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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 febbraio 2010

Lara Cardella e i manifesti di Tinto Brass: ma quanto moralismo in quest'Italia bigotta !



Ve la ricordate la scrittrice Lara Cardella, quella dell'anticonformista romanzo anni '80 "Volevo i pantaloni" che si ribellava al maschilismo tipico di una società familista e sessuofobica come la nostra ?
Ecco, appunto.
Oggi la Cardella su Facebook sta facendo di tutto per mettere i bastoni fra le ruote a Tinto Brass e a tutti coloro i quali sostengono la sua altrettanto anticonformista ed antisessuofobica campagna elettorale nelle liste Bonino-Pannella in Lombardia e Veneto. Anche per mezzo di un gruppo "ad hoc" dal sapore alquanto antidemocratico: "Rimozione dei manifesti elettorali di Tinto Brass" (pare che la Cardella sia anche arrivata a far oscurare temporaneamente il gruppo su Facebook a sostegno di Tinto Brass...al quale io stesso mi sono dovuto reisicrivere, come segnalatomi dai fondatori....sic !)
Tinto Brass è "reo" - a detta della Cardella - di aver tappezzato le città del Veneto e della Lombardia con udite udite "sederi femminili" con la dicitura "Meglio un culo che una faccia da culo".
Beh ? E allora ? Dov'è lo scandalo ? Brass riecheggia così il maschilismo ?
Ma andiamo.
Pensiamo poi che a candidarlo sono proprio quei Radicali che negli anni '70 costituirono il Movimento di Liberazione della Donna - primo movimento femminista italiano (questo lo sa la Cardella ?) - criticatissimo in particolare da certa sinistra cattocomunista in quanto esaltava valori ritenuti "borghesi" come il diritto al divorzio ed alla maternità consapevole.
Emma Bonino, Adele Faccio ed altri militanti radicali si fecero giorni di galera nell'ambito della battaglia nonviolenta contro gli aborti clandestini. E' bene ricordarlo.
I provocatori e goliardici manifesti di Tinto Brass sono peraltro stati anche elogiati dal quotidiano "Il Clandestino" di oggi (27 febbraio) per merito dell'articolo dell'ottimo Federico Vespa, che sostanzialmente li definisce una genialata comunicativa.
In un'Italia ove la politica con la P maiuscola è morta da un quindicennio abbondante e ove i mass media sono pieni di nudità gratuita, morbosa, pomposa, priva di ogni verve erotica, ben venga la provocazione dei Radicali e di Tinto Brass.
E una Lara Cardella, moralista, che negli anni 2000 sembra preferire i mutandoni della nonna piuttosto che i pantaloni, davvero, non ce la saremmo mai aspettata.

Luca Bagatin



26 febbraio 2010

COSTITUITA A PORDENONE L'ASSOCIAZIONE LAICA "GIUSEPPE GARIBALDI"

Dopo mesi di discussioni, strappi, ricuciture, rimpasti, contropasti, dopoipasti, il Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone ha costituito l'ASSOCIAZIONE LAICA "GIUSEPPE GARIBALDI".
E' stato nominato referente il sottoscritto e per eventuali contatti inviate pure comunicazione all'indirizzo mail  pripordenone@yahoo.it
Quello che segue è il manifesto costitutivo.

L.B.




MANIFESTO DELL'ASSOCIAZIONE LAICA “GIUSEPPE GARIBALDI”



Mai come negli ultimi anni, in questo nostro Paese, viene messo in discussione il ruolo dello Stato laico e repubblicano quale garante delle libertà civili ed individuali.
Mai come in questi anni sono posti sotto attacco i fondamenti della cultura della tolleranza, della razionalità, della distinzione fra pubblico e privato e del rispetto dell’autonomia, della libertà e della responsabilità individuali.
Mai come in questi anni, nel nome di una malintesa - e spesso in cattiva fede - interpretazione del rapporto fra istituzioni laiche e religiose, è stato vilipeso il senso del sempre valido motto liberale “Libera Chiesa in libero Stato”.
La netta separazione fra religione e morale, fra religione e politica, fra reato e peccato, fra potere temporale e potete statuale, o - meglio ancora – civico, rappresenta l’essenza dello Stato laico che affonda le sue radici nell’Umanesimo, nel Rinascimento, nella Riforma Protestante, nell'Illuminismo e che, nella sua declinazione italiana, è stato affermato e difeso dal Risorgimento e dalla Resistenza, che sono alla base della nostra Repubblica democratica, i cui valori fondanti rappresentano conquiste irrinunciabili.
Ecco dunque, per noi cittadini italiani e nella fattispecie del Partito Repubblicano della provincia di Pordenone, l'esigenza di uscire allo scoperto e costituire un’associazione di Libero Pensiero che faccia propri i valori di laicità e di libertà, ovvero di indipendenza delle Istituzioni da qualsiasi influenza di tipo confessionale, dogmatico o clericale sull'esempio dell'Associazione Nazionale di Libero Pensiero “Giordano Bruno” attiva dal 1906 e delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni presenti in ben tre capoluoghi cittadini: Roma, Torino e Trieste.
La laicità ed il libero pensiero non sono un sistema di valori rigido o ideologico. Si fondano invece sul confronto franco e diretto fra idee e valori. Ciò implica che le organizzazioni di ogni tipo rinuncino ad imporre alla sfera collettiva, pubblica e politica, i propri principi religiosi ed i propri valori etici assoluti in quanto limitanti l’autonoma espressione delle individualità.
Lo Stato laico, dunque, è l'esatto opposto dello Stato confessionale o etico. Il laico o liberopensatore che dir si voglia, lungi dall'essere necessariamente un ateo o un agnostico, è un credente in primis nella responsabilità e nella libertà di coscienza del singolo individuo.
Il recente, aspro, confronto sulle terapie di fine vita ed il dibattito parlamentare sul testamento biologico - che vede ancora una volta prevalere assurde ed opportunistiche logiche di parte contro la volontà del singolo individuo-cittadino (il quale dovrebbe invece essere l'unico e solo detentore delle proprie scelte di coscienza) -  è un esempio di come sia sempre più necessario intervenire, anche in forma organizzata, per affermare e difendere i principi di autonomia ed autodeterminazione insiti nel nostro ordinamento. Ecco l’utilità, ovvero la necessità, della costituzione di un’associazione laica, trasversale e che sia punto di riferimento nella nostra provincia per tutti coloro i quali ritengono imprescindibile fra l’altro:

- la libertà di ricerca scientifica;
- l’autodeterminazione dell’individuo nelle scelte di cura e di fine vita;
la tutela delle nuove forme di famiglia indipendentemente dal sesso e dall'orientamento sessuale dei componenti;
- la libertà di procreazione consapevole;
- la garanzia che lo Stato non finanzi né direttamente né indirettamente istituti e scuole confessionali, in un’ottica di rilancio della cultura laica e della scuola pubblica;
- l’affermazione e la difesa del principio liberale della tutela delle minoranze e della libertà di culto;
- il superamento del Concordato e dei vincoli che esso pone alla Chiesa Cattolica ed allo Stato italiano.




24 febbraio 2010

La corruzione è aumentata all'indomani della falsa rivoluzione di Tangentopoli. Come previsto.



La corruzione è aumentata.
Abbiamo scoperto l'acqua calda.
In realtà non è mai diminuita, come invece certi media averebbero voluto farci credere all'indomani della falsa rivoluzione di Tangentopoli.
Ieri, i partiti - tutti i partiti - in realazione al loro peso elettorale ed alla loro penetrazione nelle amministrazioni locali, "estorcevano" tangenti.
Nei sistemi più vari e a tutti noti. Noti allora come oggi. Anzi, più di oggi: sia alla magistratura, sia agli imprenditori dell'epoca.
Fu un sistema costruito all'indomani della ricostruzione postbellica, nel 1946, e possibile solo in un Paese ad economia dirigista ed anti-liberale come il nostro.
Un Paese che mise in piedi le Partecipazioni Statali, una tv di Stato con ben tre reti televisive, un apparato sindacatocratico e burocratico pesantissimo e che permeava tutta la società italiana.
La corruzione nacque così, per volontà in particolare dei due partiti più forti: Dc e Pci. L'uno finanziato dagli USA, dal sistema delle Partecipazioni Statali e dal sottogoverno; l'altro dalla dittatura sovietica, dal sottogoverno locale e dalle cooperative rosse.
Il sistema radiotelevisivo, poi, fu letteralmente "lottizzato", come si diceva allora: un pezzo alla Dc, uno al Psi e l'altro al Pci.
L'egemonia culturale, editorale e cinematografica - come voleva Gramsci, del resto - fu occupata poi dal Partito Comunista Italiano, con il beneplacito della Dc.
E gran parte dei magistrati che si formarono negli anni '70, provenivano dalle file dello stesso Pci.
I partiti laici più piccoli, Psi in testa - certo - si industriarono a loro volta e a loro volta si insinuarono in quel sistema "corrotto".
Corrotto quanto si vuole, ma che riuscì a garantire la democrazia nel nostro Paese, una certa stabilità economica (persino un boom economico negli anni '50 e '60) e via via l'abbattimento dell'inflazione e il riconoscimento del Made in Italy nel mondo.
Un sistema abbattuto da inchieste a senso unico: molte delle quali finite in assoluzione (sono recenti le assoluzioni con formula piena dell'allora democristiano Calogero Mannino e del compianto Segretario socialdemocratico Antonio Cariglia).
Abbattuti così i partiti democratici: Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli; modificata la legge elettorale in senso maggioritario (andando contro la Costituziuone che prevede tutt'ora un sistema unicamente proporzionale con preferenze); abolita l'immunità parlamentare (anche qui, andando contro la Costituzione), ecco morta la democrazia in Italia.
L'Armata Brancaleone messa a punto da Achille Occhetto - sicura di vincere le elezioni del 1994 - si trovò invece sbaragliata da Silvio Berlusconi - un imprenditore capace ma estraneo alla Storia ed alla cultura politica italiana - che legittimerà l'avvento dei postfascisti (solo di recente ripuliti da Gianfranco Fini) e dei leghisti di Bossi.
Da un sedicennio viviamo l'alternarsi governativo di berluscones, leghisti, giustizialisti e cattocomunisti riuniti in calderoni - non già più partiti - che sono dei veri e propri comitati d'affari senza peraltro alcuna "magistratura interna" come invece prevedevano gli statuti dei vecchi partiti della Prima Repubblica.
Ecco dunque la penatrazione, a livello nazionale e locale, di personalità dalla dubbia moralità - senza storia né cultura politica - a destra come a sinistra. Con l'unico interesse di arraffare e lucrare: a livello locale, forse ancor più che a livello nazionale.
Il tutto reso possibile dal fatto che non esiste più alcuna mediazione dei partiti (visto che non esistono più) o dei leader, che nei fatti sono investiti del loro ruolo unicamente "a furor di popolo" e non più dalla democrazia interna dei partiti.
Lo stesso sistema delle Primarie non è che una bufala che non fa che slegare i leader eletti (a "furor di popolo") dalla democrazia interna del partito. Un sistema che rende dunque questi leader ricattabili da qualsiasi lobby economica del territorio capace di garantir loro l'elezione (un po' come il "televoto" dei reality ottenuto per mezzo del pagamento dei call-center).
Nel 1993, paradossalmente, chi smascherò quel sistema di corruzione, fu Bettino Craxi (ma già negli anni '70 lo andavano denunciando i Radicali di Marco Pannella). E fu egli stesso che propose una riforma radicale che mettesse a nudo "chi finanziava chi", sul modello della democrazia americana. Lo proponevano anche i Repubblicani di La Malfa ed i Liberali di Altissimo.
Non se ne fece nulla. Nelle file cattocomuniste si preferì utilizzare l'arma giudiziaria.
E ci si ritrova oggi in una situazione peggiore, che solo un ritorno all'etica pubblica ed alla democrazia dei partiti potrebbe sanare.
Dubito ciò sarà purtittavia possibile in tempi brevi e con gli attuali leader politici. Nazionali e locali.

Luca Bagatin



22 febbraio 2010

IL PAPA E LA PEDOFILIA articolo by Peter Boom

Chi fa violenza ad un bambino commette il più atroce crimine contro l'umanità.
Perché il bambino è, invero, il nostro "Io" più profondo. La nostra dimensione interiore.


Luca Bagatin

IL PAPA E LA PEDOFILIA
di Peter Boom



Più in basso il comunicato stampa della Santa Sede (da
internet Yahoo) nel quale il Papa se la prende con i suoi
sacerdoti pedofili e con i vescovi che hanno taciuto sulle
malefatte dei loro dipendenti.
Il primo a dare le dimissioni dovrebbe essere proprio lui
Joseph Ratzinger e se fossero ancora in vita anche i suoi
predecessori, che tutti hanno cercato di nascondere e di
imporre il segreto sui tantissimi casi (moltissimi ancora
non scoperti)che hanno rovinato tante vite di ragazze e
ragazzi innocenti costretti a subire le represse voglie
sessuali clericali. Malgrado il fatto che Papa Benedetto XVI
sia considerato "non processabile" grazie alla sua alta
carica in qualità di Capo di uno Stato straniero dovrebbe
essere così cristiano da consegnarsi immediatamente alle
Forze dell'Ordine per farsi poi giudicare dal Tribunale per
i Diritti Umani per PLURIFAVOREGGIAMENTO DELLA PEDOFILIA in
quanto ha firmato il documento che ha imposto il segreto
sulla pedofilìa all'interno della chiesa cattolica con il
risultato che i preti trovati colpevoli venissero soltanto
trasferiti ad altre sedi da dove hanno continuato
impunemente ed ancora più tranquilli con le loro turpe
azioni.
Bisognerà altresì appurare la connivenza di tutti i
prelati dei quali nessuno mai ha protestato pubblicamente
contro le aberranti direttive della Santa Sede.
Tutto questo era già noto da parecchi anni!
Tutti i fedeli ed i credenti sono stati traditi da questa
gerarchia vaticana e dovrebbero far sentire forte le loro
voci.

Peter Boom.



(Articolo da Yahoo in data 16 febbraio 2010)
Papa Benedetto XVI ha detto ai vescovi irlandesi, parlando
dello scandalo sulla pedofilia che ha scosso la Chiesa
cattolica, che l'abuso sessuale sui bambini da parte di
sacerdoti è un "crimine abominevole" che deve essere
affrontato con determinazione, fa sapere il Vaticano.
"Il Santo Padre ha osservato che l'abuso sessuale sui
bambini e i giovani non è solo un crimine odioso ma anche
un peccato grave che offende Dio e ferisce la dignità
della persona umana creata a sua immagine".

Papa Benedetto XVI, i 24 vescovi irlandesi e gli alti
funzionari vaticani si sono incontrati dopo lo scandalo
emerso in Irlanda in seguito al Rapporto Murphy, dove si
condannano gli abusi contro i bambini perpetrati da alcuni
preti cattolici in Irlanda.

Nel rapporto, pubblicato a novembre, si sostiene che la
Chiesa abbia nascosto "in maniera ossessiva" questi abusi
sui bambini, perpetrati nell'arcidiocesi di Dublino dal 1975
al 2004, e abbia messo in atto una politica del "non
chiedere e non dire".

I colloqui, i primi di questo tipo in Vaticano in otto anni,
sono serviti per mettere a punto un piano di azione e
potrebbero portare ad altre dimissioni all'interno della
gerarchia ecclesiastica irlandese. Quattro prelati, per
altro, si sono già dimessi.

"Mentre ci rendiamo conto che l'attuale situazione dolorosa
non sarà risolta rapidamente, (il Papa) ha sfidato i
vescovi ad affrontare i problemi del passato con
determinazione e risolutezza, e ad affrontare la crisi
presente con onestà e coraggio", ha aggiunto il
comunicato.

I vescovi "hanno anche enfatizzato il loro impegno alla
collaborazione con le autorità civili in Irlanda - del
Nord e del Sud - e con il Comitato nazionale per la
salvaguardia dei bambini nella Chiesa cattolica in Irlanda
per garantire che gli standard, le politiche e le procedure
della Chiesa rappresentino la migliore pratica in
quest'area", si legge nella nota.

Il rapporto Murphy sostiene che tutti i vescovi di Dublino
fossero a conoscenza di alcune denunce, ma che fossero più
preoccupati di proteggere la reputazione dell'arcidiocesi
che di salvaguardare i bambini.

Quattro vescovi hanno già rassegnato le loro dimissioni, e
il Papa le ha già accettate in uno dei casi. Il gruppo
"One in Four", del quale fanno parte alcune vittime, ha
già fatto un appello ai vescovi irlandesi coinvolti in
questa "cultura di omertà", chiedendo loro di rassegnare
le proprie dimissioni.



20 febbraio 2010

Concorso letterario IoScrittore ? No, grazie !

Nella mia casella di posta e-mail, ieri, ho trovato questo messaggio invitante.

Cara amica, caro amico,

IoScrittore - Torneo Letterario abbiamo accolto con piacere l’invito del Gruppo editoriale Mauri Spagnol
per promuovere insieme IoScrittore, un laboratorio permanente dedicato alla scrittura, aperto alla partecipazione e alla collaborazione degli utenti.

Il sito è stato appena inaugurato con un Torneo Letterario per scrittori e lettori appassionati. L'iscrizione è gratuita, hai tempo fino al 31 marzo.

IoScrittore è curato e promosso da uno dei gruppi editoriali più importanti in Italia, famoso per la scoperta e la cura di esordienti di successo.

Forse non lo ricorderai, ma questa piattaforma, che in questi giorni compie
7 anni, è stata inaugurata proprio con un Torneo. Si trattava di un Concorso
per aspiranti giornalisti, nel quale più di 1.000 concorrenti si sfidarono
a colpi di penna per vedere riconosciuto il proprio talento.

Intorno a quel primo nucleo di cultori della parola, il Cannocchiale è cresciuto
anno dopo anno affermando una forte vocazione letteraria e giornalistica.
Una caratteristica comune degli iscritti, oggi più di 150.000, è infatti
il piacere della scrittura, dell’approfondimento, della curiosità
per il mondo e per gli altri
.

Proprio per questo siamo certi che parteciperai con entusiasmo al Torneo letterario IoScrittore.

Le iscrizioni al Torneo Letterario sono aperte fino al 31 marzo,
è l’occasione per riprendere il tuo romanzo nel cassetto!

Per informazioni e iscrizioni: www.ioscrittore.it
Resta aggiornato sulla pagina fan di Facebook

Buon Torneo!

Sara Peppucci

community manager
Il Cannocchiale


PS. Fallo sapere, gira questa email a un tuo amico o amica interessato


Mi sono detto: sono uno scrittore o no ?
E allora, vai, partecipiamo !
Ho perso un'ora e mezza buona fra: registazione, presentazione del mio racconto, impostazione dello stesso secondo i parametri richiesti, ovvero: copertina scritta in un certo modo, caratteri ed interlinee come da Regolamento e salvataggio in formato "rtf"....che nemmeno sapevo esistesse !
Infine il tanto agoniato inserimento dell'opera.
Arrivati alla fine (inutile dire che ero furente per aver perso un'ora e mezza in queste sciocchezze) scopro che............NO, NON VA BENE ! Gli è tutto da rifare !
Il mio racconto non è compatibile con gli (sciocchi) parametri del Regolamento del Concorso.
Se fosse un racconto sarebbe troppo corto.
Se fosse un romanzo sarebbe troppo lungo.
E allora - dopo aver perso tempo per me prezioso - ho deciso di mandarli a fare un bagno ed invitare tutti quanti i lettori di questo mio blog al BOICOTTAGIO DELL'ENNESIMO RIDICOLO concorso pieno di limiti, assurdità e impedimenti che farebbero passare la voglia di scrivere persino a Jules Verne se fosse ancora in vita !
In seconda battuta ho anche deciso di pubblicare - prossimamente su questi schemi telenettici - il racconto che avrei voluto inviare allo sciocco concorso di cui sopra.

Luca Bagatin

PS: (con i duepunti, capito, astro...logo ?) invito la gentile Sara Peppucci della redazione del Cannocchiale a risolvere un problema che sta affliggendo tutti noi blogger della medesima piattaforma: NON RICEVIAMO PIU' LE NOTIFICHE DA TEMPO !!!!!!!



19 febbraio 2010

La libertà di stampa secondo Mark Twain



Libertà di stampa !
Mai tema è stato più di attualità.
Peccato che sia una pia illusione: la libertà di stampa non esiste.....almeno sino a quando non si è defunti !
Parola di Mark Twain (al secolo Samuel Langhorne Clemens: 1835 - 1910) e dei suoi articoli inediti rivalutati dalla Piano B Edizioni che - in occasione del centenario della sua morte - ha deciso di pubblicarli in un agile volumetto dal titolo - appunto - "Libertà di stampa".
Ed ecco dunque che l'umorista americano più amato dai ragazzi (ma anche e forse soprattutto dai liberipensatori) ci mette in guardia dalla categoria dei giornalisti (di cui egli stesso ha fatto parte, e dunque a ragion veduta !).
"I giornalisti onesti ci sono" - sentenzia Mark Twain - "Soltanto costano di più !".
Ed ancora -  come abbiamo scritto all'inizio - la questione del si è liberi di scrivere ciò che si vuole solo da morti, quando non si ha più un editore al quale dover rendere conto, non si è esposti al pubblico giudizio e ad un'opinione pubblica che - come dimostra lo stesso Twain - è orientata dai giornali stessi che.....deformano, appunto, la realtà !
"Esistono leggi per la libertà di stampa, ma nessuna che faccia qualcosa per proteggere le persone dalla stampa", una fra le lapidarie e significative frasi di un articolo che Mark Twain scrisse....senza mai vederselo pubblicato in vita (per ovvie ragioni) !
"I nostri principi morali decadono in modo direttamente proporzionale all'aumento del numero dei giornali". "Per un giornale che fa del bene ve ne sono cinquanta che fanno del male". E così via, raccontando esperienze personali di quando fu ad esempio candidato alla carica di Governatore dello Stato di New York, nelle file degli Indipendenti, e fu calunniato dai giornali al punto che dovette ritirarsi dalla corsa.
Esilarantissimi come sempre gli scritti di Mark Twain, ma anche profondamente schietti, sinceri, lapidari, attualissimi.
"Libertà di stampa" contiene anche alcuni articoli contro la guerra che gli Stati Uniti d'America mossero alle Filippine e l'impegno antimilitarista ed antischiavista dello scrittore americano emergono profondamente, a rimarcare il suo indomito spirito di fronte alle questioni strettamente politiche e sociali.
Una raccolta di scritti, dunque, che ci fanno guardare la questione della "libertà di stampa" da un'angolazione diversa. Anticonformista in quanto è proprio la lotta al conformismo della presunta "opinione pubblica" il principale oggetto di critica degli articoli di Mark Twain.
E sarebbe bene ricordarselo ogni qual volta leggiamo un articolo di giornale, ci informiamo attraverso la televisione o qualsiasi altro mezzo mediatico. E dunque mediocre e deformatore.

Luca Bagatin



17 febbraio 2010

HAR TZION MONTESION: un viaggio nella Cabala e oltre

HAR TZION MONTESION: un viaggio nella Cabala e oltre
di Luca Bagatin
tratto dal numero 3 (settembre-dicembre 2009) di YR MAGAZINE
organo ufficiale del Gran Capitolo dell'Arco Reale - Rito di York in Italia




La Loggia Har Tzion Montesion del Grande Oriente d'Italia , fondata con decreto dell'allora Gran Maestro Giordano Gamberini nel 1969, si occupa principalmente della Tradizione Esoterica della Cabala ebraica.


Tradizione che si rifà in toto alla letteratura sacra ebraica, la Cabala, è un insegnamento mistico e teosofico il cui scopo ultimo è quello di penetrare l'Inconoscibile.

Aspetto peraltro tipico di ogni tradizione gnostica d'Oriente ed Occidente.

La Loggia Har Tzion Montesion, attivissima ed avanzatissima dal punto di vista dei suoi studi in materia, ha - allo scopo - un bellissimo sito web divulgativo e d'approfondimento - on line da quasi dieci anni - curato dal webMaestro Federico Pignatelli: www.montesion.it

All'apertura del sito vi troverete immediatamente di fronte alle due colonne rituali dell'allegorico Tempio di Re Salomone: Boaz e Jakin.

Entrate, dunque, e senza indugio !

Fra immagini allegoriche di cherubini ed apprendisti dediti allo sgrossamento della Pietra Grezza, eccovi dunque nella sezione di presentazione della Loggia, dei suoi seminari, attività e studi (comprendenti anche ampi stralci sull'Astrologia e l'Alchimia cabalistiche). Clikkate dunque su ciascuno degli argomenti in questione per saperne di più.....e vi assicuro che le informazioni non mancherenno, e così i continui riferimenti alle cosiddette Tavole Architettoniche, che sono una vera e propria sezione che raccoglie moltissime Tavole di Loggia su tutto lo scibile massonico: dal significato della simbologia della Squadra e del Compasso al Rito Emulation; dagli studi sulla Torah all'Ermetismo.

Nella prima barra in alto – dunque - quella posta sulla sinistra, possiamo trovare le varie Sezioni di cui consta il sito con le Tavole di cui abbiamo appena parlato, ed i Manoscritti relativi alle origini della Cabala e della Trazione massonica.

Proseguendo, abbiamo dunque la sezione relativa ai Contatti mail per interagire con la Loggia Montesion; il Libro degli Ospiti in cui lasciare un breve commento o porre una domanda alla redazione; la sezione degli Appuntamenti della Loggia (indicati con un vero e proprio calendario).

Di particolare utilità la sezione relativa alle Novità, con gli aggiornamenti relative alle notizie dell'ultimo bimestre inerenti la Loggia stessa, l'attività del Grande Oriente d'Italia e gli ultimi articoli inseriti (da segnalare e di particolare interesse il Commento all'Asino d'Oro di Apuleio del dott. Jesboama e Le origini della Massoneria dal 1710 all'Arco Reale). Nella sezione delle Novità il neofita può trovare anche delle pagine permanenti con specifiche notizie relative al perché ed al come entrare in Massoneria ed una Mappa del Sito per – per così dire – orientarsi nella complessità di questo spazio web che noi qui cerchiamo sommariamente ed umilmente di raccontare.

Come poteva mancare la sezione delle cosiddette Frequently Asked Questions – per gli amici FAQ – ovvero quella delle domande ricorrenti degli utenti ? Eh sì, perché il webMaestro di Montesion ha previsto anche questo: dando libero sfogo alle richieste dei lettori che gli pongono domande su taluni termini massonici, sul simbolismo, sulla Cabala ed anche richieste specifiche sulla musica utilizzata nel sito stesso (Atlanta Fugiens, del 1617, con indicazioni ove scaricarla direttamente sul sito). Una sorta di vademecum per andare ancor in profondità nell'universo massonico e magico-cabalistico presentato dalla Har Tzion Montesion con grande generosità, apertura e disponibilità.

Ultima, ma non certo meno importante (anzi, tutt'altro !), la sezione dei Servizi.

Qui troviamo il Forum ove inteloquire, non solo con i curatori del sito, ma anche con tutti i suoi utenti e visitatori (molto commovente, in questa sezione, il ricordo del Fr. Paolo Lucarelli, scrittore e saggista, che nel 2005 fu fra gli animatori del forum stesso); la Chat: alla quale – per accedervi – è necessario registarsi al sito; le Cartoline di Montesion (che per inciso è la sezione anche amo di più e con la quale mi rifaccio gli occhi volentieri) nella quale sono contenute numerose e coloratissime cartoline animate ad indicare i principali strumenti dell'Arte Muratoria e le allegorie stesse della Libera Muratoria: impreziosite da poesie e pensieri profondissimi (quella che ritengo più significativa è quella inerente alla figura della Squadra, scritta dal Fr. Palmiro Premoli: Dov'è una lacrima - dov'è un dolore splende ivi il raggio - del nostro amore: Ivi e pei tramiti - del mondo interova il nostro simbolo - bello e severo: e va senz'odio - e va senz'armi forte dell'impeto - de la virtù. Non vanti, non glorie, - non sogni d'eroi: le nostre vittorie - stan chiuse tra noi. Fidenti prudenti - ne l'opre e nel dir guardiam gli eventi, - guardiam l'avvenir).

Sempre fra i Servizi troviamo l'archivio delle News sull'attività del Grande Oriente d'Italia diviso per annate; i Testi che leggiamo, ovvero i libri consigliati dalla Loggia delle case editrici esoteriche più prestigiose quali la Athanor, la Arktos, le Edizioni Mediterranee ecc..., ma anche romanzi a tema libero muratorio quali quelli dell'amico Nathan Gelb che abbiamo peraltro piacevolmente intervistato per questa rivista.

Il sito della Montesion mette poi a disposizione degli utenti la possibilità di scaricare bellissimi ed inconsueti font di cui è sprovvisto qualsiasi sistema operativo in commercio: dai font medievali a quelli massonici, passando per quelli graci, alchemici e finanche angelici. E per finire la possibilità di scaricare programmi utili non solo all'apertura di file contenuti nel sito stesso, ma anche per il proprio computer di casa. Il tutto completamente a titolo gratuito.

Sino a qualche tempo fa nel sito Montesion era possibile persino inviare SMS gratis..... è ad ogni modo un servizio che non ci manca vista comunque la vastità e completezza di quelli già di per sé offerti !

Ogni volta che chiacchiero con un amico che si interessa di esoterismo o con un Fratello massone, finisce sempre che prima o poi questo mi parli del sito della Montesion.....o che gliene parlo io !

Dopo aver letto questo articolo e certamente visitando direttamente il sito stesso, ne avrete compreso il motivo.



15 febbraio 2010

Edgardo Sogno: partigiano liberale ingiustamente vilipeso

Edgardo Sogno fu partigiano liberale, antifascista ed anticomunista al contempo.
Nacque a Torino, il 29 dicembre del 1915, e negli anni '40 iniziò a frequentare i circoli liberali vicini a Benedetto Croce e dell'antifascismo clandestino.
Dopo l'8 settembre del 1943 prese parte alla Resistenza in rappresentanza del Partito Liberale Italiano e tale sua militanza gli valse la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Come molti liberali del tempo, fu acceso sostenitore della Monarchia e si spese attivamente nella campagna elettorale del referendum del 1946 che portò comunque alla vittoria della Repubblica.
Negli anni '50 fu diplomatico a Buenos Aires, Parigi e Londra e negli anni successivi tornò all'impegno politico nel PLI con i Comitati di Resistenza Democratica in funzione anticomunista.
Sarà proprio questo acceso anticomunismo che, nel 1974, lo porterà - assieme all'anticomunista e Repubblicano Randolfo Pacciardi (altro insigne partigiano ed eroe della Guerra civile Spagnola), all'incriminazione per cospirazione politica (quello che sarà poi definito "Golpe Bianco" dall'allora magistrato Luciano Violante, che li accusò).
Fu un'accusa totalmente assurda ed infondata che si basava unicamente sulle opinioni politiche dei due partigiani di ispirazione liberaldemocratica, i quali teorizzavano una "Seconda Repubblica" sull'esempio di De Gaulle in Francia: presidenzialista e con un governo forte e capace di arginare una volta per tutte il pericolo sovietico.
Edgardo Sogno venne dunque arrestato nel 1976, ma assolto da ogni accusa due anni dopo.
Nel frattempo aveva già pubblicato il libro "La seconda repubblica", ove raccolse le sue idee liberali e presidenzialiste e successivamente, nonostante gli fosse precluso l'accesso alle grandi case editrici, "Il Golpe Bianco", nel quale raccontò che il suo preteso "golpe" non fu che una rivoluzione liberale condotta con l'arma democratica delle modifiche istituzionali, nel particolare momento di crisi politica che l'Italia stava vivendo (egli fu fra coloro i quali, peraltro, denunciarono il rischio dell'entrata del Pci - legato alla dittatura sovietica - nell'area di governo).
Gli avversari di Sogno, come accadde per Pacciardi, rimarranno da quel momento i cattocomunisti ed i giacobini, che osteggeranno sempre le sue idee liberali e che non sopporteranno che un liberale, pergiunta monarchico, potesse aver combattuto con valore durante la Resistenza antifascista. Una Resistenza che si voleva unicamente "comunista" a tutti i costi.
Sogno, da liberista, punterà il dito contro l'economia statalista figlia del compromesso storico Dc-Pci e si avvicinerà persino al nuovo corso socialista di Bettino Craxi, arrivando persino a pubblicare un libro - "La grande utopia" - presso la casa editrice Sugarco, espressione dell'allora Psi, ove riprenderà ed attualizzerà il pensiero del filosofo John Stuart Mill.
Dal 1988 al 1992, Edgardo Sogno, pur rimanendo liberale, inizierà la collaborazione con l'organo del Psi "L'Avanti" e finanche con la rivista socialista "Mondo Operaio". Successivamente approderà a "L'Indipendente" di Vittorio Feltri e ad "Il Giornale".
Nel 1996 - da gollista convinto - si candiderà alle elezioni per la Camera dei Deputati come indipendente nelle liste di Alleanza Nazionale.
Non avrà successo, in quanto silenziato dai media e senza mezzi finanziari per far conoscere la propria candidatura. Quella di un liberale storico ed antifascista che accettò comunque di candidarsi in un partito la cui storia era assai diversa dalla sua, ma il cui schieramento ritenne più vicino alla sua prospettiva.
Di Edgardo Sogno, morto tristemente dimenticato da tutti all'età di 85 anni, oggi, ci rimane molto poco.
Quasi tutte le sue pubblicazioni sono ormai fuori catalogo. Citiamo qui, oltre a quelle già citate: "Testamento di un anticomunista": libro intervista a cura di Aldo Cazzullo e "La storia, la politica e le istituzioni" della casa editrice Rubbettino.
Sono invece lieto, da qualche giorno, di aver scoperto in rete un sito a lui dedicato www.edgardosogno.org, ovvero quello del "Comitato per le Libertà Edgardo Sogno", presieduto dal Senatore Francesco Forte ed il cui Presidente onorario è la moglie Anna Sogno.
Un Comitato che a livello internazionale fa capo ai Comitati per le Libertà presieduti dal dissidente russo Vladimir Bukowskij. Uno strumento per far conoscere la vita, le opere e l'azione di un grande liberale, antifascista ed anticomunista, ingiustamente vilipeso in questo nostro Paese che - a livello politico - ha una strana e pericolosa propensione ad osteggiare i paladini delle libertà individuali, civili ed economiche.

Luca Bagatin



12 febbraio 2010

La maestra ci faceva cantare, ma io non riuscivo perché non capivo le parole.....



"Anche se dovessi andare nella valle dell'ombra della morte non temerò alcun male perché Tu sei con me"




"Guarda sempre il cielo e non odiare mai nessuno



10 febbraio 2010

IL RAZZISMO articolo by Peter Boom

IL RAZZISMO E FRANCO BASAGLIA
presentazione di Luca Bagatin



Peter Boom parla qui di razzismo ed io tiro fuori, in questa breve presenzatione, Franco Basaglia.
Sarà che non ne parlavo da tempo (dico subito che me ne scuso e che me ne rammarico, in quanto è stato anche tema (im)portante di questo blog), sarà che mi sono commosso nel vedere la fiction che gli è stata di recente dedicata in tv. Rarissimo esempio di servizio pubblico nella cloaca massima della Televisione di Stato.
Franco Basaglia aveva la capacità di vedere i matti per quel che erano: persone. Persone che gli altri evitavano per timore. Un timore dovuto alla non conoscenza, alla non comprensione. Alla non-ricerca di quell'interiorità che ci rende tutti un po' speciali e quindi anche unici.
Ecco, penso che il razzismo origini da questo: dalla non comprensione dell'altro e, forse se non sicuramente, dalla non comprensione di sé stessi.
L'amico Peter - in questi giorni impegnato nelle riprese di "Habemus Papam", il nuovo film di Nanni Moretti, nel quale impersonerà (ironia della sorte) il ruolo di un cardinale, lo spiega molto bene.
E non aggiungo altro, lasciandovi direttamente al suo libero articolo.

Luca Bagatin

IL RAZZISMO

di Peter Boom


Il razzismo, l'apartheid, la discriminazione, la xenofobia, l'omofobia, l'esclusione, il mobbing.

Che brutte parole!

Parole, direbbe lo psicologo, che vengono messe in pratica da chi ha paura per il “diverso”, del “nuovo” e da chi vuole apparire superiore di altri. La paura o fobia interiorizzata per chi è diverso significa che in realtà abbiamo paura delle diversità nostre, quelle che portiamo dentro il nostro inconscio. Questo può creare gravi problemi di comunicabilità con gli altri, oltre a odio e incomprensioni varie fino a sfociare talvolta in azioni criminali anche di massa come l'eliminazione di interi popoli. Uno dei più recenti esempi di sterminio di milioni di persone incolpevoli è stato ordito dal nazismo contro gli ebrei e anche da regimi comunisti ed altri dittatori vari.

Un signore ultimamente ha detto: “più extracomunitari, più delinquenza”.

Una generalizzazione atroce e forse avrebbe dovuto dire: più discriminazione, più sfruttamento indegno (Rosarno docet) e più criminalità. Criminalità non tanto da parte di questi poveri che lavorano per 5 euro al giorno e con i quali è fin troppo facile prendersela, ma dalla parte degli sfruttatori mafiosi ed anche da amministrazioni conniventi ivi compreso lo Stato.

Chi ha pronunciato queste parole le ha dette con grande cognizione pubblicitaria che in questo caso si potrebbe definire come populismo nazista, come uno che semina odio pensando di guadagnare in questo modo consenso popolare e voti. Abominevole!

Inoltre quel signore, che ha la mia età e che ha fatto il cantante come l'ho fatto anch'io, non si è reso conto di aver gravemente offeso tutti coloro che sono emigrati dall'Italia, quegli italiani che vivono degnamente all'estero e che occhio e croce sono duecento milioni, ossia quasi quattro volte l'attuale popolazione in Italia. A questi poi si sommano anche tutti coloro, soprattutto giovani, che tuttora scappano per trovare una più equa posizione all'estero, spesso le migliori teste che qui non riescono a costruirsi un futuro.

Il popolo italiano è un misto di razze e già l'antica Roma era uno dei migliori esempi di tollerante convivenza.

Un altro brutto sintomo discriminatorio è costituito dall'imposizione della croce nelle aule giudiziarie, nelle scuole, negli ospedali e chissà tra non molto anche nelle nostre case.

Quel povero Cristo inchiodato sadicamente ad una croce che non è quella di quel periodo ma di circa quattro secoli dopo, simbolo che sembra dirci che ci deve essere sempre qualcuno che si sacrifichi per noi e per i nostri spesso inesistenti peccati.

Ma... forse molta gente sta aprendo gli occhi e anche a Viterbo, capoluogo arretrato e governato malissimo, ho visto sale strapiene e con gente in piedi alle conferenze di coraggiosissimi giudici antimafia, quali Caselli, Imposimato ed Ingroia, tutti applauditissimi e con Beppino Englaro che ha saputo tramutare il suo immenso dolore in forza di lotta sfidando una gerarchia vaticana sadica, corrotta e contronatura impegnata ad impadronirsi sempre più della nostra vita, della nostra morte e del nostro sesso.

Per difendere l'imparzialità nelle aule giudiziarie conosciamo l'impegno ed il sacrificio del giudice Luigi Tosti recentemente sollevato dal suo incarico dal CSM, decisione che ora sarà al vaglio della Corte Europea di Strasburgo.

Un simbolo religioso o politico è senza alcun dubbio di parte e andando avanti così c'è da aspettarsi che tra poco nelle aule giudiziarie, in quelle scolastiche e negli ospedali ci dovranno mettere anche la mezza luna e perché no la falce ed il martello per darcelo in testa. NO GRAZIE!

Una ulteriore schifezza (uso proprio questa parola) è il cosiddetto processo breve a danno di moltissima gente onesta che magari ha sgobbato una vita intera per mettere da parte un gruzzolo investito in società truffaldine (Parmalat, etc.), per aver acquistato una casa costruita con falsi permessi (li chiamano anche permessi facili) o per aver subito nocumento alla propria salute per inquinamento, malasanità, etc. I loro processi verrebbero semplicemente cancellati, le richieste di risarcimento annullate e anche molti avvocati rimarrebbero così, dopo anni di lavoro, senza la loro parcella.

Molti delinquenti invece non pagheranno per le loro colpe.

L'elenco è lungo, lunghissimo e sarebbe da pensare ad una class-action per esigere dallo Stato il risarcimento dei danni che deriverebbero da una legge simile. Una ingiustizia inconcepibile per uno Stato democratico.

E' triste vedere un paese così favoloso, ricchissimo di risorse umane e materiali, bellezze naturali, storiche e artistiche, in questo stato di degrado. Il disordine è voluto politicamente per dare la possibilità ai potenti di poterci sguazzare dentro come meglio desiderano.

La politica sembra ormai in mano agli egoistici interessi di pochi potenti, nonché di una gerarchia ecclesiale decadente che giocando con ipocrite parole imbroglia, ricicla e tranquillamente delinque, di mafie sempre più potenti e sempre più impunite.

Ma dove vogliono mandarci? All'inferno?


Peter Boom

http://www.pansexuality.it


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini