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Parliamo di Europa con le ragazze del Movimento Federalista Europeo di Udine

Articolo-intervista di Luca Bagatin



Chissà chi immagina o chi si ricorda che i primi a parlare di un'Europa unita e federale furono gli eroi del Risorgimento italiano Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.
Il primo mise in piedi anche un'associazione clandestina - giudicata dai monarchici, dai clericali e dagli austriaci “sovversiva” -  ovvero la Giovine Europa (il cui simbolo fu l'Edera), la quale mirava ad un'Europa unita, federata, affratellata e repubblicana. Il secondo, non a caso, parlava delle Nazioni come “sorelle” le quali avrebbero duvuto unirsi per emanciparsi socialmente e combattere la tirannide.
Si dovrà tuttavia aspettare sino agli anni '40 del '900 allorquando dei lucidi sognatori antifascisti di estrazione politico-culturale liberalsocialista e repubblicana, come Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni – nel loro confino di Ventotene – elaboreranno il famoso “Manifesto” che getterà le basi per il Movimento Federalista Europeo.
Il MFE è dunque un'associazione politica indipendente dai partiti che mira – tutt'oggi - ad una piena integrazione politica e federale europea al fine di superare i conflitti fra i singoli Stati e tentare di risolvere, dunque, ogni tipo di crisi economica e sociale.
E così, con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo alle porte, abbiamo deciso di intervistare tre giovani attiviste del Movimento Federalista Europeo della Sezione di Udine che è  sorta storicamente nel 1943.
Parliamo di Diana Coseano, Segretaria del MFE di Udine, di Greta Facile, Vicesegretaria e della Tesoriera Giulia Tasso. Tre venticinquenni laureate in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso il polo goriziano dell'Università degli studi di Trieste.


Il Direttivo del MFE di Udine. In piedi a partire da sinistra: Giulia Tasso (Tesoriera); Gianfranco Cosatti (Presidente, già Presidente dell'Associazione Mazziniana Italiana sezione friulana "Luciano Bolis"). Sedute: Greta Facile (Vicesegretaria) e Diana Coseano (Segretaria)

Luca Bagatin: Che cosa vi ha spinte, così giovani, ad occuparvi di Europa ?

Giulia Tasso:
Posso parlare della mia esperienza. Sin da ragazzina mi sono interessata d’Europa e degli aspetti pratici che la riguardano: i confini aperti fra i diversi stati nazionali, la moneta comune, la possibilità di spostarsi da un paese all’altro con la sola carta d’identità per studiare, lavorare o anche per turismo. Il fatto di nascere e crescere in una regione come il Friuli Venezia Giulia, ha poi sicuramente facilitato lo sviluppo del mio sentimento di curiosità verso l’Europa, proprio per la sua posizione geografica a stretto contatto con altri Stati europei. E proprio negli ultimi anni con l’ingresso della Slovenia nel Trattato di Schengen e l’arrivo della moneta unica, ho potuto assistere ad una parte di quello che l’Europa fa quotidianamente per i propri cittadini. Cose che spesso vengono date per scontate nonostante i sacrifici fatti per raggiungerle.


Luca Bagatin: Come mai avete scelto di associarvi proprio allo storico Movimento Federalista Europeo ?

Diana Coseano:
Abbiamo iniziato a conoscere il MFE al primo anno d’Università a Gorizia grazie ad un corso sulle Istituzioni europee e poi, nel 2005, grazie al supporto di Gianfranco Cosatti Simon (attuale Presidente del MFE udinese ed ex Presidente dell'Associazione Mazziniana Italiana sezione friulana “Luciano Bolis” n.d.r.), abbiamo rifondato la sezione di Udine da un anno inattiva. Ciò che ci ha spinto verso il MFE è stato senza dubbio il nobile scopo del movimento al di sopra delle fazioni e del “tifo politico” così comune nel nostro Paese. E poi la concretezza di questo ideale e la passione che abbiamo visto in chi, per anni, ha lavorato e lavora nel sogno di vedere un giorno l’Europa unita.


Luca Bagatin
: Perché è importante, secondo voi, giungere alla Federazione degli Stati europei ?

Greta Facile:
Perché la  dimensione nazionale dello Stato ha dimostrato di essere ormai inadeguata non solo per affrontare i grandi problemi contemporanei (crisi economica e finanziaria, problematiche ambientali, terrorismo, criminalità organizzata internazionale, etc) la cui dimensione è mondiale, ma anche per garantire un'effettiva partecipazione dei cittadini alla “cosa pubblica” ed un'efficace programmazione del territorio. Il federalismo consente infatti di organizzare democraticamente i rapporti fra differenti comunità territoriali, dal livello più basso - come quello regionale - a quello  più alto come quello continentale.
Non dimentichiamo inoltre che lo Stato federale non è solo una nuova forma di governo, ma è anche una nuova forma di organizzazione internazionale: la sola in grado di realizzare pienamente la pace, perché sottrae agli Stati il potere di dichiarare guerra, trasformando i rapporti di forza internazionali in rapporti basati sul diritto; il nazionalismo ha invece dimostrato di essere l'ideologia politica che ha condotto l'Europa ed il mondo al tragico epilogo del nazi-fascismo e della guerra totale.


Luca Bagatin
: Siamo faticosamente, dopo anni, giunti all'unità economica dell'Europa.
Pensate sia stato – per così dire – saggio, per i Paesi fondatori, puntare prima all'unità economica e solo poi, all'unità politica dell'Europa ?

Greta Facile:
Pensiamo che a quel tempo (i primi accordi comuni riguardanti la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, risalgono ai primi anni ’50) non si presentavano le condizioni per un'immediata integrazione politica e quindi i Paesi fondatori non ebbero altra alternativa che dare inizio al processo di unificazione attraverso accordi economici e commerciali. Non dimentichiamo, infatti, che sino a pochi anni prima, gli Stati europei, stavano combattendo una guerra fratricida che aveva lasciato grossi traumi nella psiche collettiva delle popolazioni europee. E’ però noto a tutti che i fautori dei primi accordi degli anni ‘50 avevano già chiaro nella loro mente l’obiettivo finale dell’unificazione politica e sociale. Conseguire questo risultato sarà compito della nostra e delle generazioni future.


Luca Bagatin: Attualmente l'Unione Europea ed il suo Parlamento hanno obiettivamente pochi poteri concreti. Una vera Federazione di Stati europei è ancora al di là da venire.
Quali sono, secondo voi, gli strumenti ed i meccanismi che possono essere messi in atto affinché ciò possa avvenire il più rapidamente possibile ?

Diana Coseano:
Oggi non sono moltissimi i poteri concreti dell’Unione Europea, anche se sono maggiori di quello che comunemente si pensa. Questo soprattutto a causa degli Stati nazionali che temono di perdere, oltre che parte della loro sovranità, anche parte della loro identità.
Per giungere ad una forma federale dell’Europa, ad oggi, di certo si deve agire potenziando il ruolo del Parlamento Europeo, magari ripensando all’assetto comunitario attuale e sensibilizzando l’opinione pubblica. Mi soffermo su quest’ultimo punto: la società civile è mediamente poco informata su tutto ciò che riguarda l’Europa. Si lascia pertanto “ingannare” dalla tendenza dei vari governi di prendersi il merito dei risvolti positivi di talune politiche e scaricare la colpa sull’UE quando qualcosa non funziona. Risulta dunque fondamentale - e per noi è un vero e proprio dovere - informare e sensibilizzare circa questi temi.


Luca Bagatin
: In tutto ciò, il MFE, che cosa fa ?

Giulia Tasso:
Il ruolo del Parlamento Europeo - privo di reali poteri decisionali rispetto agli altri organi dell’Unione - è da sempre al centro di accesi dibattiti all'interno del Movimento Federalista Europeo. Il principale obiettivo del MFE è infatti quello di avere, per l’Europa, un Parlamento realmente rappresentativo della volontà dei propri cittadini e che sia in grado di legiferare a livello sovranazionale per attuare una politica da Stati Uniti d’Europa e non frammentaria, ovvero fatta di rivendicazioni nazionali. Ricordo poi che già nel 1943, anno della sua fondazione, il Movimento Federalista Europeo ha sostenuto che non è possibile sostenere la creazione degli Stati Uniti d’Europa senza la partecipazione del popolo.


Luca Bagatin
: Secondo voi l'Italia ha attualmente una politica estera aperta all'Europa ?

Diana Coseano:
E’ importante dire che oggi non è più la politica estera di un Paese ad avere il monopolio delle relazioni con l’Europa. Negli ultimi anni sempre più politiche sono regolamentate e discusse a livello comunitario e diversi soggetti interagiscono direttamente ed abbastanza autonomamente a più livelli con l’Europa. Si pensi ai singoli Ministeri o alle Regioni. Più che parlare di una politica aperta all’Europa, sarebbe il caso di parlare, oggi, di una politica di fatto necessariamente europea sempre facendo attenzione a chi auspica passi indietro.


Luca Bagatin
: Le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo sono imminenti.
Qual è per voi il valore delle elezioni europee di fronte ad un Parlamento che, obiettivamente, è assai poco incisivo nella politica dei singoli Stati europei ?


Giulia Tasso
:
E’ purtroppo innegabile che il Parlamento Europeo svolge un ruolo di secondo piano a livello di politiche generali dell’Unione. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo  rispondono comunque al criterio democratico di rappresentanza per ogni singolo cittadino. E’ dunque indispensabile che il valore delle elezioni europee non venga ulteriormente svalutato perché, nonostante lo scarso potere che traspare dalle attività del PE, questo specifico organo è posto a rappresentanza e servizio di ogni singolo cittadino dell'Unione.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensate dello sbarramento al 4% introdotto recentemente nella legge elettorale italiana per le Europee ?

Greta Facile:
Osserviamo innanzitutto che l'introduzione di una soglia di sbarramento è presente nella legge elettorale nazionale fin dal 1993 e in leggi elettorali europee di molti Paesi e che spesso, nel passato, un'eccessiva frammentazione della rappresentanza politica aveva costituito un disvalore al pari di una sua eccessiva compressione, sacrificando importanti espressioni del pluralismo politico. Si tratta di una delicata composizione fra esigenze diverse che dovranno necessariamente trovare un accordo che permetta di tutelare gli interessi di tutta la collettività politica.
Ciò che però a noi sta più a cuore è che queste elezioni non si riducano ad essere l’ennesimo teatro di scontro e di polemica tra fazioni politiche nazionali. Noi intendiamo, anzi, lanciare un appello ai candidati alle europee perché si impegnino a presentare ai propri elettori un programma specifico volto alla soluzione delle grandi sfide che l’Europa dovrà affrontare. In questo modo le elezioni diventeranno l’occasione per accorciare la distanza tra partiti europei e cittadini e per superare il divario comunicativo  tra  cittadini e istituzioni europee. Rilanciando così il processo costituente europeo su rinnovate basi democratiche.


Post Scriptum:
Scusate ma, la foto è troppo "giotta" & simpatica......per non essere giocosamente segnalata (le altre componenti del Direttivo mi perdoneranno...spero)

Diana Coseano che si pappa una fetta di torta !!!!
A parer mio una foto davvero ben riuscita.

Pubblicato il 18/4/2009 alle 9.59 nella rubrica ARTICOLI.

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