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"SABRINA", racconto surRenale by Luca Bagatin


Sabrina era una ragazza siciliana: e vi ho detto tutto.
Focosa, premurosa, gelosa e financo sin troppo religiosa.
Ella era una credente.
L'essere "credenti", in sé, mi ha sempre lasciato assai perplesso. Personalmente vi dirò che non lo sono mai stato.
Non che io sia ateo (per carità !), solamente, piuttosto che credere, preferisco sperimentare.
Sono uno sperimentatore e sono giunto alla conclusione che non c'è alcuna differenza fra Dio e me stesso.
Oh, intendiamoci: non è che io sono convinto di essere Dio. Tutt'altro !
Sono sicuro che lo siamo tutti quanti !
Noi tutti, infatti, viviamo, pensiamo, cogitiamo, siamo capaci di amare e peraltro viviamo proprio in funzione dell'amore al punto da sentirci onnipotenti (e forse lo siamo !) quando ci troviamo a sperimentare l'apice di codesto sentimento.
Il punto è che non siamo affatto consapevoli della nostra Divinità.
Sabrina non mi capiva affatto e, nonostante mi amasse, mi giudicava blasfemo.
In realtà (ma questo lo scoprirò solo parecchi anni dopo), ero solo uno gnostico. Il che non equivale ad avere una malattia infettiva (la gnosi), ma diciamo che aiuta a comprendere meglio diverse assurdità dell'esistenza.
Amavo Sabrina, ma non tanto per le sue qualità, quanto piuttosto per il suo naso.
Ella aveva un naso così perfettamente aquilino da rendermi davvero fiero d'averla sposata.
Nonostante tutto ella non mi capiva, né tantomeno io intendevo capire lei.
Fu così che decidemmo (o, meglio, fu lei a decidere per tutti e due !) di divorziare. Da allora non la rividi più.
Per lunghi anni la pensai e ripensai ancora e pensai anche che avrei voluto credere tanto quanto lei.
Credere in un Dio lassù nei cieli. Credere, più che in un Padreterno, in un Padre Terno: Padre, Figlio e Spirito Santo; Padre Terno nel senso di Uno, ma anche di Trino (ma non necessariamente trinariciuto....che è un'altra cosa !).
Credere che esistesse un luogo ove ci si potesse redimere dai peccati commessi sulla Terra e così via.
Mah.
Quali peccati avrò commesso mai io ?
E, poi...quale grave peccato avranno mai commesso i nostri progenitori Adamo ed Eva, se non quello di essersi cibati di una misera mela ?
Essi scoprirono così di essere nudi ? E allora ? Che sarà mai !
Tutti noi nasciamo nudi e, quando siamo bambini, non ce ne vergognamo minimamente.
Solamente quando cresciamo insorge la malizia e con essa financo la paura del sesso !
Ed allora, una volta divenuti grandi, grossi ed istruiti, comprendiamo che quella mela che Adamo ed Eva mangiarono non era altro che una metafora per indicare il loro amore fisico.
Può un dio condannare l'amore fisico ?
Un dio pazzo e morboso certamente sì. Financo un dio represso ed in cattività. Certamente, non vi è alcun dubbio !
Ma un Dio equanime, consapevole di sé e dell'Amore che irradia, non può che gioire e sorridere di fronte ad esso.
Ecco perché sono convinto che coloro i quali sono ossessionati dalla religione e quindi dalla figura che questa fornisce di Dio, siano inevitabilmente ossessionati anche dal sesso.
Atei e clericali (Dio non ce li conservi affatto !) lo sono ed io con loro non sono mai stato neanche un pochettino tollerante.
Essi sono così noiosi che preferisco lasciarli nel loro brodo a....scuocere !
Quanto a Sabrina....ora non penso più a lei come prima.
Continuo tuttavia ad amarla nel silenzio del mio cuore e sono sicuro che verrà un giorno in cui ci fonderemo ancora. E questa volta per sempre.

Pubblicato il 22/1/2008 alle 18.2 nella rubrica FATQUAK SCHOOL.

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