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Un viaggio in Paradiso con Mark Twain

Tra vent’anni rimpiangerai le cose che non hai fatto più di quelle che hai fatto. Quindi vai di bolina. Lascia il porto sicuro. Spiega le tue vele al vento. Esplora. Sogna. Scopri.

Mark Twain



Imbattermi in "Viaggio in Paradiso" di Mark Twain è stato per me come imbattermi nella più morbida delle parti anatomiche della più deliziosa fanciulla della terra: una folgorazione !
Eh, sì, aveva proprio ragione quel barbuto geniaccio di George Bernard Shaw quando affermava che questa pur breve opera dell'umorista statuinitense permette di entrare, meglio di altre, nel suo universo di scrittore.
Nulla che lo possa paragonare alle più famose opere come "Le avvenutre di Tom Sawyer" o "Le avventure di Hukleberry Finn"; "Viaggio in Paradiso" è l'umoristica salita nei cieli del capitano Stormfield che, pur destinato all'Inferno, finisce per errore in Paradiso.
Un Paradiso che è tuttavia assai diverso da come la cultura religiosa ce lo descrive: qui infatti non si incontrano così facilmente Profeti e Patriarchi pronti ad accogliere i nuovi arrivati. Figuriamoci  ! Come spiega Sandy, un vecchio angelo: "sarebbe un onere ben grave per quei vecchi accogliere sessantamila nuovi arrivati al giorno " ! E così, predicatori terreni come un certo Talmage di Brooklyn rimarranno delusi quando giungeranno in Paradiso....specie se verranno a conoscenza del fatto che sono stati nominati Profeti emeriti sconosciuti come: il sarto del Tennessee Billings, il veterinario dell'Afghanistan Sakka, il calzolaio di una colonia francese chiamato Marais e il muratore Jones il quale, se gli fosse data l'occasione favorevole, avrebbe dato prova di grande genio militare financo superiore a quello di Napoleone...ed invece fu sempre scartato come soldato semplice in quanto gli mancavano due incisivi ed entrambi i pollici !
Questa è la legge del Paradiso di Mark Twain: coloro i quali nella vita terrena non hanno avuto una ricompensa adeguata ai loro meriti, in Cielo occupano la posizione che loro meglio compete.
E così, fra parate in onore di questi emeriti ma meritevoli sconosciuti, canti angelici ed inni sacri cantati in onore dei neo-arrivati (come un barista convertito in extremis), si snoda il romanzo iperumoristico che fu inedito sino al 1907 per volontà dello stesso Twain che pur lo iniziò nel 1870.
"Viaggio in Paradiso", a dire il vero, è solo uno (ma sicuramente il migliore) dei racconti dissacranti nei confronti della religione scritti dal Nostro (molti dei quali contenuti nella raccolta "Racconti contro tutti" edizioni Stampa Alternativa).
La gran parte sono rimasti inediti sino a parecchi anni dopo la sua morte (1910), sia per volere della moglie che della figlia e in quanto sarebbero certamente stati censurati in un'epoca così bigotta e legata alla tradizione.
Fra questi vorrei ricordare "Lo Straniero Misterioso" che secondo me è un vero e proprio romanzo filosofico il cui protagonista è un ragazzo non a caso di nome Satana il quale, fra le altre cose, spiega ad un gruppo di suoi coetanei come la gran parte della "razza umana" sia fatta di pecore che seguono le minoranze che gridano più forte delle altre. Significativo in questo senso il passo: "Le monarchie, le aristocrazie, le religioni sono tutte basate su questo grande difetto della vostra razza: la diffidenza di ogni individuo nei confronti del suo vicino, e il desiderio, per motivi di sicurezza e di comodità personale, di mostrarsi sotto una buona luce agli occhi del vicino".
Come non dare torto, pur a distanza di oltre un secolo, al signor Samuel Langhorne Clemens in arte Mark Twain: eterno ragazzo, eterno monello, impareggiabile maestro di vita per ragazzi e adulti che in ogni epoca hanno riso e continueranno a ridere dell'assurdità che ci circonda.



Luca Bagatin

Pubblicato il 23/2/2008 alle 10.27 nella rubrica ARTICOLI.

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