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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 maggio 2009

Intervista esclusiva all'attrice Patricia Vezzuli per www.lucabagatin.ilcannocchiale.it by Luca Bagatin

Devo ammettere che, in generale, non seguo le soap opera.
Non che non mi piacciano in sé, più che altro non mi interessano. Pur comprendendo abbastanza bene il motivo per il quale sono seguite da un certa fascia o "target", come si dice in gergo, di persone.
Qualche anno fa mi capitò ad ogni modo di soffermarmi a guardarne una di queste. "Vivere" per l'esattezza, ma unicamente attratto da un solo ed unico personaggio: Marianna Ponti.
Mi sono soffermato su di lei perché l'ho trovata profondamente elegante e seducente. O seducente in quanto elegante. Non parlo del personaggio "Marianna", in sé. Non unicamente almeno. Parlo di Patricia Vezzuli, l'attrice che la interpretava.
E così, come mi capita in questi casi, folgorato da chissà cosa e su chissà quale via di Damasco, ho deciso di documentarmi.
Scoprendo dunque che Marianna...ehm....no, Patricia, fu finalista di Miss Italia del 2001, milanese di Sesto San Giovanni, ex fidanzata di Baccini prima che questi perdesse il lume della ragione per Dolcenera (perdendoci del tutto, a parer mio, con tutto il rispetto per la cantante siciliana), e soprattutto che la ragazza - peraltro mia coetanea - aveva alle spalle un curriculum di tutto rispetto come attrice di teatro (oltre che come interprete di numerosi spot pubblicitari).
Fu così che la contattai, apprezzando anche molto il suo sito web che pur non è graficamente bellissimo. Lei mi rispose, in tutta naturalezza, ed ora eccomi qui a porle delle semplici domande, da bravo curioso, in amicizia.



Luca Bagatin:
Com'era Patricia da bambina ?

Patricia Vezzuli: Era una bambina molto buona..mia madre mi chiamava Papa Giovanni….Da piccola il mio sogno era di diventare una missionaria. Ho sempre mostrato una forte propensione verso le forme d’ arte, caratteristica innata considerando che provengo da una famiglia molto semplice e meravigliosa. Ricordo che portavo dei grossi occhiali rosa, non mi consideravo una bella bambina, così ho lavorato molto sulla mia personalità e sulla mia simpatia per conquistare le persone.Sono sempre stata benvoluta da tutti, adoravo andare a scuola e andavo molto bene. Credo che l’ adolescenza sia stato il periodo più bello della mia vita.


Luca Bagatin: Com'è nata la tua passione per la recitazione ? Voglio dire.....è stato un amore a prima vista ?

Patricia Vezzuli: No…l’ ho scoperta con gli anni…ho iniziato studiando danza classica per otto anni, poi mi sono accorta di avere una bella voce e mi sono dedicata allo studio del canto. Per un periodo ho cantato in un gruppo rock. Infine ho scoperto la recitazione e mi sono resa conto che era la forma d’ arte che mi completava maggiormente, così è iniziata la mia avventura….


Luca Bagatin: I più ti ricordano come Marianna Ponti della soap "Vivere". Che cos'ha "quel" personaggio in comune con te ? In che cosa differisce ?

Patricia Vezzuli: Marianna è un’ idealista, onesta e generosa, sogna l’ amore romantico proprio come me…a dire la verità al momento non mi vengono in mente differenze ma forse perché è un personaggio che ho reso veramente mio…


Luca Bagatin: Come ho scritto, la cosa che mi ha colpito più del tuo modo di recitare è l'eleganza. Dono naturale o frutto (anche) di anni di studio e preparazione ?

Patricia Vezzuli: L’ eleganza è un’ attitudine naturale…non si impara, nasce nel profondo dell’ animo e si manifesta anche nel modo di porsi.



Luca Bagatin: Hai lavorato diversi anni in teatro. Preferisci l'ambiente teatrale o televisivo ?

Patricia Vezzuli: In realtà ho fatto solo delle piccole esperienze teatrali e relative agli studi che ho intrapreso. Ho lavorato di più in televisione e lo scorso anno ho girato un film, un noir in bianco e nero dal titolo Aimless. Mi affascina il cinema e adoro il set.


Luca Bagatin: Che cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole intraprendere oggi la carriera di attrice ?

Patricia Vezzuli: Di studiare tanto e di intraprendere questa carriera solo se alla base c’ è una grande passione. E’ un lavoro meraviglioso e molto difficile. Sono più le delusioni che le vittorie e solo l’ amore può darti la forza di andare avanti.


Luca Bagatin: Sarebbe banale chiederti che progetti hai per il prossimo futuro....ed allora ti pongo una domanda che non c'entra nulla con ciò.
Ho notato che su Facebook sei iscritta al G.I.R.P. Gruppo Italiano Ricerche sul Paranormale. Occupandomi di una rubrica fissa per una rivista che tratta di mistero ("Secreta: il Mistero, l'Uomo, l'Infinito", in edicola dal 28 maggio n.d.r.), ti dirò che la cosa mi ha colpito.
Credi al paranormale e/o hai avuto delle esperienze dirette nel settore ?

Patricia Vezzuli: Sono sempre stata affascinata dall’ esoterismo. Questo mi ha portato a studiare tutto ciò che ruota intorno alla spiritualità, dalle arti divinatorie alle religioni e a guardare con occhi diversi i “ segni” che quotidianamente si manifestano nella nostra vita….


Luca Bagatin: Visto che privatamente mi hai rivelato di essere sempre in attesa di qualche cosa.....mi chiedo se si trattasse di quest'intervista amichevole !
Poiché infine non posso non chiedertelo...anche se non amo molto le banalità.....stai lavorando a qualche cosa in questo periodo ?

Patricia Vezzuli: Quest’ anno è stato molto difficile lavorativamente parlando. Ma sono fermamente convinta che la tua intervista mi porterà fortuna!!!!



Beh, ringrazio la simpatica e bella Patricia che, con questo complimento, mi ha reso praticamente un tutt'uno con la mia dylandoghiana camicia rossa d'ordinanza !
Credendo entrambi ai segni che quotidianamente si manifestano nella nostra vita, non posso che annoverare il nostro incontro fra questi.

Luca Bagatin

E.....buon compleanno cara Pat !!!



29 maggio 2009

Il 6 e 7 giugno vota REPUBBLICANO. Altrimenti puoi anche stare a casa....

EDERA ORA !


Come già annunciato, questo blog è e sarà impegnato politicamente a sostengo dei candidati Amministratori del Partito Repubblicano Italiano in Romagna.
Oggi in Romagna, domani in Italia è lo slogan che abbiamo lanciato.
Oggi candidati a Sindaco o a Presidente di Provincia in terre ove il PRI è radicato, per domani esserlo in tutta Italia.
Candidature sostenute dal PdL o alternative di centro laico e liberaldemocratico ai due schieramenti.
E' questa la chiave vincente per un Partito Mazziniano del Terzo e Quarto Millennio che si propone civismo, buona amministrazione, riduzione degli sprechi, abolizione degli enti inutili.




ED....ERA ORA !

LUIGI DI PLACIDO: candidato Sindaco Repubblicano a Cesena, sostenuto da Pri, Lega Nord e Cesena Domani
www.luigidiplacido.it



VOTA PAOLO MONTESI, amico e sostenitore di questo blog e candidato al Consiglio comunale di Cesena



GIOVANNI LUCCHI: candidato Presidente della Provincia Forlì-Cesena sostenuto dal PRI
www.giovannilucchi.it


LAURO BIONDI: candidato Sindaco Repubblicano a Forlì, sostenuto da PRI e Partito Liberale Italiano

www.laurobiondi.com



ED ANCORA.....

LORENZO COSTA, CANDIDATO SINDACO A LUGO DI ROMAGNA PER IL PRI
www.prilugo.altervista.org


MORALDO FANTINI, CANDIDATO SINDACO DI CERVIA (RA), SOSTENUTO DA PRI, PDL E UDC

E un in bocca al lupo a tutte le liste dell'Edera alle amministrative italiane.

E DUNQUE.....O VOTI EDERA, O PUOI ANCHE STARE A CASA
(perché gli altri non hanno bisogno, né meritano il TUO voto)



27 maggio 2009

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



Quando mi chiedono come figuro il Paradiso, rispondo:
"Un luogo senza seccatori né automobili !"

PS: alcuni giorni fa, neanche a farlo apposta, leggevo su "La Voce Repubblicana", un piccolo articolo nel quale si segnalava - dati alla mano - che le morti dei ciclisti stanno superando quelle per incidenti automobilistici.
Stando ai dati, sostanzialmente, ogni giorno muore un ciclista.
Nell'articolo, una frase chiarissima trovo abbia fotografato la situazione dell'italico psichismo motorizzato: Insomma, dopo la mamma, l'automobile è la cosa che ci dà più sicurezza, ci protegge da socializzazioni troppo rischiose e mantiene il nostro profilo di esseri inscatolati e nervosi.
Cari automobilisti ed affini: pregate che il sottoscritto non diventi mai Dittatore d'Italia. Il mio primo provvedimento sarebbe proprio quello di mettere al bando tutti i mezzi a motore d'uso privato !
La peggiore invenzione della Razza Umana dopo la Bomba Atomica.



