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Per Corso Libero Bovio

 
L'avvocato penalista milanese Corso Libero Bovio si è ucciso sparandosi un colpo con una 357 Magnum alcuni giorni fa, senza lasciare alcun messaggio a spiegazione del suo gesto.

E' con profonda tristezza che vorrei ricordarlo.
Leggevo i suoi colti e puntiali articoli nella rubrica "Giustizia e dintorni" curata sulla Voce Repubblicana e quando ho appreso la notizia al telegiornale mi sono sentito un colpo al cuore. E' stato come se una parte di me se ne andasse via per sempre.
E' questo ciò che probabilmente accade quando ti affezioni ad un articolista che pure non conosci, ma di cui condividi gran parte del pensiero.
Corso Libero Bovio era un repubblicano senza altri aggettivi che vantava fra i suoi avi proprio quel Giovanni Bovio di Trani che è considerato uno dei personaggi più autentici del laicismo ottocentesco di matrice mazziniana.
Nell'apprendere della sua morte sono venuto a conoscenza, purtroppo tardivamente, che egli era anche un poeta ed uno scrittore financo di fiabe e ciò, non so perché, ha agginto commozione alla commozione.
Avrei voluto conoscerlo personalmente.
Oggi siamo in molti a chiederci il motivo del suo gesto, purtuttavia credo sia bene ricordarlo con il suo sorriso di sempre.
Perché un sorriso, a volte, può essere più forte del dolore.
E il dolore che la vita spesso ci arreca è transitorio, ma un sorriso può superare ogni tempo e durare in eterno nei nostri cuori.
 
Luca Bagatin 

Pubblicato il 16/7/2007 alle 17.44 nella rubrica Diario.

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