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Costruire la Casa di tutti i Liberali e Repubblicani


Con la nuova legge elettorale per le europee che ci attende o si raggiunge il fatidico 4% oppure addio rappresentanza.
Certo che la stanno "confezionando" proprio bene, questa leggina, in modo che ad essere rappresentati nel Parlamento Europeo per l'Italia, siano solamente i "partiti di plastica" senza alcuna cultura politica alle spalle.
Iniziamo con il PdL: si propone quale reppresentante del Partito Popolare Europeo per quanto al suo interno vi siano componenti che con il popolarismo europeo non hanno nulla a che fare: AN, il PRI, i Socialisti e i Riformatori Liberali.
Proseguiamo con il PD: è un ibrido fra postcomunisti (autoproclamatisi socialisti) e democristiani di sinistra (autoproclamatisi liberali) con l'aggiunta dei Radicali.
Per non parlare dell'IdV che si autoproclama liberale con un leader populista che giammai nella sua vita ha votato Liberale (infatti Di Pietro votava per la DC per sua stessa ammissione) o ha mai proposto qualche cosa di liberale in economia e nei diritti civili !
Ora, questi partiti raccolgono la gran parte dei voti degli Italiani, ma questo perché ?
Perché la sparano più grossa e perché sono seguitissimi dai mass-media.
Punto e stop.
Posto questo veniamo a noi che vogliamo costruire pragmaticamente una Casa Liberaldemocratica in Italia che ambisca almeno al 5 %.
E questo considerando anche quanto sta avvenendo in Gran Bretagna ove i Liberaldemocrats stanno diventando il secondo partito con buone possibilità di ambire il Governo del Paese scavalcando i Conservative !
L'ambizione non ci manca. Quel che manca sono i danari e le forze sul campo, questo è vero.
Si tratta purtuttavia di costituire un nucleo che veda protagonisti ed uniti: liberali, democratici, repubblicani e liberalsocialisti presenti in entrambi gli schieramenti oggi in lizza.
Partiamo dal PRI e dal PLI e aggreghiamo le varie Federazioni dei Liberali, il Forum per l'Unità dei Repubblicani, la rivista Libro Aperto, la Fondazione Ugo La Malfa, il quotidiano "L'Opinione delle Libertà", la rivista Terzarepubblica.it di Enrico Cisnetto, l'Associazione Società Aperta e settori liberali della UIL. Chiediamo anche il sostegno di opinion leader e degni economisti come Oscar Giannino (già nel Consiglio Nazionale del PRI) e Davide Giacalone.
Aggreghiamo le forze e i danari. Obiettivo: non far morire definitivamente i Liberali e i Repubblicani italiani e consentire loro una rappresentanza prima europea e poi italiana.
Del resto senza la cultura Libdem e Repubblicana l'attuale governo se la sarebbe sognata la svolta riformatrice. La lotta ai fannulloni, la proposta di abolizione delle comunità montana e le provincie, il ritorno al nucleare, la separazione delle carriere dei magistrati. Tutte battaglie storicamente Liberali e Repubblicane.
AN e Lega Nord, da partiti statalisti quali sono, hanno sempre ramato contro tutto ciò. Per fortuna che Silvio ancora c'è, è il caso di dire. E per fortuna che lui ancora li ascolta i Repubblicani e i Liberali.
Ma dopo Silvio ? E, soprattutto, siamo ancora convinti che questi due involucri di plastica PdL e PD, possano reggere così come sono ?
E...che cosa ci rappresentano, in sé ?
Ora, la cultura liberaldemocratica in Italia non è mai stata maggioritaria, però sino al 1992 quella cultura rapppresentata dal PRI e dal PLI riusciva a raccogliere almeno il 5% dei voti riuscendo ad arginare le spinte clericali della DC e quelle stataliste del PSI.
Oggi la sfida è ancora più dura. O si arriva al 4% o 5% oppure si è fuori.
Il glorioso passato non basta: si guardi al presente e si cerchi di costituire un Partito dei Liberali e dei Riformatori italiano. Un ELDR italiano, insomma, che guardi ad un'Europa politica più che economica. Che guardi ad una politica estera comune e a fianco degli Stati Uniti. Che parli di diritti civili. Che parli ai singoli individui e non alle masse.
Una forza che in Europa sta guadagnando consensi e superando ora i Popolari-Conservatori ora i Laburisti-Socialdemocratici.
A partire da settembre è urgente che riparta l'orologio d'una politica che in Italia veda protagonisti l'Edera del PRI ed il Tricolore del PLI.




Luca Bagatin

Pubblicato il 12/8/2008 alle 8.34 nella rubrica ARTICOLI.

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