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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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28 marzo 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Il monologo degli amori perduti" monologo by Baglu



Due rarissime foto di Baglu bambino, con il suo primo fratellino Fulmine


Qualche settimana fa sono rimasto colpito da una frase che un certo Sergio NonSoCheCosa mi ha scritto su un forum su internet. Mi ha scritto una cosa tipo che io faccio "propaganda frocista".
Ecco, io di solito i forum ed in gruppi sul web non riesco a seguirli. Mi fanno innervosire, perché sono persuaso che lì si annidi tutta la frustrazione e la stupidità umana, già scarsamente repressa nella vita di tutti i giorni.
Era il 1986, allora avevo 7 anni e nella mia classe, nella scuola elementare G. Garibaldi di .... tutta la 2A o quasi, si faceva beffe di un ragazzino rom, della nostra età, che era finito nella nostra classe in quanto il circo della sua famiglia era di passaggio nel paese.
Lo schernivano, gli dicevano che era diverso, che era scuro e parlava una lingua strana. Fu la prima ed ultima volta che feci a botte con un gruppo. Le diedi, ma, ovviamente, soprattutto le presi.
Da allora iniziarono a trattarmi come un tipo strano, anzi no, in qualche modo già lo facevano perché, a differenza degli altri, non ho mai avuto un padre (io ovviamente consideravo gli altri strani...e assai poco raccomandabili, specie dopo la vicenda del ragazzino rom).
Dal 2001 al 2003 ho frequentato gli Hare Krishna ed ho anche praticato diversi tipi di buddismo. Portavo i capelli un po' più lunghi di oggi e persino la mia barba era più lunga di oggi. Leggevo Kerouac e Burroughs. Ascoltavo mantra vedici e i Beatles ed anche i Grateful Dead. Avevo un passato di giovanissimo militante di estrama sinistra prima e poi nel Partito Radicale e nei movimenti ambientalisti, liberali e libertari. Avevo persino organizzato raccolte di firme e manifestazioni in solitaria.
Rovistando nei miei cassetti ho ritrovato delle vecchie lettere che Alice mi scriveva. Mi scriveva cose tipo "mi scopo il tuo cervello ogni volta che ti leggo e poi in testa giro filmini degni di Liala". Era il 2004 e, allora, Alice era una dei miei pochi lettori di allora.
Poi mi scriveva anche di non arrendermi e mi chiamava "Uomo", quello che in 28 anni di vita non aveva mai incontrato.
Mah...Mi stupiva allora, mi stupisce oggi. E mi commuove.
Sfogliando le cose che mi scriveva trovo anche parole tipo: "Gli uomini che catturano il mio interesse sono pochi. O meglio nulli. Banali, ripetitivi, volgari e maleodoranti. Epperò... tu, mi sembri l'opposto".
E concludeva con: "Mi piace il tuo cervello. Ecco, tu non sei un uomo. Sei un'essenza velata di cose, ideali, sogni e lotte. Tutto ciò per cui io vivo e ansimo".
Ancora oggi quelle parole mi emozionano. E non so nemmeno se davvero merito.
So che questi miei ideali, sogni e lotte mi hanno fatto molto soffrire nel corso della vita. E scavato voragini profondissime, che so per certo non si rimargineranno.
Alcuni giorni fa ho trovato un gattone nero. Ero convinto fosse mio fratello Mirtillo ed invece...ed invece si trattava di un altro gatto che, inizialmente pur non sapendolo, ho portato a curare dal veterinario.
E' stata la prima volta, per me, da un veterniario. Non voglio più tornarci. Ho avuto le vertigini nel vedere gattini, cagnolini e persino un coniglio sofferenti. Pensavo avrei vomitato l'anima e non ero nemmeno provvisto di sigarette per...sfogarmi un po'.
Non sono riuscito a piangere. Il mio sguardo era perso nel vuoto.
Al "mio" gatto è stato diagnosticato un trauma cranico, con totale lesione al sistema nervoso.  A rischio morte o paralisi.
Nel tornare a casa è stata grande la mia gioia nel trovare il mio Mirtillo a casa, festoso. Il gattone che avevo portato dal veterinario era un suo perfetto sosia.
L'ho curato per due giorni, senza alcun risultato. Le sue condizioni già gravi, sono peggiorate, con emorragia interna. Questa notte è spirato.
Ciao, piccolo gattone nero.
Ho pianto. Forse per la prima volta dopo molto tempo.
C'è una cosa che non riesco a sopportare e a superare: la morte delle persone care. La perdita delle persone a me care.
E' una cosa che non supererò mai ed alla quale penso da almeno 25 anni. Lasciamo perdere le teorie sulla vita e la morte. Posso crederci anche, ma non posso accettare.
Al massimo, posso solo rassegnarmi.
Come per la fine del mio rapporto con Lei. Spesso ci penso e rimango completamente muto, silente, solo con il mio cuore.
E' ormai passato quasi un anno...ma so che la ferita non si rimarginerà mai. Come quelle che porto sul mio corpo: al massimo si tramutano in cheloidi.
Alcune settimane fa un killer ha ucciso dei bambini. A Tolosa. In una scuola ebraica. Ancora odio, ancora odio razziale. Ma come si fa, dico io. Possibile che nessuno si renda conto di come l'uomo sia l'unico essere vivente che nasce stupido e spesso rimane tale per tutta la vita ? E che spesso rifiuta ogni tipo di educazione, di approdondimento, di...amore ?
Non posso accettare l'odio razziale. Non posso accettare l'uccisione di dei bambini. Non posso accettare chi abusa di bambini. Non posso accettare chi commette violenza su soggetti più deboli.
Penso commetterei una pazzia se fossi presente ad atti di questo tipo. Ma sono presuaso anche che non si tratterebbe di pazzia, bensì di reazione. Legittima.
Mi dicono che in Italia i partiti politici stanno completamente perdendo ogni tipo di fiducia da parte del loro elettorato. Mi dicono anche che, per le prossime elezioni amministrative, stanno fioccando le liste civiche...ove sicuramente si nasconderanno i soliti politici impuniti, vecchi, stantii, con le loro proposte vuote e la loro bramosia di potere.
Non sono mai stato d'accordo con quella norma che prevede, a livello amministrativo, di dare più potere ai Sindaci. Ci sono Sindaci che stanno depredando i loro Comuni e che li stanno impunemente distruggendo. Senza che nessuno dica nulla, anzi, pare che questa sia la legge.
Ed io mi chiedo se ciò sia giusto e mi dico che no, non lo è.
Ma nessuno si ribella. In Italia nessuno lo farà mai e, se qualcuno lo farà, lo farà solo perché indottrinato da qualche astrusa teoria fondamentalista. E pericolosa.
Non sopporto, poi, la gente che sale sul carro del vincitore. E di questa gente ne è pieno lo Stivale. Ipocrisia...bugie...ecco i nuovi reati da perseguire. Le situazioni artefatte, ovvero fatte ad arte.
Una volta si sono rifiutati di farmi entrare ad un convegno in quanto mi mancava la "tessera associativa". Quella è stata la prima volta in cui mi sono sentito davvero discriminato ed ho capito quanta ipocrisia ci possa essere in certe parole altisonanti che vengono ripetute in maniera vuota e senza essere interiorizzate.
Concetti come "Fratellanza" prima si interiorizzano e poi, forse, solo molti decenni dopo (o molte vite dopo, chissà), possono essere proferiti. Ma nessuno vuole comprenderlo.
Non lo so. Temo di aver parlato troppo. Di aver annoiato qualcuno ed anche me stesso.



26 marzo 2012

"Il sentiero del bosco incantato": appunti sull'esoterico nella letteratura




Uno degli aspetti che mi ha sempre molto affascinato dell'arte, della pittura, del cinema, della letteratura, è la ricerca di molteplici significati, più o meno celati, più o meno nascosti, che l'occhio umano pressochè non riesce immediatamente a percepire. Oppure non percepisce affatto.
Un'opera dell'ingegno, qualsiasi essa sia, necessita - per essere apprezzata e compresa - di tutti i sensi umani che non sempre sono necessariamente cinque. Il celebre investigatore dell'incubo, nato dalla penna di Tiziano Sclavi, Dylan Dog, direbbe infatti che i sensi sono cinque...e mezzo !
Il cuore, organo che simbolicamente rappresenta il sentimento umano, è forse la chiave di lettura di un'opera nel suo insieme.
Luigi Pruneti, scrittore, saggista, nonchè Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro di una fra le più importanti Obbedienze massoniche italiane - la Gran Loggia d'Italia - è riuscito, in un corposo ed approfondito volume, a raccontare l'esoterico nella letteratura.
"Il sentiero del bosco incantato" (La Gaia Scienza Editrice), con prefazione dell'editore Antonio Tiberio Dobrynia, è un viaggio che parte dall'antichità per giungere alla modernità del fumetto, alla ricerca dei molteplici significati spirituali delle opere letterarie che, almeno una volta nella vita, ci sono capitate sotto gli occhi.
E' un viaggio che parte da Omero, dall'Odissea, dall'Eneide, dall'Antica Grecia la cui cultura è alla base della civiltà occidentale, passa per Dante, probabilmente iniziato alla setta dei "Fedeli d'Amore", il quale, per mezzo delle sue opere ha tentato un rinnovamento della cristianità, farcendo di simboli esoterici e misterici la sua "Divina Commedia". E poi il Rinascimento e dunque l'Umanesimo e la rinnovata ricerca spirituale in appositi circoli culturali atti a diffondere l'antico "Corpus Hermeticum", redatto dal mitologico Ermete Trimegisto, testo all'origine della moderna alchimia.
Luigi Pruneti non può, successivamente, non parlare dei Rosa-Croce e delle opere dei ricercatori spirituali a cavallo fra il 1500 ed il 1600, quali Elias Ashmole, Robert Fludd, Jacob Bohme, John Dee, Micheal Maier ed Emanuel Swedemborg e dunque inquadrarle quale origine e base della moderna Massoneria, nata ufficialmente nel 1717, a Londra e successivamente diffusa in tutta Europa, Asia e nel Nuovo Continente, quale confraternita universale alla ricerca dell'antica Gnosi, della spiritualità autentica ed ostacolata dalle Religioni Istituzionalizzate ed alla ricerca di quella fratellanza universale senza distinzioni così difficile da ottenere non solo nei secoli bui, ma persino in epoca moderna.
Troviamo qui, dunque, le opere letterarie e le commedie di Carlo Goldoni, massone che parlerà di Massoneria persino nelle celebri "Le donne curiose", ma anche quelle del già massone Vittorio Alfieri, nonchè gli accenni alla massoneria di Giacomo Casanova.
Se il Secolo dei Lumi, degna prosecuzione del Rinascimento umanista, sarà il secolo del rinnovamento spirituale senza dogmi, il XIX secolo conoscerà fasi alterne, con l'approssimarsi di correnti antimassoniche che già avevano colpito a morte due illustri vittime nel '700: il poeta Tommaso Crudeli ed il conte Alessandro Cagliostro, torturati ed uccisi dall'Inquisizione cattolica unicamente in quanto massoni ed esoteristi.
L''800 europeo conoscerà dunque le follie di Léo Taxil, già ex massone ed anticlericale, il quale si avvicinerà al clericalismo ed inizierà a scrivere opere antimassoniche nelle quali descriverà i massoni come adoratori del Demonio e le tornate di loggia quali sabba satanici. Alla fine, ad ogni modo, sarà lo stesso Taxil a spiegare che si era trattata di una burla, ma le sue opere sono ancora oggi ritenute veritiere, in particolare da settori clericali e amanti delle cosiddette "teorie del complotto".
L'800, ad ogni modo, come spiega Luigi Pruneti, sarà però anche caratterizzato da una fervente letteratura anticlericale nella quale, in particolare in Italia, ritroviamo la penna di massoni celebri: Giosue Carducci in primis, Vate della Terza Italia, ma anche il Generale Giuseppe Garibaldi, autore di "Clelia il governo dei preti".
In Europa, fra gli autori che più di altri utilizzarono le loro conoscenze esoteriche al fine di celarle nelle loro opere, ritroviamo Jules Verne ed Edward Bulwer-Lytton. Pensiamo ad esempio al "Viaggio al centro della Terra" di Verne, vera e propria allegoria iniziatica, oppure allo "Zanoni" di Bulwer-Lytton, oppure a "La razza ventura", in cui racconta di un ameno popolo sotterraneo ed in ciò è ravvisabile anche una certa influenza da parte della celebre occultista Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, allora molto conosciuta ed apprezzata fra i ricercatori dello spirito ottocenteschi.
Capitolo curioso e molto interessante è quello riservato a Gabriele D'Annunzio, già iniziato alla Serenissima Gran Loggia d'Italia ed amante dell'esoterico, riscontrabile ad esempio nelle liriche dell'"Alcyone", così come in altri celebri autori del '900 quali Herman Hesse, Marguerite Yourcenar, Jorge Luis Borges, sino al celebrerrimo Tolkien e la sua letteratura cosiddetta fantasy, che celebra le antiche Tradizioni del Nord Europa.
Nemmeno le fiabe e le favole sono escluse dalla tradizione esoterica. Luigi Pruneti, infatti, ci parla del "Pinocchio" di Carlo Collodi, viaggio iniziatico di un pezzo di legno - allegoria della pietra grezza - che giunge, dopo numerosissime prove, alla consapevolezza e diventa essere in carne ed ossa, pensante, che giunge a comprendere i valori della Verità, alla Bellezza ed alla Bontà.
In questa disamina dell'esoterismo nelle opere letterarie, non possono mancare i fumetti.
Il celebre fumettista veneziano Hugo Pratt, già massone della Gran Loggia d'Italia iniziato presso la Loggia Hermes e profondo viaggiatore e conoscitore delle culture e civiltà del mondo, con il suo "Corto Maltese", celebrerà l'esoterismo nel fumetto.
Corto Maltese, il marinaio, il viaggiatore, il profano alla ricerca di mondi sconosciuti, il paladino della libertà e dell'emancipazione senza bandiera, è l'esempio fumettistico più azzeccato in questo senso. In "Favola di Venezia", Hugo Pratt, inserirà persino alcuni suoi Fratelli di Loggia, oltre che la mitologica Clavicola di Salomone, ricercata da Corto Maltese.
Luigi Pruneti, ad ogni modo, si sofferma anche ad analizzare fumetti più - per così dire - "commerciali" quali Dampyr e Dylan Dog, portatori e veicolatori di valori positivi ed attinenti alla realtà nella quale viviamo.
L'ultimo capitolo de "Il sentiero del bosco incantato" è dedicato ai simpatici omini blu, ovvero i Puffi, erroneamente creduti da molti quali allegoria dei massoni, aspetto che, purtuttavia, Pruneti sembra escludere e sfatare.
Il saggio di Luigi Pruneti qui per sommi capi riassunto è, ad ogni modo, un'utilissima guida per tutti coloro i quali intendono o intenderanno approcciarsi alla letteratura, sia essa classica, avventurosa o fumettistica, con occhio attento e critico. Alla ricerca di significati percepibili...con quel quinto senso e mezzo presente solo nel cuore di chi sa ascoltare.

Luca Bagatin



24 marzo 2012

Ferruccio Pinotti e l'antimassoneria



"Fratelli d'Italia" di Ferruccio Pinotti, un pessimo libro dal sapore antimassonico pieno zeppo di errori ed imprecisioni, come già fece egregiamente notare la giornalista e direttrice Anna Giacomini - purtroppo recentemente scomparsa - che nel numero 1 del dicembre 2007 della prestigiosa rivista "Officinae", gli dedicò un ironicissimo e puntuale articolo evidenziandone tutte le incogruenze.
Ferruccio Pinotti oggi ritorna a giocare la carta massonofoba, con un articolo apparso il 17 marzo scorso sul "Corriere della Sera" di Brescia.
Nell'articolo, dal titolo "La carica dei massoni: è corsa alle logge", Ferruccio Pinotti accusa nuovamente la Massoneria di essere un "network di potere riservato".
Di quale potere egli parli non è dato di sapere, in quanto la Massoneria è un'organizzazione morale, spirituale, culturale e filosofica, ove di potere non si parla punto (visto che è vietato parlare di politica, oltre che di religione).
Quanto alla riservatezza...mah, forse il Pinotti non ha dato un'occhiata all'elenco telefonico di Roma, oppure a Paginebianche.it ove, ad esempio, è presente la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, la cui sede si trova a Roma nella centralissima Via S. Nicola De' Cesarini 3 e le cui entrate sono regolarmente registrate e provenienti unicamente dagli affiliati.
Altra imprecisione dell'articolo di Pinotti è che non è vero che "gli elenci dei massoni non sono pubblici", al massimo - quelli sì - sono riservati, così come avviene per ogni tipo di associazione: sia essa culturale, sportiva, politica ecc... I soci, infatti, hanno il sacrosanto diritto alla privacy e, dunque, alla riservatezza.
E' ovvio che, come per ogni tipo di associazione, anche gli elenchi delle Obbedienze massoniche italiane sono certamente reperibili dalle pubbliche autorità.
Ferruccio Pinotti conclude poi l'articolo affermando: "Quindi al cittadino non è consentito sapere se un primario appena nominato è anche massone, o se lo è un magistrato che deve giudicare una causa nel quale uno dei due contendenti fa parte di una loggia. Il tema della «doppia lealtà» degli appartenenti a lobby e associazioni riservate non è mai stato risolto da leggi appropriate. E danneggia gravemente la democrazia".
Forse l'articolista non sa che in Italia la libertà di associazione è garantita persino dalla Costituzione della Repubblica. E la libertà di associazione prevede anche la possibilità di mantenere riservata l'appartenenza a qualsivoglia associazione, così come riservato può essere anche l'orientamento religioso, politico e sessuale di ogni cittadino.
Se un medico è massone, omosessuale, cattolico, musulmano ecc... non si vede che cosa ciò possa interessare al cittadino o al paziente. Oppure viviamo forse in una società ove è legittimo discriminare in base al colore, all'orientamento sessuale oppure all'appartenenza ?
Questa è la democrazia. Nelle dittature, diversamente, ciò non avveniva nè avviene e - non a caso - associazioni come la Massoneria erano perseguitate dai regimi (e lo sono tutt'ora nelle numerose dittature presenti nel mondo) al punto che, numerosi massoni, finirono nei campi di concentramento nazisti in Germania, oppure finirono, in Italia, al confino.
Questo, però, l'articolista Pinotti omette di dirlo. Così come Pinotti omette anche di dire che, con sentenza del 17 febbraio 2004, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sancì il pieno diritto dei magistrati di appartenere a qualsiasi associazione legittima e quindi anche alla Massoneria e condannò l'Italia per violazione della libertà di associazione. Inoltre, la Corte di Strasburgo, già nel 2001, condannò la Regione Marche in quando aveva inserito una norma che prevedeva, per i suoi dipendenti e consiglieri, la "dichiarazione di non appartenenza a logge massoniche": norma ovviamente fortemente discriminatoria e lesiva della libertà di associazione.
Tutto ciò è documentato nel saggio da noi già recensito "Il lenzuolo del fantasma" (Edizioni Giuseppe Laterza), redatto dall'Avvocato Bruno Auricchio. Testo certamente non diffuso come il "Fratelli d'Italia" del Pinotti, ma certamente più attendibile e documentato.
Questa è la democrazia: ovvero libertà di associarsi, partecipare senza essere discriminati, lavorare senza essere discriminati, lottare, anzi, contro le discriminazioni.
Ciò, forse, l'articolista del "Corriere della Sera" di Brescia, l'ha probabilmente dimenticato.

Luca Bagatin



23 marzo 2012

AFORISTICA di Paolo Bianchi



Donare a molti, imparare da tutti.

L'aforisma è un modo per ridare alle parole il valore che meritano.

"L'umiltà è bene" non rientra nei giudizi morali, ma nell'etica universale.
Basta chiarirsi sul termine "umiltà".



20 marzo 2012

Fulcanelli svelato da Geneviève Dubois

Fulcanelli.
Nome mitologico certamente evocativo per la mente dei ricercatori dello Spirito, nella fattispecie degli studiosi di alchimia e di storia dell'arte e delle Cattedrali gotiche.
Fulcanelli, autore delle erudite opere quali "Il Misteri delle Cattedrali", "Le Dimore Filosofali" (in due volumi) e "Finis Gloriae Mundi", oggi disponibili per i tipi delle Edizioni Mediterranee, ma, nel passato, stampate in edizioni limitatissime e riservate a pochi esoteristi.
Fulcanelli è, per molti versi (per quanto non tutti), svelato nel libro-reportage di Geneviève Dubois, libraia ed appassionata di esoterismo, che le Edizioni Mediterranee hanno raccolto in Italia nel volume "Fulcanelli: svelato l'enigma del più famoso alchimista del XX secolo", con prefazione di Gianfranco De Turris.
Volume denso di documenti fra la fine dell'800 ed i primi del '900, epoca nella quale il Nostro visse, in una Francia dedita all'occulto ed alla teosofia, ovvero alla scienza del Divino, alla ricerca della propria identità spirituale.
Ma, partiamo dall'analisi del nome: Fulcanelli, ovvero traducibile dal francese pressapoco in "vulcain" e "soleil" - vulcano e sole - che suona piuttosto come "Fuoco del Sole".
Un mito, quello di Fulcanelli, custodito per secoli dal suo discepolo, ovvero dall'alchimista Eugène Canseliet, morto nei primi anni '80 del XX secolo.
Un mito che ha avuto origine, come spiega la Dubois, nell'ambiente degli adepti della Società Teosofica, dell'Ordine Martinista e della Massoneria di Memphis e Misraim, ovvero l'ambiente dei Papus, dei Marc Haven, degli Ambelain e dei René Guénon, ovvero di quei ricercatori dello Spirito che praticavano la Scienza sacra di Ermete Trimegisto e, dunque, l'Alchimia, capace di tramutare il vile spirito umano in spirito divino, perfetto, privo di impurità terrene e materiali.
Fra costoro vi erano Pierre Dujols (1862 - 1926), discendente della nobile famiglia francese dei Valois e proprietario della libreria esoterica "Librairie du Merveilleux", l'amico Jean-Julien Champagne (1877 - 1932), valente pittore ed artista, oltre che inventore e cultore della scienza e René Schwaller de Lubicz (1887 - 1961), egittologo ed alchimista.
Saranno loro tre, assieme al già citato Eugène Canseliet, con le loro ricerche e studi alchemici, nonchè relativi al simbolismo delle cattedrali, a far nascere e diffondere il mito del grande e dotto Fulcanelli.
Saranno dunque le ricerche teoriche e di laboratorio di Dujols e successivamente di Schwaller de Lubicz e di Champagne, a produrre quei risultati contenuti nelle opere "Il Mistero delle Cattedrali" (1926), pubblicato in sole 300 copie e "Le Dimore Filosofali" (1930), pubblicato in 500 esemplari.
Eugène Canseliet (1899 - 1982), già allievo di Jean-Julien Champagne, e futuro prefatore delle opere di Fulcanelli, custodirà sino alla morte il mito del suo Maestro. Dirà persino che Fulcanelli era un essere ultraterreno, immortale, un Adepto della Fratellanza Bianca, un vero Rosa-Croce giunto sulla terra per favorirne l'evoluzione spirituale.
Qualsiasi sia, in sostanza, l'autentica verità di Fulcanelli, ciò che conta è il contenuto delle opere che egli ci ha lasciato.
Opere che svelano il significato del simbolismo delle Cattedrali gotiche, il loro significato religioso, spirituale e filosofico, che affonda le radici nell'Antico Egitto, passando per i templi greci, romani, l'epopea cristiana e medievale. Opere di alta filosofia alchemica, adatte piuttosto al ricercatore istruito, che non si lascia scoraggiare dalle prime difficoltà interpretative.
L'opera-reportage di Geneviève Dubois ci fa assaporare l'epoca degli alchimisti e degli spiritualisti a cavallo fra il XIX ed il XX secolo e ci invita a proseguire il cammino che Fulcanelli - ovvero chi stava dietro alle sue opere - intraprese con grande sacrificio, dispendio di energie e persino di danaro, al fine di ricercare la Pietra Filosofale. Che è la scintilla divina in ciascuno di noi.

Luca Bagatin



16 marzo 2012

Intervista esclusiva di Luca Bagatin al Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM Luigi Pruneti


Luigi Pruneti, classe 1948, scrittore e saggista fiorentino nonché docente di materie umanistiche, fine studioso di Storia, letteratura ed esoterismo, è, dal 2007, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori (ALAM) e direttore responsabile della rivista di Studi Esoterici "Officinae".

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM è l'unica grande Obbedienza massonica italiana ad ammettere al suo interno anche le donne, nonché è diretta prosecutrice della Serenissima Gran Loggia d'Italia, fondata nel 1908 dal pastore protestante Saverio Fera, in polemica con la deriva ateistica ed irreligiosa del Grande Oriente d'Italia allora guidato dal Gran Maestro Ettore Ferrari.

Al suo interno "militarono" esponenti di primissimo piano della letteratura e della cultura italiana quali Gabriele d'Annunzio, gli attori Totò ed Aldo Fabrizi, il fumettista Hugo Pratt e molti altri.

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM di cui è massimo rappresentante Luigi Pruneti, è oggi degna rappresentante della Massoneria Liberale e adogmatica in Italia, ovvero lontana dalla tradizione "dogmatica" inglese, nonché è fra i fondatori del C.L.I.P.S.A.S. ovvero l'organizzazione transazionale che raggruppa tutte le Massonerie liberali e a dogmatiche.

Oggi Luigi Pruneti, di cui ricordiamo l'ottimo sito web www.luigipruneti.it, ci ha concesso quest'amichevole intervista per conoscere meglio la Gran Loggia d'Italia, il suo ruolo di Gran Maestro dell'Obbedienza, nonchè il presente e futuro della Massoneria in Italia ed all'estero.

A sinistra Luigi Pruneti e, nella foto a destra il prof. Aldo A Mola, la compianta Anna Giacomini, già direttrice di "Officinae" ed il prof. Pruneti

Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, come dicevamo, è la massima esponente della Massoneria Liberale in Italia. In che cosa si differenzia, innanzitutto, la tradizione massonica liberale da quella "dogmatica" di matrice inglese?

Luigi Pruneti: Le Comunioni che si dichiarano liberali rifiutano ogni sorta di sudditanza anche solo formale ad altre Obbedienze; ritengono, infatti, che la Massoneria possa prosperare solo entro una dimensione di libertà, impermeabile ad ogni dogmatismo o diktat. I confini di siffatta dimensione sono la Tradizione iniziatica, i valori latomistici, e il rispetto degli Statuti e regolamenti. I principi della Massoneria liberale sono ben espressi dall'Appello di Strasburgo del 22 gennaio 1961 che dette origine al CLIPSAS, nato per "ristabilire fra tutti i Fratelli la catena d'unione rotta dalle deprecabili limitazioni contrarie alle Costituzioni di Anderson del 1723".


Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, a differenza di altre Obbedienze massoniche, riunisce al suo interno sia l'Ordine che il Rito. Ed il Rito seguito è unicamente quello Scozzese Antico ed Accettato. Perché questa regola?

Luigi Pruneti: Le origini della Gran Loggia d'Italia datano 21 marzo 1910, quando fu fondata dal Supremo Consiglio d'Italia di Rito Scozzese Antico ed Accettato. Lo Scozzesismo è dunque il DNA stesso della Comunione che perderebbe la propria identità se dovesse discostarsi da storia da tradizione. Fra l'altro il Rito Scozzese Antico e Accettato è un "ordito massonico" di eccellenza che permette a chi gli si accosta in modo appropriato un percorso spirituale completo e appagante da ogni punto di vista.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci, brevemente, in che cosa consiste il ruolo di Gran Maestro di un'Obbedienza massonica importante come la Gran Loggia d'Italia?

Luigi Pruneti: In primo luogo è quello di punto di riferimento e di guida di tutti i Fratelli e di tutte le Sorelle; vi è poi la funzione fondamentale di depositario e d'interprete della Tradizione, di conservatore e di difensore degli Statuti, delle Leggi e dei regolamenti della Comunione. Vi sono poi i ruoli pubblici, amministrativi, di rappresentanza, di difesa dei valori massonici, di coordinamento e di promozione dell'attività' culturale e tanti altri compiti che sarebbero noioso elencare. Ti posso, comunque, assicurare che un Gran Maestro non rischia mai di annoiarsi.


Luca Bagatin: Che cosa è cambiato, oggi, rispetto ai tempi di Saverio Fera? Voglio dire, ha ancora senso, oggi, avere due grandi Obbedienze massoniche in Italia, una di matrice liberale e un'altra - il Grande Oriente d'Italia - che insegue disperatamente il riconoscimento inglese?

Luigi Pruneti: I motivi che portarono alla storica divisione del 1908 sono ormai sepolti dalla polvere, ma in oltre cento anni di percorso separato ciò che erano rami diversi di un unico ceppo sono diventati due piante distinte. Ormai vi sono differenze non solo dettate dalla storia, ma anche dalla struttura organizzativa, rituale, tradizionale. Basti pensare al fatto che la nostra è una Comunione mista o alla già ricordata unicità scozzese che ci caratterizza. Ciò non toglie che un domani possano sussistere rapporti di vicinanza e di collaborazione.


Luca Bagatin: Tu sei autore di numerose opere letterarie ed esoteriche, fra cui molte concernenti l’anti massoneria. Anche oggi, nel 2012, pur nella società dell'informazione, sembra ancora essere prevalente in Italia un forte un sentimento di massonofobia da parte della gran parte delle cultura dominante, dei media e persino della politica. Come mai, a tuo giudizio ?

Luigi Pruneti: Il discorso è così complesso e articolato che necessiterebbe di diverse pagine per essere almeno delineato a grandi linee. Diciamo che la massonofobia peninsulare ha solide fondamenta nel passato giacché si fonda sull'idiosincrasia storica verso l'Istituzione della Chiesa Cattolica,del fascismo e del comunismo. Queste tre componenti ideologiche, seppur in maniera diversa, si fanno sempre sentire. Vi è poi un immaginario collettivo antimassonico che alimentato per oltre tre secoli da distorsioni, pregiudizi e ignoranza ha creato degli stereotipi negativi ad amplissima diffusione. La massoneria possiede inoltre alcune caratteristiche che ne facilitano da parte dell'opinione pubblica l'elezione a capo espiatorio. Pertanto quando vi è una crisi, o assistiamo a episodi inspiegabili, vi è qualcuno che attribuisce tutto ciò a una non ben definita galassia massonica. Infine alcuni non perdonano alla massoneria di impegnarsi per il risveglio delle coscienze, l'autonomia di giudizio, la libertà assoluta di pensiero. Per questo non vi è stata dittatura o tirannide che non abbia combattuta la massoneria.


Luca Bagatin: Fra le prossime attività pubbliche che ha in serbo la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, è previsto un convegno su informazione, disinformazione e omologazione. Puoi raccontarci qualche anticipazione?

Luigi Pruneti: Avrei proprio il desiderio di organizzare un incontro su quest’argomento. Vedi la comunicazione sta conoscendo una rivoluzione epocale ma è fondamentale che questa sia corretta e rispettosa del pensiero altrui. La rivoluzione del web è sembrata e sembra una garanzia di libertà e di democrazia. Il mare magnum d’internet è aperto a tutti e tutti possono esprimere il loro pensiero, denunciare, rivelare. Ma siamo certi che questo garantisca una visione completa e rispondente alla realtà? Il linguaggio del web è per sua natura semplice, immediato, si articola sull'indicativo, non vi è spazio per condizionali e congiuntivi. Sentenzia, non facilita riflessioni autonome, caso mai le veicola, le induce. Ciò premesso siamo sicuri che il populismo informativo di Wikipedia, le ondate emozionali dei blog, il contagio umorale della rete sia garanzia di una corretta informazione e dunque supporto di libertà? . Alessandro Barbano in "L'Italia dei giornali fotocopia "scrive: "Il problema della nostra modernità è evitare che il massimo di libertà garantito dallo sviluppo delle nuove tecnologie si traduca nel massimo di omologazione culturale". Su questi e altri temi vorrei aprire un dibattito per comprendere meglio verso quali mete stiamo navigando e individuare i pericoli che ci attendono lungo il tragitto.


Luca Bagatin: Qual è, a tuo giudizio, lo stato dell'arte della Massoneria in Italia e all'estero? Quali le sue prospettive future?

Luigi Pruneti: La situazione delle Comunioni a dogmatiche e liberali, in Europa e nelle altre parti del mondo è buona. Ovunque stanno crescendosi e potenziandosi. L'Obbedienza alla quale appartengo, ad esempio, passa un periodo estremamente positivo: il numero dei Fratelli e delle Sorelle è in costante aumento, sempre più giovani stanno bussando alle porte del Tempio, il coinvolgimento e la partecipazione sono notevoli, come pure l'orgoglio di appartenere alla grande famiglia massonica. Conosco invece poco la situazione delle obbedienze di estrazione e di schema diverso, sulle quali, pertanto, non mi pronuncio.


Luca Bagatin: Un'ultima domanda. Avremo mai, secondo te, un Gran Maestro donna in Italia?

Luigi Pruneti: Non ho una sfera di cristallo nella quale leggere il futuro; ma ritengo che i tempi siano ormai maturi e che prima o poi anche nella Penisola vi sarà un Gran Maestro donna.




14 marzo 2012

"IL CANTASTORIE": soggetto per un film di Luca Bagatin



Sto scrivendo il soggetto per un film che vorrei fosse ambientato nella Roma degli anni '90, in un condominio bene della città .
Lui, Alfredo, è un rampante dirigente d'azienda, sui quaranta-cinquant'anni ed è sposato con lei, che mi piacerebbe fosse interpretata da Valentina D'Agostino. Valentina ha dimostrato di essere una bravissima attrice nell'interpretare sia ruoli leggeri che ruoli profondamente drammatici e penso sarebbe perfetta per questo ruolo di giovane casalinga innamorata di suo marito, ma sistematicamente tradita.
Alfredo, infatti, non la ama e dopo il lavoro spesso non rientra a casa, perché o la tradisce con la segretaria, oppure va a puttane, frequenta altre donne e persino uomini.
Lei, che potremmo chiamare Azzurra, purtuttavia, ha un carattere molto forte e determinato, ma il suo amore per lui le impedisce ogni tipo di decisione drastica.
Anche quando fanno l'amore sembrano non provare alcun piacere: si tratta di un amplesso veloce e rabbioso, meccanico, privo di pathos.
I due hanno un figlio che potremmo chiamare Matteo. Ha sette anni ed un forte interesse - quasi maniacale - per la numismatica e la filatelia. Ama moltissimo collezionare monete e francobolli di vari Paesi. E' il suo mondo, poichè, viste le continue liti dei suoi genitori lui si è pressochè completamente rinchiuso nel suo piccolo e sicuro universo interiore.
Non è coccolato dalla madre nè dal padre. La prima si limita a svegliarlo, portarlo a scuola, preparargli i pasti, ma sembra del tutto assente ogni tipo di affetto e di empatia. Per lei è impossibile, poichè è totalmente assorbita dall'amore per il marito, è totalmente succube della situazione che vive o non vive con lui, dei suoi tradimenti, del suo non dimostrarle amore, che non riesce a pensare ad altro.
Matteo, a parte qualche saluto e bacio di rito, non riceve alcun tipo d'attenzione nemmeno dal padre, assente - appunto - oppure persino violento con la madre.
Vicino a loro è da poco arrivato uno strano signore, uno scrittore, Giovanni, che vive solo e si comporta in modo curioso. Pone molte domande sia ad Alfredo che ad Azzurra, oltre che al bambino ed alla portinaia.
La sua professione lo porta ad essere profondamente curioso e si mette a spiare la famigliola. A volte a seguirne i componenti, in particolare gli spostamenti di Alfredo, che sono i più frequenti. Origlia fra le sottili pareti con un bicchiere e scrive. Riporta ogni cosa loro facciano.
Ha intenzione di realizzarne un romanzo sociologico e raccoglie materiale per parecchi mesi.
Giovanni diventa molto amico di Matteo, gli fa anche da baby sitter, con la madre in casa, prostrata sul divano a piangere e ad imbottirsi di psicofarmaci.
Lui cerca di far sentire Matteo a suo agio, gli racconta favole e storie, miti antichi, gioca con lui, lo aiuta a fare i compiti, mentre Matteo lo inizia alla numismatica ed alla filatelia che, invero, lo scrittore ha sempre odiato sin da bambino.
Giovanni è molto colpito dal fatto che Matteo non manifesti alcuna emozione. Non sorride nè piange mai. Lo fa notare alla madre, ma lei fa spallucce, sino a che un giorno Matteo bussa alla porta dello scrittore.
Proprio in quel momento Giovanni sta terminando di dare alle fiamme il suo manoscritto, dopo averlo cosparso di benzina sul pavimento del salotto: non ha alcuna voglia di speculare sulle disgrazie dei vicini, soprattutto di Matteo.
Giovanni, dunque, apre la porta e si trova di fronte il piccolo Matteo. Si accovaccia e gli chiede: "Che c'è ?" ed il piccolo: "Ti voglio bene" ed il bimbo si scioglie in lacrime.
Giovanni lo abbraccia forte, sorride e dice: "Anch'io".
Poi si alza e lo prende per mano e con entusiasmo grida: "Dai, andiamo, sù, andiamo a prendere un gelato !". Matteo gli sorride ed i due corrono giù per le scale, fuori dal condominio, felici.
Titoli di coda.
E' un soggetto per un film molto triste, drammatico, ma che si conclude forse nel migliore dei modi. Ha profondi risvolti psicologici e, soprattutto, sociali.
Non so se ne avrò mai la voglia o il tempo di scriverne anche la sceneggiatura, a dire il vero, però non nascondo che mi piacerebbe molto.
La trama sembra semplice, ma non lo è. Persino gli intrecci fra i personaggi - che sto provvedendo a disegnare su carta - non sono così semplici o scontati.
Voglio però lavorarci un po' sù, senza troppe pretese.



12 marzo 2012

AFORISTICA di Paolo Bianchi



I libri che valgono davvero sono quelli scritti più per l'autore stesso che per gli altri.

Chi comprende ciò che era incompreso, sappia che c'è sempre l'Incomprensibile che lo attende, sereno e forte.

Ai poveri e sofferenti. 
Siate sereni, andrete in Paradiso! 
E se il Paradiso non dovesse esistere, 
dimenticherete tutto.



9 marzo 2012

A proposito di società maschilista e differenze "di genere"



L'8 marzo di ogni anno i discorsi retorici, più o meno istituzionali, tutti più o meno banali, si sprecano.
Tutti uguali, tutti più o meno pietisti nei confronti delle donne. E' così da tempo immemorabile ed io ancora ricordo tali discorsi quando venivano fatti e li facevamo nel 1996, quando avevo 17 anni e mi coinvolsero nella redazione di un volantino politico che parlasse della condizione lavorativa della donna.
Ero giovanissimo ed anch'io, evidentemente, preso dalla retorica.
Siamo nel 2012 e, forse, occorrerebbe andare all'origine della lotta fra i sessi, delle cosiddette differenze "di genere". Tristissima e banalizzante definizione per parlare di uomini e donne.
Uomini e donne, sulla pelle dei e delle quali, si sono costruiti anche programmini televisivi stereotipati e stereotipizzanti, utili solo a perpetrare inutili differenze di sesso ed, appunto..."di genere".
Sin dalla nascita e non si capisce perché mai, i maschietti sono bollati con il nastrino azzurro e le femminucce con quello rosa. Crescendo, poi, ai maschietti si regaleranno macchinine e soldatini, mentre alle femminucce bamboline e vestitini. E ciò accade sin dalla notte dei tempi, tanto per aumentare astruse differenze sessuali, ruoli imposti da millenni da una società stereotipata.
Ma chi ha deciso il perché ed il percome catalogare maschietti e femminucce in questo o in quel modo ? Ma chi ha imposto loro determinati "ruoli sociali" ?
Tutto ciò, ad ogni modo, da millenni si riverbera nei comportamenti di maschi e femmine nella società: i primi devono essere visti o sono visti come forti e sicuri di sè, mentre le seconde sono il cosiddetto "sesso debole". Ma è poi vero tutto ciò, oppure sono ruoli imposti nei secoli dei secoli, amen ?
E fu così che oggi le donne sono talvolta starnazzanti, sempre in competizione ed in lite fra loro, maniache nevrotiche dello shopping, tutt'altro che emancipate ed alla continua ricerca (consapevole o meno) di un appoggio maschile.
E, viceversa, i maschi cercano di mantenere di sè un'immagine sicura, autorevole, protettiva...quando in realtà, forse, sono ben più fragili e, talvolta, persino più immaturi...finendo per comportarsi come macchiette di sè stessi, frequentando palestre e centri benessere in grado di renderli fisicamente "diversi" da come sono, ma non certo più consapevoli di sè stessi...tutt'altro !
La società maschilista non esiste in natura, ma la si è creata. L'hanno creata in primis le donne, le quali sono tutt'altro che solidali fra loro e soprattutto scarsamente in grado di emanciparsi, di essere indipendenti dalla figura maschile: dal padre sino al fidanzato, passando per il primo figlio maschio, servito e riverito.
Viceversa, i maschi approfittano di tale situazione al fine di mascherare le proprie ataviche insicurezze, generate anche da un ruolo imposto che non ha nulla a che vedere con le differenze "di genere".
Ne consegue: da una parte una forte solidarietà maschile, con alla base fortissime lacune affettive e psicologiche (si consideri che il maschio è partorito da una donna e dunque impara sin da bambino a confrontarsi con l'altro sesso, percependone fortemente l'eventuale mancanza o rischiando, addirittura, di averne paura e sudditanza), mentre dall'altra un pollaio continuo di donne inconsapevoli di ciò che vogliono davvero, alla ricerca di un'emancipazione che non sanno bene se volere o meno...o se conviene loro davvero.
In tutto ciò eccoti spuntare ancora una volta proposte falsamente femministe di chi vorrebbe le "quote rosa" al 50% nelle liste elettorali o altrove. Ma che senso ha ?
Ma che senso ha tutto ciò se donne e uomini -  nel loro complesso - non sono consapevoli di loro stessi, come individui, come esseri umani, indipendentemente dalla presenza di organi genitali ed ormoni diversi ?
Non è affatto detto che una donna sia migliore di un uomo, come non è altrettanto vero il contrario.
Ma per comprendere ciò è necessario smontare pezzo per pezzo millenni di cultura sessuale, stereotipata e sessuofobica che pretende di imporre ruoli e modalità che, in natura, invero, non esistono.

Luca Bagatin



7 marzo 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": La solitudine dei secondi non ti fa scordare i primi": monologo by Baglu



C'è una cosa che mi piace fare più di tutte ed è quella di vagare per le città, magari d'estate, quando in giro non c'è pressochè anima viva.
Da ragazzo mi piaceva muovermi in bicicletta, respirare l'aria e poi fermarmi in un qualsiasi campo di grano, lasciare a terra la bicicletta e mettermi a correre a perdifiato, a braccia aperte, quasi fossi un aereo.
Muoversi a piedi, per le città, è un piacere che non ha eguali. Osservi le vie, le vetrine, i palazzi. La cosa più bella è perdersi per poi, dopo diverse ore, ritrovarsi.
Muoversi a piedi, per le città, è un po' come vivere: perdersi e ritrovarsi. Muoversi, ma senza troppa gente attorno, così, solo per il piacere di muoversi, senza necessariamente una meta.
Una volta mi ricordo che Lei mi ha detto che a volte sono una persona eccezionale, a volte un ragazzino capriccioso. La seconda è vera la prima no. Però c'è una cosa che mi ha sempre fatto riflettere.
Se una donna ti chiama "persona" e non "uomo" allora vuol dire che non le piaci come uomo, al massimo come amico.
A me il concetto di amicizia, in generale, non piace. Non ho mai voluto avere amici nella vita nè ho voglia certo di cominciare ad averne ora.
I dettagli, specie nel linguaggio sono importanti, sono rivelatori, sono fondamentali.
Le parole sono fondamentali ed è per questo che considero questi social... vabè, cose come facebook o twitter, agli antipodi della comunicazione.
Sono utili in linguaggi poveri di parole. Ecco è vero, io ho una vera e propria idiosincrasia per l'inglese: è povero di vocaboli, semplicistico, toglie ogni tipo di atmosfera, banalizza.
Poi c'è un'altra cosa che non mi piace, cioè le semplificazioni linguistiche che si utlizzano nella comunicazione via web o negli sms (che, fra parentesi, non invio mai).
Da ragazzo mi hanno insegnato a non parlare mai in dialetto che pure era parlato da tutti nella mia famiglia. Mi hanno insegnato che altrimenti non avrei saputo scrivere bene, non avrei saputo esprimermi bene e debbo dire che sono grato a chi, in famiglia, mi ha insegnato questo.
Lo so, si dirà che sono contro la "tradizione", ma, francamente, non me ne importa niente.
E' importante farsi capire dagli altri, avere un linguaggio ricco di parole, privo di semplificazioni.
Chi parla male pensa male ed è vero. Ed a pensare male, in giro per il mondo, c'è già troppa gente.
Mi ricordo quando scrissi il mio primo romanzo. Avevo quattordici anni e lo dedicai ad una ragazzina che mi piaceva molto. Era una sciocchezza, ma io, allora, ci credevo molto.
E' stato un bell'esercizio di scrittura.
A undici anni fui obbligato dalla scuola e da mia madre a fare basket. A me il basket non è che piacesse poi molto, ma mi dicevano che mi avrebbe aiutato a socializzare.
Ero anche bravo, quasi l'unico che riuscisse quasi sempre a fare canestro, ma la cosa non è che mi importasse molto. Mi ricordo anche che più volte mi inventavo di avere la febbre o di stare male per evitare di andare ai tornei o agli allenamenti.
Non si può tornare indietro nel tempo. Per fortuna.
Muoversi a piedi, per le città, significa annusare l'odore dell'asfalto mentre ci cammini e mentre percorri strade nuove per poi magari ritrovarsi in Piazza XXIV Maggio a Milano, oppure in Piazza di Spagna a Roma.
Avevo venticinque anni quando sono stato la prima volta a Milano e lì, anni dopo, conobbi una ragazza. Mi piacevano molto i locali per studenti universitari lungo i Navigli.
Ho sempre amato i Navigli al tramonto, sorseggiare un aperitivo mangiando un tramezzino, oppure polipi e patate. Lo so, magari non staranno bene assieme però era l'atmosfera che te li faceva percepire come ottimi ed indivisibili. Polipi e patate.
A me la primavera non piace. Però la primavera, la sera, lungo i Navigli è tutta un'altra cosa.
Anche a Torvajanica mi è successa la stessa cosa, pur in assenza di aperitivo, polipi e patate.
A Roma mi piace molto l'Eur, la zona del laghetto.
Poi mi piaceva anche quel ristorantino western...Strano, a me i locali all'americana non piacciono molto (ma sempre meglio dei locali giapponesi o à la page) però lì l'atmosfera era simpatica e poi c'erano delle cipolle fritte buonissime. Poi sì, lo so, c'era Lei.
Il tempo è passato e a me non è che la cosa spaventi nel senso che diventare vecchio non spaventa. Però il passare del tempo mi intristisce. Mi fa pensare al passato e questa è forse la cosa che più mi intriga.
Il passato è intrigante, altrimenti non si capirebbe perché così tante persone siano incuriosite dalla professione dell'archeologo, dello storico o comunque del ricercatore antropologico.
Se tornassi indietro forse deciderei di studiare antropologia. L'antropologia mi ha sempre appassionato molto e non posso negare che nella mia biblioteca personale ho numerosi trattati sull'argomento.
Non penso sia un caso se, sin da ragazzo, ho iniziato ad interessarmi di religioni, tradizioni esoteriche, psicologia, criminologia, storia, sociologia. Mi sono talmente immerso in questi argomenti da aver completamente trascurato persino i miei studi canonici il che me li ha fatti detestare e, pertanto, ho rinunciato ad intraprendere la carriera universitaria.
No, l'Università non avrebbe fatto per me. Decisamente.
Muoversi a piedi, per le città, è un modo per osservare la gente che passa e sapere come vive. Dove vive. E chiedersi anche perché vive. Perché, ad esempio, uno ragazzo indiano dovrebbe decidere di andare a vivere a Pordenone ?
Me lo sono sempre chiesto e l'ho anche chiesto, ma, a dire il vero, lo stesso ragazzo indiano non ha saputo darmi una vera risposta.
Si dice che le risposte sono spesso dentro noi stessi e, lo scopo della vita, dovrebbe essere quello di riuscire ad estrapolarle. Però si dice anche che sono le domande ad essere più importanti delle risposte stesse.
Ora devo uscire a fare la spesa e sicuramente mi porrò un sacco di domande che rimarranno senza risposta.
Muoversi a piedi, per le città, è un modo per porsi domande, senza preoccuparsi troppo delle risposte.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini