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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 luglio 2010

Buon lavoro caro Peter !



L'amico Peter Boom, in questi giorni impegnato nelle riprese dell'ultimo film di Ruggero Dipaola "Appartamento ad Atene" con Laura Morante, mi ha fatto sapere che non potrà per ovvi motivi, per qualche tempo, curare la sua consueta rubrica "Teoria della Pansessualità" relativa alla libertà sessuale ed ai diritti civili, alla quale questo blog è molto affezionato.
Peter sta vivendo infatti una seconda giovinezza, che lo ha portato recentemente a vestire i panni del cardinale nell'ultimo film di Nanni Moretti "Habemus Papam", con Michel Piccoli e che sarà al cinema dal febbraio 2011.
Qui di seguito colgo infatti l'occasione per pubblicare alcune foto tratte dal "dietro le quinte" del film, che lo hanno visto protagonista.
In attesa del suo ritorno.

L. B.



Nanni Moretti e Peter Boom


Michel Piccoli (che nel film interpreta il Papa); Nanni Moretti e Peter Boom




29 luglio 2010

Articolo-intervista di Luca Bagatin allo scrittore Nathan Gelb: tratto dal numero 2 di "Secreta Magazine" del luglio 2009

Vi propongo, qui di seguito, l'intervista che ho realizzato per "il numero due di Secreta Magazine" all'amico Nathan Gelb, autore dei romanzi noir che vedono protagonista Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero.

L.B.



Imbattersi nella figura di Raimondo de Sangro Principe di Sansevero - se non ti occupi o sei appassionato di Alchmia e/o Esoterismo - non è certo cosa ordinaria.
Personalmente, la prima volta che mi imbattei nelle opere dedicate a codesto alchimista, massone, inventore, letterato ed accademico vissuto nella Napoli del XVIII Secolo, fu alcuni anni fa in una polverosissima e particolarissima libreria di Venezia, bagnata dall'acqua e nota a pochi intimi, nella quale si possono trovare testi specifici che raramente le librerie ordinarie sono solite tenere fra i loro scaffali.
Inutile dire che subito me ne innamorai e la prima cosa a colpirmi fu la poliedricità del personaggio: celebre per le curiose sculture ricche di simbolismo conservate nella Cappella Sansevero - come il “Cristo velato” e il “Disinganno” - e che diede vita ad affascinanti invenzioni talvolta ancora oggi in uso come i primi prototipi di robot meccanici (all'epoca definiti “automi”); una macchina idraulica; una carrozza marittima capace di muoversi sull'acqua e moltissime altre ancora.
Di Raimondo de Sangro parla, nell'introduzione, anche un bellissimo romanzo esoterico uscito l'anno scorso per la A &B editrice e scritto da un amico Maestro Massone di Napoli che vuole essere conosciuto solamente con il suo pseudonimo: Martin Rua. E fu proprio Martin ad incuriosirmi e ad avvicinarmi all'interessante simbolismo celato dentro la città di Napoli stessa ed in molti suoi monumenti. Una città nella quale è peraltro ambientato uno dei più bei romanzi sui Rosa Croce mai scritti: “Zanoni” dell'inglese Bulwer-Lytton.
Ed è così che mi sono imbattuto anche in “Delitti sotto la cenere”, raffinatissimo thriller storico edito di recente dalla Sperling & Kupfer e scritto da Nathan Gelb, scrittore amiricano di Chicago nato da un'antica famiglia ashkenazita di Dresda ed il cui vezzo è di scrivere direttamente in italiano (che conosce alla prefezione peraltro !).
“Delitti sotto la cenere”, la cui verità storica è rispettata sin nei minimi dettagli, ha per protagonista proprio il Principe di Sansevero nelle vesti di detector, il quale si troverà appunto a dover indagare su due misteriore morti avvenute nel suo Tempio massonico..
Raimondo de Sangro è infatti Gran Maestro della Massoneria partenopea e Venerabile della Loggia Rosa d'Ordine Magno. E' malvisto sia dalla Chiesa che dal Re del Regno delle due Sicilie, Carlo di Borbone, il quale ha messo fuorilegge le Logge. Egli ed i suoi Fratelli sono dunque costretti a svolgere i loro lavori esoterici in clandestinità. Il Principe, come se non bastasse, è considerato ufficialmente come una sorta di demonio proprio a causa dei suoi studi ritenuti eretici e delle sue invenzioni.
E' in questo contesto che il suo domestico Leonardo ed una giovane donna vengono trovati morti nel Tempio: posti davanti alle colonne, denominate massonicamente Boaz e Jakin, risultano inceneriti, tranne i volti e le gambe. Accanto a loro un anacronistico granchio fellone. Perché? A quale espediente è ricorso l'assassino?
Nel Settecento era d'uso credere all'autocombusione dei corpi ma..... i sottili ragionamenti del Principe riusciranno ben presto a smontare tale tesi.
E sarà proprio per mezzo del suo nobile e sopraffino intuito e della sua capacità di analisi ch'egli perverrà alla soluzione degli enigmi,  via via sempre più intricati , mentre i morti ammazzati, purtroppo per loro, aumenteranno. Il Nostro, assieme all'inseparabile amante Duchessa Mariangiola Ardinghelli, scienziata dell'epoca (anch'ella realmente esistita), ed al giovane pescatore Nicola detto O'Rancio (in quanto pescatore di granchi !) riuscirà a venire a capo della mente diabolica che muove i fili  celati dietro ai delitti.
La trama è certamente appassionante, ma la lettura lo è ancor di più e trascinerà il lettore in questo affresco d'epoca sino all'ultima pagina. Affresco verosimilissimo peraltro e sono pronto ad affermare che Nathan Gelb ha fotografato il de Sangro come pochi sarebbero riusciti a fare in un romanzo.
Le pagine dei “Delitti”, poi, sono impreziosite da finissime stampe d'epoca che ritraggono ora le invenzioni del Principe, ora il suo Palazzo, ora il Teatro San Carlo di Napoli e molto altro ancora e la sensibilità di Gelb ha fatto sì che l'appendice fosse corredata da note che ci permettono di comprendere meglio il come ed il dove si è potuto documentare per mettere in piedi un'opera letteraria che non esito a definire perfetta. La grande disponibilità di quest'autore mi ha concesso, inoltre, l'intervista che segue, alla quale vi lascio non senza prima segnalarvi l'accattivante sito web di Nathan Gelb www.nathangelb.com ove troverete maggiori ragguagli su questo e sul precedente romanzo che ha sempre per protagonista Raimondo de Sangro Principe di Sansevero.

1) Luca Bagatin: Certo non è facile far “recitare” la parte del detector ad un alchimista di 300 anni fa, considerato purtroppo figura minore del panorama culturale italiano ed europeo. Che cosa ti appassiona ed affascina di più della figura storica di Raimondo de Sangro Principe di Sansevero ?

Nathan Gelb: Le paradossali mistificazioni con cui è stata tramandata la sua figura, sempre in bilico fra l'essere demoniaco e il genio incompreso. Affidandogli il ruolo di detector (detective) ho ritenuto di strappargli la maschera di assassino (creatagli dall'immaginario collettivo), per renderlo un acuto investigatore, volto a combattere proprio il crimine. Una sorta di contrappasso.


 
2) Luca Bagatin: Pensi che il Principe di Sansevero, storicamente, meriti maggiore attenzione ? E, se sì, in che senso ?

Nathan Gelb: Certamente. Molto di lui c'è ancora da verificare. Le sue scoperte ed intuizioni meriterebbero maggior approfondimento da parte di specialisti.


3) Luca Bagatin: Il “tuo” Principe di Sansevero, quando sorpreso e/o infuriato, utilizza la tipica affermazione: “Coda de Cifero !”. Che cosa significa e come ti è venuto in mente di metterla in bocca al Nostro ?
 
Nathan Gelb: L'espressione "coda de Cifero" è spiegata nel mio precedente romanzo "Il quadro dei delitti": si tratta di un semplice intercalare "coda di Lucifero", suggeritomi da un gentile esperto in antico vernacolo napoletano.

 

4) Luca Bagatin: Nella prefazione al tuo romanzo, che nei fatti è un dialogo fra te e la tua editor Edi Vesco, dici di credere nella magia sin da quando eri bambino. Puoi spiegarci meglio che cosa intendi per magia ?

Nathan Gelb: Magia, per me, è tutto ciò che è oscuro e necessita d'essere illuminato.
 

5) Luca Bagatin: Da ciò che scrivi sembri un appassionato di esoterismo ed uno studioso di Massoneria. Qual è il ruolo che secondo te potrebbe ricoprire oggi la Massoneria ?

Nathan Gelb: Rispondo con una metafora: essa è un ponte sospeso fra le acque-superiori e le acque-inferiori, tra l'enigmatica Sfinge e l'inquietante Chimera.
 

6) Luca Bagatin: Da quanto scrivi si evince che ti affascina molto la città di Napoli:  che cosa ti ha spinto a documentarti sulla sua storia e cultura e come sei riuscito a caratterizzare così bene i personaggi tipicamente partenopei del tuo romanzo ?

Nathan Gelb: Il fascino di Napoli consiste nell'essere una città mutante. E' la sirena ammaliatrice, che non può essere mai sepolta; è -in abbinata- un'enorme camera funebre come quella di Tutankhamon, la caverna "trogloditica" spalancata nel tufo, che fa pensare a un'antropologia le cui radici affondano nella preistoria. Queste,dunque, le premesse per creare i miei personaggi.
 


7) Luca Bagatin: Pensi che vedremo ancora il Principe di Sanservero indossare i panni del detector in qualche tuo prossimo romanzo ?

Nathan Gelb: Non amo fare progetti. L'idea mi cattura all'improvviso..


8) Luca Bagatin: Che cosa ne pensi del futuro della cultura ed in particolare della letteratura, oggi ?

Nathan Gelb: E' talmente vasto e variegato il panorama sia europeo sia statunitense, e le logiche del mercato sono così diverse, che non riesco a individuare una prospettiva ben definita.


Nel ringraziare Nathan, non posso concludere senza un ricordo alla sua encomiabile editor, nonché scrittrice: Edi Vesco.

Personalmente mi ha emozionato e mi emoziona molto il dialogo fra lui e lei, riportato quale “prefazione” al romanzo dei “Delitti sotto la cenere”, e soprattutto ciò che Nathan scrive, relativamente alla sua tragica dipartita.

Le sue dolcissime parole la ricordano con profonda tenerezza ed è proprio con esse che vorrei concludere:

"Edi Vesco ha collaborato a questo romanzo. Lei e io non eravamo nuovi a queste scaramucce, e pensavo - anzi volevo - continuassero all’infinito. Poi l’inquietante transitorietà terrena si è rivelata all’improvviso. Non annunciata. Però io, nel pieno rispetto per il suo amore verso gli uccelli, preferisco visualizzarla in questa immagine: Edi, poco tempo fa, ha approfittato di una migrazione delle gru di Ibico.. Esse l'hanno accolta nelle loro schiere, ed è volata via. Il mio primo e più intenso ringraziamento lo rivolgo quindi a lei, come se fosse ancora in vita. Edi vive infatti in questo libro che tanto ha amato e nel quale ha profuso talento, creatività, verve, senza la minima presunzione. Trasmettendomi il suo cristallino entusiasmo. Edi, grazie. Non solo per il tuo aiuto, ma per essere oramai residente nel mio cuore. Ciao"

Luca Bagatin



27 luglio 2010

"Kennedy shock": l'ultima fatica di Lanfranco Palazzolo


www.kennedyshock.blogspot.com
www.lanfrancopalazzolo.blogspot.com

Ho avuto simpatia per Lanfranco Palazzolo ancor prima di conoscerlo personalmente e/o di leggerlo sulle pagine de "La Voce Repubblicana" e nei suoi libri su Leonardo Sciascia, Marco Pannella ed Enzo Tortora.
La voce di Lanfranco, che sentivo e sento tutt'ora spesso per Radio Radicale, mi ha fatto subito pensare: "Questo è uno che sa il fatto suo !".
E così è stato. E così è.
E così l'ho sostenuto nella sua campagna elettorale alle comunali di Roma, candidato dal nostro piccolo Partito Repubblicano Italiano alla carica di Consigliere comunale.
E così fu che ci leggemmo e conoscemmo fra i commenti del blog di Mauro Suttora e lui mi inviò a casa in omaggio un suo libro di discorsi parlamentari di Pannella.
E' così che, insomma, voglio presentare il suo ultimo libro che ancora non ho letto (ma le cui bozze che mi ha mostrato in anteprima ho potuto sfogliare alcune settimane fa) e che troverete in libreria dal settembre prossimo.
"Kennedy shock" della Kaos Edizoni.
E che cavolo: finalmente qualcuno che smonti per bene il mito di questo "democratico" - si fa per dire - a Stelle e Strisce, responsabile della guerra in Vietnam e dalle idee destrorse (già simpatizzante del fascismo) e tutt'altro che progressite.
E così ecco che Lanfranco - memore forse anche della lezione di Ernesto Rossi, grande antifascista con i controfiocchi e manager pubblico italiano che fu il primo a dubitare di Kennedy - ci offre un quadro approfondito e critico dell'immeritatamente mitizzato Presidente americano.
Un libro shock, dalle verità scomode e controcorrente. Come piace a noi.

Luca Bagatin



24 luglio 2010

Amare un libro significa leggerlo



I libri esistono per essere, essenzialmente, letti.
E' oltremodo ridicolo pensare che una casa piena di libri possa fare "l'intellettuale", oppure che un intellettuale sia tale solo perché ha letto molto.
Un libro va letto e, forse, solo dopo, eventualmente conservato.
Un libro può essere feticisticamente annusato, certo, ma se non è letto è praticamente strumento inutile e persino ingombrante.
Oggi esistono quei "cosi" elettronici che non ricordo nemmeno come si chiamano e che fungono da "libri tascabili" attraverso cui puoi "scaricare dal web" una serie di opere..... Ecco, anche quegli strumenti non sono la stessa cosa di un libro da leggere, palpare, annusare, sudare per acquistarlo, sudarci sopra se è estate e ci si accanisce nella lettura per pura passione di lasciarsi avvincere dal conoscere, dal sapere, dal vivere interiormente un'emozione.
Un libro può essere sfogliato, certo, ma se non è letto godi solo per un terzo.
Molto meglio portarlo con sé: in borsa, in valigia, in automobile, sui mezzi pubblici: aprirlo, leggervi anche poche righe, assaporarlo.....
Lasciarlo in giro, se è il caso, così qualcun altro potrà trovarlo e leggerlo a sua volta.
E poi la bellezza di consultare i libri della propria libreria: consultare e/o rinconsultare. Rileggere per rivivere le emozioni che si erano provate quando lo si era letto la prima volta. Rileggere come se fosse la prima volta, come se il nostro cervello fosse ancora vergine alla lettura.
Ecco dunque l'importanza della conservazione dei libri: ma solo dopo averli letti !
Che sciocchezza l'acquistarli solo per poi riporli meramente in anonimi scaffali. Un libro va vissuto !
Anche se regalato, va regalato con la percezione che sarà letto e non solo sfogliato e/o riposto o, peggio, gettato nella cartastraccia.
E poi che meravigliosa invenzione le biblioteche comunali: stanze ricolme di libri da leggere, scroprire, consultare e riconsultare. Luogo ove la parola scritta risuona per mezzo dei cervelli di coloro i quali lo frequentano.
E' estate e, lontano dal caos della città, sorseggiando una bibita, un buon libro è sempre pronto ad accoglierci.
E in città, o nei piccoli paesi ben amministrati, come sarebbe bello che le biblioteche fossero aperte anche in agosto.
Perché una mente attende sempre di leggere ciò che è stato scritto e che rimarrà eterno nella nostra memoria. Individuale e dunque collettiva.

Luca Bagatin



21 luglio 2010

P2, P3, P38, Pd, PdL


Il prof. Aldo A. Mola ed il suo ultimo saggio sulla P2

Sono una volta di più concorde con l'analisi del prof. Aldo Alessandro Mola, saggista e storico, relativamente a questa storia della P3, che nei fatti non ha nulla a che vedere nè con la Massoneria - che è un'organizzazione esoterica di uomini perbene - nè tantomeno con la P2 che fu una Loggia regolare del Grande Oriente d'Italia sulla quale sono state dette e scritte un mucchio di fandonie.
Il prof. Mola, che di recente ha scritto un approfondito, documentato e mai smentito saggio sulla P2 ("Gelli e la P2 fra cronaca e Storia" Bastogi editrice), chiarisce che questa "P3" è solo una formula.
Giornalistica perlopiù. Una formula che coinvolge - eventualmente - solo faccendieri o giù di lì.
La P2, come ricorda lo stesso Mola, era una Loggia coperta ma regolare del GOI, il cui scopo era noto persino al Generale dei Carabinieri, ex partigiano ed eroe dell'antimafia Carlo Alberto Dalla Chiesa che di essa fece parte: ovvero scongiurare gli opposti estremismi e consolidare la vita democratica.
Non a caso, fra il 1994 ed il 1996, la Corte di Assise di Roma e la Corte di Cassazione assolsero i "piduisti" dall'imputazione di complitto militare e politico.
Il nostro Paese è decisamente molto strano. E' il Paese dei falsi golpe e dei falsi miti.
Il liberale Edgardo Sogno, il repubblicano Randolfo Pacciardi e - successivamente - il socialista Bettino Craxi furono messi alla gogna, mentre i parolai, i populisti ed i cattocomunisti andarono al governo: Berlusconi, Prodi, Bossi, Di Pietro.....
Sogno e Pacciardi - eroi della Resistenza antifascista - accusati di golpe militare, mentre dall'altra parte il Partito Comunista - sostenuto dall'Urss - si accaparrava via via consensi sino all'inevitabile declino con il crollo del Muro e dunque comunismo internazionale.
Ed ecco avanzare allora lo sapuracchio di Tangentopoli: in galera e vilipesi gli esponenti dei partiti demcratici, liberali, repubblicani, socialisti e sugli altari i rappresentanti dell'autoritarismo: comunisti, fascisti, leghisti, neoberlusconiani.
Sino ad arrivare ai giorni nostri ove nel Pd si vogliono "scomunicare" i massoni ed i laici, mentre dall'altra parte - nell'altro "comitato d'affari" - si baciano le pile del Vaticano.
Comitati d'affari, appunto.
Non la P2, ma il Pd, il PdL ed i loro satelliti estremisti e giustizialisti: IdV e Lega Nord.
Conventicole d'affari che hanno imposto una legge elettorale truffaldina ed antidemocratica, che manda al macero milioni di voti, che impedisce agli elettori di votare i loro rappresentanti.
Centri di potere bipartisan che truccano le regole del gioco, che mangiano alle spalle del cittadino, oggi molto più di ieri: perché senza regole, senza ideali, senza un minimo di ritegno.
Questa l'Italia di oggi che, infondo, è il prodotto di quella di trent'anni fa. Di quella che credeva alle P38 ed agli scontri di piazza piuttosto che al dialogo ed alle regole democratiche.
Di quella che "sognava la rivoluzione" che sarebbe finita inevitabilmente nell'"involuzione": dei costumi, del linguaggio, della politica.
Di quella dei "misteri" montati ad arte da certa stampa per vendere più copie e da quella che "tirava a campare", scaricando sui cittadini-elettori le sue esclusive responsabilità.
Un panorama decisamente triste. Da ripensare. Da ricostruire.

Luca Bagatin



20 luglio 2010

Tornato !

Scusatemi per l'assenza.
O, meglio, al fine di far ricadere su di essa le mie esclusive responsabilità, scusate l'assenza stessa.
L'assenza dell'assenzio direbbe l'amico Pinketts anche se qui, l'assenzio, è assente per davvero.
Sono mancato dal web e da casa per un mese e qualche cosa.
Mi sono auto-isolato in una città affollata: Roma.
La mia città natale, anche se siamo in piena estate ed il fresco e pulito inverno è ancora lontano.
Sono malinconico, nostalgico, accaldato. E ho mal di schiena.
Straparlo, forse.
Però sono vivo e questo è già qualche cosa.
E pensare che questa assenza poteva essere ancor più prolungata: mi era infatti balenata l'idea di non scrivere mai più e di ritirarmi completamente a vita privata.
I motivi ?
Molti, troppi e non è il caso qui di starne a parlare.
Uno stupido però ve lo posso anche dire: sono poco commentato e quindi - temo - poco letto.
Timore sciocco visto che in questo mese e rotti di assenza le visite a questo blog sono pressoché raddoppiate.
Magra consolazione: sono visitato e/o eventialmente letto solo quando sono assente. Un po' come Lucio Battisti che raggiunse l'apice del successo quando si ritirò dalle scene.
Okay, non voglio sembrare il solito presuntuoso. Cito Battisti solo perché in questo periodo l'ho cantato spesso.
Sì, niente scrittura e molte canzoni: al karaoke.
In questo mese e rotti ho fatto cose che forse non avevo mai fatto in vita mia: mi sono sperimentato, ho vissuto, ho riso, ho pianto, ho amato.
Sto amando.
Amo.
Sto tentando di ricostruirmi una vita, di ricostruire la mia di vita. In un'altra città, in un'altra realtà.
No, non scomparirò, state tranquilli. Anzi.
Mi è venuta voglia di fare un sacco di cose (tranne disfare le valigie perché farlo mi mette ancora troppa tristezza).
Ho fatto diversi incontri e debbo qui da subito ringraziare un sacco di persone che mi sono state vicine in questa mia trasferta romana e che conto di rivedere molto presto: Vittorio Lussana e la sua nenonata Associazione Culturale Phoenix (mai nome fu più azzeccato !) con la quale mi auguro di lavorare fattivamente  (www.phoenixassociazioneculturale.it ); Peter Boom per avermi fatto conoscere l'ottimo editore Carlo Mancosu; Dario De Judicibus che mi citerà nel suo ultimo thriller esoterico per la consulenza in ambito massonico che gli ho fornito; l'immancabile repubblicano incazzato come me Lanfranco Palazzolo di Radio Radicale; Maria Grazia d'Errico che incontrai per caso fra il pubblico di "Chi l'ha visto ?" (non chiedetemi perché mi trovavo lì perché - francamente - avrei preferito non esserci); Andreina ed il suo compagno Aldo per avermi messo in contatto con le Edizioni Mediterranee e soprattutto ringrazio la mia dolce metà e la sua stupenda famiglia che occupa già un ampissimo spazio nel mio cuore.
Molte, troppe, sarebbero le cose da raccontare. E molto, molto intime e personali. Tutte stupendissime come le già citate serate di karaoke, i tuffi in piscina, il cinema, i pranzi, le cene..........
E poi la mia prima visita presso la sede della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, in Via de' Cesarini, e le molte riviste che non vedo l'ora di leggere e che ho potuto prendere lì gratuitamente (sto seriamente valutando l'idea di farmi iniziare presso questa Obbedienza, per nulla politica e molto più dedita all'esoterismo, oltre che aperta anche alle donne, come avrebbero voluto i Gran Maestri Garibaldi e Nathan).
E poi la seconda visita presso la Direzione nazionale del Partito Repubblicano Italiano, l'unico partito per il quale ho ancora voglia di impegnarmi pur non andando a votare da anni (e finalmente sono riuscito anche a procurarmi una bandiera !).
Ora basta però, altrimenti il mio stato emotivo non reggerà ancora ed un volto già coperto di sudore non può sopportare a lungo le lacrime.
Ora è il momento di pensare che è a Roma che potrò mettere radici e combinare qualche cosa di buono.
Ed è anche il momento che ricominci a scrivere qualche articolo.........

Luca Bagatin (nella foto con Lanfranco Palazzolo all'ingresso della sede di Radio Radicale)


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini