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Piper: una commedia rivelazione.....davvero okay !



Mi ha letteralmente entusiasmato, divertito, persino commosso.
Erano forse anni che non si vedeva una commedia così in televisione: pulita, priva di volgarità, a tratti irriverente e persino romantica
Sto parlando di Piper, che Canale 5 ha trasmesso in queste settimane con sei puntate magistralmente dirette da Francesco Vicario (già noto per essere regista della famosissima serie tv I Cesaroni e per aver diretto, negli anni '80, Cristina D'Avena negli sdolcinatissimi serial per ragazzi Love me Licia & Co.).
E certo si vede che lo stile è assai diverso dalle bagaglinate sfottò alla Pingitore o dalle spaghettate alla fratelli Vanzina, che non mi pare brillino né per originalità, né per buon gusto (con tutto il rispetto, ma è un po' come mettere a confronto il ciclo di Fantozzi con la filmografia di Federico Fellini).
Ambientazione perfetta: i mitici anni '60 vissuti dento e fuori dal mitico locale giovane ed alla moda dell'epoca tanto amato da Patty Pravo.
Anni che mitici furono davvero sia per chi li visse in prima persona, sia per chi non li visse, ma attinse alla libertà che li percorreva  – così opposti ai bigotti e perbenisti anni '50 – così colorati e anticipatori della psychedelia e del cyberpunk anni '70 ed '80.
E così Piper ci ha offerto una miriade di storie condensate (e persino intrecciate fra loro) in ogni puntata: un Teo Mammucari meno gigione del solito (una volta tanto se lo merita, veh !) alla direzione di un autosalone a rischio fallimento ed una Anna Falchi che ritorna in tv interpretando la sua determinatissima e romagnolissima neo-consorte; una Valeria Marini attrice ed amante del potente Onorevole democristiano di turno (non è detto nella commedia che sia democristiano, ma un sacco di elementi di finto bigottismo lo lasciano ben intendere); un giovane sognatore amante della musica ed il suo gruppo di Demoni, che vuole sfondare come cantante armato solo del suo entusiasmo, ma supportatissimo da una famiglia semplice e che fa un sacco di sacrifici per tirare a campare (capitanata da Maurizio Mattioli, che finalmente sembra essersi sganciato dallo stile avanspettacolo, giungendo persino a far commuovere, oltre che a far ridere); un borghesissimo ed integerrimo giudice della Censura interpretato da un volutamente invecchiato Maurizio Casagrande, che finirà per innamorarsi di Alessia, una peperina piperina ben più giovane di lui ed interpretata da una magistrale Valentina D'Agostino. Per finire una storia romanticissima, a tratti tragica, ma pur sempre romantica: un giovane artista fotografo (altro sognatore del cast) che si innamorerà della bella Azzurra (Nathalie Rapti Gomez), ma alla quale finirà per rivelare di aver avuto una relazione precedente con sua madre, la Marchesa Cafiero (Carol Alt).
E' il sogno dei giovani degli anni '60 che percorre e pervade Piper ed anche il Piper, quello vero, di quell'epoca.
Giovani ribelli, neo-anticonformisti, riluttanti a scelte comode e borghesi, come si sarebbe detto un tempo.
E forse è proprio il più borghese dei personaggi che alla fine lo dice, lo afferma con forza, persino con un megafono e nella situazione scomodissima di trovarsi sul conricione di un condominio (vicissitudini dell'amore.....). E' infatti proprio il giudice della Censura Giampaoli che urla che forse ci siamo sbagliati a dare addosso alle piperine, ai capelloni, alle minigonne troppo corte, agli sconciati, ai sognatori e via discorrendo sarà proprio lui a scegliere una vita di ribellione, mandando a farsi benedire il suo borghesissimo matrimonio senza amore, per correre dalla giovanissima ed innamorata Alessia (la peperina piperina di cui sopra).
E' una scena che, a parer mio, racchiude tutto il senso della commedia. Così come il perdono di Azzurra nei confronti del suo ragazzo, evitando così di scegliersi una vita comodamente borghese, ma senza sogni, senza vero amore.
Penso che Piper non sarebbe stato tale senza gli attori e soprattutto le attrici giuste: senza la cattiva Clizia Fornasier, senza la romantica e bambina Nathalie Rapti Gomez e, lasciatemelo dire, senza quella che definirei la Brigitte Bardot degli anni 2000: Valentina D'Agostino.
Premetto che non la conoscevo, ma, una volta vista recitare, debbo confessare che è risultata la più credibile. Il suo fascino è totalmente anni '60 (si lasci da parte anche il trucco di scena) ed il suo personaggio si è mosso fra ironia ed ammiccamenti tipici delle piperine di quegli anni. Sono certo farà molta strada come artista.
Vorrei terminare dicendo almento una parola sulle musiche della commedia, ma, confesso, non sono un musicista, né capisco più di un acca di musica.....come si suol dire (per quanto personalmente mi sia identificato moltissimo nel musicista capellone della fiction, Mario Proietti, ma più che altro per lo spirito battagliero e sognatore).....
L'unica cosa che azzarderei è che la sigla Bye bye beautiful (guarda caso cantata proprio dal Proietti di cui sopra, interpretato, nella realtà, dal giovane Giulio Forges Davanzati) è già un cult su Youtube !
Vi ho detto tutto o quasi. L'unica cosa che mi chiedo – magari con un tantino di timore - è se vi sarà ancora spazio per altre commedie con e di questo stile e tenore.
La televisione nostrana ne sentiva davvero estremo bisogno. E direi che ciò significa che solo attingendo al nostro passato si può guardare meglio al nostro presente e, forse, anche ad un futuro artisticamente meno banale, più brillante, più creativo, più colorato e forse finanche psychedelico.
Chissà.....




Luca Bagatin

PS: per questo articolo ho fatto uno strappo ad una delle mie regole ferree (e forse anche di altri scrittori) e cioè mai far leggere niente a nessuno prima della pubblicazione.
Istintivamente ho voluto che fosse proprio l'attrice Valentina D'Agostino a leggerlo in anteprima e......sono rimasto molto lusingato dalla sua risposta !
Penso proprio che questo blog meriti di dare - nell'imminente futuro (imminente futuro....mmm...ho forti dubbi su quest'espressione, ma rende alla grande) - ampio risalto alla nuova Brigitte Bardot (non esagero, no.... Chi mi legge da qualche annetto sa che nei miei giudizi sono molto diretto e obiettivo).

Pubblicato il 6/6/2009 alle 10.27 nella rubrica ARTICOLI.

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