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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 ottobre 2010

Trick-or-treat ?




La scrissi il 1 novembre 2007 e qui la riporto
(tratto da Wikipedia con adattamento e conclusioni di Luca Bagatin)


Jack o'Lantern era un vero dritto.
Protagonista incontrastato della festa di Halloween che ricorre nella notte fra il 31 ottobre e l'1 novembre era un astuto e dispettoso personaggio che faceva dispetti e ingannava chiunque con i suoi trucchetti.
Una volta "sfidò" anche il diavolo in persona facendolo spaventare e salire su un albero.
Così Jack incise una croce sull'albero in modo da rendere il diavolo incapace di scendere.
Fece poi un patto con il Signore del Male chiedendogli di non accettarlo all'Inferno nel caso in cui egli avesse commesso dei peccati.
Jack, alla morte, aveva commesso così tanti peccati in vita sua che in Paradiso non lo accettarono. Ma nemmeno all'inferno a causa del famoso patto di cui sopra !
Jack prese allora una zucca o un ortaggio (a seconda del luogo in cui la leggenda viene raccontata), ne intagliò una specie di volto, ci mise dentro una candela a mò di lanterna e cominciò a vagare in cerca di un luogo in cui riposare.
E chi s'è visto s'è visto !
Mica scemo il nostro Jack !
Questa storiella irlandese, poi difusa negli odierni Stati Uniti ed oggi vero e proprio simbolo di Halloween, penso ci sia davvero di grande insegnamento.
Un insegnamento forse un po' sottile, ma che si può tutto sommato cogliere facilmente.
Lo dico soprattutto  per coloro i quali preferiscono pensare con la testa altrui: sia essa "paradisiaca"
o "infernale".
Meglio fare come Jack: un vero dritto da leggenda !



28 ottobre 2010

Donne e Massoneria: articolo-intervista alla professoressa Francesca Vigni di Luca Bagatin

Donna che indossa paramenti massonici; il volume di Francesca Vigni; Annie Besant - già presidentessa mondiale della Società Teosofica - indossa paramenti massonici

Può una donna entrare in Massoneria ?
Secondo un preciso landmark (o regola massonica) stabilito nelle regole fondanti della Gran Loggia Unita d'Inghilterra - detta anche Loggia Madre del Mondo - redatte dal reverendo inglese James Anderson nel 1723, no.
In quanto il massone deve essere uomo, oltre che libero e di buoni costumi.
Diciamo subito che la Gran Loggia Unita d'Inghilterra è considerata Loggia Madre del Mondo più per questioni più squisitamente storiche che esoteriche. La Massoneria speculativa si è data, infatti, un'organizzazione vera e propria in Inghilterra nel 1717, per quanto tale istituzione sia ben più antica.
Diciamo anche che il reverendo Anderson e molti studiosi di esoterismo hanno ritenuto e ritengono, pur erroneamente, che, poichè l'iniziazione massonica è solare e non lunare, ciò significa che solo i maschi hanno diritto a tale iniziazione.
Ciò, come ha ricordato anche il grande massone, esoterista ed alchimista moderno Paolo Lucarelli nella pefazione italiana a "Simbolica Massonica per il terzo millennio" di Irène Mainguy (edito in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee), è assolutamente smentito dal fatto che nei cantieri operativi dei muratori medievali - ai quali si rifanno gli odierni Libero Muratori - vi erano anche donne. Ed inoltre, sempre il Lucarelli, ricorda che vi erano culti solari - come ad esempio quello di Apollo e Dioniso - che erano officiati soprattutto da sacerdotesse.
Ciò fu confermato già nei primi del '900 anche dal reverendo Cherles W. Leadbeater, trentatreesimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed autore del volume "La Massoneria e gli Antichi Misteri".
Facciamo poi notare che, in Italia, nonostante le fortissime resistenze del Grande Oriente d'Italia relativamente all'ingresso delle donne nelle Logge, già due illustri Gran Maestri del GOI quali Giuseppe Garibaldi ed Ernesto Nathan, contestarono tale discriminazione. Al punto che Garibaldi stesso iniziò donne alla Massoneria.
Attualmente, peraltro, in Italia, solamente la Gran Loggia d'Italia degli ALAM di Palazzo Vitelleschi, inizia anche le donne.
E' di queste settimana, inoltre, la notizia che il neo-eletto Gran Maestro del Grande Oriente di Francia Bar Arcizet Guy, ha deliberato l'ingresso delle donne nella prestigiosa Obbedienza massonica francese. Decisamente un passo avanti.
Sotto il profilo accademico, in Italia, pressochè solo la professoressa ed amica Francesca Vigni ha ben pensato di approfondire la questione donne e Massoneria.
E lo ha fatto con un ottimo volume edito dalla Bastogi nel 1997: "Donne e Massoneria in Italia", ove fa un vero e proprio excursus storico dalle prime Logge femminili o "di Adozione" in Francia nel XVIII secolo sino a quelle napoletane, passando per le donne Carbonare e Massone durante il Risorgimento italiano e che combatterono per l'Unità d'Italia.
Ampi capitoli del volume sono inoltre dedicati alle Gran Logge Femminili presenti in Italia ai nostri giorni.
Francesca Vigni è nata ad Arezzo, è laureata in lingue straniere ed è insegnante di lingua e letteratura inglese e francese. Si è laureata all'Università di Siena proprio con una tesi sulla Massoneria delle donne nella Francia del '700 ed è stata vincitrice del premio "Treves". Dagli anni '80 si occupa dunque della questione ed è un mio grande piacere avere la possibilità di intervistarla oggi.


Luca Bagatin: Come è nato il tuo l'interesse per la Massoneria ?"

Francesca Vigni: L’interesse per la massoneria nasce molti anni fa, quando ero una studentessa universitaria degli anni '80, dalla lettura di libri che avevo sottomano e dedicati al tema verso il quale nutrivo molta curiosità. I libri erano: “Massoneria e rivoluzione francese” di Carlo Francovich, “Storia della massoneria in Italia” di Aldo Mola ( 1972 ) e “Sette enigmi di storia massonica” di Beatrice Bisogni.

Luca Bagatin: Come è nata l'idea del tuo libro sulle donne in Massoneria ?

Francesca Vigni: L’idea nasce in seguito agli studi che avevo compiuto con la mia tesi di laurea dedicata alle logge di Adozione francesi del Secolo dei Lumi e che mi procurarono molta soddisfazione , perché, soprattutto in Francia, fu apprezzata la nuova chiave di lettura che avevo fornito dall’analisi dei documenti tramandati da queste logge. Spinta anche da questo inizio favorevole, pensai di ampliare la ricerca focalizzando l’attenzione all’Italia e cominciai a raccogliere materiale, reperito con molta fatica. Da qui nacque l’idea di scrivere un libro su donne e massoneria in Italia, un libro che in realtà, in Italia mancava.


Luca Bagatin: Come è stato accolto dalla critica ed in particolare dalle due grandi Obbedienze massoniche italiane (Grande Oriente d'Italia e Gran Loggia d'Italia degli ALAM) ?

Francesca Vigni: La critica non si occupò all’epoca (1997) di questo libro anche perché io ero una persona del tutto sconosciuta al pubblico, non lavoravo nell’ambito universitario, non avevo sponsor, il libro non era stato pubblicizzato e la casa editrice, la Bastogi, era conosciuta da un pubblico ristretto. Forse anche il tema affrontato produceva delle riserve. Qualche autrice femminista tuttavia recensì il volume favorevolmente e ciò mi lusingò . Con molta soddisfazione ho notato che in seguito autori che si sono occupati di storia della Massoneria hanno fatto riferimenti al libro, anche autori stranieri. Il Grande Oriente d’Italia non ha mai preso posizioni ufficiali sulla mia pubblicazione, ma lo hanno fatto certi autori che gravitano in questo ambiente con una critica favorevole. Al contrario, la Gran Loggia d’Italia degli ALAM si oppose duramente a questa pubblicazione. Ricordo che all’uscita del libro, la rivista “Officinae” della Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi scrisse un articolo molto negativo ed addirittura invitava il pubblico a non leggere il volume, cosa che mi sembrò paradossale, perché come è vero che la critica è ammessa, è anche vero che c’è libertà di stampa, e non si può impedire alla gente di leggere ciò che vuole. La Gran loggia d’Italia non gradì soprattutto l’intervista rivolta alla Gran Maestra della Gran Loggia Tradizionale Femminile d’Italia, intervista ovviamente, inserita nel volume. Non piacquero certe sue affermazioni. Avrei voluto replicare personalmente e dialogare con queste persone. L’occasione poteva esservi nel marzo 1998, precisamente il 27-28 marzo 1998, perché fui invitata ad un convegno dal tema. “Cinquant’anni dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, genesi, attualità e prospettive” che si teneva a Torino. Tra i relatori vi era anche una rappresentanza della Gran loggia di Palazzo Vitelleschi con Franco Franchi che all’epoca era il Gran Maestro della Gran Loggia, Luigi Pruneti e altri. Io avevo preparato il mio intervento, ma all’ultimo momento, mi fu detto chiaramente di non partecipare al convegno, perché la mia presenza non era gradita dalla Gran Loggia. E dire che io ero stata invitata. Qualche tempo dopo, in occasione di un convegno a Perugia organizzato dal Rito di Memphis e Misraim ed al quale partecipai, fui avvicinata da un “Fratello” della Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi, il quale mi spiegò che il libro aveva provocato una discussione tra i fratelli e le sorelle di questa comunione massonica.


Luca Bagatin: Sei stata in qualche modo supportata dalle Gran Logge Femminili presenti in Italia ?

Francesca Vigni: Una Gran loggia Femminile mi ha supportato fornendomi la documentazione , cioè il materiale, indispensabile per scrivere la seconda parte del libro senza mai rivelare che c’era questo libro in preparazione.


Luca Bagatin: Il Grande Oriente d'Italia - maggiore e più antica Obbedienza massonica italiana - a tuo parere, aprirà presto i suoi Templi anche alle donne come è avvenuto recentemente in Francia ?

Francesca Vigni: La domanda non è di facile risposta , bisognerebbe davvero chiederlo al GOI. Secondo me, da un parte c’è la questione del Landmark contenuto nel terzo articolo delle costituzioni massoniche redatte nel 1723 e da te ricordato . Il terzo articolo dichiara che i massoni sono uomini liberi e di buoni costumi, non schiavi, nè donne, nè uomini immorali. Ora, il Landmark è una pietra di confine, un limite che ha tre caratteristiche: l’universalità, l’immutabilità e l’antichità. Ciò fu inserito nell’ elenco dei “principi fondamentali” redatti a Londra nel 1929 e seguiti da quelle Grandi Logge e dai Grandi Orienti che si attengono a questi principi. Dall’altro c’è la questione dell’iniziazione massonica che il mondo massonico dichiara di essere di essenza maschile, anche se su questo punto forse, la massoneria del XXI secolo dovrebbe operare un’altra riflessione con un’ottica più moderna. E’ anche vero, però, che in Italia dovrebbe esservi un mondo massonico femminile più convincente, più presente e più numeroso. Forse, con una presenza più massiccia di donne massoni operose, il GOI potrebbe cominciare a riflettere su certe posizioni. Questa realtà al momento non c’è presso le Gran Logge Femminili. La presenza più consistente di donne massoni è solo all’interno della Gran Loggia d’Italia di palazzo Vitelleschi.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensi, in generale, dei massoni e della Massoneria ?

Francesca Vigni: Della Massoneria penso che abbia un bellissima storia, molto affascinante, che è un Ordine animato da importantissimi principi e che alla sua nascita e alla sua diffusione in Europa , in Italia e nel mondo, ha rivestito un grande ruolo. Dei massoni penso che forse dovrebbero studiare più a fondo la storia della loro istituzione e riflettervi sopra.


Luca Bagatin: Quale sarà, secondo te, l'avvenire della Massoneria, in particolare di quella italiana ?

Francesca Vigni: Se penso al periodo storico in cui viviamo attualmente in Italia, al problema della questione morale, per esempio, o al divario tra nord e sud, penso, ma questa è solo la mia opinione personale, che potrebbero essere temi sui quali la Massoneria italiana potrebbe portare un proprio contributo. E questo potrebbe rappresentare il suo avvenire. Altrimenti non riesco a vedere un grande avvenire della Massoneria italiana, se non quello di rimanere prigioniera di polemiche con certe parti politiche che la riporta ad un certo passato o chiusa nei templi ad istruirsi al rituale maschile.



25 ottobre 2010

Il Ministro degli Esteri Frattini si annovera fra le fila dei fondamentalisti



E' curioso notare come, anzichè preoccuparsi del pericoloso estremismo delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate (Cristianesimo, Islamismo, Ebraismo), foriere - storicamente ed attualmente - di divisioni, guerre, genocidi, in nome della trimurti antispirituale: "Dio-Allah-Javè", il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini, dimenticandosi persino delle sue origini socialiste liberali e del fondamento laico e liberale sul quale si fonda il nostro Stato democratico, nato dal Risorgimento cavouriano-mazziniano-garibaldino, scriva un articolo sull'Osservatore Romano - organo del Vaticano - nel quale straparla di "estremismo da contrastare" riferendosi "all'ateismo, al materialismo ed al relativismo", invocando una sorta di alleanza fra cristiani, musulmani ed ebrei.
Chi scrive non è un ateo nè un agnostico, bensì un profondo credente nella spiritualità e nella Divinità insita in ogni individuo e dunque nel Cosmo. Crede fermamente, anche sotto il profilo gnostico e teosofico, che la premessa per la pacifica convivenza civile fra gli individui sia fondata unicamente sulla laicità dello Stato, sulle libertà civili, economiche ed individuali.
E che quindi il problema non stia in chi è ateo o relativista, bensì in chi pretende di imporre - mediante apposite normative - un credo piuttosto che un altro. Una visione del mondo piuttosto che un altra.
In questo senso l'Italia è un Paese profondamente clericale e tendente al teocratico e le dichiarazioni del Minsitro Frattini sono in linea con tale pericolosa ed antidemocratica visione che, peraltro, raggiunge la sua apoteosi nell'elevare il "Crocifisso" a simbolo di laicità. Dimenticando o ignorando per mancanza di nozioni, che il "crocifisso" deriva dalla Tradizione esoterica degli Antichi Egizi e che nulla ha a che vedere con quella cristiana che ha fatto proprio questo ben più antico simbolo (lo ripetiamo, come abbiamo fatto in numerosi altri articoli, che Gesù detto "Il Cristo" fu "crocifisso" su una "tau", come in uso allora dai Romani e non certo su una "croce").
L'Italia, lo ripetiamo, è Paese profondamente clericale e di ciò pochissimi se ne curano se non noi eredi della tradizione Risorgimentale e Liberale.
Pensiamo alla Legge 40 sulla fecondazione assistita. Pensiamo alla mancanza di una normativa sul Testamento biologico o, meglio, sull'eutanasia. Pensiamo alla mancanza di una normativa che introduca le coppie di fatto. Pensiamo alla mancanza di una normativa che regoli le non-droghe come hashish e marijuana e, dunque, blocchi il mercato clandestino e criminale.
L'elenco di normative presenti o mancanti, tutte che hanno accontentato lo straniero Stato della Città del Vaticano, è lungo.
Stato Città del Vaticano che anche recentemente ha strizzato l'occhio persino all'antidemocratico Iran di Ahamadinejad (quello che - lo ricordiamo - nega l'Olocausto e che vorrebbe eliminare fisicamente il democratico e laico Stato di Israele), relativamente ad una possibile lotta contro la laicità.
Ancora una volta, dunque, è minacciata la libertà di pensiero e di coscienza nel nostro Paese e, probabilmente, anche nell'Occidente democratico.
Il nostro è un Paese che finge di preoccuparsi delle minoranze cristiane martoriate e vilipese all'estero e, al pari dei fondamentalisti di altri Paesi, pretenderebbe di voler contrastare chi ha una visione diversa dai cristiani o dai musulmani.
Che il Ministro degli Esteri italiano si aggregasse al carro dei nuovi fondamentalisti, davvero, non ce lo saremmo mai aspettati.

Luca Bagatin

L'amico Peter Boom - ospite fisso di questo blog - mi ha inviato, in merito, questa sua riflessione:

Il ministro Frattini si è così associato ad un'associazione criminale, il Vaticano (IOR, plurifavoreggiamento della pedofilia, etc.). Io sono agnostico (parola peraltro spiegato in modo erroneo sul Treccani) e da sempre sento il fiato sul collo perché affermo di non sapere. Sono olandese e omosessuale ed auguro a tutti i liberi pensatori che il Capo dello Stato Italiano voglia adoperarsi affinché persone indegne non occupino posti di rilevanza in uno Stato che ancora si dichiari democratico. Mi aspetto altresì che L'Unione Europea ed altri Stati esprimino il loro sdegno per quanto dichiarato dal Frattini e pubblicato sull'Osservatore Romano.

Peter Boom



25 ottobre 2010

LA CULTURA E LO SPORT by Peter Boom

LA CULTURA E LO SPORT
di Peter Boom



Ho assistito all'inaugurazione della mostra fotografica su Luigi Malè all'Otium Cafè, Piano Scarano – Viterbo. Erano presenti, oltre ai familiari di Malè, l'ex-sindaco Giancarlo Gabbianelli, l'impresario de “I Quartieri dell'Arte” Gianmaria Cervo, gli autori del libro appena uscito: “L'ho buttato giù con un destro” Emanuela Moroni e Roberto Pomi, due promettenti scrittori della Tuscia dei quali sentiremo ancora parlare proprio per la loro preparazione culturale ed una grande passione per il cinema.
Il libro, pieno di fotografie e di citazioni scorre piacevolmente, appassiona per gli avvicendamenti, coniuga molto bene lo Sport alla Cultura ed è nel contempo una preziosa testimonianza storica. Si legge d'un fiato e risulta avvincente persino per persone, come me, che non sono molto pratici dell'ambiente sportivo e quello della boxe in particolare.
Il vissuto di Luigi Malè ci fa conoscere la sua semplicità insieme con ottime e sane qualità umane, non ultima quella di saper vincere dopo caparbia preparazione, ma anche di accettare le sconfitte.
Alla mostra, per onorare il suo predecessore, era presente il pugile Andrea De Luisa che la sera prima al Palamalè aveva vinto il match che lo ha confermato campione italiano dei supermedi, un ottimo esempio per tutti i giovani di come con grandi sacrifici ha saputo impegnarsi a fondo per conquistare questo ambito titolo.
In questi tempi difficili per le giovani leve, dei quali circa un terzo è senza lavoro, vogliamo almeno parlare di quei pochi che riescono ad affermarsi.
E' un incoraggiamento!

Peter Boom
http://www.pansexuality.it
http://digilander.libero.it/pboom



23 ottobre 2010

"Nel buio della (mia) mente" racconto horror by Luca Bagatin



Era bassa, molto bassa, vecchia, con un naso sporporzionato rispetto al suo viso. Il mento sporgente, gli occhi chiari rabbiosi, i capelli crespi e grigi.
La incontravo ogni notte nei miei sogni: la Strega dal Manto Rosso.
Non so perché si chiamasse così, in quanto nei miei sogni appariva sempre vestita di nero e bianco. Metà del suo abito era nero e l'altra metà bianco.
M fissava sempre, ogni volta che ci trovavamo sull'atrio della sua casa: un'antica villa in disuso. O apparentemente in disuso.
Sapevo che il suo nome era "la Strega dal Manto Rosso". Lo percepivo dentro la mia mente, anche se lei non proferiva mai parola.
Si limitava a fissarmi e a ghignare. Cercavo di sostenere il suo sguardo, ma ogni volta non vi riuscivo: mi osservava in un misto di odio e terrore.
Allora avevo solo sei anni ed ero soggetto a violente crisi epilettiche che mi facevano spesso perdere conoscenza durante il giorno.
Crescendo, l'isolamento al quale ero costretto dai medici a causa della mia malattia, mi risultò sempre più insopportabile.
Fu allora che i miei incubi si popolarono di una nuova "creatura": la Donna Alta.
Era spaventosa nei suoi quasi tre metri di altezza e nella sua magrezza spettrale che mi permetteva di vederle le ossa, le costole, un seno appena abbozzato e cadente, con due capezzoli avvizziti e bianchissimi.
I lunghi capelli biondi e grigi, gli occhi impercettibili e trasparenti.
Cantava una dolcissima melodia. Ne avevo paura.
Una notte la Donna Alta e la Strega dal Manto Rosso mi apparvero, nel medesimo sogno.
Volevano strangolarmi.
Solo allora mi accorsi di possedere dei poteri psichici che mi permettevano, durante il sogno, di tenerle lontane, riuscendo a scaraventarle contro invisibili pareti nere. O quantomeno così apparivano al mio occhio.
Mi svegliai in preda al panico e dalla mia bocca uscirono copiosi fiotti di sangue che sporcarono il cuscino e le bianche lenzuola del mio letto.
Non riuscivo a proferire parola. I miei muscoli erano paralizzati.
La Strega dal Manto Rosso era lì con me: era mia madre.
Mi guardava dall'alto.
Lì, accanto a lei, la Donna Alta: era mio padre.
Abbozzarono un sorriso.
Poi scoppiarono a piangere: il mio letto si era trasformato nella mia tomba, con tanto di lapide.
La vista mi si annebbiò.
Dissolvenza in nero.
Nero.
Scrivo dal buio, con il solo ausilio della mia mente.
Pur consapevole che non c'è nessuno che mi possa sentire.




21 ottobre 2010

Baglu fra mystero ed horror......


.....con Roberto Giacobbo e Dario Argento



18 ottobre 2010

"[facebook] Bastardi senza gloria" by LadyMarica

QUANDO I MASS-MEDIA HANNO SETE DI SANGUE
presentazione di Luca Bagatin

Personalmente non avrei per nulla voluto parlarne.
Trovo che la mediaticità sia l'esatto opposto dell'approfondimento e che, anzichè elevare le coscienze, le degradi al punto da assuefarle.
Assuefarle ad un certo tipo di scandalismo gossipparo, ad un certo tipo di cronaca nera sanguinosa e sanguinaria che tiene milioni di telespettatori e di lettori con il fiato sospeso come fossero in un film horror. Ed invece è la realtà.
Una realtà di cui - alla gran parte dei telespettatori e lettori - non importa, sotto il profilo umano, un fico secco.
Stanno lì, davanti ai teleschermi o dietro le pagine di un quotidiano, unicamente per placare la loro "sete" di entrare nelle vite degli altri, spiare, abbeverarsi del sangue altrui. Delle tragedie altrui.
Lo ha spiegato ottimamente Antonello Piroso ieri sera su La7 nel suo editoriale su "Niente di personale".
Lo racconta magnificamente una blogger del Cannocchiale (un'ottima blogger che, non a caso, è presente fra i link di questo blog) - LadyMarica - nel suo ultimo post su www.ladymarica.ilcannocchiale.it e che qui vorrei riportare.
Per riflettere una volta di più.

L. B.




[facebook] Bastardi senza gloria

di LadyMarica



E allora d’accordo, parliamone.

Infondo facciamo parte di questo circolo mediatico, facciamo parte di quelli che volendo o non volendo vengono a sapere. Di meno, e lo spero vivamente, facciamo parte della gente che gusta tutti i dettagli scabrosi. Di quelli che più dettagli scabrosi, macabri, grotteschi, anti-umanità ci sono e più si infilano nella televisone, a godere di quel fiume di sporcizia che gli scorre in mezzo ai piedi.

E chissà poi perché io la sporcizia la vedo sempre liquida.

Forse perché liquida si infila meglio in tutti i posti.

Forse perché le cose liquide, che scorrono, si nascondono meno semplicemente.

 

Perché quando a Matrix ci si diverte tanto a spiattellare quanto abbia o meno eiaculato nel corpo morto della nipote, lo zio, facendo ben attenzione a non perdersi l’inquadratura sul volto della figlia dell’uomo, allora, credo io, abbiamo realmente toccato il fondo.

Parlo di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa, certo.

Non devo specificare come, chi, quando visto che i dettagli sono più pubblici di quanto siano mai stati privati.

 

Proprio per questa “pubblicità” del fatto, chiunque si sente in diritto di dire “chi pensa sia l’assassino” (nemmeno stessimo partecipando a un gioco a premi), di dire quanto gli faccia schifo questo o quel personaggio, di dire quali e quante pene deve ricevere.

Chiunque si sente in diritto di chiamare la ragazza uccisa per nome, dire che è come se fosse sua sorella e tutti gli altri cavoli belli.

 

Comincio seriamente a pensare che la democrazia non sia così “cosa buona” dai tempi di Socrate. O forse la democrazia lo è, forse dico, ma la sua degenerazione in demagogia è quanto di più pericoloso possa esistere.

 

E’ facebook, finestra della nostra società (qualcuno mi dica di no!), a darmi, come spesso, lo schema di quanto sia grave la cosa. Non solo perché è possibile iscriversi a gruppi come questo “per tutti quelli che pensano che Sabrina Misseri sia complice del padre, ma anche e soprattutto perché in quello stesso gruppo è poi possibile scrivere qualsiasi cosa passi per le menti ristrette e insignificanti degli stessi iscritti. Non si potrà essere intolleranti con gli intolleranti, ma io fatico parecchio a non scrivere loro quanto siano cretini. Lì, direttamente in bacheca. Ma con molta probabilità io verrei segnalata e bannata, loro invece indisturbati potrebbero continuare a lasciare commenti come questi che seguono.

Scusate il tono (censuro dove è possibile), riporto soltanto.

 

“DOVETE SOFFRIRE E MORIRE…NON C’E’ RELIGIONE E GIUSTIZIA ALTRUI” . Questo non è un commento, scusatemi. Forse è una lista a caso delle parole che la ragazza conosce.

 

devi morire skifosa tu e tuo padre fate skifo vermi viscidi skifosi fate skifooooooooooooooooooooooooooo”

Metti un’altra k a vanvera? (sempre da una ragazza).

 

brutta put*** tu devi fare la stessa fine di sarah ma km ka**o fai ad uccidere xsone ke nn hanno ftt un ka**o o certa gnt e malata di mnt”. Xsone. Non lo leggevo veramente da tanto tempo. Mnt invece non lo avevo mai visto prima d’ora (anonimo. Che si vergogna di quello che dice, ovviamente).

 

“Skifosa cm si fa a togliere la vita a una stella cm sarah e poi far finta di niente sei una bastarda e tu e tuo padre vi auguro il peggior male del mondo \ saretta riposa in pace pikola ke si fara giustizia ti voglio bene

A parte il facile sarcasmo che posso fare sulla punteggiatura/ortografia/stile, ma ci rendiamo conto del grado di immedesimazione di cui questa casalinga disperata soffre. Che pena. (appunto da casalinga disperata)

 

“Puttana perversa mi fai schifoooooooo vergonati”.  Io francamente non capisco questa facile tendenza a dar della puttana a qualsiasi donna nel mondo che non piace. E viene sempre dalle donne stesse. A Misseri almeno nessuno ha dato del gigolò (da donna sui trent’anni).

 

“Sabrina l'orca assassina marcisci nelle tenebre..” Questi, che non hanno nemmeno la capacità di crearsi un profilo a testa perché devono far capire a tutti che sono fidanzati (cioè che qualcuno “li ama” nonostante la pochezza) hanno pensato che faceva più fico dirlo alla satanista.

“siete la vergogna delle famiglie italiane”. Invece questo gruppo è l’emblema di quelli col cervello? Forte.

 

"Chiattona fai schifo". Già, qualche anno glielo devono dare anche per non aver fatto una dieta prima di essere arrestata.

 

“Bastarda schifosa. Eri gelosa di sara ecco qual’è il problema” Oddio, c’è un punto?

La tipa si è firmata bambolina, non aggiungo altro.

 

“Secondo me sabrina da piccola subiva violenze dal padre ed e questa la verita che ha voluto mettere a tacere!” Siamo contro gli accenti. Dai, dai, sempre più a fondo, vogliamo i dettagli sulle prime volte.

 

“Bastarda ergastolo devi morire” (banalmente un ragazzo).

 

“la devi pagare e devi morire nello stesso modo di come è morta lei..devi soffrire...avete rovinato la vita di una ragazza innocente di 15 anni che aveva tutto il diritto di vivere..
la devi pagare tu e tuo padre..luridi vermi..marcite sotto terra..”
La ragazzina che ha scritto questo messaggio credo abbia circa 17 anni.

                                                          

Ne ho presi a caso, di qua e di là, ma non ho dovuto cercare molto, ce ne sono in ogni commento, in ogni foto, in ogni discussione. Naturalmente io non sto dicendo che i Misseri (o uno solo dei due) siano innocenti, visto che non ho modo di saperlo. E nemmeno sto dicendo “poveracci”, non so nemmeno quello.

Sto dicendo che la magistratura farà il suo dovere, ci sarà una condanna secondo la legge e quindi quanto più giusta possibile (se non vi vanno bene le leggi probabilmente avete votato male) e che solo poi potremmo stupirci di come e quanto avessero mentito prima.

 

Ultima cosa: a sengalare un gruppo ci si mettono circa 30 secondi.

Ah, non ci credete?

Vabbe’, provate segnalando questo. So che è un sacrificio (vista la validità di certe argomentazioni) però ne vale la pena per “imparare le tempistiche di facebook”.

(sono simpatica almeno?).



15 ottobre 2010

Norman Zarcone: un italiano onesto e meritevole



Norman Zarcone, 27enne palermitano, poteva diventare a pieno titolo parte di un'ipotetica futura classe dirigente del Paese. Una classe dirigente colta, meritevole, talentuosa, onesta.
Oggi, Norman, è un cadavere. Metafora dei giovani della sua/nostra generazione, letteralmente provata da un Paese nel quale sono i furbi, i paraculi ed i leccaculo ad andare avanti. I mediocri che non hanno mai il coraggio di alzare la testa, se non per sputtanare ed infangare qualcuno migliore di loro.
Norman, due lauree con 110 e lode di cui una in filosofia del linguaggio e un dottorato di ricerca in scadenza: nessuna prospettiva lavorativa e di carriera nell'ateneo. Ove vigono le baronie ed il paraculismo di un'Italia costruita 150 anni fa su principi liberali e meritocratici, ma affossata dalla mancanza di coscienza civile di un Paese che ha, tutto sommato, la classe politica che si merita.
Quante altre vittime di questa inciviltà, di questa incultura ci saranno ancora in questo Paese caZZolico che guarda più all'arricchimento facile (meglio se fottendo il prossimo) che all'evoluzione psicopersonale, spirituale e scientifica della propria società e/o individualità ?
Norman si è suicidato ed ha lasciato scritto: "La libertà di pensare è anche la libertà di morire. Mi attende una nuova scoperta anche se non potrò commentarla".
Norman, questa libertà di pensiero e di azione, non voleva certo perderla per chi non è mai stato abituato a pensare. Per chi è piuttosto abituato ad ubbidire ai padroni, ai superiori, ai capoccia che sono lì, alla loro scrivania non certo per merito.
Norman ha esercitato il suo diritto alla vita che, certo, taltolva può giungere alle sue estreme conseguenze quando monta dentro la voglia di vivere, di esprimersi, di gridare al Paese l'estrema rabbia contro un male endemico che si chiama vergogna.
Vergogna che ricade sulla nostra classe politica, che andrebbe delegittimata in quanto non solo incapace di governare e legiferare, ma finanche in quanto eletta sulla base di norme incostituzionali (mai peraltro denunciate dalla Presidenza della Repubblica o dalla Corte Costituzionale).
Vergogna sulle coscienze putride di un popolo, quello italico, che non ha saputo, dal 1870, elevarsi culturalmente, moralmente, spiritualmente, sino ad emanciparsi del tutto e giungere a pensare davvero con la propria testa e non con quella del dittatore di turno, dell'ideologia massimalista di turno, del prelato di turno, dell'imbonitore televisivo di turno.
Ma quanti ragazzi vogliamo/volete fare ancora fuori ?
Temiamo che, italianamente, a questa domanda si risponda con un silenzio tombale, di finto rispetto per un morto, sepolto come le coscienze di questo Paese. Un silenzio fatto di ipocrisia pura.

Luca Bagatin



14 ottobre 2010

Saverio Fera e la Gran Loggia d'Italia degli ALAM



Saverio Fera fu eminente figura della Massoneria Italiana, mai abbastanza ricordato, per quanto a lui si debba la fondazione della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, che, assieme al Grande Oriente d'Italia, è oggi la maggiore Obbedienza massonica italiana.
Saverio Fera, calabrese nato il 6 gennaio 1850, fu Pastore protestante della Chiesa Cristiana Libera, divenuta poi Chiesa Evangelica Italiana nel 1890. Fu fervente anticattolico ed anticlericale in quanto considerava la Chiesa cattolica e la politica vaticana, con tutti i suoi dogmi, contraria al verbo di Cristo, il quale invece predicava l'emancipazione d'ogni tipo d'oppressione.
La Chiesa Cristiana Libera, alla metà dell'800, era peraltro ritrovo di numerosi mazziniani e garibaldini come lo stesso Fera, il quale combattè nelle file delle Camicie Rosse durante la Terza Guerra d'Indipendenza.
In Massoneria ebbe dunque modo di sviluppare appieno i suoi ideali spirituali e morali e ricoprì l'incarico di Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato.
Saverio Fera avversò, nel Grande Oriente d'Italia, la nuova politica avviata dal Gran Maestro Ettore Ferrari, repubblicano e razionalista, il quale si permise addirittura di mettere in discussione l'acclamazione "Alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo", impose una semplificazione dei rituali massonici e propose di implementare l'impegno politico della Massoneria al punto da obbligare i massoni che ricoprivano incarichi pubblici a seguire le direttive dell'Ordine.
Il Fera, in linea con lo spirito originario della Massoneria, non potendo sopportare la politicizzazione dell'Istituzione, ovvero la sua trasformazione in vero e proprio partito politico, ricostituì - nel 1908 - la Massoneria Scozzese con buona parte del Supremo Consiglio di cui faceva parte e, nel 1910, diede vita alla Serenissima Gran Loggia d'Italia, poi Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
Tale scissione dal GOI fu assolutamente benefica e necessaria proprio per riportare al suo scopo originario - gnostico ed esoterico, lontano da ogni politicismo - buona parte della Massoneria italiana.
Alla Gran Loggia d'Italia furono affiliati, fra gli altri, personalità quali Gabriele D'Annunzio, il fumettista Hugo Pratt e gli attori comici Totò ed Aldo Fabrizi.
Oggi la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, la cui sede nazionale si trova a Roma presso Palazzo Vitelleschi in Largo Argentina, conta circa 8.000 iscritti, di cui un buon 30% donne. E' una Comunione Massonica liberale e adogmatica di Rito Scozzese, che non riconosce l'egemonia massonica esercitata dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra e attualmente è guidata dal giornalista e scrittore Luigi Pruneti che ne è, appunto, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro.

Luca Bagatin



12 ottobre 2010

"133018/P/10 – 017351/10" articolo di Peter Boom dalla parte dei diritti dei disabili

    QUANDO E' L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE AD ESSERE INVALIDA
(e andrebbe mandata a casa "de facto" senza passare per nuove elezioni)
presentazione di Luca Bagatin

Facendo seguito all'articolo pubblicato su questo blog il 23 settembre scorso dal titolo "Quando l'Amministrazione Comunale non rispetta gli invalidi", l'amico Peter Boom mi ha inviato questa nuova denuncia-scandalo.
Denuncia che lo riguarda in prima persona, ma che non fa certo onore all'Amministrazione Comunale di Viterbo che si riconferma irrispettosa nei confronti dei portatori di handicap.
Chiunque volesse aggiungere qualche cosa su questo argomento e/o volesse denunciare mancanze o iniquità del proprio Comune relativamente ai diritti dei disabili può farlo inviandomi una mail all'indirizzo: burroughs279@yahoo.it
Perchè queste abnormi vergogne non possono sussistere in un Paese civile.

Luca Bagatin

133018/P/10 – 017351/10

di Peter Boom


Questo numero vuol dire che non potrò più andare con la macchina nel centro storico di Viterbo, nemmeno con il mio contrassegno di handicappato bene esposto sul parabrezza. Ero andato al concerto di Harold Bradley dentro il bellissimo cortile del Comune, i posti per gli handicappati erano tutti occupati ed ho parcheggiato accanto alla macchina dell'organizzazione dell'evento che sul parabrezza teneva esposta l'autorizzazione del Comune. Alle 21.50, come sta scritto sulla multa, l'A.P.L. il signor M.G. ha fatto la multa a me e anche agli organizzatori, i quali gentilmente hanno preso la multa mia dicendomi che l'avrebbero fatta levare dal sindaco Marini. Già martedì 21 settembre, esterrefatto dal trattamento riservato agli invalidi in questa città, scrissi un lungo articolo pubblicato su alcuni quotidiani e su una dozzina di siti internet. Soltanto la dittà Stannah indignata mi ha telefonato da Milano, ma l'indifferenza degli amministratori, forse impegnati in ben altri affari, è enorme. Ho chiesto al sindaco di farmi annullare la multa, altrimenti l'ingresso in città per fare compere nei negozi, che già stanno in crisi, diventerebbe troppo rischioso ed oneroso, come per andare allo Schenardi (dove ho saltato la presentazione del libro “L'ho buttato giù con un pugno” degli scrittori Emanuela Moroni e Roberto Pomi; volevo andare ad altre manifestazioni, ad una libreria e ad un negozio di articoli sanitari per il mio handicap. Potevo andare a rischiare un'altra volta? NOOOOOOOOOO!!!
Si può anche fare ricorso contro la multa ma già una volta l'ho fatto e costa moltissimo tempo e noie e malgrado il mio handicap ho ben altro da fare. Una multa, anzi una multona, la farei al Comune di Viterbo che è gravemente carente ed incapace per quanto riguarda il controllo sui posti riservati agli handicappati; ho diverse volte ribadito il pericolo a causa delle tante macchina senza alcun permesso parcheggiate, di giorno e di notte, nel centro storico di Bagnaia che impediscono il passaggio di Vigili del Fuoco, ambulanze, Polizia e Carabinieri. Ho fatto notare tante volte che le strisce pedonali non si vedono più (vedasi articolo del 23 settembre).
Vorrei far presente agli amministratori che la parola Comune (di tutti) vuol dire agire nell'interesse di tutti, appunto della Comunità e non contro la Comunità. Il Sindaco deve vigilare sui vigili come in questo caso. Se ci sono enti che non funzionano a dovere come l'Enel (continui black out), come certe compagnie telefoniche e/o di internet che lasciano per mesi persone e addirittura ditte senza telefono (dopo anni di lamentele Bagnaia è ancora senza ADSL che forse tra pochi mesi arriverà), come le Belle Arti che hanno reso quasi impossibile alle produzioni cinematografiche di girare a Villa Lante da dove hanno fatto scappare anche la bellissima mostra “La conserva della neve”.
Ora ho appreso che il Festival Barocco non si fa più. Tutto questo con gravi danni per l'economia locale. Dello scandaloso malfunzionamento della ASL pure ho parlato e scritto ampiamente.
Il sindaco di tutta la COMUNITA', magari in collaborazione con la Prefettura, dovrebbe chiamare i dirigenti di questi Enti per farli funzionare in modo più efficiente e comunque nell'interesse di tutta la Comunità. Altri Comuni hanno dimostrato che questo è possibile e allora perché a Viterbo no? Oggi ho pagato la multa! Ma che “guadagno” è???

Peter Boom
http://digilander.libero.it/pboom - http://www.pansexuality.it


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini