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VERRA' LA MORTE E NON SARA' CIECA (le mancheranno solo un paio di diottrie): racconto surRenale by Luca Bagatin





Teofilo Agonia di Cernusco sul Serio (sul serio ? Ma và !), prima di morire, mi scrisse una mail in cui sosteneva che le Sick Girls sono il preludio del sadismo in tutta la sua drammatica drammaturgica dramaticità.
A qualcuno piace caldo. E qualcun altro sosterrebbe che le Sick Girls sono solo delle "gran gnocche".
Personalmente sospendo il giudizio almeno sino al Giorno del Giudizio: sono uno scrittore sadomaso.
Attendo quel Giorno con l'ansia congenita e le arterie otturate da voraci e veloci pasti alla Nutella e alla Salsa Rosè (non necessariamente in questo ordine e non necessariamente assieme).
Attendo l'ora della Sua-venuta.
Antonella Sua era un'impiegata del catasto sindacalista della Cisl nonché mia amica. Quando dico amica intendo amica-amica. Non ci andavo a letto insomma: era troppo alta per un tappo come me (che pur odora di balsamo al Vetyver) oscillante fra i 165 cm di Sarkozy e i 171 cm di Berlusconi.
Antonella Sua era alta 199 cm e senza tacchi: adorava le ballerine. Meglio se classiche: era lesbica.
Ho sempre avuto un debole per le lesbiche e, poi, infondo, sono debole di stomaco e, pertanto, ho un pessimo rapporto con le donne in generale.
Specie quelle in divisa.
Luisella Pravettoni di Cernusco Lambro è una mia ex tornata da poco dall'Afghanistan ove si trovava in missione speciale. Oggi è un bel pezzo di Corpo dei Parà.
Ora si è ri-fidanzata con un caramba, ma io ne conservo ancora le foto segnaletiche: allora, quando ci conoscemmo, ero Ispettore Capo della Squadra Speciale di Cernusco sul Naviglio e l'avevo pizzicata un paio di volte a rubare nella gioielleria di Teofilo Agonia. Il mio amico gioielliere.
Ad ogni modo comunque (parafrasando l'immancabile Dino Buzzati), torniamo a bomba: alle Sick Girls, al sadismo, alla trifola sanguigna e sanguinolenta. Tanto è tutto succo di pomodoro.
Da almeno un mese frequentavo Vitaldeath, una Sick Girl molto vitale e amante, come me, del concetto di morte.
Il concetto della morte, sì, quello del "chi non muore si rivede"; "chi è morto non scagli la prima pietra altrimenti AAAAAHHHHHHH !!! vuol dire che è un fantasma e io sono debole di cuore, cazzo !"; "un morto non può mordere" come diceva Plutarco che è passato a miglior vita con i denti tutti sani. Altri tempi allora !
Insomma, sono giunto alla conclusione che Teofilo Agonia è invidioso e si crogiola nella sua agonia.
Nella sua masochistica e misogina agonia.
Ora, per carità, è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma farsi una canna a 80 anni non è come farsene una a 20 o....a 30 !
E l'ottuagenario Agonia ci ha rimesso le penne.
Penne all'arrabbiata, quelle che gli faceva sua madre quando aveva ancora 7 anni ed era un tenero bambino e non pensava né alle donne né tantomeno ai gioielli (a quelli ci avrebbero pensato le sue innumerevole fidanzate che praticamente gli avevano svuotato il negozio !).
Il punto non è la virgola e nemmeno le virgolette nelle mutande di quel tale che se l'è fatta sotto dopo aver visto il fantasma di Mosè che scagliava la prima pietra contro Enrico Boselli amico di Gesù detto il Cristo Saragattiano.
"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", scriveva Cesare Pavese che non era ghiotto di pavesini ma, forse, della sua collaboratrice Nanda Pivano che lo avrebbe ben presto abbandonato per quel fustacchione di Jack Kerouac.
Verrà la morte.
Verrà la vita.
Verrà la vita assieme alla morte, come la Nutella assieme alla Salsà Rosè.
Verrà Vitaldeath ed io assieme a lei.


Pubblicato il 7/4/2008 alle 11.36 nella rubrica FATQUAK SCHOOL.

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