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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 luglio 2011

"La mia vita è un caos calmo: La stagione dell'amore viene e và": recital by Baglu



Devo essere un po' masochista, anzi no, diciamo che utilizzo il mio star male interiore (e talvolta esteriore, ma solo sino al 2003) per ricordarmi che sono vivo.
Vorrei sorvolare sul Figlio che Non ho e che Non avrò.
Vorrei sorvolare su questa storia.
Penso invece che parlerò del mio lettore dvd, anzi, del fatto che, prima che Lei me lo regalasse, non avevo un lettore dvd. Utilizzavo ancora un semi-nuovo videoregistratore vhs.
Non amo la tecnologia. Non l'ho mai amata e, se potessi, per scrivere, utlizzerei ancora la mia vecchia macchina per scrivere Olivetti.
Vabè, lo so, parlare del lettore dvd è un modo per dire che, ogni volta che guardo un film, penso a Lei.
Lo so e non dovrei tornare su questa storia anche se ci tornerò ancora e a lungo. Negli anni a venire.
Io intanto ufficialmente non ci sono, non chiamo, non rispondo.
Sono un uomo virtuale, ve l'ho mai detto ?
Anche ad Alice ero più simpatico quando ero virtuale. Quando mi conobbe risultai un rompicoglioni e da allora non mi volle mai più sentire. Nemmeno virtualmente.
Poi c'è quell'altra storia di quell'altra tizia che non conosco e alla quale sono risultato appiccicoso solo per un paio di lettere che le ho spedito.
Vabè, lo so, i pensieri negativi si accumulano ed accavallano.

Con Lei, due anni fa, ricordo che facevamo anche le cinque di mattina su msn. Io le chat non le ho mai amate e msn, prima di conoscerla, nemmeno sapevo che cos'era.
Mi spiegò Lei come installarlo, quando ancora in realtà non ci eravamo mai visti. Non ci vedemmo nemmeno in "webcam", come si usa dire oggi. Ci saremmo visti solo diversi mesi dopo, alla stazione Termini di Roma.
Lei mi venne incontro, al binario - due se non ricordo male - sorridendomi, avvolta da una leggera sciarpa viola.
Le tenni la mano, al tavolo del bar, gliela baciai, le regalai un paio di orecchini. Viola. Come i suoi occhi.
Vabè, questo solo per dire che l'estate del 2009 fu una calda estate, ma con lei arrivò anche una ventata di freschezza. Non solo perché Lei era giovane e molto più giovane di me, ma anche perché io, le cinque del mattino su internet, non le avevo mai fatte. Andare a letto quando fuori albeggiava, pensando a Lei, a quel che ci dicevamo.
A volte erano anche discorsi difficili, sul mio passato, sul mio presente... Ed anche i suoi discorsi erano difficili.
Però non ci incontrammo d'estate, ma il 14 novembre 2009. Erano le ore 11 e qualcosa di mattina.

Ormai parliamo di cose passate, di cose da "ex", si direbbe, utilizzando un linguaggio giovanilistico che a me, che non mi sono mai sentito giovane, non si addice punto.
Ex...questa parola mi perseguita.
Io stesso sono un "ex un sacco di cose".
Ovvero: non esisto come presente. Men che meno come futuro.



L'altra sera ho sognato che l'avevo rivista. Abbracciandola le dicevo: "Sai, questa notte non ho dormito, avevo voglia di abbracciarti". Lei, appoggiandomi la sua testa sulla mia spalla: "Anch'io".
Il giorno dopo ho sentito questa canzone e mi sono immaginato Lei ed io, in una casa isolata, magari al mare, fuori la pioggia ed il vento. Noi dentro, abbracciati, con Lei a stringermi le mani. Ed io a calmare il suo respiro con il mio.


28 luglio 2011

Depilando Pilar

Lazzaro Santandrea è un eroe metropolitano.
Non è un detective, nè tantomeno un poliziotto, ma, chissà perché, volontariamente o involontariamente si trova sempre ad indagare in fatti piuttosto sanguinolenti e che richiedono, oltre che particolare fiuto, anche particolare "phisique du role".
Lazzaro Santandrea è l'unico ed inimitabile alter ego di Andrea G. Pinketts, prolifico scrittore di gialli e noir, apprezzatissimo in Francia e con alle spalle una vita ed una carriera poliedrica ed eclettica: fotomodello, attore nel cinema indipendente, pugile, maestro di arti marziali, giornalista di cronaca nera, consulente della polizia e persino insignito del titolo di Sceriffo dal Sindaco di Cattolica.
Lazzaro Santandrea è praticamente tutto ciò che Pinketts è stato ed è tutt'ora.
Lazzaro è ancora una volta protagonista del nono romanzo del Nostro: "Depilando Pilar", edito da Mondadori nella frizzante collana Strade Blu.
Titolo ancora una volta originale che peraltro fui personalmente il primo a conoscere quando, nell'aprile del 2006, mi trovavo al tavolo dello Smooth di Milano, in Via Buonarroti. Sorseggiavo una birra assieme ad Andrea G. Pinketts quando lui, porgendomi un volume di fotografie zeppo di malattie della pelle, mi disse che stava preparando un nuovo romanzo e che proprio la notte precedente aveva trovato un titolo ottimale: "Depilando Pilar", appunto.
"Depilando Pilar" è un romanzo fra "la pelle ed il pelo" come dice lo stesso autore nella sua introduzione. E' un romanzo noir scoppiettante e ricco di colpi di scena, funambolici giochi di parole e situazioni al limite del paradossale e del grottesco.
Ad accompagnare Lazzaro Santandrea in quest'avventura, gli amici di sempre: Pogo il Dritto, De Sade e la sua temibile consorte, i giornalisti Alice Marradi e Montoya, il gangster Gilles Regard e molti, moltissimi antagonisti armati sino ai denti.
Lazzaro, fra una bevuta e l'altra, fra una puntata al Bar Roncaglia, allo Smooth, al suo bunker ed all'immancabile Trottoir, fra una scazzottata e l'altra è finalmente cresciuto. All'età di 44 anni (più o meno, forse più) sembra finalmente aver trovato un lavoro: televenditore di materassi della Spermaflex. In secondo luogo, purtuttavia, scopre di avere un condiloma al sedere e, come se non bastasse, si è innamorato di una donna barbuta ed ha scoperto di avere un figlio. Un figlio di 38 anni !
Nella Milano degli anni 2000 si aggirano per le strade taxisti assassini ed un bambino che non è un bambino, bensì un pericoloso criminale.
Riuscirà il Nostro, assieme alla sua Corte dei Miracoli, a sgominare il crimine ed a salvare la città ?


Luca Bagatin



26 luglio 2011

I QUATTRO VOLTI DELLA PAURA

L'ISPETTOR CLOUSEAU




IL DOTTOR FU MANCHU




DON VITO CORLEONE





UK IL NEANDERTHALIANO




22 luglio 2011

Ridare dignità ai cittadini-elettori contro la casta politica di oggi



Con il rischio di una nuova Tangentopoli, la classe politica odierna tenta di correre ai ripari attraverso qualche ritocco alla spesa pubblica improduttiva qua e là: qualche accorpamento di Provincia, qualche riduzione del numero dei parlamentari, qualche ritocco ai costi del Quirinale. Nulla di strutturale, insomma, solo qualche pennellata, tanto per distrarre gli elettori dal fallimento degli ultimi vent'anni di governi "destra-sinistra", che porterà ben presto all'archiviazione della Seconda Repubblica e, forse, di queste forze politiche che hanno saputo essere di gran lunga peggiori di quelle della Prima.
Il Pentapartito, nel '92, quando aveva stravinto le elezioni, almeno, ebbe il coraggio di proporre riforme radicali e di struttura. E forse anche per questo gli si avventarono contro i Poteri Forti e le procure. Oggi, invece, un falso bipolarismo fatto di inciuci bipartisan, sembra piuttosto proporre molto fumo e nessun arrosto.
Le uniche forze politiche che, oggi come ieri, propongono radicali riforme di struttura sono purtuttavia sotto rappresentate: parliamo dei Repubblicani del PRI, dei Liberali del PLI e dei Radicali che però, questi ultimi, da parecchi anni vanno al traino del Pd controriformatore.
Per rimettere in sesto i conti pubblici, ridare credibilità alla politica e rilanciare il Paese, occorre, diversamente, un progetto serio ed organico e che preveda: l'abolizione delle Province, dei Consorzi, delle Comunità montane; l'accorpamento dei Comuni inferiori a 15.000 abitanti; la privatizzazione del carrozzone Rai; l'accorpamento delle aliquote fiscali ad un massimo di tre, innalzando la no-tax area per i redditi medio-bassi; la riforma del sistema pensionistico e sindacale, evitando veti sindacali a vantaggio solamente di alcune categorie protuttive ed a totale svantaggio di altre categorie e del Paese; occorre ridurre il numero dei parlamentari, dei loro stipendi e di quelli dei Consiglieri regionali, almeno del 30 %; occorre poi riformare la Costituzione - rilanciando un'Assemblea Costituente - in senso liberale, ovvero abolendo quegli articoli come il 41 ed il 42 che non garantiscono i pieni diritti di proprietà privata e riformando la legge elettorale e le funzioni del Presidente della Repubblica.
Occorre che il Presidente della Repubblica sia eletto direttamente dai cittadini - a turno unico - abbia funzioni di governo e sia slegato dai partiti. Il Parlamento, invece, dovrebbe tornare alla sua funzione originaria di organo legislativo e di controllo e dovrebbe essere eletto su base proporzionale pura, con il sistema delle preferenze, per garantire il massimo della democrazia e della rappresentatività.
Molte altre sono le riforme che attendono questo Paese in balìa di un Parlamento che lo sta totalmente danneggiando. Occorre finalmente riformare la giustizia, separando le fuinzioni dei giudici da quelle dei PM; far eleggere direttamente dai cittadini i componenti del CSM ed introdurre la responsabilità civile del giudice. La giustizia, insomma, non dovrebbe più rispondere alla politica, bensì direttamente ai cittadini-elettori.
Non parliamo poi dell'introduzione di normative di diritto civile, come l'introduzione del riconoscimento delle unioni civili; la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati e la legalizzazione della prostituzione.
Un programma di riforme organico, insomma, contro la casta e che ridia finalmente dignità ad un elettorato che non ne può davvero più.

Luca Bagatin



21 luglio 2011

"Il gioco è bello quando dura tanto": la versione di Madido di Sudore



Le cose che terminano hanno un che di definitivo, di finale tutt'altro che a sorpresa, di taglio netto ad un passato e, soprattutto, ad un presente che non ci sarà più.
Le cose che terminano sarebbe bello che non iniziassero mai, proprio per non doverle finire.
Una torta che finisce e, in frigorifero, non ne hai un'altra, ti mette sempre un po' di tristezza, talvolta di nostalgia. Un po' come il finire di un amplesso.
Fumi per dimenticare oppure, talvolta, dimentichi persino di fumare, perso nei fumi della tristezza.
Il gioco è bello sì, ma quando dura tanto. Altrimenti non vale la candela.
Quando una candela si spegne, si spegne anche il soffio della vita, il fuoco della vita.
Quando una vita si spegne, anche se credi alla stronzata della reincarnazione o alle sedute medianiche, difficilmente si può riaccendere.
Un motore, quando ti lascia in panne, talvolta se non spesso, ci lascia le penne.
Loredana Bertè ricordava che "L'amore che non ha futuro è sempre colpa di uno". Nel mio caso di una, anzi, di più d'una. Ma mai contemporaneamente. Sono un tipo fedele e, quindi, solo come un cane.
Io, infondo, solo ci sto bene ed infatti il punto è un altro. Il punto è che non accetto la fine delle cose ed il fatto che le cose cambino e, soprattutto, che le persone si trasfomino. O, peggio, diventino multiformi.
Per questo amo i soprammobili ed ho sempre odiato i Transformers (quei robottini trasformabili in voga negli anni '80).
Le persone non sono soprammobili e ciò presenta purtuttavia un notevole vantaggio: non sei costretto a spolverarle quotidianamente. Al massimo, se dotate di un paio di tette e di un bel culo, puoi farci la doccia assieme.
Culo non si dice. Si dice sedere, ma a me la parola sedere non piace. Mi ricorda l'imperativo categorico che ti imponevano a scuola: "Siediti !" "Mettiti a sedere !" e c'era chi, ironizzando o ebetizzando, tentava persino di trasformare la sua faccia in un culo: la famosa faccia da.
La mia faccia è sempre stata di bronzo, nel senso di scultorea. Scultorea in un fisico erculeo. Per quanto io misurti non oltre il metro e quaranta di altezza.
Il gioco è bello quando dura tanto ed io, infatti, iniziai a giocare all'età di due anni per non smettere più: si trattasse di gioco di mano (la famosa pratica erotica - parafrasando Woody Allen - con chi si stima veramente) oppure di Gioca Jouer, il famoso gioco cretino ideato da Claudio Cecchetto.
Non smisi più di: dormire, salutare, autostop, starnuto, camminare, nuotare, sciare, spry (?), macho, claxon, campana, okay, baciare, capelli, saluti, saluti, superman...Praticamente di vivere.
La vita, però, ad ogni modo e comunque, ha un suo inizio ed una sua fine.
Le cose che terminano sarebbe bello - però - che non iniziassero mai, proprio per non doverle finire.
La vita è bella, certo, ma solo se Giochi a Jouer.
Se scopri di esserti tramutato in un rospo o in Claudio Cecchetto, beh, soccazzi !



19 luglio 2011

La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna



Andrea G. Pinketts, prolifico autore italiano di noir, insignito dell'alta onoreficenza di Cavaliere al Merito Culturale della Repubblica Francese, già giornalista d'assalto di inchieste relative alla criminalità organizzata condotte in prima persona (celebre quella relativa alla setta dei "Bambini di Satana"), non smette di stupirci.
Il suo linguaggio schietto, musicale e profondamente ironico, fatto di libere associazioni, dissociazioni, assonanze e doppi sensi mai volgari, oltre ad averci regalato numerosi trhiller, con "La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna", edito da Albatros Il Filo, ci propone per la prima volta una fiaba moderna.
Una fiaba che, a differenza delle altre, inizia con "E vissero per sempre felici e contenti" e termina con "C'era una volta". E questo perché, come spiega l'autore nel prologo, nessuno - tranne che un idiota - può vivere per sempre felice e contento, ma la fiaba diventa vita quando termina con un bel "C'era una volta".
La fiaba di Bernadette è dunque la storia di una ragazza sui vent'anni, strega di Edera Violacea - paese inventato per l'occasione - che esce dal quadro nel quale è incastonata per finire a Milano ed incontrare, allo Smooth, Benedetto dalla Doccia, l'eroe di cui si innamorerà.
Bernadette, nel corso della storia, sarà destinata ad invecchiare, ma, quel che è peggio, i due saranno perseguitati da una banda di malviventi capitanata da Mida Von Pecunia Y Dinero e dal suo socio Ivan Dragovich. E tutto ciò perché mai ?
Che cosa nasconde Bernadette che non ha visto la Madonna, ma ha incontrato un Marcantonio come Benedetto, alter ego di Pinketts ed amante della pulizia, oltre che armato di un semplice crocifisso, con il quale riuscirà a sgominare un'intera combriccola di troll cannibali ?
Una fiaba semplice, ma ricca di colpi di scena e di sanguinolenti delitti che, come sempre, saranno descritti e stemperati con profonda ironia da Andrea G. Pinketts.
Un libro davvero elegante, stampato su carta patinata ed arricchito dalle bellissime foto si Mariasole Brivio Sforza, che contribuiscono ad illustrarne gli eventi salienti.
Un Pinketts nella tripla veste di autore, co-protagonista e di attore da fotoromanzo. Rigorosamente noir.

Luca Bagatin



17 luglio 2011

Intervallo







16 luglio 2011

"La mia vita è un caos calmo: Dovrei esordire" monologo riflessivo by Baglu



Dovrei esordire con un bell'elenco, così da rompere il ghiaccio, da uscire da una certa apatia che mi rende più antipatico del solito.
Elenco delle cose che in questo momento mi danno fastidio:

l'ansia
il caldo
il caldo legato all'ansia
i forum sul web
gli stronzi che incontri sui forum sul web
gli stronzi dei forum sul web che, di persona, sono ancora più stronzi
la politica
le donne

Io non so capire le donne e loro non sanno capire me. Anzi, a loro, direttamente, non gliene frega niente.
A me sì, ma solo perché sono curioso, perché mi piace capire e conoscere il comportamento degli altri. Io osservo molto, mi guardo intorno, faccio domande. Talvolta sembro avere un atteggiamento maniacale, persino.
Aspetto la pioggia, da un po'.
Non aspetto più le sue chiamate, anzi, il telefonino l'ho spento direttamente. Non amo essere chamato, non ci sono per nessuno.
Nemmeno per me.

In camera mia ho una cosa per me molto preziosa.
Un quadretto che Lei mi fece per il Natale del 2009. Ci sono le nostre foto ed i nostri avatar, quei simpatici personaggini colorati che si fanno su internet. Anzi, per l'esattezza sono i nostri Buddy Poke, che, qualche anno fa, andavano ancora di moda su facebook.
Odio facebook. Amo ancora i Buddy Poke.
In alto, fra brillantini e cuori, Lei ci scrisse: "Lei & Baglu" e ci aggiunse un cuoricino fatto così "<3".
Poi, infondo al quadretto, ci sono scritte altre cose come ad esempio che i mai e i sempre e le promesse passano, ma la volontà e l'impegno durano.
Poi non riesco ad andare avanti senza piangere.
Scusate, magari continuerò un'altra volta.



Le cose cambiano, le persone si trasformano...
Un caro amico che sta passando un periodo difficile mi ha detto che la sua ex, che l'ha lasciato da due anni, oggi si è sposata ed ha un bambino.
Ecco, a me le cose che cambiano e le persone che si trasformano finisce sempre che non mi piacciono più.
Eh, lo so, sono fatto male.



13 luglio 2011

Quando il Parlamento italiano vìola i diritti dei cittadini



Ancora una volta il Parlamento italiano ha saputo dare il peggio di sè.
Se la settimana scorsa, con il concorso del Pd, era riuscito a mantenere in vita le inutili e costose Province, oggi mantiene in vita coattiva persino i malati terminali che vorrebbero decidere autonomamente del loro fine vita.
Eh sì, perché per quanto concerne il cosiddetto "testamento biologico", la Camera, con il concorso questa volta del PdL e dell'Udc, ha approvato un ddl che stabilisce che a decidere sul destino del paziente debba essere solo ed esclusivamente il medico.
Non cambia nulla, insomma, ed il cittadino-elettore, ancora una volta non conta un piffero.
Oltre ad essere già stato esautorato del suo diritto di voto, con leggi elettorali antidemocratiche ed incostituzionali in vigore dal 1993 ad oggi, è stato anche esautorato dal suo diritto di morire come gli pare e di decidere persino di abolire enti costosissimi ed ultraburocratici.
L'eversività delle forze politiche dell'Italia di oggi sembre non trovare limite.
Che cosa rimarrà da fare, dunque, al cittadino-elettore ora ? Forse solamente il denunciare il Parlamento italiano alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Luca Bagatin

PS: questo è il testo originale dell'articolo, così come l'ho scritto e postato.
Non è da considerarsi autentico, invece, l'articolo con l'aggiunta (dalla quale prendo in toto le distanze) riportato ad esempio al link
http://www.radicali.it/rassegna-stampa/testamento-biologico-un-sequestro-di-persona



13 luglio 2011

Il ramo d'acacia



Dei massoni e della Massoneria si parla spesso a sproposito e male. E spesso è così a causa della non conoscenza di questa grande Istituzione spirituale e dei suoi membri.
Da tempo ero alla ricerca di un romanzo che avesse per protagonista un massone e che parlasse di Massoneria, lontano dai soliti thriller esoterici o dai classici trattati di esoterismo, ovvero ero alla ricerca di una storia che parlasse di un massone comune.
L'ho trovata in "Il ramo d'acacia", l'agile romanzo dell'amico Enrico Proserpio, ambientato durante il periodo fascista e, nella fattispecie, durante le violenza squadriste ai danni dei massoni e della Massoneria.
E' una storia poco conosciuta, quella della massonofobia fascista. E pochi sanno che, oltre ad essere stati devastati Templi e Logge massoniche dai fascisti, molti massoni finirono trucidati nei campi di sterminio nazisti in Germania.
"Il ramo d'acacia" è la storia del giovane Ettore Marchi, massone fiorentino della Loggia Machiavelli all'Ordine della Serenissima Gran Loggia d'Italia. Un ragazzo innamorato ed appassionato della bella Amanda e dell'Istituzione alla quale appartiene.
Istituzione gloriosa durante il Risorgimento - la Massoneria - ma poi divenuta oggetto di persecuzione da parte del nazifascismo, che, in accordo con la Chiesa cattolica, non poteva tollerare la presenza di un'istituzione adogmatica e propugnatrice di ideali laici e democratici.
Fu così che, nel 1925, la Massoneria sarà messa al bando in Italia da Mussolini ed il giovane Marchi, assieme ai suoi Fratelli di Loggia, saranno costretti a riparara all'estero.
Ettore, in particolare, sarà preso di mira dal gerarca fascista Giulio Di Giovanni, il quale si macchierà di atroci delitti che lo stesso Ettore desidererà poi vendicare.
"Il ramo d'acacia", acquistabile unicamente on-line al sito www.lulu.com (digitando nel motore di ricerca il titolo del libro o il nome dell'autore), è un romanzo semplice ma ben scritto.
L'autore, massone a sua volta della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, non ha pretese nè storiche nè esoteriche. Egli vuole semplicemente trattare la storia di un massone che, come molti suoi pari durante il triste periodo fascista, fu costretto a fuggire e a difendersi per il solo fatto di appartenere alla Massoneria e propugnare, dunque, gli ideali di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini