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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 maggio 2011

Nei ballottaggi vince l'astensionismo. Occorre un nuovo Centro per una nuova Repubblica



L'unico dato certo, anche ai ballottaggi delle amministrative 2011, è il dato dell'affluenza in calo.
Vice, dunque, ancora una volta, l'astensione.
Il centrosinistra non può dunque cantare vittoria piena, mentre il centrodestra arretra a causa delle continue sciocchezze e gaffes del Presidente Berlusconi.
Berlusconi non può e non deve continuare ad impostare campagne elettorali gridate, fatte di slogan e di nessuna proposta concreta. Oltre che continuare a farsi appoggiare da una Lega Nord becera, razzista, populista e statalista.
Ma dov'è finito lo spirito liberale del 1994 ? E' davvero scomparso definitivamente assieme agli Antonio Martino, Alfredo Biondi, Giuliano Urbani e gli altri ?
E questa sinistra dove vuole andare ? Vuole continuare a raschiare in fondo del barile appoggiandosi ai nuovi comunisti ed ai giustizialisti di ieri, oggi e domani ?
L'italiano medio si astiene e fa bene.
Di fronte alla mancanza di spazi di discussione, sempre più repressi da sistemi elettorali con sbarramenti, maggioritari, doppiturni; di fronte alla mancanza di proposte credibili, tanto da una parte che dall'altra; di fronte ad un'eversione di destra e sinistra sempre più strisciante, sdoganata dalla politica dei "due forni": quello rosso e quello blu...che fare ?
Andare al mare, astenersi, lasciare la politica sola per un po'.
Occorrerebbe un terremoto che spazzasse via questa classe dirigente, di gran lunga peggiore di quella della Prima Repubblica.
Occorrerebbe ricominciare da zero, riscrivere la Costituzione in senso liberaldemocratico, abrogandone gli articoli cattocomunisti (come il 41 ed il 42 e modificando l'articolo 1); occorrerebbe una nuova repubblica, una Terza Repubblica, come da tempo va sostenendo l'editorialista Enrico Cisnetto.
Occorrerebbe un nuovo Centro: nè a destra, nè a sinistra, ma semplicemente un nuovo Centro come ai tempi di De Gasperi, Einaudi, Sforza, Saragat, La Malfa. Un polo capace di raccogliere le forze migliori del Paese, laiche, liberali, cattolico liberali, moderate, riformatrici.
Occorre mandare a casa i tatticismi dei D'Alema e dei Bersani; gli estremismi dei Vendola e dei De Magistris; i pasticci dei Berlusconi e dei Bossi.
Per ora, accontentiamoci dell'astensione, ma in un domani non troppo lontano occorrerà ricostruire un Paese fra le macerie, come dopo il fascismo.

Luca Bagatin



29 maggio 2011

Ballottaggi: di fronte all'eversione (di destra e sinistra) è meglio l'ASTENSIONE !!!

Di fronte all'eversione (di destra e di sinistra; del Pd-PdL; dell'IdV - SeL- Lega Nord)
NON PRENDER POSIZIONE !
Di fronte all'eversione (di destra e di sinistra; del Pd-PdL; dell'IdV - SeL -Lega Nord)
NON FARE LO STRONZONE !
Di fronte all'eversione (di destra e di sinistra; del Pd-PdL; dell'IdV - SeL - Lega Nord)
COMBATTI IL PLOTONE !
Di fronte all'eversione (di destra e di sinistra; del Pd-PdL; dell'IdV - SeL - Lega Nord)
ANDIAMO A FAR L'AMORE !
Di fronte all'eversione (di destra e di sinistra; del Pd-PdL; dell'IdV - SeL - Lega Nord)
E' MEGLIO L'ASTENSIONE !






27 maggio 2011

Ciao Peter, ti voglio bene !



Ho appreso ora di una triste, tristissima notizia.
Una di quelle notizie che, quando arrivano, non te le aspetti: ti fanno crollare il mondo addosso.
Un mondo di affetti, di sincere amicizie, di collaborazioni culturali indissolubili.
Peter Boom è deceduto ieri sera nella sua casa di Bagnaia.
Rileggendo quest'ultima frase mi sembra ancora impossibile. Mi aveva scritto solo ieri un commento sul mio blog e ci eravamo sentiti al telefono solo qualche giorno prima.
I suoi amici mi hanno detto che, sino a ieri, stava bene. Poi il suo cuore non ha retto.
E' difficile per me scrivere queste righe nelle quali vorrei dire quanto a Peter ho voluto bene. E' stato per me un padre, un amico, un fratello.
E' sempre stato il primo, fra le persone che conosco, ad avere avuto una parola buona per me, specie nei momenti del bisogno.
Anche nei momenti in cui non volevo sentire nessuno, lui, con pazienza, iniziava a chiamarmi a casa o al cellulare sino a che non rispondevo. E, con un sorriso e qualche battuta, riusciva a tirarmi sù il morale.
Mi mancherà, e moltissimo, il suo accento olandese. Mi mancheranno moltissimo i suoi articoli sulle libertà sessuali, sulla pansessualità ed i diritti civili che, settimanalmente, pubblicavo sul mio blog da oltre tre anni. Mi mancheranno i commenti - sempre molto arguti - che quotidianamente lasciava sul mio blog.
Il mio blog, senza la collaborazione di Peter Boom, non sarà più lo stesso.
Mi aveva confidato che in questo periodo, peraltro, stava scrivendo un libro nel quale parlare, senza pregiudizi, della sua Teoria della Pansessualità (che ancora l'empia Wikipedia rifiuta di riconoscergli, nonostante sia accreditata dalla comunità scientifica internazionale) e di cui ci rimane il suo ottimo sito web http://www.pansexuality.it.
La vita di Peter Boom è stata una vita vissuta in pienezza e totale libertà. E' stato investigatore privato, cantante, attore, doppiatore, militante omosessuale.
Solo ieri, ironia della sorte, ero presente alla proiezione, presso Cinemazero a Pordenone, di un documentario che ricordava l'epopea del FUORI !, il primissimo movimento di liberazione omosessuale in Italia. Peter ne fu parte attiva, negli anni '70, al punto da essere anche il primo a realizzare un disco gay con la canzone "Lui ama lui".
Peter ha, recentissimamente, avuto la possibilità di vedere il successo dell'ultimo film di Nanni Moretti - Habemus Papam - che anche lui ha magistralmente interpretato, recitando i panni del Cardinale O'Neil. Vedremo Peter ancora al cinema ad ogni modo e fra non molto, con "Appartamento ad Atene" di Ruggero Dipaola e di cui vi parlerò quanto prima.
E' stato per me un onore essere il primo a venire a conoscenza delle sue nuove collaborazioni cinematografiche, che hanno rinverdito la sua cinquantennale carriera nel cosiddetto Mondo dello Spettacolo.
Vorrei dire molte cose e, questo, non sarà l'ultimo articolo che dedicherò a Peter.
E' stata una fra le poche persone importanti che hanno riempito ed influenzato la mia vita.
Ciao Peter, ti voglio bene.

Luca Bagatin (nella foto con Peter Boom, a Roma, durante il periodo delle riprese di "Habemus Papam")

I funerali laici di Peter Boom si terranno lunedì 30 maggio, alle ore 14.30, nel Cimitero di San Lazzaro di Viterbo, presso il Tempio Crematorio.



26 maggio 2011

"Io mi devo difendere": monologo caotico, ma calmo by Balgu



La felicità, se esiste deve essere assoluta.
Perché sporcarla con tutto questo dolore.
A voi sembra giusto ?

Mi è stato chiesto di fare un elenco delle cose che amo.
Mi è stato fatto notare, dunque, indirettamente, che io un elenco di questo tipo non l'avevo ancora fatto.
I miei elenchi, ormai, stanno persino prendendo piede sul web.
Peccato che non siano miei, ma una metafora del "caos calmo" che ci circonda. In tanti.
Ecco, vabè, facciamolo quest'elenco.
Elenco delle cose che amo...no, ecco, io non amo.
Amare è una parola troppo grossa, troppo alta. Un po' come la felicità: è assoluta. Perché sporcarla con tutto questo dolore ?
Diciamo che farò l'elenco delle cose che mi piacciono.
Elenco delle cose che mi piacciono:

leggere
scrivere
andare in bicicletta
corteggiare le belle ragazze
mangiare
mangiare molto, soprattutto dolci
dedicarmi a giochi di strategia al computer
fare politica, ma solo un tempo
chiacchierare
chiaccherare al telefono
fumare
bere caffè
camminare, per le strade di qualsiasi città, rigorosamente da solo
i gatti

Perché questo elenco mi deprime ?
Perché non lo sento mio. Non che non siano vere le cose che ci sono scritte ma solamente....che senso ha fare un elenco del genere ?
Le cose che mi piacciono le conosco già, non occorre che le fissi su carta, su foglio elettronico o altrove.
Le faccio, le realizzo.
Sono lì. Ci saranno sin che morte non mi separi.

Le cose cambiano, le persone si trasformano...quanto ho odiato questa frase.
Me le raccontavano anche quando ero adolescente. Ho iniziato ad odiarla allora.
Da allora non sono più cambiato. Al massimo ho cercato di smussare qualche angolo, di essere più comprensivo, maggiormente onnicomprensivo. Onnivoro no: il formaggio non mi piaceva allora e non mi piace nemmeno adesso.
Magari sarò imperfetto, però voglio essere coerente.
Poi c'è un'altra frase che non ho mai accettato: "Sai, Baglu, ti devo parlare, è stato tutto molto bello, ma l'amore è finito".
Non ci posso pensare. E preferisco chiudere prima, perché aprire significa creare voragini che difficilmente possono essere, anche con il tempo, colmate.
E' vero, come diceva Michele Apicella: "Io mi devo difendere".


Ringrazio e saluto l'amica Valentina D'Agostino, di cui qui ho voluto riportare la foto tratta da "Un passo dal cielo"



24 maggio 2011

Il Viaggio Iniziatico - ovvero - I 33 Gradi della Saggezza

Il 33, nella Tradizione esoterica, è il numero sacro per antonomasia.
33 è, ad esempio, il numero delle vetrebre che sostengono il corpo umano ed è il numero che, convenzionalmente, è stato scelto per indicare l'età della morte di Gesù detto Il Cristo.
Ma è anche il numero del Salmo che ci rivela che Dio è Tutto in Tutti.
Inoltre assume un numero illimitato di significati spirituali che non sto qui ad elencare (e che comunque può essere ritrovato in numerose pubblicazioni a tema).
33 sono i gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Tradizione libero muratoria e, significativamente, lo scrittore francese Christian Jacq ha dedicato ad esso un agile volume edito recentemente in Italia per le Edizioni L'Età dell'Acquario: "Il Viaggio Iniziatico ovvero I 33 Gradi della Saggezza".
Ne "Il Viaggio Iniziativo", Jacq, racconta il suo incontro con un Maestro spirituale - Pierre Deloeuvre (Pietro Dell'Opera...guarda caso) - presso la Cattedrale di Metz.
Qui, il Maestro, introduce lo scrittore nel simbolismo della cattedrale e glielo esplica, passo per passo.
Dal primo al settimo grado troviamo infatti la Regina seduta su un trono che respinge un servitore, ovvero il servo fellone che la tradisce. Il servo è colui il quale respinge l'Iniziazione spirituale e, così facendo, si perde completamente.
Il primo ostacolo all'Iniziazione - come spiega Deloeuvre - è infatti l'infedeltà.
Il secondo ostacolo è il suicidio, ovvero il respingimento della vita, l'accettazione di una volontà negativa.
La vita dell'Iniziato, dunque, non và subita, ma affrontata con tutti i suoi irti ostacoli e senza avarizia alcuna.
Altro simbolo che i Nostri trovano nella Cattedrale è l'Albero secco, che rappresenta l'inizio del viaggio esoterico. Da un Albero secco, inteso sotto il profilo spirituale, possono germogliare infatti i frutti utili alla presa di coscienza dell'Iniziato.
Sarà poi il simbolo dell'Aquila a mostrare la luce interiore al postulante, che è anche simbolo dell'Apostolo Giovanni, il prediletto da Cristo.
Pierre Deloeuvre, mostra poi a Jacq il simbolo del Toro e gli ricorda che è durante l'Era del Toro che prosperarono le grandi civiltà apparse sulla terra: Egizia, Babilonese, Vedica, Cinese.
Sarà così che l'aspirante Iniziato potrà dialogare con i personaggi delle Maschere, ovvero la dualità presente nel mondo terreno al fine poi di poter lottare contro il Drago che protegge tesori nascosti, sgomina i codardi e può essere domato solo dai giusti.
Una volta superato l'ostacolo del Drago ecco presentarsi alla vista dei Nostri amici, il bassorilievo del Delfino, ovvero del re dei pesci, il quale conduce l'aspirante Iniziato alla purificazione per mezzo delle acque dell'Oceano primordiale.
Al quattordicesimo gradino troviamo ad attenderli la Colomba, portatrice della sostanza divina in quanto essa stessa aspetto femminile del Creatore, secondo gli gnostici. La Colomba propone dunque al postulante una dura prova: uscire dall'oceano dei pensieri pur senza perderli di vista.
Giunti a questo punto si è quasi alla metà del cammino. Ove Deloeuvre mostra a Jacq il simbolo dell'Elefante, la cui intelligenza ricettiva è una sorta di battesimo per l'aspirante Iniziato.
Il Serpente, invece, lungi dall'essere l'incarnazione del simbolo del male, rappresenta l'intelligenza attiva, ovvero la volontà del singolo di "riunire ciò che è sparso", conoscere senza pregiudizio alcuno.
Ma ecco attenderli la Spada, ovvero il gladio che rappresenza la giustizia, ovvero il "raggio di luce" indispensabile al Cavaliere per proseguire il suo cammino.
Al diciottesimo grado, i Nostri, incontreranno il tempio della Luna, la quale è simbolo legato al dio Thot degli Antichi Egizi. La Luna ha dunque il significato di giuramento per l'aspirante Iniziato.
Dalla Luna egli passerà successivamente al Sole, il punto più critico, ovvero il passaggio da una condizione ad un'altra.
E qui si chiude il ciclo del cosiddetti Piccoli Misteri.
Da qui in avanti, Pierre Deloeuvre mostrerà a Christian Jacq il cammino del Grandi Misteri, ovvero quelli che vanno dal ventesimo al trentatreesimo grado.
Qui, oltre al Sole, troviamo il simbolo della Temperanza, la quale permette al postulante di superare la dualità Luna-Sole, ovvero notte e giorno.
Ma eccoli giunti di fronte al simbolo dell'Uomo bendato, il quale contempla il suo mondo interiore, alla ricerca della Divinità, insita entro sè stesso ed in ogni essere. Bendato, peraltro, è anche l'aspirante massone prima di ricevere la completa Iniziazione, ovvero il battesimo della Luce, che lo porterà ad una nuova rinascita.
E successivamente incontrerà - al ventitreesimo grado - il Pellicano, simbolo esoterico per antonomasia, che racchiude le tre virtà di Fede, Speranza e Carità.
Successivamente incontreranno la Fenice, la quale è destinata sempre e comunque a rinascere dal fuoco, essendo essa simbolo di rigenerazione spirituale degli esseri.
Altro simbolo fondamentale nel cammino dell'Iniziato è l'Aquila, la quale possiede l'energia dell'origine del mondo. Essa, come fa con i suoi piccoli, mette alla prova i novizi e li espone ai raggi del Sole: se non sopportano il "fuoco celeste", li getta nel vuoto.
Una volta superata questa prova, l'aspirante Iniziato si troverà dinnanzi al Leone: la saggezza terrestre. Grazie ad esso il costruttore impara a comprendere la saggezza celeste, ovvero il simbolismo dell'Aquila.
Dal ventisettesimo al trentesimo grado, il Maestro d'Opera, mostra al Nostro i quattro uomini con l'anfora.
Il primo ha un atteggiamento rilassato, incurante. Egli è colui il quale desidera acquisire conoscenza spirituale per sè, senza condividerla con gli altri.
Anche il secondo uomo lascia cadere l'acqua dall'anfora e sembra incurante di ciò che fa. Egli non ha compreso il simbolismo dei rituali poichè difetta di attenzione. Si aggrappa alla forma esteriore, senza coglierne la sostanza.
Il terzo personaggio tiene l'anfora in maniera sin troppo salda e sicura ed ha un atteggiamento autoritario e dottrinale. Egli è privo di umiltà e crede ti trasmettere all'esterno grandi verità. Ma in realtà è semplicemente un erudito che conosce il significato dei simboli solo in apparenza.
Il quarto personaggio, invece, simboleggia la "trasmissione dello spirito" in quanto raggiunge il cuore di ciascuno. Tiene saldamente l'anfora, regola il flusso dell'acqua ed il suo volto esprime serenità. Egli è un vero Maestro d'Opera, un massone perfetto.
Eccoci giunti dunque al trentunesimo grado, quello del Leone alato, ovvero l'unione dei due Regni: quello della Terra e quello del Cielo.
Il trentaduesimo grado ci presenta dunque l'Angelo, ovvero l'uomo a immagine di Dio. L'Angelo, infatti, è inviato da Dio sulla terra per ricondurre l'uomo al Principio che l'ha generato.
Il Trentatreesimo grado - l'ultimo gradino che l'aspirante Iniziato dovrà salire - non è altro che la consapevolezza che l'Albero fiorito, ovvero l'obiettivo ultimo, è la Comunità dei costruttori. La Confraternita di Maestri d'Opera perfetti che hanno compiuto un lungo viaggio di perfezionamento interiore per giungere ad avvicinarsi alla Divinità.
Christian Jacq, con questo libro ricchissimo di simbolismo gnostico, massonico ed esoterico che in questa recensione ho solo brevemente cercato di spiegare, è giunto dunque all'essenza del simbolismo e del significato più puro della Massoneria.
La ricerca di Dio in tutti gli esseri.

Luca Bagatin



21 maggio 2011

Fratelli d'Italia: rapporto fra Massoneria e Risorgimento



"Fratelli d'Italia" dei veneziani Maurizio Del Maschio, Stefano Momentè e Claudio Nobbio, edito dalla Bastogi, è certamente il libro del 150enario dell'Unità d'Italia.
Non è solo o tanto un libro di "memorie sul rapporto fra Massoneria e Risorgimento" - come recita il sottotitolo - ma un vero e proprio compendio di Storia patria e risorgimentale.
Gli autori, significativamente, hanno voluto inserire - quale introduzione - un articolo del 1988, scritto dal già Presidente del Consiglio Giovanni Spadolini dal titolo "Dallo Statuto Albertino alla Costituzione repubblicana".
Fine storico, Spadolini, ripropone l'excursus che portò l'Italia dalla forma monarchica costituzionale a quella repubblicana: dall'oligarchia alla democrazia.
Gli autori di "Fratelli d'Italia", conducono dunque il lettore dall'Italia dei Lumi all'Italia napoleonica, divisa ancora in piccoli staterelli, parlando in particolar modo dell'influenza della Massoneria e delle idee massoniche di emancipazione nel processo di unificazione.
Sono dunque illustrate eminenti figure quali: Giuseppe Mazzini (carbonaro sì, massone probabilmente no); Giuseppe Garibaldi (repubblicano, mazziniano, massone, mai socialista, per quanto socio onorario di gran parte delle Società Operaie e di Mutuo Soccorso dell'epoca); Re Carlo Alberto di Savoia, Re Vittorio Emanuele, il Conte di Cavour....sino a Goffredo Mameli, il cui inno nazionale musicato dal massone Michele Novaro - Fratelli d'italia, appunto - è, emblematicamente, di origine libero muratoria. Così come è di origine libero muratoria persino il Tricolore italiano.
L'ottimo libro storico si conclude dunque, in appendice, con gli Articoli di Legge dello Statuto Albertino e della Costituzione della Repubblica italiana.
Come scritto e dimostrato dagli autori, l'Italia fu fatta nel segno di tre simboli inequivocabilmente massonici e - citando lo storico Aldo A. Mola - cagliostriani: il Tricolore, simbolo della libertà; l'Inno nazionale, simbolo della Fratellanza e la Carta Costituzionale, simbolo dell'Uguaglianza.

Luca Bagatin



19 maggio 2011

"La mia vita è un caos calmo": soliloquio trasparente by Baglu

Non vergognarsi della propria malinconia
è un compito penoso anzi uno strazio.
L'amore trasparente non so cosa sia
mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente
mi sei apparsa in sogno e non hai fatto un passo.
(Ivano Fossati)
    
 

Spesso guardo il quadretto che Lei mi regalò.
Poi cerco di vuotare la mente, come se mi trovassi di fronte ad un mandala.
Ed invece finisco per intristirmi.
Quel "Lei e Luca !!!" riesce sempre a bloccarmi, quasi a commuovermi, anche se non riesco più a piangere.

Mi ricordo quella volta in cui eravamo in piscina, Lei ed io.
Lei si divertiva a prendermi in giro, a schizzarmi dell'acqua. Sembrava quasi che si divertisse sadicamente. L'acqua negli occhi mi faceva anche male ed io non avevo nessuna voglia di scherzare.
Le urlai contro, poi, quasi scherzando - ma in realtà ero arrabbiato - le strinsi il collo e i capelli ed iniziai quasi a lottare contro di Lei. Lei si arrabbiò. E, per un'ora, non mi perdonò.
Ed io ancora oggi non mi perdono di averle fatto anche solo un po' di male. Ancora oggi, quando, ripenso a quella scena, non riesco a perdonarmi.
Mi sono comportato malissimo, da bruto.
Ed ora sto morendo di caldo e...sale e sale la mia malinconia.
L'hard disk del computer sta girando, per il caldo e sbaglio, spesso, a pigiare i tasti della tastiera. Scrivo all'impazzata, ma, ora, è meglio che mi fermi. Per oggi.
E rimandi il mio elenco di cose a domani.

E' stata una sconfitta.
Ma non una cosa così, una vera sconfitta.
E mi fa incazzare chi si accontenta dei dati, chi cerca inutilmente di consolarti....perché quando una sconfitta è una sconfitta, non resta che prenderne atto.
E' come un fallimento sentimentale. Una ferita, aperta, che non si rimarginerà - in realtà - mai.
La mia, in particolare, è stata una sconfitta piena.
Faccio spallucce. Ci sono abituato.
Ci ero abituato anche a quattordicianni, alle sconfitte.
Solo che allora ero per il suidicio vecchia maniera. Oggi sono per il suicidio medicalmente assistito.
Potenza del progresso.

Elenco di cose che non vorrei mai fare o essere costretta a fare nella vita:

mangiare merda
correre per più di due chilometri senza mai fermarmi
uccidere
fare del male
guardare in televisione i programmi di Maria De Filippi
dormire a testa in giù
vomitare
lasciare, in un rapporto sentimentale
separarmi
divorziare
veder morire le persone a cui voglio bene
tradire le persona a cui voglio bene
e altre cose, sicuramente, che non mi vengono ora in mente

Ennesimo sbuffo.
Ennesimo buffo.



16 maggio 2011

Lotta all'omofobia, promozione di una sessualità consapevole: le sfide per il Paese del domani


E' incredibile come, proprio a distanza di pochi giorni dal 17 maggio - giornata mondiale contro l'omofobia - si sia scatenata un'ondata di casi di inciviltà omofobica gratuita.
Vediamoli nell'ordine.
Il rappresentante friulano del movimento politico neofascista La Destra, Ernesto Pezzetta, dichiara di voler oscurare i 15.000 manifesti contro l'omofobia promossi da Arcigay e da quindici associazioni.
Un ragazzo omosessuale triestino è stato aggredito a Lubiana.
A Brindisi è stata rifuitata la patente ad un ragazzo in quanto omosessuale. La stessa medesima cosa era peraltro già accaduta a Catania.
Vicende di ordinaria inciviltà, di ordinaria incultura, i cui responsabili andrebbero sanzionati con pene severe.
Sarebbe già un primo passo verso la civiltà, in un Paese come il nostro che, purtroppo, civile non lo è mai stato completamente.
Arcigay, Arcilesbica, GayLib e numerose altre associazioni per i diritti civili, sono da tempo impegnate in campagne di sensibilizzazione sulla questione omosessualità, anche nelle scuole.
E' fondamentale che ciò sia fatto: in ogni città, in ogni Comune, in ogni quartiere.
L'omofobia non è che frutto della non conoscenza del fenomeno. Un fenomeno del tutto naturale, visto che, l'omosessualità, è un orientamento sessuale assolutamente normale.
Rimango spesso stupito quando sento dire, anche da qualche rappresentante di partiti laici (a me è capitato con un amico, ad esempio), che "l'omosessualità va accettata quando non è ostentata".
Posso garantire che nessun omosessuale al mondo "ostenta" la sua omosessualità. E che la maggioranza degli omosessuali non è come è dipinta dall'immaginario collettivo: una macchietta effemminata.
L'omosessuale sei tu, sono io, siamo tutti noi. Persone qualsiasi.
E questo, a chi non conosce la questione, fa paura. Fa paura perché è molto facile associare l'omosessuale all'esibizionista, a colui che può mettere le mani addosso a chiunque. All'effemminato sculettante.
E' facile farlo perché molti non riescono a pensare ad altro che al sesso come ad una cosa morbosa.
Sono assolutamente scandalizzato quando sento persino dire che le Veline del programma satirico e di approfondimento "Striscia la Notizia" mercificano il loro corpo. Mai sciocchezza mediatica fu più grande.
Il punto è sempre quello: il corpo altrui, il corpo di una bella ragazza non ammiccante, visto semplicemente come aspetto morboso.
Penso sia il momento di educare le nuove generazioni ad una sessualità sana, a partire dalle scuole. Ove insegnare ai ragazzi che del proprio corpo non ci si deve vergognare, che sono belli tutti i corpi e che la morbosità è una cosa da malati di mente.
Che l'omosessuale è la variante dell'eterosessuale e che entrambi concorrono a costruire la nostra variegata società. Una società ove ciascuno vive appieno la propria sessualità, nel pieno rispetto gli uni degli altri.
Poi c'è l'aspetto squisitamente politico.
Perché devono esistere coppie di serie A e coppie di serie B ?
Perché due uomini o due donne che si amano debbono avere meno diritti rispetto ad un uomo e ad una donna ?
Perché dobbiamo lasciare che i sessuofobi ed i morbosi continuino a legiferare in maniera così scriteriata ?
Occorre il registro delle unioni di fatto. Direi di più: occorre garantire i medesimi diritti a tutte le coppie che decidono di contrarre un vincolo di amore reciproco. Anche nelle adizioni, certo.
Perché è assurdo pensare che due donne o due uomini non siano in grado di fornire un'esistenza sana ad un bambino.

Poi c'è la questione dei Parchi dell'Amore: perché non aprirne uno in ogni città ove ciascuno, in totale sicurezza ed igiene, possa appartarsi con il/la proprio/a partner ?
Ci arriveremo anche in Italia ?
La sfida è dunque fra rimanere un Paese che guarda al medioevo o va incontro alla civiltà.
Alla civiltà dell'amore e della sessualità consapevole.

Luca Bagatin



13 maggio 2011

"La mia vita è un caos calmo": monologo o cortometraggio in atto unico by Baglu

Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane

(Franco Battiato)



Comincio ad avere problemi di insonnia.
Di solito mi succede, anche se sempre più di rado, credevo, con la primavera.
Odio la primavera e l'estate. L'oppressione del caldo che mi sale alla gola e mi fa sbuffare in continuazione, tutta la notte.
Ho iniziato a sbuffare anche di giorno. E a dire "cheppalle".
Prima mal sopportavo le situazioni. Oggi proprio non le tollero.
Se poi qualcuno si permette qualche screzio, esordisco con una bestemmia. E poi lo uccido inveendogli contro.
Infondo bestemmiavo lui. Perché tutti siamo Dio, solo che in questa vita materiale ci comportiamo come merdine che non sanno di essere tali.
Tanto vale ricordarlo a qualcuno ogni tanto.
Mi ricordo di quando mangiavo delle crepes alla nutella con Lei. A Torvaianica l'estate scorsa. Era la Festa del Mare o qualcosa del genere.
Chiacchieravamo su una panchina. Ci dicevamo cose. Cose che non mi va di dire, un po' perché non me le ricordo, un po' perché non mi va. Cose, persone.
Quella sera mangiammo anche una pizza e giocammo a quel gioco, quello del piattello sospinto da dell'aria, che devi cercare di mandare nella porta dell'avversario.
Sono stato bene quella sera. Penso lo sia stata anche Lei.
Elenco delle cose che odio:

litigare
gli automobilisti
gli automobilisti che mettono la musica a palla
la musica a palla
gli automobilisti che suonano il clacson, specie se per salutare qualcuno per strada
i rompipalle
le donne che dicono che sanno ciò che vogliono dalla vita
quelli che discriminano
gli impiccioni
gli stronzi
gli uomini sopra i quarant'anni quando si credono dei ragazzini
gli uomini sopra i quarant'anni che sparano cazzate
i genitori che si separano
i poligami
la gente che parla troppo
la gente, intesa come folla
i luoghi comuni
i self made man
quelli che ogni due parole te ne tirano fuori una terza in inglese

Di cose ce ne sarebbero ancora. Ora non mi vengono in mente, ma sicuramente ce ne sono.

Adoro mangiare. Ma non ... no, questa la cancello, magari la riscrivo meglio un'altra volta.
Mi ricordo quella volta...no, non mi ricordo. Ho sempre avuto una pessima memoria e poi io vivo troppo spesso di ricordi.
E' importante vivere di ricordi, perché questi ci fanno vivere e pensare.
Una cosa che non riesco più a fare è piangere. Mi si sono richiusi i rubinetti.
Non ricordo l'ultima volta che piansi.
Una volta, da bambino, piansi perché ricordo che mi prendevano in giro perché non ero agile e a ginnastica cadevo sempre per terra ad ogni esercizio fisico.
Una volta mi ricordo che fra l'altro si divertivano a giochicchiare con il mio cappello. Ho sempre amato portare cappelli e quei piccoli figli di mignotta si divertivano a lanciarsi il mio cappello...ahah...se ci penso ora che so che erano veramente figli di mignotta... No, non mi viene da ridere, mi viene da pensare.
Mi viene da pensare a tante cose, a tante persone. A quelle vive, ma soprattutto a quelle morte. Che sono anche la maggioranza fra coloro i quali ho conosciuto in vita mia.
Non riesco a pensare alla morte come ad una cosa serena.
Da bambino ero convinto che un morto fosse un vivo che, una volta diventato vecchio, sarebbe stato rinchiuso per l'eternità in una cassa sotto terra. Per non rompere i coglioni, forse.
Chissà perché i bambini pensano sempre che i vecchi rompano i coglioni. Poi si cambia, per fortuna.
Ricordo che allora non volevo morire.

Elenco delle cose che non riesco a vedere ed a cui non riesco a pensare:

i morti
la cronaca nera
i deportati nei campi di sterminio
a Lei
a Bruno Vespa
i politici fasulli delle trasmissioni di Bruno Vespa (tutti)
la pubblicità
il prelievo del sangue
alla morte di mia madre
a Gigi Marzullo, che incrociai nei corridoi di Via Teulada ed ignorò tutti gli spettatori in fila indiana, me compreso
al domani.

Vorrei dire altre cose.
Meglio che mi sto zitto.
Fare altri elenchi, altri bilanci.
Chiedermi se è il caso di ri-cominciare oppure di lasciarsi cullare dalle onde o, meglio, se è il caso di continuare ad incazzarsi.
No, non me lo chiedo. Vado avanti così perché è l'unico modo che conosco per andare avanti.
Mai tornare indietro, mai guardarsi alle spalle.
Semmai: guardarsi le spalle.
Ora sono stanco, ho sonno e non ho voglia di proseguire questo delirio monologale.
Ho sempre amato coniare nuovi vocaboli.




11 maggio 2011

Il 15 e 16 maggio 2011 vota per la laicità ed i diritti: contro la sinistra e questa destra !

Il 15 e 16 maggio prossimi si terranno, in molte realtà locali, le elezioni amministrative e, come di consueto, questo blog prende parte attivamente alla campagna elettorale.
L'indicazione che voglio dare è, ovunque vi saranno liste, di votare le liste con l'Edera del Partito Repubblicano Italiano.


In ben tre realtà locali, invece, vi invito a votare per i candidati laici, liberali, e libertari.
Sto parlando di:

Rimini
, città in cui vi invito a votare per l'ottimo cantante ed artista omosessuale, militante di GayLib, Ciri Ceccarini candidato in Futuro e Libertà con il candidato Sindaco Pasquale Barone.



Milano
, città in cui vi invito a votare per Andrea Furcht, Repubblicano Indipendente ed esponente dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, il quale si candida per il Nuovo Polo per Milano, che sostiene il candidato Sindaco Manfredi Palmeri.



Pordenone, città in cui vi invito a votare per il sottoscritto che, dopo sette anni, si rimette in gioco in una candidatura politica. Ancora una volta al di fuori e contro gli attuali schieramenti politici.
Mi candido infatti come esponente del PRI nella lista civica Il Ponte che sostiene il candidato Sindaco Giovanni (detto Gianni) Zanolin.



Tre candidature laiche, per i diritti civili, contro i due schieramenti eversivi e bolliti.
Contro la sinistra e contro questa destra.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini