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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 novembre 2011

Diritto alla vita è anche diritto alla morte


Il suicidio medicalmente assistito di Lucio Magri, fondatore del quotidiano comunista eretico "Il Manifesto", presso la clinica svizzera Dignitas, aiuta e ci aiuta a riflettere.
Ci aiuta a pensare, ad esempio, a quanto privata ed intima sia la scelta di morire, così come lo sia - parimenti - quella di due genitori quando decidono di concepire un figlio.
C'è un parallellismo sottile fra la vita e la morte, un parallellismo che tende dunque a divenire continuità.
Si nasce, si vive e si muore. Si sceglie di dare alla luce un figlio e questi vivrà poi la sua vita e prenderà le sue autonome decisioni, una volta diventato adulto. E potrà anche consapevolmente scegliere di morire.
Che bestialità, potrà dire qualcuno che non riesce a comprendere davvero il senso del vivere e quindi del morire.
Del diritto a concepire, del diritto alla vita quanto al diritto alla gestione della propria vita, del proprio corpo, della propria fine.
La società Occidentale vede da sempre la morte come un tabù. Non ne è mai stata pronta, così come invece lo è quella Orientale, più meditativa, più consapevole della pienezza del proprio vivere e della prosecuzione della vita in un'altra dimensione.
In Occidente consumiamo risorse e corpi che, nell'immaginario collettivo, devono essere perfettissimi e sempre giovani ed efficienti.
In Oriente la competizione fisica è vista come inconcepibile. Qui da noi è quasi la regola: la regola di una società inconsapevole di sè e del proprio intimo Sé.
Una società che non concepisce la propria morte, con tutte le sue conseguenze, anche di decadimento fisico oltre che psichico, non può nemmeno concepire la propria vita.
Ed allora c'è chi sceglie. Chi è eretico. Chi, arrivato ad una certa età dedice di propria spontanea volontà di morire. Con dignità, senza sofferenza, senza disturbare nessuno.
Non c'è tristezza in tutto ciò, bensì profonda consapevolezza di sè e del significato della vita. Di una vita il cui significato è Divino proprio in quanto è profondamente Umano, percepibile con i propri sensi, con la propria coscienza. Con il proprio Spirito.
La Svizzera è un Paese civile. Come lo è il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo e l'Oregon. Lì è garantito il diritto alla vita ed il diritto alla morte ed esistono apposite strutture sanitarie che praticano l'eutanasia ed il suicidio medicalmente assistito. Senza sofferenze, senza dolore, senza pena. Con un semplice narcotico assunto per libera scelta del paziente.
Nel nome dell'autodeterminazione dell'individuo, che possiede un proprio cervello ed una propria coscienza anche e proprio per questo, forse, religiosa, ovvero consapevole della propria scelta.
Il diritto alla vita, così come quello alla morte, andrebbe inserito nella Costituzione di ogni Stato civile e democratico che rispetta la dignità e le scelte dei suoi cittadini, che non sono sudditi da indottrinare.
Qui da noi, in Italia, si fanno ancora discussioni sul testamento biologico, si presentano bozze di legge vaghissime, contraddittorie, ipocrite. Si insulta ancora la memoria di Eluana Englaro. Si parla di suo padre come di un "assassino".
Vergogna. Vergogna a chi afferma certe bestialità.
Ci si ricordi, nel frattempo, che proprio laddove il diritto alla morte è garantito, vi sono standard qualitativi di vita immensamente superiori rispetto al nostro.
Ove forse nemmeno la vita è poi così tanto rispettata.


Luca Bagatin



30 novembre 2011

"Ritornerai": cortometraggio by Luca Bagatin



Lui aspetta lei.
Lei è laggiù, sulla spiaggia, che guarda l'orizzonte.
Lui la guarda da una finestra dell'hotel.
Da un vecchio jukebox sta ascoltando "Ritornerai" cantata da Bruno Lauzi, non da Battiato, ma da Lauzi.
La guarda e sta valutando se raggiungerla o meno.
Pensa che sia meglio di no, perché...perché pensa che è troppo bello guardarla mentre il vento le carezza i capelli, le onde si frangono sui suoi piedi nudi ed il sole le illumina il volto.
Pensa che sì, sarebbe bello scendere in spiaggia per stringerla a sè in un avvolgente abbraccio.
Pensa che abbia un buon odore. Pensa che sarebbe bello affondare il suo volto fra i lunghi capelli di lei.
Lui pensa troppo. E non dovrebbe.
La guarda e lei si volta, verso quella finestra d'hotel. Lo vede.
Lui è serio, non riesce a sorriderle. Forse è imbarazzato. Forse è solo assorto nei suoi pensieri.
Lei gli sorride. Lui sposta la tenda e si allontana dalla finestra. Va verso il jukebox che continua a suonare.
Accenna un ridicolo passo di danza. Si mette a cantare, seguendo le note della canzone.
La gente che sosta alla reception lo guarda. Stupita: un uomo che stava leggendo il giornale è distolto dalla lettura; un bambino, che stava picchiando un suo coetaneo per gioco, smette ed osserva Michele ed anche le madri dei ragazzini smettono di rimproverarli per osservarlo, e così due amanti che si stavano baciando.
Il signore della reception va verso di lui.
"Posso fare qualcosa per lei, signor Palombella ?"
"No, non credo. Bella canzone, vero ?"
"Sì".
"Esco a fare due passi"
Il signore della reception annuisce, sorridendogli.
Michele esce dall'hotel e vede che la ragazza è ancora sulla spiaggia, assorta nei suoi pensieri. All'orizzonte il tramonto.
Le corre incontro. Si avvicina a lei, lentamente, ma non le dice nulla.
Lei si gira e lo guarda negli occhi.
Lui la prende in braccio e la bacia, con passione.
Si baciano, mentre a lei scendono le lacrime che lui asciuga con i suoi baci.
Le persone prima presenti nell'hotel escono e, in lontananza, li osservano. Scoppiano in un fragoroso applauso.
Michele con in braccio la ragazza si gira verso di loro e, per la prima volta, sorride.
Il vento, ora, carezza i capelli della ragazza ed i suoi.
Le onde si frangono sulla rena.
La canzone del jukebox, in loop, sovrasta ormai qualsiasi rumore.
Scorrono i titoli di coda.



28 novembre 2011

Che fine ha fatto Roberta Carrano ? Si occupa di arredamento


Vi ricordate della nostra rubrica semi-seria "Che fine ha fatto Roberta Carrano ?". Sì, no, forse ?
Bene.
L'avevamo momentaneamente interrotta alla metà di ottobre del 2009.
Da allora abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di suoi amici, ex fidanzati e conoscenti.
Roberta, ex ragazza del programma tv anni '90 - tutto musica e divertimento - di Gianni Boncompagni, "Non è la Rai", ha aperto da tempo un negozio di mobili in Via Flaminia a Ponte Milvio in Roma ed il suo sogno è quello di fare l'arredatrice d'interni.
Ecco a voi curiosoni, pertanto, un articolo di Gianluca Vicinanza per "Vox Roma" nel quale intervista la nostra beniamina che, prima o poi, ci auguriamo faccia capolino su queste nostre pagine elettroniche.




23 novembre 2011

Lino Salvini: Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia


Lino Salvini fu sicuramente, dopo Giordano Gamberini, il più eminente Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia del secolo scorso.
A lui è oggi dedicato l'Istituto di Studi "Lino Salvini" di Firenze (www.istitutodistudilinosalvini.com), fondato da Gaetano Tucci e presieduto da Giancarlo Domenichini ed al quale, peraltro, chi scrive è associato.
Di Lino Salvini ci parla un piccolo ma prezioso libro scritto e curato da Aldo Chiarle, già partigiano socialista ed amico di Salvini.
Nel suo "Lino Salvini Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia", edito dalla casa editrice Bastogi - specializzata in opere massoniche - e con prefazione dello stesso Gaetano Tucci, Chiarle ricorda quest'eminente figura di massone fiorentino, nato nel 1925, laureato in Medicina e Chirurgia e libero docente all'Università degli Studi di Firenze.
Salvini divenne Maestro Venerabile nel 1962, presso la Rispettabile Loggia "La Concordia" all'Oriente di Firenze e, dal 1970 al 1979, resse il Supremo Maglietto di Gran Maestro del GOI.
Di ideali socialisti ed iscritto al PSI, il Salvini fu profondamente laico, oltre che rispettoso delle fedi altrui. Di lui, oltre alla battaglia per la rintroduzione del XX Settembre quale festività nazionale, si ricorda l'adesione al Manifesto per il Divorzio nel 1970 ed il suo appello, nel 1974, a difesa della Legge liberale e socialista che istituì il divorzio in Italia e contro i clericali, promotori del referendum per la sua abrogazione.
Lino Salvini fu diretto continuatore della politica diplomatica del suo predecessore Gamberini e riuscì ad ottenere il riconoscimento della regolarità massonica del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra il 13 settembre 1972.
Nel libro di Aldo Chiarle, scritto con evidente passione, c'è purtuttavia un'imprecisione storica. Vero è che, il 18 settembre 1973, Salvini riuscì a far confluire nel Grande Oriente d'Italia la Serenissima Gran Loggia d'Italia guidata dal Gran Maestro Francesco Bellantonio, aumentando così i suoi iscritti, ma non è vero - come scrive Chiarle - che ciò pose fine allo scisma del 1908, allorquando vi fu una frattura fra Grande Oriente ed una parte consistente di Fratelli che, in nome della libertà religiosa, costituì una nuova comunione massonica di Rito Scozzese: l'attuale Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
Come possiamo infatti notare a pagina 188 degli "Annali" della Gran Loggia d'Italia a cura di Luigi Pruneti ed edita lo scorso anno, è riportato chiaramente che, in data 29 settembre 1973, la Giunta Esecutiva di Piazza del Gesù sancì, con un Ordine del Giorno, che la Gran Loggia d'Italia è incontestabilmente la legittima e diretta continuatrice di Piazza del Gesù conseguente allo scisma del 1908.
Aldo Chiarle, nel suo libro, non può non ricordare inoltre il falso scandalo P2, nel quale fu ingiustamente trascinato anche il Gran Maestro Salvini.
Come già documentato da Pier Carpi e dallo storico Aldo A. Mola, anche Chiarle spiega come la Loggia Propaganda Massonica fosse una loggia regolare del GOI, fondata del 1877 dal garibaldino Giuseppe Mazzoni ed alla quale furono iscritte eminentissime personalità del Risorgimento quali Aurelio Saffi, Giusue Carducci, Ernesto Nathan e Giovanni Bovio ed il suo scopo fosse duplice: unificare massoni che, per motivi professionali, non avevano un domicilio fisso ed anche mantenere riservati i nomi di quei Fratelli che, per motivi sempre legati alla loro professione, potevano essere preseguitati per il solo fatto di essere massoni.
Dopo l'oscurantismo fascista e la messa fuori legge delle Logge massoniche, la Loggia Propaganda fu ricostituita e prese il nome Loggia Propaganda Massonica 2 ed aveva sempre lo scopo di tutelare la riservatezza dei massoni che ne facevano parte, pur non essendo una loggia nè segreta nè golpista come certa stampa e forze politiche andarono dicendo.
Saranno proprio queste forze oscure cattocomuniste, fasciste e clericali a lanciare codesta nuova caccia alle streghe contro presunti piduisti, ovvero massoni regolari.
Ma, allorquando scoppiò il falso scandalo P2, ovvero nel 1981, Lino Salvini non era già più Gran Maestro del GOI e morì prematuramente l'anno successivo e valga per tutti il ricordo del suo successore, il Gran Maestro Ennio Battelli: "La morte di Salvini è una grossa perdita per tutta la Famiglia massonica. Era un uomo che ha sofferto, che ha dato tutto ed ha sempre pagato per tutti. La storia farà giustizia di tutte le calunnie..."
Il volume curato da Aldo Chiarle su Salvini è inoltre impreziosito da importanti immagini, fotografie e documenti. Gli attestati di stima dell'allora Vicepresidente degli USA Gerald Ford, eminente massone, relativamente all'operato di Salvini; fotografie dell'epoca relative alle celebrazioni laiche del XX Settembre o al monumento in ricordo di Garibaldi a New York ed inoltre, di particolare rinomanza, sono le cosiddette "balaustre", ovvero i discorsi ufficiali del Gran Maestro Salvini ai Fratelli del Grande Oriente d'Italia e finanche un'orazione del Fratello Edoardo Di Giovanni a Porta Pia, a ricordo delle lotte anticlericali dei massoni contro il potere temporale.
Ricordi fondamentali, commossi, di una parte d'Italia combattente e di vera passione e fede nell'Umanità, incarnati anche nella figura di Lino Salvini: medico, politico e massone.

Luca Bagatin



21 novembre 2011

"La mia vita è un Caos Calmo: ho fatto scalo a Grado" by Baglu



Ci sono almeno due cose che mi disgustano in questo periodo: Green Hill ed il sempiterno concetto dell'essere ottimi confidenti, ma pessimi amanti.
Nel primo caso denuncerei al Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l'umanità i responsabili ed i proprietari del centro che causa così tante ingiustificate sofferenze e barbarie a poveri cagnolini.
Ed indirettamente queste sofferenze le stanno causando anche a me, che già avevo smesso di guardare documentari storici con campi di concentramento nazisti o gulag e che da anni non ascolto i fatti di cronaca nera. Sono immagini che mi fanno star male, vomitare e mi causano instabilità emotiva per lungo tempo.
Vabè, andiamo oltre, altrimenti potrei diventare scurrile e convincermi ad uscire dal mio autoisolamento e recarmi a Montichiari con intenzioni totalmente bellicose e distruttive.
Poi, c'è un concetto che non riguarda Lei e me, anche se io gliel'ho chiesto: "Ma per te, ora, sono un ottimo confidente ma un pessimo amante ?". Lei mi ha risposto di no e detto altre cose. Non mi ha convinto, ma sarebbe stato molto peggio se avesse risposto di sì.
"Ma hai rimosso tutto quanto c'è stato fra noi ? Non è che ora pensi di parlare con un altro che non sono io ed intanto parli con me ?".
Adoro metterla in difficoltà. Ma ha ragione Lei.
Lei dice che io "sono un uomo pieno di pathos" e che, se dovesse mettersi con qualcun altro, vorrebbe trovare un tipo simile a me.
Lei sa bene che il mio ego - già smisurato - si gonfia ulteriormente quando mi dice certe cose.
No, non è così, ma mi piace lasciare che gli altri lo pensino.
Io invece penso che sia sincera, anzi, penso che abbia ragione, per quanto mi lasci una sola perplessità che preferisco non scrivere perché sarebbe troppo doloroso farlo e, soprattutto, doverla rileggere.
E' bello salutarsi al telefono lasciandosi. Ci avete mai pensato ?
"Ciao, ora devo lasciarti, si è fatto tardi"
"Ma ci risentiamo ?"
"Uhm...sì, no, non lo so, magari domani, dopodomani, la settimana prossima..."
E' bello essere lasciati al telefono, nel senso che sai che non è una cosa definitiva che..boom, ti piomba fra capo e collo e che sai che non avrà un seguito.
Un po' come quando finisce una serie televisiva. Finisce e questo ti lascia l'amaro in bocca. A me succede così, insomma.
"Mi fai sesso, ragazzina": questa frase lei sostiene che in tanti anni io non gliel'abbia mai detta e che gliela dico solo ora, quando è troppo tardi, ma soprattutto lasciandola comunque senza fiato.
No, non è così, ora sto esagerando. Diciamo, più semplicemente, che le ha fatto molto piacere.
Per quanto io, una frase così, gliel'abbia detta altre volte, ma lei abbia forse preferito rimuoverla.
Non so, forse sono io che mi confondo o forse no, o forse non ne voglio parlare.
Dicevamo ?
Ah sì, che ho fatto scalo a Grado...


17 novembre 2011

Governo Monti: una possibile garanzia di crescita e sviluppo


Solo qualche giorno fa avevamo scritto di come un tecnico al governo, oggi, fosse preferibile ad un politico in quanto avrebbe certamente fatto danni minori al Paese. Confermiamo ciò e rilanciamo. Ma questa volta in senso decisamente più positivo.
Mario Monti, nuovo Presidente del Consiglio, ha presentato un governo di tecnici altamente qualificati sotto ogni profilo: sia esso istituzionale che culturale. Un governo equilibrato, senza fronzoli, senza nomine politiche inadeguate alla situazione d'oggi, visto anche il bassissimo profilo della classe politica degli ultimi diciassette anni.
Il Governo Monti, dunque, a noi piace ed anche per altre ragioni: è inviso agli estremisti di sinistra e di destra dall'IdV a SeL, ai Comunisti vari, sino alla Lega Nord ed è governo che, sin dalle prime dichiarazioni, appare riformatore e capace di dare un po' di sollievo al dilettantismo dei governo precedenti: da destra a sinistra.
Mario Monti ha già parlato di riforma fiscale, di privatizzazione delle muncipalizzate, di tagli ai costi della politica, di tagli agli stipendi pubblici, di liberalizzazione degli Ordini professionali. Bene, benissimo: è proprio da ciò che riteniamo da sempre si dovrebbe partire per aggredire la crisi (e non dalla tasche degli italiani). L'unica cosa che a noi non piace è la probabile reintroduzione dell'Ici sulla prima casa: un'imposta iniqua che colpisce la proprietà individuale a vantaggio di Comuni talvolta microscopici e che noi vorremmo fossero aboliti ed aggregati a Comuni con un maggior numero di abitanti.
Ad ogni modo e comunque, in sostanza, giudichiamo positivamente il nuovo Governo Monti, con una sola incognita: sarà sostenuto da quelle forze politiche anti-riformatrici che, dal '94 sino ad oggi, non hanno fatto certo gli interessi del Paese: dal Pd e dal PdL in primis. Auguriamoci che queste non gli tolgano mai la fiducia, altrimenti l'Italia sprofonderà davvero nel baratro.
A noi piacerebbe che il Governo Monti avesse carta bianca e fosse sostenuto, in questo senso, dall'Europa e dagli Stati Uniti d'America, sino a che l'Italia non ricominciasse davvero a decollare.
Piacerebbe, dunque, che il Governo Monti sopravvivesse ben oltre il 2013, magari che durasse almeno cinque o sei annetti, poi, chissà, magari le forze politiche italiche, nel 2020, potrebbero anche essere mature per tornare a governare.
Ma prima sicuramente no.

Luca Bagatin



16 novembre 2011

Italia. Un Paese speciale. Storia del Risorgimento e dell'Unità


Quattro volumi colorati e dal curioso formato che ricorda tanto i nostri cari sussidiari di scuola. Ed a rammentare i sussidiari, vi sono anche le bellissime immagini contenute ed i "box esplicativi", le "schede", le cartine geopolitiche riprodotte, che contribuiscono a renderne più piacevole la lettura.
Stiamo parlando dell'ultima fatica del prof. Aldo A. Mola, uno fra i massimi studiosi italiani del Risorgimento e della Massoneria, che, con "Italia. Un Paese speciale: Storia del Risorgimento e dell'Unità" (Edizioni del Capricorno), ci regala un'opera agile, semplice, scorrevole, di facile consultazione, oltre che ricca di curiosità dell'epopea risorgimentale.
Divisa appunto in quattro volumi, l'opera consta della Storia d'Italia dal 1800 sino al 1861.
Il primo volume (1800 - 1858), dal titolo "Le radici", inizia con l'epoca napoleonica vista in suolo italiano, sino all'istituzione della Repubblica Romana ed alle prime lotte sociali e borghesi per l'Indipendenza dell'Italia dal giogo straniero. In esso si delineano le figure chiave dell'epoca: Giuseppe Mazzini, Apostolo simbolo dell'indipendenza italiana; Carlo Pisacane; Re Carlo Alberto; Gioberti; Rosmini; le prime società segrete...in un clima che il lettore sembra quasi avere la possibilità rivivere.
Il secondo volume, "L'Indipendenza", fotografa la situazione dell'Italia del 1859: la situazione politica e sociale vissuta al tempo dei "Grandi" di allora quali Vittorio Emanuele di Savoia; il conte di Cavour; Napoleone III; il generale Giuseppe Garibaldi; Francesco Giuseppe d'Asburgo.
Un importante capitolo è dedicato proprio a Napoleone III, prima Presidente della Repubblica francese e successivamente Imperatore dei francesi, l'espansionismo del suo impero, la difesa della causa pontificia ed un'altro importante capitolo alla dinastia degli Asburgo d'Austria.
E, dunque, le guerre d'Indipendenza con tutto il loro clamore; i tatticismi del conte di Cavour e di Re Vittorio. L'Italia è dunque pronta per l'Unità.
"L'Unità" è proprio il titolo del terzo volume dell'opera del Mola.
Siamo nel 1860. La Toscana e l'Emilia Romagna vengono annesse all'Italia; Giuseppe Garibaldi, Gran Maestro della Massoneria italiana ed Eroe dei due Mondi, è visto come il grande liberatore degli italiani e degli oppressi e, con la sua spedizione dei Mille contribuisce enormemente alla causa italiana; Pio IX governa gli Stati della Chiesa; Vittorio Emanuele II annette Marche ed Umbria e, con il celebre "incontro di Teano" con Garibaldi, annette anche le Due Sicilie.
E' dunque l'alba di un nuovo giorno per la nascente Italia. Il 14 marzo1861, Vittorio Emanuele II, sarà proclamato Re d'Italia. Questo l'oggetto del quarto ed ultimo volume: “La libertà”.
Un'Italia finalmente unita e libera, benchè sicuramente arretrata e che necessiterà di una vera e propria costruzione politica e sociale. La cosiddetta "Nuova Italia" inaugurerà, dunque, via via ferrovie, poste, telegrafi, banche, scuole, forze armate unitarie ed una sola moneta.
Questo dunque fu il Risorgimento.
Un'epoca di costruzione e ricostruzione, alla quale contribuirono laici, cattolici, monarchici, repubblicani mazziniani, garibaldini, ebrei, massoni e carbonari. Operai e borghesi, donne e uomini.
L'epoca che cantò il Vate Giosue Carducci nelle sue opere e nella quale, ogni buon italiano, non può non riconoscersi.
"Italia. Un Paese speciale" del prof. Mola è arricchito dalle prefazioni del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, della principessa Maria Gabriella di Savoia e del Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che la scrisse il 15 febbraio 2010, sei mesi prima della sua scomparsa.
Un'opera fondamentale per celebrare, nelle scuole e nelle case di ogni cittadino d'Europa, i 150 anni della nostra bella Penisola: un Paese speciale, appunto.

Luca Bagatin



14 novembre 2011

La crisi del liberalismo è la crisi di un'Italia senza alcuna via d'uscita



Il governo Berlusconi è caduto.
Non sappiamo se questa sia la fine del berlusconismo, ma, ad ogni modo, il berlusconismo, inteso come nuovo liberalismo, era finito da tempo.
Finì allorquando il Cavaliere, anzichè attuare il programma liberale e liberista del 1994 (che prevedeva: riforma della giustizia con separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzazione del CSM; abolizione delle Province quali enti politici; riduzione ad un massimo di tre aliquote fiscali; piano casa; flessibilità del mercato del lavoro e congrui ammortizzatori sociali per le categorie più svantaggiate; riforma del pubblico impiego e relativa riduzione della presenza statale in ogni settore; privatizzazione del carrozzone Rai-Tv), finì per seguire le derive stataliste e cattocomuniste della Lega Nord e pose, al Ministero dell'Economia, uno statalista come Tremonti.
Sfumate, dunque, tutte le promesse del '94 e del 2008. Ed anche tutti i buoni propositi liberali del PdL, raccolti nell'ottimo volume "La mia politica" (Marsilio Editore) di Reneto Brunetta.
E pensare che, Silvio Berlusconi, nel '94, fu l'unico in grado di contrapporsi alla deriva golpista di Tengentopoli che - unico caso al mondo - aveva raso al suolo ben cinque partiti democratici di governo e stava per assicurare il Paese agli sconfitti dalla Storia.
Berlusconi termina la sua carriera politica avendo attuato la medesima politica economica e sociale attuata da Romano Prodi, da Vincenzo Visco e da Massimo D'Alema: come a dire "con Berlusconi al governo avevano già vinto i cattocomunisti e gli sconfitti dalla Storia".
Un Paese dalla scarsissima cultura liberale, il nostro e che, proprio per questo, paga in termini di arretratezza socio-economica e fa pagare ai cittadini onesti e lavoratori, ai giovani ed ai pensionati al minimo, tutto il fardello, lasciando pressochè intaccate tutte le categorie già iper-protette dallo Stato e dalle cosiddette "parti sociali".
Se non sei "coperto", in Italia, allora è meglio che emigri altrove.
Cade Berlusconi e che cosa accade ? Arriva un tecnico come Mario Monti. Bene. E' persona preparata e poi, un tecnico, oggigiorno, farà certamente meno danni di un politico.
I politici oggi, infatti, oltre ad averci aumentato l'IVA, stanno rivalutando di farci nuovamente pagare quella vecchia iniqua imposta chiamata ICI.
Ma privatizzassero le municipalizzate, privatizzassero la Rai, abolissero gli enti inutili come Province, consorzi e comunità montane, anzichè mettere le mani nelle tasche di tutti noi !
Vabè, ma dopo Mario Monti ?
Il rischio è che le elezioni le vincano i cattocomunisti: da Bersani a Vendola, passando per il solito Di Pietro.
Per l'Italia si attendono tempi molto bui. E nessuna prospettiva, all'orizzonte, di nuovi leader liberali, liberisti e libertari, capaci di farci uscire dalla crisi e di dare la possibilità - a ciascuno di noi - di poter governare, davvero, il nostro futuro.

Luca Bagatin



12 novembre 2011

SOFFERENZA


L'individuo che non sa godere delle piccole cose è quello che, nella vita, non ha sofferto abbastanza.
(Luca Bagatin)




10 novembre 2011

Tom Dobbs Presidente !!!


Lei: "Ma tu, quando ieri sera al pub quel tipo con la birra ci provava con me, eri geloso?"
Lui:"No c'avevo la birra pure io"
(cit. da parte di una persona speciale)


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Sapete, è un momento particolarmente incasinato per la politica italiana...oh, diamine mi direte, ma che novità!
Beh, a me questo Tom Dobbs piace parecchio: perché non dargli una chance ?
Perché non animare la carica comica (ho detto comica, non erotica, tenete a freno gli ormoni ;-P) che alberga in ciascuno di noi e dare uno scossone surRenale alla politica ?
Stop ipocrisie e politically correct.
Nel segno di Mark Twain.







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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini