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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 aprile 2008

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



Non cadete preda dei facili sentimentalismi.
E' tanto facile perdere la testa e soffrirne le conseguenti pene d'amore, salvo poi, anni dopo, accorgervi quanto il vostro tempo sia stato sprecato inutilmente.

La vera libertà si ottiene quando non si ha più nulla da perdere.
E' facile parlare di libertà quando si è ricchi, belli, famosi o in salute.
Purtuttavia questa libertà è effimera, illusoria e transitoria.
La resa dei conti arriva per tutti prima o poi ed allora è necessario essere pronti quando il tempo cambia !
La quiete arriva sempre dopo la tempesta, mai prima.

Il "parlare per sentito dire" significa fingere di conoscere, quando, in realtà, si è profondamente ignoranti.




12 aprile 2008

LA SANGUINARIA DITTATURA CINESE, LE OLIMPIADI E LA LIBERTA' DEL TIBET



La Cina è una sanguinaria dittatura.
Vogliamo parlare del suo programma di contenimento delle nascite ?
Vogliamo parlare delle bambine uccise e/o abbandonate in conseguenza della politica del governo cinese ?
Vogliamo parlare dei morti e dei perseguitati mongoli, manciù, islamici e, non ultimi, tibetani ?
Vogliamo parlare di questa superpotenza comunista in espansione economica che soggioga il suo popolo negandone libertà di parola ed espressione (si pensi ai controlli degli accessi al web ed alle censure in rete) ?
Vogliamo parlare del fatto che questa sanguinaria dittatura ha diritto di veto all'interno dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ?
Vogliamo parlare di quante industrie italiane ed occidentali abbiano investito in questa sanguinaria e barbara dittatura ?
Vogliamo parlarne o continuiamo a metterci il prosciutto sugli occhi ed il sedano nelle orecchie ?
Vogliamo parlare dell'unica fiaccola della pace che può splendere nel mondo, ovvero quella della libertà e della democrazia ?
E la si smetta di lamentarsi e scandalizzarsi tanto del fatto che la fiaccola dei giochi olimpici (che malauguratamente si terranno a Pechino, capitale della dittatura cinese) quest'anno è stata spenta: essa era ed è una fiaccola di morte e persecuzione.
E veniamo al Tibet. A quella meravigliosa ed incontaminata terra buddista e pacifica. Almeno sino all'avvento, nel 1949, della barbara dittatura di Mao Tse Tung figlia del marxismo e dello stalinismo.
E veniamo all'orgoglio tibetano fatto di millenarie radici storico-culturali che ci riportano al tempo di Gautama Buddha: insegnamenti fatti di scoperta e riscoperta della propria Divinità interiore, del proprio Vero Sé, il Dio in noi stessi al di là di ogni assurda e astrusa divinità esteriore ed autoritaria.
Tutte scemenze, evidentemente, per le grette e ristrette menti comuniste bramose di potere e di morte dell'individuo sin nella sua anima più profonda.
E così oggi i tibetani, in ogni parte del mondo, gridano alla libertà del loro Paese soggiogato dal tallone marxista-leninista cinese e lottano assieme a inermi e nonviolenti monaci buddisti, così come nonviolentemente fecero nel settembre 2007 i monaci birmani contro la dittatura militare ancora oggi al potere.
Non ci può essere pace senza giustizia. Non ci può essere giustizia senza libertà individuale. Non ci può essere libertà senza democrazia e quindi rispetto per le minoranze e trionfo dei diritti civili e umani.
L'occidente civile e democratico nel quale crediamo fermamente non può rimanere sordo a tutto ciò.
Intervenga con tempestività e si prenda le sue responsabità qualora ritenga di aver favorito la sanguinaria dittatura cinese.
E, quanto alle Olimpiadi, si eviti di tenerle proprio a Pechino.
Le si sposti piuttosto a Taiwan (che è uno Stato cinese, ma comunque indipendente dalla Cina e più vicino all'Occidente democratico).
Perché il messaggio universale di democrazia e libertà passi anche attraverso lo sport senza riempire ulteriormente le casse dei dittatori di ieri e di oggi che vanno combattutti sempre e con ogni mezzo.

Luca Bagatin



11 aprile 2008

Segnalazioni pinkettsiane by Luca Bagatin



Vorrei prendermi un po' di spazio.
Anzi, vorrei prendermi questo spazio che peraltro è gia mio in quanto gentilmente concessimi dalle Edizioni il Cannocchiale - www.ilcannocchiale.it
Vorrei prendermi questo spazio per fare delle segnalazioni: 2.
Due segnalazioni in merito ad un amico che pur non sento da una vita: Andrea G. Pinketts.
L'ultima volta (il giorno di Pasqua dell'anno scorso) che lo vidi allo Smouth di Via Buonarroti a Milano, era barbosamente ed incazzosamente appena tornato dall'astigiano ove stava girando le riprese del film "Zoe" di Giuseppe Varlotta.
Dopo un tris di birre, il Nostro, ha vuotato il sacco e mi ha raccontato del film in anteprima. Io ne ho accennato anche in un mio vecchio articolo ma, non voglio dirvi di più: sciroppatevi direttamente il trailer e la trama dal sito www.giuseppevarlotta.com (che è anche da poco fra i link del presente blog).
E quindi la prima segnalazione è fatta.
Andiamo alla seconda: "La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna". Ovvero l'ultimo romanzo (della madonna) di Pinketts.
Un miscuglio fra avvenenza e contravvenzione.
Un romanzo per Sick Girl e lettori del mio blog oserei dire: per stomaci forti e streghe dissolute in vena di dissolvere uomini paffuti, procacciatori d'affari e poco di buono.
Direttamente dalle Edizioni Il Filo eccovi il video-promo: http://www.ilfiloonline.it/Albatros/2007/lafiabadibernadette.asp
Andrea G. Pinketts: un nome una garanzia. Una minaccia alcoolica di parole alla quale, se non lo aveste letto, non dareste due lire (leggi: due birre).
Eppur fu lui, giornalista investigativo, il protagonista delle inchieste che portarono a sgominare nei primi anni '90 la setta dei "Bambini di Satana" e le infiltrazioni camorristiche nel litorale romagnolo che gli valsero l'onoreficenza di Sceriffo di Cattolica (lui, blasfemo e ateo).
Eppur fu lui che nel 2006 fu insignito dell'onoreficenza di Cavaliere al Merito Culturale della Repubblica Francese (in Francia è ai primi posti nelle classifiche; in Italia solo in quelle redatte da Luca Bagatin, ovvero il sottoscritto).
Eppur fu lui la persona con la quale passai i migliori pomeriggi nei peggiori bar di Milano e con la quale conto di scrivere il mio primo romanzo surRenale (se solo entrambi ne avessimo il tempo).




9 aprile 2008

IL 13 E 14 APRILE VOTA PARTITO LIBERALE ITALIANO

Se non sei fascista, comunista o clericale.....
VOTA semplicemente LIBERALE




Il Partito Liberale Italiano presenta liste in tutta Italia sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica, al di fuori degli schieramenti.
Questa decisione coraggiosa costituisce innanzitutto un atto di denuncia rispetto al rischio che la democrazia rappresentativa italiana di precipitare in una pericolosa deriva plebiscitaria di stampo sudamericano.
Le due maggiori formazioni politiche hanno, di fatto raggiunto un accordo per eliminare le forze minori, anche quelle di grande tradizione culturale, invocando il “voto utile” onde governare poi insieme o, comunque, fare di comune accordo, una riforma costituzionale autoritaria, che trasformerebbe il parlamento in un luogo di “operai volenterosi ed ubbidienti” con l’unico compito di schiacciare bottoni.
Dopo aver occupato l’informazione, le banche, le assicurazioni, gran parte delle società di costruzione, alcuni grandi gruppi finanziari stanno cercando la complicità affaristica della politica dominante per completare il saccheggio in corso del Paese.
Gli italiani, tartassati dalla pressione fiscale, dagli aumenti dei prezzi, dalla crisi economica, hanno perso ogni fiducia in una classe dirigente, di destra come di sinistra, che non ha saputo né voluto avviare la necessaria modernizzazione del Paese.
Il PLI si pone come obiettivo quello di proseguire la competitività, il riconoscimento del merito, l’alleggerimento delle pastoie .burocratiche con i relativi costi, la riduzione del carico fiscale, le liberalizzazioni e privatizzazioni, soprattutto nei servizi pubblici locali per ridurre i costi a carico dei cittadini e garantire lo sviluppo.
Quella liberale intende porsi come una alternativa radicale di chiarezza e trasparenza, rispetto al progmatismo, dai contorni confusi , dilagante, rimettendo l’individuo al centro della società e restituendogli in pieno la sovranità, prevista dalla costituzione, cominciando dalla reintroduzione del voto di preferenza.




Il candidato Presidente del Consiglio è
Stefano De Luca



Stefano de Luca è nato a Paceco (TP) il 07-04-1942, da sempre residente a Palermo svolge la professione di Avvocato specialista in diritto commerciale, è un giornalista pubblicista e amministratore di molte società. Sin dal 1959 ha militato nel PLI che, dopo lo scioglimento nel 1994, ha ricostituito nel 1997 ricoprendo sempre la carica di Segretario.
È stato eletto alla Camera dei Deputati per tre legislature 1983, 1987, 1992 in seguito è stato eletto al Parlamento europeo nel 1994.
Dal 1987 al 1994 interrottamente nei sette governi succedutesi ha ricoperto la carica di Sottosegretario alle Finanze, è stato più volte Consigliere Comunale e Assessore al Comune di Palermo.



7 aprile 2008

VERRA' LA MORTE E NON SARA' CIECA (le mancheranno solo un paio di diottrie): racconto surRenale by Luca Bagatin





Teofilo Agonia di Cernusco sul Serio (sul serio ? Ma và !), prima di morire, mi scrisse una mail in cui sosteneva che le Sick Girls sono il preludio del sadismo in tutta la sua drammatica drammaturgica dramaticità.
A qualcuno piace caldo. E qualcun altro sosterrebbe che le Sick Girls sono solo delle "gran gnocche".
Personalmente sospendo il giudizio almeno sino al Giorno del Giudizio: sono uno scrittore sadomaso.
Attendo quel Giorno con l'ansia congenita e le arterie otturate da voraci e veloci pasti alla Nutella e alla Salsa Rosè (non necessariamente in questo ordine e non necessariamente assieme).
Attendo l'ora della Sua-venuta.
Antonella Sua era un'impiegata del catasto sindacalista della Cisl nonché mia amica. Quando dico amica intendo amica-amica. Non ci andavo a letto insomma: era troppo alta per un tappo come me (che pur odora di balsamo al Vetyver) oscillante fra i 165 cm di Sarkozy e i 171 cm di Berlusconi.
Antonella Sua era alta 199 cm e senza tacchi: adorava le ballerine. Meglio se classiche: era lesbica.
Ho sempre avuto un debole per le lesbiche e, poi, infondo, sono debole di stomaco e, pertanto, ho un pessimo rapporto con le donne in generale.
Specie quelle in divisa.
Luisella Pravettoni di Cernusco Lambro è una mia ex tornata da poco dall'Afghanistan ove si trovava in missione speciale. Oggi è un bel pezzo di Corpo dei Parà.
Ora si è ri-fidanzata con un caramba, ma io ne conservo ancora le foto segnaletiche: allora, quando ci conoscemmo, ero Ispettore Capo della Squadra Speciale di Cernusco sul Naviglio e l'avevo pizzicata un paio di volte a rubare nella gioielleria di Teofilo Agonia. Il mio amico gioielliere.
Ad ogni modo comunque (parafrasando l'immancabile Dino Buzzati), torniamo a bomba: alle Sick Girls, al sadismo, alla trifola sanguigna e sanguinolenta. Tanto è tutto succo di pomodoro.
Da almeno un mese frequentavo Vitaldeath, una Sick Girl molto vitale e amante, come me, del concetto di morte.
Il concetto della morte, sì, quello del "chi non muore si rivede"; "chi è morto non scagli la prima pietra altrimenti AAAAAHHHHHHH !!! vuol dire che è un fantasma e io sono debole di cuore, cazzo !"; "un morto non può mordere" come diceva Plutarco che è passato a miglior vita con i denti tutti sani. Altri tempi allora !
Insomma, sono giunto alla conclusione che Teofilo Agonia è invidioso e si crogiola nella sua agonia.
Nella sua masochistica e misogina agonia.
Ora, per carità, è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma farsi una canna a 80 anni non è come farsene una a 20 o....a 30 !
E l'ottuagenario Agonia ci ha rimesso le penne.
Penne all'arrabbiata, quelle che gli faceva sua madre quando aveva ancora 7 anni ed era un tenero bambino e non pensava né alle donne né tantomeno ai gioielli (a quelli ci avrebbero pensato le sue innumerevole fidanzate che praticamente gli avevano svuotato il negozio !).
Il punto non è la virgola e nemmeno le virgolette nelle mutande di quel tale che se l'è fatta sotto dopo aver visto il fantasma di Mosè che scagliava la prima pietra contro Enrico Boselli amico di Gesù detto il Cristo Saragattiano.
"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", scriveva Cesare Pavese che non era ghiotto di pavesini ma, forse, della sua collaboratrice Nanda Pivano che lo avrebbe ben presto abbandonato per quel fustacchione di Jack Kerouac.
Verrà la morte.
Verrà la vita.
Verrà la vita assieme alla morte, come la Nutella assieme alla Salsà Rosè.
Verrà Vitaldeath ed io assieme a lei.




5 aprile 2008

"L'Ombra d'Argento": un thriller massonico



E' proprio il caso di dirlo: Napoli non è solo munnezza e malavita.
Napoli è anche, come diceva lo scrittore Luciano De Crescenzo, città d'amore e di "uomini d'amore" contrapposti ai più rigidi e razionali "uomini di libertà" del nord.
Napoli è città magica ed esoterica per chi ha la passione e l'indole d'approfondire.
E così, il mio amico "napoletanto doc" Martin Rua, profondo conoscitore di Napoli ed il cui nome vero solo pochissimi intimi conoscono, è da qualche mese protagonista del suo stesso romanzo, "L'Ombra d'Argento" (A & B Editrice), un thriller massonico ove egli, appassionato di alchimia, esoterismo e  studioso di antropologia, ci conduce in giro per l'Europa nell'eterna lotta fra il Bene ed il Male questa volta rappresentati rispettivamente dalla Massoneria e dalla Società nazista Thule.
Nulla a che vedere con il "Codice da Vinci", per carità, "L'Ombra d'Argento" ne è la sua vera antitesi.
Il nostro Martin, infatti, a differenza di Dan Brown, attinge esclusivamente dal bagaglio dei suoi studi, viaggi e personali ricerche esoteriche dovute anche all'orgogliosa appartenenza ad una fra le più importanti Obbedienze massoniche d'Italia.
E così, il Martin Rua romanzato è l'alter ego dell'autore, ovvero un giovane antiquario napoletano, studioso di alchimia e Maestro Massone del 30esimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato (uno fra i più alti in Massoneria), il quale, durante un viaggio di piacere a Praga, si trova coinvolto in un'intricata vicenda che vede contrapporsi massoni a neo-nazisti e che ha come sfondo un enigma alchemico millenario in un intreccio che collega la Cappella di Sansevero di Napoli alla misteriosa Cattedrale gotica di Chartres in un crescendo di colpi di scena, antiche formule occulte e di studio della simbologia alchemica e religiosa.
La tensione è comunque stemperata da divertentissimi e famigliari quadretti fra Martin e la gelosissima e premurosissima moglie greca Artemis, la quale è il ritratto della razionalità ellenica.
E si pensi che gran parte dei personeggi positivi del romanzo non è affatto di fantasia !
Chiacchierando con Martin apprendo che per lui questo romanzo significa moltissimo. E' un tributo alla Massoneria ed ai suoi principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, ovvero a quel sistema di insegnamenti morali ed interiori che permette a ciascun individuo iniziato ai Suoi "misteri" di migliorarsi quotidianamente, a dispetto di chi paragona i massoni ai mafiosi, ovviamente per ignoranza e pregiudizio.
Nel romanzo più che altro c'è una Massoneria come la vorrebbe l'autore stesso, ovvero più attenta al recupero dell'Antica Saggezza alchemica, ovvero alla Scienza che incontra la Conoscenza, la Gnosi degli Antichi Egizi, ma anche Greci e Caldei, alla quale attinsero anche i Cavalieri Templari e che la Massoneria pose come fondamenta delle sue basi morali e filosofiche.
Martin Rua, infatti, tanto nel romanzo quanto nella realtà, si batte all'interno della sua Loggia proprio per il recupero di tali conoscenze esoteriche che si sono smarrite nel tempo ed il romanzo può essere letto anche e proprio in questa chiave.
"L'Ombra d'Argento" non è di difficile reperibilità. Oltre a poter essere ordinato nelle migliori librerie, può essere acquistato anche su internet al sito dedicato www.ombradargento.it nel quale è possibile trovare anche alcune tavole a fumetti che lo illustrano (c'è in progetto fra l'altro proprio la realizzazione di un albo a fumetti completo, nonché il seguito del romanzo stesso) e la prefazione è realizzata nientepopodimenochè dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia, il prof. Luigi Pruneti il quale aggiunge un ulteriore tocco storico-esoterico al racconto del nostro bravo e avventuroso Martin Rua che potrete personalmente contattare visitando il blog www.martinrua.ilcannocchiale.it nel quale cura anche delle "Tornate di Loggia on-line" aperte a tutti coloro i quali sono interessati ad approfondire la Libera Muratoria ed i suoi principi sempiterni.




Luca Bagatin
(Martin Rua è anche l'autore della mia caricatura-avatar qui sopra che utilizzo regolarmente come logo del presente blog)



4 aprile 2008

"Tu sei mio fratello": Gran Loggia 2008 del Grande Oriente d'Italia



“Tu sei mio fratello” : non si tratta di uno slogan ad effetto per una pubblicità sofisticata, bensì il tema scelto per la Gran Loggia 2008, la maggiore assise annuale del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, che si terrà a Rimini dal 4 al 6 aprile prossimi.

“La fratellanza - spiega il Gran Maestro Gustavo Raffi - è per i Massoni la proposta di un profondo impegno di vita, di un diverso modo di rapportarsi alla società e di un più alto sentire etico. E’ un gradito dovere ma è anche la testimonianza del loro essere iniziati. Essa, infatti, non coincide, soltanto, con un atteggiamento umanitario e filantropico. È , soprattutto, armonia interiore e esteriore: è rispetto radicato e profondo per ciò che gli altri - tutti gli altri - credono e pensano, senza distinzioni di etnie, religioni, ideologie, stili di vita”.

“Fratellanza – dice ancora Raffi - è, così, sinonimo di Tolleranza, come Tolleranza lo è di Libertà. Sentire gli altri come Fratelli è, allora, sentire pulsare in loro quella Libertà che pulsa in noi e che è il nostro bene più prezioso: l’orizzonte della vera umanità, il fine ultimo del nostro cammino terreno. Significa vedere in loro il compimento della nostra Iniziazione, il compimento di un Progetto Esoterico che viene da lontano e che guarda lontano: come un sogno di cui i Liberi Muratori sono gli antichi e sempre nuovi Guardiani”.

La Gran Loggia 2008 sarà aperta venerdì 4 aprile, alle ore 9.30, dalla inaugurazione di due mostre: “Alla Garibaldina”, caricature di Giuseppe Garibaldi (a cura della Società Umanitaria di Milano) e “Massoneria, Risorgimento e film muto” (a cura della del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia e di Gangemi editore).

Un momento oramai tradizionale, ma sempre molto atteso - ed emblema della politica culturale della trasparenza perseguita dall’attuale Gran Maestranza - sarà rappresentato, sempre venerdì 4 aprile, alle ore 17.30, dall’apertura del Tempio al pubblico, alla stampa e ai rappresentanti delle Istituzioni, dinnanzi a cui il Gran Maestro Raffi svolgerà la sua Allocuzione.

Oltre ad una serie di Tavole rotonde, esposizioni e presentazioni di libri, la Gran Loggia 2008 prevede, fino a domenica 6 aprile, tutta una serie di manifestazioni culturali, aperte al pubblico, alle quali parteciperanno studiosi, storici, filosofi e sociologi. Tra queste i talk show “Contemporaneità e fratellanza”, “La Musica incontra la Massoneria” e “Costruire una scuola sul tetto del mondo”.



Silvia Renzi
comunicazione e rapporti con la stampa
www.grandeoriente.it



2 aprile 2008

Perché negli USA sceglierei MaCain


L'amico Stefano Magni, instancabile e ottimo redattore dell'Opinione delle Libertà, noto liberale, libertario e liberista, questa volta mi ha completamente tolto le parole di bocca.
Con un post del 7 febbraio scorso apparso sul suo blog www.oggettivista.ilcannocchiale.it, ha scritto esattamente ciò che avrei voluto scrivere io pur con minore competenza non essendomi mai occupato di politica internazionale.
E così ci spiega, punto per punto, il motivo per il quale il repubblicano John McCain sarebbe preferibile a qualsiasi candidato democratico USA.
Ed io sono pienamente concorde con lui (per quanto McCain non sia il libertario Rudy Giuliani ma...tant'è).

Luca Bagatin



A sinistra: un giovanissimo John McCain che, con tanto di sigarette in primo piano, ricorda un altrettanto giovanissimo, sbarbato, Luca Bagatin (si noti lo sguardo assorto e malinconico di chi la guerra l'ha fatta e ne porta ancora addosso le ferite); a destra John McCain oggi. Ricorda un tantino Charlie Chaplin anziano e senza trucco né bombetta.

Da www.oggettivista.ilcannocchiale.it by Stefano Magni

Perché sceglierlo
  1. Siamo in guerra contro l’Islamismo, il nuovo totalitarismo che si sta espandendo in tutto il mondo. Tra tutte le questioni politiche, questa è la più importante e vitale. E McCain è l’uomo giusto per combattere l’Islamismo. Si è giustamente opposto a Guantanamo (che, al di là della sua utilità, resta una violazione dei diritti dei prigionieri) ed è contro la tortura dei prigionieri. Lui ne sa qualcosa, visto che è stato prigioniero per cinque anni e mezzo nel gulag nordvietnamita quando il suo aereo è stato abbattuto durante la Guerra del Vietnam. In compenso, McCain è un convinto sostenitore dell’intervento statunitense in Iraq, il fronte principale della guerra all’islamismo. Se oggi il generale Petraeus, con 30.000 uomini di rinforzo, sta vincendo la guerra, lo si deve alla “cocciutaggine” di McCain. All’inizio ero molto scettico nei confronti della sua strategia, ma vedo invece con piacere che sta funzionando: Al Qaeda le sta prendendo. Su tutti gli altri fronti, come l’Afghanistan, il Libano, il Medio Oriente e la crisi nucleare iraniana, c’è da esser certi che McCain si comporterà nel migliore dei modi: rifiutando il dialogo con le dittature e promuovendo la causa occidentale anche dentro i loro confini, attraverso l’alleanza con i dissidenti. McCain, insomma, sta seguendo la miglior strategia per combattere l’Islamismo: mantenere intatte le garanzie della libertà dentro i nostri paesi e portare la guerra all’esterno, colpendo i terroristi a casa loro e contrastando i paesi che li sponsorizzano.

  2. In politica estera è un convinto sostenitore della strategia di esportazione della libertà. “La libertà non si esporta” dicono tanti liberali. Ma si possono rimuovere gli ostacoli peggiori che ne ostacolano la crescita spontanea. McCain lo sta facendo da anni, presiedendo l’International Republican Institute, un ente che agisce dal 1983 per educare alla libertà dissidenti e leader politici in 70 paesi nel mondo, anche dentro le dittature. Inoltre, l’anziano senatore dell’Arizona è contrario alla partecipazione della Russia al G8, perché l’impero di Putin è l’opposto dei principi su cui si è fondata questa importante organizzazione internazionale. E non si risparmia nelle sue critiche al regime comunista cinese. Da un punto di vista legislativo, ha promosso, assieme al democratico Tom Lantos, lo “Advance Democracy Act” del 2005, legge fondamentale per l’esportazione della libertà nel mondo

  3. E’ forse l’unico candidato americano favorevole alla globalizzazione e vuole mantenere aperti i confini dell’America. Di fronte agli operai che gli chiedevano di riavere il posto di lavoro, perso a causa della concorrenza straniera, ha avuto il coraggio di tenere la schiena dritta e dir loro che “quei posti di lavoro ormai son persi” e che solo un commercio libero può creare maggior dinamismo. Non cede nemmeno alle sirene populiste che demonizzano l’immigrazione, vista solo come flusso di criminali e non di lavoratori. Benché McCain sia un intransigente sostenitore di una politica di sicurezza, è convinto che l’immigrazione sia più un’opportunità che un rischio. E sostiene, semmai, una maggior integrazione dei lavoratori stranieri piuttosto che una loro (impossibile) cacciata.

  4. E’ favorevole al taglio delle spese dello Stato federale e al taglio delle tasse, dunque dimostra di voler ridurre la presa dello Stato sull’economia del paese, anche in tempi di crisi in cui il populismo statalista è facile. Per quanto riguarda la sanità, intende mantenerla privata e semmai incentivare la competizione tra strutture mediche e tra assicurazioni. Dunque mi aspetto che, per abbassare i costi della sanità (che sono troppo alti) punti più a una politica di liberalizzazioni che non di intervento della mano pubblica.

  5. Benché sia e resti un conservatore, almeno si è dimostrato più aperto di vedute in molte occasioni. Non si è affatto detto contrario ai matrimoni gay ed era favorevole alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, dimostrando di essere contrario alla troppa ingerenza dello Stato nella vita personale dei cittadini.


Perché avere dubbi

  1. John McCain è contro il diritto all’aborto. Ritiene che “un giudice non possa decidere sulla maternità” e che la materia vada regolata per legge. A suo onore va il fatto che non intende emettere leggi federali contro l’aborto, ma provvedimenti un po’ più liberali: saranno i singoli stati a decidere se lasciare libero l’aborto o reprimerlo. E verranno incentivate le adozioni e la maternità con sgravi fiscali e semplificazioni di regole più che con aiuti pubblici. Resta il fatto che lo Stato (sia federale che locale) non ha il diritto di interferire nelle scelte delle donne. E questo McCain non lo vuol proprio sentire.

  2. E’ impermeabile in modo inquietante alla propaganda dell’ecologismo. Ritiene che il “riscaldamento globale” sia un “fatto serio” e che gli Stati Uniti debbano dare risposte. Anche qui, a suo vantaggio, va il fatto che non propone leggi che proibiscono lo sviluppo, ma mira a incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie meno inquinanti. Certo sarà tutto da vedere. La tentazione di un maggior potere, se giustificata dall’ideologia ecologista, può essere una miscela pericolosa quando e se arriverà alla Casa Bianca.

  3. Dopo l’11 settembre ha detto cose molto brutte sulla possibilità di tornare alla leva obbligatoria, sia per il servizio civile che per quello militare. Da trent’anni l’America si è liberata da questa sua ultima forma di schiavitù, in cui lo Stato costringe un individuo a lavorare (e magari anche a morire) gratis per la “patria”. Se dovesse reintrodurre la leva obbligatoria (ma non credo proprio che lo faccia) diverrebbe di colpo il peggior presidente degli Usa degli ultimi 30 anni.

  4. Non ha una filosofia politica coerente alle sue spalle. Il che potrebbe anche non fregare nulla, ma invece conta: chi non ha una solida e coerente base culturale, chi si presenta troppo come uomo “pragmatico”, può anche prendere delle pericolose sbandate. Nel caso di McCain, il suo pragmatismo lo espone al rischio di dar troppo retta, in tutta buona fede, agli ecologisti più statalisti, ai conservatori morali più retrivi e a qualche economista keynesiano. Per non parlare dei rischi di cambiamento di rotta nel più mobile e sdrucciolevole dei terreni: la politica estera. Il rischio che si corre scegliendo McCain è quello di credere di votare un falco per la libertà e ritrovarsi a sorpresa con un agnello liberal alla Casa Bianca.


Perché, alla fine, lo voterei? Perché è meglio di qualsiasi altro candidato democratico. McCain può riservare brutte sorprese, ma il suo programma e la sua azione, finora, sono stati proiettati nella direzione giusta. I democratici, al contrario, vogliono: più Stato, meno mercato, più dialogo con le dittature sponsor del terrorismo. Un liberal come Obama o una democratica rampante come la Clinton, potrebbero portarci tutti alla sconfitta contro il terrorismo, alla crisi economica negli Stati Uniti e all’inizio di un trend negativo di riduzione della libertà individuale, sia all’estero che negli Usa.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini