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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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28 aprile 2009

Intervista esclusiva alla showgirl Metis Di Meo per www.lucabagatin.ilcannocchiale.it by Luca Bagatin

In un mio articolo di alcuni mesi fa l'avevo definita come “un'icona burlesque anni '50”: un po' come Betty Page con la capigliatura alle Jessica Rabbit.
E avevo anche scritto che – a parer mio – è una ragazza che sarà destinata a bucare il video negli anni a venire.
Che io abbia esagerato non saprei francamente dire, ma, ad ogni modo, non ritratto una parola.
Parlo di Metis Di Meo: attrice romana, ventitreenne, conduttrice tanto poliedrica quanto ancora poco conosciuta ai più che - da quando l'ho vista la prima volta in video - mi ha davvero artisticamente ammaliato (e non credasi sia cosa facile !).
Con mio grande piacere ed onore, Metis, mi ha concesso un'amichevole intervista in esclusiva per e su questi schermi telenettici spumeggiatamente bloggizzanti.



Luca Bagatin: Dunque, Metis.....iniziamo dal tuo nome, certamente non comune e che fa spettacolo già di suo. E' il tuo nome vero ?


Metis Di Meo
: Assolutamente sì! Metis dal greco antico vuol dire saggezza, prudenza, astuzia…è il nome di una delle più ancestrali dee della Mitologia greca: prima moglie di Zeus e madre di Atena. Io preferisco tradurlo come “le astuzie dell’intelligenza”, la definizione che i greci davano di Ulisse.
I miei genitori, italianissimi e fantasticamente estrosi, mi hanno dato questo dono d'originalità sin dalla nascita e hanno fatto ancor meglio con mio fratello Joas, il mio amore: un combina guai di quattordici anni, maturo, creativo simpatico e molto spigliato !


Luca Bagatin
: Studi recitazione sin da ragazzina ed hai anche recitato in alcuni film per la televisione. Piccole parti, ma sempre meglio che niente. Come è nata la passione per questo mestiere ?


Metis Di Meo
: Mio padre è un ex cineasta, prima attore, poi regista, poi produttore e poi...finalmente ha cambiato lavoro dieci anni fa ! Mia madre tuttora è una tersicorea professionista  ed attrice.
Sono cresciuta nel loro ambiente, Cannes, l’Opera…
Mangiavo film a colazione, trovavo sceneggiature su ogni tavolo...la merenda si faceva a teatro e la sera una bella commedia teatrale prima di andare a dormire.
Il richiamo delle Muse era forte: la spigliatezza sfrontata, il carattere intraprendente, la sensibilità romantica e sognatrice, la voglia ardente d'imparare e quel pizzico di eccentrico egocentrismo.
La prima esperienza lavorativa l’ho avuta ad otto anni, un film.
Poi pubblicità e teatro, tante compagnie teatrali di generi diversi.
Mi sono innamorata e rifugiata a teatro per tutta la mia adolescenza, credendolo il mio mondo estemporaneo dei sogni in cui solo lì si era davvero felici e perdendo la propria identità ci si trovava davvero nella naturalezza di poter essere “stranamente” sé stessi.
Dopo la delusione nell'approccio al mondo del lavoro, nei teatri off di Roma, quando avevo sedici anni, mi è capitata un'opportunità. Così ho iniziato a presentare serate: concorsi di bellezza, sfilate di moda, prime teatrali e letterarie, serate di beneficenza, spettacoli di cabaret.
Funziona così: se lavori bene le persone ti richiamano, si passano parola, ti notano.
Ho iniziato a lavorare in televisione, chiacchierona e secchiona com'ero ho trovato tanti spazi fra le reti private. Così ho condotto una decina di programmi televisivi in Italia ed all'estero, format disparati (talk show, quiz show, entrateinemaint...)
Pochi giorni dopo la mia maturità, prima di partire per un po per New York, il mio primo vero provino per Rai Uno. Da lì “Domenica In”, poi Canale 5 (“Ciao Darwin”, “Fattore C”), Italia1 (“Talent1”, “One night” ) e La7 (“Bombay”) per poi tornare da mamma Rai, rete ammiraglia, programma dell'anno: “Ballando con le stelle”.
Insomma, credo che nella vita il lavoro sia un mezzo per vivere meglio, che non ci possa essere niente di più entusiasmante del poter rendere le proprie passioni ed ambizioni il motore della vita, di trasformare in lavoro ciò che più ti entusiasma, ti diverte, ti soddisfa, ti stimola la creatività, ti rende appagata, umanamente ed anche economicamente per essere autonoma ed essenzialmente...felice!!!


Luca Bagatin
: I fotoromanzi sono un genere alquanto arcaico nel mondo dell'editoria, per quanto abbiano lanciato numerosissime attrici, attori ed anche presentatori diventati poi famosi (mi viene in mente Enzo Tortora, al quale umanamente mi sono sempre sentito molto legato). Fra le tue esperienze nel mondo dello spettacolo – guarda caso - vanti quella di attrice per i fotoromanzi della “Lancio”.
Che ne pensi di questo genere ? Trovi sia ancora attuale ed abbia un suo mercato ?


Metis Di Meo
: Ho iniziato a fare fotoromanzi a quattordici anni per “Cioè”, il magazine adolescenziale per eccellenza.
Erano i miei primi lavori ed univano alla perfezione il lavoro di attrice a quello di fotomodella che mi dava i primi guadagni.
La “Lancio”, poi, mi ha adottata per svariati anni, insegnandomi il mestiere e per questo le sono molto affezionata.
Avventure entusiasmanti, grandi personaggi da interpretare con attori professionisti ed una troupe che ha visto nascere e crescere questo fenomeno e ha svezzato tutti gli attori e le attrici italiani e non solo: dalla Lollobrigida alla Parietti.
Vivere ogni episodio per me era sempre intraprendente ed emozionante, ma con il tempo mi sono trasformata anche in una lettrice.
Nonostante il boom di vendite sia andato scemando, è presente con ardente entusiasmo un folto gruppo di fedeli ed appassionati lettori, giovani e meno giovani, in ogni parte del mondo.


Luca Bagatin
: Se ti dico teatro, cinema o tv tu che cosa mi rispondi ?


Metis Di Meo: Ai miei occhi il teatro rappresenta la mi adolescenza e la mia crescita interiore....il cinema un'utopia e la televisione il mio odierno, oserei dire, impiego. (Mi fa sorridere perché il termine è, scusami l'azzardo, folkloristico, ormai, quasi come la parola spettacolo. Sono dei rifugi lessicali nei quali si intende tutto e nulla, ma nella realtà al suo interno ci sono campi diversi e ben distinti.)
Nella vita di tutti i giorni ne fanno tutte parte in maniera diversa;
Sono una telespettatrice anomala: guardo saltuariamente ogni programma e recupero attraverso la rete o i giornali le migliori informazioni o spezzoni. Il teatro lo vivo con passione, seguendo solo ciò che mi entusiasma. Il cinema con regolarità e ottima frequenza.


Luca Bagatin
: Sono persuaso del fatto che una ragazza attraente che fa spettacolo sia assolutamente completa solo se è in grado di far ridere. Penso ad esempio a Sabrina Impacciatore o ad Ambra Angiolini.
Tu qualche anno fa hai presentato su Europa 7 il programma comico “Seven Show”. Com è stata quell'esperienza ? Pensi che il genere comico possa essere quello più adatto a te ?


Metis Di Meo: Mi sono divertita molto ed ho conosciuto tanti artisti che ancora seguo. Il “Seven Show” è un programma di culto ed è stata una delle mie migliori esperienze fra le reti televisive private. Mi ha permesso di utilizzare tutta la mia autoironia della vita di tutti giorni, che sul lavoro tendevo a nascondere per il semplice clichè che essendo una ragazza giovane, spigliata e carina le aspettative e pretese da me non erano delle migliori, quindi dovevo mostrare al meglio il mio valore con il massimo della severa professionalità. In quel programma ho capito che, anche a costo di non essere capita, il pubblico và appassionato. Ed il metodo più antico e sempre valido è una semplice risata ! Così ero buffa, svampita, scoordinata spesso..ma divertente ed ho messo orgoglio e serietà da parte per lasciarmi andare, ma solo nelle situazioni giustamente adeguate, altrimenti si dà soddisfazione a tutti coloro che credono e vogliono quel clichè. Mantenere questo equilibrio precario, fra autoironia-rispetto-professionalità-stima, di fronte agli occhi del pubblico e quello dei tuoi collaboratori non è per niente semplice, te lo assicuro...


Luca Bagatin
: E' arcinoto che sei reduce dall'esperienza di “Ballando con le Stelle” condotto da Milly Carlucci. Un reality show nel quale una ciurma di vip o aspiranti tali si cimentano nel ballo.
Converrai con me che c'è differenza fra “reality” e “reality”.....
Che cosa ne pensi, dunque, dei reality show ? Come mai secondo te attirano così tanto il pubblico ?


Metis Di Meo: Partiamo dal presupposto che con i miei compagni, capitanati dal nostro Generale, al secolo Milly Carlucci, siamo d'accordo sul non poter definire “BCLS” (come lo chiamano gli appassionati) un reality, ma un'elegante talent show dai particolari connotati. In quattro ore di diretta, pochi momenti di vita vissuta e la veridicità dei nostri rapporti interni non possono renderlo tale, specialmente perché in Italia chi con orgoglio tiene stretto questo titolo riempie quelle ore di spettacolo di litigi, maldicenze, insulti, urla, mani, cattiverie, flirt liberi e niente più.
La televisione imperversa di reality di ogni genere, tutti format stranieri che i nostri canali acquistano con gioia pur di assaporare l'ipotetico fatturato pubblicitario riscosso all'Estero.
Ognuno di questi ha l'intento di colpire, rompere qualche tabù, sdoganare qualche riserva comportamentale, oppure conquistare con la drammaturgia, dalla sua armi letali come la pena, la compassione, il pianto, la disperazione.
Ed infine, ormai purtroppo ultimo e dimenticato, il compito supremo: divertire.
Perché mai un reality è tanto seguito? Secondo me noi viviamo le nostre vite, quando siamo troppo stanchi o annoiati o infastiditi dalla vita entriamo in quella parallela: la televisione.
Qui seguiamo le emozioni. Vogliamo sognare e conoscere l'uomo o la donna dei sogni, eccitarci, arrabbiarci e sfogarci di tutto quello che abbiamo accumulato, consolarci dei nostri mali con quelli degli altri ecc.... In poche parole chi riesce con il proprio programma ad essere più rappresentativo e coinvolgente vince !


Luca Bagatin: Ho una stima sconfinata per Andrea Roncato. Pensa che da bambino, con il mio migliore amico sin dai tempi delle elementari, giocavamo ad impersonare l'accoppiata comica Gigi e Andrea.
Io, più burlone, ovviamente, impersonavo Andrea ! Ho anche letto il suo recente libro biografico.
Dopo questa premessa apparentemente divagatoria.....andiamo un po' più sul personale.
Si dice che “Ballando” abbia fatto scoccare la scintilla fra te e Roncato.....


Metis Di Meo: L'ho sentito dire....sai chi ha il peso di essere nominato come latin lover....deve veder narrate le sue gesta per non perdere il titolo! Ma non sono nell'elenco....insomma Andrea è una delle più belle scoperte di “Ballando”. Quando sono partita per questa avventura non mi sarei mai aspettata di trovare un gruppo così entusiasmante. Tra di loro ho stretto molte amicizie (come Manuela, Viky, Andrea Junior, Simone ecc... e ci vediamo spesso insieme) e sicuramente Andrea è tra le migliori in assoluto.
E' una persona adorabile, pieno di energia, un instancabile burlone e insieme ci divertiamo.
Ma come gli dico sempre: sono troppo vecchia per lui (e pure viceversa...) quindi....niente trippa Miao!!


Luca Bagatin: Su Facebook scrivi che sei compulsiva ed ossessiva..... Puoi spiegarci meglio ?

Metis Di Meo: Ma com'è bello.....perdere a momenti la coscienza e poi riacquistarla sulla consapevolezza della potenza dei mezzi di comunicazione. Ovvero scrivi su Facebook, parli con il mondo, ma non sempre te lo ricordi, sta di fatto che coinvolgi tutti su tutto.
Ma nel tuo essere criptico ed ermetico sai chi ti capirà.
Dicevamo...sì, compulsiva ossessiva....ne sono al corrente anche se non ricordo l'occasione precisa...ma la definizione mi appartiene. Lucidamente direi che sono disordini mentali, nervosi, agitati, che prendono possesso della tua mente in maniera ossessiva senza che tu riesca più a gestirli liberamente. Sei così portato a compiere azioni o meccanismi grazie ai quali cerchi di riattappare o neutralizzare i pensieri. Tra i tentativi si creano meccanismi psichici di difesa e disturbi della personalità. Detto così sembrerebbe complicato, ma in realtà ci coinvolge un po' tutti, chi più chi meno. Ma la vera differenza sta nel conoscersi, autopsicoanalizzarsi e sapersi gestire.
Ne ho a bizeffe.... Ti nomino una delle più blande che mi affligge: l'insonnia, anche se non esiste maggior rappresentazione a riguardo, secondo me, dell'Amore. In preda all'Amore la nostra testa è ossessionata da queste idee, le compulsioni ti portano ad avere certi pensieri e fare certe azioni di cui non riesci a fare a meno, senza mai riuscirtene a liberare! Insomma direi che calza a pennello...


Luca Bagatin: Domandina conclusiva di rito: a che cosa aspiri nel prossimo futuro ? E' vero che sei un'aspirante giornalista ?


Metis Di Meo
: Nel mio prossimo futuro ci sono delle fiction. Continuo la preparazione interpretativa in maniera completa. Se proprio devo osare, sognerei qualche grande storia romantica in costume (esce fuori la mi anima waltdisneyana...)
Ma parlando di progetti concreti, la mia indole pragmatica e vitale ha come sogno nel cassetto qualche conduzione televisiva di programmi nuovi, alternativi, con linguaggi diversi, giovani nelle idee non solo nelle comparse in prima fila. Programmi anticonvenzionali nel saper osare non oltre il buon costume, ma oltre le barriere mentali, capaci di entusiasmare e informare, divertire ed appagare allo stesso tempo. Si, diciamo che non c'è niente di più soddisfacente del poter rappresentare ciò che si scrive. L'ho già fatto nei miei programmi e serate e vorrei continuare, insieme ad un team di esperti, a tirar fuori idee creative per metterle in pratica.
Ho sempre scritto molto, dopo il liceo classico (100/100) ho continuato, favoreggiata dai miei lavori, a scrivere su free press e giornali locali e ritengo che diventare giornalista professionista come prendere la laurea nella mia facoltà, discipline dello spettacolo, sia valore aggiunto al ruolo che vorrei avere di conduttrice.



Confesso che dall'intervista con Metis sono rimasto colpito e a tratti stupito. Ha una capacità d'espressione notevole. E poi ad ogni domanda dà una risposta davvero esaustiva e sembra quasi voler continuare, all'infinito e oltre. E' una secchiona, lo afferma lei stessa. E vuole persino sia riportata la sua votazione finale del liceo: 100 su 100 !
Personalmente, da amante delle cattive compegnie delle quali ho talvolta fatto parte, a scuola detestavo i secchioni e – soprattutto – le secchione. Ma, qui, rinnovo il mio interesse artistico per Metis, specie dopo aver ascoltato la sua ultima risposta.
Quest'idea di un programma anticonvenzionale, che sappia coniugare divertimento, entusiasmo, informazione.....beh, è un sogno che ho sempre coltivato anch'io, forse sin da bambino (a 9 anni sognavo di diventare regista, poi, crescendo, ho sognato e sogno tutt'ora di fare l'autore televisivo o radiofonico, con un occhio di riguardo alla regia).
Un sogno che a tratti ho cercato e cerco di coniugare con questo blog da quasi cinque anni e che Metis ha saputo esprimere con le sue semplici, incisive parole.
Direi, riassumendo: non tanto in-formazione, quanto piuttosto form-azione. Ovvero azione della forma. Che è quindi sostanza.
Di sostanza, la nostra Metis, sembra averne in abbondanza. E mi auguro, qui, di aver permesso ai più - ed anche ai meno - di conoscere una ragazza che fa spettacolo con passione, al di là del suo aspetto fisico.
Ringrazio davvero Metis Di Meo per questa esclusiva ed è con piacere che su questo blog ho appena aperto una sezione interamente dedicata a lei. Una sorta di fan club di cui questa intervista è parte integrante e che farà compagnia alla rubrica dedicata alla ricerca di Roberta Carrano – ex di Non è la Rai -, a quella della nostra amica ed icona noir-fuck'n roll Lucia “Rehab” Conti, nonché alla rubrica pansessuale di Mr. Peter Boom.

Luca Bagatin



26 aprile 2009

Roberta Tatafiore: un ricordo



Ricordo che la prima volta che ho sentito parlare di lei è stato......
Avevo 17 anni ed allora ero un verde militante. Fu così che conobbi i primi radicali storici, quelli che avevano vissuto i mitici anni Sessanta, Settanta ed Ottanta con le loro lotte per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza alla leva militare, voto ai diciottenni, liberazione sessuale, omosessuale, transessuale, antiproibizionismo su droghe, non droghe, ricerca scientifica, ambientalismo laico, autogestione del proprio corpo e della propria mente....).
Frequentavo la sede dei Verdi di Pordenone, allora sita in Via Rovereto, ove oggi c'è un call center per immigrati. Mi avevano lasciato una copia delle chiavi ed allora mi dilettavo a riordinare il polverosissimo archivio fatto di vecchi numeri di Quaderni Radicali (ne conservo a casa ancora un sacco di copie), di Frigidaire (con un poster di Ilona Staller, al secolo Cicciolina), di Radicalchic (una rivistina radicale di satira che usciva nei primi anni '80), de Il Male, dei vecchissimi numeri di Lotta Continua e.....Lucciola, il giornale dei diritti delle prostitute diretto da lei: Roberta Tatafiore.
Non so perché, ma sono sempre stato attratto dai diritti degli “sconciati”, dei “diversi”, degli “emarginati”. Forse perché, sin da ragazzino, sono sempre stato un tipino abbastanza stravagante, poco incline al conformismo (nei comportamenti, nel modo di vestire, nelle abitudini, nel modo di pensare....), ontologicamente controcorrente.
Per me l'amore per tossici, puttane, disabili, froci e lesbiche e chi più ne ha più ne metta è stato dunque naturale. Più che amore è stata empatia, comprensione. Fra anticonformisti ci si riconosce a pelle.
E' così che ho iniziato a leggere quel vecchio numero di Lucciola, gli articoli della Tatafiore e ricordo persino un buffissimo quanto emblematico fotoromanzo a tema prostituzione con protagonisti la stessa Tatafiore ed un giovanissimo Chicco Testa.
Ma chi era Roberta Tafafiore ? Una femminista, proveniente dal quotidiano “Il Manifesto” e poi una militante radicale in prima linea per i diritti civili delle prostitute e dunque per la loro autogestione.
Ironia della sorte, nel 1999, collaborerò io stesso – lavorativamente parlando, pur per un breve periodo – con il Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, fondato anche con il contributo di quelle battaglie libertarie e con sede nazionale proprio a Pordenone.
Ormai abbandonata la militanza sinistrorsa nei Verdi (che stava diventando sin troppo sinistrorsa ed ideologizzata per un individialista liberale e libertario come me) e anche quella nella Lista Emma Bonino per la quale avevo comunque condotto – con nessun mezzo ed assieme alla radicale storica Paola Scaramuzza – la campagna elettorale per le europee in città (secondo partito a Pordenone con il 14% dei voti: ci dedicarono anche la prima pagina de “Il Gazzettino"), mi sono per molti versi avvicinato al progetto del Polo Laico e poi della Casa Laica. Per un'area libertaria nel centrodestra.
Il Polo Laico era animato da persone che culturalmente e politicamente stimavo molto: Givanni Negri, Arturo Diaconale, Luca Barbareschi e.....Roberta Tatafiore appunto !
Eccola che ritorna. Ascoltai su Radio Radicale anche il suo intervento di fondazione di quel progetto che pur ebbe vita breve.
Come poteva una femminista ex di sinistra avvicinarsi ad un progetto nell'alveo del centrodestra ? Poteva eccome, se era sufficientemente laica e libertaria da rendersi conto che dall'altra parte – nei salotti buoni della gauche au caviar - i “diversi” sono sempre stati trattati come degli appestati (personalmente ricordo che allora, solo con i giovani di Alleanza Nazionale riuscivo a parlare apertamente, in dibattiti pubblici e televisivi, di legalizzazione della cannabis e di somministrazione controllata di eroina ai tossicomani. Io a favore e loro contro. Con i “sinistri” era impensabile, tanto erano attenti a mantenere buoni rapporti con i loro amici cattolici).
Non a caso, lo storico leader del Partito Repubblicano Italiano, Randolfo Pacciardi, preferendo l'alleanza con i clericali piuttosto che quella con i comunisti, affermava: “Meglio una messa al giorno che una messa al muro”. Come non dargli torto !
Ma ecco che comunque, anche lì, fra quegli ingenui clericaloni e parrucconi del centrodestra berlusconiano, i laici, liberali e libertari duri e puri davano fastidio. Solo qualcuno si è salvato quà e là. Mi pare che la stessa Tatafiore abbia aderito ai Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash, ma, ad ogni modo.....non c'è stata trippa pè gatti !
Negli ultimi anni Roberta Tatafiore curava una rubrica  - Thelma e Louise - su “Il Secolo d'Italia”, in cui continuava a parlare libertariamente di femminismo con Isabella Rauti.
In un recente articolo su “La Voce Repubblicana” l'ho persino citata come rappresentante di quei radicali dalla mente libera (come anche Adele Faccio, Angelo Pezzana, Giovanni Negri....), che non hanno chinato la testa di fronte ai deliri pannelliani che hanno portato quella tradizione alla totale distruzione politica e culturale.
In questi giorni, per mezzo di un bellissimo articolo dell'amico Vittorio Lussana su “L'Opinione delle Libertà” (che con la Tatafiore per un periodo ha anche convissuto), vengo a sapere che ella si è tolta la vita all'età di 66 anni. Mi scende una lacrima, poi comprendo e rispetto.
Rispetto una scelta consapevole e rifletto. Rifletto sul fatto che – come andiamo ripetendo da anni - solo noi siamo i padroni della nostra esistenza, solo noi siamo in grado di gestirci ed autogestirci, perché noi siamo “il pilota” della nostra vita, della nostra mente, della nostra coscienza. E' un discorso filosofico, ma anche eminentemente politico. E forse Roberta Tatafiore ha così compiuto il suo ultimo, estremo, atto politico di un'esistenza profondamente coerente, liberale e libertaria.
Penso quindi ad Alex Langer. Poi a Piero Welby ed infine a Beppino Englaro ed a Eluana.
Esperienze che non c'entrano assolutamente nulla fra loro. Non le giudico, sorrido, e penso a quanto sia fortunato ad aver potuto comprendere ed apprendere – nel mio piccolo – qualche cosa dalle loro esistenze.

Luca Bagatin

Su youtube si può trovare questo bel video fotografico in ricordo di Roberta, al link
http://www.youtube.com/watch?v=x2vq7wDy28Q



25 aprile 2009

VIVA gli Stati Uniti d'America, VIVA Israele, VIVA l'Europa ! Per un 25 aprile (e l'avvenire) liberi da ogni dittatura di ieri, oggi e domani !




23 aprile 2009

Sostituire l'alleanza con la Lega a quella con l'Udc



Penso che la Lega Nord sia da sempre un partito dannoso per il Paese.
Lo penso non da oggi e penso di avere fondati motivi per ritenerlo.
Dannoso in quanto sorto attorno ad un leader estremista, già comunista iscritto al Pci negli anni '70, che ha cavalcato una protesta giusta, ma in modo sloganistico e del tutto destabilizzante per un Paese che negli anni '90 avrebbe meritato un serio rilancio: a partire da un rinnovamento delle Istituzioni che solo un rinnovato Pentapartito Dc-Psi-Pri-Psdi-Pli avrebbe potuto garantire (partiti invece spazzati via – solo loro guarda caso – dalla falsa rivoluzione manettara a senso unico di Tangentopoli).
La Lega Nord ha cavalcato una protesta giusta, dicevamo, – quella delle tartassate partite Iva del nord produttivo e contro un'immigrazione irregolare senza controllo – in modo però distruttivo e parolaio: proponendo prima un'astrusa (e strumentale) secessione del Nord dal Sud (proposta peraltro economicamente folle e controproducente), poi uno pseudo-federalismo che finirebbe per aumentare le tasse, gli sprechi e la burocrazia (in assenza dell'abolizione degli enti inutili come Province e comunità montane – che la Lega difende a spada tratta – e in assenza dell'accorpamento dei piccoli Comuni, oltre che un rigoroso contenimento della spesa pubblica che sino ad ora nessun governo ha realizzato).
Da segnalare, poi, come la Legge sull'immigrazione voluta anche dalla Lega non abbia affatto arginato la questione dell'immigrazione irregolare e così anche tutte le normative sulla sicurezza si sono rivelate vane e spesso controproducenti.
Penso poi alle imminenti elezioni amministrative e a come i leghisti - qui al nord - stiano facendo di tutto per garantirsi un po' di posti e poltrone sicure, arrivando anche a rompere con il PdL laddove queste non siano garantite.
Non ultima la questione del referendum sulla legge elettorale che il partito di Bossi e Calderoli vorrebbe si tenesse in una data diversa da quella delle elezioni europee ed amministrative.....buttando così dalla finestra fior fior di quattrini (come segnalato da tutti gli esponenti politici....nevvero Daniele Capezzone ?). Con buona pace dei contribuenti.
Ecco come la Lega Nord sia dunque un partito gravemente irresponsabile, sprecone e statalista, dal quale il PdL dovrebbe guardarsi bene, anziché assecondare.
Non vedo dunque negativo il fatto che il PdL possa correre senza la Lega in molte realtà locali, anzi, la vedo una vera e propria occasione per emanciparsi dai suoi ricatti.
Da Repubblicano, poi, debbo anche dire che sono lieto che in molti Comuni ci siano candidati sindaci del PRI, in alleanza con il PdL e l'Udc. Senza le “orde padane”.
In proposito ho avuto occasione in questi giorni di leggere la lettara aperta di Enrico Cisnetto, presidente di Società Aperta e direttore di Terzarepubblica.it (giornale on-line con il quale collaboro anch'io), a Pierferdinando Casini, nella quale plaude alla recente convention del suo partito.
Cisnetto, da anni, cerca di proporre una soluzione che vada oltre il bipolarismo e guardi al bene del Paese puntando ad una serio contenimento della spesa pubblica e degli sprechi che ne derivano.
Ora, io non so se sia possibile e credibile oggi una soluzione “terza”, che veda – come scrive Cisnetto – protagoniste le forze laiche e cattoliche del nostro Paese, che si uniscano in un unico programma di governo lasciando fuori le questioni etiche, che dovrebbero essere discusse unicamente in Parlamento.
Chi scrive ha, per diversi, anni sostenuto un'operazione “terzaforzista” che vedesse unite le forze laiche, liberali, liberalsocialiste e repubblicane del Paese, con un coerente programma di governo liberale in economia e libertario nei diritti civili.
Inutile dire che ci crederei ancora, ma debbo pensare anche a calarmi nella realtà dell'oggi.
Una realtà che prevede una becera legge elettorale (nella sua ultima e peggiorativa versione voluta da Calderoli.....guarda un po' !!!) che oltre a prevedere antidemocratici sbarramenti, non prevede le preferenze. Esautorando così dal libero voto milioni di elettori (fra cui il sottoscritto il cui voto risultò ininfluente in TUTTE le elezioni politiche, in quanto votò per partiti che non raggiunsero il “quorum” del 4%).
Inutile dire che personalmente riterrei credibili e democratiche solo soluzioni elettorali capaci di prevedere la massima rappresentatività degli elettori per mezzo di un ritorno al sistema proporzionale puro o, alla peggio, un sistema maggiritario secco uninominale all'inglese (che è comunque il sistema più “proporzionale” fra quelli maggioritari).
Le cose, purtuttavia, stanno diversamente ed allora....teniamoci i due calderoni di plastica.
Alle “macerie del Pd” (per citare una frase dello stesso Cisnetto), personalmente preferisco un'alleanza con il “monarchico-anarchico” PdL. Puntando, nel breve periodo, a rendere il PdL quanto più possibilmente liberale, libertario e liberista. Un PdL che ad ogni modo possa sostituire l'alleanza della Lega a quella dell'Udc e magari lanciando alleanze anche con i laici sparsi ancora nel Pd e dintorni (ma che ci fanno i socialisti di Nencini e Craxi con i verdi e i rifondaroli ?).
E' un discorso assai poco entusiasmante, me ne rendo conto ma....è il bipolarismo all'italiana, bellezza !
Sarebbe ad ogni modo una soluzione “mediana” per molti versi vicina a quella che lo stesso Enrico Cisnetto propone, capace di arginare nel medio periodo le forze politiche più irresponsabili e stataliste del nostro Paese.

Luca Bagatin



21 aprile 2009

MIRACOLO ! by Peter Boom

MIRACOLO !
di Peter Boom

Quando a Bagnaia ci sono le feste (quelle sante e no) gli handicappati sono miracolati, di punto in bianco vengono considerati guariti da tutti i loro mali o ... piuttosto vengono considerati figli di ...nessuno.
Le insegne stradali che indicano i posti di parcheggio riservati a loro vengono coperti da sacchi neri della mondezza addirittura con anticipo di circa 24 ore per cui in sostanza tutti si potrebbero mettere su questi posti riservati, ma temporaneamente annullati e già tanto usurpati da automobilisti senza scrupoli ed altamente incivili.
I cosiddetti portatori di handicap vivono in queste occasioni le feste come momenti di grande difficoltà e se fosse veramente necessario di liberare le strade e piazze si chiede che almeno vengano a loro riservati e messi a disposizione posti di parcheggio facili da raggiungere.
I vigili urbani, evidentemente incapaci di risolvere il problema ed infastiditi, in più occasioni mi hanno risposto di non avere tempo. Probabilmente sarebbe incostituzionale levare i pochi parcheggi a questi "privilegiati" che possiedono il contrassegno o il permesso di parcheggiare, ma questo è un problema del quale si devono occupare certe istituzioni che certamente sono molto carenti nell'assistenza a persone bisognose in genere.
Questo è l'Italia, paese nel quale esistono tre milioni di case abusive, non accastate e che non pagano le tasse. Dove, grazie a politici (volutamente???) incompetenti, spesso corrotti, il sistema fiscale è inefficiente così come l'apparato giudiziario che a causa della farraginosità e la conseguente lunghezza dei processi dà ampia possibilità di sfuggire alle condanne a chi può permettersi buoni avvocati ( frodi edilizie - terremoti - etcetera, etcetera). Ho sentito dire addirittura che quasi nessun imprenditore sia scampato al dover pagare tangenti o far comunque favori a trasversali politici nel caso di appalti pubblici.
Così i palazzi nuovi, i ponti e le autostrade continueranno a crollare ad ogni scossa moderata di terremoto e anche gli handicappati potranno dirsi fortunati di venir miracolati almeno durante le feste.



POSTFAZIONE
Quando mi chiesero come mi sarei figurato il Paradiso, risposi:
"Senza rompiballe ed automobili !"
by Luca Bagatin


Ebbene non è forse solo una questione di feste, caro Peter.
I disabili sono purtroppo snobbati da tutti in questo nostro Paese e personalmente sono persuaso a ritenere autenticamente handicappati solo coloro i quali li snobbano e non mettono loro a disposizione adeguate strutture.
Siamo indietro anche qui a Pordenone che si dice essere la prima città che ha abbattuto le barriere architettoniche  in Italia (essendo un pedone ed un camminatore militante, guardandomi in giro, noto che non è affatto così).
Quanto ai parcheggi di cui tu parli....è anche un problema di educazione. Ed è raro già di per sé trovare un parcheggiatore e/o un automobilista educato (ma lasciamo perdere. Non è il caso qui di parlare dei miei pregiudizi non del tutto infondati sugli automobilisti e sulle automobili. Mezzi che, se posso, frequento il meno possibile).
Quanto al resto è vero: l'Italia è drammaticamente il Paese dell'impunità e/o del punizionismo a senso unico (vedi Tangentopoli) che colpisce solo chi fa comodo buttando via non solo l'acqua sporca....ma anche il bambino !
Ed è anche un Paese moralista senza morale: moralista nel pubblico, immorale nel privato.
Ciò è anche il retaggio di certa cultura dogmatica.... vabé, lo sappiamo.
Mai delegare ad altri se puoi fare da te. Ovvero: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, ovvero ancora: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.
Ed ancora: vivi e lascia vivere !
Semplici detti che sarebbero sufficienti a rendere più vivibile la vita di ciascuno nell'Italia d'oggi, di ieri e di domani.



18 aprile 2009

Parliamo di Europa con le ragazze del Movimento Federalista Europeo di Udine

Articolo-intervista di Luca Bagatin



Chissà chi immagina o chi si ricorda che i primi a parlare di un'Europa unita e federale furono gli eroi del Risorgimento italiano Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.
Il primo mise in piedi anche un'associazione clandestina - giudicata dai monarchici, dai clericali e dagli austriaci “sovversiva” -  ovvero la Giovine Europa (il cui simbolo fu l'Edera), la quale mirava ad un'Europa unita, federata, affratellata e repubblicana. Il secondo, non a caso, parlava delle Nazioni come “sorelle” le quali avrebbero duvuto unirsi per emanciparsi socialmente e combattere la tirannide.
Si dovrà tuttavia aspettare sino agli anni '40 del '900 allorquando dei lucidi sognatori antifascisti di estrazione politico-culturale liberalsocialista e repubblicana, come Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni – nel loro confino di Ventotene – elaboreranno il famoso “Manifesto” che getterà le basi per il Movimento Federalista Europeo.
Il MFE è dunque un'associazione politica indipendente dai partiti che mira – tutt'oggi - ad una piena integrazione politica e federale europea al fine di superare i conflitti fra i singoli Stati e tentare di risolvere, dunque, ogni tipo di crisi economica e sociale.
E così, con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo alle porte, abbiamo deciso di intervistare tre giovani attiviste del Movimento Federalista Europeo della Sezione di Udine che è  sorta storicamente nel 1943.
Parliamo di Diana Coseano, Segretaria del MFE di Udine, di Greta Facile, Vicesegretaria e della Tesoriera Giulia Tasso. Tre venticinquenni laureate in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso il polo goriziano dell'Università degli studi di Trieste.


Il Direttivo del MFE di Udine. In piedi a partire da sinistra: Giulia Tasso (Tesoriera); Gianfranco Cosatti (Presidente, già Presidente dell'Associazione Mazziniana Italiana sezione friulana "Luciano Bolis"). Sedute: Greta Facile (Vicesegretaria) e Diana Coseano (Segretaria)

Luca Bagatin: Che cosa vi ha spinte, così giovani, ad occuparvi di Europa ?

Giulia Tasso:
Posso parlare della mia esperienza. Sin da ragazzina mi sono interessata d’Europa e degli aspetti pratici che la riguardano: i confini aperti fra i diversi stati nazionali, la moneta comune, la possibilità di spostarsi da un paese all’altro con la sola carta d’identità per studiare, lavorare o anche per turismo. Il fatto di nascere e crescere in una regione come il Friuli Venezia Giulia, ha poi sicuramente facilitato lo sviluppo del mio sentimento di curiosità verso l’Europa, proprio per la sua posizione geografica a stretto contatto con altri Stati europei. E proprio negli ultimi anni con l’ingresso della Slovenia nel Trattato di Schengen e l’arrivo della moneta unica, ho potuto assistere ad una parte di quello che l’Europa fa quotidianamente per i propri cittadini. Cose che spesso vengono date per scontate nonostante i sacrifici fatti per raggiungerle.


Luca Bagatin: Come mai avete scelto di associarvi proprio allo storico Movimento Federalista Europeo ?

Diana Coseano:
Abbiamo iniziato a conoscere il MFE al primo anno d’Università a Gorizia grazie ad un corso sulle Istituzioni europee e poi, nel 2005, grazie al supporto di Gianfranco Cosatti Simon (attuale Presidente del MFE udinese ed ex Presidente dell'Associazione Mazziniana Italiana sezione friulana “Luciano Bolis” n.d.r.), abbiamo rifondato la sezione di Udine da un anno inattiva. Ciò che ci ha spinto verso il MFE è stato senza dubbio il nobile scopo del movimento al di sopra delle fazioni e del “tifo politico” così comune nel nostro Paese. E poi la concretezza di questo ideale e la passione che abbiamo visto in chi, per anni, ha lavorato e lavora nel sogno di vedere un giorno l’Europa unita.


Luca Bagatin
: Perché è importante, secondo voi, giungere alla Federazione degli Stati europei ?

Greta Facile:
Perché la  dimensione nazionale dello Stato ha dimostrato di essere ormai inadeguata non solo per affrontare i grandi problemi contemporanei (crisi economica e finanziaria, problematiche ambientali, terrorismo, criminalità organizzata internazionale, etc) la cui dimensione è mondiale, ma anche per garantire un'effettiva partecipazione dei cittadini alla “cosa pubblica” ed un'efficace programmazione del territorio. Il federalismo consente infatti di organizzare democraticamente i rapporti fra differenti comunità territoriali, dal livello più basso - come quello regionale - a quello  più alto come quello continentale.
Non dimentichiamo inoltre che lo Stato federale non è solo una nuova forma di governo, ma è anche una nuova forma di organizzazione internazionale: la sola in grado di realizzare pienamente la pace, perché sottrae agli Stati il potere di dichiarare guerra, trasformando i rapporti di forza internazionali in rapporti basati sul diritto; il nazionalismo ha invece dimostrato di essere l'ideologia politica che ha condotto l'Europa ed il mondo al tragico epilogo del nazi-fascismo e della guerra totale.


Luca Bagatin
: Siamo faticosamente, dopo anni, giunti all'unità economica dell'Europa.
Pensate sia stato – per così dire – saggio, per i Paesi fondatori, puntare prima all'unità economica e solo poi, all'unità politica dell'Europa ?

Greta Facile:
Pensiamo che a quel tempo (i primi accordi comuni riguardanti la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, risalgono ai primi anni ’50) non si presentavano le condizioni per un'immediata integrazione politica e quindi i Paesi fondatori non ebbero altra alternativa che dare inizio al processo di unificazione attraverso accordi economici e commerciali. Non dimentichiamo, infatti, che sino a pochi anni prima, gli Stati europei, stavano combattendo una guerra fratricida che aveva lasciato grossi traumi nella psiche collettiva delle popolazioni europee. E’ però noto a tutti che i fautori dei primi accordi degli anni ‘50 avevano già chiaro nella loro mente l’obiettivo finale dell’unificazione politica e sociale. Conseguire questo risultato sarà compito della nostra e delle generazioni future.


Luca Bagatin: Attualmente l'Unione Europea ed il suo Parlamento hanno obiettivamente pochi poteri concreti. Una vera Federazione di Stati europei è ancora al di là da venire.
Quali sono, secondo voi, gli strumenti ed i meccanismi che possono essere messi in atto affinché ciò possa avvenire il più rapidamente possibile ?

Diana Coseano:
Oggi non sono moltissimi i poteri concreti dell’Unione Europea, anche se sono maggiori di quello che comunemente si pensa. Questo soprattutto a causa degli Stati nazionali che temono di perdere, oltre che parte della loro sovranità, anche parte della loro identità.
Per giungere ad una forma federale dell’Europa, ad oggi, di certo si deve agire potenziando il ruolo del Parlamento Europeo, magari ripensando all’assetto comunitario attuale e sensibilizzando l’opinione pubblica. Mi soffermo su quest’ultimo punto: la società civile è mediamente poco informata su tutto ciò che riguarda l’Europa. Si lascia pertanto “ingannare” dalla tendenza dei vari governi di prendersi il merito dei risvolti positivi di talune politiche e scaricare la colpa sull’UE quando qualcosa non funziona. Risulta dunque fondamentale - e per noi è un vero e proprio dovere - informare e sensibilizzare circa questi temi.


Luca Bagatin
: In tutto ciò, il MFE, che cosa fa ?

Giulia Tasso:
Il ruolo del Parlamento Europeo - privo di reali poteri decisionali rispetto agli altri organi dell’Unione - è da sempre al centro di accesi dibattiti all'interno del Movimento Federalista Europeo. Il principale obiettivo del MFE è infatti quello di avere, per l’Europa, un Parlamento realmente rappresentativo della volontà dei propri cittadini e che sia in grado di legiferare a livello sovranazionale per attuare una politica da Stati Uniti d’Europa e non frammentaria, ovvero fatta di rivendicazioni nazionali. Ricordo poi che già nel 1943, anno della sua fondazione, il Movimento Federalista Europeo ha sostenuto che non è possibile sostenere la creazione degli Stati Uniti d’Europa senza la partecipazione del popolo.


Luca Bagatin
: Secondo voi l'Italia ha attualmente una politica estera aperta all'Europa ?

Diana Coseano:
E’ importante dire che oggi non è più la politica estera di un Paese ad avere il monopolio delle relazioni con l’Europa. Negli ultimi anni sempre più politiche sono regolamentate e discusse a livello comunitario e diversi soggetti interagiscono direttamente ed abbastanza autonomamente a più livelli con l’Europa. Si pensi ai singoli Ministeri o alle Regioni. Più che parlare di una politica aperta all’Europa, sarebbe il caso di parlare, oggi, di una politica di fatto necessariamente europea sempre facendo attenzione a chi auspica passi indietro.


Luca Bagatin
: Le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo sono imminenti.
Qual è per voi il valore delle elezioni europee di fronte ad un Parlamento che, obiettivamente, è assai poco incisivo nella politica dei singoli Stati europei ?


Giulia Tasso
:
E’ purtroppo innegabile che il Parlamento Europeo svolge un ruolo di secondo piano a livello di politiche generali dell’Unione. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo  rispondono comunque al criterio democratico di rappresentanza per ogni singolo cittadino. E’ dunque indispensabile che il valore delle elezioni europee non venga ulteriormente svalutato perché, nonostante lo scarso potere che traspare dalle attività del PE, questo specifico organo è posto a rappresentanza e servizio di ogni singolo cittadino dell'Unione.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensate dello sbarramento al 4% introdotto recentemente nella legge elettorale italiana per le Europee ?

Greta Facile:
Osserviamo innanzitutto che l'introduzione di una soglia di sbarramento è presente nella legge elettorale nazionale fin dal 1993 e in leggi elettorali europee di molti Paesi e che spesso, nel passato, un'eccessiva frammentazione della rappresentanza politica aveva costituito un disvalore al pari di una sua eccessiva compressione, sacrificando importanti espressioni del pluralismo politico. Si tratta di una delicata composizione fra esigenze diverse che dovranno necessariamente trovare un accordo che permetta di tutelare gli interessi di tutta la collettività politica.
Ciò che però a noi sta più a cuore è che queste elezioni non si riducano ad essere l’ennesimo teatro di scontro e di polemica tra fazioni politiche nazionali. Noi intendiamo, anzi, lanciare un appello ai candidati alle europee perché si impegnino a presentare ai propri elettori un programma specifico volto alla soluzione delle grandi sfide che l’Europa dovrà affrontare. In questo modo le elezioni diventeranno l’occasione per accorciare la distanza tra partiti europei e cittadini e per superare il divario comunicativo  tra  cittadini e istituzioni europee. Rilanciando così il processo costituente europeo su rinnovate basi democratiche.


Post Scriptum:
Scusate ma, la foto è troppo "giotta" & simpatica......per non essere giocosamente segnalata (le altre componenti del Direttivo mi perdoneranno...spero)

Diana Coseano che si pappa una fetta di torta !!!!
A parer mio una foto davvero ben riuscita.



16 aprile 2009

SECRETA: il Mistero, l'Uomo, l'Infinito




Cari amici lettori,
con la presente ho il piacere di segnalarvi l'uscita di una rivista mensile patinatissima che tratterà di mistero ed esoterismo e del cui staff farò parte anch'io con una rubrica fissa.
Parlo di "SECRETA: il Mistero, l'Uomo, l'Infinito" (Editoriale Olimpia), presentata ufficialmente alla Gran Loggia di Rimini del Grande Oriente d'Italia lo scorso 4 aprile.
Diretta da Andrea Aromatico, giornalista, sceneggiatore del fumetto "Nemrod" ed autore di programmi televisivi nazionali sul mistero, "SECRETA" si propone di offrire ai lettori un approfondito squarcio negli inesplorati universi dello Spirito.
Il numero Zero presentato alla Gran Loggia è scaricabile presso il blog del Rito di York al link http://rdyork.blogspot.com/2009/04/questa-e-la-nuova-rivista-che-e-stata.html
Il primo numerò di "SECRETA" sarà in tutte le edicole d'Italia a partire dal giugno prossimo.
Buona lettura ed auguromi intenderete abbonarvi in massa !

Luca Bagatin



14 aprile 2009

FAVOLETTA SCHIFOSISSIMA by Peter Boom

O.R.G.A.S.M. Or ORGASM ?

Peter Boom è cittadino olandese e vive in Italia dagli anni '50.
E' una sorta di osservatore europeo o, se volete, internazionale o, meglio, vivendo in quel della provincia di Viterbo: un Osservatore naturalizzato Viterbese (che non è proprio un Osservatore Romano, ma poco di manca !).
Ordunque qui ci presenta, anziché un suo articolo, una favoletta da lui definita schifosissima prossimo-futurologica.
Per quanto siamo più ottimisti di Peter e dunque crediamo nella possibilità e nella potenzialità in un prossimo futuro di una decadenza della attuali illiberalità praticate nel nostro Paese (e dunque in una rinnovata apertura della e delle Coscienze), riteniamo utile presentarvi la visione - per quanto sottoforma di favola - di un osservatore che, non a caso, ha sempre rifiutato la cittadinanza italiana.

Luca Bagatin



FAVOLETTA SCHIFOSISSIMA PROSSIMO-FUTUROLOGICA

UN FUTURO LUMINOSO

Di Peter Boom

E' previsto in Italia, dopo la decisione che non siamo nemmeno liberi di scegliere la morte dolce (eutanasia), un enorme investimento per toglierci dalla crisi economica e dal problema "morte", che consiste nella costruzione di molte fabbriche della "Morte Vivente" con tecnologie avanzatissime etiche e benedette. Si vocifera che le adesioni, a causa della predicata paura della morte, saranno numerosissime. Le tecniche di sopravvivenza biologica stanno facendo passi da gigante per cui si prevedono anche trapianti di organi per tenere in vita i corpi di persone persino senza testa, cuore o cervello altrimenti penosamente decedute. Saranno profumati alla mentuccia o al finocchio i tubi per la respirazione artificiale e per la nutrizione artificiale attaccati a speciali macchine che automaticamente erogheranno cibi di prima qualità e vini prelibati in occasione delle feste e delle sante messe ai pazienti i quali brinderanno artificialmente e sorrideranno.
Lo svuotamento degli sfinteri sarà previsto sempre per manipolazione manuale, un piacere che non si possa negare a nessuno. Un compito quasi religioso ed altamente qualificato che verrà eseguito dai membri di una confraternità o di una consorellastrinità di amanti dei morti, scelti con cura tra necrofili e pedofili, tutta gente che sente nel profondo dell'anima l'esigenza di avere rapporti sessuali con persone indifese.
Per verità di cronaca bisogna dire che era stato inventato pure un macchinario ad energia solare automatico per la nutrizione e lo svuotamento anale, ma questo metodo non era stato approvato per non perdere la dimensione di naturalezza, umana e divina.
Le industrie che producono bambole e bamboli di gomma per i sexshop, temendo una forte contrazione della vendita, si stanno organizzando per fare dimostrazioni di protesta in tutte le città italiane con la partecipazione delle stesse bambole ed i bamboli in grandi cortei. Naturalmente le Forze dell'Ordine si stanno attrezzando con chiodi e spille per rendere inoffensive queste aggressive pupazze e gli scandalosi pupazzi pronti a strillare con le loro bocche sempre aperte.
Lo Stato, oramai completamente "Capital-Socialista-Religiosa" C.S.R., finanzierà queste fabbriche chiamate "O.R.G.A.S.M.", Opere Redivive Garanti Attesa Sacra della Morte.
E' stato proposto una legge per garantire a tutti i morti viventi, tra l'altro sempre più numerosi, un posto assicurato in queste fabbriche dopo un periodo di tre anni trascorsi negli ospedali. Fabbriche in grado di fornire una sopravvivenza di minimo venti anni, e a chi paga, anche di 50 o addirittura di 100 anni, grazie appunto alle sempre più perfezionate tecnologie.
Il tutto sarà completamente finanziato dallo Stato, escludendo naturalmente da questo enorme vantaggio i non credenti, gli omosessuali, gli zingari e gli extracomunitari che dovranno pagare cospicue rette per poter usufruire di questo sofisticato servizio.
Un potente ministero sarà creato proprio a questo uopo sotto la grave responsabilità di un nuovo ministro di nome Smorto, eminente professore di etica, il quale, visto il suo ottimo rapporto con il presidente dello Stato, godrà anche dei proventi delle fabbriche.




12 aprile 2009

PASQUA: Evoluzione, Resurrezione, Viaggio

                                                 

Ho abbandonato la dottrina cattolica all'età di 10 anni e non ne sono punto pentito.
Da allora - infatti - ho intrapreso individualmente un cammino che mi ha portato alla ricerca della bellezza della Divinità insita in ogni essere senziente e/o non-senziente, aborrendo e rifiutando, così, ogni forma di ateismo, dogmatismo o clericalismo di sorta.

In questi giorni ho ricevuto un bellissimo messaggio (da parte della redazione del blog del Gran Capitolo dell'Arco Reale del Rito di York italiano) che ha rinnovato la mia voglia di festeggiare la Pasqua, gnosticamente: come rinnovata evoluzione dello Spirito (individuale, ma anche collettivo, quello della Natura di cui facciamo parte).

E' il messaggio di uno dei Maestri Spirituali le cui opere lessi da adolescente e che da allora non abbandonai mai.



Pasqua significa passaggio e segna il passare dallo stato di schiavitù allo stato di libertà. La Pasqua ebraica, che precede la cristiana, la rappresenta come ricorrenza della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. Ma nel significato spirituale il concetto non è legato esclusivamente alla religione, così come di solito lo intendiamo, ma al senso stesso di evoluzione, il cui obbiettivo è risorgere, ossia spostarsi ad un altro livello di consapevolezza e di esistenza.
da “Natale e Pasqua nella scienza iniziatica” del Maestro O. M. Aïvanhov.

A tutti voi

BUONA PASQUA

HAPPY EASTER (inglese)

FELICES PASCUAS (spagnolo)

FOUAI HWO GIE QUAI LE (cinese)

FROHE OSTERN (tedesco)

EID-FOSS'H MUBARAK (arabo)

SRETAN USKRS (croato)

GEZUAR PASHKEN (albanese) 

PASTE FERICIT (rumeno) 

VESELE VELIKONOCE (ceco)

KALO PASKA (greco)

JOYEUSE PAQUES (francese)

SREKEN VELIGDEN (macedone)

La redazione del Blog http://rdyork.blogspot.com

E dunque da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it



10 aprile 2009

Pannunzio e la sua eredità: un saggio di Pier Franco Quaglieni


Sono passati 60 anni da quel 19 febbraio 1949, data di inizio della pubblicazione del settimanale liberale “Il Mondo”, creatura cogitata e diretta da Mario Pannunzio, già direttore di “Risorgimento Liberale”: il giornale dissidente che più e meglio di ogni altro denunciò le angherie di fascisti prima e di comunisti poi.
Il Centro Pannunzio di Torino, fondato da Arrigo Olivetti ed altri collaboratori di Pannunzio, nel 1968, è oggi l'unico vero ed autentico erede e custode della cultura pannunziana. Questo sarebbe bene dirlo e sottolinearlo per chi non ne fosse a conoscenza ed anche a chi parla di Mario Pannunzio a sproposito, attribuendosene la tradizione.
E così, a 60 anni dalla storica data di fondazione de “Il Mondo”, il prof. Pier Franco Quaglieni -    attuale Presidente del Centro Pannunzio - ci regala un raro testo sull'argomento.
Il suo “Liberali puri e duri – Pannunzio e la sua eredità”, edito da Genesi, è una vera e propria antologia di ricordi senza peli sulla lingua e di scritti di autorevoli giornalisti, scrittori ed autori vari che a “Il Mondo” collaborarono.
Il libro del prof. Quaglieni, amico e discepolo – per così dire – di Pannunzio, traccia un quadro limpido e cristallino del giornalista liberale lucchese, delle sue battaglie e del suo spirito autenticamente schietto e progressista. Il tutto con la prefazione del deputato europeo già eletto con il Partito Repubblicano Italiano ed oggi con Il PdL: Jas Gawronski.
Quaglieni restituisce nuova luce a questa tradizione culturale e politica di liberali puri e duri  (come la definì il repubblicano Francesco Compagna) appunto.
Liberali duri e puri che certo non sono stati i precursori del Partito Radicale di Marco Pannella, come spiega lo stesso Quaglieni: in quanto il Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici fondato dagli “Amici de Il Mondo” era ben altra cosa. Così come la tradizione di Pannunzio e dei pannunziani si rifaceva in toto a Benedetto Croce e non già a certo “azionismo” vicino agli ambienti giacobini e comunisti e, per finire, il prof. Quaglieni sfata il mito secondo il quale il quotidiano “La Repubblica” sia l'erede de “Il Mondo”, così come lo sia lo stesso direttore storico Eugenio Scalfari. Quaglieni ricorda quest'ultimo come giovane frequentatore del gruppo dei liberali pannunziani, ma poco dopo amico dei comunisti al punto che lo stesso Pannunzio – prima di morire – diede disposizione ad un amico di vietare a Scalfari di partecipare al suo funerale.
Da sottolineare come molti autorevoli collaboratori de “Il Mondo” avessero infatti scelto, negli anni successivi, di collaborare con il quotidiano “Il Giornale”, con una linea non a caso distante da quella de “La Repubblica”.
Mario Pannunzio ed i suoi liberali puri e duri erano infatti intransigentemente e laicamente antifascisti ed anticomunisti allo stesso tempo e per questo erano invisi al Partito Comunista ed ai suoi accoliti e da loro definiti, con spregio, “visi pallidi”.
Eppur fu questa tradizione, che va da Salvemini ad Ernesto Rossi, passando per Nicolò Carandini, Aldo Garosci, Leo Valiani, Giovanni Spadolini, Ugo La Malfa, Vittorio De Caprariis e molti altri, che combattè contro i monopoli, la speculazione edilizia, l'influenza del dogma ecclesiastico nelle leggi dello Stato, i privilegi delle corporazioni ed i Poteri Forti.
Battaglie difficili e combattute da un'esigua minoranza di intellettuali. Una minoranza purtuttavia consapevole della situazione dell'Italia di allora, che non è poi diversa da quella di oggi (con la differenza che oggi gli intellettuali e la cultura politica scarseggiano praticamente in ogni dove).
Ed ecco che il saggio del prof. Quaglieni, oltre a ripercorrere le tappe della vita giornalistica, politica e culturale di Mario Pannunzio, è una vera e propria antologia di figure di liberali che segnarono la vita stessa del giornale “Il Mondo”: da Benedetto Croce – padre nobile del Partito Liberale Italiano – ed ancora Carlo Antoni, Vittorio De Caprariis, Rosario Romeo, Ennio Flaiano, Nicolò Carandini, Arrigo Olivetti, Mario Soldati, Spadolini e molti altri grandi nomi che fecero  - ciascuno nel suo specifico campo – dell'Italia un Paese migliore (oggi, francamente, facciamo assai fatica a scorgerne dello stesso calibro. Quelli che ci sono, per la maggior parte, sono emigrati all'estero. E non li biasimiamo).
Nella seconda parte del libro di Quaglieni, troviamo una serie di articoli di amici di Pannunzio che lo ricordano. Degni di nota gli interventi di Indro Montanelli che lo elogia sottolineando anche le grandi differenze fra loro due (fra cui il fatto che Montanelli fu fiero fascista, mente Pannunzio non lo fu mai).
Il volume è impreziosito da moltissime foto d'epoca che ricordano quella stagione e da foto recenti con coloro i quali in questi anni hanno ricevuto il premio intitolato a Mario Pannunzio (fra questi lo stesso Montanelli, Giorgio Forattini, Sergio Romano, Antonio Ricci e molti altri).
Degne di nota anche le simpatiche vignette satiriche di Mino Maccari, di Amerigo Bartoli e dell'immancabile Forattini (assolutamente caustica quella in cui è ritratto Pannunzio che “fa la carità” a Eugenio Scalfari).
Da segnalare il lungo articolo di Tiziana Conti ed Anna Ricotti dal titolo “Il Centro Pannunzio: quarant'anni fuori dai cori” che ripercorrono la storia del Centro, con la sua cultura saldamente liberaldemocratica e le sue iniziative presenti e future.
Questo è decisamente l'anno di Mario Pannunzio e delle sue “creature”.
Dal saggio di Massimo Tedori, a quello della professoressa Mirella Serri ed oggi a quello di Pier Franco Quaglieni, abbiamo la possibilità di leggere ed approfondire una figura assai vilipesa dall'egemonia culturale – proveniente dalle file marxiste e cattoliche - imposta all'Italia dal dopoguerra ad oggi.
E' ora di ricordare la migliore tradizione liberaldemocratica, che è anche quella che ha permesso al nostro Paese di rimanere ancorato all'Occidente democratico e di resistere alle tentazioni clericali provenienti dal Vaticano (per mezzo dei partiti laici più vicini alla cultura pannunziana come il PLI, il PRI ed il PSI di Craxi che riprese il concetto di “socialismo liberale”).
Se oggi ciò sarà ancora possibile lo sarà anche grazie a tutti coloro i quali avranno il coraggio di continuare questa tradizione di libertà oltre la destra e la sinistra.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini