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FEDE e LIBERTA': dibattito politico-culturale a Pordenonelegge



Ferdinando Adornato, Khaled Fouad Allam e Younis Tawfik, relatori al convegno "Fede e Libertà" organizzato nell'ambito dell'edizione di Pordenonelegge di quest'anno.

Fede e libertà. Che implicazioni e connessioni vi sono fra fede e libertà nel mondo globalizzato ?
Questo è il quesito al quale hanno tentato di rispondere il direttore della rivista "Liberal" Ferdinando Adornato, il sociologo Khaled Fouad Allam ed il giornalista e scrittore iracheno Younis Tawfik, nel corso della tavola rotonda dal titolo appunto "Fede e Libertà" nell'ambito della manifestazione letteraria Pordenonelegge tenutasi dal 19 al 21 settembre nella città di Pordenone.
Tawfik ha esordito ricordando la morte violenta di suo fratello avvenuta in Iraq due settimane fa a causa del suo essere libero pensatore dissidente nei confronti del fondamentalismo islamico. Un fondamentalismo fortissimo nonostante la presenza di istituzioni più democratiche e della presenza statunitense.
Le autorità, per intenderci, fanno molta fatica a contenere un fenomeno che fa sempre più presa sulle masse, spesso povere ed incolte, che trovano nella fede l'unico mezzo a cui aggrapparsi.
Purtuttavia, prosegue Tawfik, in Iraq, si vive nella precarietà della vita: oggi ci sei, domani non si sa. Specie se sei dissidente. Anche perché purtroppo l'Occidente, nonostante tutto, non si è mai posto veramente il problema dell'aiutare direttamente i dissidenti politici di quelle realtà offrendo loro una sponda.
Purtuttavia vi sono da diversi anni nel mondo musulmano delle confraternite gnostiche e misteriche come i Sufi, i quali si rifanno al Neoplatonismo, che stanno cominciando a prendere piede - specie in Marocco - proprio per arginare il fondamentalismo e dare vita ad un Islam democratico e civile. Confraternite ancora una volta perseguitate.
Fouad Allam, anch'egli di cultura musulmana e anch'egli naturalizzato italiano, nonché ex parlamentare della Margherita e presto consulente del Presidente della Camera Gianfranco Fini, ha svolto un'analisi storica e sociologica dell'Islam sin dai tempi di Maometto ed ha insistito sulla mancanza di un vero modello culturale di riferimento da parte dei muslumani oggi, nel mondo moderno e globalizzato.
L'Islam è quindi in crisi, dice Fouad, e ciò lo rende fortemente ideologico, diventando così preda di una teologia fondamentalista e quindi violenta. E' necessario quindi spezzare tale meccanismo perverso per mezzo della cultura e dell'educazione. Anche partendo dai musulmano presenti qui in Europa, perché si integrino pienamente e contribuiscano a creare un'"Islam europeo", capace di accettare la democrazia e la libertà individuale.
Ferdinando Adornato, autore assieme a Monsignor Rino Fisichella anche del libro "Fede e libertà. Dialoghi sullo spirito del tempo", punta invece alla superiorità della religione sulla politica.
E, nella fattispecie - secondo Adornato - è necessaria una ripresa dei valori cristiani nell'Occidente in quanto la democrazia è nata proprio grazie alla religione cristiana.
"Cristo fu un rivoluzionario"  - afferma il direttore di "Liberal" -  "il quale a differenza di Maometto non si pose il problema di unificare lo Stato e di costruire le sue leggi, bensì quello di contestare la religione degli Scribi e dei Farisei".
Gesù, quindi, secondo Adornato, gettò le basi per la libertà del singolo individuo. Così come prima di lui fece il filosofo graco Socrate.
Ferdinando Adornato crede quindi nella democrazia liberale, ma ritenendo che essa derivi direttamente dalla religione cristiana.
E' qui che Fouad Allam, ben più laico, ha i suoi dubbi ritenendo infatti che la democrazia e la libertà sono valori fondamentali che fanno parte dell'Umanità intera indipendentemente dal credo o dall'etnia di provenienza. E che proprio la separazione di questi valori dalle religioni sono una garanzia di rispetto reciproco. E qui cita Rousseau affermando appunto che "l'individuo è nato libero e, ove incatenato, deve cercare di emanciparsi". Magari proprio per mezzo della cultura e dell'educazione (come peraltro insegnavano Giuseppe Mazzini ed il Mahatma Gandhi) e con una grande fiducia nel futuro.
E così, assistito al dibattito, possiamo candidamente concludere affermando che Fede e Libertà possono anche essere connesse, certo. Specie se abbiamo una smodata fede nella libertà dei singoli individui e nelle loro capacità creative.
Che ciò riguardi Gesù, Maometto o qualche altra figura religiosa, abbiamo comunque forti dubbi. Infondo l'Occidente liberale e democratico si fonda più sulla cultura greco-romana, platonica e socratica, che su quella giudaico-cristiana, sopravvenuta secoli dopo e per certi versi imposta.
Il futuro ed il presente, ad ogni modo, ci attendono. Forti dei nostri principi eterni ed universali che partono dallla fiducia nel singolo e quindi nell'Umanità.

Luca Bagatin (nella foto con Khaled Fouad Allam, per gli storici i vicoli di Pordenone)

PS: dopo il dibattito ho avuto il pacere e l'onore di pranzare con Khaled Fouad Allam, che è un vecchio amico dai tempi in cui militavamo entrambi nella Federazione dei Verdi, quando i Verdi non erano ancora "rossi" ed attaccati alla cadrega.
Ricordo che lo conobbi nel 1999 quando era candidato alle Elezioni Europee. Cenammo assieme a Udine e ricordo che anche allora, nonostante io fossi un "dissidente" e conducevo la campagna elettorale per la Lista Emma Bonino-Radicali, avevamo una perfetta identità di vedute.

Pubblicato il 20/9/2008 alle 17.34 nella rubrica ARTICOLI.

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