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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 aprile 2013

Ilona Staller in Campidoglio ? (tratto da www.prismag.eu)

ilona stallerDopo l’elezione del papa e del Presidente della Repubblica, nella città eterna è ora di eleggere anche il primo cittadino (ed annesso consiglio comunale). E, se è stato eletto un papa di un altro continente, dovremmo essere anche pronti per una consigliera comunale trasgressiva.

Parliamo di Ilona Staller – Cicciolina, candidata alle amministrative insieme a Luca Bagatin e Soraya Roselli nelle liste del Partito Liberale Italiano (ovvero fuori dalla destra e dalla sinistra, come dichiarano in un comunicato stampa). Qualche mese fa l’avevano data per morta (leggi QUI). Lei, invece, torna alla carica.

Una Roma senza ruberie e senza politica corrotta, è cio che si prefigge il Partito Liberale Italiano. Una città in cui nessuno debba compiere gesti estremi, come quello avvenuto qualche giorno fa di fronte a Palazzo Chigi. Una città senza burocrazia, senza clientelismo, ed alternativa rispetto a tutti quelli che l’hanno governata negli anni precedenti.

Destra e sinistra in Italia, e a Roma, si assomigliano. Fingono di litigare tra loro ma, alla fine, si spartiscono il potere” dice Cicciolina, aggiungendo che “Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Per esempio, i trasporti pubblici: dopo le 22 la metropolitana non funziona e la domenica quasi non ci sono mezzi. Come fa un povero cittadino o un turista a spostarsi da una parte dall’altra della città?”

Cicciolina (con Bagatin e Roselli) promette anche di lottare contro la cementificazione del territorio e salvaguardare l’ambiente, in una città in cui si continua a costruire da decenni, senza alcun criterio e dove gli unici a guadagnare (e molto) sono i grandi costruttori, e non i cittadini normali, che cercano casa ma non la trovano, se non a prezzi gonfiatissimi.

Terzo punto del programma è l’eliminazione degli sprechi pubblici dell’amministrazione Capitolina, facendo una ridistribuzione più equa, destinando risorse a chi

Luca Bagatin

Luca Bagatin

più ha bisogno (ed ai più meritevoli), magari accorpando anche le varie circoscrizioni.

Come consuetudine per Cicciolina, particolare attenzione è rivolta ai disabili e all’adeguamento della città alle loro necessità, in modo tale da rendere loro la vita meno complicata.

Vale la pena soffermarsi un attimo sulla personalità di Ilona Staller. Nella sua carriera política è sempre stata coerente (dote, ormai, più unica che rara) e si è sempre occupata della povera gente. Impegnata da sempre nel sociale, è stata la precursora del Movimento di Beppe Grillo, perchè si è occupata di molto di ciò di cui oggi si occupa Grillo, ma decenni prima di lui.

Nonostante ciò, non prevedo un risultato eccellente alle elezioni. Perchè la gente italiana (e così anche i cittadini di Roma, ma spero di sbagliarmi) non riesce a scindere la carriera artística di Ilona Staller dalla sua attività política, e giudica spesso a prescindere dal programma che Ilona possa presentare.

Cicciolina è sempre stata una donna davanti al suo tempo. Coraggiosa, provocatrice ma anche rivoluzionaria e controcorrente. Trasparente, come i suoi vestiti, non ha mai nascosto nulla (anche questa, una rarità per chi si occupa di política), ma apprezzabile perchè non si è mai venduta al trash televisivo, come avrebbe potuto. Una donna che ha cercato di dare il suo apporto al cambiamento. Una persona che, anche attraverso la sua attività di spettacolo, ha sempre cercato di lottare contro quella malattia così diffusa in tutta Italia, che è il moralismo.



28 aprile 2013

Intervista di Lanfranco Palazzolo a Luca Bagatin su Radio Radicale a proposito del volume "Universo Massonico" (Bastogi Editrice)




La massoneria non cerca il potete politico (intervista di Lanfranco Palazzolo)



Intervista a Luca Bagatin
Voce Repubblicana, 10 aprile 2013
di Lanfranco Palazzolo

La massoneria è indipendente rispetto ad ogni potere politico. Lo ha detto alla “Voce” Luca Bagatin, autore di “Universo massonico” (Bastogi),  libro che ripercorre la storia della massoneria. Il libro si avvale della prefazione del Gran Maestro Luigi Pruneti.
Luca Bagatin, come è nata l’idea di questo libro? Ritiene che la massoneria sia stata la principale artefice del nostro processo unitario?
“Ho cominciato ad interessarmi di massoneria sin da giovanissimo. Sono sempre rimasto attratto dall’aspetto simbolico della massoneria.  Molti commettono un errore quando ritengono che la massoneria sia qualcosa di segreto ”. In realtà, la massoneria è un’istituzione segreta. Una sorta di religione laica che si occupa di migliorare la coscienza dell’individuo. Per quanto riguarda la massoneria e il processo unitario italiano, credo che nel nostro paese sia accaduto quello che è avvenuto nella seconda metà del XVIII secolo negli Stati Uniti, dove alcuni esponenti della massoneria hanno partecipato al processo di emancipazione nazionale. C’è stata una massoneria vicina alla monarchia e una, di rito scozzese, più vicini agli ideali repubblicani. Rispetto alle Chiese i massoni non fanno proselitismo. Sono i singoli individui che hanno la vocazione agli ideali massonici. La diceria che vede la massoneria come un’organizzazione segreta nasce proprio con il Risorgimento visto che molte delle organizzazioni patriottiche erano fuori-legge e quindi nascoste”.
Perché si è concentrato sugli aspetti della vita massonica più lontana dai rapporti con il potere politico?
“La massoneria non ha mai fatto politica. Io ho fatto un excursus che parte dalle origini della massoneria, che sono precedenti alla nascita ufficiale della massoneria nel 1717. I primi massoni erano dei muratori operativi che costruivano le cattedrali attraverso i maestri costruttori che avevano attinto dagli studi degli antichi greci e degli antichi egizi. C’è tutta una tradizione millenaria di pensiero gnostico, rituale massonico. Nel 1717 questa tradizione è diventata massoneria speculativa che ha accettato alchimisti, filosofi e professionisti”.
Ma come viene trattato il rapporto tra massoneria e politica?
“Nel libro sono stato costretto a parlarne anche a causa del falso scandalo della P2, che ha portato alla gogna molte persone che facevano parte della massoneria, ma che non avevano cospirato contro lo Stato”. 
I partiti disprezzano la massoneria? Nel Pd era scoppiata una grossa polemica su questo argomento.
“Non è successo solo nel Pd. Anche AN aveva una norma che vietava l’iscrizione alla massoneria. E’ un odio trasversale che ha toccato tutti i partiti. L’indipendenza della massoneria ha fatto concorrenza all’ortodossia cristiana e dal potere statuale come la monarchia”.



26 aprile 2013

CICCIOLINA: "Il malaffare politico lo denunciai già negli Anni '80" (tratto da "Le Città" www.lecitta.it)

ROMA CAPITALE

Cicciolina. «Malaffare politico lo denunciai già negli anni '80»

«Quando fui eletta in Parlamento, negli Anni '80, denunciai, prima e meglio di Beppe Grillo, la crisi della partitocrazia ed il malaffare politico - afferma in una nota Ilona Staller, candidata alle amministrative di Roma con il Partito Liberale -. Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata e così, assieme all'amico scrittore, giornalista e blogger Luca Bagatin - che mi ha presentata al Partito Liberale – e che ha ideato la mia candidatura e che sarà candidato con me in lista, ho deciso di tornare ad impegnarmi concorrendo alla carica di consigliere comunale. Sempre dalla parte dei cittadini e sempre con idee libertarie. Vorrei una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.  Destra e sinistra, in Italia ed a Roma, praticamente, si assomigliano. Fingono di litigare fra loro, ma, alla fine, si spartiscono il potere. E' quanto accade ed è accaduto, per questo ho deciso – con Luca Bagatin – di presentarmi, come già feci in passato, in un partito diverso: il Partito Liberale Italiano, che ha una storia antica e porta avanti ideali di libertà, al di fuori del Pd e del PdL. Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città? Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi».
«E' fondamentale poi - prosegue la Staller -, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni. Un'altra mia storica battaglia è quella della regolamentazione della prostituzione. I comuni sono pronti ad incassare i miliardi di euro che si avrebbero da una prostituzione censita, fiscalizzata e controllata, evitando così prelievi “pornografici” come l'Imu. Voglio quindi istituire un comitato elettorale fuori dai partiti e trasversale, magari proprio a partire da Roma. Con Luca Bagatin e Soraya Roselli, entrambi candidati con me nella lista del Partito Liberale a mio sostegno, proponiamo poi la realizzazione dei Parchi dell'Amore, sull'esempio dei Paesi più civili d'Europa, destinate ad attività sessuali in piena sicurezza.  Poi, sempre assieme a Bagatin ed a Roselli, ho sottoscritto ieri la piattaforma "Per Roma Gay Friendly", proposta dalle associazioni Gay Center, Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e Azione Trans, che si sostanzia in questi punti fondamentali: riconoscimento e tutele per le coppie di fatto. Roma, dove c’è una delle maggiori realtà metropolitane italiane, deve adoperarsi per sostenere la famiglia recependo la definizione che ne dà il DPR 223/89. Con tale definizione, si ricomprendono infatti nel concetto di famiglia anche le coppie di persone dello stesso sesso conviventi e ad esse si attribuiscono i medesimi diritti che hanno tutte le famiglie. In questo modo è possibile rafforzare e incrementare i servizi per tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per l’assegnazione delle case popolari o il sostegno alle giovani coppie».
«E' poi necessario dedicare più attenzione agli aspetti culturali del mondo LGBT incentivando, sviluppando e sostenendo progetti per la realizzazione di spazi culturali, mostre, cinema, teatro e di tutte le forme artistiche che si propongono di diffondere una cultura dell’inclusione e delle differenze. Roma deve riconoscere e valorizzare le iniziative a temativa LGBT di aggregazione e visibilità nei quartieri della città, così come le attività turistiche e commerciali aperte a tutte e a tutti, per superare ogni forma di discriminazione, partendo dalla attuale Gaystreet, favorendo tale modello anche in altre zone della città. Bisogna migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie a trasmissione sessuale. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all'HIV o affette da AIDS, per le quali vanno migliorate l'assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali. Sono infine necessarie specifiche campagne e iniziative di informazione e comunicazione tese a contrastare il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni, soprattutto attraverso interventi nelle scuole e promozione di buone pratiche» conclude Cicciolina.

www.lecitta.it

www.ilonastallerperroma.blogspot.it

Il 26 e 27 maggio, alle comunali di Roma hai ben tre scelte possibili: Luca Bagatin (nr. 4); Soraya Roselli (nr. 39); Ilona Staller (nr. 42).
Vota i candidati dell'Amore e dell'Eros nella lista Liberale e Repubblicana per Roma Capitale !!!!! ;)))

http://www.romatoday.it/politica/elezioni/comunali-roma-2013/partito-liberale-italiano-nomi-candidati.html




24 aprile 2013

La Francia è un Paese civile. L'Italia no.



La civilissima e laica Francia approva i matrimoni omosessuali ed in Italia i giovani del PdL che fanno ? Protestano, davanti all'Ambasciata di Francia.
Ancora una volta il PdL, per mezzo dei suoi giovani, si dimostra Partito CONTRO le Libertà, tanto quanto il Pd si dimostra da lungo tempo Partito CONTRO la Democrazia.
Del resto sono decenni che ci governano, entrambi, fingendo di litigare fra loro.
I giovani del PdL, peraltro, dovrebbero restituire l'improprio nome di "Giovane Italia" a Giuseppe Mazzini, che con questi "destri" mai ebbe nulla a che vedere.
La "Giovine Italia" - così come la "Giovine Europa" - erano entità rivoluzionarie, composte da giovani combattenti per le vere Libertà e la vera Democrazia.
Ciò di cui necessiterebbe oggi il Paese. Un Paese che dovrebbe cacciare, finalmente - nel nome di Mazzini - questa partitocrazia bigotta ed imbrogliona e tutti i suoi servitori.

Luca Bagatin

(AGENPARL) - Roma, 24 apr - I componenti del comitato "Con Ilona Staller per Roma", ovvero Luca Bagatin e Soraya Roselli, candidati nelle liste del Partito Liberale in vista delle imminenti elezioni amministrative del 26 e 27 maggio, sottoscrivono la piattaforma "Per Roma Gay Friendly", proposta dalle associazioni Gay Center, Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e Azione Trans. Tale piattaforma si sostanzia nei seguenti punti:
Riconoscimento e tutele per le coppie di fatto. Roma, dove c’è una delle maggiori realtà metropolitane italiane, deve adoperarsi per sostenere la famiglia recependo la definizione che ne dà il DPR 223/89 (art.4: "Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune"). Con tale definizione, si ricomprendono infatti nel concetto di famiglia anche le coppie di persone dello stesso sesso conviventi e ad esse si attribuiscono i medesimi diritti che hanno tutte le famiglie. In questo modo è possibile rafforzare e incrementare i servizi per tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per l’assegnazione delle case popolari o il sostegno alle giovani coppie.
La nuova cultura. E’ necessario dedicare più attenzione agli aspetti culturali del mondo LGBT incentivando, sviluppando e sostenendo progetti per la realizzazione di spazi culturali, mostre, cinema, teatro e di tutte le forme artistiche che si propongono di diffondere una cultura dell’inclusione e delle differenze. Roma deve riconoscere e valorizzare le iniziative a temativa LGBT di aggregazione e visibilità nei quartieri della città, così come le attività turistiche e commerciali aperte a tutte e a tutti, per superare ogni forma di discriminazione, partendo dalla attuale Gaystreet, favorendo tale modello anche in altre zone della città.
Salute vuol dire benessere. Bisogna migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie a trasmissione sessuale. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all'HIV o affette da AIDS, per le quali vanno migliorate l'assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali.
Conoscere per non discriminare. Sono necessarie specifiche campagne e iniziative di informazione e comunicazione tese a contrastare il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni, soprattutto attraverso interventi nelle scuole e promozione di buone pratiche. Bisogna accrescere l'attenzione su questi temi per fornire tutte le informazioni utili e necessarie per la tutela dei diritti in tema di parità di trattamento e contro ogni forma di discriminazione. In particolare per i consultori dei servizi sociale, ma anche negli uffici dell’amministrazione e nelle aziende municipalizzate bisogna promuovere l'adozione da parte dei dipendenti delle amministrazioni di linguaggi e comportamenti ispirati alla considerazione e rispetto per ogni orientamento sessuale e identità di genere, intervenendo con attività di formazione del proprio personale, ampliando quindi le azioni formative sinora svolte a tutti i dipendenti dell’amministrazione e delle municipalizzate, partendo da subito da coloro che sono a contatto diretto con gli utenti.



23 aprile 2013

La fine della politica e l'ultimo Papa Re (Giorgio): dall'elezione del "vecchio" Presidente della Repubblica alla vittoria dell'astensionismo in Friuli Venezia Giulia

L'elezione del nuovo (leggi "vecchio") Presidente della Repubblica e le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia, sono state un banco di prova.
Un banco di prova per una partitocrazia defunta. Partitocrazia di cui fa parte totalmente il Movimento di Beppe Grillo e di Casaleggio, che ha proposto quale candidato Presidente il già pluricandidato comunista Rodotà, già autore di una pessima legge sulla privacy.
Nessuno dei partiti al Potere, non a caso, ha optato per l'elezione dell'unica donna autenticamente Garante della Costituzione, ovvero Emma Bonino.
Si è optato prima per Amato, poi per Marini, poi per Prodi: tutti vecchi arnesi della politica e tutti affossatori dell'unico vero centrosinistra che l'Italia ricordi, ovvero quello composto da laici, liberali, socialisti, repubblicani e Dc.
Infine, per far contento il neo-comunista Berlusconi, hanno rieletto Giorgio Napolitano, uomo d'apparato buono per tutte le stagioni, già autore del Governo Monti e dei cosiddetti "Saggi" inconcludenti. Bella roba davvero.
In Friuli, il segnale dei cittadini-elettori non si è fatto attendere: solamente il 50% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne. Sconfitta piena dei berluscones, grave flessione del Movimento grillesco e perdita del 3,5% dei voti del carro cattocomunista.
La partitocrazia è morta e gli elettori si stanno svegliando.
Non vogliono più essere né imbrogliati né rimanere imbrigliati. Peccato solo che "questi" partiti non abbiano ancora colto il segnale.
Se lo avessero colto, infatti, tutti i loro dirigenti si sarebbero dimessi (anche dalla carica di deputato e senatore), si sarebbero ritirati a vita privata e si sarebbero indette elezioni per un'Assemblea Costituente, capace di riscrivere le regole del gioco.
Occorre ripensare un nuovo modo di fare politica, con partiti completamente rinnovati, che abbiano cultura e memoria storica e che i candidati siano selezionati attraverso criteri meritocratici.
Occorre una Grande Riforma elettorale e costituzionale, sull'esempio della Repubblica Romana di Giuseppe Mazzini, ovvero che introduca un Presidenzialismo che parta dal basso, al di fuori delle beghe e delle alchimie partitico-clientelari. Purtroppo, sin dai tempi di Mazzini, tutti coloro i quali hanno proposto codesta Grande Riforma sono stati annientati e/o criminalizzati.
Ricordiamo qui i partigiani antifascisti ed anticomunisti Randolfo Pacciardi ed Edgardo Sogno, ingiustamente accusati di "golpismo" dal comunista Luciano Violante. E ricordiamo Bettino Craxi, lasciato morire ad Hammamet come "latitante matricolato", anziché essere ricordato come grande statista, capace di annientare i disegni autoritari del clericofascismo e del cattocomunismo giustizialista, sin dalla fine degli Anni '70.
L'elettorato italiano, ad ogni modo, non è più disposto a perdonare.
I politicanti sono ormai avvisati.

Luca Bagatin



21 aprile 2013

Brevi considerazioni garibaldine sulla Presidenza della Repubblica e la Laidità del Non Stato

Francamente non comprendo coloro i quali esultano per la rielezione di Napolitano a Presidente della Repubblica, ovvero un comunista d'apparato espressione della peggior partitorcazia Pd-Pidiellin-Montiana.
Le Elite al Potere ringraziano.
I cittadini intellettualmente onesti no.
Ho avuto la conferma che non ci sono peggiori nemici di quelli che, potenzialmente, potrebbero pensarla come te.
Ho più nemici fra i laico-repubblican-liberal-massoni che fra fascisti, comunisti, clericali e grillini messi assieme. E questo pressoché da sempre.
Purtroppo però è l'ennesima conferma che - in certi ambienti e paradossalmente (forse perché i nobili ideali e princìpi sono una cosa, mentre il cervello umano, che devia da essi, un'altra) - non si riesce a guardare oltre la punta del proprio naso.
Ho detto.

Personalmente non sono né comunista né capitalista, bensì mazziniano e garibaldino, ovvero alternativo ai due sistemi anti-umanitari imposti dalla politica del Potere e dei media.

Penso che, in Italia, siamo giunti all'ennesimo tradimento della Repubblica ed in particolare di quella Romana del 1849.

Il liberalismo ed il repubblicanesimo, come princìpi ispiratori, sono definitivamente stati ammazzati.
Occorre farli Risorgere. Al di fuori della partitocrazia.



19 aprile 2013

In nome del popolo sovrano

"In nome del popolo sovrano" è un bellissimo affresco storico che la Rai ha recentemente ritrasmesso sul piccolo schermo.
Film di Luigi Magni e dello storico Arrigo Petacco del 1990, ambientato ai tempi della Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria, ovvero fra il 1848 ed il 1849.
E' la storia del frate barnabita Ugo Bassi (Jacques Perrin) che, in nome di Cristo e di Mazzini, si immola alla causa dell'Unità d'Italia e della cacciata del Papa Re da Roma, affinché questi rinunci al "demoiniaco" potere temporale, per riaffermare unicamente quello spirituale, di pastore di anime, di rappresentante del Verbo sulla terra.
E' la storia del condottiero garibaldino Giovanni Livraghi (Luca Barbareschi), innamorato della nobile Cristina Arquati (Elena Sofia Ricci).
E' la storia dell'oste romano Ciceruacchio (Nino Manfredi) - al secolo Angelo Brunetti - e di suo figlio Lorenzo, immolati entrambi alla causa della Repubblica.
Ma è anche la storia del marchesino Eufemio Arquati (Massimo Wertmuller) che, per riconquistare sua moglie, divenuta l'amante del Livraghi, si unirà alla causa degli insorti e, successivamente, dei Piemontesi.
Una storia vera, autentica, tenerissima, appassionata ed a tratti irriverente, quella raccontata da Luigi Magni, autentico interprete cinematografico del Risorgimento italiano.
Un insieme di storie nella Storia. Di vite di patrioti, idealisti romantici che, con sprezzo del pericolo, volevano una Roma laica, civile, democratica, nel rispetto della religione e dell'essere umano (la Repubblica Romana, infatti, pur nella sua breve durata, abolì definitivamente la pena di morte).
Una storia, quella della Repubblica Romana, spazzata via dalle criminali truppe di Napoleone III giudate dal temibile generale Oudinot, al servizio del Papa Re Pio IX.
Una storia, quella di una Repubblica democratica in Italia come mai più vi fu e che, raccontata oggi, oscura completamente la "Repubblica dei partiti" del 1948 che, nei fatti, fu ed è ancor oggi se non peggio, una sorta di Monarchia partitocratico-burocratica, con a capo un Presidente che, ieri come oggi, non rappresenta - invero - alcun Popolo, ma solo gli interessi dell'Elite al Potere.
Nel nome di Mazzini e Garibaldi, morirono, assieme – trucidati dagli Austriaci - il frate Ugo Bassi ed il condottiero Giovanni Livraghi, come assieme morirono Ciceruacchio e suo figlio Lorenzo, nemmeno maggiorenne, ancora oggi figure rimaste nel cuore del popolo romano. E, a difesa della Repubblica Romana - sotto i colpi dei Francesi - morirono l'aiutante di campo di Garibaldi - l'uruguaiano Andrea Aguyar - il bersagliere Luciano Manara ed il piccolo e leggendario Righetto.
Martiri di una Resistenza liberale e repubblicana, tradita un secolo dopo ed oggi pressoché del tutto dimenticata.
Solo quest'affresco di Luigi Magni, con la collaborazione del grande storico Arrigo Petacco, ci restituisce e restituisce all'Italia la dignità della sua Storia.
Una Storia che, ancora oggi, vorremmo vedere attuale, nel nome di un Popolo Sovrano stanco di mediaticità grillesca e partitocrazia Pd-Pidiellina.

Luca Bagatin




18 aprile 2013

Società inglobalizzata



Chissà se è poi vero che le dimensioni del pene maschile, per la gran parte delle donne, contano.
Uno studio sostiene che sia "la combinazione delle diverse caratteristiche fisiche a determinare quanto sia attraente un corpo" e non i singoli tratti.
C'è da augurarselo perché, altrimenti, a prevalere sarebbe una sciocca legge di "esteriorità", già sufficientemente abusata nella nostra società mediaticizzata e commercializzata da bisogni e mode indotte.
C'è da chiedersi il perché, un tempo, ad esempio negli Anni '60 e '70, andassero di moda modelli di donna burrose e formose, tipo Brigitte Bardot, mentre oggi trionfi l'efebismo e l'indistinzione di una magrezza senza contenuto né forma.
Per fortuna esistono purtuttavia le Laetitia Casta - che pur ha smesso gli abiti di modella - a smentire tale canone imposto !
Anche per i maschietti marca piuttosto male, fra esteriorità che li vogliono senza un filo di pancetta, possibilmente depilati e palestrati, senza barba e con capelli alla "faraone".
Assurdità moderne senza né capo né coda, invero, che snaturano scelte personalissime, magari autenticamente trasgressive e fuori dal tempo, oltre che dallo spazio.
E poi questo salutismo elevato a dogma: niente sigari né sigarette, niente grassi saturi, solo sushi (che fa tanto "radical chic" senza choccare più nessuno), footing e palestra. Ma che tristezza !
E fra un po' dovremo anche sorbirci la relativa "legislazione salutista", come in Francia, ove le bibite gassate e zuccherate sono ipertassate.
No, decisamente così non va.
Occorre forse ripensare e ripensarsi. Leggersi e autoanalizzarsi, anche se queste potranno sembrare parole vane.
L'interiorità - per troppo tempo - è stata relegata a ruolo marginale di una società dei consumi in continua involuzione. Telefoni, telefonini, ipad, televisione e per molti versi il web, hanno soppiantato una comunicazione fatta di scambi affettivi/introspettivi.
La crisi economica di oggi non è che uno specchio di tale involuzione, che ha sostituito ai rapporti umani una sorta di freddo paravento fatto di danaro a buon mercato da spendersi e spandersi sino a non averne più. Il vivere al di sopra delle proprie possibilità - per troppi anni - tanto propagandato dai mezzi di comunicazione di massa e dai governi, non ha fatto altro che portare alla situazione attuale.
La morte civile, sociale e politica di un'umanità schiava della pubblicità, dei media, dei modelli imposti e, quel che è ancor peggio, senza alcun futuro certo.

Luca Bagatin



17 aprile 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin

La mia regola è: mai fare ciò che ti viene richiesto, magari con insistenza o interessatamente. Ma fai solo ciò che ti senti - eventualmente e disinteressatamente - di fare.
Vorrei lanciare una nuova corrente artistico-politica, chiamandola simpaticamente e semplicemente "Erotico Dadaista".
Contro la partitocrazia, la violenza dei media e l'imbarbarimento del linguaggio, l'ipocrisia quotidiana e la disonestà intellettuale.



15 aprile 2013

EMMA FOR PRESIDENT !

A giorni si terranno le prime votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica.
E, almeno questa volta, in questo particolare momento storico di crisi politico-culturale-economica, è necessario che il nuovo Presidente sia VERO garante della Costituzione e dello Stato italiano.
Chi scrive -  assieme all'amica Ilona Staller - lanciò, solo pochi mesi fa, la proposta di candidare l'ultimo Padre Storico dell'Italia repubblicana ed antifascista, ovvero Marco Pannella.
Marco, oggi, non è fra i cosiddetti "papabili" al Quirinale, per cui, assieme ad Ilona, abbiamo pensato di rilanciare la campagna EMMA FOR PRESIDENT, per Emma Bonino al Quirinale.
In questo senso, vorrei e vorremmo cogliere l'occasione per riportare qui un articolo che pubblicai il 27 dicembre 2004, che racconta un po' la campagna che, assieme ad alcuni amici, lanciammo a Pordenone - nel 1999 - sposando l'iniziativa di Caterina Caselli e degli amici Radicali.
Una campagna, oggi, attuale come non mai.



EMMA FOR PRESIDENT (primavera 1999)
di Luca Bagatin

Nel gennaio 1999 alcuni utopisti lanciarono l'idea di candidare a Presidente della Repubblica la pasionaria appassionata radicale Emma Bonino, allora Commissara europea.
In quel periodo scrissi una poesia che venne poi pubblicata sulla stampa pordenonese:

"Emma for President"

Emma Bonino, una dei tanti radicali scalzi
che popolavano negli anni ‘70 le piazze delle città
per affermare i diritti di tutti, anche dei più derelitti di questo mondo,
contro un regime violento, burocratico, partitocratico e clericale,
che aveva in gloria solo la gestione del Potere: la poltrona sicura di Ministro, Cardinale o Presidente.
Emma Bonino: una donna, un simbolo dell’Europa e per l’Europa, a dispetto di chi ha cercato e cerca di oscurarla con ogni mezzo.
Emma Bonino: oggi di nuovo alla ribalta come degna Commissaria europea, sempre in prima linea per l’affermazione dei diritti umani, civili e politici, come ieri, più di ieri.
Loro, i Potenti, forse ti saranno avversi, ma è certo che la gente è con te
e con le tue battaglie di libertà e legalità.
Un augurio di cuore!
Una speranza dal profondo!
....magari una piacevole utopia: Emma for President


Nel marzo dello stesso anno si costituirono alcuni comitati spontanei a sostegno della candidatura di Emma a Presidente. Il sottoscritto ne costituì uno a Pordenone, assieme ai radicali storici John Fischetti (oggi nel direttivo nazionale dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica) e a Paola Scaramuzza.
Raccogliemmo in quattro sabati circa 500 firme a sostegno della candidatura. Emma non fu Presidente, ma il Parlamento preferì Carlo Azeglio Ciampi, un Presidente a mio giudizio poco imparziale e mediocre. Ovvio, quasi scontato. Ma fu il lancio dell'estenuante campagna "Emma for Europe". Obiettivo: Stati Uniti d'Europa.
Nell'aprile '99 partecipai anch'io, presso il Park Hotel Villa Fiorita, assieme a John ed a Paola (e come dimenticare Marco Gentili, Mirta Grilli...) all'Assemblea di Monastier di Treviso dal titolo: "Libertà di Lavoro ed impresa" per il lancio della campagna referendaria liberale e liberista.
Fu proprio nel corso dell'Assemblea che conobbi personalmente Emma e le diedi la poesia che le avevo scritto: "Grazie, grazie" mi disse lei con una pacca sulle spalle, stanchissima, stressata, fra tanta gente... E conobbi Marco Pannella del quale conservo ancora la foto che facemmo insieme, sorridente, gentilissimo, accanito fumatore, che, come Emma, pretendeva gli si desse del "tu" (mai dare del "lei" ad un radicale!).
E proprio tale Assemblea sancì la nascita della Lista Emma Bonino per le elezioni europee di giugno. E come posso dimenticare di aver chiacchierato io e Lilli (figlia di Paola), con Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale assassinato l'anno seguente in Cecenia...
Caro Marco, cara Emma...cara Lilli, caro John, cara Paola...soprattutto cara Paola, ricordi io e te a raccogliere le firme in piazza per i referendum nel caldo maggio e giugno? Io e te soli nell'indifferenza completa dei mass-media locali! Io e te a distribuire volantini inneggianti "Emma for Europe" e ad attaccare manifesti sui tebelloni elettorali? E poi, in quel torrido 13 giugno '99, il tripudio!!! 8,5% nazionale alla Lista Bonino. 14,5% a Pordenone alla Lista Bonino! Il secondo partito in provincia! Io e te, Paola, due quasi emeriti sconosciuti abbiamo conquistato la prima pagina del Gazzettino e grande spazio nel Messaggero Veneto!
Il merito era quasi tutto di Emma, certo, lo sapevamo. E noi lì a spiegare che l'Italia dei referendum non era morta! Che l'Italia del divorzio, che l'Italia del concepire con amore anziché procreare come bestie, che l'Italia proiettata verso un'economia più liberale e verso gli Stati Uniti d'Europa (dell'Europa di Ernesto Rossi, di Altiero Spinelli...) era viva più che mai.
E' stata una stagione intensa. E le battaglie successive, questo blog compreso, io credo, non sono che un prosieguo di quella stagione, di quelle stagioni.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini