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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 giugno 2010

"Pier Carpi ritrovato": intervista a Salvatore Vaglica realizzata da Luca Bagatin

Di Pier Carpi accennai nel numero di Febbraio di “Secreta Magazine” a proposito del sito web a lui dedicato: piercarpi.interfree.it

Egli è certamente l'autore di opere esoteriche che più mi ha appassionato ed ispirato in assoluto...



"Le profezie di Papa Giovanni XXIII" fu il primo suo libro che lessi d'un fiato. Fu solo poi che scoprii che Pier Carpi (pseudonimo di Piero Arnaldo Carpi), emiliano, classe 1940, era prima di tutto conosciuto - specie negli anni '60 '70 - come fumettista e finanche giallista, autore de "Il romanzo di Diabolik", di molte storie a fumetti di Topolino e finanche di qualche numero di "Martin Mystere" della Sergio Bonelli Editore, in collaborazione con l'ottimo Alfredo Castelli, con il quale fonderà anche la rivista "Horror" nel 1970.

Da allora ricercai tutto su di lui, ma trovai ben poco. Quasi tutte le sue opere sono fuori catalogo da tempo, forse finanche da prima della sua prematura morte, avvenuta nel giugno del 2000.

Approfondii in particolare, sulle pagine da lui magistralmente scritte in “Cagliostro il Taumaturgo”, la figura del conte Alessandro Cagliostro (di cui realizzò anche un film, nel 1974, oggi praticamente introvabile), scoprendo che egli era un autentico Grande Iniziato e non l'imbroglione Giuseppe Balsamo come l'Inquisizione avrebbe voluto far credere.

Mi appassionò molto anche "I mercanti dell'occulto", nel quale l'autore smascherò in toto le varie fattucchiere e maghi fasulli sparsi per lo Stivale.

E per finire mi imbattei ne "Il caso Gelli" e ne "Il Venerabile" ove il Nostro raccontò come andarono veramente di fatti relativamente al presunto scandalo P2.

Inutile dire che per anni ho ricercato e continuo a ricercare altre sue "perle" di spiritualità come "Gesù contro Cristo", ma purtroppo senza alcun successo.

Ad ogni modo ho avuto la possibilità e l'onore di conoscere Salvatore Vaglica, grande amico di Pier Carpi e suo collaboratore per dieci anni sin dai tempi della Casa editrice Gribaudo & Zarotti, che, assieme alla scrittrice e vedova Carpi, Franca Bigliardi, ha fondato il Centro Studi che porta il suo nome ed attraverso il quale sta cercando di ripubblicarne le opere e di onorare la memoria di questo autore, scrittore, sceneggiatore e regista controcorrente e "fuori dal coro".

Sono dunque lieto di offrirvi l'intervista che ho potuto realizzare all'amico Vaglica.



Luca Bagatin: Come hai conosciuto Pier Carpi ?

Salvatore Vaglica: Nel 1989 stavo lavorando al progetto Exoteritalia (Salone delle Arti Divinatorie e delle Medicine Integrative) sulla scìa del Parapsy di Parigi, che purtroppo non vide mai la luce per i violenti attacchi della stampa e della chiesa di Torino. Pier Carpi venne a conoscenza del progetto e mi telefonò per offrirmi la sua collaborazione facendomi pervenire la documentazione della sua bibliografia. In quell'occasione mi chiese di dargli un supporto per la presentazione che voleva fare a Torino del volume IL VANGELO DI MARIA (un'imponente raccolta di poesie dedicate alla Vergine) che aveva già suscitato un grande clamore dopo la conferenza stampa tenuta a Milano con Buonassisi, Quasimodo e Valentina Cortese. Diventammo amici e mi coinvolse in tutti i suoi progetti editoriali e cinematografici tra i quali la pubblicazione della seconda edizione de LA BANDA KENNEDY, dalla quale voleva produrre l'omonimo film, e de IL VENERABILE.


Luca Bagatin: Che cosa ti ha spinto ad aprire - assieme alla Sig.ra Franca Bigliardi, vedova Carpi - un Centro Studi a lui dedicato ?

Salvatore Vaglica: Pier Carpi se ne è andato in punta di piedi nel 2000 per un'inspiegabile bagarre clinica e da quel momento ho cercato di aiutare Franca Bigliardi a mettere ordine nelle molteplici problematiche che seguirono la morte dell'adorato marito, sia economiche, sia editoriali. Infatti Pier Carpi non era un buon amministratore e molte case editrici non gli avevano più riconosciuto i diritti d'autore nonostante continuassero a pubblicare i suoi libri mettendolo in una delicata situazione finanziaria che la moglie si è ritrovata a gestire. Quindi mi sono messo all'opera e attraverso il Centro Studi ho scritto a tutte le case editrici per ottenere il riconoscimento dei diritti dovuti ma solo le Edizioni Mediterranee hanno regolarizzato la sua posizione. Oggi sono impegnato a sostenere Franca Bigliardi che si ritrova a sopravvivere con una pensione di 200 euro al mese e con il dolore di essere rimasta sola e dimenticata da quel mondo che Pier Carpi aveva sostenuto con il suo grande lavoro e la sua dedizione. Ho anche intrapreso una lotta titanica, legale e mediatica, con il Comune di Viadana che alla sua morte aveva promesso di realizzare una tomba degna dell'illustre concittadino (suo il Premio Viadana che ha dato lustro e visibilità alla cittadina mantovana) e di aiutare la vedova, ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Hanno sempre negato tutto e paradossalmente le promesse furono fatte pubblicamente con articoli sui quotidiani locali... Pier Carpi giace sotto un cumulo di terra e Franca Bigliardi ha dovuto lasciare la sua casa di Viadana e trasferirsi dalla sorella in provincia di Reggio Emilia, svendendo un prezioso archivio bibliografico e molti altri oggetti. La mia volontà è quella di recuperare tutto il patrimonio letterario di Pier Carpi e promuovere l'alta figura ingiustamente emarginata..


Luca Bagatin: Pier Carpi è stato certamente scrittore prolifico e poliedrico. Che cosa l'ha spinto ad occuparsi - fra le molte altre cose - di esoterismo e di misteriosofia, tenendo fra l'altro numerose conferenze in tutta Italia sull'argomento ?

Salvatore Vaglica: Pier Carpi è cresciuto editorialmente parlando occupandosi di enigmi e misteri, di nero ed horror, ed è stato iniziato all'esoterismo avvicinandosi alla Massoneria per studiarne ogni aspetto critico. Si è sempre occupato di studi e ricerche per dare il proprio contributo alla conoscenza di quelle materie in chiave “terrena” e popolare. Ha dato un contributo fondamentale all'editoria esoterica e questo gli è sempre stato riconosciuto con la pubblicazione di numerosi libri sull'argomento. E' partito da Diabolik per finire a Gesù con un itinerario affascinante che non è possibile tracciare in poche righe, ma che è certamente straordinario ed impervio.


Luca Bagatin: Come mai, a tuo parere, Pier Carpi, si è occupato a lungo di figure ritenute dai più "controverse" come il conte Alessandro Cagliostro e, più recentemente, di Licio Gelli ?

Salvatore Vaglica: Pier Carpi era una sorta di Paladino, un Cavaliere con l'idea di comunicare le sue verità attraverso percorsi editoriali anche controversi e fortemente dibattuti. Penso che abbia studiato a fondo sia Cagliostro, sia Gelli, del quale era amico e confidente, prima di lanciarsi nella pubblicazione di testi sull'argomento. La sua grande conoscenza delle vicende legate ai personaggi di cui parliamo gli ha permesso di scrivere puntigliosamente a proposito, anche se oggi sia l'uno che l'altro non gli giovano in tutti i sensi...


Luca Bagatin: Fra le altre cose, è tua personale volontà ripubblicare gran parte delle opere esoteriche di Pier Carpi. Puoi parlarcene più diffusamente ?

Salvatore Vaglica: Sono alla ricerca di un editore che possa restituire alle stampe una buona parte delle opere di Pier Carpi ancora attuali ed intriganti. Ho una procura notarile per la gestione dei diritti d'autore firmata da Franca Bigliardi, sua unica erede, e mi auguro che qualcuno voglia raccogliere il mio invito per restituire i migliori lavori editoriali di Pier Carpi alle nuove generazioni e per dare il mio personale contributo alla diffusione delle opere di un indimenticabile amico.


Luca Bagatin: Sono molti, a tuo parere, oggi, i "nostalgici" di Pier Carpi ? Ovvero di quelli che rimpiangono la sua prematura e triste fine ed anche quella della sua carriera di scrittore ?

Salvatore Vaglica: Da molto tempo ricevo messaggi di posta elettronica all'indirizzo piercarpi.redux@libero.it da chi cerca di tutto e di più su Pier Carpi. Penso che sia incredibile come nessuno sia stato in grado, ad esempio, di riconoscere il valore dei suoi lavori cinematografici come Cagliostro, Un'ombra nell'Ombra e Povero Cristo. Non esistono edizioni in dvd di questi film e centinaia di persone mi chiedono dove possono trovarli. Un mercato che vanta una ricca richiesta ed un'inesistente offerta.. Anche a livello editoriale esiste una notevole richiesta. Basta pensare che Pier Carpi, oltre a Diabolik, ha creato Zakimort e Teddy Bob e che al mercato dei collezionisti questi fumetti vanno letteralmente a ruba, quando se ne trovano... Insomma, un patrimonio artistico e letterario che non può andare nel dimenticatoio, quindi sono fiducioso nel prossimo futuro.


Luca Bagatin



18 giugno 2010

"Alle radici gnostiche della Massoneria" di Luca Bagatin

In un mondo che sta cominciando a prendere consapevolezza della mancanza di solide certezze per il domani, ecco riaffiorare antiche domande: “Chi siamo ? Da dove veniamo ? Dove stiamo andando?”

Obiettivamente c'è una gran “fame” di quelle risposte che potremmo racchiudere nelle parole: Conoscenza, Ricerca, Verità, Gnosi.



Il principale degli approcci a queste dimensioni, è certamente quello passato alla Storia ed alla letteratura con il sostentivo esoterico, ovvero un approccio che và alla ricerca delle radici profonde della nostra cultura e civiltà.

Per approccio esoterico, intendiamo ovviamente quello che si occupa dello studio e dell'approfondimento del simbolismo che ci circonda e che è giunto a noi dalle Antiche Civiltà che ci hanno preceduto e che hanno forgiato l'Umanità così come si presenta oggi.

Per ricercare le radici di questo approccio dobbiamo dunque andare molto indietro nel tempo: sino almeno all'Antica Grecia: ovvero allorquando i greci ereditarono i misteri gnostici dagli Egizi.

I culti misterici, tanto in Egitto che nell'Antica Grecia, erano riservati a pochi iniziati e miravano all'”estasi Divina” o “unione con il Divino”. Si veda bene che fra questi culti d'Occidente vi è una significativa analogia e similitudine con la spiritualità vedica e buddhista d'Oriente.

L'influenza della cultura gnostico-iniziatica influenzò tutta la civiltà occidentale dei millenni a venire, la quale sosteneva sostianzialmente che tutte le arti, le scienze e le filosofie dovevano necessariamente tendere al Bello, al Buono ed al Vero. Questa era dunque l'essenza della conoscenza e solo la conoscenza poteva ritenersi Divina (da qui il ripudio degli gnostici per il “Dio della Bibbia” e la loro empatia verso la figura allegorica del Serpente, simbolo esoterico di Conoscenza e quindi di liberazione da ogni peccato: primo fra tutti l'ignoranza).

Fu così che la conoscenza permise lo sviluppo e la piena espansione della civiltà greca prima e successivamente dell'Impero Romano.

Ciò almeno sino al Concilio di Nicea del 325 d.C. proclamato dall'Imperatore Costantino, il quale dichiarò eretica la Gnosi e decretò la fede cattolica quale unica religione dell'Impero. E si noti bene come il cattolicesimo facesse leva soprattutto sull'ignoranza e sugli animi semplici, ostacolando e vilipendendo qualsiasi tipo di conoscenza e di progresso interiore ed esteriore dell'essere umano.

Fu così che gli gnostici entrarono in clandestinità e così fecero anche le famiglie che si richamavano agli insegnamenti iniziatici di Gesù – l'Esseno - detto “Il Cristo”, le quali presero il nome di Rex Deus.

Dei Rex Deus – che all'apparenza continuarono a praticare il cattolicesimo - fecero parte le più grandi famiglie nobiliari del Medioevo fra cui i reali sassoni d'Inghilterra, i capetingi di Francia (che rivendicarono la loro discendenza diretta da Maria Maddalena - sposa del Cristo - e da Gesù stesso) ed i St. Clair di Roslin (la stirpe che fece edificare la misteriosa Cappella di Rosslyn).

Non fu dunque un caso che i Cavalieri Templari dell'Alto Medioevo furono un ordine cavalleresco-militare sorto con l'appoggio dei Rex Deus e che divennero quindi i custodi della gnosi cristiana, mantenendo comunque su ciò – ufficialmente - l'assoluto riserbo.

Un'altra corrente gnostica che entrò in contatto diretto con i Templari fu quella dei Sufi islamici, i quali si riteneva avessero avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del Tempio di Re Salomone, che è peraltro simbolo all'origine della moderna Massoneria.

I culti misterici dei Sufi, peraltro avezzi anche alla Cabala ebraica, si fusero con le conoscenze templari e queste, a loro volta, si fusero con quelle delle Corporazioni muratorie medievali, prima fra tutti quella denominata i Figli di Salomone, i quali erano esperti nella cosiddetta geometria sacra, ovvero quella disciplina che attribuiva un significato mistico ai rapporti matematici nella realizzazione delle opere d'arte ed architettoniche.

Tale Corporazione fu alla base della costruzione delle più significative cattedrali gotiche fra cui quella di Chartres, Rheims ed Amiens, così ricche di simbolismo gnostico che servì appunto agli iniziati a tramandare la Tradizione.

Fu così che, sostanzialmente, fu possibile mantenere in vita l'esistenza di scuole filosofiche e psicologiche antichissime (come la già citata scuola dei Sufi islamici), capaci di contrapporsi al bigotto Medioevo impregnato di superstizione.

Il tutto celato.....nel simbolisimo delle Cattedrali gotiche cristiane !

Fu così che nacquero le prime saghe del cosiddetto Santo Graal, che altro non era che il tramandarsi degli insegnamenti esoterici conosciuti anche dallo stesso Gesù, che fu, secondo questa Tradizione, un Grande Iniziato agli Antichi Misteri.

Significativamente ricca di simbolismo esoterico è la Cappella di Rosslyn, in Scozia.

Fatta costruire nel XV secolo dal conte William St. Clair di Roslin (si noti bene che Roslin, in antica lingua gallica significa: “antica conoscenza tramandata di generazione in generazione”), un mecenate provieniente da una fra le più influenti famiglie Rex Deus dell'epoca, Rosslyn pullula letteralmente di simboli ed allegorie gnostiche, rosacrociane e libero muratorie.


Pensiamo ad esempio alla testa scolpita di Ermete Trimegisto, considerato dagli Egizi il Dio Toth, così come l'arco all'esterno della Cappella decorato da numerosi compassi simbolo della Massoneria; ma anche la scultura di Baphomet – idolo gnostico caro ai Templari – e finanche un cavaliere templare che conduce un uomo bendato tirandolo con una fune.....a rappresentare un'iniziazione massonica ante litteram ! E potremmo continuare citando i tre pilastri interni alla Cappella che indicano rispettivamente il pilastro dei tre gradi della Massoneria azzurra: quello dell'Apprendista, del Compagno d'arte e del Maestro.

Invero i riferimenti al cristianesimo, nella Cappella di Rosslyn, sono assai pochi e trascurabili.

Forse una delle curiosità di Rosslyn è la presenza di sculture raffiguranti piante conosciute solo nelle Americhe come il granoturco e l'aloe. E questo a commemorare i viaggi dell'antenato di William St. Clair, il conte Henry, il quale approdò nelle coste del Nord America cento anni prima di Cristoforo Colombo, sbarcandovi, molto probabilmente, stando alle prove documentali del volume “Il segreto dei Templari” scritto dallo studioso William F. Mann, con una flotta di Cavalieri Templari.

La Massoneria pare dunque essere la depositaria principale della tradizione gnostica tramandata di generazione in generazione dalle famiglie Rex Deus. Possiamo dunque dire che, le origini di questa Confraternita, sono dunque ben più antiche rispetto a quelle ufficiali che la fanno risalire al 1717, allorquando fu fondata la Gran Loggia d'Inghilterra presso la “Taverna dell'Oca e della Graticola”.

Questa commistione fra Rex Deus e Massoneria è fortemente sostenuta specialmente dagli studiosi e massoni Christopher Knight e Robert Lomas, i quali teorizzano anche che la leggenda di Hiram Abif, costruttore del mitico Tempio di Re Salomone alla quale si rifanno tutti i Liberi Muratori, non è altro che un'allegoria dell'omicidio di Giacomo il Giusto, fratello di Gesù: custode degli insegnamenti misterici degli Esseni ed uno fra i primi membri storici dei Rex Deus. Gli studiosi portano a sostegno di ciò numerose tesi nel loro libro “Il secondo Messia” edito in Italia da Mondadori.

E' grazie ai Rex Deus e dunque ai primi Massoni, se si è progressivamente usciti dall'oscurantismo medievale per approdare al Rinascimento con la sua rinnovata estetica nelle arti e con una rinnovata ricerca del progresso sicentifico e della conoscenza.

Pensiamo ad esempio all'opera dei massoni Elias Ashmole, ma anche a Sir Isaak Newton, noti alchimisti e uomini di scienza e cultura, nel fondare la Royal Society per la promozione della scienza scevra da dogmi.

La Massoneria, una volta costituita ufficialmente nel 1717, si diede delle regole o Landmark che fra gli altri stabilivano che nelle tornate rituali non si sarebbe potuto parlare né di politica né di religione e ciò per evitare divisioni fra i suoi membri.

Purtuttavia sappiamo come vi furono eminentissimi uomini politici che ingrossarono le file massoniche. Ciò ad ogni modo non significa affatto che la Massoneria influenzò la politica, per quanto è di fondamentale importanza storica rammentare come la Costituzione degli Stati Uniti d'America - che è la più antica costituzione statuale esistente - sia stata fondata su principi inequivocabilmente massonici: a partire dal concetto secondo cui tutti gli uomini nascono eguali e che un governo ha autorità solo con il consenso del popolo.

I Padri fondatori degli Stati Uniti d'America erano infatti inequivocabilmente massoni che vollero imprimere quanto di buono la tradizione gnostica dei Rex Deus aveva loro trasmesso.

E' invece completamente da sfatare il mito relativo alla Rivoluzione Francese quale motto popolare sorto da volontà massoniche: si veda bene come i massoni - in Francia - fossero allora per la maggior parte fra le file aristocratiche e medio borghesi, molti fra i quali ci rimisero la testa sulla celebre ghigliottina !

Abbiamo dunque tentato testè di illustrare le radici della principale e forse più antica Istituzione che, nel mondo occidentale, si occupa di tradizione esoterica.

Abbiamo infatti potuto scoprire come la sua millenaria storia si fonda e a tratti si confonda con le tradizioni: egizia, greco-romana e giudaico-cristiana, alla luce delle loro conoscenze gnostiche e misteriche.

Un viaggio in piena regola ricchissimo di spunti di rinnovata ricerca storica ed introspettiva, che è forse l'unica più autentica ricerca sulla strada del mitologico Santo Graal.


Bibliografia:

Christopher Knight – Robert Lomas: “La chiave di Hiram” Mondadori

Christopher Knight – Robert Lomas: “Il secondo Messia” Mondadori

Tim Wallace-Murphy: “I massoni” Logos

William F. Mann: “Il segreto dei Templari” Newton Compton



14 giugno 2010

Fa caldo.....potrei scrivere che il Pd è un partito antidemcoratico ed intollerante ma direi cosa già nota

Cari lettori, fa caldo.
Eh sì, la stagione per me più ostica dell'anno è arrivata.
Ostica, non ostrica, certo anzichenò.
Quando leggerete questo post sarò già partito per qualche luogo per nulla misconosciuto, ma, ad ogni modo, lontano da un qualsiasi tipo di computer e connessione internet.
Con il caldo faccio fatica a scrivere, oh yes. Tanto vale partire allora.
E poi che cosa potrei scrivere in questo periodo che non abbia già scritto ?
Potrei ribadire, al massimo, che il Pd è un partito neofascista e così i suoi alleati e tutti i partiti o personalità che fanno dell'anti-massoneria una bandiera. Ovvero dell'intolleranza una bandiera, del razzismo una bandiera, dell'antisemitismo una bandiera, dell'omofobia una bandiera. Dell'odio per l'individuo una bandiera.
Potrei dire che sì, è opportuno essere intolleranti con questi intolleranti.
Potrei dirlo.....invece mi limito a ri-scriverlo. A ri-scrivere cose già note, magari, purtroppo non ancora del tutto digerite dai più.
Perché prima di digerire qualche cosa bisognerebbe prima ingurgitare qualche cosa: divorare la conoscenza e poi digerirla, appunto.
Ed allora mi limito, per questi giorni di mia completa assenza dal web, a ripubblicare qualche cosa di opportunamente utile: il mio articolo sulle origini gnostiche della Massoneria.
Istituzione che, a differenza delle Crociate cristiane, del Comunismo e del Nazifascismo, non ha mietuto una sola vittima. Al massimo ne ha salvate molte (anche dal cristianesimo, oltre che dal comunismo e dal nazifascismo).
In secondo luogo, in occasione del decennale della morte delle scrittore e regista Pier Carpi (26 giugno), sarà mia cura pubblicare in anteprima l'intervista che ho realizzato a Salvatore Vaglica, curatore delle opere del compianto autore e Presidente del Centro Studi "Pier Carpi".
Orbene, cari lettori, un bel po' di carne al fuoco per questo inizio di calura estiva c'è e ci sarà.
Non preoccupatevi per la mia assenza: per qualcuno sarà persino un bene

Luca Bagatin



12 giugno 2010

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



La frustrazione è quella malattia che la gran parte dell'Umanità moderna possiede.
Pur senza averne consapevolezza.


C'è una differenza abissale fra la libertà e la manna di biblica memoria.
La prima si conquista individualmente ed è foriera di emancipazione.
La seconda viene concessa e quindi vuol solo schiavizzare.





9 giugno 2010

"Testamento di un anticomunista": la vita di Edgardo Sogno



Trovo che il libro-intervista che Aldo Cazzullo realizzò nel 2000 assieme a Edgardo Sogno, sia il più grande manifesto militante di una generazione di pargiani liberaldemocratici e risorgimentali che seppero essere - e con forza - autenticamente antitotalitari.
"Testamento di un anticomunista", recentemente ripubblicato dalla Sperling & Kupfer, è dunque un documento prezioso, che ripercorre la vita di Edgardo Sogno, appunto, per mezzo dei suoi ricordi: da quando fu ufficiale di cavalleria dell'esercito italiano, passando per le sue eroiche imprese durante la Resistenza nelle file monarchico-liberali (salvando dalle grinfie delle SS - peraltro - l'azionista Ferruccio Parri, a rischio della vita), sino alla traumatica accusa di essere - assieme al repubblicano Randolfo Pacciardi - un golpista.
Accusa che gli mosse l'allora magistrato Luciano Violante, successivamente deputato comunista, e che gli costò - nel '76 - il carcere.
Possibile che una Medaglia d'oro alla Resistenza come Sogno, da anni fedele Ambasciatore della Repubblica, fosse un golpista e che parimenti lo fosse l'eroe repubblicano antifascista della Guerra di Spagna Pacciardi ?
Sogno e Pacciardi, come si comprenderà bene anche nel testo di Cazzullo, furono dei combattenti per la libertà. Contro il nazifascismo prima e contro il comunismo poi.
Allorquando l'Italia rischiò, alla metà degli anni '70, di finire nell'influenza della dittatura sovietica a causa dell'avvicinamento di ampi settori della sinistra democristiana e del Partito Comunista Italiano all'area di governo, Sogno e Pacciardi, presero contatti con settori chiave dell'esercito e con un nutrito numero di ex partigiani liberali, repubblicani, monarchici ed ex comunisti pentiti.
Il loro progetto consisteva nel tentare di creare le basi per un governo di alternativa al rischio dell'arrivo dei comunisti al governo.
Il governo che proponevano Sogno e Pacciardi doveva - secondo le parole dello stesso Sogno - "riportare il Paese alla visione risorgimentale", ovvero attuarsi per mezzo di un'alleanza fra laici occidentali, cattolici liberali e socialisti antimarxisti.
Un governo che promuovesse, poi, una legge elettorale presidenzialista, sul modello attuato dal già capo della Resistenza francese Charles De Gaulle, in Francia.
Golpe, ad ogni modo, mai non fu. Sogno e Pacciardi furono prosciolti da ogni accusa e mai, fortunatamente, i comunisti giunsero al governo in quegli anni e nell'ambito dei delicatissimi equilibri geopolitici di allora: da una parte il mondo libero, dall'altra l'inferno sovietico.
Edgardo Sogno, una volta lasciata la politica, vilipeso dall'intellighenzia clerico-marxista, ad ogni modo, continuò a dedicarsi alla redazione di scritti e testi sul rinnovamento delle Istituzioni.
"Testamento di un anticomunista" è un piccolo testo che si propone dunque di ricordare questo grande ed infaticabile combattente laico e risorgimentale come forse non ve ne sono più.

Luca Bagatin



7 giugno 2010

COSTRUIRE LO SGUARDO recensione di Peter Boom


In un magnifico volume, uscito da poco per i tipi del Gruppo Mancosu Editore, Plinio Perilli ha ricostruito una storia sinestetica del cinema in quaranta grandi registi abbellita con tantissime, interessanti e storiche fotografie.
Plinio Perilli oltre ad essere un valente e conosciuto poeta è uno dei massimi conoscitori del cinema, una cultura coltivata già da piccolo con un padre, lo sceneggiatore Ivo Perilli, vero pioniere del cinema che ha collaborato con i maggiori registi del mondo tra i quali King Vidor, John Houston, René Clement, Rossellini, Lattuada, Zampa, Monicelli, De Santis, Comencini, con scrittori del Novecento come Moravia, Flaiano, Zavattini, Soldati, Piovene, troppi per segnalarli tutti.
L'importante volume inizia con Chaplin, Eisenstein, Lang, Dreyer, Clair e Camerini, proseguendo, tra numerosi altri nomi altisonanti, con De Sica, Visconti, Spielberg, Pasolini, Bertolucci per finire con Scorsese, Moretti e Almodòvar.
Il curatissimo volume, una vera chicca per chi ama il buon cinema, documenta lo sguardo del regista sull'architettura, i laidi palazzoni di Roma contro le bellissime costruzioni e monumenti antichi, gli alienanti caseggiati popolari delle borgate, degenerazioni messe in bella mostra da Pierpaolo Pasolini e Nanni Moretti.
L'editore Carlo Mancosu, creatore con Bruno Zevi del Manuale dell'Architetto, con grande coraggio in questo periodo di crisi profonda, ha voluto ugualmente stampare questa preziosa testimonianza elaborata in anni di costante lavoro e ricerca  dal Perilli.
Cinema ed architettura, ambedue ci trasmettono immagini che, in modo conscio ma forse più inconsciamente, influiscono sulla nostra “qualità della vita”.
Quando vediamo i casermoni delle periferie comprendiamo il loro essere ispirazione di emarginazione, del vivere male, una negatività che è fortemente dannosa per coloro che sono costretti ad abitarli e di conseguenza altrettanto nociva per tutta la comunità.
Ancora oggi la natura, il verde viene sacrificato, una natura che apparentemente non sa difendersi dagli scempi se non attraverso cataclismi petroliferi, inquinamenti vulcanici e brutte malattie.

Peter Boom



4 giugno 2010

"L'incoscienza di zelo": raccontini surRenali by Baglu



Entrato in quell'ufficio, Henry, avrebbe presto voluto uscirne.
I sorrisetti facili non li aveva mai amati, anzi che dico, sopportati.
Gli scappò di andare al gabinetto e tutti lo guardaron con un certo sospetto.
Henry poteva apparire un tipetto strano ai più che badano meramente alla superficialità.
Il capufficio, Gianfsalvo Tessot, con quei baffoni folti somigliava a Nietzsche pur non avendone nè la stoffa, nè la profondità. Con il suo sorriso fra l'imbarazzato, il laconico e l'ironico.
Henry non odiava Tessot. Semplicemente cercava di svolgere il suo lavoro, seguendo le indicazioni del suddetto. Peccato che il Baffo lo ignorasse.
Tranne - si badi bene - all'ora del pranzo, allorquando il Baffo provvedeva a scacciare in malo modo Henry dall'ufficio: "Vai a mangiare fuori di qui ! Quest'ufficio non è una cucina da impuzzolentire con il tuo lardo alla cipolla !!!".
Tessot era decisamente quel che si può - escatologicamente definire - un astr..ologo.



Tirato Paston era decisamente un capufficio curato.
Sempre elegante, giaccaecravatta, mento sbarbato, capelli brizzolati ma sempre in ordine. Parlata sobria, quasi femminea, sorriso finto come la sua dentiera.
Henry, inizialmente, fu il pupillo di Paston.
Paston era orgoglioso di un impiegato come lui.
E vorremmo vedere !
Si spezzava in quattro per evadere centinaia di migliaia di pratiche accumulatesi negli anni a causa dell'inefficienza congenita del sottoposto, tale Isarco Corrier, detto anche l'Invidioso o il Carrierista.
Ma, ad ogni modo e comunque, fu come non fu, Paston divenne ben presto il peggior incubo di Henry, il quale finì per passare dalla ragione al torto, dal torto alle torte in faccia (rigorosamente mangiate al di fuori dell'ufficio !).
Paston, temendo di perdere l'amicizia che lo legava alla famiglia del Corrier - ormai ai ferri corti con l'efficienza di Henry - si vide costretto a mobbizzare un tantinello il Nostro con umiliazioni d'ogni genere: dalle fotocopie a raffica sino all'inutile e sistematico ricontrollo delle vecchie pratiche già evase nei mesi precedenti.
Henry, inglese ma capatosta, non si lasciò certo scoraggiare. Figuriamoci ! Con il suo aplomb tipicamente anglosassone eseguì con rigore e puntualità tutti i compiti che gli furono assegnati.
Tirato Paston si vide costretto a........licenziarlo per eccesso di zelo.





2 giugno 2010

Radicali riforme per l'Italia nel solco del dialogo fra laici risorgimentali e cattolici liberali (a trovarne)

Alcide De Gasperi (DC); Luigi Einaudi (PLI); Carlo Sforza (PRI); Randolfo Pacciardi (PRI); Giuseppe Saragat (PSDI); Ugo La Malfa (PRI)

Non c'è più tempo per stare a guardare il lento declino di un Paese come il nostro, nel 64esimo anniversario della Repubblica italiana.
E' indispensabile rimboccarsi le maniche e darsi da fare, senza credere ai facili ottimismi di governanti che pensano che sia sufficiente tagliare la spesa pubblica un po' quà ed un po' là. Mantenendo inalterati il grosso dei privilegi.
Dall'altra parte poi, il carro cattocomunista, propone un vero e proprio ricatto di Stato nei confronti delle aziende: tasse zero per i primi due anni se assumerete a tempo indeterminato !
Figuriamoci se un'azienda in crisi può permettersi di sottostare a determinati diktat e assumere personale a vita e riceverne come "premio" tasse zero....ma solo per i primi due anni !
Diciamolo subito: i tagli che sta attuando il Ministro Tremonti alla spesa pubblica sono necessari. Il problema è, semmai, che sono pochi.
E’ ridicolo tagliare del solo 10 % lo stipendio di manager pubblici e politici. Andrebbero tagliati almeno del 30 % ed estesi a Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali E poi c’è il discorso dell'abolizione delle Province, che come repubblicani proponiamo dagli anni ’70 e che a Pordenone rilanciammo con una lista civica "ad hoc" nel 2004.
Poi, ancora, c’è il discorso dei Comuni inferiori a 20.000 abitanti che costano ed andrebbero accorpati. Ed ancora: è possibile che vi siano regioni in Italia che spendono e spandono sulla sanità senza rendere conto a nessuno ? E dei “progettini comunali” socialmente inutili o, meglio, utili ai soliti noti, vogliamo parlarne ?
Una volta introdotti seri e drastici tagli alla spesa pubblica improduttiva allora si può pensare – non già a ricattare cattocomunisticamente le aziende – ma a ridurre il carico fiscale a due, massimo tre aliquote e ad innalzare la soglia della no tax area.
Riducendo così le imposte, l’hanno dimostrato gli anni di Reagan e della Thatcher e noti esperti economici come Oscar Giannino, si amplia ben presto la base imponibile. E l’evasione si riduce automaticamente (senza sguinzagliare costosi ispettori della guardia di finanza) per effetto della famosa “curva di Laffer”.
Sarebbe bene dunque che la classe politica odierna, pur nella sua mediocrità, prendesse spunto dai migliori governi che la Repubblica abbia mai avuto. Quelli dell'asse De Gasperi-Einaudi-Carlo Sforza-Pacciardi-Saragat-La Malfa.
Governi che seppero ricostruire l'Italia dopo la piaga fascista, collocarla all'interno del Patto Atlantico e quindi annovararla fra le Democrazie occidentali. Governi che portarono, in pochi anni, al boom economico degli anni '50. Governi intransigentemente anti-cattocomunisti, fondati su un franco dialogo fra laici risorgimentali e cattolici liberali.
Nel 64esimo anniversasio della Repubblica italiana dovremo non solo onorare la memoria di quei governi, ma finanche auspicare che qualche politico illuminato d'oggi ne recuperasse l'identità e le prospettive.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini