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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 gennaio 2010

MARIO PANNUNZIO: GRANDE LIBERALE DEL NOVECENTO. Intervista di Luca Bagatin al prof. Pier Franco Quaglieni


da sinistra: Mario Pannunzio, Arrigo Olivetti, Nicolò Carandini

Quest'anno ricorre il centenario della nascita di Mario Pannunzio, grande giornalista rigoroso e liberale che fondò due storiche testate: "Risorgimento Liberale" ed "Il Mondo".
"Risorgimento Liberale", fondato nel 1944, fu organo del Partito Liberale Italiano e fu il primo giornale in Italia a schierarsi apertamente - oltre che contro il totalitarismo fascista e nazista -  anche contro quello comunista e stalinista e a denunciare la tragedia delle foibe.
Quanto a "Il Mondo", fondato nel 1949, mai testata giornalistica fu più laica e liberale di questa, nonostante tale esperienza durò solo diciassette anni.
Diciassette anni di battaglie libertarie e riformatrici in un’Italia da sempre (oggi ancor più di ieri, peraltro) pasticciona, burocratica, clericale, socialcomunista e socialfascista.
Diciassette anni di denunce di un "sistema" corrotto e corruttore fatto di sottogoverno delle maggioranze (che videro protagonisti Dc e Pci in primis); di ingerenza vaticana (per quanto allora fosse in qualche modo arginata dalla Dc alla quale va dato comunque il merito di essere un partito di gran lunga più laico degli attuali Pd e PdL) e di connubio fra mondo politico e mondo economico (aspetto che oggi ha raggiunto l’apice al punto che è l’economia – guidata da un capitalismo straccione, antiliberista ed antiliberale -  a governare la politica !).
E così a "Il Mondo", collaborò la créme del giornalismo liberaldemocratico e liberalsocialista italiano. Pensiamo ai padri del liberalismo italiano Benedetto Croce e Luigi Einaudi, agli azionisti Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini e Aldo Garosci; al liberista Panfilo Gentile, ai repubblicani Ugo La Malfa ed Adolfo Battaglia. E tutti contribuirono a creare le basi per una cultura "alternativa" e "dell’alternativa" al monolitismo conservatore democristiano e marxista che permeava la società italiana da poco uscita dal fascismo, di cui proprio democristiani e marxisti furono i diretti continuatori sotto il profilo ideologico, politico e culturale.
E così "Il Mondo" ospitò fra le sue colonne intellettuali del calibro di Orwell, Thomas Mann, Ennio Flaiano e Alberto Arbasino, nonché, dal 1955, organizzò i "Convegni del Mondo" come risposta laica ai problemi che attanagliavano l’Italia di quegli anni (ed, è il caso di dirlo, l’Italia di questi anni):  dal rapporto fra Stato e Chiesa al nucleare; dalla lotta ai monopoli alla questione della scuola sino all’unificazione europea di cui "Il Mondo" fu tra i più accesi sostenitori.
Mario Pannunzio, padre de "Il Mondo", fu rarissimo esempio di professionismo giornalistico: egli leggeva personalmente ogni singolo articolo, si occupava personalmente della stesura dei titoli e delle didascalie nonché della scelta delle foto e dell’impaginazione. Ogni settimana ne uscive così un giornale, a detta anche dei maggiori critici dell’epoca, "elegante", "raffinato" ed "europeo".
Certo l’indipendenza dal potere economico e politico del giornale costò cara al punto che esso dovette chiudere prematuramente nel  ‘66 con grande felicità di tutti i suoi denigratori (missini e comunisti in primo luogo).
Certo "Il Mondo" lasciò il solco nel mondo laico. Esso fu il primo a teorizzare la costituzione di una Terza Forza comprendente liberali, repubblicani, socialisti e socialdemocratici capace di contrapporsi alla Dc ed al Pci (ricordiamo in questo senso l’articolo "Qualche sasso in capponaia" di Gaetano Salvemini, pubblicato nel dicembre del 1949).
Grazie al contributo ideale di questo piccolo-grande settimanale liberale e attraverso una scissione del Partito Liberale Italiano, nacque il  Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici, il cui simbolo era la Minerva con il berretto frigio, e che recuperò la tradizione risorgimentale di Felice Cavallotti e prima ancora quella di Giuseppe Mazzini e le cui battaglie politiche si concretizzarono nella lotta alla speculazione edilizia, nella lotta ai Poteri Forti (in particolare negli intrecci fra la Dc e la Federconsorzi) e nelle battaglie per uno Stato ed una scuola laica e pubblica.
La battaglia radicale, rarissimo esempio di volontà di modernizzazione e di occidentalizzazione del nostro Paese, rimase tuttavia puro velleitarismo ed "Il Mondo" si trovò costretto a ripiegare nella teorizzazione del Centro-Sinistra (l’unico vero Centro-Sinistra che l’Italia conobbe mai) attraverso la proposta di far entrare il Psi nella coalizione di Governo, all’indomani della Rivoluzione d’Ungheria del ‘56 in cui esso aveva condannato lo stalinismo e si avviava verso l’abiura del marxismo).
Il resto, è Storia più recente. Con la falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli che ha spazzato via i partiti laici, la Dc, quell'unico vero Centro-Sinistra.
Mario Pannunzio appare dunque da quasi tutti dimenticato, anche nel suo centenario.
Ma perché mai ?
Forse per la scomodità delle posizioni affrontate dagli organi di stampa da lui diretti.
Forse per il rigore delle proposte politiche che egli stesso lanciava, anche per mezzo dei suoi ottimi collaboratori.
Vediamo di approfondire la figura di Pannunzio attraverso l'intervista amichevole che ho voluto fare al prof. Pier Franco Quaglieni, docente e saggista di storia contemporanea e fondatore, assieme ad Arrigo Olivetti ed a Mario Soldati - amici e collaboratori di Mario Pannunzio - del "Centro Pannunzio" (www.centropannunzio.it) di cui è anche attuale Presidente e che oggi è l'unica istituzione che tiene vivo il ricordo di questo grande del giornalismo e della cultura laica in Italia.


Il prof. Pier Franco Quaglieni e una prima pagina del settimanale "Il Mondo"

Luca Bagatin: Il Centro Pannunzio si definisce, fra le altre cose, una libera associazione anticonformista.
Che cosa intendete per cultura anticonformista oggi ?

Pier Franco Quaglieni: Per anticonformista si intende libera da pregiudiziali ideologiche e confessionali. Una cultura laica, diceva  Pannunzio, è una cultura senza aggettivi. Anzi, noi andiamo oltre: ad un certo livello, la cultura è solo cultura e basta. La sottocultura è quella invece che, per giustificarsi, deve suonare il piffero per la rivoluzione per dirla con Vittorini, e trasformarsi in guardia svizzera del Papa…
Negli della devastazione sessantottina  c’è stato poi il conformismo dell’anticonformismo, cioè il rovesciamento sistematico anche di alcuni valori condivisi che sono fondanti di una società, che, come diceva Croce a De Gasperi, potrebbe essere “laica non laica che sia”.



Luca Bagatin: Quanto ha pesato la cultura clericale e comunista nella chiusura definitiva di un settimanale come "Il Mondo" ?

Pier Franco Quaglieni:
Ha pesato certo il disprezzo clericale  verso la cultura laico-liberale del “Mondo” da parte dei cattolici integralisti: Scelba parlava di “culturame laico”;così come ha pesato l’attacco forsennato contro i “visi pallidi” del “Mondo” dei comunisti, dei loro compagni di strada, degli “utili idioti” che, spiace doverlo ricordare, dopo un periodo trascorso al “Mondo” hanno trovato più comodo trasmigrare sotto le bandiere del Pci.
Ma Pannunzio nel ’66 sentì l’aria dell’irrazionalismo,del sociologismo, dell’ideologismo che stava per arrivare e che scoppiò già nel 1967 in alcune università e si evidenziò in tutta la sua portata negativa nel 1968,l’anno in cui Pannunzio morì ,volendo - lui laico-  come compagno dell’ultimo viaggio il grande libro di Alessandro Manzoni che i contestatori avrebbero voluto bruciare in piazza senza leggerlo perché catto-borghese e moderato.



Luca Bagatin: Qual è – secondo te – il modo migliore per ricordare Mario Pannunzio ?

Pier Franco Quaglieni: Scrissi sulla “Nuova  antologia” di Spadolini  nel 1978 un lungo saggio  in cui esaminai il silenzio dei libri di testo su Pannunzio ed anche sul “Mondo”. Quel saggio, per l’autorevolezza della rivista, ebbe qualche effetto: in “Guida al Novecento”, Salvatore Guglielmino corresse il tiro. Persino Asor Rosa scrisse del “Mondo”, ma lo attribuì, sbagliando, alla cultura azionista.
Oggi siamo tornati alla quasi totale  ignoranza . Un noto critico letterario - sorvolo sul nome - in una monumentale storia della letteratura i venti tomi ha citato “Il Mondo” (non di Pannunzio, ma quello che ne riprese la testata negli anni '70, senza neppure lontanamente riprenderne la tradizione civile e culturale) per citare un articolo ivi pubblicato da Pier Paolo Pisolini, uno scrittore lontanissimo, anzi estraneo totalmente alla cultura di Pannunzio.
Speriamo che il centenario della nascita di Pannunzio smuova le acque anche se sono dubbioso. Temo che la proposta avanzata dal Centro Pannunzio di digitalizzare “Risorgimento liberale “ e  “Il Mondo” e di mandarlo in rete al fine di consentire a tutti di poterlo leggere senza intermediazioni interessate ed oracolari di Scalfari e nuovi  altri “scalfarini” alla Teodori, dicevo temo che la proposta  avrà difficoltà a passare perché ci sono persone che vogliono cogliere il centenario per farsi belli a spese di Pannunzio con passerelle mediatico-convegnistiche destinate a durare lo spazio di un mattino.
Chi ama Pannunzio per davvero, dovrebbe  usare il centenario per incentivare la conoscenza della sua opera e l’avvio di studi seri in merito.



Luca Bagatin: Che cosa ci rimane, oggi, dell'eredità di Mario Pannunzio e delle battaglie politiche, economiche ed ideologiche degli "Amici del Mondo" ?

Pier Franco Quaglieni: Non rimane quasi nulla.Pannunzio ha vinto sul terreno culturale, su quello politico è stato un vinto. E’ inutile nasconderlo in modo ipocrita. Il Paese forse era immaturo,ma il disegno della Terza forza non era praticabile. E Malagodi, Segretario del PLI negli anni '50 e '60, dobbiamo aggiungere, non era il mostro che alcuni dipingevano. Rimane un grande magistero etico-culturale a cui ci siamo richiamati nel 1968 noi del Centro Pannunzio  rispetto di pannunzini da centenario che per quarant'anni anni hanno ignorato o tradito Pannunzio.


Luca Bagatin: A tuo parere, vi è lo spazio - oggi - per un'esperienza politico-editoriale come quella de "Il Mondo" di Pannunzio ?

Pier Franco Quaglieni: Assolutamente no. Oggi il giornalismo si è involgarito anche perché i lettori si sono involgariti.
La televisione ha delle grosse responsabilità in merito a questo processo degenerativo. Un giornale elegante, ben scritto come quello di Pannunzio avrebbe oggi un numero di lettori inferiore a quello degli anni ’50. Spiace doverlo dire, ma è così. Una scuola post- sessantottina che ha cresciuto generazioni di ignoranti è la seconda o forse la prima responsabile insieme alla Tv. L’Italiano usato nelle pagine del “Mondo” sarebbe incomprensibile ai più. Oggi sarebbe un giornale ancora più elitario.



Luca Bagatin: E' nota la tua polemica con Eugenio Sclafari, fondatore del quotidiano "La Repubblica", il quale si ritiene erede della tradizione pannunziana e così il suo giornale. Che cosa pensi di lui e del gruppo editoriale del quotidiano che ha fondato ?

Pier Franco Quaglieni: Io ritengo Scalfari un epigono abusivo del “Mondo” per dirla con Battista, ma riconosco in lui il grande giornalista-manager che non fu Pannunzio. Scalfari riuscì a costruire una carriera brillante ed altamente remunerativa sul piano economico. Pannunzio- si può dire – morì povero perché non badò mai al successo ed agli agi materiali, ma alla sua indipendenza di giudizio.



Luca Bagatin: Mario Pannunzio, a tuo parere, avrebbe previsto un fenomeno così antidemocratico e forcaiolo come la presunta "rivoluzione di Tangentopoli" ?

Pier Franco Quaglieni: Pannunzio era un garantista: lo dimostra lo scandalo che riguardò il laeder democristiano Attilio Piccioni a causa del figlio accusato si essere coinvolto nella vicenda Montesi. Me lo ricordava spesso Saragat durante i nostri colloqui. Pannunzio rifiutò sempre di fare dello scandalismo su Piccioni come invece fecero i comunisti ed i fascisti. Pannunzio io penso che si sarebbe schierato  negli anni di Tangentopoli contro i vari Pool che architettarono un vero colpo di Stato per via giudiziaria. Pannunzio era un uomo della Prima Repubblica di cui denunciò il marcio con coraggio in anni difficili, ma di cui si sarebbe eretto a difensore perché la Prima Repubblica aveva ricostruito l’Italia dopo la sconfitta nella Seconda  Guerra Mondiale.


Luca Bagatin: E' possibile, a tuo parere, una rinascita dell'area laica e liberaldemcoratica, nella Prima Repubblica  rappresentata da PRI, PLI, PSI, PSDI e Radicali ?

Pier Franco Quaglieni: Io auspico la rinascita (o meglio la nascita) di un’area laico-liberale, ma la ritengo molto difficile.
Fino a poco tempo fa tutti si dicevano liberali a destra ed a sinistra. Oggi non c’è più nessuno che si dica liberale e la contesa tra liberali veri o falsi è finita. Non è un buon segno. La prospettiva storico-politica è all’insegna di due blocchi di potere ,espressione di un’era post-ideologica e pasticciata. Il passaggio ad una Terza Repubblica è difficile e problematico. I laici ed i liberali dovrebbero impegnarsi in questa direzione. Laici e liberali minoritari ci sono in tutti gli schieramenti, anche nel PD bisogna andarli a cercare con il lanternino.



Luca Bagatin: Quali sono, secondo te - oggi - i partiti che maggiormente si richiamano all'esperienza de "Il Mondo" e che potrebbero essere davvero credibili nella ricostruzione di una forte area laica e liberaldemocratica ?

Pier Franco Quaglieni: Credo il PRI  di Nucara e il PLI  di De Luca. Ma io ritengo che la battaglia da fare sia prima una battaglia culturale, anche se la stessa battaglia culturale è resa difficile dai personalismi. Pensa a Piero Craveri che non è uno storico del Risorgimento che prima rifiuta e il giorno dopo accetta la presidenza del comitato nazionale per le celebrazioni a  Cavour, fomentando polemiche che un nipote di Croce non dovrebbe neppure pensare. E’ anche questo un segno dei tempi. Neppure sul nome di Cavour si riesce a trovare un’intesa perché ci sono personaggi ormai paleo –politici che si scannano persino su Cavour. E non farmi aggiungere altro.
Sicuramente è estranea alla tradizione pannunziana la Bonino che ha perso ogni connotato radical-liberale per convertirsi  ad un trasformismo  di stampo Doroteo, pur di mantenere il potere. epilogo davvero curioso per una donna che si battè per la 194. Nel guazzabuglio della sua coalizione  elettorale laziale  consiglierei alla Bonino di  imbarcare anche Marrazzo: qualche voto potrebbe ancora portarlo.       





Ringrazio di vero cuore l'amico Pier Franco Quaglieni, del quale condivido peraltro pressoché totalmente il pensiero..
Un pensiero libero ed indipendente come questo blog. E tale rimarrà negli anni a venire.
In alternativa alla mediocrità ed alla mediaticità. Anche a costo di essere letto da pochi, pensanti, non rassegnati liberali ed anticonformisti che non hanno nulla da perdere, ma un futuro più civile da conquistare.

Luca Bagatin



27 gennaio 2010

LA MEMORIA E LE MEMORIE. Per non dimenticare. Mai.

Per non dimenticare.
Mai.

L.B.



La Memoria e le Memorie
di Luca Bagatin
da "L'Opinione delle Libertà" del 01/01/2008

Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa. E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.




25 gennaio 2010

L'anticonformismo di un voto amministrativo contro il conformismo cattocomunista

TOSCANI IN TOSCANA E NON SOLO



Sono anni che non vado a votare e questo a causa di leggi elettorali nazionali profondamente antidemocratiche e che di fatto mi hanno esautorato del voto e, come me, milioni di cittadini.
Posto questo non mi rassegno - quando posso - a fare dichiarazioni di voto e nella fattispecie le voglio fare dando esplicita indicazione/suggerimento ai lettori di questo blog -  che sarà anche un blog culturale, ma non riuncia al suo ruolo politico - in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi.
Innanzitutto ritengo sia serio votare e sostenere possibilmente candidati locali e che propongono programmi relativi a problematiche locali. Guardo pertanto con un certo fastidio a "candidature calate dall'alto" che, nei fatti, sono spesso prese in giro nei confronti degli elettori stessi.
Ho in questo senso qualche remora a suggerire agli elettori del Lazio di votare per Emma Bonino - eterna candidata quando si vuol salvare il salvabile - ma di fronte al nulla val bene una tenace laica e radicale come lei, anche se candidata del carro cattocomunista.
Essendo comunque possibile il voto disgiunto potete comunque sbizzarrirvi nel votare le liste del Partito Repubblicano Italiano - qualora fossero presenti - quelle della Lista Bonino-Pannella oppure del PdL, per dare comunque un segnale di opposizione all'attuale opposizione inconcludente.
In Toscana non vi sono dubbi: il fotografo e creativo Oliviero Toscani, laico, libertario, repubblicano, radical-socialista e candidato per la Lista Bonino-Pannella. E' stato un vero peccato che il PdL non abbia accettato di appoggiarlo come proposto da Toscani stesso: c'era davvero il rischio di battere i cattocomunisti al governo della regione da sessant'anni.
In Campania suggerisco di votare per Stefano Caldoro, socialista candidato alla presidenza della Regione nelle liste del PdL. Un segnale laico, oltre che forte, in alternativa ai furbetti del quartierino Jervolino e Bassolino !
Infine per il Comune di Venezia ecco candidato a Sindaco il liberalsocialista Renato Brunetta per il PdL. Investitura scontatissima di cui questo blog vi diede notizia in anticipo già alla fine di agosto 2009. Ci auguriamo solo - come in agosto rilevammo - che questo non sia utile a taluni al fine di togliersi di torno il rigoroso Brunetta dal Governo e da una possibile futura leadership.
Le possibilità di ottenere più che buoni risultati per questi candidati Presidente vi sono tutte.
Vi terrò ulteriormente aggiornati per altre candidature laicamente rilevanti. L'indicazione che, sopra ad ogni altra voglio dare, è comunque di dare priorità nel firmare per la presentazione delle liste del Partito Repubblicano Italiano ed invitare a votarle.

PURTROPPO LA CANDIDATURA DI OLIVIERO TOSCANI E' STATA RITIRATA DA LUI STESSO CHE HA ANNUNCIATO
«Non ho avuto risposta dal PdL alla mia proposta di correre per la presidenza della Regione Toscana anche per loro. Quindi, non ho voglia di andare al macello, di andare a perdere in un sistema di potere che non c’è neppure nella Cuba di Fidel Castro. Per questo mi sono tirato indietro».



Luca Bagatin



22 gennaio 2010

L'On. Paolo Grimoldi, Anna Frank e la sessuofobia



Non conoscevamo l'On. della Lega Nord Paolo Grimoldi e forse, oltre che a noi, era sconosciuto anche a più di qualcun altro.
Ad ogni modo e comunque è salito alla ribalta della cronaca, una cronaca nerissima come la pece, per aver sollevato la pretestuosa polemica relativa a "Il Diario di Anna Frank", che, a suo dire, non andrebbe proposto nelle scuole elementari come invece è avvenuto in una scuola del Comune di Usmate Velate (Monza).
Il motivo ?
Detto diario conterrebbe pagine hard che turberebbero le menti dei bambini, in quanto la piccola Anna Frank - ragazza ebrea diventata simbolo della Shoah, trucidata nel campo di sterminio di Bergen-Belsen nel 1945 - avrebbe descritto, in esso e minuziosamente, le sue parti intime.
Ora, sarà anche che l'On. Grimoldi aveva proprio voglia di farsi conoscere (e soprattutto riconoscere) al grande pubblico, ma ci pare che la sua proposta surreale comprenda in sé un tasso di sessuofobia considerevole.
"Il Diario di Anna Frank" racconta della vita di un'adolescente ebrea costretta dai nazisti, assieme alla famiglia, alla clandestinità. Ed è l'unico mezzo che ella ha avuto per esprimersi, per esprimere le sue pulsioni e sentimenti di ragazza che......non diventerà mai grande.
Un documento che proprio i più giovani dovrebbero leggere, perché, infondo, Anna non è che una di loro.
Che l'On. Grimoldi si soffermi su presunte "pagine hard" come le definisce, ciò forse può significare che non abbia per nulla compreso il significato di tale documento (e così i genitori di quella scuola che hanno sollevato il caso), oppure che non ricordi punto la sua adolescenza, fatta anche e proprio della scoperta del proprio corpo, della propria sessualità, delle proprie pulsioni erotiche. Del tutto naturali.
E' per questo che, nelle scuole elementari andrebbe invece introdotta un'ora obbligatoria di educazione sessuale e sentimentale. Senza tabù o pregiudizi, ma con profonda apertura e spirito di curiosità.
Solo culture primitive e dogmatiche hanno timore del sesso in quanto non hanno o non hanno mai voluto affrontare apertamente tale tema.
E così, approfondendo Freud, Jung e tutti i Padri della psicanalisi, si comprenderà che con i tabù sessuali si produrranno perversioni, distorsioni, complessi, omofobia, sessuofobia. E che una corretta educazione sessuale è il miglior antidoto alla violenza ed alla prevaricazione.
Quando la classe politica ed il panorama culturale del nostro Paese lo comprenderanno avremo fatto un passo verso le democrazie liberali, laiche ed occidentali. Sino a quel momento consideriamoci pure e tristemente, ancora un Paese medievale, arretrato e finanche complessato sessualmente.

Luca Bagatin

PS: scusate l'intrusione ma proprio non riesco a non rendervi partecipi di quest'assurdità.
Al link
http://poteriocculti.mastertopforum.biz/articolo-di-luca-bagatin-vt277.html
pare che abbiano il tempo di discutere del sottoscritto....e in maniera veramente esilarante.
Divertitevi a leggere ad esempio questo commento che fa quasi paura....Sono definito come una sorta di Tinto Brass del sadomaso AHAHAHAHA.... :-)))

Amici

ho dato un'occhiata al sito di questo ragazzo, Luca Bagatin.
Penso che queste siano le persone veramente pericolose, perché intelligenti.
Ma la loro intelligenza non è devoluta al bene, al vero, bensì ad ideologie retrograde (che caspita vuol dire liberal-repubblicanesimo mazziniano, se non confusione eletta a sistema?).
Il sito contiene immagini violente: un'arma, arti insanguinati, ed adombra gusti sessuali sado-maso. Tutte le foto di donne presenti richiamano il sado-masochismo.
Il top lo ha raggiunto nell'indicare come suo maestro televisivo il noto pedofilo Gianni Boncompagni! Un vero maestro!


Ma i pensieri di questi anonimi forumisti chi li ha prodotti ? Il Sessantotto ? La televisione di oggi ? La mancanza di ideali e di valori (visto che non sanno nemmeno che significa liberal-repubblicano ! sic !) ????
Io ci rido davvero, non so voi.
Ma ci sarebbe molto da piangere e da rabbrividire.



20 gennaio 2010

L'OMOSESSUALITA' POLITICAMENTE TRASVERSALE by Peter Boom

Voglio ringraziare ancora una volta l'amico Peter Boom per i preziosi contributi che fornisce a questo blog, ormai sempre più visitato anche dall'estero (con significative visite dagli Stati Uniti d'America, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e persino dall'Asia).
Senza i contributi di Peter Boom, infatti, molto spesso, talune notizie non sarebbero presenti nel panorama mediatico e ne è un esempio il ricordo di Alfredo Ormando della settimana scorsa.
Di seguito, ancora una volta, l'amico Peter, riprende infatti l'argomento.

L. B.


L'OMOSESSUALITA', POLITICAMENTE TRASVERSALE
di Peter Boom



La commemorazione del sacrificio di Alfredo Ormando
(immolatosi davanti al sagrato del tempio della
cristianità cattolica il 13 gennaio 1997) davanti alle
transenne anticristiche dello stato del vaticano quest'anno
è stata sentita poco dagli stessi omosessuali e poco
pubblicizzata.
Il motivo di questo disinteresse sta probabilmente nel
timore
conscio ed inconscio del suicidio che non vuole venir
giustificato da persone tra le quali il pensiero al suicidio
affiora più frequentemente di altri. Infatti, rappresenta
uno spettro che viene rimosso il più possibile. La vita da
gay in Italia viene vissuta da molti in modo traumatico a
causa dei tanti tipi  di emarginazione.
Emarginazioni che a volte si traducono in violenze estreme
soprattutto contro transessuali, travestiti e/o persone che
mostrano apertamente le loro tendenze.
La colpevole mancanza governativa nel non far approvare una
legge contro l'omofobia ha ulteriormente aggravata la
situazione. Uno dei più lampanti esempi è il caso del
quasi mortale accoltellamento di un gay a Roma. L'aggressore
la mattina dopo stava di nuovo a casa. Nessuno potrà
negare che questo per un paese civile è quantomeno anomalo
e oltremodo scandaloso. Ora è stato condannato, ma in
fondo lui è stato educato in un clima di disprezzo per gli
omosessuali, incoraggiato tuttora dalla chiesa cattolica e
da una parte della politica, una vittima di malvagio
lavaggio di cervello. I mandanti immorali non sono stati
condannati!
Invece sembra che i tempi cambino persino in Italia, anche
perché si vede una parte dell'estrema destra inclusiva di
persone omosessuali. Lo stesso Presidente della Camera
Gianfranco Fini si è espresso in termini molto liberali ed
aperti. D'altronde le leggi devono essere uguali per tutti,
in uno società civile i diritti civili ed umani non
possono essere sottoposte a deroghe.
La Lega Nord oggi è incomprensibilmente all'antica,
razzista ed anti-omosessuale, mentre in passato si era
dimostrata abbastanza tollerante da sembrare quasi moderna.
Nella gerarchia vaticana sopravvive ancora una anticristica
chiusura mentre parlando con i semplici preti questo
atteggiamento dogmatico non mi pare sia condiviso da una
buona parte del clero e neanche dal popolo cristiano
cattolico.
Elementi intolleranti militano sia nella sinistra come nella
destra, ma mi sembra di percepire che la loro nefasta
influenza discriminatoria stia scemando. A questo proposito
vorrei segnalare due siti su internet, politicamente in
contrasto tra loro, ma che tutt'e due hanno pubblicato
articoli molto belli ed aperti proprio per commemorare
degnamente Alfredo Ormando.
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it/?r=132168  e
http://www.reset-italia.net/2010/01/12/sesso-e-fuoco-a-piazza-san-pietro

UN SEGNALE DI LUCE !

Peter Boom
www.pansexuality.it



18 gennaio 2010

"Prendimi l'anima": un film sulla storia d'amore fra Sabina Spielrein e Carl Gustav Jung



Che cos'è l'anima, che cos'è la psiche ?
Può l'anima nei suoi risvolti più profondi, spirituali ed interiori, essere in profonda comunicazione con la psiche ?
Che cos'è l'amore ?
Amore e Psiche, gli eterni amanti descritti da Apuleio e raffigurati dal Canova in un'allegoria che racchiude profondissimi significati mistici e psicologici.
Sono queste immagini, queste figure, che mi sono affiorate alla mente allorquando ho rivisto il bellissimo e drammatico film di Roberto Faenza: "Prendimi l'anima".
Un film del 2002 che ricorda la profonda e tormentata storia d'amore fra lo psichiatra Carl Gustav Jung ed una sua paziente, l'ebrea russa Sabina Spielrein, poi diventata a sua volta celebre psicoanalista.
Una storia che venne alla luce proprio di recente, anche per mezzo dello studio delle conversazioni epistolari fra il padre della psicanalisi Sigmund Freud ed il suo allievo Jung.
Sabina Spielrein, fragile donna che nel 1904 fu ricoverata - a soli vent'anni - in una clinica nei pressi di Zurigo in quanto gravemente malata di isteria. Probabilmente in quanto maltrattata dal padre.
Qui la accoglierà amorevolmente uno Jung alle prime armi, dedito a sperimentare per la prima volta i metodi di Freud.
Metodi diametralmente opposti rispetto a quelli coercitivi in voga all'epoca fatti di docce fredde e camicie di forza.
Il metodo freudiano - che sarà poi alla base di quello junghiano - si fonderà infatti sul dialogo franco ed aperto fra paziente e medico e sulla libera associazione delle parole (mai come in questo film sono stati messi in evidenza, sul grande schermo, i rudimenti di tale metodo).
Sarà proprio la fiducia della Spielrein nei confronti di Jung a garantirle la piena guarigione. Una guarigione - raffigurata - nel film di Faenza, dalla bellissima scena della Spielrein (interpretata da una magistrale Emilia Fox) che canta e suona "Tumbalalaika", canzone d'amore russa della tradizione ebraica, accompagnata dai sorrisi e dagli applausi di tutti i malati psichici della clinica. E da uno Jung che si farà coinvolgere nella danza, con l'evidente disapprovazione di tutti gli altri psichiatri, che già allora lo consideravano un tipo bizzarro.
"Non ci può essere cura senza amore", afferma Jung nel film stesso, che ricorda una delle sue celebri massime: "Dove l'amore impera, non c'è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l'amore. L'uno è l'ombra dell'altro".
Sarà così che, dopo la guarigione, Jung continuerà a frequentare la donna, incoraggiata da lui stesso ad intraprendere studi in medicina. E sarà così che i due si innamoreranno perdutamente l'uno dell'altra in un'unione perfetta e simbiotica, erotica e passionale.
Jung donerà alla Spielrein, dunque, una pietra, rammentandole che gli uomini primitivi erano soliti credere che l'anima umana fosse contenuta in essa. Egli l'aveva così allegoricamente resa "custode della sua anima".
Carl Gustav Jung è purtuttavia sempre un uomo sposato e si vedrà costretto ad interrompere bruscamente il rapporto con la Spielrein, che nel frattempo si laureerà e sposerà successivamente il medico russo Pavel Scheftel che le darà due bambine.
E' così che la Spielrein tornerà nella sua Russia, a Mosca, ove fonderà un asilo per bambini: l'Asilo Bianco.
Jung, comunque, non la dimenticherà al punto che continuerà a sognarla e saranno proprio i suoi sogni premonitori (ricordiamo che lui stesso si occuperà in diverse occasioni della sua vita di questo particolare fenomeno della psiche, così come dei cosiddetti "fenomeni occulti" di cui si era già occupato nella sua tesi di laurea) a segnalargli i momenti di pericolo corsi dalla donna. Che saranno purtroppo molti.
Nell'Asilo Bianco la Spielrein avrà modo di sperimentare nuovi metodi educativi improntati allo sviluppo della creatività e della massima libertà dei bambini, insegnando loro anche primi rudimenti di educazione sessuale.
E' davvero commovente la scena in cui la Spielrein riesce a far sorridere un bambino chiuso in sé stesso e profondamente triste, distraendolo con un simpatico scimpanzè. Quel bambino è Ivan Ionov, tutt'ora vivente ed ultra ottantenne che non dimenticherà mai quanto fatto dalla psicoterapeuta per lui.
A Mosca, Sabina, aderirà anche al nascente bolscevismo, ma dovrà presto ricredersi nel momento in cui la repressione stalinista le imporrà con la forza di chiudere l'Asilo e metterà all'indice i suoi metodi educativi, considerati contrari alla morale comunista.
E' così che, morto il marito nelle cosiddette "purghe staliniane", la donna tornerà nella sua natia Rostov per tentare di fondare un asilo clandestino, ma i nazisti che stavano avanzando in Unione Sovietica la prenderanno e la trucidetanno assieme alle figlie ed a centinaia di altri ebrei in una sinagoga.
Il film di Faenza è strutturato su due livelli: da una parte la storia di Sabina Spielrein, della sua storia con Jung e della sua carriera di psicoterapeuta infantile e dall'altra quello di due giovani studiosi, Marie e Fraser, che, ai nostri giorni, a Mosca, tenteranno di ricostruire la storia di questa incredibile donna.
Una donna, la Spielrein, che influenzò profondamente l'opera di Jung e finanche di Freud, come documentato dai rapporti epistolari che ebbero i tre.
Nel suo diario personale, ella volle appuntare che avrebbe desiderato - una volta morta - che la sua testa andasse a Jung al fine di sezionarla e di studiarla, mentre il suo corpo avrebbe voluto fosse cremato affinché le sue ceneri fossero sparse ai piedi di una quercia con una semplice lapide con sopra scritto: "Anch'io sono stata un essere umano".
"Prendimi l'anima" è dunque un'opera unica nel suo genere, che parla di anima e di amore a partire da due storie autentiche: quella di un fine studioso dell'inconscio come Jung e quella di un ex malata di mente poi brillante psicanalista.
Un rapporto eterno: anima e amore, destinato ad affascinare e ad entrare sempre e comunque nella vita quotidiana di ciascuno di noi.

Luca Bagatin




15 gennaio 2010

UN AMORE SENZA FINE romanzo a puntate by Luca Bagatin (CAPITOLO QUATTORDICESIMO ed ultimo)

Eccoci dunque arrivati al capolinea.
Capolinea del FEUILLETTON "Un amore senza fine", che scrissi nel 1993 all'età di quattordici anni.
Non è un bel romanzo, ma....vi avevo avvertiti. Manca di pathos, ma soprattutto di una vera struttura organica, finanche con personaggi meglio caratterizzati.
Ad ogni modo e comunque, vi ha tenuto "compagnia" per tre mesetti buoni per cui.....se proprio proprio vi venisse in mente di rileggervelo (e/o di leggerlo per la prima volta !) sarà sufficiente che clikkiate sulla rubrica FEUILLETTON di questo blog in alto a destra.
Buon quattordicesimo ed ultimo capitolo, dunque.
Preparate i fazzoletti. Ne avrete bisogno.

Luca Bagatin

Capitolo quattordicesimo


Scontro finale


Il giorno seguente, il Barone Von Grimbukow e l' attendente Franz, giunsero a Francoforte.

I due si diressero verso il fortino austro-prussiano, vi entrarono e vennero informati dal Capitano che il Generale era stato ucciso da un giovane sconosciuto che era poi riuscito a fuggire con una ragazza.

Immediatamente Mark pensò fosse stato Einrich e, insieme a Franz, si apprestò a controllare tutte le locande della città, finchè, dopo una lunga ricerca, Von Breith e la Duchessina vennero scoperti da Franz mentre si baciavano appassionatamente dietro al muretto di una casupola.

Subito l’attrndente avvertì il Barone , il quale corse di gran carriera.

- Questa volta per voi sarà la fine Von Breith. Vi prometto che vi farò rimpiangere il giorno in cui avete messo gli occhi su Verusca! - disse Von Grimbukow sguainando la spada e rivolgendosi ad Einrich, il quale in tutta risposta: - Barone, non sapete far altro che combattere! Non vi importano i sentimenti di questa ragazza? Non vi preme conoscere ciò che pensa? -

- Le donne non pensano, non sono loro a decidere la loro sorte, ma siamo noi uomini a pensare per loro! - disse Mark adiratissimo.

- Questa è la più grande stupidaggine che abbia mai udito, Barone! - ribatté Einrich, che con uno scatto fulmineo estrasse la spada e la incrociò con quella di Von Grimbukow. Iniziò così uno scontro all' ultimo sangue.

Alcuni istanti dopo Mark, continuando sempre a tirar di scherma, ordinò all’attendente e ad un fante prussiano che passava da quelle parti, di legare stretta Verusca all’albero più vicino e di sorvegliarla, in modo che non potesse fuggire.

Franz ed il soldato eseguirono l' ordine: la legarono ad un ciliegio che si trovava nel giardino di una casa abbandonata e la sorvegliarono.

Nel frattempo il sanguinoso duello proseguiva ed entrambi i cavalieri riportavano profonde ferite al torace e alle braccia.

Von Grimbukow, stanco, per terminare il combattimento con la sua vittoria, estrasse la pistola che aveva alla cintura e la puntò verso Einrich, pronto a far fuoco.

Il ragazzo tuttavia gliela fece cadere in terra con la punta della spada e lo trafisse senza alcun rimorso.

Franz, fedele servitore del Barone, vista la scena gridò: - Von Breith! Hai ucciso il Maggiore e per questo la tua amata morirà! -. Subito dopo estrasse la pistola, la puntò verso Verusca, legata, e ordinò al fante prussiano: - Soldato, uccidiamo questa donna, così vendicheremo la morte del Maggiore Von Grimbukow! -

Il soldato non esitò a caricare il fucile e a puntarlo contro la bella Verusca, pronto a far fuoco all' ordine di Franz.

- No, non potete ucciderla, no... - gridò istintivamente Einrich parandosi davanti a Verusca nell’istante in cui i due fecero fuoco. Le pallottole affondarono nel petto di Einrich togliendogli la vita in quella così giovane età.

Allarmati dagli spari, accorsero dei granatieri prussiani guidati dal Principe Federico, i quali videro la Duchessina brutalmente legata al ciliegio e i due assassini dinanzi a lei che la stavano deridendo.

Il Principe ereditario si rivolse ai due brutti ceffi dicendo: - Voi due manigoldi avete ucciso un libero cittadino di Prussia, nonché mio amico; legato e deriso la Duchessina di Brema e per questo sarete fucilati domani all’alba davanti a tutti i vostri camerati! -

I due vennero quindi condotti al fortino dalle guardie e Verusca venne liberata da Federico, il quale si fece raccontare l’accaduto dall' inizio e, avendo un’animo sensibile e delicato, non riuscì a trattenere le lacrime.

Einrich, con quell' eroico gesto, aveva sacrificato la sua stessa vita per la sua amata, simbolo del suo eterno amore per Verusca.

Fine



13 gennaio 2010

UN RICORDO DI ALFREDO ORMANDO di Luca Bagatin e Peter Boom

L'OLOCAUSTO DI ALFREDO ORMANDO
di Luca Bagatin



Alfredo Ormando fu scrittore italiano che il 13 gennaio del 1998 si diede fuoco in Piazza San Pietro per protestare contro l'intolleranza della Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali.
Diranno che si è suicidato perché...aveva problemi in famiglia.
Diranno che il suicidio.....non è moralmente accettabile. Che - chi si suicida - va all'Inferno.
Una persona per me speciale recentemente ha scritto: "C'è un taglio, c'è chi se lo è fatto. Chi se lo è fatto per sentire più amore".
C'è chi ha avuto una sensibilità così profonda da percepire su di sé tutto l'odio degli uomini.
C'è chi, come Gesù detto il Cristo, ha accettato su di sé tutte le sofferenze e l'odio del mondo.
Per amore. Solo per amore.
C'è chi, sordo al richiamo dell'uomo e dunque di Dio, non conosce l'amore.
In Piazza San Pietro, quel 13 gennaio 1998, si è compiuto un olocausto. Un olocausto di amore.
C'è chi, assorbito dal dogma della Religione del Libro, ancora non vede: non vuol vedere né sentire. Per pregiudizio, per convenienza, e - quel che è più grave - per odio.
C'è chi, ancorché le Crociate siano terminate da secoli, porta nella sua coscienza una scia di sofferenza, odio e pregiudizio enormi. Contro l'Umanità e quindi contro lo stesso Dio nel cui nome ritiene di parlare.
Ed ora lascio la parola, il ricordo, all'amico Peter che ci regala anche una lettera di Ormando ad un amico.
Per non dimenticare, mai.

Luca Bagatin

COMMEMORIAMO ALFREDO ORMANDO IN PIAZZA SAN PIETRO !
di Peter Boom



Il 13 c.m. ricorre l'undicesimo anniversario dall'immane
sacrificio di Alfredo Ormando e ci sarà (almeno lo voglio
sperare) la commemorazione presso il confine con lo stato
del vaticano. Lo Stato Italiano (venduto al Vaticano) non
sta facendo niente per sollevare dall'oppressione i milioni
di gay, bi- e pan-sessuali italiani. L'anticristica
religione cattolica non ha firmato per la depenalizzazione
dell'omosessualità proposta presso le Nazioni Unite dalla
Francia (Liberté, Egalité, Fraternité) mettendosi di
fatto sulle stesse posizioni dei paesi islamici.
OMO-, BI_ e PANSESSUALI ITALIANI SVEGLIATEVI, altrimenti Vi
cammineranno sopra. Protestate e andate in massa alla
commemorazione di Alfredo Ormando (il nostro Jan Palach).

Peter Boom.

CHI ERA ALFREDO ORMANDO
una testimonianza di Peter Boom



Alfredo Ormando, orfano di padre e ultimogenito di una
famiglia con otto figli di San Cataldo (Sicilia), due anni
di seminario e un tormentato periodo universitario, si e'
immolato con la benzina in piazza San Pietro a Roma il 13
gennaio 1998.
Sua madre lo aveva sentito la sera prima. Alfredo le aveva
telefonato dicendole che si sarebbe recato a Roma per motivi
di studio. Gaetano Mangano, luomo che gli aveva affittato
una stanza a Palermo, laveva visto due giorni prima
quando Alfredo gli aveva chiesto in prestito centomila lire.
Una donna che pulisce i gabinetti a piazza San Pietro ha
visto Ormando mentre si versava addosso la benzina e poi
correva avvolto dalle fiamme verso il centro della piazza.
Gli agenti di polizia l'hanno subito soccorso e uno di
loro ha anche tentato di spegnere le fiamme usando la
propria giacca. Prima di perdere coscienza Alfredo disse:
"Non sono neanche stato capace di morire".
Fu trasportato all'ospedale Sant'Eugenio dove morì
dopo dieci giorni di atroce agonia.
Le lettere che si era portato appresso non furono pubblicate
e la sala stampa del Vaticano rilascio' un comunicato
stampa, dichiarando che Alfredo Ormando non si era suicidato
a causa della sua omosessualita' o in protesta contro la
chiesa cattolica, ma perche' aveva problemi in famiglia.
Ma, subito dopo la sua morte l'ANSA ricevette le sue
lettere con la posta e ne pubblico' parte.
Ormando aveva inviato da Palermo una copia all'ANSA, prima
di prendere il treno per Roma. Sapeva benissimo che le
lettere, una volta nelle mani dei preti, non sarebbero mai
state pubblicate.
Un mese dopo la sua morte (febbraio 1998) ci siamo recati in
nove in piazza San Pietro per porre dei fiori sul luogo dove
lui si era bruciato come un bonzo. Arrivo' subito la polizia
e ci intimo' di andar via. Avevano l'ordine del Vaticano
di far togliere anche i fiori. Io dissi loro che se Gesu'
Cristo si fosse trovato sul sagrato della basilica, Lui
sarebbe sceso e ci avrebbe abbracciato uno per uno e che
quindi il Vaticano aveva dato ancora una volta dimostrazione
di essere anticristico.
Gli uomini delle Forze dell'Ordine erano visibilmente
commossi e dispiaciuti; avevano visto Ormando bruciare e uno
di loro mi disse che anche lui era Siciliano; un altro mi
racconto' che il poliziotto che aveva tentato di spegnerlo
con la propria giacca era ancora sotto shock e di notte non
riusciva a dormire.
La piu' bella pianta la regalai per farla dare a quel
poliziotto per ringraziarlo per la sua buona azione.
Nel 1999, sotto una pioggia battente, eravamo di nuovo a San
Pietro per commemorare Ormando. Questa volta erano presenti
anche i presidenti Arcigay (Sergio Lo Giudice) e del Mario
Mieli (Imma Battaglia). La polizia non poteva permetterci di
entrare sulla piazza e cosi' decidemmo di deporre i fiori
sul suolo italiano, al confine con lo Stato del Vaticano,
una chiara dimostrazione del comportamento anticristico di
quello Stato.
Anche gli anni passati ando' alla stessa maniera e la
Polizia permise la nostra commemorazione.

Peter Boom.

LETTERA AUTOGRAFA DI ALFREDO ORMANDO AD UN AMICO



Palermo, Natale 1997

Caro Adriano, questanno non sento piu' il Natale, mi e'
indifferente come tutte le cose; non ce' nulla che riesca
a richiamarmi alla vita.

I miei preparativi per il suicidio procedono
inesorabilmente; sento che questo e' il mio destino, l'ho
sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico e'
la' ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha
dellincredibile.

Non sono riuscito a sottrarmi a questa idea di morte, sento
che non posso evitarlo, tantomeno fare finta di vivere e
progettare per un futuro che non avro': il mio futuro non
sara' altro che le prosecuzione del presente.

Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita
terrena e cio' non mi fa orrore, anzi !, non vedo lora di
porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo
perche' ho deciso piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre
potevo farlo anche a Palermo.

Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: e' una
forma di protesta contro la Chiesa che demonizza
l'omosessualita', demonizzando nel contempo la natura,
perche' l'omosessualita' e' sua figlia.

Alfredo



11 gennaio 2010

La fine di Bettino Craxi fu la fine della sinistra democratica in Italia


Bettino Craxi, un uomo, uno statista, ma prima di tutto un socialista anticomunista.
Con la fine di Bettino Craxi è finita, in Italia, la sinistra democratica.
A non essersene ancora accorti sono solo gli eredi del "compromesso storico", i nostalgici di un Partito (post)Comunista al Potere in un abbraccio fraterno con la Democrazia Cristiana: i sognatori di una società classista, tartassata e tartassona, salutista ad ogni costo, sindacatocratica ovvero che tutela solo ed esclusivamente statali, parastatali, amici degli amici dell'Arci o della Parrocchia.
Con la fine e la morte di Bettino Craxi è morto il mito del Socialismo al governo dell'Italia, dell'ottimismo della volontà per uscire dalla crisi, del Made in Italy, della democrazia governante, della Grande Riforma comprendente una magistratura finalmente spoliticizzata e più vicina ai cittadini.
Con la fine di Bettino Craxi è venuto finalmente a galla il marciume di una classe politica corrotta e corruttrice sin dalla sua nascita. E fu proprio Craxi a denunciarlo nel suo discorso alla Camera del 3 luglio 1992, in cui chiese a tutto il Parlamento di assumersi la responsabilità di dare una soluzione politica (e non manettara, come purtroppo avverrà) alla crisi della Prima Repubblica.
"Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Il Parlamento, nel suo complesso, tacque.
Cinque partiti democratici di governo scomparvero sotto la mannaia di una "giustizia" veloce solo con taluni ed in taluni casi, ma lenta, inesorabilmente lenta, in talaltri. I più.
Finiranno in galera anche innocenti, ma, poco importa. La caccia al socialista ladro e mafioso era cominciata e così al repubblicano, al democristiano, al liberale ed al socialdemocratico.
Tutti "onesti" - invece - i comunisti, i missini, i leghisti..... Vero ?
E così sì è voluto far credere che dalle macerie della Prima Repubblica sarebbe nata una nuova Italia.
E così, con una nuova legge elettorale - maggioritaria e palesemente incostituzionale - ecco data la definitiva spallata a Craxi, ai laici, alla Dc che fu anche di De Gasperi, ovvero a tutti i partiti che gli italiani avevano votato per un cinquantennio.
Se non fu un golpe questo, diteci voi che cosa fu.
Ci penseranno purtuttavia ancora una volta gli elettori a votare contro i comunisti e i democristiani dossettiani: preferiranno loro Silvio Berlusconi, amico di Craxi ed anticomunista.
Imprenditore purtroppo troppo pieno di sé ed alquanto privo di cultura e stoffa politica, purtuttavia. Il quale - peraltro - inizialmente lodò l'azione di Di Pietro e prese le distanze dal buon Bettino..... Da bravo parvenu opportunista.
Ma questa è ormai Storia.
Una Storia che ha fatto sì che l'elettorato laico, socialista, repubblicano e liberale finisse nel serbatoio di un PdL che non rappresenta nulla - in sé - se non l'alternativa ad un carrozzone giustizialista, tartassone, moralista e conservatore.
Il problema è che la sinistra democratica - così come l'Italia la conobbe dalla fine dell'Ottocento agli anni '90 - quella socialista, repubblicana, radical-liberale, dei Mazzini, dei Garibaldi, degli Ernesto Nathan, dei Rosselli, scomparve proprio con la fine della Prima Repubblica. Simboleggiata dalla fine di Bettino Craxi, proprio colui il quale avrebbe voluto costruire una forte sinistra democratica e liberalsocialista in alternativa alla Democrazia Cristiana ed al Movimento Sociale Italiano.
Possiamo ringraziare di questo i vari D'Alema, Veltroni, Bersani, Bindi, Franceschini, Di Pietro. I moralisti senza vera morale che oggi non riescono nemmeno a raggiungere - tutti uniti - il 30% dei consensi.
Si sta discutendo in questi giorni della candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio nelle liste del Pd.
Fa accapponare la pelle vedere una radicale, già sostenitrice del Psi di Craxi assieme a Marco Pannella al quale lo stesso Craxi avrebbe voluto affidare la guida del partito negli anni '90, candidata dai carnefici della sinistra democratica e dei partiti laici in Italia.
Smettiamo di stupirci, orsù.

Luca Bagatin



8 gennaio 2010

L'amore non muore

Due cassaforti si incontrano: che combinazione ! :-D


Tagli....cicatrici....inferni.
Pronto ? Mi richiami ?
Portami via.
No, vivi. Viviamo. Vivo.
Perché certi segni uno se li fa solo per sentirsi davvero vivo.
Ancora.
La vita....la morte.....
La morte non è che una dimensione onirica, ve l'avevo mai detto ?
L'infelicità è un vizio ?
La felicità ti fa spavento, fratello.....
Do you remember, Jack ?
Baglu è tornato, ma non è più solo una voce elettronica....anonimamente infernale.
E' qualche cosa di più: un megafono che non ha nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. E che pensa sempre con la sua testa.
Una testa dura, a tratti vuota.
Un cuore che pulsa e che palpita.
Un cuore che sogna e che - sì - vive.


Hai mai pensato di essere solo ?
Ti sei mai sentito incazzato con il mondo ?
Hai mai provato a scriverlo su un blog ?
Hai mai provato ad utilizzare il web in maniera creativa ?
Hai mai pensato che Facebook non sia altro che una montatura organizzata da un imberbe ragazzino WASP dal sapore hilteriano ?
Hai mai pensato - sin da ragazzino - che infondo persone dello stesso sesso possano amarsi, oltre che scoparsi ?
Hai mai pensato che la disabilità vera è quella di chi pensa in maniera conformata e conformista ? Conformando il suo cervello ai canoni prestabiliti da generazioni di idioti che da secoli sono finiti sotto terra ?
Hai mai pensato che la vera droga è la quotidianità del nasci, produci, consuma, crepa ?
Pensa in grande, ma anche no.
Pensa che la politica è l'arte del possibile. Ma solo se applichi la psicologia sessualmente attiva ai neuroni del politico di turno.
Pensa che il resto sono solo cazzate e che l'attuale classe politica del carrozzone mediatico Pd-IdV-PdL-Lega-Udc sarà cibo per vermi fra qualche decennio.
Merda fatta di parvenu di un triste verietà che non ha rispetto per i suoi stessi elettori.


No, non piangere.
Sorridi.
Ridi anche per una barzelletta obsoleta o sciocca. Al fulnicotone.
Anche se fulnicotone non significa nulla. In sé.
Quei segni, quelle cicatrici - io - le conosco.
Sono le cicatrici che ti fanno comprendere che hai un'anima. E l'anima è priva di tagli e cicatrici.
E' oltre il bene ed il male.
E comprendi che quelle esperienze negative non torneranno più.
Sei cresciuto, sei vivo.
Sei passato dalla morte alla Rinascita.
Dall'oscurità alla Luce.
Sei pronto per conoscere l'Amore.


Baglu, Libero Marinaio


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini