatto, la duchessina sarebbe sicuramente morta -

La ragazza sorrise e non si preoccupò affatto dell' accaduto.

- Messere, chi volete che abbia intenzione di uccidere una giovane ed indifesa dama di Corte come me? Se volete conquistare la duchessina, cercate almeno delle scuse più credibili! -

- Vi dice nulla il nome di Morgan Turning, madama? - intervenne Einrich.

Alexandra, alle parole del giovane, svenne ed Einrich le venne in soccorso.

Pochi istanti dopo entrò nella stanza la duchessina Verusca, la quale era solita, ogni sera, dare la buona notte alla sua amica e, vedendo Einrich e l' amica svenuta, non esitò a dare un urlo così forte che il grosso della Corte era salito a vedere cosa fosse accaduto.

D' un tratto apparve dalla finestra della stanza di Alexandra, un uomo molto anziano, con il viso ricoperto di rughe, gli occhi gonfi ed il naso grosso e lungo. Indossava un abito verde chiaro, tempestato quà e là da brillanti e zaffiri di ogni forma, inoltre, portava una parrucca grigiastra che terminava con un codino legato a treccia: era Morgan Turning, il famoso "uccisore", l' autore del perfido messaggio.

Il vecchio si rivolse ad Einrich: -Tu, tu, piccolo borghesotto, invece di uccidere Alexandra la soccorri. Allora vorrà dire che ucciderò la tua adorata Verusca! - e, ridendo sguaiatamente, estrasse la pistola, scese dal davanzale della finestra, e la puntò alla tempia della duchessina, la quale era in preda ad un prossimo svenimento.

Einrich allora, con uno scatto fulmineo degno di un lupo, atterrò Morgan, gli tolse di mano la pistola e gliela puntò contro; poi gli chiese: - Chi siete? Perché volete uccidere Alexandra, messere? -

- Perché questa dolcissima fanciulla mi ha abbandonato dopo il nostro felice matrimonio, e, quanto alla prima domanda: io sono il Maggiore Morgan Turning, ex ufficiale dell' esercito inglese al servizio di Sua Maestà Re Giorgio II - rispose divertito il vecchio.

Alexandra, calmatasi, intervenne dicendo: - Non credete alle sue parole, messere, egli non è altri che un pazzo che perseguitò per anni la mia famiglia: uccise prima mio padre, poi mia madre, ed infine il mio unico fratello. Così ... senza una precisa ragione ... credo. Ed ora ... ora vuole uccidere anche me... -

Morgan l’interruppe dicendo: - Vi sbagliate Alexandra, io non uccido “senza una precisa ragione”, bensì per la più nobile delle ragioni, quella di dare un senso alla mia vita! -

Einrich gli chiese pensieroso: - Non capisco: perché volevate che la uccidessi proprio io? Perché dite di uccidere solo per dare un senso alla vostra vita? -

Turning rispose:- Dovevate ucciderla voi perché credevo che, essendo un ingenuo borghesotto innamorato della duchessina, avreste ceduto all' astuto ricatto. Alla seconda domanda posso rispondervi con le stesse parole di Alexandra: io sono pazzo, sì, è vero, ma voi tutti, non mi avrete mai! - e si gettò dalla finestra scomparendo nel nulla.

‘Una creatura dell' Inferno’, pensarono tutti.




21 ottobre 2009

Costruire un Polo Laico-Liberaldemocratico.....nonostante Pannella


L'altro giorno, un lettore del mio blog, mi ha lasciato un commento nel quale ha scritto:

"purtroppo nell' Italia del PD e del PD+L non vi sarà mai laicità.
laici , liberali, repubblicani, azionisti, socialisti, libertari dovrebbero unirsi intorno al carisma di Marco Pannella e tentar di modificar i rapporti di forza.
Brunetta, Fini , LaMalfa, Nucara, DellaVedova, Pannella, Nencini, Bobo Craxi, Pittella, Amato ed ora anche Bonelli in un unica alleanza con Emma premier contro la Vaticalia fascista e sfascista".


In linea di massima, sarei anche d'accordo epperò.....mi ha fatto pensare alla conversazione settimanale che Marco Pannella, padre padrone dei Radicali Italiani, ha tenuto recentissimamente con Massimo Bordin ai microfoni di Radio Radicale.
Pannella pare che si sia messo da qualche tempo a rincorrere i Verdi di Bonelli e le anime in fuga da Sinistra e Libertà.
E per l'ennesima volta non lo capisco.
Non capisco questo vecchio signore che pur quando ero ragazzino mi affascinava per la sua battaglie nonviolente e laiche. Non capisco perché perda tempo a rincorrere questi "sinistri" che di nonviolenza e laicità se ne sono sempre fregati alla grande, privilegiando le "battaglie" sindacatocratico-parassitarie e ambiental-fondamentaliste per il mantenimento dello status quo. Contro le libertà individuali e del mercato, che sono invece la premessa per le libertà civili.
Quando avevo 17 anni sono stato iscritto ai Verdi. Non l'ho mai nascosto. E' stato lì, infatti, che ho conosciuto i primi radicali storici ed è stato ancora lì che ho iniziato a prendere le distanze da certa sinistra.
I Verdi, peraltro, nel corso degli anni hanno mutato il loro DNA: da partito di sinistra moderata e per i diritti civili a utili idioti dei comunisti e serbatoio per i centri sociali più estremisti.
Che Pannella li insegua per le elezioni regionali dell'anno prossimo, mi appare l'ennesima follia radicale.
Follia radicale come quella del non volersi pressoché mai presentare alle elezioni amministrative, come spesso accaduto sulla base dei diktat pannelliani. Quando invece è proprio a livello locale che si può agire meglio politicamente: abbattendo la burocrazia, garantendo servizi migliori per i cittadini, garantendo più sicurezza e gestendo al meglio le risorse.
Quel che propone oggi Pannella sembra essere questo: per le Regionali lanciamo dei candidati comuni e facciamoli sostenere da quante più liste laiche possibili dai Verdi ai Socialisti (quali ?) e magari anche con Repubblicani e Liberali. Un bel minestrone calato dall'alto, alla faccia degli elettori e delle problematiche locali.
Ora, io che seguo da anni l'evoluzione strategica dei partiti laici italiani, mi chiedo perché Pannella si sia opposto - in sede di elezioni europee - a fare una lista con Repubblicani e Liberali, come propostogli, preferendo invece lanciare ancora una volta la personalistica Lista Pannella-Bonino.
Quello sarebbe stato non solo un bel banco di prova laico-liberaldemocratico (e non laico-minestroncratico), ma anche la sede appropriata ove rilanciare gli Stati Uniti d'Europa, cavallo di battaglia della nostra tradizione da Mazzini ad Ernesto Rossi.
E mi chiedo anche perché Pannella continui ad inseguire il nulla, ovvero non solo i Verdi ma anche i Socialisti "de sinistra" (come si definiscono), che non si sa nemmeno se esistono più dopo l'esperienza fallimentare della Rosa nel Pugno prima e di Sinistra e Libertà poi.
Con un leader così non solo i Radicali non andranno da nessuna parte (se non rimanere gli utili idioti del Pd, partito dei cattocomunisti), ma nemmeno i laici.
Diverso sarebbe proporre alle Regionali delle liste laiche locali, su problematiche essenzialmente locali. Ed accenno al fatto che, a Pordenone, come Repubblicani, stiamo per lanciare un'associazione laica trasversale che comprenda non solo chi è impegnato politicamente sul fronte laico, ma anche e soprattutto singoli cittadini sensibili ai diritti civili ed alle libertà del mercato. Il tutto organizzando settimanalmente delle riunioni il più possibile aperte.
Sul fronte nazionale, invece, come sostenitamo da anni peraltro, sarebbe opportuno avviare un percorso che porti alla costituzione di un unico soggetto politico laico-liberaldemocratico, ancorato all'Internazionale Liberale ed all'Eldr, che raccolga Repubblicani, Liberali, Radicali e tutti quei Riformatori e Liberalsocialisti che anelano ad una casa comune.
Un unico soggetto che possa anche partire da una spaccatura costruttiva dell'attuale PdL (e raccogliere gli sparuti liberali del Pd) e che potrebbe vedere protagonisti non solo Renato Brunetta, ma anche Gianfranco Fini.
Un unico soggetto politico con un'unico simbolo, un'unica sede nazionale (anche per risparmiare sui costi), un unico giornale di partito e così via.
Con un programma condiviso che sul piano economico vada dal rigore nei conti pubblici, all'aliquota unica per tutti al 20%, all'allungamento dell'età pensionabile; che sul fronte civile vada dalla  libertà di cura, di vita, di morte, per il matrimonio omosessuale e così via. Ed in politica estera miri alla creazione dell'Europa politica, amica degli Stati Uniti e dello Stato d'Israele.
Se qualcuno inizierà già a lavorare a questo progetto, non è escluso che si possa davvero ridisegnare un nuovo bipolarismo che ci veda davvero protagonisti.

Luca Bagatin



19 ottobre 2009

Che fine ha fatto Roberta Carrano ? (una testimonianza)


A sinistra: Ambra Angiolini e Roberta Carrano
A destra: parte del cast di Non è la Rai


C'è una rubrica che langue su questo blog.
Anzi, una rubrica che languiva.
Chi ha incastrato Peter Pan, francamente, poco c'importa e - per inciso - Capitan Uncino ci stava pure simpatico. Ordunque se anche è stato lui, buon pro gli faccia.
Nel dicembre 2007 - ovvero quasi due anni fa - ci chiedemmo:

CHE FINE HA FATTO ROBERTA CARRANO ?

Ed aprimmo "ad hoc" una rubrica su questi schermi telenettici blogghizzati con lo scopo ultimo di farla riapparire (urka burka !!).
Grazie alle nostre molteplici risorse ed alla nostra provata capacità pinkettsian-alanfordian-investigativa tentammo anche di scovarla, ma....senza alcun successo (scovammo solo Giovanni Negri che, se permettete, non è la stessa cosa).
Ma, andiamo con ordine.
Chi è Roberta Carrano ?
Quelli della mia degenere generazione, allora denominata X, se la ricordano bene come una delle ragazze più esuberanti di "Non è la Rai", il programma d'intrattenimento a tratti surreale dell'intramontabile Gianni Boncompagni, che andò in onda su Canale 5 nei primissimi anni '90 e presentato da Enrica Bonaccorti.
Un programma con ragazze giovanissime, ma per nulla ammiccanti o discinte e finanche divertente.
Un programma che lanciò numerosissime soubrette poi diventate attrici come Ambra Angiolini, Sabrina Impacciatore, Ivonne Sciò, Antonella Elia, ed anche il giornalista Antonello Piroso, oggi personaggio punta dei programmi di approfondimento de La7.
Personalmente non me ne persi una puntata ed imparai a memoria tutto il repertorio di Lucio Battisti e Gianna Nannini. Oltre al tormentone: "Please don't go", ovvero plisdongò, come andava di moda chiamarlo ai tempi (correva l'anno 1992).
Fatto sta che di Roberta Carrano, dal 1994, ovvero da quando "Non è la Rai" terminò definitivamente, non se ne seppe più nulla.

Alcuni giorni fa mi scrive un ragazzo, Dario Morenghi di Piacenza, che mi racconta di aver conosciuto personalmente Roberta Carrano e la sua famiglia, sino al 1999, e poi ad un certo punto.....sparita.
Beh, non mi dilungherò oltre in quanto voglio farvi leggere il messaggio-appello che Dario mi ha inviato e che ha accettato di far pubblicare qui assieme anche ad alcune foto che lo ritraggono con Roberta stessa.
E di questo lo ringrazio immensamente.
E' uno spaccato di vita di quegli anni, se posso permettermi di dire. Quando quelle ragazzine dolcissime ci avevano fatti innamorare tutti con la loro semplicità, i loro sorrisi, il loro non essere per nulla formose. Il loro essere sé stesse davanti alle telecamera, cantando, ballando, talvolta prendendosi anche in giro.
Dario mi ha fatto ricordare tutto questo.
E mi auguro davvero che la sua testimonianza possa far sì che Roberta si faccia viva, magari anche solo per un saluto.
Se non a me, almeno a Dario, che - come scrive - vuole in particolare chiederle "scusa".

Luca Bagatin



Ciao Luca,

Cerchero’ di spiegarti brevemente come sono andate le cose , perche’ altrimenti dovrei scrivere un libro.

L’ho conosciuta nel 1993 quando avevo 17 anni.

Io sono di Piacenza , ma ho i parenti a Roma e per questa ragione ho potuto andare tante volte a trovarla , visto che poi me ne stavo a dormire da loro.

Ero andato fuori di testa per lei e dopo centinaia di lettere e di “ricerche sul campo” avevo scoperto dove abitava e ho passato diversi pomeriggi ad aspettarla sotto casa , quando ancora non eravamo entrati in confidenza.

Non sono mai stato ossessivo o insistente con lei , forse e’ per questo che incontro dopo incontro lei mi ha concesso la sua fiducia.

Io andavo a trovarla 4 / 5 volte l’anno , questo dal 1994 al 1999 circa.

E’ sempre stata molto gentile , sia lei che la sua famiglia e il suo fidanzato ( che all’inizio nel '93 non aveva )

Un paio di volte c’era anche mia mamma.

Io mi accontentavo di passare un’oretta con lei , di questa sorta di amicizia che per me era ovviamente importantissima.

Ci sentivamo anche al telefono , una volta al mese piu’ o meno.

Io cercavo di non esagerare mai ne’ con le chiamate ne’ quando ci vedevamo di persona , pero’ ultimamente notavo ( dal 1998 al 1999 ) che facevo sempre piu’ fatica a parlarle.

Avevo l’impressione che si negasse o che non me la volessero piu’ passare.

Ti giuro che ancora adesso mi chiedo perche’.

A quel punto , spinto dalla rabbia e dalla delusione , le ho lasciato dei messaggi in segreteria un po’ troppo nervosi e credo che questo sia stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Ho chiesto spiegazioni a sua madre , ma lei diceva che mi sbagliavo.

Non sono + riuscito a trovare il suo indirizzo ( dal '93 al '98 ha cambiato casa almeno 3 volte ) e il suo numero di telefono.

Mi dispiace moltissimo.

Vorrei tanto avere sue notizie.

Tutto quello che avevamo costruito insieme ( poco per lei forse , ma immenso per me ) e’ stato credo rovinato e ancora oggi non ne capisco il motivo.

Se lei mi leggesse in qualche modo ( io non ho il computer a casa ) , vorrei chiederle scusa , ma lei sa quanto le ho voluto bene e cosa rappresentava per me.

Se hai qualche curiosita’ Luca , a me fa molto piacere parlarne.

Ciao

Dario Morenghi


La foto sotto casa sua e’ datata giugno 1994 , avevo 17 anni ( e i capelli un po’ portoricani ).

Lei stringe l’album di foto di cui ti avevo parlato.

La foto dentro casa sua e’ datata Marzo 1996.

C’e’ anche una dedica sul retro di una foto.

Ciao

Grazie.

E grazie a Dario. Non so se questo poliedrico blog riuscirà a fare la carrambata, ma, ad ogni modo, non potremo dire di non averci provato.

L.B.



16 ottobre 2009

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO PRIMO)

APPENDICE O APPENDICITE ?
presentazione by Luca Bagatin

Quel che vorrei proporvi - aprendo peraltro la nuova rubrica FEUILLETTON -  è un mio scritto inedito, anzi, di più, il mio primo romanzo e - pergiunta - inedito.
Lo scrissi nel 1993, a quattordici anni, ed è e rimane una mezza bojata (è, infatti, inedito per scelta del sottoscritto e non di presunti editori ai quali mai lo sottoposi, tanto fa schifino).
Non che l'idea fosse malaccio, per carità, anzi. Anticipò di anni quel polpettone chiamato "Elisa di Rivombrosa" sia per ambientazione che per trama. Con la differenza che il mio "Un amore senza fine" è decisamente più avventuroso e meno melenso.
Un Luca Bagatin anticipante Cinzia TH Torrini, quindi ? Un Luca TH Bagatin insomma, in cui il TH sta per THE (e si pronuncia letteralmente THE, senza quella orribile pronuncia anglofona che ti costringe a mettere la lingua fra i denti e spruzzare saliva a chi ti sta di fronte) !
"Un amore senza fine" l'ho dunque pensato sedici anni fa, come un soggetto per un film o, ancor meglio, per un fotoromanzo.
Ne è uscito un feuilletton, un fogliettone, un romanzo più d'appendicite che d'appendice.
Un romanzo che voglio somministrarvi - di capitolo in capitolo - settimanalmente sino ai primi di gennaio o giù di lì.
Un romanzo che vi terrà dunque con il fiato...sul collo. Alitandovi ogni settimana come un venticello che vi capulterà (letteralmente) nel XVIII secolo, nella Prussia degli Hohenzollern.
Vivrete dunque le (dis)avventure di due teneri amanti, Einrich Von Breith e Verusca Von Holstein....fra duelli, guerre e tradimenti.
Come ho scritto all'inizio, tengasi conto che il tutto lo scrissi in pieno periodo di acne giovanile. Forma e lessico sono dunque assai poco "raffinati" e così anche il resto che - ribadisco - renderebbe molto meglio se se ne realizzasse un lungometraggio o un fotoromanzo.
Buona lettura....

Luca Bagatin

Capitolo primo



L' incontro

Correva l' anno 1735 e a Brema erano appena suonate le quattordici, quando un giovane borghese, alto come un granatiere, emaciato, vestito con una giubba di velluto bianco, dei pantaloni di raso dello stesso colore, un ampio tricorno nero ed una parrucca bianchissima e riccioluta, usciva dalla sua dimora, la quale non era certo una reggia, dato che era molto antica e quindi "barcollante", tanto che quando si salivano le scale per andare ai piani superiori, bisognava far attenzione a dove si poggiavano i piedi per non rischiare di sfondare i gradini di legno scuro.

Il giovane si chiamava Einrich Von Breith ed era un discreto musicista ed un accanito collezionista di armi, tanto che aveva speso quasi tutti i suoi risparmi per acquistare l' ultimo modello di pistola ricaricabile con stoppino in ottone finissimo.

Ora, infatti, si trovava in gravi condizioni economiche ed aveva addirittura perso il posto come maestro di musica presso la Cappella di Brema, per aver schiaffeggiato pubblicamente il cappellano, che precedentemente aveva tirato le orecchie ad un giovane mendicante che aveva rubato delle mele nel suo giardino.

Einrich infatti diceva: - Tutte le cose create dalla natura sono di tutti ed ha maggior ragione che lo siano dei mendicanti, i quali non possono permettersi di comperarle! Ho perso il posto, bene, ma l' ho perso con onore e per una causa più che giusta! -

Poco tempo dopo nel Gran Piazzale apparve la maestosa carrozza della duchessina di Brema: Verusca Von Holstein. Ella era una ragazza molto giovane, aveva i capelli mossi e neri nascosti, tuttavia, da un' enorme parrucca bianca che detestava per la sua scomodità.

Verusca era molto pallida, aveva le labbra sottili e gli occhi chiari, di perla, che riflettevano tutta la sua persona.

Einrich, come del resto tutti gli abitanti della città, ammirava la festosa parata e rimase subito colpito dall' infinita bellezza della duchessina, tanto che decise di seguire, con il suo fedele cavallo bianco (ormai una delle sue pochissime proprietà), la carrozza, che si fermò davanti al Palazzo Ducale: un enorme maniero bianco con il tetto blu, facilmente paragonabile alla reggia del Re di Prussia.

Einrich aveva molti amici presso i granatieri che difendevano la reggia e per questo gli fu facile penetrarvi.

Entrato, si fece annunciare come il nuovo compositore di Corte e si inchinò dinanzi alla duchessina. La giovane, stupita ed incuriosita, ordinò alla servitù di uscire ed Einrich, rimasto solo con lei, non negò di esserne innamorato e, per dimostrarglielo, le regalò un semplice mazzetto di variopinti fiori che aveva colto pochi minuti prima.

La duchessina lo osservò divertita per alcuni istanti e poi disse: -Voi, messere, siete molto gentile ma il mio cuore appartiene ad un altro-

Il giovane la guardò sbalordito e le rispose: -Madama, chiamatemi pure Einrich. Ed io, se non sono troppo imprudente, come posso chiamarvi?-.

-Verusca-, rispose la giovane.

Einrich continuò: -Io sono solo un semplice borghese, non un nobile come voi o come probabilmente il vostro promesso, tuttavia sappiate che farei qualsiasi cosa pur di far breccia nel vostro cuore, e che comunque vi amerò per sempre! Se volete posso venire a farvi visita ogni giorno e, quando e se lo vorrete, potrei accompagnarvi a fare una passeggiata-

Verusca tuttavia rispose che c'era già qualcun altro che l' avrebbe accompagnata ed Einrich si vide costretto a lasciare il maniero deluso ed amareggiato, ma ricolmo d' amore, un amore che lo aveva portato a spingersi fino al cospetto di una fra i più importanti nobili di Prussia: la sua amata!



14 ottobre 2009

L'omofobia e l'irresponsabilità della classe politica italiana



E' semplicemente assurdo, specie alla luce dei recenti casi di cronaca nera che hanno colpito molti omosessuali, che la legge sull'omofobia non sia passata in Parlamento.
E' invece addirittura vergognoso che l'Udc parli di incostituzionalità della legge stessa.
Ormai è da lungo tempo che i politici di turno tirano in ballo la Costituzione a sproposito, su questioni che con essa non c'entrano nulla, ovvero che essa non contempla (e così si sono rigettati a priori il Lodo Alfano, il matrimonio omosessuale, la castrazione chimica, questa legge sull'omofobia, appunto, tanto per citarne alcune), ad esclusivo loro uso e consumo.
E' veramente ora di smetterla, anche perché questa classe politica - pressoché nel suo complesso - sta dimostrando davvero di non essere all'altezza del compito per il quale è stata....."nominata" (non già eletta, visto che nella nostra attuale legge elettorale - quella sì palesemente anticostituzionale al punto che la Costituzione non prevede un sistema elettorale maggioritario - non sono più previste le preferenze).
E' altresì assurdo che siedano in Parlamento persone che potrebbero meglio tutelare la loro "fede religiosa" nei conventi e nelle parrocchie e non, diversamente, tentare di imporre una loro personalissima visione discriminante ad un Paese che è fatto di molteplici concezioni di vita. Tutte parimenti legittime in quanto non danno fastidio ad alcuno (se non all'intima coscienza di certi benpensanti che, ribadisco, possono benissimo decidere di servire la loro fede nei luoghi adatti allo scopo).
Urge dunque una legge contro le discriminazioni sessuali ed altresì una legge che aggravi le pene nei confronti di stupratori e pedofili, anche arrivando a ridurre i gradi di giudizio e non escludendo aprioristicamente misure quali la castrazione chimica che, a dispetto dell'altisonante nome, è una pratica farmacologica temporanea a base di ormoni che inibisce la produzione di testosterone.
Sono misure che dovrebbero in particolare essere discusse e concordate a livello sovranazionale, europeo, con mano ferma e senza tentennamenti perché non è possibile che a rimetterci la pelle e la dignità siano sempre i soggetti più deboli siano essi bambini, donne o omosessuali.
Questo sì va contro la nostra Costituzione repubblicana (e non già vaticana).
Altra misura da adottare dovrebbe essere quella dell'introduzione nelle scuole, a partire dalle medie inferiori, dell'ora di educazione sessuale. Senza pregiudizi, senza pruderie. In cui parlare anche di omosessualità, che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito essere una condizione umana del tutto naturale (peraltro esistente anche nel mondo animale).
Un'ora di educazione sessuale per responsabilizzare i giovani ed al fine di aiutarli a conoscere il proprio corpo e le sue molteplici funzioni, che non sono certo solo ed unicamente riproduttive.
Sarà la nostra classe politica così responsabile da prendere provvedimenti in tal senso ?
Ce ne auguriamo veramente, perché fra inutili primarie ed inutili inaugurazioni di ponti sullo stretto di Messina.....stiamo francamente perdendo solo tempo.

Luca Bagatin



14 ottobre 2009

In edicola il nuovo numero di SECRETA MAGAZINE

E' IN EDICOLA IL QUARTO NUMERO DI
 
SECRETA MAGAZINE
L'UNICA RIVISTA ESO-MYSTERICAMENTE RILEVANTE



DIRETTA DA ANDREA AROMATICO
CON LA COLLABORAZIONE DEL GRAN CAPITOLO RAM - RITO DI YORK
e come sempre CON UN ARTICOLO-RECENSIONE DEL SOTTOSCRITTO


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini