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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 gennaio 2013

Gli pseudo repubblicani (nucariani) stanno rasentando il ridicolo. Solo "Fermare il Declino" - oggi - può rappresentare la cultura mazziniana



L'essere presenti - alle imminenti elezioni politiche di febbraio - in solo una o due regioni italiane e l'aver assistito alla fuga di eminenti esponenti Repubblicani in favore del movimento liberale di Oscar Giannino, evidentemente, all'ex Partito Repubblicano Italiano (oggi Partito Nucara) brucia non poco.
Ancora una volta Francesco Nucara, ovvero il Segretario del suo personale partito, dalle colonne del suo personale giornale, "La Voce Repubblicana", tuona contro il movimento di Oscar Giannino "FARE per Fermare il Declino". Reo, a detta di Nucara, di non aver voluto l'appoggio dell'ex PRI.
Ora, ancora una volta Nucara se la prende con l'Avvocato Alessandro De Nicola, ovvero uno dei rappresentanti di FARE, affermando che egli non sarebbe stato né "serio" né "chiaro".
Ora, anche alla luce delle affermazioni del e dei rappresentanti di FARE, la chiarezza appare lampante.
La risposta di De Nicola ed anche di Giannino, infatti, è ed è stata la seguente: "se volete confluire nella nostra aggregazione sarete i benvenuti".
E' chiaro che, un movimento non ideologico e non identitario come quello di Giannino, non poteva accettare un appoggio tout court del Partito Repubblicano Italiano in quanto partito ideologico.
Molti Repubblicani mazziniani storici e non solo (la gran parte dei quali dimessisi anche dalla Direzione Nazionale del PRI) lo hanno compreso ed infatti hanno deciso di aderire al movimento di Giannino. Abbandonando Nucara al suo destino.
Ciò a Nucara può anche dispiacere, ma è la logica conseguenza dei fatti.
La "fuga dei cervelli" Repubblicani è logica conseguenza dell'immobilismo del partito di Nucara, ormai autoreferenziale, subalterno a Berlusconi e inconcludente in termini di proposte politiche. Lo scriviamo da oltre un anno ed oggi siamo lieti che autorevoli personalità Repubblicane - quali ad esempio il prof. Riccardo Gallo - stiano iniziando a comprenderlo.
Oscar Giannino, lo dicemmo anni fa, avrebbe meritato la Segreteria Nazionale del PRI. Avrebbe potuto trasformare il partito, mantenendone la memoria storica, e fondare un'aggregazione più ampia ed aperta alla società civile.
Non potendolo fare nel PRI - capitanato da oltre dieci anni da Francesco Nucara (e qui è anche responsabilità della stragrande maggioranza degli iscritti repubblicani aver dato carta bianca a costui per tutti questi anni) - ha deciso di fondare un movimento aperto: FARE per Fermare il Declino, al quale aderiscono eminenti studiosi, economisti, persone del mondo del lavoro, dell'impresa e della società civile. Tutta gente, in sostanza, che - a differenza dei parlamentari "nucariani" - non ha mai vissuto alle spalle del contribuente.
Dunque, da ciò cosa si evince ?

- Che nel prossimo Parlamento non ci saranno più personalità antiquate ed autoreferenziali quali Nucara, la Sbarbati, Ossorio, Del Pennino e, ci auguriamo, nemmeno più Giorgio La Malfa. Si godano, costoro, la cospicua pensione (pagata, peraltro, dai contribuenti) e lascino che altre personalità - che mai hanno gravato sul contribuente, peraltro - si adoperino per fermare il declino del nostro Paese, martoriato da imposte, balzelli, burocrazia e partitocrazia.

- Che per "fermare il declino" occorre prima di tutto FARE e non chiacchierare o fare citazioni altisonanti di Mazzini o Garibaldi. Ci si ricordi, invece, che Mazzini e Garibaldi mai vollero immischiarsi nei partiti politici (al punto che Garibaldi si ritirò presto dalla vita politica per tornare nella sua Caprera a fare il contadino), ma organizzarono gruppi di giovani ed intransigenti combattenti. E mai accettarono una lira dal contribuente (Garibaldi rifiutò sempre pensioni o rendite pubbliche, preferendo vivere in povertà piuttosto che gravare sul prossimo).

- Che oggi lo spirito mazziniano e garibaldino è incarnato da Oscar Giannino e dal suo movimento civile FARE per Fermare il Declino.

- Che FARE per Fermare il Declino esiste per arrestare il declino dell'Italia e non quello del partitino autoreferenziale di Nucara e, pertanto, non è un autobus sul quale salire a piacimento per tornare a scaldare una poltrona.

- Che occorre che spiriti indipendenti e volontaristici istituiscano una FONDAZIONE PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO, per recuperare la memoria storica di questo glorioso partito ormai defunto.

Ci auguriamo, con questo ennesimo scritto, di aver contribuito a fare chiarezza anche per coloro i quali fossero piuttosto duri ci comprendonio.

Luca Bagatin




28 gennaio 2013

"A volte s'incontrano..." folletti, gnomi e oscure presenze raccontate da Luigi Pruneti

Gli gnomi, i folletti, le fate, ma anche orchi, vampiri, lupi mannari, streghe, streghi, trolls, sono fra noi ?
Chi può mai dirlo. Certamente i racconti popolari ed il folklore italiano ed europeo ne sono certamente popolati.
E' il folklore che affascina e cattura l'attenzione dei più piccini, ma anche degli adulti. Del resto il grande psicanalista Carl G. Jung studiò a fondo il fenomeno degli gnomi e dei folletti e lo scrittore Sir Arthur Conan Doyle credeva alla presenza degli spiriti e delle fate, al punto da credere ad un celebre fotomontaggio della sua epoca - che ritraeva appunto delle fate - elaborato da due simpatiche bambine.
Il "piccolo popolo", infondo, non è che il simbolo di un universo a noi parallelo, famigliare ma anche a noi lontano nel tempo. Richiama ancestrali ricordi e, soprattutto, ancestrali suggestioni, ma anche paure.
Luigi Pruneti, saggista, scrittore e Sovrano Gran Commendatore della Gran Loggia d'Italia, con il suo "A volte s'incontrano...", ha voluto raccogliere in un agile volume edito da Le Lettere con prefazione del prof. Paolo Aldo Rossi, la storia di queste presenze ancestrali, quasi magiche, che ha permeato la cultura "sotterranea" di tutti i popoli della terra, dall'Antichità, passando per l'Ottocento spiritualista e teosofico sino alla modernità ed alla ricerca di resti di veri o presunti vampiri a Venezia ed in Italia.
La Toscana, terra del Pruneti, con le sue leggende, è oggetto dell'analisi dell'autore, ma non solo. Ogni regione d'Italia presenta i suoi folletti, fate, streghe, orchi. E persino ogni nazione europea.
Persino la famigerata Befana, che porta doni ai bambini ogni sei gennaio, è da considerarsi come una presenza che fonda le sue origini in Toscana nella notte dei tempi.
Presenze curiose, quelle degli gnomi burloni, dei gatti marmioni o mammoni che siano. Presenze che infastidiscono il sonno dei bambini, oppure aiutano i contadini nei loro lavori nei campi.
Presenze forse aliene ? Chissà. Forse, piuttosto, presenze spirituali, sia positive che negative, che accompagnano l'umanità nel suo cammino di evoluzione.

Luca Bagatin



27 gennaio 2013

LA MEMORIA E LE MEMORIE di Luca Bagatin (tratto dal quotidiano "L'Opinione delle Libertà" del 27 gennaio 2008)

Nello scrivere questo articolo ho rivisto le immagini dei "Campi", di quei "Campi" che deficienti di Casa Pound o nazistelli da strapazzo dicono che non sono mai esistiti.
Ho sempre fatto fatica a vedere certe immagini. Anche oggi, quando le vedo, mi fanno girare la testa e svenire, per poi rinvenire, piangendo a dirotto.
Non posso credere che la violenza e la stupidità umana possano essere arrivate ed arrivare anche oggi, laddove non esiste rispetto per il Diritto Umano, a tanto.

L. B.


Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa. E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.

Luca Bagatin



26 gennaio 2013

Vladimir Putin va condannato per crimini contro l'Umanità e violazione dei Diritti Umani



Il dittatore russo Vladimir Putin - già agente del KGB e stalinista della prima ora - oltre ad intimidire da sempre le forze di opposizione al suo partito "Russia Unita"; oltre ad aver fatto arrestare il gruppo musicale "Pussy Riot" solo perché manifestava contro la sua politica oscurantista; oltre ad essere il mandante materiale degli omicidi dei giornalisti Antonio Russo (che ebbi modo anche di conoscere personalmente) ed Anna Politkovskaja; oltre ad essere responsabile dell'oppressione e del continuo massacro del popolo ceceno, oggi ha vatato una legge contro l'omosessualità.
Ora, in Russia, sarà reato persino parlare di amore omosessuale.
Questo blog ha sempre sostenuto e vuole ancora rilanciare la necessità di far condannare Vladimir Putin, in sede internazionale, per crimini contro l'Umanità e violazione dei Diritti Umani.
E' altresì vergognoso che governi come quello olandese siano in ottimi rapporti con il dittatore mascherato Putin e che attori-evasori fiscali come Gérard Depardieu lo stimino e ricevano con onore la cittadinanza russa.



25 gennaio 2013

"Tarli senza cornici" di Marcella Andreini: un romanzo sulla follia e l'emarginazione

Il Sig. L., attore in pensione, sessantenne, una famiglia a carico che non ricorda nemmeno di avere.
Vittoria, barbona per scelta o, meglio, poetessa per vocazione. Sessantenne anche lei, con un figlio che l'ha abbandonata.
Lui è o, meglio, diventa Giuseppe, mentre Vittoria diventa Vittorina e, dopo aver conosciuto lui, sceglie di essere Luce e, infine, Maria.
Giuseppe e Maria, due emarginati che decidono di ricostruire - al giorno d'oggi - la Sacra Famiglia.
Giuseppe, figura da sempre di secondo piano dell'iconografia cristiana, alla ricerca di un figlio che ha perduto, che non è mai stato "suo" nel senso naturale del termine.
Maria, madre di un figlio morto sulla croce, che vuole scrivere al Papa per essere ricevuta ed accettata per quello che è oggi: vecchia e brutta.
Giuseppe e Maria o, meglio, i protagonisti di "Tarli senza cornici", secondo romanzo di Marcella Andreini, decidono di andare a Firenze in treno - agli Uffizi - per osservare le varie esposizioni delle Sacre Famiglie. In treno incontrano Valerio, 11 anni, genitori separati, che va da solo a Pisa dal padre. Giuseppe e Maria gli chiedono di diventare, per finta, il loro unico nipote e così il piccolo incarnerà una sorta di Gesù che si affezionerà più ai suoi presunti nonni che ai genitori, i quali non si amano più.
Valerio, come è logico che sia, non recandosi più a Pisa, bensì a Firenze, sarà dichiarato scomparso e la vicenda sarà seguita, oltre che dalle forze dell'ordine, dalla televisione e dai media.
Giuseppe e Maria, o, meglio, il Sig. L. e Vittoria, intanto, vivono la loro finzione di impersonare i veri Giuseppe e Maria. Osserveranno, nei dipinti, un Cristo biondo e con gli occhi azzurri, anziché un galileo, con occhi e pelle bruni. Osserveranno una Madonna giovane e bella, lontana dalla figura di una vera madre. Ed un Giuseppe marginale, quasi inutile.
La finzione è veramente loro o, piuttosto, quella di un'iconografia cristiana che ha alterato la realtà ? La finzione è veramente di questi due folli emarginati o, piuttosto, quella dei mass media che seguono le loro vicende, con feticistica morbosità ?
Valerio, infondo, non è stato realmente rapito. Valerio vuol bene a Giuseppe e Maria che, purtuttavia, una volta intercettati dai Carabinieri, finiranno in manicomio. "Sani nell'arte e pazzi per la gente".
Un romanzo suggestivo, quello di Marcella Andreini, che già con il suo "Volevo solo essere adorata" ha affrontato il tema scottante del suicidio. Con "Tarli senza cornici" affronta così l'altra tematica tabù della società moderna, ovvero la follia e l'emarginazione. In un affresco dai contorni laico-religiosi, spirituali, filosofici che rapisce anche il lettore meno sensibile.

Luca Bagatin



23 gennaio 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: "Meccaniche celesti". Dialogo by Baglu & Emilia

Guardo le foto di Lei e mi emoziona.

Mi emoziona rivedere ancora il suo sorriso ed i suoi occhietti. "Occhietti", la chiamavo

spesso, infatti.

Ha anche un bellissimo abito, nero e a quadretti, con gonne svolazzanti e stivali ai

piedi. Quanto mi eccita vederla, con i suoi capelli lisci e violetti !

Mi piacerebbe starle vicino, magari poterla anche aiutare a risolvere ed a farle superare

le cose che la inquietano...ultimamente e non solo.

E' giovane ed ha tutta la vita davanti. Certo. Cadrà e si rialzerà da sola. Certo. E' che

forse avrei la pretesa di evitare che si facesse male. Anche se Lei preferisce cadere.

Poi ho anche il timore di fare peggio...

Non lo so, Emilia, tu che dici ?


Essere o non essere, ossia muoversi o non muoversi. Ma non è un problema, si può

sbagliare pensando di fare bene e pensando di far male. Le buone intenzioni…quello

che per noi sono buone intenzioni arrivano agli altri, a volte, come azioni che mirano ad

altri scopi.


Mi sento un po' come il palloncino di cui parli tu. O forse un palloncino vorrei esserlo

davvero. Rosso, leggero, che vola via, in alto, dopo che è stato usato da un bambino,

per gioco, oppure è stato perduto. Per disattenzione, incuria oppure per semplice caso.

Un palloncino che sale, sale, sale sino a scoppiare e la cui aria/anima si disperde

nell'infinito.

Infondo essere come un palloncino è come non essere mai esistiti per davvero.


Oh, no ! Essere un palloncino significa proprio il contrario: significa avere visto il mondo dall’alto. Essere stato unito al dito di un bambino e pensa la fiducia che quel bambino ripone in quel palloncino: rimarrà con lui, il vento lo porterà via ? O sarà il palloncino a voler scappare ? Il palloncino vola via e si porta con sé lo sguardo di quel bambino. Cosa vedrà il palloncino adesso che non è più qui ? Per il bambino vive ancora. Il palloncino vola in alto sempre più sù, il bambino rimane sulla terra; è così che s’impara a guardare il cielo, a rivolgere lo sguardo in alto quando intorno non vediamo niente. La forza di rivolgersi al cielo dipende da quanti palloncini sono volati via e quanto noi abbiamo desiderato che tornassero. Se penso a questo, direi di non essere atea. Il Dio Palloncino…pensi che possa esistere ? E Lei ? Aveva gli “occhietti” perché li stringeva a cercare il palloncino volato via ?


No. Lei il palloncino l'ha solo fatto volare via, direi. Ma di questo non vorrei parlare. Dio Palloncino ? Io non sono ateo, ma lo vorrei. Vorrei sperare che lassù non esista nessuno, che noi non siamo stati prodotti da nulla se non dal caso. E che, una volta morti, scompariremo per sempre.
E' vero, il palloncino significa vedere o aver visto il mondo dall'alto. Io il mondo avrei voluto non vederlo. Perché è malvagio. Anzi no, non è il mondo ad essere malvagio. Lo sono i suoi squinternati abitanti e ciò che è grave è che non ci fanno nemmeno caso, pensano che la malvagità alberghi altrove. Si sono creati, nel corso dei secoli, persino dei mostri immaginari, popolandone la mitologia, le fiabe, i racconti e, oggi, persino i film horror.

Penso che l'amore sia un sentimento troppo nobile per essere sporcato dalla sofferenza. Credo nell'amore e, poiché ho sofferto e soffrirei per averlo, vorrei scomparire in esso. Scomparire per esso.

Vorrei essere un palloncino che scoppia o, meglio, l'aria del palloncino che si disperde nel mondo. Che, detto così, può sembrare anche un preservativo che si buca, per errore o per incuria, ove il seme che conteneva si effonde.

Forse avrei voluto fecondare il mondo, per renderlo migliore. Ergermi a Dio che si è fatto carne e che ha vissuto nella carne. Un Dioniso che l'ha conosciuta. O forse avrei voluto essere un padre e non solo biologico. Che di questi tempi significherebbe anche moltissimo.




21 gennaio 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin

Il sigaro è elegante, sexy, bogartiano, pinkettsiano e bagatiniano. E' un simbolo fallico che non fallisce mai.
Il primo Papa conobbe Gesù. L'ultimo no.
E si vede dalle scempiaggini che dice quotidianamente.
Per me l'inglese è e rimarrà una lingua figlia di un Dio minore: Alaunus (che, non a caso, quasi nessuno conosce).
Quella latina figlia di un Dio sufficientemente maggiore: Giove.

Quella sanscrita, invece, di un Dio con i controfiocchi: Vishnu-Krishna.

A Banana Yoshimoto preferisco Arancia Hirohito. E ciò in quanto in letteratura non necessito di potassio, bensì di vitamina C con una buona dose di sadismo kubricko.

Qualunque autore può affermare di scrivere da Dio. Ma solo dopo morto.




19 gennaio 2013

Bettino Craxi: a tredici anni dalla scomparsa



Bettino Craxi, statista, Segretario socialista, ex Presidente del Consiglio italiano, tredici anni fa moriva ad Hammamet, il 19 gennaio, solo e lontano dal clamore mediatico.
Bettino Craxi moriva dopo una persecuzione giudiziaria che gli aveva attribuito le peggiori nefandezze, come se la colpa delle ruberie di Stato fosse sua o solo sua.
Quale la colpa principale di Craxi ? Di aver scelto di finanziare il Psi attraverso finanziamenti privati, in nero, è vero, ma pur sempre privati, come avviene in tutte le maggiori democrazie occidentali. Non certo come avveniva per la Dc ed il Pci, che si facevano finanziare dal sottogoverno, dalle industrie di Stato o parastato e, nel caso dei comunisti, addirittura dalla dittatura sovietica.
Del resto la politica costa, ma, almeno, ai tempi di Craxi, le idee contavano ancora qualcosa. Contavano le culture e le storie politiche e persino il benessere dei cittadini.
Oggi contano i personalismi, ovvero gli arricchimenti personali - che sono aumentati esponenzialmente dal '92 ad oggi -, contano i mass media ed i magistrati che si candidano in politica. Contano gli arrivisti come Berlusconi ed i conservatori postcomunisti come Bersani e Vendola. Contano i parolai come Maroni e Grillo. Conta l'illegalità diffusa ed un sistema bancario centralizzato, ove la banca centrale americana può stampare cartamoneta a suo piacimento, in barba ad ogni regola di libero mercato.
Craxi è morto e nemmeno i suoi figli si sono rivelati suoi degni eredi. Bobo è esponente del microscopico partitino socialdemocratico di Nencini, sempre a fianco dei cattocomunisti. Stefania, invece, dopo essere stata fedelissima di Berlusconi ha fondato un micro partito chiamato Riformisti Italiani, candidando alle prossime elezioni addirittura un personaggio impresentabile e lontano da ogni cultura politica come Luciano Moggi.
Povero Bettino !
Ad ogni modo, per fortuna che esistono ancora storiche riviste socialiste come "Critica Sociale" - diretta dall'amico Stefano Carluccio - a ricordarlo ed a riportare i suoi articoli e discorsi.
E' proprio in questi giorni uscito il nuovo numero della "Critica", che riporta una notizia molto interessante, ovvero la dimostrazione di come Tangentopoli fu una "falsa rivoluzione" orchestrata ad arte attraverso un intreccio fra finanza, mafia e procure deviate.
In un articolo della "Critica" , riportato in prima pagina, si legge di "Proposta Nuova" (con tanto di documenti allegati), ovvero una lobby segreta promossa negli anni '90 dall'andreottiana Ombretta Fumagalli Carulli, dall'immobiliarista Radice Fossati e dall'allora magistrato Antonio Di Pietro. Lobby che, pare, avesse lo scopo di infiltrare propri affiliati nei partiti e nelle Istituzioni al fine di - si legge - "disarticolare ed egemonizzare la vita interna dei partiti e della loro posizione nella pubblica amministrazione".
Sarebbe peraltro ora, in questo Paese ove si è indagato più volte su falsi scandali e falsi misteri, di far luce vera almeno su questo aspetto.
La memoria del socialista Bettino Craxi e la scomparsa - unica al mondo - di un'intera classe politica "manu militari", avvenuta in Italia fra il '92 ed il '93, ce lo chiedono. E con loro l'onestà intellettuale dell'Italia intera.

Luca Bagatin



18 gennaio 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin

La passione - figlia dell'infatuazione - è una malattia effimera, che passa presto e vola via, come un raffreddore.
L'innamoramento sgorga dal profondo, ti sconvolge e spesso travolge. E' una malattia che non ti lascerà mai e, che tu lo voglia o meno, ti condannerà a sperimentarlo ogni giorno di più.
In tanti anni non ho mai cambiato cultura politica. Ho, semmai, cambiato partito. E ciò perché i partiti passano e si modificano, mentre la cultura rimane eterna.
Quando hanno necessità di te, tutti ti cercano. Quando tu necessiti di loro, tutti fuggono. E' facile comprendere perché nel mio vocabolario il termine "amicizia" sia così raro.
In quindici anni di attività politica ho sempre sentito parlare di "sacrifici nel doversi candidarsi", nello "scendere in campo", del "voler fare politica" per spirito di servizio nei confronti del Paese.
Purtroppo non ho mai sentito il contrario. Sarebbe stato l'unico vero servizio utile al Paese.
E' chiaro che ciascuno può esprimere la sua opinione. Ma è altrettanto chiaro che un'opinione non può essere - politicamente - imposta. Questo è ciò che accade in Italia, ove il Vaticano (lungi dal rappresentare il nobile Verbo del Cristo) è entità politica-statuale, la quale interviene quotidianamente nel funzionamento dello stesso Stato italiano. A codesta "provocazione" - vera e propria ingerenza in affari altrui, oltre che vilipendio alla stessa religione - mi sento di rispondere con altrettanta provocazione, nonviolenta, di espressione della nudità-verità umana. In questo senso sostengo le attiviste di Femen.
Penso che coloro i quali non concepiscono metodi umanitari, quali l'eutanasia ed il suicidio assistito, siano propensi ad ammettere metodi barbarici, fra cui la tortura ed il martirio.



16 gennaio 2013

E l'allodola disse al gufo: "Io sono sveglia e tu ?" (Sprazzi e Spritz di una storia d'amore): il nuovo libro di Andrea G. Pinketts e Laura Avalle

Lui è un uomo della notte; lei una donna che ama il giorno.
Lui è un quarantenne che vive con la madre ed il suo cane Benvenuto; lei una studentessa che vive con la sorella, ex Miss Muretto di Alassio.
Lui è un'ex promessa della boxe, poi diventato scrittore di una certa fama; lei un'aspirante giornalista.
Lui ama il fumo e la birra; lei detesta entrambi.
Lui ostenta smodata sicurezza ed egocentrismo; lei ostenta una certa insicurezza, per molti versi, tipicamente femminile.
Lui è un patito della soap opera "Vivere"; lei un'adoratrice del "TG5".
Lui ama il cinema, in particolare gli horror ed i b-movie; anche lei ama il cinema, ma rigorosamente storie d'amore strappalacrime. Ma entrambi amano i cartoni animati.
Lui è Andrea G. Pinketts, celebre scrittore di noir, lei è Laura Avalle, ribattezzata da Pinketts "Laura Downvalley", giornalista piemontese e direttrice di diverse testate della Guido Veneziani editore.
La loro è una storia d'amore. Vissuta dieci anni fa, ma raccontata solo oggi in un bellissimo libretto che si legge d'un fiato. Adatto per le coppie male assortite, quelle in crisi, ma anche e soprattutto per quelle che - nonostante l'amore sia finito - continuano a volersi bene.
"E l'allodola disse al gufo: "Io sono sveglia e tu ?" (Sprazzi e Spritz di una storia d'amore)"
è il lunghissimo titolo di questo breve ma intenso ed appassionato libro-verità edito dalla Europa Edizioni e scritto, a quattro mani, da Pinketts e dalla Avalle.
Un libro, per l'esattezza, scritto a metà: cinquanta pagine di racconto della loro storia d'amore scritte da Pink e cinquanta scritte dalla Downvalley.
L'idea nacque a lei, la Avalle, allorquando propose al suo ex fidanzato Pinketts di scrivere un diario - ciascuno per conto proprio - della loro storia d'amore, per poi rileggerlo assieme e rivivere le loro emozioni passate.
Alla fine ne è nato questo bel libro, in un'elegante veste editoriale illustrata da intriganti vignette curate da Elena Cesana, illustratrice in particolare di noir, che ritrae Pinketts e la Avalle come se fossero Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman in Casablanca.
Un libro da non perdere, che vi farà sicuramente sorridere, appassionare ma anche riflettere sull'amore. E sul come vi possano essere coppie apparentemente mal assortite, i cui componenti hanno abitudini, stili di vita ed interessi opposti, ma legate da un sentimento che supera ogni possibile barriera. E, per dirla con Pinketts, ogni possibile birreria.

Luca Bagatin

PS: Andrea G. Pinketts è un amico che non ha mai amato le confidenze. Da quando lo conosco non ha mai raccontato nulla delle sue ex e questo libro, debbo sottolinearlo, mi ha fatto scoprire un lato "meno duro" e più "sensibile" del Pink Nazionale.
In compenso, da quando lo conosco, gli ho confidato molte delle mie storie passate, presentandogli anche una mia “ex ex”. Ma soprattutto sono riuscito a contagiare tutte le mie ex con i suoi libri.
E, anche per me, come per Pink, non tutte le ex vorremmo che fossero ex e rimpiangiamo "quel" fatidico giorno in cui fummo lasciati.
Fu per entrambi "un duro colpo per l'arte". 



Una foto d'annata datata aprile 2005


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini