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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: perché quello innamorato è sempre quello sfigato": testo recitato by Baglu



Con il caldo tendo a perdere la testa, ad arrabbiarmi oltremodo, ad avere attacchi d'ansia più forti del solito che mi mettono lo stomaco in subbuglio (come se io stessi bene di stomaco in generale).
L'estate non è mai stato un bel periodo. Se potessi attraversarla indenne, sarebbe già qualcosa.
Non è mai accaduto.
Notti insonni, sudore sulla faccia, senso di apatia e di mancamento del respiro. E' un fenomeno spesso psicosomatico, lo so.
Per uno che, come me, fra l'altro, vive in un seminterrato senza finestre non è per nulla facile.
E poi, specie la notte, cominciano ad affiorare quei pensieri che non dovrebbero affiorare.
Ed i ricordi, come ad esempio quando ero bambino e, con la scolaresca, andammo a visitare una mostra sulla "Sohah".
Vedere quei corpi magri, martoriati, tristi, spesso di bambini...Mi ricordo che singhiozzavo fra me e mè, poi cominciavo a piangere a dirotto, mentre gli altri miei compagni mi indicavano e ridevano: "Ahahah, Baglu sta piangendo ! Maestraaaa maestraaaa, ahahahah, Baglu piange !".
Sì, piangevo e nemmeno la maestra riusciva a calmarmi. Nemmeno a casa riuscivo a calmarmi. Andavo nella mia stanza e mi infilavo sotto le coperte. A piangere e a chiedermi: "Ma perché ?" Come potevano dei bambini trovarsi lì, tristi, magri, torturati, privati dei loro genitori e con i loro genitori che subivano la loro stessa sorte.
No, non mi dite che studiando la Storia certe cose si capiscono meglio. Io non le ho mai capite al punto che non riesco più a guardarle le immagini dei campi di sterminio, perché riesco a star male anche solo pensandoci.
Ecco, anche adesso sto piangendo a dirotto. E' un modo per affrontare i miei fantasmi ? Una forma di sadomasochismo quella di pensare a certe cose che mi fanno star male ? No, talvolta è solo il caldo che fa riaffiorare certe cose, certi pensieri.
Il fatto è che il caldo è solo una scusa che serve a me stesso per non dire che certi pensieri mi sono entrati dentro e non se ne sono più andati.
I lutti della Storia, i lutti delle storie di vita quotidiana.

Sono stato lasciato, il Commissario è morto ed anche mia madre morirà.

Forse non ve l'ho mai detto, ma io, la cronaca nera, sui giornali o al telegiornale, non riesco a seguirla. Senza vomitare tutto quello che ho mangiato.
Sì, lo so, è facile dire "tu Baglu sei uno che non accetta". Ah sì ? Perché voi accettate che vostro figlio finisca sotto un'automobile, che vostra nipote si getti dal settimo piano di un grattacelo, che vostra madre muoia di tumore al fegato ?
Io no. E questa è la mia battaglia. Non lo accetto perché se mi dicono che certe cose fanno parte della vita io rispondo quello che rispondevo a sette anni dopo aver visto le immagini della Shoah, con le lacrime agli occhi: "La vita è brutta".
Sin da bambino ti abituano alle frasi consolatorie e di circostanza: "Hai tutta la vita davanti"; "Sei giovane" (anche se hai quarant'anni suonati !); "Chiusa una porta si aprirà un portone"; "L'anima è immortale, lui/lei sarà sempre con noi"; "Bisogna essere sereni".
Mi chiedo quale mente malata possa partorire certe stronzate. Io a certe cose non ci ho mai creduto nè ho mai voluto crederci.
Tutti devono avere il diritto all'infelicità, perché è l'infelicità la base della vita. Se non sei infelice non sei vivo, sei solo un automa.

Non puoi stare sereno se l'inquietudine è l'unica cosa che ti rende vivo.

Non affezionarti mai a coloro i quali vuoi bene: prima o poi ti lasceranno.

Sono stato lasciato molte volte, un po' come tutti/e.
Non si è mai verificato che, chiusa una porta, si è aperto un portone.
Si sono aperte altre ferite, al massimo. E poi si è accumulato questo senso di inquietudine mista ad inutilità.
E' curioso constatare che diverse fra le mie ex abbiano detto, anche a distanza di tempo, che per loro sono "stato importante". Ecco, questo verbo al passato...che fitta al cuore.
Peferirei essere ricordato come...sono "stato una merda", piuttosto che questo "stato importante".
Sì, lo sono stato al passato. Che angoscia.
Ma non sarebbe stato meglio non essere stato nulla ? No perché questo concetto di "nullità" mi si addice molto di più.

(Ora dovrei fare l'elenco di tutte le cose che non sono, ma preferisco risparmiarmelo perché sarebbe troppo lungo e doloroso).

Comunque il punto non è che io sia stato così importante, che io sia stato così perfetto, il problema è che il resto dell'universo maschile è totalmente imperfetto.
Dai, ma come si fa a tradire una donna a cui vuoi bene ? Ma come si fa a farci dei figli, magari, e a trombare con la segretaria ? Ma come si fa ad uscire con una un giorno ed il giorno dopo con un'altra ? Come si fa a fare lo stronzo e ad essere adorato da tutte ?
Ecco, io il genere maschile lo odio alquanto e talvolta più di quello femminile. Non lo capisco e mi fa pensare ai nazisti che torturavano gli ebrei, che ci posso fare ?

Poi c'è un'altra cosa: questo non volermi definire da parte delle mie ex....amico....no, amico no, con gli amici ci si scopa ogni tanto. Amante....Baglu amante ? Ahahahahah (risate di sottofondo).
Meglio non definirlo, Baglu, molto meglio.
Infondo chi ha mai voluto conoscerlo davvero, questo Baglu ?
Quanto ve ne è fregato di me ?
Non sapete nemmeno chi sono perché io stesso non lo so. Ma voi ci avete davvero provato a capirmi ?
Non ho più nulla da dire perché non ho più nulla da dare.

Una volta una certa Luisa, di diciassette anni quasi diciotto, mi disse che in me aveva trovato il "principe azzurro". Mi lasciò qualche tempo dopo dicendo che mi lasciava perché ero troppo perfetto e che non era quello che voleva veramente e che voleva uno che la facesse stare sulle spine.
Sulle spine ci rimasi io.
E compresi il dolore del Cristo sulla croce.

La cosa che accomuna le donne fra loro sono le mestruazioni, disse Isabelle Adjani in una delle scene del film "Possession" ed io non posso capire le donne perché non ho mai avuto le mestruazioni.




27 giugno 2011

Massoneria e Risorgimento italiano


La Massoneria è la più grande confraternita spirituale esistente al mondo.

Essa non si occupa nè di religione nè di politica, purtuttavia, nel corso della Storia, molti massoni, animati dai principi di emancipazione spirituale ed individuale da essa insegnati, hanno contribuito a cambiare il corso degli eventi.

E' il caso del nostro Risorgimento italiano, che, senza l'apporto di numerosi Liberi Muratori e di società segrete come la Carboneria, non avrebbe avuto pieno compimento.

La Carboneria è infatti una società segreta di derivazione massonica. Il suo rituale, che si ispira al simbolismo dei boschi ed all'iconografia cristiana, è in parte mutuato a quello della Libera Muratoria.

La Carboneria, libera associazione segreta sorta unicamente in Italia, fu la prima società segreta che direttamente si attivò al fine di liberare il nostro Paese dal giogo straniero con i celebri moti carbonari del 1820 – 21.

Come mai Carboneria e Massoneria offriranno l'humus necessario agli italiani di ogni ceto e classe sociale per sollevarsi contro l'Impero Asburgico, l'Impero di Napoleone III, lo Stato della Chiesa ed il Regno delle due Sicile ?

Perché queste due associazioni iniziatiche, proprio per il loro carattere adogmatico e di libero pensiero, permisero a persone diversissime fra loro di incontrarsi.

Come tutt'oggi in Massoneria dialogano pacificamente, come veri e propri Fratelli, il cattolico ed il musulmano, l'ebreo e l'induista, nell'Ottocento italiano dialogavano liberali, democratici, radicali, moderati, monarchici e repubblicani. Tutti animati da un'unica fede: quella verso il Grande Architetto dell'Universo e gli ideali di Fratellanza, Libertà ed Uguaglianza che la Libera Muratoria mutuò non già dalla Rivoluzione Francese, bensì dal celebre motto del conte Alessandro di Cagliostro.

Come ci ricorda lo studioso Aldo A. Mola, il conte di Cagliostro, peraltro, utilizzava - nell'ambito delle sue Logge di Rito Egizio - nastri verdi, bianchi e rossi. Pochi sanno, infatti, che il Tricolore italiano fu coniato proprio dal celebre Mago massone e successivamente fu scopiazzato, anni dopo, dal Segretario Generale della Repubblica Cispadana, ovvero il prete spretato Giuseppe Compagnoni.

Molti studiosi, tutt'oggi, si interrogano ancora sull'appartenenza o meno alla Libera Muratoria dell'Apostolo dell'Unità d'Italia, ovvero di Giuseppe Mazzini.

Il Mazzini, infatti, aveva una concezione spirituale gnostica e teosofica non dissimile dall'insegnamento massonico e, oltre al fatto che molte sue lettere iniziano con il celebre “Fratelli...”, rivolegendosi ai patrioti massoni, c'è chi assicura che fu iniziato “sulla spada” - ovvero senza alcun rituale regolare - dal massone Francesco Antonio da Passano nel carcere del Priamar a Savona.

Ad ogni modo, non vi sono prove della sua appartenenza alla Massoneria. Per quanto si può affermare con certezza che egli, nonostante non lesinasse critiche a tale istituzione in quanto da lui considerata troppo elitaria, fu un Grande Iniziato che insegnò moltissimo, in termini filosofici e morali, ai massoni del suo tempo ed a quelli d'oggi (si pensi ad esempio ai suoi studi su Dante, ma anche alla sua celebre opera politica e spirituale “Doveri dell'Uomo”).

Chi massone fu, con orgoglio e ricoprì persino la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia e, caso unico al mondo, Gran Maestro dell'Umanità, fu il Generale Giuseppe Garibaldi.

Iniziato in una Loggia massonica irregolare a Montevideo, in Uruguay, Garibaldi conobbe una rapidissima ascesa nella comunione massonica. Egli fu colui il quale definì la Massoneria “la Grande Umanitaria” e si adoperò, da Gran Maestro, per renderla sempre meno elitaria e sempre più aperta alla società ed alle opere umanitarie.

Dobbiamo peraltro al Gran Maestro Garibaldi le prime iniziazioni femminili - stabilite con un suo decreto nel 1864 - e dunque il decadimento (purtroppo durato solamente il tempo della sua gran maestranza e quella del Gran Maestro Ernesto Nathan, alla fine dell'800, sempre di ideali repubblicani mazziniani) di quegli astrusi dogmi barocchi imposti in Inghilterra dal Reverendo James Anderson nel 1723.

Il dogma della non iniziazione delle donne in Massoneria è assolutamente smentito, peraltro, dal grande massone, esoterista ed alchimista moderno Paolo Lucarelli, purtroppo recentemente scomparso, nella pefazione italiana a "Simbolica Massonica per il terzo millennio" di Irène Mainguy (edito in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee), il quale ricorda che nei cantieri operativi dei muratori medievali - ai quali si rifanno gli odierni Libero Muratori - vi erano anche donne. Ed inoltre, sempre il Lucarelli, ricorda che vi erano culti solari - come ad esempio quello di Apollo e Dioniso - che erano officiati soprattutto da sacerdotesse.
Ciò fu peraltro confermato già nei primi del '900 anche dal reverendo Cherles W. Leadbeater, trentatreesimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed autore del volume "La Massoneria e gli Antichi Misteri" (edito in Italia dalla Athanor).

La professoressa Francesca Vigni, autrice del testo “Donne e Massoneria in Italia”, dedica ampi capitoli alla presenza di Logge massoniche femminili durante il Risorgimento. Donne massone e carbonare, come ad esempio Enrichetta Caracciolo: nobile napoletana, prima obbligata a farsi monaca e successivamente ardente patriota, massona ed esponente della Chiesa evangelica.

Il rapporto fra massoni, patrioti, ovvero fra Massoneria e Risorgimento è così stretto che noi italiani dobbiamo persino il nostro Inno nazionale agli ideali della Libera Muratoria.

Colui che lo scrisse, ovvero il giovane patriota della Repubblica Romana, Goffredo Mameli, era massone e quel “Fratelli d'Italia” è un chiarissimo e palese riferimento agli ideali di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà, che accomunava i massoni durante le lotte mazziniane e garibaldine per la liberazione dal giogo straniero e clericale.

Il “Canto degli Italiani” o “Inno di Mameli” sarà successivamente musicato da un altro massone: Michele Novaro, ligure anch'egli, il quale, dopo una vita di stenti nella quale destinò molti dei suoi proventi di musicista alle imprese garibaldine, morì in completa povertà.

L'Italia diventerà unita, dunque, nel 1861 e lo divenne completamente, con Roma Capitale, nel 1870.

Diventerà unita, dunque, e libera dal giogo straniero e clericale, ma non repubblicana e non, dunque, un Paese completamente civile.

Gli ideali mazziniani, garibaldini, carbonari e massonici, non avevano dunque trionfato nella politica politicante, bensì nel cuore del popolo italiano.

Quel popolo italiano che non avrà ancora diritto ad eleggere i propri rappresentanti a suffragio universale diretto.

Quel popolo italiano che mal sopporterà, al Nord come al Sud, il giogo monarchico dei Savoia.

Quel popolo italiano che, a Roma, eleggerà con grande entusiasmo l'indimenticato Sindaco Ernesto Nathan, erede di Mazzini e Garibaldi: repubblicano, massone, ebreo, laico ed anticlericale.

Nel 1896, Ernesto Nathan, venne eletto Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, succedendo ad Adriano Lemmi, ed inizierà un processo di rinnovamento dell'Istituzione massonica, rafforzandola e mettendola al servizio dell'etica laica e dell'emancipazione delle classi popolari.
Quale Sindaco della Città Eterna, Nathan, istituì le municipalizzate tutt'ora funzionanti: l'Atac e l'Acea; promuoverà l'istituto dei referendum per permettere alla cittadinanza di partecipare direttamente alla gestione della cosa pubblica; ostacolerà gli speculatori ed i proprietari terrieri che si opponevano al nuovo piano regolatore; aumenterà il numero delle scuole e promuoverà la cultura laica.
Celebre il suo discorso - a Porta Pia - del 20 Settembre 1910, ove denunciò l'oscurantismo della Chiesa cattolica e la sua scarsissima sensibilità nei confronti del ceti meno abbienti.
Nel 1914, il "Blocco popolare" guidato da Nathan, prese il nome di "Unione liberale democratica", riconfermando per le amministrative di Roma l'alleanza fra repubblicani, radicali e socialisti. E nello stesso anno, in Nostro, prese posizione a favore dell'entrata in guerra dell'Italia contro gli Imperi centrali, necessaria a completare il processo di Unità nazionale e di emancipazione dagli Asburgo.
Il suo irredentismo fu così acceso che decise, nel 1915, di arruolarsi volontario nell'esercito, nonostante i suoi settant'anni e sarà assegnato ai reparti di Croce Rossa.
Infine, nel 1919, si dimise dalla carica di Gran Maestro del GOI per dedicarsi alla cura dell'Edizione Nazionale delle opere di Giuseppe Mazzini.
Morì nel 1921 e gli fu così risparmiata la sciagura del fascismo che spazzò via, tristemente, ogni residuo di cultura laica e risorgimentale, mettendo all'indice gli ideali mazziniani (arrivando persino a distorcerli e ad utilizzarli ad uso e consumo del fascismo), radicali, socialisti e mettendo fuori legge la Massoneria.
Con questo breve cenno ad Ernesto Nathan, possiamo dire che si chiude il ciclo risorgimentale che va dai moti carbonari del 1820 sino alla Prima Guerra Mondiale.

Se l'Italia è dunque oggi un Paese un po' più libero rispetto a duecento anni fa, lo dobbiamo dunque ai mazziniani, ai garibaldini e dunque ai massoni di ogni colore politico e fede religiosa.

Ciò - come ci ricordano anche gli autori del bel libro storico di recente pubblicazione per la casa editrice Bastogi “Fratelli d'Italia” (ovvero Maurizio Del Maschio, Stefano Momentè e Claudio Nobbio) - è incarnato da tre simboli fondamentali e nazionali: il Tricolore che rappresenta la Libertà; l'Inno di Mameli che rappresenta la Fratellanza e la nostra Carta Costituzionale che, per quanto andrebbe profondamente riformata, incarna comunque l'Ugliaglianza del nostro popolo sovrano.


Luca Bagatin


Bibliografia:

  • Giuseppe Schiavone: “Massoneria Risorgimento Democrazia” Editrice Bastogi

  • Giuseppe Schiavone: “Scritti massonici di Ernesto Nathan” Editrice Bastogi

  • Francesca e Pier Domenico Vigni: “Donne e Massoneria in Italia” Editrice Bastogi

  • Del Maschio, Momentè, Nobbio: “Fratelli d'Italia” Editrice Bastogi

  • Officinae” numero 4 e 1 Dicembre 2010 e Marzo 2011: organo ufficiale della Gran Loggia d'Italia degli ALAM



24 giugno 2011

Stefania Craxi si accorge solo ora del pericolo Lega Nord



Mi stupisce alquanto la lettera di oggi (24 giugno 2011) del Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi al Direttore de "Il Foglio" Giuliano Ferrara, in cui evidenzia le sue perplessità relative alla Lega Nord, dicendo che Berlusconi "ha perso per eccesso di leghismo".
E prosegue criticando le eccessive richieste della Lega Nord al governo ed il nuovo appello di Pontida al grido di "secessione".
Ci chiediamo, dunque, dove sia stata Stefania Craxi in tutti questi anni e come faccia solo oggi ad accorgersi della pericolosità e dello statalismo becero di Bossi e dei suoi compagni.
Ci stupiamo davvero ed ancora una volta comprendiamo il motivo per il quale il socialismo in Italia è morto nel 1992 e da allora non si è più ripreso: nessuno è stato in grado di eguagliare la statura politica di Bettino Craxi. Tra costoro non vi sono riusciti nemmeno i suoi figli.
Nella stessa lettera, Stefania Craxi, ipotizza dunque di attenuare il rapporto con la Lega e di aprire al cosiddetto Terzo Polo (e sarebbe ora !). Però eccola lì, nuovamente, a fare un ulteriore scivolone: lei scrive che, così facendo, si dovrebbe poi aprire anche a Bersani (sic !).
Ancora una volta non comprendiamo davvero le parole della Craxi. Il Terzo Polo dovrebbe essere nato per costruire un nuovo centro-destra. Un centro-destra che dovrebbe richiamarsi proprio ai valori degasperiani, giolittiani, turatiani, pacciardiani ed einaudiani ai quali anche la cultura politica di Stefania Craxi dovrebbe richiamarsi.
Ed invece lei che cosa scrive ? Che se si apre a Fini, Casini e Rutelli, si dovrà poi aprire anche ai cattocomunisti ! Ma quando mai ?
Stafania Craxi ha dunque ragione quando scrive che è necessario arginare la Lega Nord, se si hanno a cuore i destini della nazione. Stupisce che ella ci sia arrivata parecchi anni dopo di chi scrive e di molti altri commentatori politici dell'area laica, liberale, liberalsocialista, repubblicana.
Però sarebbe bene anche dire che, per arginare la Lega Nord, reale costola sinistra del cattocomunismo, è necessario anche costruire un nuovo, diverso, Centro-Destra di ispirazione liberaldemocratica, cattolico liberale, liberalsocialista, repubblicana. Contro il cattocomunismo di sempre: oggi in salsa ancor più estremista e piazzaiola, ovvero vendoliana e dipietrista, che, se vincesse, sarebbe pericoloso tanto quanto la Lega Nord.

Luca Bagatin



23 giugno 2011

Corpo celeste



"Corpo celeste", film di Alice Rohrwacher è la scoperta, da parte di Marta, una ragazzina di 13 anni vissuta in Svizzera ma nata a Reggio Calabria, di un mondo per lei completamente nuovo.
Tornata nel suo paese di nascita, assieme alla famiglia, Marta, scoprirà un mondo fatto di gretta religiosità, di ampollosa esteriorità, di malaffare, di intrecci fra politica e religione.
Marta, interpretata dalla bravissima Yle Vianello è una ragazzina profondamente seria e triste. Cerca di adattarsi alle situazioni che, via via, le si ripropongono, ma le soffre profondamente.
Soffre una sorella più grande che non la ama, una madre spesso assente per motivi di lavoro, una catechista stravagante e profondamente religiosa che ama segretamente un parroco che, pur di fare carriere nella Chiesa, raccatta voti fra i parrocchiani in favore del politico locale di turno.
Marta, adolescente incompresa ed alla ricerca di comprendere un mondo che non le appartiene, una Calabria triste e fatta di apparenza più che di sostanza.
Marta, che sta per ricevere il sacramento della cresima senza però comprenderlo e che solo l'incontro con un povero prete di un piccolo paesino abbandonato le farà comprendere la rabbia del Cristo di fronte alle ingiustizie del mondo, allorquando fu croficisso.
Marta incarna, simbolicamente, quel Corpo Celeste: puro, incontaminato, alla ricerca. All'apparenza mite, ma profondamente furioso nei confronti delle ingiustizie che osserva e spesso subisce.
Il film di Alice Rohrwacher non è di facile visione e comprensione. Ha un ritmo lento e le atmosfere che incarna sono alquanto cupe e lasciano pochi spiragli a qualsiasi tipo di speranza.
La speranza, forse, è incarnata dalla presenza degli adolescenti. Molti, incerti, curiosi, talvolta allegri come solo i ragazzi di quell'età sanno essere.
Saranno loro, forse, la speranza del domani, ma solo se sapranno cercare, come fa Marta, il significato delle cose. Il significato finanche della fede in Dio, che dovrebbe essere sostanza e non mera esteriorità da esibire alle sagre di paese o nelle ricorrenze, quasi ci si trovasse in uno show televisivo.
La speranza del domani, forse, saranno loro. Perché per l'oggi non vi è alcuna certezza.

Luca Bagatin



21 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: nubi": emozioni narrate by Baglu



Osservo video, ascolto canzoni (Battiato, la Bertè e la Caselli) e lo faccio con quel senso di nostalgia che mi sale addosso. No, forse non è giusto chiamarla nostalgia. Rabbia sarebbe meglio.
Però anche profonda tranquillità. Mi fumo una sigaretta e mi godo questo inizio estate ancora fresca, fra piogge e cieli azzurri, assolati.
Penso...sì ci penso ma non risponderò.
Non rispondo più a nessuno. Specie da quando Il Commissario è morto.
A me il telefono piace, ma per fare chiamate. Rispondere mi è sempre stato difficile e lo facevo solo quando mi chiamava Il Commissario. Cioè, in realtà nemmeno sempre.
Il telefono squilla ed io rimango lì, a fissare la parete. Poi mi alzo, bevo un bicchiere d'acqua, lo scaravento a terra e lancio un grido.
No, non è vero. Non lancio un grido, non ne avrei la forza. Magari rido fra me e me, fingendo di raccontarmi una barzelletta.
Canticchio una canzone, ovviemante solo l'aria, perché io le parole delle canzoni proprio non me le ricordo.

Ne abbiamo avute di occasioni, perdendole.

Mah, non so, anzi, forse lo so. So che io le occasioni non le ho mai perse, però ultimamente preferisco comportarmi diversamente, ovvero preferisco perderle perché così evito di investire quella parte di me che è già stata materialmente/fisicamente investita troppe volte.
La verità è che io mi devo difendere.

Cercavo in te la tenerezza che non ho.

Oggi un vecchio amico mi ha detto che io appaio in un modo, ma in realtà sono un'altra persona: appaio come un "chierichetto" (sue testuali parole che ora mi imbarazzo anche a scrivere, ma tant'è), ma in realtà trasgredisco le regole e le convenzioni. Talvolta anche le convinzioni. Altrui.

Le nubi sono già più in là.

La verità è che molte cose mi mancano, che la morte mi fa paura, che Lei mi manca e che mi manca anche Il Commissario (sussurro interiore: Dio, cheppalle le cose che finiscono ! Basterebbe quest'affermazione per comprendere il non-senso della vita. Comefaiasopravviveresapendochenonpuoipiùsentirliforseleggerli
forsecommentarli
eilcommissariononpotràpiù
nemmenodarmiconsiglietirarmisuilmorale).
Se è vero che non posso far tornare indietro le lancette dell'orologio, è vero anche che il mio cuore - almeno lui - non è muto.




20 giugno 2011

Pier Carpi, l'autore (volutamente) dimenticato



Di Pier Carpi, in realtà, non ci siamo mai dimenticati.
Abbiamo cercato, per quanto difficile possa essere stato - nell'ignoranza generale - di farlo ri-conoscere per mezzo delle pagine elettroniche di questo blog ed attraverso gli organi di stampa con i quali collaboriamo.
Pier Carpi, il disegnatore, fumettista, giornalista, esperto di esoterismo e massoneria, sceneggiatore e regista, morto nell'indifferenza generale nel 2000, lasciando oggi una moglie, la scrittrice Franca Bigliardi, in condizioni di gravi difficoltà economiche.
Siamo amici del curatore delle opere di Pier Carpi, Salvatore Vaglica, che ci ha concesso anche un'intervista, qualche tempo fa ed assieme a lui, laddove è possibile, cerchiamo di gettare luce su quest'autore, sicuramente non convenzionale, eterodosso, lontano dal Potere e dalla cultura clerico-marxista tipica dell'epoca nella quale è vissuto.
Un'autore che ha pagato con l'isolamento la sua arte ed il suo anticonformismo.
Evidentemente di Pier Carpi non ci ricordiamo solo noi, ma anche moderni fans che, su youtube, hanno postato alcuni dei suoi capolavori cinematografici e fumettistici.
Che qui vi riproponiamo.

L.B.


17 giugno 2011

Una manciata di riformette liberali e libertarie utili per ridurre i costi della pubblica amministrazione, le imposte, riformare radicalmente la giustizia e garantire le libertà civili ed individuali



RIFORMA DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA

Introduzione dell'aliquota fiscale unica per tutti al 20 %.
Esenzione dal pagamento delle imposte per chi ha un reddito annuo inferiore ai 20.000 euro.

Abolizione delle Province, dei Consorzi e delle Comunità montane


Accorpamento dei Comuni con un numero di abitanti inferiore a 15.000


Privatizzazione del carrozzone radiotelevisivo Rai


SISTEMA ELETTORALE E RIFORMA ISTITUZIONALE

Sistema elettorale con due schede.
La prima che preveda l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di Governo e con potere di nomina e revoca dei Ministri
La seconda, su base proporzionale pura, senza sbarramenti, per l'elezione del Parlamento, con funzioni legislative e di controllo


RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Separazione delle carriere dei magistrati: i PM fanno i PM, i giudici i giudici e seguono entrambi carriere separate

Elezione diretta dei componenti del CSM che devono rispondere non al potere politico, ma unicamente agli elettori

Introduzione della responsabilità civile dei magistrati: il magistrato che sbaglia paga di tasca sua


DIRITTI CIVILI E LIBERTA' INDIVIDUALI

Introduzione delle unioni civili per le coppie etero ed omosessuali

Legalizzazione della cannabis in appositi locali pubblici sul modello olandese

Somministrazione controllata di eroina sul modello svizzero

Legalizzazione della prostituzione




15 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: voglio il diritto all'infelicità !": racconto monologale by Baglu




Come stai ?
Abbastanza male, grazie.
Ad ogni modo, non ne voglio parlare.
Voglio il diritto all'infelicità.
Voglio rimanere con il mio dolore, non perché ci sto bene, ma, perché, non ci sto poi così male.
E' lacerante aprire e riaprire le vecchie ferite.

Elenco delle cose che non voglio riaprire:

il cassetto dei ricordi
le mie casse piene di libri, già imballate per un eventuale trasloco
i rapporti chiusi non da me
i rapporti chiusi da me
quella porta
lo scomparto del freezer: è troppo pieno e rischia di cadermi addosso la vaschetta di gelato che ho faticosamente tentato di piazzare
le discussioni vuote

Quali sono le discussioni vuote ?
Quelle politiche, ormai, da qualche tempo.

Ho interrotto l'elenco. Sì, lo so.
Magari lo riaprirò, forse, in seguito.

Sono un avvocato, o, meglio, utilizzo valigette da avvocato.
Nere, sicure, talvolta con combinazione, talvolta in pelle, talaltra in cuoio.
Rigorosamente nero.
Che cosa ci porto dentro ? Strumenti da lavoro, scartoffie...
In realtà ci porto dentro solo una foto di mio figlio.
Oggi ho visto un padre ed una madre che camminavano, fieri e sicuri, impettiti, lasciando dietro loro il loro figlio di dodici anni circa. E lui a gridare loro: "Aspettatemi !", mentre loro, niente...lì ad ignorarlo e ad andare avanti, oppure a guardarlo in cagnesco.
I figli vanno amati.
Confesso che avrei voluto spaccare la faccia a quei due genitori e l'avrei fatto se non fosse che mi sono fermato qualche secondo prima. Ho gridato al ragazzo: "Ehy !" e l'ho salutato, sorridendogli.
Lui ha ricambiato il sorriso.
Vabè, il mondo è pieno di stronzi. Peccato solo che ce ne siano troppi e che non esista un referendum per abrogarli.
Viviamo in democrazia ed io troppo democratico non lo sono mai stato.
No perché non è che puoi far parlare tutti, che puoi lasciare spazio anche a quelli che rompono le palle, che se ne fottono dei propri figli, a quelli che dicono la loro perché si annoiano di stare a pensare ai fatti loro.
Lo so, sono snob. Sono profondamente snob, ma mi va bene così.

Ve la ricordate Roma negli anni '80 ?
D'estate, dopo le sei di sera, il sole, la calura, i palazzi, camminare da bambini, per le strade di Trastevere o del Gianicolo.
Io me la ricordo. E' uno dei miei ricordi più belli.
A me l'estate non piace punto, però, l'estate, a Roma, negli anni '80 era tutta un'altra cosa.
Era l'83 o '84, era dopo i Mondiali. Faceva caldo, non pioveva, noi ragazzini ridevamo, giocavamo, mangiavamo all'aperto.
Mi sembra passato un secolo e, forse, è così.

Elenco delle cose che mi piacevano da bambino:

i dolci
le ragazze più grandi
il gelato al pistacchio
le torte
le caramelle, soprattutto mou
Asterix
le figurine Panini
la Roma
il soldato romano (mi se che non era così però) delle monete da cento lire
il giardino interno della palazzina di mia zia in Via Monte del Gallo
i soldatini
i gatti, anche quelli randagi, soprattutto quelli randagi
Pippo
i gelati Eldorado
il colore giallo
Kunta Kinte
Il libro della giungla



13 giugno 2011

Socrate 2000: unico scopo il merito


Per ora è un gruppo di persone, nemmeno troppo nutrito.
Circa settecento - fra persone comuni e rappresentanti del mondo dello spettacolo, della cultura e dell'informazione - hanno aderito all'appello del giornalista ed autore televisivo Cesare Lanza, per il Movimento "Socrate 2000". Unico scopo: il ritorno al merito.
In un'Italia da sempre statalista, burocratocentrica, partitocratica, clientelare ed arruffona, un movimento di pressione di questo tipo mancava davvero.
Eh sì, perché con una classe politica cialtrona come quella degli ultimi vent'anni dove crediamo di andare ? E con movimenti protestatari e piazzaioli che non hanno uno straccio di programma concreto ? E con i soliti noti o meno noti raccomandati in ogni campo ed in ogni dove ?
Allora ben venga un movimento dal basso, internettiano, liberale e libertario, come recita il suo stesso manifesto-appello.
Un movimento al quale, per aderire, è sufficiente inviare una mail all'indirizzo redazione@socrate2000.com. Non occorre versare un'euro. Il che, per i tempi d'oggi, non è poco.
"Socrate 2000" sarà destinato a far parlare di sè ?
Cesare Lanza, di certo, è volto noto e, assieme a lui, al progetto ci hanno messo la faccia personaggi come Alessandro Cecchi Paone, Francesca Neri, Massimo Fini, Alessandro Meluzzi, Ettore Andenna e molti altri del mondo della cultura, dello spettacolo, dello sport e dell'informazione.
Lanza stesso ha informato che, a breve, presenterà un'iniziativa pubblica che non deluderà nessuno.
Il movimento consta, per ora, di un sito web www.socrate2000.com e di una sede in Via Appia Nuova 254 a Roma.
Nel frattempo, presi un po' dall'entusiasmo, dalla curiosità e da quelle due paroline nelle quali crediamo da sempre (liberale e libertario), abbiamo aderito.
E voi ?


Luca Bagatin



11 giugno 2011

Nucleare e ambientalismo all'amatriciana (che spesso non guarda in casa propria)



Molti pseudo ambientalisti continuano a dire "no al nucleare" e "riduciamo i consumi".
Il sottoscritto, che è più realista del Re, ha sempre pensato (anche quando, da ragazzino, era iscritto al partito dei Verdi) che al nucleare non ci sia alternativa.
Il sottoscritto non utilizza l'automobile e paga meno di trenta euro di bolletta energetica a bimestre.
Sarebbe interessante sapere quanto consumano codesti pseudo ambientalisti....alquanto moralisti (in casa altrui !).



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini