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"MI SONO INNAMORATO, ANCHE SE, MA PERO'...." racconto by Luca Bagatin


Sono di Roma, classe ’59, quindi vecchio. Faccio il musicista New Age e lo scrittore a tempo perso.
Ho un problema. Mi sono innamorato. Normale direte voi. Normale un piffero dico io. Lei ha quasi trent’anni meno di me.
Ma non è questo il problema. Il problema è che mi sono innamorato. Anzi no, invaghito. Visto che io non mi innamoro da più di dieci anni.
Il fatto più grave è che anche lei, Alessia, si è innamorata di me, anche di più. Lei è strana.
Fuma tre pacchetti al giorno di MS, beve almeno una decina di caffè…ma mi sono stancato di parlare di lei. Il fatto è che il mio amico Baz mi ha detto: “Scrivi un racconto d’amore, di quelli che sai scrivere tu, così te lo pubblico sull’ “Osterina”” (la fanzine che Baz dirige).
A Baz ! Se scrivo un racconto và a finì che lo faccio autobbiografico!
Flasback: nel ’79 ero iscritto al PCI e lavoravo in fabbrica. Mi sono fatto il culo per dieci anni, poi nell'88 ho smesso. Mi sono licenziato.
Nel ’88 ho conosciuto Nina, la mia ex compagna. La Nina l’ho conosciuta a Roma, in Campo de’ Fiori, ad un comizio di Marco Pannella. Lei, elegante, in tailleur. Io barba lunga e capelli oltre le spalle. “A Marco! Passa ‘na canna!”
Ogni volta che ho visto una donna nella mia vita no ci  ho mai più capito niente !
Comunque con Nina è andato tutto liscio. Ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda tanto che l’anno successivo ci siamo sposati con rito induista. Sì, perché pure lei aveva mollato l’Ideologia per un modello di vita più.....”sostenibile”. Con lei mi sono fatto il mio primo trip acido. Fuori tempo massimo.
Eravamo disoccupati all’epoca, ma una piccola comunità Hare Krishna vicino Latina ci aveva dato ospitalità. E noi eravamo felici, con i nostri canti devozionali.
Poi ho iniziato a suonare la chitarra elettrica e a comporre musica New Age. Lei cantava come un angelo ed io suonavo. Capelli biondissimi e lunghissimi entrambi, avvolti dai fiori, facevamo le nostre turneé alle feste de l’Unità o nelle comuni hippy e provos di tutta Italia.
Poi un impresario del nord mi ha scritturato e ho iniziato a comporre musica sul serio, in pieni anni ’90. Di colpo ci siamo ritrovati ricchi. Anzi no, mi sono ritrovato ricco. Perché lei già non c’era più. Non ricordo se se nei sia andata lasciando il suo corpo fisico perché morta, o se ne sia andata fisicamente perché non mi sopportava più. Non ricordo. Troppi trip acidi. Troppe canne. No. E' che ho voluto dimenticare.
Adesso sono stanco. Adesso penso solo a mia madre artritica ultra ottantenne. Adesso devo recuperare le stronzate commesse, rimettere in sesto il mio karma.
Eppoi sò triste ragà! Scusate le digressioni romanesche ma quando sò triste, me viè così! Pensavamo de cambià er monno, de fa la Rivoluzione GGentile, noi Niuagge! M’ affanc…
No, che sto dicendo! Io sono ricco! Appunto…
No, un momento.
Ammazza! Devo chiamà l’Alessia!
- Pronto Alé! -
- Dimmi, caro… -
- Allora come d’accordo, ci vediamo domani sera al Gambrius (è un posto che mi ha consigliato un mio amico consigliere comunale di un partito che si chiama Partito Democratico Cristiano Conservatore Italiano)
- Ok! Alle ventuno? Sei sempre il solito galantone! Lo sai che le rose che mi hai regalato la settimana scorsa non sono ancora appassite…? -
(Alé ancora co ‘ste rose? So tutti i ggiorni che me telefoni peddimme lo stato de salute de ‘ste pore rose!)
- Right Alé! Al Gambrinus - (“Right” fa molto John Lennon! Stronzatestronzatestronzate)
Arriva il giorno dell’appuntamento. I miei coetanei, specie se già sposati, al mio posto, avendo una squinzia per le mani si sarebbero messi a dieta, il parrucchino, la protesi nuova, sarebbero assidui frequentatori di palestre à la page. Io me ne fotto. Nell''85 mi chiamavano “El Che” e tale sono rimasto, nell’aspetto. Sigaro cubano annesso. Nell’animo…rivoluzionario arrugginito.
Sono le diciannove, mancano due ore. L’agenzia di viaggi vicino casa è ancora aperta.
Che dite? Rinuncio all’appuntamento con la squinzia che più squinzia non si può?
Tanto.... alla mia età? Andà dietro a ‘na sbarba?
Eppoi vabbé che la Nina non c’è ma la Nina era la Nina. L’Alessia è l’Alessia. La Nina c’avrà avuto anche cinque anni più de me ma era tutta n’artra cosa! Dimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticare. Valium con ghiaccio!
Entro nell’agenzia di viaggi.
Un biglietto singolo. Sola andata per il Nepal, Katmandu.

P.S.: Scusa Baz ma il racconto per l’”Osterina” non te l’ho più scritto. Sto in Nepal. Non torno più. Pubblica questo se vuoi.
Ciao! NAMASTE’! OM NAMAH SHIVAYA!

Pubblicato il 29/1/2008 alle 18.16 nella rubrica RACCONTI.

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