Blog: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it

Per una Costituente Liberaldemocratica




Avanti con la neo nominata "Costituente Gialla", ovvero con la Costituente Laica e Liberaldemocratica.
Questo il progetto del Forum per l'Unità dei Repubblicani rilanciato all'Assemblea Nazionale dal portavoce Paolo Arsena e compagni.
Il progetto è una forza laica e liberale in opposizione al bipolarismo dominante, a quei PD e PDL definiti "contenitori di plastica fatti di uomini e donne indistinti".
Un progetto al quale guardano con simpatia anche gli esponenti del Partito Liberale di De Luca e quelli del Partito Repubblicano Italiano che non si riconoscono nella linea di La Malfa e Nucara di alleanza con il PDL di Berlusconi.
Un progetto che parta innanzitutto dalla Elezioni Europee e che possa dare vita finalmente ad una forte area liberale, democratica e repubblicana.
Progetto a parer mio interessantissimo, per carità, ma, con il senno di poi, forse, assai veleitario e limitato.
E' un progetto perseguito da molti di noi da lungo tempo, ma che sino ad oggi non ha dato alcun risultato concreto e produttivo e per diversi ordini di motivi.
Il primo è la mancanza di una visione progettuale che metta d'accordo le varie anime dell'area laica. Possibile, a parer mio, solo se si va oltre i concetti di "destra" e "sinistra" e si guarda ai programmi ed a progetti concreti.
Il secondo è la necessità comunque di non scomparire dal panorama politico nazionale. Cosa che è accaduta ai Liberali (che peraltro ho votato e sostenuto io stesso) che all'ultima tornata elettorale hanno preso lo 0,3 % ed ai Socialisti di Boselli che hanno portato a casa un misero 0,9 %.
Coloro i quali hanno invece portato a casa dei risultati sono unicamente i laici che hanno accettato il compromesso, pur non rinunciando alla loro specificità progettuale e storica.
Parlo dei 27 deputati Socialisti eletti nelle liste del PDL, dei Repubblicani del PRI eletti anch'essi nella compagine berlusconiana e dei Radicali eletti nelle liste del PD.
Nessuno di loro è confluito formalmente nei rispettivi partiti unici e ciascuno di loro prosegue le sue battaglie in sostanziale autonomia.
Personalmente, poi, debbo confessare che l'attuale Governo Berlusconi ha lasciato inaspettate quanto fondamentali possibilità proprio a questi laici.
Tre ministri liberalsocialisti (Sacconi, Brunetta e Frattini) che stanno portando avanti riforme importanti a partire dalla detassazione degli straordinari, dalla piena attuazione della Legge Biagi, dalla lotta ai fannulloni in ogni settore, all'abolizione dell'ICI e per una politica estera occidentale ed a sostegno di Israele.
Da non dimenticare il recepimento delle istanze dei Repubblicani: abolizione delle Provincie, ritorno all'energia nucleare e rigore nei conti pubblici.
Detto ciò, penso di aver detto tutto. Forse uno schieramento ove è possibile lavorare oggi c'è ben più di ieri.
Certo, c'è la questione dei diritti civili e delle libertà individuali.
Siamo certi che se l'attuale Governo seguirà i dettami vaticani e clericali, sarà destinato a perdere ed a rendersi ridicolo e anacronistico in tutto l'occidente liberale e democratico.
Berlusconi stesso pensi al leader inglese Cameron, a quello repubblicano McCian, al Premier francese e financo a quello spagnolo. Tutti portarori di istanze laiche, liberali e civili che sono vincenti e popolari.
Il Popolo delle Libertà, quindi, scelga: o si fa portatore di vera libertà a 360 gradi o rimane la fotocopia della peggior Democrazia Cristiana e dell'MSI.
I laici, liberali, liberalsocialisti e repubblicani si uniscano quanto prima invece. E siano vero gruppo di pressione al di là degli schieramenti, ma ben consapevoli ove oggi è possibile lavorare. Quantomeno nel medio periodo.
Certo, un nuovo Partito Radicale dei Liberali e dei Riformatori, potrebbe essere rifondato ed essere nuovo luogo di aggregazione al di là della limitatezza delle definizioni "destra" e "sinistra".
Per ora guardiamo al presente, poi si vedrà.




Luca Bagatin

Pubblicato il 5/6/2008 alle 17.18 nella rubrica ARTICOLI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web