25 maggio 2009

Abbattere la catarsi. Costruire l'alternativa liberale.



Alcune sere fa, ad "Annozero", ho visto la catarsi del mondo politco italiano degli ultimi 10-15 anni.
Ho visto Marco Pannella al suo ennesimo sciopero della fame e della sete. Ho visto una maschera di pur glorioso settantanovenne impegnato sino alla morte - si potrebbe dire - per veder affermato il diritto all'informazione relativa alla presenza della lista Pannella-Bonino alle prossime elezioni europee.
Una maschera non più gloriosa. Una maschera che non sembrava affatto ricordare i mitici anni '60, '70, '80, allorquanto i radicali erano impegnati in prima linea - non già unicamente per la loro presenza nei mass media - quanto piuttosto per lotte di liberazione. Da quella delle donne a quella dei transessuali; da quella dei disabili a quella dei malati psichici. Da quella dei tossicomani a quella dei cittadini onesti ingiustamente vessati da uno Stato fascioclericalcomunista.
I digiuni e le marce nonviolente di allora erano ed apparivano autenticamente delle manifestazioni di gioiosa e fiera verità gandhiana per i diritti di tutti, anche di chi non sapeva di averli, come diceva Pier Paolo Pasolini.
Il personale era politico e viceversa ! Tutto era politica ! La politica radicale era comunicazione nel senso più artistico del termine !
Oggi i radicali, rappresentati imperiosamente ancora da Marco Pannella (con Emma Bonino più in ombra di ieri), appaiono catartici e sembrano quasi voler incarnare l'attuale situazione politica che l'Italia sta vivendo.
Loro la chiamano "peste italiana". Forse volendo semanticamente dimenticare che Daniele Capezzone, qualche anno fa Segretario di Radicali Italiani, la chiamava "caso Italia". Che poi è la stessa cosa.
L'Italia della crisi. Della crisi d'identità. L'Italia di Berlusconi. Quella di plastica, pur senza alternative credibili. L'Italia non già più partitocratica come dice il Pannella, bensì partitocazzica. Partitocazzica ovvero senza autentici partiti: ridotti a comitati elettorali, liste personali dai molti slogan. Senza un briciolo di approfondimento storico, culturale, economico.
Che cosa hanno fatto i radicali in questi ultimi 10 anni ? Dai successi della Lista Bonino del '99 hanno inanellato insuccessi. Si sono alleati con i socialisti di sinistra che li hanno ben presto liquidati. Si sono alleati ad un Pd che non li ha mai voluti. Hanno recentemente rifiutato l'alleanza (l'unica credibile rispetto alle prime due !) alle europee con Repubblicani e Liberali.
Non hanno saputo dunque attingere al loro passato, intessendo alleanze di "alternativa" e per l'"alternativa".
Alternativa a che cosa ? Al Potere, è ovvio.
Ad un potere strisciante prima incarnato dal duopolio Dc-Pci oggi non a caso unite nel Pd ed un''alternativa ad una destrizzazione del Paese.
Una destrizzazione che non è Berlusconi in sé, bensì ciò che potrebbe covare in seno il suo partito. Che andrebbe spaccato al più presto proprio per separare il liberalismo dal conservatorismo.
E costruire l'alternativa. L'alternativa del PdL a partire dal PdL stesso.
E che non sia proprio l'imminente referendum a poter dare una mano al fine di costruire quest'alternativa. Un referendum che i radicali, questa volta, stranamente, vogliono bocciare, ma che potrebbe garantire al Paese la liberazione da taluna partitocazzia (come quella che oggi non vuole l'abolizione delle Province e degli enti inutili).
Ed allora, con un PdL rafforzato, ecco che potrebbe aprirsi un rinnovato scenario anche per i radicali: liberare il PdL dal conservatorismo. Costruire un vero Partito delle Libertà, ovvero dei Liberali e consegnare all'Italia un nuovo bipolarismo. Questa volta autenticamente di stampo laico ed occidentale.

Luca Bagatin



23 maggio 2009

Sulla libertà ed i liberali. In relazione all'articolo dell'On. Paolo Guzzanti



Il 13 maggio, su "Il Giornale", il simpatico battitore libero Paolo Guzzanti, oggi Vicesegretario del Partito Liberale Italiano, ha scritto un interessante articolo sulla "libertà", partendo anche dal fatto che oggi tutti si dicono liberali. Anche chi, ovviamente, non lo è mai stato o non lo è affatto (e sono i più, purtroppo).
L'ottimo Guzzanti si pone anche una banale, ma emblematica domanda: che cos'ha la libertà di speciale ? E, a sua volta, cerca di rispondere con un'ulteriore domanda: libertà di che cosa ?
Libertà di scegliere. Ovviamente fermo restando il dovere alla responsabilità. Conclude sostanzialmente il Nostro, elogiando il libero arbitrio e la conoscenza.
Tutto bene. Però, per quanto lo stesso Guzzanti affermi in conclusione che il discorso è appena iniziato e che un articolo non è un saggio noioso, ci pare che il discorso - in sé - sia un tantino limitato e forse anche a tratti semplicistico.
In effetti trovo che la domanda che ci si dovrebbe porre allorquando si disquisice di libertà sia: libertà da che cosa ? E non già di che cosa.
Libertà dalla paura, dalla fame, dal bisogno, dall'ignoranza, dal dogma, dal pregiudizio. Si potrebbe rispondere continuando su questo tono in un crescendo emancipatorio.
Ed il libero arbitrio, se hai la pancia vuota o sei oppresso, è assai difficile che ti possa essere d'aiuto.
E' forse anche per questo che il nostro Giuseppe Mazzini affermava il primato del "dovere" sul diritto e dunque il dovere verso sé stessi e verso l'Umanità. Emancipazione individuale, quindi, che diviene successivamente ed inevitabilmente emancipazione collettiva.
Emancipazione individuale per mezzo della ricerca di sé stessi, ma anche dell'unità fra capitale e lavoro e che condanni la lotta fra le classi sociali, fra le nazioni, fra i popoli. Emancipazione spirituale e non già meramente materiale e materialistica.
Oggi è assai facile parlare di "libertà di scelta", al punto che siamo così tanto bombardati dalle infinite scelte che ci propinano la televisione, i media, il supermercato, magari anche il parente e/o il vicino di casa che....talvolta facciamo addirittura fatica a scegliere....e spesso evitiamo anche di farlo (delegando magari qualcun altro per noi, un classico) !
Abbiamo forse perduto l'autentico significato del concetto di "libertà". Che è intrinsecamente legato a quello di "individualità", ovvero di ricerca di noi stessi liberati da tutti gli orpelli che una società massificata-marketingizzata intrisa di pregiudizi, di superstizioni, di astruse ed ancestrali credenze, di fobie collettive, di messaggi ad effetto, di slogan fini a sé stessi, inconsciamente ci impone in quanto essa stessa vittima in primis.
Tutto ciò dunque, non vuole minimamente contrapporsi al pensiero di Paolo Guzzanti, che apprezziamo da sempre e sosteniamo con amicizia, ma semplicamente completarlo ed ampliarlo.
Ritenendo che i “finti liberali” che si aggirano da un quindicennio a sinistra, al centro e a destra nella politica italiana, farebbero bene ad approfondire prima di tutto la Storia onde evitare di fare quantomeno la figura degli ignoranti, se non degli inopportuni adescatori di voti.
Giuseppe Mazzini ed anche il buon conte Camillo Benso di Cavour sono là a ricordarcelo.

Luca Bagatin



21 maggio 2009

La Chiesa cattolica secondo Mark Twain

Quando ancora andavo alle scuole superiori, venne per qualche giorno un supplente di Religione assai simpatico ed abbastanza stravagante.
Si divertiva a farci disegnare alla lavagna degli alberi ed interpretava così la nostra indole psicologica, per così dire.
Un tipo davvero straordinario oserei definirlo !
L'ultimo giorno di supplenza ci assicurò che - se fosse tornato nella nostra classe - ci avrebbe dimostrato l'esistenza matematica di Dio mediante un'equazione.
Ciò non accadde, ma sono certo che quel tipo sarebbe sicuramente riuscito nell'impresa.
Chi è abituato a leggermi sa quanto io sia preplesso se non contrariato nei confronti dell'ateismo e degli atei, che trovo affatto dissimili dai clericali per inclinazione assolutistica ed in quanto - come affermava il clown di Heinrich Boll - finiscono per parlare SEMPRE ed OVUNQUE di Dio.
Ordunque, anni dopo, anche grazie all'amico Bazardelleparole che me lo fece apprezzare, scoprii un autore che avevo tralasciato nei miei anni giovanili di pur lettore accanito: Mark Twain !
Fu così che riuscii a comprendere che, se - forse - era possibile dimostrare l'esistenza matematica di Dio, sicuramente era possibile dimostrarne quella letteraria !
Leggendo e rileggendo Mark Twain, mi rendo conto di quanta essenza Divina ci sia in quel simpatico ometto baffuto, umorista, scrittore, businessman, pacifista, antischiavista, repubblicano, bizzoso ed incazzoso, che tanto trovo mi somigli (ovviamente anche nella presunzione !)......

Vi riporto qui di seguito due ghiottissimi passi tratti da Uno Yankee del Connecticut alla Corte di Re Artù, edito nel 1889.
Potrete notare come le opere di Mark Twain siano dei veri e propri trattati filosofici, altro che delle storielle per ragazzi (che pur sarebbe bene leggessero, e nella versione integrale) ! Andrebbero adottate nelle scuole al posto di mattoni remissivi come I Promessi Sposi, che, francamente, trovo abbiano assai poco da insegnare ad una società già sufficientemente pecoronizzata.

Luca Bagatin



....Qui potete vedere la mano di quel tremendo potere che è la Chiesa Cattolica Romana. In due o tre secolini, essa aveva convertito una nazione di uomini in una nazione di vermi. Prima dell'avvento della supremazia della Chiesa nel mondo, gli uomini erano uomini, e tenevano alta la testa, e avevano l'orgoglio, lo spirito d'indipendenza dell'uomo; e la grandezza e la posizione che una persona raggiungeva le venivano soprattutto dall'opera e non dalla nascita. Ma poi la Chiesa si fece avanti con un interesse privato da servire; ed era saggia ed astuta, e conosceva più di un mezzo per scorticare un gatto - o una nazione; inventò il "diritto divino dei Re", e lo puntellò tutt'intorno, mattone su mattone, con le Beatitudini - strappandole dal loro buon fine per usarle e rafforzarne uno cattivo; predicò (al plebeo), l'umiltà, l'ubbidienza ai superiori, la bellezza del sacrificio di sé stesso; predicò, (al plebeo), la rassegnazione sotto l'insulto; predicò, (ancora al plebeo, sempre al plebeo), pazienza, povertà di spirito, non-resistenza all'oppressione; ed introdusse caste ereditarie ed aristocrazie ed insegnò a tutti i popoli cristiani della terra a prostrarsi davanti a loro e venerarle.



Per prima cosa avevo iniziato una fabbrica di insegnanti ed una quantità di scuole domenicali; come risultato avevo ora in quei luoghi un mirabile sistema di classi e di scuole elementari in pieno sviluppo, e anche una completa varietà di congregazioni protestanti, tutte in condizioni prospere e fiorenti. Ognuno poteva essere il tipo di Cristiano che desiderava; v'era libertà completa in questo campo. Ma io confinai l'insegnamento pubblico religioso nelle chiese e nelle scuole domenicali, non consentendolo negli altri miei edifici d'educazione. Avrei potuto dare la preferenza alla mia propria setta e far tutti presbiteriani senza alcuna fatica. Ma questo sarebbe stato fare un affronto a una legge di natura umana; i bisogni spirituali e gli istinti sono tanto vari nella famiglia umana quanto lo sono gli appetiti fisici, i colori e le fattezze, e un uomo è moralmente vestito con gli abiti migliori quando è munito dell'abito religioso il cui colore e la cui forma e misura meglio si adattano al colorito, alle angolarità e alla statura spirituali dell'individuo che lo indossa; e inoltre avevo paura di una Chiesa unita; essa costituisce una potenza straordinaria, la più straordinaria concepibile, e allora quando essa poco dopo finisce in mani egoiste, come sempre è pronta a fare, ciò significa morte per la libertà umana, e paralisi per il pensiero umano.



19 maggio 2009

IN ARRIVO IL SECONDO NUMERO DI "YR MAGAZINE"

Vi segnalo l'uscita del secondo numero di YR Magazine: la rivista ufficiale quadrimestrale del Gran Capitolo dell'Arco Reale in Italia - Rito di York.
In questo numero anche un articolo del sottoscritto riguardante l'esoterismo nelle opere dello scrittore Jules Verne.
Per abbonamenti ed info fate riferimento al blog dell'Arco Reale stesso: www.rdyork.blogspot.com




17 maggio 2009

L'ISLAM RICONOSCE L'OMOSESSUALITA' by Peter Boom

E-VOLUTION R-EVOLUTION

presentazione by Luca Bagatin

Oggi, 17 maggio, si celebra la Giornata Mondiale Contro l'Omofobia.
Quale modo migliore per celebrarla con un articolo del nostro amico Peter Boom "a tema", mi sono detto ?
Qualcuno si chiederà - forse - il motivo per il quale questo blog dà tanto spazio a questa tematica.
Invero, qui,abbiamo sempre dato spazio ad ogni tipo di tematica politica e soprattutto culturale, che avesse come tema centrale la libertà dell'individuo da qualsiasi dogma e/o autorità costituita.
Nella fattispecie si parla di libertà di amare e/o di scopare (perdonate il giovanilistico termine, ma, invero, siamo giovani noi stessi) con chi ci pare e piace. Con l'unico limite di essere reciprocamente consenzienti.
Beh....la cosa mi pare lapalissiana !
Omofobia....bah ! Mi chiedo che brutto mondo sarebbe se a noi eterosessuali fosse impedito di amare l'altro sesso....
La società odierna non è che frutto di lotte di liberazione individuale. Abbiamo passato e superato l'Impero Romano, i Barbari, il Medioevo, l'Assolutisimo dei Sovrani, il Terrore della Rivoluzione Francese, il Nazifascismo con il suo Olocausto, il Marxismo al Potere, un paio di governi Prodi....
Superare il dogma, il pregiudizio, la paura del diverso che non è che il nostro specchio....
Una nuova Rivoluzione Culturale, dunque. Ovvero un'Evoluzione Individuale !



L'ISLAM RICONOSCE L'OMOSESSUALITA'
by Peter Boom

Questo è il titolo di un interessante articolo sul giornale Indonesiano in lingua inglese "The Jakarta Post" ( http://www.thejakartapost.com/news/2008/03/27/Islam-039recognizes-homosexuality039.html ).
In nove paesi islamici vige ancora la pena di morte per omosessualità ed in molti altri paesi questa è ancora considerata contro la legge e viene punita in svariati modi.
In molti paesi anche la posizione delle donne è a dir poco precaria e non vengono rispettati i diritti umani.
Il dibattito su The Jakarta Post inizia così: "Omosessualità ed omosessuali sono naturali e creati da Dio, dunque permissibili dentro l'Islam. Studiosi musulmani moderati hanno affermato che per l'Islam non ci sono ragioni per rifiutare gli omosessuali e che la condanna di omosessuali od omosessualità da parte di importanti ulema (studiosi di teologia) e molti altri musulmani è basata su interpretazioni grette (narrowminded) dell'Islam stesso.

Siti Musdah Mulia della Conferenza Indonesiana delle Religioni e della Pace ha citato la "al-Hujurat" (49:3) affermando che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali per etnia, ricchezza, posizione sociale ed anche per orientamento sessuale. Non c'è differenza tra lesbiche e non-lesbiche. Negli occhi di Dio le persone vengono valutate per la loro devozione (piety).

Una dichiarazione senz'altro in linea con la Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Anche i Valdesi ed altre religioni cristiane sono della stessa opinione mentre la chiesa cattolica rimane ancora dell'avviso che gli atti omosessuali vadano condannate mettendosi sullo stesso piano immorale di certi paesi islamici fanatici che si rifiutano di firmare la richiesta per la depenalizzazione dell'omosessualità (proposta dal Presidente Sarkozy presso le Nazioni Unite).

Un altro partecipante alla Conferenza Indonesiana si è espresso come segue:"L'essenza della religione (Islam) è di rendere umane le persone, di rispettarle e di conferirle dignità. Anche l'omosessualità è creazione di Dio e dovrebbe essere considerata naturale.

I musulmani hanno bisogno di abbracciare la ijtihad ( l'iter per prendere una decisione legale per mezzo di una interpretazione indipendente dal Corano e/o la Sunnah) per evitare di rimanere prigionieri del vecchio paradigma senza sviluppare interpretazioni di più larghe vedute.

Alla conclusione della conferenza è stato affermato che la cultura indonesiana accetta l'omosessualità. La condanna dell'omosessualità veniva richiesta soltanto da due gruppi di musulmani conservatori i quali dichiaravano che il rapporto tra persone dello stesso sesso è un peccato, ma che non consideravano i gay come nemici.

Un altro grande paese orientale è l'India dove, malgrado il puritanesimo inglese, i pregiudizi sono minori e sul "Kolkata Mirror", importante giornale in lingua inglese, si trova un'intervista a diverse persone con la domanda cosa pensino della pansessualità. Le risposte sono nel segno di una grande apertura mentale, come per esempio: "Ad ognuno il suo, non c'è niente di sbagliato in un rapporto consensuale tra adulti", o anche "la sperimentazione sessuale dovrebbe essere incoraggiata".

L'Asia infatti ha avuto sempre tradizioni molto poco condizionanti per quanto riguarda una pansessualità libera, malvista solo quando esagerata o violenta. L'India ha prodotto il famoso Kama Sutra, la Cina il Tao (via o cammino) con l'insegnamento che una vita spiritualmente valida richiede anche molto buon sesso. Lo Yin e Yang chiusi in un unico cerchio simboleggianti l'interscambiabilità tra il femminile ed il maschile, era l'affermazione forse più antica della pansessualità. Come si vede non c'è niente di nuovo sotto il sole.

Nei paesi a maggiore influenza islamica la situazione è più complessa, ma i primi tentativi di liberazione sessuale sono arrivati pure lì come ultimamente a Beirut nel Libano, dove duecento omosessuali hanno manifestato in piazza contro la repressione esercitata dalla polizia.

A Kampala (Uganda) venti omosessuali quasi tutte lesbiche (tante volte le donne sono più coraggiose degli uomini!) hanno apertamente dimostrato in piazza a favore della depenalizzazione dell'omosessualità ( sette anni di carcere!!!). Un ministro ha dichiarato che l'Uganda è un paese cristiano (sic!).

Personalmente mi ricordo la prima manifestazione gay a San Remo nel mese di aprile 1972. La polizia ci aveva praticamente assediati e quando mi sono baciato in bocca con un bel ragazzo norvegese abbiamo rischiato l'arresto, ma ... la cultura avanza, seppur troppo lentamente.

In conclusione resta da sperare che il mondo attraverso la globalizzazione soprattutto nelle comunicazioni diventi più libero e liberato da quelle gerarchie ecclesiali fanatiche e completamente obsolete.



15 maggio 2009

Oggi in Romagna......il Partito Repubblicano Italiano alla riscossa !

                     

Le imminenti elezioni europee del 6 e 7 giugno prossimi vedranno il mio più totale disimpegno.
E così le amministrative di Pordenone e provincia.
Non posso né mi sento di votare (e men che meno sostenere) chi non mi rappresenta, né rappresenta un briciolo dell'elettorato laico, liberale, libertario, repubblicano e liberalsocialista.
Ho l'orticaria per le liste personali, autoreferenziali e marketingizzate. Buone sicuramente per le fiere di paese, ma non certo per rappresentare l'Italia in Europa. Idem ho l'orticaria per chi con la politica non ha nulla a che fare.
Sanremo non è Strasburgo. E Strasburgo non è nemmeno Cologno Monzese o Cinecittà.
Per cui si elegga pure chi si vorrà eleggere. Ma molti fra noi rimpiangeranno di non aver potuto votare per partiti e candidati di altri Paesi europei ben più evoluti del nostro.
Ordunque, dirò anche che non impegnarmi politicamente del tutto proprio non so. Ho sul groppone 13 anni di attività politica e, nonostante ormai preferisca dedicarmi ad altro, non sono riuscito a non entusiasmarmi quando ho appreso che la gloriosa ed accogliente terra di Romagna vedrà impegnati fior fior di candidati Sindaco del Partito Repubblicano Italiano.
Quando recentemente mi sono recato in Romagna per una conferenza pubblica alla quale sono stato invitato come relatore, ho avuto occasione di rendermi conto non solo dell'ottima cucina (che per una buona forchetta come me è davvero il massimo) e della giovialità dei suoi cittadini, ma anche della presenza di una radicatissima tradizione e fede repubblican-mazziniana, come raramente è nel resto dello Stivale.
A Rimini ho visto addirittura negozi e librerie con all'interno busti e dipinti raffiguranti Giuseppe Mazzini, che è venerato ancora come un vero e proprio “santo laico”. E quanti iscritti all'Associazione Mazziniana Italiana vi sono in Romagna, ove peraltro vi è la Sede nazionale !
La Romagna è dunque terra di passione, rivoluzione dello spirito patriottico e genuino. Romagnolo è l'attuale attivissimo Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Gustavo Raffi, già dirigente del PRI delle sue terre, ed in Romagna nacquero le primissime Società Operaie e di Mutuo Soccorso di matrice mazzinian-garibaldina (altro che socialista ! Lo stesso colore rosso era quello dei mazziniani, e rossa è ancora oggi la bandiera del PRI con l'Edera della Giovine Europa al centro).
Il PRI è dunque ancora radicatissimo in queste passionali e gioviali zone d'Italia e rappresenta ancora un crocevia fra rivoluzione ed evoluzione, fra giustizia sociale e liberalismo classico.
Ecco perché intendo sostenere la candidatura dei Repubblicani del PRI di Romagna, mettendo nel mio piccolo a disposizione alcuni post del mio blog culturale e personale – www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - (che vanta un migliaio di visite al giorno e oltre), pubblicandovi siti web dei candidati e relativi manifesti elettorali.
Parlo ad esempio del giovane repubblicano Luigi Di Placido (www.luigidiplacido.it), candidato Sindaco di Cesena e sostenuto dal PRI, dalla Lega Nord e dalla Lista Civica Cesena Domani: un'alternativa di centro laico all'attuale governo del Pd.
Parlo del prof. Lorenzo Costa, candidato del PRI a Lugo di Romagna (RA) (www.prilugo.altervista.org).
Parlo del candidato Sindaco repubblicano Moraldo Fantini a Cervia (www.pricervia.it) e sostenuto, oltre che dal PRI anche dall'UDC e dal PDL.
Tre candidati a Sindaco repubblicani in Romagna. Penso che ciò sia importante, specie considerando il fatto che le elezioni amministrative sono le elezioni più importanti per un territorio, anche in quanto partono proprio dal basso e vanno alla radice delle problematiche locali.
Ed allora ecco che un cittadino pordenonese, liberalsocialista e repubblicano iscritto al PRI, come me, si sente spassionatamente di sostenere gli unici candidati che ha senso sostenere e votare il 6 ed il 7 giugno. E magari potessi votarli anch'io !
Tutto il resto, invece, che senso ha ?
Dunque, visto che al giorno d'oggi vanno tanto di moda gli slogan, concludiamo dicendo: oggi in Romagna domani in Italia. Per un mazzinianesimo alla riscossa. Per una riscossa repubblicana. Unica alternativa alla sbobba rancida oggi sul mercato elettorale.

Luca Bagatin


                                



13 maggio 2009

TOPOLIN TOPOLIN I MILLE MILLE SOGNI DI UN.......(ba)GAT(t)TIN !



Non ho mai bene capito perché, ma questo blog continua a macinare consensi (cribbio !).
Và avanti a vele spiegate da quasi cinque anni con una media di 800 visite al dì, con punte delle 1200, raccontando di tutto e di più. Soprattutto di tutto.
E pensare che inizialmente doveva essere solo un contenitore di racconti !
Ad ogni modo comunque (Dino Buzzati docet) il merito penso possa dirsi in gran parte anche dei suoi ispiratori diretti e/o indiretti, che, in questi anni (specialmente ultimi) con la loro presenza, la loro amicizia ed i loro spunti mi hanno inevitabilmente accompagnato in quest'avventura scrittur-immaginifica.
Sicuramente sono molti di più di quelli che elenco qui sotto ma.....vedremo di rimediare prossimamente.
Ad ogni modo comunque (quanto adoro questa frase che non vuol dire nulla, in sé, è quindi vuol dire tutto per me) eccoVi una carrellata di codesti amici-ispiratori versione DYSNEIANA a tratti redattori più o meno involontari di questo luogo telenettico pSYchellizzato denominato con un vocabolo a tratti gutturale e purtroppo alquanto asettico: blog (che comunque è sempre meglio di FACCIA DI BUCO !!! Terminologicamente eloquente, direi).

ME MEDISIMO: Topolino (il nano benefico)



DARIO "BAZARDELLEPAROLE" MARINI: Pippo (vecchio compagno d'avventure)



LUCIA "REHAB" CONTI: Amelia (magico hard-rock !)



LANFRANCO PALAZZOLO: Paperino (direttamente dagli invisibili teleschermi di Radio Radicale, quella senza Veline)



METIS DI MEO: Minnie (la rossa che dà la scossa !)



MAURO SUTTORA: Gastone (dalla Cina con furore)



SBRICIOLINA: Paperina (erotismo in radio e non solo)



PETER BOOM: Commissario Basettoni (vigilantes dei diritti delle minoranze)



EMANUELA BATTIGELLI: Ariel, la Sirenetta (musica per l'Anima)


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini